mercoledì 19 aprile 2023

Dalla Frazione Ungiasca al Pizzo Pernice.

Da Ungiasca 581 mt, sì percorre il segnavie R 03 che sale a Miazzina 721 mt, Alpe Pala 877 mt, Cappella Fina 1102 mt, fino a raggiungere il bivio con il segnavie P 06. Svoltando a sinistra, sì affronta il ripido sentiero che sale al Pizzo Pernice 1507 mt.








NOTA

La Provincia di Verbania, può vantarsi di avere al suo interno, tantissimi itinerari escursionistici, che vanno da quote quasi pianeggianti, fino a innalzarsi fin oltre i tremila metri di quota, tutti percorsi ricchi di storia e natura, con panorami che spaziano a 360 gradi, guardando tra Italia e Svizzera.

L’itinerario che propongo, ha inizio nella parte meridionale della provincia, e sì spinge fino ai confini del Parco Nazionale della Val Grande.

Si Parte da Ungiasca, piccola frazione situata nel comune di Cossogno 398 mt.

Dopo una breve salita, sì raggiunge Miazzina, grazioso paese, dove sì può trascorrere una piacevole giornata, immersi nell’atmosfera rustica che i vicoli di questo borgo offre ai turisti che sì avventurano tra le sue stradine.

L’Alpe Pala, è costituita da una serie di strutture private, probabilmente, in passato era anche un luogo di attrazione turistica, oggi vi si trova comunque un ristoro, dove sì può gustare la cucina tipica o compiere una piccola pausa prima di proseguire per la propria destinazione.

Poco sopra l’Alpe Pala, sì trova un sacrario dedicato agli alpini morti nelle grandi guerre mondiali, da qui, sì apre una piacevole balconata sul Lago Maggiore e sulle montagne del Varesotto, inconfondibili, le cime del Sasso del Ferro 1062 mt e del Campo dei Fiori di Varese 1227 mt.



Iniziando a costeggiare le pendici del Pizzo Pernice, sì esce finalmente dal bosco, iniziando a respirare un’atmosfera di montagna vera, i semplici colli, sì trasformano in monti che vanno oltre i duemila metri di quota, con alle spalle la bella cornice del Lago Maggiore. Raggiunto il bivio che sale al pizzo, dalla sella, inizia ad affacciarsi lo spettacolare panorama che sì manifesterà in tutta la sua bellezza, quando sì metteranno i piedi sulla cima del Pizzo Pernice. 360 gradi di panorama, ecco cosa attende l’escursionista all’arrivo in vetta. Ben tre laghi sì mettono in mostra, oltre al Lago Maggiore, sì possono ammirare anche il Lago di Varese e il Lago di Monate, mentre più a sud, la vista spazia dalla Pianura Padana alla dorsale dell’Appennino Ligure. Guardando verso ovest, Monte Rosa 3634 mt, domina lo sfondo, oltre alla vista di numerose cime che vanno oltre i quattromila metri di quota come il Dom 4545 mt. Nelle vicinanze, molte vette del Parco Nazionale della Val Grande sono facilmente riconoscibili, come Pizzo Proman 2098 mt, Cima della Laurasca 2195 mt e il vicino Pizzo Marona 2051 mt. Volgendo lo sguardo verso est, posso elencare cime come: Monte Tamaro 1961 mt, Monte Legnone 2609 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Grigna Settentrionale 2409 mt e Grigna Meridionale 2184 mt e Monte Generoso 1701 mt, oltre a tante altre cime che compongono la fascia prealpina dell’alto varesotto.

Pizzo Pernice, una piccola cima che regala un panorama unico e che merita di essere messa tra le mete di ogni escursionista che ama i panorami infiniti.












CURIOSITA' 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa mille metri di salita.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Miazzina e Alpe Pala.

COME ARRIVARE: da Verbania con SP 61, quindi seguire le indicazioni per Cossogno e Ungiasca.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass 90/97.

SEGNALETICA: cartelli informativi, e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Ca Pinotta, tel: 0323/505368.

lunedì 10 aprile 2023

Da Pettenasco all'Alpe Verminasca.

