venerdì 13 marzo 2026

Da Pettenasco al Monte Falò.

Da Pettenasco 300 mt, sì lascia l’auto nel parcheggio della stazione; quindi, poco dopo essere scesi al ponte della ferrovia, seguendo le indicazioni, s’inizia a percorrere la strada sterrata che entra nella Valle del Torrente Pescone. Mantenendo la sponda destra del corso d’acqua, sì segue il torrente, iniziando più avanti la più decisa salita che porta ad Armeno 523 mt.

Dopo aver visitato il borgo, sì prosegue lungo la SP 158 in direzione di Coiromonte, procedendo fino a trovare una cappella votiva, ora, svoltando a sinistra, sì risale la valle del Torrente Ondella, fino ad arrivare praticamente sotto l’Alpe Valpiana 790 mt circa. Dopo aver guadato il torrente, sì segue il sentiero che passa sotto l’alpeggio, appena arrivati nelle vicinanze di un rudere, sì affronta una breve salita che porta ad una strada sterrata, quindi, svoltando a destra, sì segue la strada fino a ritrovare la SP 158; effettuando una breve deviazione, è possibile visitare il paese di Coiromonte, uno dei più suggestivi del Gruppo Montuoso del Mottarone.

Appena usciti sulla provinciale, sì svolta immediatamente a sinistra, prendendo quota lungo la carrozzabile. Appena usciti dal bosco, sì prosegue verso la cima del Monte Falò, si arriva ad una sella dove sorgono tre grandi alberi, qui sì vede un sentiero sulla destra, che costeggiando le pendici del monte, arriva all’Alpe Vaighella 960 mt circa. Dall’alpe, per raggiungere il Monte Falò, consiglio di affrontare la salita lungo il pendio più dolce, che guarda verso il Lago Maggiore, da qui, sì sale fino a recuperare il sentiero frequentato anche dalle bike, quindi dopo un bellissimo traverso, sì raggiunge la cresta, ora seguendo il sentiero a sinistra, sì arriva in cima al Monte Falò 1080 mt.

NOTA

Come sempre, nel Gruppo Montuoso del Mottarone, per poter assaporare l’atmosfera di montagna selvaggia, serve evitare quella che è la cima più alta, strade asfaltate, alberghi, piste da sci, un mondo fatto di turismo, che a volte può non piacere a chi ama i luoghi solitari. Qui sì apre un mondo diverso, perché il Mottarone, è in grado di offrire anche questo, la vera montagna che rimane fuori dal turismo di massa, con viste eccezionali su Alpi, Prealpi e Appennino, laghi, valli e Pianura Padana, con una rete di sentieri per tutti i gusti e per tutti i livelli, Monte Falò, è tutto questo.

Si parte da Pettenasco borgo che esisteva già durante l’Impero Romano, da visitare, il lungolago e la Chiesa di Santa Caterina, eretta nel 1778 su antiche mura di epoca romana. Bella la vista sul Lago d’Orta e sulle vicine montagne, visibili il Monte Camosino 641 mt e il Monte Piogera 1249 mt

Il Torrente Pescone, è un lungo corso d’acqua che dalla cima del Mottarone 1491 mt, scava una valle, andandosi a tuffare nelle acque del Lago d’Orta. La parte iniziale del percorso, entra nella parte bassa di questa valle, con la piacevole vista di un ponte in pietra, di chiara origine romana.

Armeno è un altro piacevole borgo che sì attraversa durante la salita, il paese ha una storia antichissima, alcuni ritrovamenti, parlano di insediamenti che risalgono al IV secolo a.C., come testimoniano alcune tombe rinvenute in zona; poco prima di arrivare ad Armeno, sì può raggiungere una staccionata che ha una piacevole vista sul paese di Pratolungo 506 mt e sul Monte Novesso 1410 mt. Da vedere, la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Vergine Assunta del XII secolo, e la Chiesetta di San Rocco eretta sopra un colle.

La valle del Torrente Ondella, è proprio una bella valle di montagna, gli alpeggi che sorgono sui pendii della valle, testimoniano un’attività umana, fatta di allevamento e agricoltura, case sparse, isolate, ma che raccontano la vita difficile di questa montagna.

Alpe Vaighella è composta da tre edifici, che guardano verso sud, da qui, sì può ammirare la vista sulla Pianura Padana e sulla cresta del Monte La Guardia 830 mt, nelle giornate limpide, sì riesce ad intravvedere i prati dell’Alpe del Bosco 745 mt circa, altra interessante meta all’interno del gruppo montuoso.

