mercoledì 8 aprile 2026

Anello da Gandino con salita al Monte Sparavera.

Da Gandino 533 mt, con strada asfaltata e tratti su sentiero, sì percorre il sentiero N°544 che percorre per intero la Valle Piana, fino a raggiungere Malga Lunga 1235 mt.

Dopo aver lasciato Malga Lunga, sì prosegue su sterrata con segnavie n°547, arrivando all’incrocio con il segnavie n°628; da qui, sì svolta a sinistra, seguendo il sentiero che porta ad un punto panoramico situato poco sotto la cima del Monte Grione 1381 mt.

Dal Punto panoramico, sì prosegue lungo un sentiero non segnato, che dopo essere passato sotto la vetta del Monte Grione, scende fino a recuperare la sterrata del segnavie N°547.

Raggiunto il segnavie, sì prosegue lungo la sterrata, arrivando ad un altro bivio, seguendo il segnavie N°544B, sì arriva alla località Pozza dei Sette Termini 1315 mt, da qui, con sentiero non segnato, sì raggiunge la cima del Monte Sparavera 1369 mt.

Dalla vetta del Monte Sparavera, sì scende sempre lungo il sentiero non segnato, sì percorre la dorsale per poi tornare sul segnavie N°547, arrivando poco dopo alla località Monticelli 1116 mt; ora in decisa discesa, sempre con segnavie N°547, sì ritorna a Gandino a recuperare l’Auto.

NOTA

Tra le valli Seriana, Borlezza e Cavallina, sì eleva un gruppo montuoso di notevole bellezza, non sì sviluppa molto in altezza, basti pensare che la cima più alta, il Pizzo Formico 1636 mt, è la massima elevazione dell’intero gruppo, composto principalmente da due dorsali, che compongono una sorta di ferro di cavallo che abbraccia per intero il comune di Gandino. Qui sì trovano, tantissimi percorsi segnalati, adatti a tutte le età, e adatto sia agli appassionati di escursionismo, ma anche agli amanti di bike e di equitazione, un paradiso di ambienti diversi tra di loro, dove il paesaggio alpino è davvero molto suggestivo.

Si parte da Gandino antico paese situato allo sbocco della Valle Lunga e della Val d’Agro, questa località, vanta una storia antichissima che va indietro nel tempo fino a oltre l’età del ferro, con ritrovamenti che parlano del XIII secolo a. C., da vedere, la Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta risalente al 1180 e la Torre Gandino XIV secolo.

Val Piana, è un interessante zona residenziale che sorge a circa 1000 mt di quota, antichi casolari e edifici più moderni, compongono questo luogo decisamente suggestivo, immerso nei verdi prati e in fitti boschi misti tra conifere e faggete, il posto ideale dove trovare l’assoluto relax, per chi ne ha ovviamente la possibilità.

Malga Lunga, è un piacevole rifugio gestito dall’ANPI di Bergamo, ottimo punto d’appoggio per escursionisti e amanti della bike, qui sì può trovare un ottimo servizio di ristorazione, per tutti quelli che non hanno voglia di portare il pranzo al sacco. Dalla terrazza di Malga Lunga, sì apre una magnifica veduta panoramica sul Lago d’Iseo e sugli abitati di Lovere 208 mt in Provincia di Bergamo e Pisogne 187 mt in Provincia di Brescia, tra le tante cime che si possono ammirare, sicuramente il Monte Guglielmo 1957 mt, una di quelle cime che sì riesce a riconoscere a chilometri di distanza, Monte Alto 1723 mt e Monte Pora 1880 mt, più tutta la dorsale che da Monte Guglielmo, sì eleva sopra la Val Camonica.

Il Monte Grione, non si sale, però esiste un punto panoramico, dove sì ha una piacevole veduta sulla Val Cavallina e sul Lago d’Endine, tra le cime che posso menzionare, vi sono sicuramente Monte Torrezzo 1378 mt, Monte Misma 1160 mt e Monte Pranza 1099 mt. Poco prima di arrivare in cima al Monte Sparavera, s’incontrano due piccoli laghetti, due specchi d’acqua che rendono queste montagne, ancora più suggestive, con quel tocco di paesaggio alpino, che merita la giusta attenzione.

