giovedì 26 febbraio 2026

Da Olgiate Molgora a San Genesio.

Dalla Stazione di Olgiate Molgora 287 mt, sì percorre il sentiero n°2, camminando lungo Via IV Novembre, Via Fabbricone, Via Olcellera e Via alle Scuole, svoltando a sinistra appena trovate le indicazioni che portano nell’abitato di Mondonico 346 mt. Dopo aver visitato il borgo, sempre con segnavie n°2, sì sale a Monastirolo 428 mt e successivamente a Crosaccia 634 mt. Dopo una breve pausa, sì continua in salita lungo il segnavie n°3 che aggira la cima del Monte Crosaccia 730 mt, raggiungibile con una breve deviazione, quindi poco dopo, sì arriva al borgo di Campsirago 676 mt; ora con sentiero n°1, sì arriva in cima al Colle San Genesio 846 mt, punto più alto dell’intero itinerario.

Per la discesa, sì segue la sterrata che segue la dorsale sulla sinistra del colle, perdendo quota e mantenendo sempre la sinistra ad ogni bivio, quindi, appena raggiunta la strada carrozzabile, in breve sì arriva nel borgo di Giovenzana 651 mt. Dopo aver visitato il paese, sì prosegue per Via Manzoni, arrivando poco dopo a Cagliano 639 mt. Sempre su strada, sì scende per Via G. Cesare e Via Raffaello fino a trovare il segnavie n°25, che evitando un tratto su asfalto, arriva nel nucleo di Pau 489 mt. Si attraversa l’abitato, per riprendere a scendere fino a Villa Buttero, che sì raggiunge con una brevissima deviazione, quindi ancora in discesa fino a Mondonico, da qui, sì riprende la strada fatta al mattino per tornare nella Stazione di Olgiate Molgora.

 

NOTA

Dopo la dorsale del Parco di Montevecchia, poco più a nord, sì eleva un secondo gruppo montuoso che non va oltre gli 800 mt di quota, e che precede di poco il piccolo castello roccioso del Monte Barro 922 mt. Questo gruppo, comprende tre cime sopra gli 800 mt e altre cime minori, tra i suoi pendii, sono numerosi i borghi che sì possono visitare, per non parlare delle tante chiese isolate che s’incontrano lungo i tanti sentieri che percorrono queste modeste montagne, che sono comunque un vero paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo e di bike.

Si parte da Olgiate Molgora, paese abitato già in epoca romana, da vedere la Chiesa di San Zeno XVIII secolo.

Mondonico è il primo borgo che sì attraversa, composto da alcune ville signorili, corti e una chiesa dedicata a San Biagio del 1536; guardando verso est, è facilmente riconoscibile il Monte Canto 710 mt, più conosciuto come la collina di Papa Giovanni XXIII°.

Monastirolo è il secondo borgo che s’incontra lungo la salita, è composto da alcuni casolari separati dal sentiero, un gruppo di case dove il silenzio domina in assoluto.

Crosaccia è un’area di sosta dominata da una croce in legno, non vi è un panorama, è più che altro un incrocio tra quattro itinerari, comunque una pausa è sempre lecita.

Monte Crosaccia, è una piccola cima che supera i 700 mt di quota, la sua salita non è necessaria, in estate con la vegetazione, non sì avrebbe alcun panorama, in inverno, sì riesce ad avere una piacevole vista su Monte Tesoro 1432 mt.

Campsirago è la terza borgata che s’incontra lungo la salita, bella la vista su San Genesio e su tutta la dorsale del Parco Montevecchia e Valle del Curone, lanciando lo sguardo verso la Pianura Padana.

L’eremo di San Genesio, è un complesso composto da una chiesa ricostruita sopra una chiesa antecedente, ed è purtroppo rinchiusa tra le mura di una proprietà privata; poco sopra, sorge il piccolo rifugio degli alpini, dove sì possono trovare dei tavoli con panche da utilizzare anche quando il rifugio è chiuso, da qui, sì apre una meravigliosa balconata che guarda verso la vetta del Resegone di Lecco 1875 mt, a sinistra, svetta la Grignetta 2184 mt, mentre a destra del Resegone, sì può ammirare la lunga dorsale  che comprende cime come la Corna Camozzera 1452 mt, e Monte Linzone 1392 mt, ben visibili la cime importanti come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Rotondo 2496 mt e Pizzo Alto 2512 mt.




Il comune di Colle Brianza comprende alcune frazioni, tra cui Giovenzana e Cagliano, da vedere, la chiesa di San Donnino XVII e San Materno XVI a Cagliano.

Pau è l’ultima borgata che s’incontra prima di arrivare nuovamente a Mondonico, composta da alcuni casolari, poco prima di entrare nel borgo, poco fuori, sorge la piccola Chiesa dedicata a San Gaetano XIII secolo.