Da Pettenasco 300 mt, sì seguono le indicazioni per Pratolungo 506 mt, raggiunto il borgo, sì prosegue lungo il segnavie che porta ad Agrano 456 mt. Da Agrano si sale lungo la strada asfaltata che porta all’Alpe Selviana 572 mt, quindi, proseguendo lungo la strada che diverrà in seguito sterrata, sì va a recuperare il segnavie che sale all’Alpe Verminasca 909 mt.

 









NOTA

Ripercorrendo l’itinerario fatto lo scorso anno, in questa salita sono andato alla scoperta di un altro alpeggio situato nel gruppo montuoso del Mottarone. Dopo aver visitato Alpe Vedabia 879 mt, Alpe del Bosco 750 mt, Alpe Poncione 726 mt e Alpe Sculera 670 mt, in questa relazione, sono andato alla scoperta di un altro alpeggio situato poco sopra i 900 mt di quota, un luogo selvaggio, dove nella stagione invernale il silenzio diventa l’ingrediente principale di una piacevole camminata, che porta alla scoperta di un altro angolo di questa montagna conosciuta molto per lo sci, ma che sì sta rivelando sempre di più, un luogo ricco di storia e arte, ambienti solitari dove riscoprire il piacere di avventurarsi in un mondo fatto di pastori e di un lavoro che arriva dalla nostra vecchia storia.

Sì parte da Pettenasco, borgo che arriva dal lontano medioevo, un paese che vanta una spettacolare vista sul Lago d’Orta e sulle montagne che sì elevano dall’altro versante del lago come Monte Camosino 641 mt. Pratolungo è una piccola località di soggiorno, un minuscolo borgo che ospita un camping dotato di ogni servizio e di un albergo che garantisce ospitalità ai turisti che scelgono la tranquillità di questo piccolo paese, di notevole interesse, la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve, edificata intorno al 1683.



Agrano è un altro comune che sorge sopra le acque del Lago d’Orta , frazione di Omegna, ha una piacevole vista su montagne che vanno oltre i 1500 mt, come ad esempio il Monte Croce 1643 mt, facilmente riconoscibile dalla balconata della chiesa parrocchiale.

L’Alpe Selviana, è un piacevole agriturismo, dove trovare ristoro dopo una lunga camminata o per assaporare i piatti tipici della zona, dal parcheggio poco sopra l’alpe, sì può ammirare il Lago d’Orta e l’Isola di San Giulio.

L’Alpe Poncione, visitata lo scorso anno, rimane sempre nascosta nel bosco, solo una breve deviazione, permette di visionare un alpeggio dismesso, che rischia di rimanere dimenticato, mentre a mio parere, rimane una piacevole meta, da visitare ogni volta che sì cammina lungo questi itinerari.

 



L’Alpe Verminasca, è composta da una serie di baite adagiate su un morbido pendio, il panorama qui è un po’ avaro, però sì ha una splendida veduta di tutte le cime del Monte Rosa, compresa Cima Dufour 4634 mt e Punta Gnifetti 4554 mt. Tra le altre cime, mi permetto di inserire il Monte Tagliaferro 2964 mt, visibile come un dente che sbuca fuori dal nulla. Più in là, sì elevano cime che sconfinano in Valle d’Aosta. Il resto del panorama, sì concentra lungo i pendii e le valli che sì sono susseguiti durante la salita, arrivando a oltrepassare i 1300 mt di quota, man mano che ci sì avvicina alla vetta del Mottarone1491 mt.










CURIOSITA’

 

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E)

DISLIVELLO: oltre i 600 mt di salita e circa 80 mt di discesa.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°97/90.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pettenasco, Pratolungo, Agrano e Agriturismo in località Selvaiana.

COME ARRIVARE: da Novara, in auto con SS 229 o in treno lungo la linea Novara Domodossola.

DOVE ALLOGGIARE: Osteria Madonna della Neve tel: 0323/89122.

venerdì 7 aprile 2023

Da Caslino d'Erba, località Alpe del Prina, salita a tre cime: Monte di Faello, Monte di Palanzo e Monte Preàola.

Da Caslino d’Erba 426 mt, sì raggiunge in auto la località Alpe del Prina 587 mt. Sì prosegue a Piedi seguendo il segnavie che sale alla Bocchetta di Palanzo 1210 mt. Dalla bocchetta, sì prosegue oltrepassando il Rifugio Riella 1275 mt, raggiungendo la Bocchetta di Nesso 1313 mt; ora, svoltando a sinistra s’inizia a percorrere un sentiero non segnalato, che affronta la cresta che sale al Monte di Faello 1337 mt, prosegue per il Monte di Palanzo 1391 mt, e in fine sale sulla cima del Monte Preàola 1417 mt.