Monte Sparavera è una di quelle cime che sì deve salire, una vetta quasi solitaria, da dove sì ha una vista magnifica, quasi a 360°. Lago d’Iseo 185 mt e Lago d’Endine 337 mt sono ben visibili dalla cima, più un’infinità di vette, tra cui alcune tra le più importanti delle Alpi Orobie, tra cui Monte Alben 2019 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Pizzo Arera 2512 mt, Pizzo Formico 1636 mt, Pizzo di Redorta 3039 mt e Pizzo di Coca 3050 mt e una delle regine delle Orobie che è indubbiamente il Gruppo Montuoso della Presolana 2521 mt; più a destra, svetta la cima del Pizzo Camino 2492 mt.

La discesa verso la località Monticelli, è molto interessante dal punto di vista paesaggistico, numerose le baite solitarie, che sorgono su vari colli, incastrandosi perfettamente con il panorama che sì propone dietro queste abitazioni, un segno dell’uomo che comunque non rovina il paesaggio, ma riesce ad arricchirlo di particolari, piccoli tasselli di un puzzle che sì compone ad ogni passo.

Questo è un itinerario che lascia il segno, una di quelle escursioni che regalano ambienti unici che mai sì penserebbe di trovare a quote così modeste, un affascinante mondo alpino, che rimane impresso come un magico sogno da cui non sì vorrebbe mai svegliarsi.

 

CURIOSITA’

Malga Lunga, dal 2012 è anche un interessante museo della resistenza bergamasca.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 900 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gandino e Rifugio Malga Lunga.

COME ARRIVARE: da Bergamo con SS 671 fino all’altezza di Gazzaniga, poi indicazioni per Gandino.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e 106.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE:


martedì 31 marzo 2026

Da Cannobio località Traffiume, all’Alpe Rombiago.

Da Cannobio località Traffiume 245 mt, sì percorre il sentiero che sale a Sant’Agata 464 mt. Raggiunto il borgo, sì prosegue lungo il sentiero che porta alla Chiesa di San Luca 687 mt, ai Monti Marcalone 860 mt, terminando la salita all’Alpe Rombiago 1167 mt.

NOTA

Il Lago Maggiore, oltre ad essere un’importante meta turistica, è anche un paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo, entrambe le due sponde offrono tantissimi itinerari con vari gradi di difficoltà, ascensioni che in tanti casi vanno oltre i duemila metri di quota, con balconate sul lago, che definire fantastiche è il meno che sì possa fare. L’itinerario che descrivo, sì sviluppa nel lato piemontese del Lago Maggiore, va a visitare un gruppo montuoso che rimane ingiustamente fuori dai confini del parco nazionale della Val Grande, ingiustamente, perché ritengo che la dorsale del Monte Limidario 2188 mt, sia una delle più belle che sì affacciano sulle sponde del lago, una cima che vanta una vista unica, un capolavoro della natura, che merita la giusta attenzione.

Si parte da Cannobio interessante borgo che vanta una storia che va indietro nel tempo a prima dei romani, da vedere, il Santuario della Santissima Pietà edificato nel 1583 e la Collegiata Romanica di San Vittore, rimaneggiata nel 1700.

La località di partenza è una frazione o quartiere di Cannobio, sì lascia l’auto nel grande parcheggio dove sorge la Chiesa della Purificazione di Maria, realizzata intorno al 1500; da qui parte il sentiero che porta a Sant’Agata.

Sant’Agata, è un borgo di origine romana, da dove sì ha una piacevole veduta sul Lago Maggiore, e sulle vicine cime in territorio elvetico, tra cui spicca il Pizzo di Vogorno 2442 mt; da visitare, la chiesa parrocchiale dedicata appunto a Sant’Agata, edificata intorno al 1400.

La piccola chiesa di San Luca, è un grazioso monumento incastonato dentro un silenzioso bosco di castagno. Purtroppo, non ho trovato informazioni in loco, anche su internet, non si riesce a trovare nulla nel merito.