Un percorso molto interessante, che va alla scoperta di un gruppo montuoso che sembra poco conosciuto, ma in realtà è meta di tanti escursionisti e appassionati di bike, al punto che giù in valle, a volte sì fa davvero fatica a trovare parcheggio, per questo consiglio di utilizzare il treno, mezzo che risulta senza ombra di dubbio molto più strategico.

 

CURIOSITA’

A Mondonico, ha abitato il pittore aristocratico Gola Emilio.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: meno di 600 mt, tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Olgiate Molgora, Campsirago, San Genesio quando aperto, Giovenzana e Cagliano.

COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105 e Parco Montevecchia e Valle del Curone INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, da San Genesio a Cagliano, segnaletica scarsa o mancante, prestare attenzione alle indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 18 febbraio 2026

Anello del Monte Sant’Emiliano da Sostegno.

Da Sostegno 382 mt, sì percorre il sentiero n°706 fino alla Bocchetta d’Ovasine 509 mt. Raggiunta la bocchetta, sì svolta a sinistra percorrendo il sentiero n°705, affrontando la ripida salita che porta in cima a Monte Sant’Emiliano dove sorge l’omonima chiesa. Da Sant’Emiliano, seguendo il sentiero n°709, si rientra a Sostegno.

 


 

 

 

 

 


NOTA

La prima fascia montuosa, che sì eleva alla sinistra del Fiume Sesia, è una catena di piccole montagne che non va oltre i 700 mt di quota. Pur con la loro modesta elevazione, questa dorsale, offre numerosi sentieri per nulla banali, difficoltà che vanno dalla semplice passeggiata turistica, alla più impegnativa palestra di roccia situata sulla Pietra Gruana 699 mt.

L’itinerario che propongo in queste righe, offre una salita impegnativa, raggiungendo la seconda cima per altitudine, che sì trova lungo la dorsale, dove sorge una bellissima chiesa che domina sulla valle.

Si parte da Sostegno, piccolo borgo di origine medievale, il classico paese di montagna, dove in inverno, il profumo del camino, crea una piacevole atmosfera di casa, da visitare, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, costruita sulle rovine di un antico castello.

 


 

 

 

 

 

La Bocchetta d’Ovasine, è un incrocio di sentieri, qui sì può scendere a Serravalle Sesia 330 mt, oppure tornare indietro fino a Gattinara 263 mt, percorrendo la lunga dorsale che comprende tante piccole cime come Cima Rimottina 491 mt, Bonda Grande 553 mt o Cima Frascheia 625 mt.

La salita che porta a Sant’Emiliano è davvero impegnativa, dopo un tratto in cresta, con una magnifica veduta su Pietra Gruana, Monte Fenera 899 mt, Colma dei Vasselloni 753 mt, e Monte Briasco 1185 mt, bella anche la vista sulla Pianura Padana piemontese.

Sant’Emiliano è una chiesa eretta nel tardo medio evo, sulle rovine di un antico tempio, qui il bosco limita la veduta, che altrimenti sarebbe di 360 gradi, bella la vista verso Sostegno e sulla pianura, è possibile scorgere la piccola Chiesa di San Bernardo, che sorge sul Dosso di San Bernardo 464 mt, visibile il bacino della Diga di Ravasanella.

Durante la discesa, sì raggiunge un pianoro dove è collocata la partenza della teleferica che sale a Sant’Emiliano, qui sì ha una magnifica veduta su Monte Mucrone 2335 mt, Monte Mars 2600 mt, Monte Bò 2556 mt, Monte Barone 2044 mt e verso Bocchetto Sessera 1373 mt.

 


 

 

 

 

 

Un itinerario breve ma intenso, un percorso non banale che richiede un buon fiato e una buona gamba, visto che i sentieri non sono da sottovalutare, anche la bassa quota, può essere all’altezza di un buon escursionista, una salita tutta da scoprire.

CURIOSITA’

Il sistema montuoso di cui parlo in questo itinerario, ha avuto origine quando in queste terre dominava un complesso sistema vulcanico, una storia che va indietro di milioni di anni.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero ripido.

DISLIVELLO: meno di 400 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locale d’emergenza dietro la Chiesa di Sant’Emiliano.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare le mappe di Mapy.com.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Cà del Busc, tel: 3454526600.

martedì 3 febbraio 2026

Da Casteggio al Monte Ceresino.

Da Casteggio 90 mt, sì raggiunge la parte alta, dopo aver visitato il borgo, sì esce fuori dal paese incamminandosi per Strada Madonnina. Si segue la dorsale, proseguendo come Via Costaiola, oltrepassando Cascina Angelina, arrivando poco dopo il bivio con Via Castel Felice. Si prosegue lungo strada sterrata, seguendo le indicazioni per Prime Alture, arrivando così a Cascina Campone 225 mt, sede dell’Azienda Agricola Prime Alture. Lasciata la cascina, sì guadagna quota arrivando nei paraggi di Cascina Morone 269 mt, qui, sì continua a salire seguendo il sentiero sulla destra, poco dopo, sì lascia il sentiero principale, per continuare su un’altra salita sulla sinistra, quindi, con percorso in cresta, e dopo aver oltrepassato una sbarra che impedisce il transito alle auto, sì raggiunge la cima di Monte Ceresino 432 mt.