Monte Falò è una cima particolare, l’ambiente che sì presenta è tipico di quote molto più alte, le uniche piante che crescono lungo i pendii, sono le ginestre, che durante la fioritura, colorano di giallo la cima.

La panoramica è unica, molto bella, 360° di panorama a perdita d’occhio. Subito sì mostra in tutta la sua bellezza la cima del Mottarone 1491 mt, la più vicina.

Guardando verso sud, sono riconoscibili i vicini Monte Cornaggia 922 mt e Monte La Guardia 830 mt, mentre all’orizzonte, la Pianura Padana precede la dorsale appenninica.

Facilmente visibili a est, Campo dei Fiori 1227 mt e Monte Nudo 1235 mt, mentre a fianco del Mottarone, svettano le cime del Parco nazionale della Val Grande, cime come Monte Zeda 2156 mt e Cima della Laurasca 2193 mt, a est, Monte Mazzoccone 1424 mt, Croce 1643 mt e Massa del Turlo 1969 mt; nelle giornate limpide, magnifica vista su tanti quattromila, oltre al re di pietra il Monviso 3841 mt, fino alle Alpi Marittime.

 

CURIOSITA’

 

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per alcuni guadi.

DISLIVELLO: più di 800 mt di salita.

SEGNALETICA: cartelli informativi fino ad Armeno, poi, pochi cartelli informativi e qualche bandierina bianco rosso, la salita al Monte Falò, è priva di indicazioni.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°90/97.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pettenasco e Armeno.

COME ARRIVARE: in auto da Borgomanero o da Omegna con SS 229.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Le Farfalle di Armeno tel: 3701226413, mail: lefarfallediarmeno@gmail.com.

giovedì 5 marzo 2026

Da Bisuschio al Poncione di Ganna.

Da Bisuschio 370 mt, sì attraversa Viale Cicogna, fino a raggiungere l’ingresso di Villa Cicogna, arrivati nel piazzale, si segue il vicolo sulla sinistra, svoltando poco dopo a destra in Via Lazzaretto, percorrendolo fino a confluire in Via Rimembranze. Raggiunta la Chiesa di San Rocco, sì prosegue lungo la strada asfaltata, fino a trovare la strada sterrata che sale verso l’acquedotto. Dopo aver superato l’acquedotto, sì continua a camminare lungo la sterrata, fino a confluire nel Sentiero 3V che arriva da Pogliana 487 mt. Seguendo la 3V a sinistra, sì oltrepassa il Passo delle Pietre Strette 725 mt, continuando a camminare fino ad arrivare sotto il Passo dell’Alpe Tedesco 785 mt. Ora con decisa salita, sì guadagna quota per raggiungere la vetta del Poncione di Ganna 992 mt.

NOTA

Come già scritto in varie occasioni, la Val Ceresio, offre tantissime escursioni di buon livello, salite di tutto rispetto e con varie difficoltà, fino ad arrivare alle tante pareti che sono ottime palestre per gli appassionati di arrampicata.

L’itinerario che descrivo, consente di salire forse la più famosa vetta della Val Ceresio, ovvero il Poncione di Ganna. Un gigante di roccia calcarea che vanta una panoramica quasi a 360 gradi, quasi perché Monte Minisfreddo 1042 mt, copre in parte la visuale; purtroppo non ho trovato una giornata limpida, quindi le immagini saranno grigie, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, lo spettacolo è di tutto rispetto.

Si parte da Bisuschio borgo che ha una storia che va indietro fino al popolo celtico, ricordo che tutta l’area della Val Ceresio, 220 milioni di anni fa, era un bellissimo mare dove viveva il famoso Besanosauro, fossile recuperato durante uno scavo archeologico. Da visitare vi è sicuramente Villa Cicogna XVI secolo, oltre alla Chiesa di San Giorgio Martire, realizzata verso la fine del 1500.

Il percorso che va verso il Passo dell’Alpe Tedesco, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo l’aspetto invernale, consente di avere delle visuali sul Poncione di Ganna, e in un unico caso, sì riesce ad avere la visuale ampia sul Monte Orsa 998 mt, anche il Passo delle Pietre Strette, interessante incrocio con diversi itinerari, rimane ricoperto dal bosco.

Il panorama vero, sì ha sulla vetta del Poncione, un colosso di pietra, uno dei balconi più belli della provincia, tra le cime che posso menzionare, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Martica 1032 mt, Monte Scerrè 796 mt, Monte Piambello 1125 mt, questo è l’immediato che sì può apprezzare anche nelle giornate di foschia, mentre in presenza di un cielo terso, lo sguardo vola verso la catena alpina e verso la dorsale orobica. Bella la veduta sulla Valle del Pralugano, sui laghi di Ganna e Ghirla, e sui borghi di Ganna, Bédero Valcuvia e Mondonico 698 mt.