I Monti di Marcalone, sono un piacevole gruppo di baite, luogo dove è possibile soggiornare, ammirando la magnifica vista sul Lago Maggiore, facilmente riconoscibili, alcune tra le più conosciute cime della Val Veddasca, tra cui: Monte Borgna 1157 mt, Monte Covreto 1593 mt, Monte Gambarogno 1734 mt, Monte Tamaro 1961 mt, Monte Gradiccioli 1935 mt e Monte Lema 1620 mt.

Alpe Rombiago è la meta di questa camminata, un piccolo alpeggio composto da una serie di baite in sequenza, qui sì trova Baita Zabò, un rifugio privato del tipo autogestito. Dall’alpe, oltre alla vista sul Monte Giovo 1298 mt, sì ha una magnifica vista su alcune delle tante vette che compongono il Parco Nazionale della Val Grande, tra cui Monte Bavarione 1505 mt, Pizzo Marona 2051 mt, Monte Zeda 2156 mt, La Piota 1925 mt e Monte Torrione 1989 mt. Poco sotto il Monte Zeda, sono visibili le due baite che compongono il Bivacco Alpe Fornà 1741 mt, oltre alla vista del corposo gruppo di baite che compongono i Monti di Olzeno 1061 mt.

Questa è un’escursione che ha tutti i requisiti per essere apprezzata nel migliore dei modi, luoghi sacri, alpeggi, cime e tante belle panoramiche sul lago e sulle montagne circostanti, un luogo dove trascorrere attimi di assoluta tranquillità.

 

CURIOSITA

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E)

DISLIVELLO: circa 900 mt in salita.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cannobio, Sant’Agata, Agriturismo e B&B in località Monti Marcalone e Rifugio autogestito Baita Zabò in località Alpe Rombiago.

COME ARRIVARE: da Verbania con SS 34.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE: Baita Zabò tel: 0323/70628 -71459, o Agriturismo e B&B da Attilio mail: andrea.piffero@gmail.com.

venerdì 13 marzo 2026

Da Pettenasco al Monte Falò.

Da Pettenasco 300 mt, sì lascia l’auto nel parcheggio della stazione; quindi, poco dopo essere scesi al ponte della ferrovia, seguendo le indicazioni, s’inizia a percorrere la strada sterrata che entra nella Valle del Torrente Pescone. Mantenendo la sponda destra del corso d’acqua, sì segue il torrente, iniziando più avanti la più decisa salita che porta ad Armeno 523 mt.

Dopo aver visitato il borgo, sì prosegue lungo la SP 158 in direzione di Coiromonte, procedendo fino a trovare una cappella votiva, ora, svoltando a sinistra, sì risale la valle del Torrente Ondella, fino ad arrivare praticamente sotto l’Alpe Valpiana 790 mt circa. Dopo aver guadato il torrente, sì segue il sentiero che passa sotto l’alpeggio, appena arrivati nelle vicinanze di un rudere, sì affronta una breve salita che porta ad una strada sterrata, quindi, svoltando a destra, sì segue la strada fino a ritrovare la SP 158; effettuando una breve deviazione, è possibile visitare il paese di Coiromonte, uno dei più suggestivi del Gruppo Montuoso del Mottarone.

Appena usciti sulla provinciale, sì svolta immediatamente a sinistra, prendendo quota lungo la carrozzabile. Appena usciti dal bosco, sì prosegue verso la cima del Monte Falò, si arriva ad una sella dove sorgono tre grandi alberi, qui sì vede un sentiero sulla destra, che costeggiando le pendici del monte, arriva all’Alpe Vaighella 960 mt circa. Dall’alpe, per raggiungere il Monte Falò, consiglio di affrontare la salita lungo il pendio più dolce, che guarda verso il Lago Maggiore, da qui, sì sale fino a recuperare il sentiero frequentato anche dalle bike, quindi dopo un bellissimo traverso, sì raggiunge la cresta, ora seguendo il sentiero a sinistra, sì arriva in cima al Monte Falò 1080 mt.