NOTA

L’Oltrepò Pavese, oltre ad essere terra di ottimi vini, è anche un paradiso per chi pratica sport all’aria aperta, bike, cavalli e escursionisti, trovano tantissimi percorsi a quote collinari, con magnifiche vedute su immensi appezzamenti di terreni coltivati a vite, una dorsale dietro l’altra, con vista sulla Pianura Padana e nelle giornate limpide, su un’ampia porzione dell’arco alpino. L’itinerario che propongo in queste righe, porta alla scoperta di un piccolo monte purtroppo ricoperto da vegetazione, ma che però merita comunque di essere menzionato, un escursionista che ha già fatto tante cose, può mettere nella sua collezione, anche questa modesta cima.

Si parte da Casteggio, borgo popolato almeno dal VI a.C., una piccola cittadina di pianura che sorge ai piedi delle colline dell’Oltrepò, da visitare la Collegiata dedicata a San Pietro Martire ricostruita nel 1814, il Palazzo della Certosa del 1705 e la Fontana d’Annibale vicino alla Via Emilia.




Le colline, sono tutte tappezzate di vitigni, numerose le aziende che producono ottimi vini e i tanti agriturismi che s’incontrano lungo la salita, come ad esempio Prime Alture in località Cascina Morone, un piacevole rustico collocato sulla sommità di una dorsale, un posto magico dove ammirare una magnifica veduta sulle colline e sul Monte Ceresino, e sul colle Torre del Monte 412 mt.

Monte Ceresino, è una piccola cima che sorge poco sopra l’abitato di Calvignano 274 mt, come già descritto, la cima è praticamente ricoperta da boschi di querce, solo in un breve tratto, durante la salita, alcuni prati che prevalgono sul bosco, consentono la vista sulla valle del Torrente Ghiaia di Montalto, con vista su Borgo Priolo 144 mt e sulla cima di Monte Fratello 390 mt, che da inizio a quella che viene definita Costa Pelata.








Una salita non lunghissima, un assaporare di luoghi a noi vicini, dove l’escursionismo, va inventato, niente cartelli, solo le dorsali e la fantasia di chi percorre queste colline, apprezzandone ogni angolo in ogni metro che sì percorre, un’avventura che lascia un piacevole ricordo.

 

CURIOSITA’

La Fontana d’Annibale, non è un nome casuale, pare che in questa località, transitò Annibale con i suoi elefanti, dando vita a quella che è una storia che pare leggenda.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Casteggio, e vari agriturismi lungo la salita.

DISLIVELLO: 320 mt circa.

SEGNALETICA: nessuna, prestare attenzione alle indicazioni.

COME ARRIVARE: da Piacenza o da Voghera con SS 10, oppure da Pavia passando momentaneamente dal Ponte della Becca.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Consultare le mappe di Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Angelina tel: 3429603818.

lunedì 19 gennaio 2026

Da Besate a Morimondo.

Da Besate 104 mt, sì percorre Via De Capitani arrivando poco dopo ad un incrocio con semaforo. Ignorata Via dei Mulini, sì svolta a destra seguendo Via Papa Giovanni XXIII per meno di cento metri, quindi poco prima della curva, si lascia la strada per svoltare a sinistra imboccando la sterrata. Seguendo la carrozzabile, sì arriva a Cascina Molinetto circa 105 mt, poi sì svolta a sinistra, continuando a camminare fino alla SP 50. Arrivati alla provinciale, sì gira a destra camminando lungo la strada fino al Naviglio di Bereguardo, raggiunta la pista ciclopedonale, sì risale il naviglio in direzione di Abbiategrasso, avanzando per circa 1,5 km, appena trovate le indicazioni per Fallavecchia 104 mt circa, sì svolta a sinistra, arrivando così alla corte. Dopo aver visitato il borgo, dal Piazzale Ospedale Maggiore, sì segue la sterrata che scende in valle, svoltando poco dopo a destra lungo la sterrata che segue la costa. Si arriva ad una strada asfaltata, qui sì svolta a sinistra, e dopo circa 1 km, si gira a destra, quindi nuovamente su sterrato, si procede in direzione di cascina Coronate, quando sì raggiunge il bivio, sì trascura la carrozzabile che porta alla cascina, continuando a procedere verso sinistra arrivando così a Cascina Cipriana 95 mt circa, ora, non resta che avanzare verso il borgo di Morimondo 109 mt, che sì raggiungerà a breve.