Questa è una minima parte della vista che sì può ammirare dal Poncione, una cima per nulla banale, e che merita la fatica fatta per arrivare fin quassù.

 

CURIOSITA’

La croce, fu inaugurata nel 1954.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2:30.

DIFFICOLTA’: (E) per la salita al Poncione di Ganna.

DISLIVELLO: circa 640 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Bisuschio.

COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso, dal bivio che arriva da Pogliana, da Bisuschio, segnaletica scarsa.

DOVE ALLOGGIARE:

 

giovedì 26 febbraio 2026

Da Olgiate Molgora a San Genesio.

Dalla Stazione di Olgiate Molgora 287 mt, sì percorre il sentiero n°2, camminando lungo Via IV Novembre, Via Fabbricone, Via Olcellera e Via alle Scuole, svoltando a sinistra appena trovate le indicazioni che portano nell’abitato di Mondonico 346 mt. Dopo aver visitato il borgo, sempre con segnavie n°2, sì sale a Monastirolo 428 mt e successivamente a Crosaccia 634 mt. Dopo una breve pausa, sì continua in salita lungo il segnavie n°3 che aggira la cima del Monte Crosaccia 730 mt, raggiungibile con una breve deviazione, quindi poco dopo, sì arriva al borgo di Campsirago 676 mt; ora con sentiero n°1, sì arriva in cima al Colle San Genesio 846 mt, punto più alto dell’intero itinerario.

Per la discesa, sì segue la sterrata che segue la dorsale sulla sinistra del colle, perdendo quota e mantenendo sempre la sinistra ad ogni bivio, quindi, appena raggiunta la strada carrozzabile, in breve sì arriva nel borgo di Giovenzana 651 mt. Dopo aver visitato il paese, sì prosegue per Via Manzoni, arrivando poco dopo a Cagliano 639 mt. Sempre su strada, sì scende per Via G. Cesare e Via Raffaello fino a trovare il segnavie n°25, che evitando un tratto su asfalto, arriva nel nucleo di Pau 489 mt. Si attraversa l’abitato, per riprendere a scendere fino a Villa Buttero, che sì raggiunge con una brevissima deviazione, quindi ancora in discesa fino a Mondonico, da qui, sì riprende la strada fatta al mattino per tornare nella Stazione di Olgiate Molgora.

 

NOTA

Dopo la dorsale del Parco di Montevecchia, poco più a nord, sì eleva un secondo gruppo montuoso che non va oltre gli 800 mt di quota, e che precede di poco il piccolo castello roccioso del Monte Barro 922 mt. Questo gruppo, comprende tre cime sopra gli 800 mt e altre cime minori, tra i suoi pendii, sono numerosi i borghi che sì possono visitare, per non parlare delle tante chiese isolate che s’incontrano lungo i tanti sentieri che percorrono queste modeste montagne, che sono comunque un vero paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo e di bike.

Si parte da Olgiate Molgora, paese abitato già in epoca romana, da vedere la Chiesa di San Zeno XVIII secolo.

Mondonico è il primo borgo che sì attraversa, composto da alcune ville signorili, corti e una chiesa dedicata a San Biagio del 1536; guardando verso est, è facilmente riconoscibile il Monte Canto 710 mt, più conosciuto come la collina di Papa Giovanni XXIII°.

Monastirolo è il secondo borgo che s’incontra lungo la salita, è composto da alcuni casolari separati dal sentiero, un gruppo di case dove il silenzio domina in assoluto.

Crosaccia è un’area di sosta dominata da una croce in legno, non vi è un panorama, è più che altro un incrocio tra quattro itinerari, comunque una pausa è sempre lecita.

Monte Crosaccia, è una piccola cima che supera i 700 mt di quota, la sua salita non è necessaria, in estate con la vegetazione, non sì avrebbe alcun panorama, in inverno, sì riesce ad avere una piacevole vista su Monte Tesoro 1432 mt.

Campsirago è la terza borgata che s’incontra lungo la salita, bella la vista su San Genesio e su tutta la dorsale del Parco Montevecchia e Valle del Curone, lanciando lo sguardo verso la Pianura Padana.