NOTA

Come sempre, nel Gruppo Montuoso del Mottarone, per poter assaporare l’atmosfera di montagna selvaggia, serve evitare quella che è la cima più alta, strade asfaltate, alberghi, piste da sci, un mondo fatto di turismo, che a volte può non piacere a chi ama i luoghi solitari. Qui sì apre un mondo diverso, perché il Mottarone, è in grado di offrire anche questo, la vera montagna che rimane fuori dal turismo di massa, con viste eccezionali su Alpi, Prealpi e Appennino, laghi, valli e Pianura Padana, con una rete di sentieri per tutti i gusti e per tutti i livelli, Monte Falò, è tutto questo.

Si parte da Pettenasco borgo che esisteva già durante l’Impero Romano, da visitare, il lungolago e la Chiesa di Santa Caterina, eretta nel 1778 su antiche mura di epoca romana. Bella la vista sul Lago d’Orta e sulle vicine montagne, visibili il Monte Camosino 641 mt e il Monte Piogera 1249 mt

Il Torrente Pescone, è un lungo corso d’acqua che dalla cima del Mottarone 1491 mt, scava una valle, andandosi a tuffare nelle acque del Lago d’Orta. La parte iniziale del percorso, entra nella parte bassa di questa valle, con la piacevole vista di un ponte in pietra, di chiara origine romana.

Armeno è un altro piacevole borgo che sì attraversa durante la salita, il paese ha una storia antichissima, alcuni ritrovamenti, parlano di insediamenti che risalgono al IV secolo a.C., come testimoniano alcune tombe rinvenute in zona; poco prima di arrivare ad Armeno, sì può raggiungere una staccionata che ha una piacevole vista sul paese di Pratolungo 506 mt e sul Monte Novesso 1410 mt. Da vedere, la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Vergine Assunta del XII secolo, e la Chiesetta di San Rocco eretta sopra un colle.

La valle del Torrente Ondella, è proprio una bella valle di montagna, gli alpeggi che sorgono sui pendii della valle, testimoniano un’attività umana, fatta di allevamento e agricoltura, case sparse, isolate, ma che raccontano la vita difficile di questa montagna.

Alpe Vaighella è composta da tre edifici, che guardano verso sud, da qui, sì può ammirare la vista sulla Pianura Padana e sulla cresta del Monte La Guardia 830 mt, nelle giornate limpide, sì riesce ad intravvedere i prati dell’Alpe del Bosco 745 mt circa, altra interessante meta all’interno del gruppo montuoso.

Monte Falò è una cima particolare, l’ambiente che sì presenta è tipico di quote molto più alte, le uniche piante che crescono lungo i pendii, sono le ginestre, che durante la fioritura, colorano di giallo la cima.

La panoramica è unica, molto bella, 360° di panorama a perdita d’occhio. Subito sì mostra in tutta la sua bellezza la cima del Mottarone 1491 mt, la più vicina.

Guardando verso sud, sono riconoscibili i vicini Monte Cornaggia 922 mt e Monte La Guardia 830 mt, mentre all’orizzonte, la Pianura Padana precede la dorsale appenninica.

Facilmente visibili a est, Campo dei Fiori 1227 mt e Monte Nudo 1235 mt, mentre a fianco del Mottarone, svettano le cime del Parco nazionale della Val Grande, cime come Monte Zeda 2156 mt e Cima della Laurasca 2193 mt, a est, Monte Mazzoccone 1424 mt, Croce 1643 mt e Massa del Turlo 1969 mt; nelle giornate limpide, magnifica vista su tanti quattromila, oltre al re di pietra il Monviso 3841 mt, fino alle Alpi Marittime.

 

CURIOSITA’

 

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per alcuni guadi.

DISLIVELLO: più di 800 mt di salita.

SEGNALETICA: cartelli informativi fino ad Armeno, poi, pochi cartelli informativi e qualche bandierina bianco rosso, la salita al Monte Falò, è priva di indicazioni.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°90/97.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pettenasco e Armeno.

COME ARRIVARE: in auto da Borgomanero o da Omegna con SS 229.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Le Farfalle di Armeno tel: 3701226413, mail: lefarfallediarmeno@gmail.com.

giovedì 5 marzo 2026

Da Bisuschio al Poncione di Ganna.