NOTA

Parco del Ticino. Quanti itinerari ho già descritto in questo parco, eppure, come in questo caso, riesco a proporre un nuovo itinerario nel cuore delle risaie milanesi, lungo antiche cascine, piccoli borghi, arrivando alla meta per eccellenza, ovvero, il Comune di Morimondo.

Si parte da Besate, minuscolo paese situato nel cuore della pianura ticinese, borgo abitato già in epoca celtica; da visitare, la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata intorno al 1600.

Cascina Molinetto, è un’isola in mezzo ai campi, un grosso complesso cortilizio, dove possenti mezzi agricoli, lavorano la dura terra di pianura, che però regala un ottimo riso.

Il Naviglio di Bereguardo è un lungo canale realizzato intorno al 1400, collega Abbiategrasso 120 mt a Bereguardo 98 mt, ed è lungo circa 19 km. Nato come via di comunicazione, oggi, è un fondamentale apporto d’acqua, che consente l’irrigazione dei campi.









Fallavecchia, è una grande corte, una delle più grandi che abbia visto fin ora, vanta una storia quasi millenaria, di notevole interesse, la Chiesa dedicata a San Giorgio, costruita nel XIII secolo.









Prima di arrivare a Morimondo, consiglio una breve deviazione per andare a visitare l’area dove sorge l’Oratorio di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1561, realizzata nella corte di Cascina Coronate 108 mt circa.

Morimondo è la meta di questa camminata invernale, uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo sacro e antico, fatto di lavoro nei campi e di preghiera, la sua storia, torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani, con testimonianze di insediamenti. Da vedere, oltre al paese, l’abbazia, costruita tutta in mattoni tra la fine del 1100 e la fine del 1200, appartenuta all’ordine dei Cistercensi fin verso la fine del 1700.

 Un percorso che s’immerge nel silenzio dei campi prevalentemente coltivati a riso, un itinerario che svela alcune tra le perle più belle del Parco del Ticino, un viaggio che comprende la meraviglia di questi territori, un mondo conosciuto da chi ama le immense e solitarie distese di campi, dove le cascine sorgono come isole in un mare che vive nell’immaginazione di chi avrà il piacere di seguire le mie orme, in un percorso tutto da scoprire.

 

CURIOSITA’

Il Naviglio di Bereguardo, pur trovandosi nel cuore della Pianura Padana, in alcuni punti, vanta una panoramica di quasi 360°, con vista sull’Appennino Ligure, e su buona parte dell’arco alpino, dal Monviso 3841 mt al Monte Rosa 4634 mt, proseguendo nella fascia prealpina fin oltre il Monte Guglielmo 1957 mt che sorge tra il Lago d’Iseo e la Val Trompia.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Besate, Fallavecchia e Morimondo.

COME ARRIVARE: da Abbiategrasso o da Pavia con SS 526.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta percorsi ciclopedonali Parco del Ticino, oppure consultare le mappe di Wiki Lok.

SEGNALETICA: praticamente inesistente, qualche cartello di fortuna tra Fallavecchia e Morimondo.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Morimondo, tel: 02/94609067, oppure via mail info@hotelmorimondo.com.

 

  


Da valle Salimbene al Ponte della Becca.

 

Da Valle Salimbene località Motta San Damiano 71 mt, sì lascia l’auto in Via Roma, dove sì trova un comodo parcheggio. Da Via Roma, sì cammina lungo Via Strada bassa, fino alla SP 13dir, dalla provinciale, sì svolta a sinistra seguendo la strada fino a trovare l’indicazione per Cascina Taccona. Dopo aver svoltato a destra, sì prosegue lungo la sterrata arrivando a Cascina Taccona 70 mt circa. L’itinerario prosegue lungo la carrozzabile che costeggia il lato destro della cascina, andando avanti fino a raggiungere l’abitato di Linarolo 76 mt. Dopo aver attraversato il borgo, seguendo Via Mazzini e Via San Leonardo, sì scende lungo la SP 13, incontrando poco dopo una curva, da qui, sì abbandona la provinciale e sì prosegue per San Giacomo, più avanti sì arriva ad un altro bivio, continuando a camminare lungo la sterrata che sì dirige verso il Fiume Po, che però non sì raggiungerà, sì continuerà a camminare lungo una strada agricola, che svolta verso ovest. Il percorso continua fino a quando non sì arriva in località Vaccarizza. Dal Borgo, sì svolta a sinistra, seguendo Via Po che sì dirige verso il Ponte della Becca, sì ignora il primo bivio che porta a San Lorenzo, andando avanti fino a trovare sulla sinistra, un’altra strada sterrata, che in una decina di minuti, raggiunge le rive del Ticino che sì tuffa nelle acque del Fiume Po.

Dal Ponte della Becca, si ritorna verso Vaccarizza, fino a trovare l’indicazione per San Leonardo 65 mt circa. Raggiunto il paese, sì svolta a destra camminando lungo la sp13, poco dopo, sì ritrovano le indicazioni per Cascina Taccona, che sì raggiungerà in breve; dalla cascina, sì ritorna a Motta San Damiano, seguendo il tragitto fatto all’andata.