L’eremo di San Genesio, è un complesso composto da una chiesa ricostruita sopra una chiesa antecedente, ed è purtroppo rinchiusa tra le mura di una proprietà privata; poco sopra, sorge il piccolo rifugio degli alpini, dove sì possono trovare dei tavoli con panche da utilizzare anche quando il rifugio è chiuso, da qui, sì apre una meravigliosa balconata che guarda verso la vetta del Resegone di Lecco 1875 mt, a sinistra, svetta la Grignetta 2184 mt, mentre a destra del Resegone, sì può ammirare la lunga dorsale  che comprende cime come la Corna Camozzera 1452 mt, e Monte Linzone 1392 mt, ben visibili la cime importanti come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Rotondo 2496 mt e Pizzo Alto 2512 mt.




Il comune di Colle Brianza comprende alcune frazioni, tra cui Giovenzana e Cagliano, da vedere, la chiesa di San Donnino XVII e San Materno XVI a Cagliano.

Pau è l’ultima borgata che s’incontra prima di arrivare nuovamente a Mondonico, composta da alcuni casolari, poco prima di entrare nel borgo, poco fuori, sorge la piccola Chiesa dedicata a San Gaetano XIII secolo.

Un percorso molto interessante, che va alla scoperta di un gruppo montuoso che sembra poco conosciuto, ma in realtà è meta di tanti escursionisti e appassionati di bike, al punto che giù in valle, a volte sì fa davvero fatica a trovare parcheggio, per questo consiglio di utilizzare il treno, mezzo che risulta senza ombra di dubbio molto più strategico.

 

CURIOSITA’

A Mondonico, ha abitato il pittore aristocratico Gola Emilio.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: meno di 600 mt, tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Olgiate Molgora, Campsirago, San Genesio quando aperto, Giovenzana e Cagliano.

COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105 e Parco Montevecchia e Valle del Curone INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, da San Genesio a Cagliano, segnaletica scarsa o mancante, prestare attenzione alle indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 18 febbraio 2026

Anello del Monte Sant’Emiliano da Sostegno.

Da Sostegno 382 mt, sì percorre il sentiero n°706 fino alla Bocchetta d’Ovasine 509 mt. Raggiunta la bocchetta, sì svolta a sinistra percorrendo il sentiero n°705, affrontando la ripida salita che porta in cima a Monte Sant’Emiliano dove sorge l’omonima chiesa. Da Sant’Emiliano, seguendo il sentiero n°709, si rientra a Sostegno.

 


 

 

 

 

 


NOTA

La prima fascia montuosa, che sì eleva alla sinistra del Fiume Sesia, è una catena di piccole montagne che non va oltre i 700 mt di quota. Pur con la loro modesta elevazione, questa dorsale, offre numerosi sentieri per nulla banali, difficoltà che vanno dalla semplice passeggiata turistica, alla più impegnativa palestra di roccia situata sulla Pietra Gruana 699 mt.

L’itinerario che propongo in queste righe, offre una salita impegnativa, raggiungendo la seconda cima per altitudine, che sì trova lungo la dorsale, dove sorge una bellissima chiesa che domina sulla valle.

Si parte da Sostegno, piccolo borgo di origine medievale, il classico paese di montagna, dove in inverno, il profumo del camino, crea una piacevole atmosfera di casa, da visitare, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, costruita sulle rovine di un antico castello.

 


 

 

 

 

 

La Bocchetta d’Ovasine, è un incrocio di sentieri, qui sì può scendere a Serravalle Sesia 330 mt, oppure tornare indietro fino a Gattinara 263 mt, percorrendo la lunga dorsale che comprende tante piccole cime come Cima Rimottina 491 mt, Bonda Grande 553 mt o Cima Frascheia 625 mt.

La salita che porta a Sant’Emiliano è davvero impegnativa, dopo un tratto in cresta, con una magnifica veduta su Pietra Gruana, Monte Fenera 899 mt, Colma dei Vasselloni 753 mt, e Monte Briasco 1185 mt, bella anche la vista sulla Pianura Padana piemontese.

Sant’Emiliano è una chiesa eretta nel tardo medio evo, sulle rovine di un antico tempio, qui il bosco limita la veduta, che altrimenti sarebbe di 360 gradi, bella la vista verso Sostegno e sulla pianura, è possibile scorgere la piccola Chiesa di San Bernardo, che sorge sul Dosso di San Bernardo 464 mt, visibile il bacino della Diga di Ravasanella.

Durante la discesa, sì raggiunge un pianoro dove è collocata la partenza della teleferica che sale a Sant’Emiliano, qui sì ha una magnifica veduta su Monte Mucrone 2335 mt, Monte Mars 2600 mt, Monte Bò 2556 mt, Monte Barone 2044 mt e verso Bocchetto Sessera 1373 mt.