Da Bisuschio 370 mt, sì attraversa Viale Cicogna, fino a raggiungere l’ingresso di Villa Cicogna, arrivati nel piazzale, si segue il vicolo sulla sinistra, svoltando poco dopo a destra in Via Lazzaretto, percorrendolo fino a confluire in Via Rimembranze. Raggiunta la Chiesa di San Rocco, sì prosegue lungo la strada asfaltata, fino a trovare la strada sterrata che sale verso l’acquedotto. Dopo aver superato l’acquedotto, sì continua a camminare lungo la sterrata, fino a confluire nel Sentiero 3V che arriva da Pogliana 487 mt. Seguendo la 3V a sinistra, sì oltrepassa il Passo delle Pietre Strette 725 mt, continuando a camminare fino ad arrivare sotto il Passo dell’Alpe Tedesco 785 mt. Ora con decisa salita, sì guadagna quota per raggiungere la vetta del Poncione di Ganna 992 mt.

NOTA

Come già scritto in varie occasioni, la Val Ceresio, offre tantissime escursioni di buon livello, salite di tutto rispetto e con varie difficoltà, fino ad arrivare alle tante pareti che sono ottime palestre per gli appassionati di arrampicata.

L’itinerario che descrivo, consente di salire forse la più famosa vetta della Val Ceresio, ovvero il Poncione di Ganna. Un gigante di roccia calcarea che vanta una panoramica quasi a 360 gradi, quasi perché Monte Minisfreddo 1042 mt, copre in parte la visuale; purtroppo non ho trovato una giornata limpida, quindi le immagini saranno grigie, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, lo spettacolo è di tutto rispetto.

Si parte da Bisuschio borgo che ha una storia che va indietro fino al popolo celtico, ricordo che tutta l’area della Val Ceresio, 220 milioni di anni fa, era un bellissimo mare dove viveva il famoso Besanosauro, fossile recuperato durante uno scavo archeologico. Da visitare vi è sicuramente Villa Cicogna XVI secolo, oltre alla Chiesa di San Giorgio Martire, realizzata verso la fine del 1500.

Il percorso che va verso il Passo dell’Alpe Tedesco, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo l’aspetto invernale, consente di avere delle visuali sul Poncione di Ganna, e in un unico caso, sì riesce ad avere la visuale ampia sul Monte Orsa 998 mt, anche il Passo delle Pietre Strette, interessante incrocio con diversi itinerari, rimane ricoperto dal bosco.

Il panorama vero, sì ha sulla vetta del Poncione, un colosso di pietra, uno dei balconi più belli della provincia, tra le cime che posso menzionare, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Martica 1032 mt, Monte Scerrè 796 mt, Monte Piambello 1125 mt, questo è l’immediato che sì può apprezzare anche nelle giornate di foschia, mentre in presenza di un cielo terso, lo sguardo vola verso la catena alpina e verso la dorsale orobica. Bella la veduta sulla Valle del Pralugano, sui laghi di Ganna e Ghirla, e sui borghi di Ganna, Bédero Valcuvia e Mondonico 698 mt.



Questa è una minima parte della vista che sì può ammirare dal Poncione, una cima per nulla banale, e che merita la fatica fatta per arrivare fin quassù.

 

CURIOSITA’

La croce, fu inaugurata nel 1954.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2:30.

DIFFICOLTA’: (E) per la salita al Poncione di Ganna.

DISLIVELLO: circa 640 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Bisuschio.

COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso, dal bivio che arriva da Pogliana, da Bisuschio, segnaletica scarsa.

DOVE ALLOGGIARE:

 

giovedì 26 febbraio 2026

Da Olgiate Molgora a San Genesio.

Dalla Stazione di Olgiate Molgora 287 mt, sì percorre il sentiero n°2, camminando lungo Via IV Novembre, Via Fabbricone, Via Olcellera e Via alle Scuole, svoltando a sinistra appena trovate le indicazioni che portano nell’abitato di Mondonico 346 mt. Dopo aver visitato il borgo, sempre con segnavie n°2, sì sale a Monastirolo 428 mt e successivamente a Crosaccia 634 mt. Dopo una breve pausa, sì continua in salita lungo il segnavie n°3 che aggira la cima del Monte Crosaccia 730 mt, raggiungibile con una breve deviazione, quindi poco dopo, sì arriva al borgo di Campsirago 676 mt; ora con sentiero n°1, sì arriva in cima al Colle San Genesio 846 mt, punto più alto dell’intero itinerario.