NOTA

Il Parco del Ticino, nel suo cammino dalle colline moreniche del Lago Maggiore, fino alle rive del Po, propone tantissimi itinerari escursionistici che danno la possibilità di conoscere al meglio l’intera valle del Ticino, con ambienti unici e diversi tra loro. L’itinerario che descrivo in queste righe offre un percorso facile in un ambiente solitario, fatto in inverno con la nebbia, sì respira un’atmosfera quasi inquietante, l’impossibilità di guardare oltre, ti proietta in un mondo senza tempo, come se l’orologio sì fermasse all’improvviso, fino a quando un airone non passa davanti ai tuoi occhi, interrompendo questa sensazione di nulla, e facendo ripartire le lancette dell’orologio.



Si parte da Valle Salimbene, minuscolo comune composto da una serie di frazioni già presenti in epoca medievale, nato probabilmente da una serie di cascine, che hanno formato nel tempo i vari borghi che sono presenti nei nostri giorni. All’interno di una proprietà privata, sorge l’Oratorio di San Damiano, edificio realizzato su mura romaniche risalente al XII secolo.

Cascina Taccona, è un enorme casolare con corte, oggi divenuta azienda agricola, la cascina sorge sopra una piccola costa che domina i campi.





Linarolo è il secondo borgo che sì attraversa, abitato anch’esso già in epoca medievale, è attraversato dalla Via Francigena; da visitare, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, conosciuta già nel 1300.

Vaccarizza, è una grossa corte che sorge a poche centinaia di metri dal Fiume Po. Purtroppo, non ho trovato informazioni sulla località. Però deduco che l’edificio più grande sia almeno di epoca rinascimentale, e probabilmente molto più antico.









Il Ponte della Becca, costruito nel 1912, mette in collegamento la sponda finale del Fiume Ticino con la sponda del Fiume Po, l’area è composta da un piccolo porticciolo, e da numerosi locali, che io ho trovato tutti rigorosamente chiusi, non sono in grado di sapere se la chiusura è solo invernale, però l’area merita comunque una visita, anche perché, è possibile vedere la foce del Fiume Ticino che confluisce nel Fiume Po.

San Leonardo, è l’ultimo paese che sì attraversa, ed è inserito nel territorio di valle Salimbene, anch’esso è composto da numerose corti, alcune antiche, da visitare, la Chiesa di San Leonardo, anche in questo caso, non ho trovato informazioni utili da riportare in questo articolo.

Lungo tutto il percorso, sono numerosi gli uccelli che sì possono osservare, dai rapaci come la Poiana ai tanti trampolieri come l’airone cenerino, in numerosa presenza, anche l’ibis sacro, divenuto ormai stanziale; facile da individuare, la nutria, grosso roditore non autoctono che abita ormai da anni la Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

Il comune di Linarolo apparteneva all’ordine dei Templari.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA:4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Linarolo e Ponte della Becca se e quando aperti.

DISLIVELLO: inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

SEGNALETICA: pochissimi cartelli informativi, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 617, poi SP 234 fino a Valle Salimbene località Motta San Damiano.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: 

giovedì 9 ottobre 2025

Traversata dei Grandi Laghi, quinta e sesta tappa.

Quinta tappa: da Porto Ceresio A Gaggiolo.

Da Porto Ceresio 280 mt, sì percorre il Sentiero Confinale, oltrepassando la località Cà del Monte 550 mt, fino a trovare una colonnina votiva. Seguendo il sentiero sulla sinistra, sì notano dopo poche decine di metri, i cartelli della segnaletica svizzera. Seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Serpiano 644 mt. Sì riparte seguendo le indicazioni che in sequenza, condurranno alle seguenti località: Meride 578 mt, Tremona 571 mt, e Arzo 500 mt. Poco prima di arrivare al bivio con la strada che porta ad Arzo, sì trova la Chiesetta di Sant’Antonio, sì scende lungo la strada asfaltata, fino ad arrivare al bivio sopra indicato. Sì svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Mendrisio, quindi appena trovata Via Rubiàna, che sì dirige verso il Valico di Clivio 468 mt. Poco prima della dogana, si seguono le indicazioni che conducono alla località San Pietro. Passata la chiesina, sì continua a camminare, raggiungendo la località Montalbano 397 mt, e il Monte Astorio 476 mt. Con un bel sentiero e un tratto su sterrato, sì scende fino alla strada che da Stabio, porta alla dogana di Gaggiolo. Sì attraversa la strada e sì prosegue passando a fianco di alcuni capannoni industriali, qui sempre seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Santa Margherita 354 mt. Dalla località Santa Margherita, sì rientra in Italia, seguendo le indicazioni del Sentiero Confinale, che sì segue fino alle periferie di Bizzarone. Raggiunto l’impianto sportivo, sì svolta a sinistra, rientrando nel bosco, quindi dopo alcuni bivi, sì arriva ad una scala con gradini di legno che porta ad un sentiero che sale la cima del Colle Sant’Ambrogio 528 mt. Ora seguendo un ampio sentiero, sì arriva alla Chiesa dell’Assunta, e poco dopo sì arriva a Bizzarone 440 mt.