 


 

 

 

 

 

Un itinerario breve ma intenso, un percorso non banale che richiede un buon fiato e una buona gamba, visto che i sentieri non sono da sottovalutare, anche la bassa quota, può essere all’altezza di un buon escursionista, una salita tutta da scoprire.

CURIOSITA’

Il sistema montuoso di cui parlo in questo itinerario, ha avuto origine quando in queste terre dominava un complesso sistema vulcanico, una storia che va indietro di milioni di anni.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero ripido.

DISLIVELLO: meno di 400 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locale d’emergenza dietro la Chiesa di Sant’Emiliano.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare le mappe di Mapy.com.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Cà del Busc, tel: 3454526600.

martedì 3 febbraio 2026

Da Casteggio al Monte Ceresino.

Da Casteggio 90 mt, sì raggiunge la parte alta, dopo aver visitato il borgo, sì esce fuori dal paese incamminandosi per Strada Madonnina. Si segue la dorsale, proseguendo come Via Costaiola, oltrepassando Cascina Angelina, arrivando poco dopo il bivio con Via Castel Felice. Si prosegue lungo strada sterrata, seguendo le indicazioni per Prime Alture, arrivando così a Cascina Campone 225 mt, sede dell’Azienda Agricola Prime Alture. Lasciata la cascina, sì guadagna quota arrivando nei paraggi di Cascina Morone 269 mt, qui, sì continua a salire seguendo il sentiero sulla destra, poco dopo, sì lascia il sentiero principale, per continuare su un’altra salita sulla sinistra, quindi, con percorso in cresta, e dopo aver oltrepassato una sbarra che impedisce il transito alle auto, sì raggiunge la cima di Monte Ceresino 432 mt.

NOTA

L’Oltrepò Pavese, oltre ad essere terra di ottimi vini, è anche un paradiso per chi pratica sport all’aria aperta, bike, cavalli e escursionisti, trovano tantissimi percorsi a quote collinari, con magnifiche vedute su immensi appezzamenti di terreni coltivati a vite, una dorsale dietro l’altra, con vista sulla Pianura Padana e nelle giornate limpide, su un’ampia porzione dell’arco alpino. L’itinerario che propongo in queste righe, porta alla scoperta di un piccolo monte purtroppo ricoperto da vegetazione, ma che però merita comunque di essere menzionato, un escursionista che ha già fatto tante cose, può mettere nella sua collezione, anche questa modesta cima.

Si parte da Casteggio, borgo popolato almeno dal VI a.C., una piccola cittadina di pianura che sorge ai piedi delle colline dell’Oltrepò, da visitare la Collegiata dedicata a San Pietro Martire ricostruita nel 1814, il Palazzo della Certosa del 1705 e la Fontana d’Annibale vicino alla Via Emilia.




Le colline, sono tutte tappezzate di vitigni, numerose le aziende che producono ottimi vini e i tanti agriturismi che s’incontrano lungo la salita, come ad esempio Prime Alture in località Cascina Morone, un piacevole rustico collocato sulla sommità di una dorsale, un posto magico dove ammirare una magnifica veduta sulle colline e sul Monte Ceresino, e sul colle Torre del Monte 412 mt.

Monte Ceresino, è una piccola cima che sorge poco sopra l’abitato di Calvignano 274 mt, come già descritto, la cima è praticamente ricoperta da boschi di querce, solo in un breve tratto, durante la salita, alcuni prati che prevalgono sul bosco, consentono la vista sulla valle del Torrente Ghiaia di Montalto, con vista su Borgo Priolo 144 mt e sulla cima di Monte Fratello 390 mt, che da inizio a quella che viene definita Costa Pelata.








Una salita non lunghissima, un assaporare di luoghi a noi vicini, dove l’escursionismo, va inventato, niente cartelli, solo le dorsali e la fantasia di chi percorre queste colline, apprezzandone ogni angolo in ogni metro che sì percorre, un’avventura che lascia un piacevole ricordo.

 

CURIOSITA’

La Fontana d’Annibale, non è un nome casuale, pare che in questa località, transitò Annibale con i suoi elefanti, dando vita a quella che è una storia che pare leggenda.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Casteggio, e vari agriturismi lungo la salita.

DISLIVELLO: 320 mt circa.

SEGNALETICA: nessuna, prestare attenzione alle indicazioni.

COME ARRIVARE: da Piacenza o da Voghera con SS 10, oppure da Pavia passando momentaneamente dal Ponte della Becca.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Consultare le mappe di Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Angelina tel: 3429603818.

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