NOTA

Del Triangolo Lariano, ovvero di quel gruppo di montagne che dalla Brianza sì spinge fino alla punta di Bellagio 229 mt, ho raccontato spesso di percorsi, di cime, conosciute e frequentate da tantissimi escursionisti, ma questa volta vado a descrivere tre cime, di cui due quasi gemelle, che rimangono fuori dai circuiti conosciuti dai camminatori, un luogo più solitario dove l’ambiente montano offre spettacolari panorami a 360 gradi.

Si parte da Caslino d’Erba, piccolo paese ai piedi del Monte Barzaghino 1069 mt, con l’auto, sì raggiunge l’Alpe del Prina, costituita da un grande casolare adibito a caseificio, qui, oltre ad alcuni prati, vi sono una serie di parcheggi, però se la strada può sembrare troppo tortuosa, prima di arrivare all’alpe, sì può lasciare l’auto in una delle tante piazzole che s’incontrano lungo la salita.

Il primo punto panoramico, lo sì trova alla Bocchetta di Palanzo, qui, oltre alla piacevole vista del Monte Palanzone, 1436 mt, sì ha una magnifica panoramica sul Lago di Pusiano, sulla Brianza che sì abbandona verso la Pianura Padana, e nelle belle giornate, la vista vola fino alla dorsale appenninica, dall’Appennino Ligure, fino all’Appennino Tosco Emiliano.



Il Rifugio Riella, è uno dei tanti punti d’appoggio che s’incontrano lungo la dorsale del Triangolo Lariano, qui sì trova vitto e alloggio, il luogo ideale per trascorrere ore liete e serate fatte di miliardi di stelle.

Monte Faello, è la prima cima che sì affronta, piacevole salita ma avara di panorami, infatti un fitto bosco di faggi, ricopre la cima, regalando però una piacevole atmosfera da fiaba. Il Monte di Palanzo, è la seconda cima che sì raggiunge, da qui, sì apre una bella balconata su un tratto del Lago di Como, sicuramente il panorama è dominato dal Monte Palanzone, però guardando oltre il lago, non sì può non riconoscere l’inconfondibile sagoma del Monte Generoso 1701 mt, oltre alla bella vista del Monte Colmegnone 1383 mt, Sasso Gordona 1410 mt e del Pizzo della Croce 1491 mt.



Il Monte Preàola è una cima gemella al Monte di Palanzo, più alto di circa una ventina di metri, vanta una panoramica quasi simile, anche se la vista sul Monte San primo 1686 mt, è più diretta, come anche la vista che va dal Gruppo delle Grigne fino al Monte Linzone 1392 mt, con alle spalle le prime grandi vette delle Alpi Orobie.

La vista sul lago è limitata, però sì riconosce chiaramente il borgo di Argegno 291 mt, e parte della Valle d’Intelvi, più a ovest, svettano inconfondibili le cime del Monte Gradiccioli 1935 mt e del Monte Tamaro 1961 mt, com’è facilmente individuabile, la sagoma del Monte Bar 1816 mt.



La balconata spazia meravigliosamente sulla catena delle Alpi, da quelle Retiche, fino a quelle Marittime. Tre cime come già detto, meno frequentate, più solitarie, ma non per questo meno interessanti, un escursionista curioso e attento, non potrà fare a meno di avventurarsi in questo piccolo angolo del Triangolo Lariano.

 

CURIOSITA’

Poco prima dell’Alpe del Prina, sì trova un luogo sacro dedicato a San Francesco d’Assisi, meta turistica e di pellegrinaggio.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E), per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 950 mt in salita e circa 150 mt in discesa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Riella sotto la cima del Monte Palanzone.

COME ARRIVARE: da Como, seguendo le indicazioni per Tavernerio, Albavilla e Ponte Lambro, proseguire per Canzo e voltare a sinistra per Caslino d’Erba.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugi Riella con possibilità di pernottamento, tel: 031/378600- 031/378051- 3289391022.

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