NOTA

La quinta tappa, quasi completamente in territorio svizzero, è una traversata più modesta, anche se non presenta nessun forte dislivello, ovviamente non è da sottovalutare, tuttavia, rimane più dolce, a quote quasi collinari, anche se le tante balconate che s'incontrano lungo il cammino, offrono piacevoli panorami su Alpi, Prealpi e Pianura Padana.

Sì parte da Porto Ceresio, delizioso borgo che sì affaccia sulle rive del Lago di Lugano, una cornice meravigliosa, un paessaggio molto bello, con vista su tanti paesi e su tante cime che sì specchiano sul lago. 



La prima località che s'incontra è Cà del Monte 550 mt, minuscolo borgo, quasi una grande corte, ma che offre una piacevole atmosfera di montagna. Purtroppo, il percorso non passa da punti panoramici, quindi sì può solamente godere dell'ambiente che circonda la borgata.

La seconda località è Serpiano, località turistica raggiungibile oltre che a piedi, anche con auto o funivia da Brusino in territorio elvetico.

La struttura moderna, non è piacevole da vedere, mentre il contesto è molto suggestivo, Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Pravello 1020 mt e Monte Orsa 998 mt, contribuiscono notevolmente a migliorare il paesaggio, creando un ambiente di montagna, immerso nel verde e nel silenzio di questi luoghi.

Meride, un borgo che sì divide tra montagne e vigneti. Un luogo dove trascorrere un bel fine settimana all'insegna della tranquillità, Monte Pravello e Monte San Giorgio, sono le principali escursioni che sì possono fare, però, con salite meno impegnative, è possibile andare a visitare altre località, immerse nel verde con piacevoli panorami sul Lago di Lugano.

Meride ha una storia quasi recente, pare che i primi insediamenti risalgano a prima dell'anno 1000. Da visitare, indubbiamente le due chiese principali, quella di San Silvestro realizzata verso la fine del 1400, e quella dedicata a San Rocco costruita dopo la metà del 1500. Un'altra attrazione di Meride, è indubbiamente il ritrovamento di fossili, racchiusi in un interessante museo.

Sermonte 615 mt circa, è una piccola cima che spazia la sua vista sulla conca dove sorge Meride.

Monte San Giorgio e Monte Pravello, sono le due uniche cime che sì riescono ad ammirare, però, la vista sull'intero paese, con i vigneti che sorgono insieme a verdi prati, compongono un mosaico di notevole bellezza, una panoramica da contemplare per tutti i minuti che sì resta in cima a Sermonte.

Le rovine del castello di Tremona, sorgono poco sopra il paese, aggrappate a questo piccolo colle, disegnano un luogo magico, dove una storia millenaria, ha viaggiato per secoli fino ad arrivare a raccontare la sua storia nel nostro tempo. Dal piccolo monte, la vista spazia anch'essa sul Gruppo montuoso del Monte Generoso, sulle colline moreniche del comasco, fino a tuffarsi nella Pianura Padana.

Tremona, è un piacevole borgo che vanta una storia che torna indietro fino al neolitico. Da visitare, la Chiesa di S. Maria Assunta, costruita dopo la metà del 1500,  e la Chiesa di S. Agata realizzata intorno al 1493.

Besazio, è un'altro minuscolo borgo che sì visita durante questa traversata, la sua storia va indietro fino all'epoca romana, qui sorge la piccola Chiesa di S. Antonio, menzionata già nel 1500, ma che probabilmente, sorge su mura molto più antiche.

Dalla chiesa, sì apre una piacevole vista che spazia sul mendrisiotto, facilmente riconoscibile la Dorsale Insubrica, facile da osservare, il piccolo Monte Montorfano 554 mt.



Un'altra località che merita interesse, è la Chiesa di San Pietro, chiesa del 1200, che sorge anch'essa su mura molto più antiche. Lasciata la località San Pietro, sì procede attraversando i vigneti di Montalbano,


un piccolo altopiano, con vigne e pascoli, precede l'ultima salita, ovvero quella che porta in cima al Monte Astorio 476 mt. Il bosco, in prevalenza di castagno, impedisce di avere una vista verso sud; a parte questo, è possibile trovare un luogo dove riposare.

Dopo essere scesi dal Monte Astorio, lungo il sentiero dei Cippi di Confine, sì arriva sulla strada cantonale; un breve tratto su strada asfaltata, consente di attraversare la dogana per restrare in Italia, qui, prima di raggiungere il posto tappa, sì visita il minuscolo borgo di Gaggiolo, davvero poche case per una località conosciuta principalmente per la sua collocazione sul confine e per la dogana, dove transitano, lavoratori, merci e turisti.

Piacevole traversata, ricca di storia ma anche di panorami eccezionali, un susseguirsi di paesi e antiche chiese, con lo sguardo verso la Dorsale Insubrica, quella che consentirà di raggiungere il quarto grande lago e una città meravigliosa come Como.

CURIOSITA' 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 700 in salita e oltre 500 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Cà del Monte Serpiano, Meride, Tremona e Gaggiolo.

COME ARRIVARE: In treno da Varese.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Gonzaga, tel: 0332/417012.

 

Sesta tappa: Da Gaggiolo a Como.

Da Gaggiolo 384 mt, sì oltrepassa il confine, svoltando subito dopo a destra, percorrendo un’ampia strada sterrata, che dopo qualche minuto di cammino, e dopo aver passato la linea ferroviaria Gaggiolo Stabio, sì va ad immettere in una strada asfaltata. Sì segue la strada asfaltata fino ad una curva, qui sì nota un sentiero sulla destra, dopo averlo imboccato, da li a breve, s’intercetta il sentiero che arriva da Montalbano, così sempre mantenendo l’indicazione di destra, si raggiunge il sentiero che conduce alla località Santa Margherita 352 mt. Dalla località Santa Margherita, sì passa nuovamente il confine, rientrando in Italia, trovando subito dopo il Sentiero Confinale. Percorrendolo, si raggiunge la periferia di Bizzarone, seguendo le indicazioni a sinistra, sì affronta il sentiero che attraversa le pendici del Colle S. Ambrogio 528 mt. Dopo aver passato la Chiesa dell’Assunta, sì rientra nel paese di Bizzarone, quindi svoltando a sinistra, sì scende arrivando alla SS 23, a pochi passi dalla dogana. Prestando attenzione al traffico, sì attraversa la statale, riprendendo il sentiero in direzione di Uggiate Trevano. Dopo aver superato il Santuario di Somazzo, sì scende lungo la strada asfaltata per qualche centinaio di metri, appena trovate le indicazioni, sì svolta a sinistra continuando a camminare in direzione di Ronago 362 mt. Usciti dal sentiero, sì prosegue verso destra, e dopo pochi minuti sì arriva al cimitero di Ronago. Svoltando a destra, sì attraversa il paese, fino a ritrovare le indicazioni del Sentiero Confinale, che porta a Drezzo 357 mt. Sì scende velocemente nella Valle dei Mulini, arrivando sulla strada che porta al valico di Novazzano. Svoltando a destra, prestando attenzione alle auto, sì segue la provinciale per circa cinquecento metri, svoltando a sinistra, appena ritrovate le indicazioni del Sentiero Confinale, quindi con una decisa salita, sì raggiunge la periferia di Drezzo.

Seguendo le indicazioni per il santuario, svoltando a sinistra per raggiungere il luogo sacro. Dal santuario, per evitare di tornare indietro, sì può seguire un piccolo sentiero non segnato che aggira una proprietà privata, uscendo fuori, poco più avanti su un’ampia strada. Sì svolta a destra, e da li a breve sì raggiunge il sentiero che attraversa il Parco Regionale Spina Verde, lo sì attraversa passando per un breve tratto in territorio svizzero, riprendendo più avanti il Sentiero Confinale che porta alle pendici del sasso Cavallasca 614 mt, raggiungibile con una breve deviazione.

Sempre seguendo le indicazioni, si scende attraverso un facile sentiero e un tratto su strada asfaltata che s’immette in Via Bronno, arrivando così a San Fermo della Battaglia 397 mt. Passando la periferia di San Fermo, sì raggiunge il sentiero n°1, che con decisa salita, porta alla Croce di S. Eutichio 536 mt. Prestando le dovute attenzioni, s’inizia la discesa, percorrendo il ripido sentiero n°3 che in seguito, incrocerà il segnavie n°4, che scende a Como. Dopo essere arrivati alla Chiesa di Sant’Abbondio, attraverso le tante arterie della città, sì entra nel centro storico di Como, arrivando così sulle rive del lago dove termina la tappa n°6.

 

NOTA

Gaggiolo, la piccola Chiesa di san Bernardino da Siena XVI, da il saluto alla sesta tappa di questa lunga traversata, del resto il borgo vero e proprio, è composto da poche case, il resto è sorto tutto in tempi più recenti.



La stessa dogana, è una sorta di barriera simbolica, se sì pensa che il giorno prima sì è transitati per il territorio elvetico senza incontrare barriere.

L’attraversamento della piana di Stabio, con la nebbia del mattino, è un dipinto decisamente bello da vedere, il Colle S. Ambrogio 528 mt fa da sfondo a questo quadro astratto che sì mostra in tutta la sua bellezza.



Santa Margherita, è una località composta dalla piccola Chiesa romanica edificata tra il X e il XII secolo, dal ristoro che prende nome dalla località, e da un maneggio che fa la sua scena. Piacevole, la vista verso Monte Orsa 998 mt.

Bizzarone è un borgo famoso per la sua dogana, ma il centro vero e proprio, rimane fuori dalla baraonda di traffico che entra ed esce dal territorio italiano. Le sue origini sono medievali; da visitare, oltre la chiesa dell’Assunta costruita verso la fine del 1500, vi è la chiesa parrocchiale di Sant’Evasio, edificata nel XIII secolo, probabilmente su mura già esistenti.

La località Somazzo, è un altro importante luogo di culto, infatti, qui sorge la chiesa di San Giuseppe realizzata intorno al XVII secolo, edificata anch’essa sulle mura di un oratorio molto più antico e dedicato a San Cassiano XV secolo.

La Valle dei Mulini, e una piccola pianura circondata da colli che sembrano quasi montagne.



Il piccolo Monte S. Stefano 491 mt, visto dal centro della valle, sembra un colosso, ma dietro, sorgono montagne ben più alte, Monte Bisbino 1325 mt, si eleva maestoso, ricoperto dai suoi fitti boschi che cambiano colore a secondo della stagione.

Drezzo, frazione del comune di Colverde, è un altro importante borgo, qui a breve, sì aprono le porte verso il Parco Spina Verde di Como, il paese vanta una storia che va indietro nel tempo fino a prima dell’anno 1000, da visitare senza ombra di dubbio il Santuario della Madonna di Drezzo luogo sacro di chiara origine romanica, qui sì ha una piacevole vista sulla dorsale che entra nel parco, oltre ad una panoramica che spazia sulla Valle dei Mulini e verso la Pianura Padana.



Durante l’attraversamento del Parco Spina Verde, sì sconfina nuovamente in territorio elvetico, qui cambia totalmente il paesaggio, dopo un lungo tratto dentro fitti boschi, improvvisamente appaiono dei morbidi colli dove viene coltivata la vite, un cambio di ambiente improvviso, inaspettato, mai sì penserebbe a un tale mutamento, ma la dorsale, offre anche questo.

Nel parco è presente anche la Linea Cadorna, con bunker, trincee e postazioni.

La cima del Sasso Cavallasca, offre una magnifica veduta sul Lago di Como e sulla città. Tra le cime che sì possono ammirare, segnalo il Monte Boletto 1236 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt.

San Fermo della Battaglia, è un piccolo borgo di passaggio, abitato fin dall’età del bronzo. Da vedere segnalo il Santuario dei Santi Fermo e Lorenzo costruito alla fine del 1500.

La Croce di S. Eutichio è l’ultimo punto panoramico che precede, l’inizio della discesa verso Como, da qui sì apre una piacevole vista sulla città e sulla sua cattedrale, bella la vista sul Lago di Como.

Vista sulla funicolare che da Como, sale su a Brunate 715 mt, da lontano, sì notano le piccole vetture che salgono o scendono lungo la linea a cremagliera. Facilmente riconoscibile il Faro Voltiano 906 mt, e poco più a destra, spicca il Monte Uccellera 1027 mt.


La chiesa di Sant’Abbondio 
realizzata tra il 1050 e il 1095, precede l’ingresso alla città. Como è una città dal cuore antico, la sua storia torna indietro nel tempo fino alla civiltà di Golasecca, quando sì oltrepassano le mura, sì entra in un altro mondo, un pianeta che sfocia sulle rive dell’omonimo lago. Da vedere, indubbiamente segnalo il Duomo costruito tra il XIV e il XVIII secolo, e il Tempio Voltiano, oltre a tante altre attrattive che questa città offre al turista.



Termina così la sesta tappa, quella che potrebbe sembrare una camminata banale, considerando le modeste quote, ma che alla fine risulterà una vera e propria escursione a buon livello, con un dislivello di tutto rispetto, un sale e scendi che alla fine del percorso sì farà sentire.

CURIOSITA’

La chiesa dedicata a San Giuseppe in località Somazzo, è conosciuta anche come Santuario dei Morti.

 

TEMPI DI’ PERCORRENZA: 7:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 800 mt in salita, e circa 900 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gaggiolo, Santa Margherita, Bizzarone, Valle dei Mulini, Drezzo, Agriturismo Agrifoglio poco sotto il Sasso Cavallasca, San Fermo della Battaglia, Baita Monte Croce e locali a Como.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse. Prestare attenzione ai segnali tra Bizzarone e Drezzo, segnaletica a volte scarsa o sbiadita.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90/91.

COME ARRIVARE: in treno, lungo la linea Varese Mendrisio.

DOVE ALLOGGIARE: Alberghi a Como. 



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