Per la discesa, sì segue la sterrata che segue la dorsale sulla sinistra del colle, perdendo quota e mantenendo sempre la sinistra ad ogni bivio, quindi, appena raggiunta la strada carrozzabile, in breve sì arriva nel borgo di Giovenzana 651 mt. Dopo aver visitato il paese, sì prosegue per Via Manzoni, arrivando poco dopo a Cagliano 639 mt. Sempre su strada, sì scende per Via G. Cesare e Via Raffaello fino a trovare il segnavie n°25, che evitando un tratto su asfalto, arriva nel nucleo di Pau 489 mt. Si attraversa l’abitato, per riprendere a scendere fino a Villa Buttero, che sì raggiunge con una brevissima deviazione, quindi ancora in discesa fino a Mondonico, da qui, sì riprende la strada fatta al mattino per tornare nella Stazione di Olgiate Molgora.

 

NOTA

Dopo la dorsale del Parco di Montevecchia, poco più a nord, sì eleva un secondo gruppo montuoso che non va oltre gli 800 mt di quota, e che precede di poco il piccolo castello roccioso del Monte Barro 922 mt. Questo gruppo, comprende tre cime sopra gli 800 mt e altre cime minori, tra i suoi pendii, sono numerosi i borghi che sì possono visitare, per non parlare delle tante chiese isolate che s’incontrano lungo i tanti sentieri che percorrono queste modeste montagne, che sono comunque un vero paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo e di bike.

Si parte da Olgiate Molgora, paese abitato già in epoca romana, da vedere la Chiesa di San Zeno XVIII secolo.

Mondonico è il primo borgo che sì attraversa, composto da alcune ville signorili, corti e una chiesa dedicata a San Biagio del 1536; guardando verso est, è facilmente riconoscibile il Monte Canto 710 mt, più conosciuto come la collina di Papa Giovanni XXIII°.

Monastirolo è il secondo borgo che s’incontra lungo la salita, è composto da alcuni casolari separati dal sentiero, un gruppo di case dove il silenzio domina in assoluto.

Crosaccia è un’area di sosta dominata da una croce in legno, non vi è un panorama, è più che altro un incrocio tra quattro itinerari, comunque una pausa è sempre lecita.

Monte Crosaccia, è una piccola cima che supera i 700 mt di quota, la sua salita non è necessaria, in estate con la vegetazione, non sì avrebbe alcun panorama, in inverno, sì riesce ad avere una piacevole vista su Monte Tesoro 1432 mt.

Campsirago è la terza borgata che s’incontra lungo la salita, bella la vista su San Genesio e su tutta la dorsale del Parco Montevecchia e Valle del Curone, lanciando lo sguardo verso la Pianura Padana.

L’eremo di San Genesio, è un complesso composto da una chiesa ricostruita sopra una chiesa antecedente, ed è purtroppo rinchiusa tra le mura di una proprietà privata; poco sopra, sorge il piccolo rifugio degli alpini, dove sì possono trovare dei tavoli con panche da utilizzare anche quando il rifugio è chiuso, da qui, sì apre una meravigliosa balconata che guarda verso la vetta del Resegone di Lecco 1875 mt, a sinistra, svetta la Grignetta 2184 mt, mentre a destra del Resegone, sì può ammirare la lunga dorsale  che comprende cime come la Corna Camozzera 1452 mt, e Monte Linzone 1392 mt, ben visibili la cime importanti come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Rotondo 2496 mt e Pizzo Alto 2512 mt.




Il comune di Colle Brianza comprende alcune frazioni, tra cui Giovenzana e Cagliano, da vedere, la chiesa di San Donnino XVII e San Materno XVI a Cagliano.

Pau è l’ultima borgata che s’incontra prima di arrivare nuovamente a Mondonico, composta da alcuni casolari, poco prima di entrare nel borgo, poco fuori, sorge la piccola Chiesa dedicata a San Gaetano XIII secolo.

Un percorso molto interessante, che va alla scoperta di un gruppo montuoso che sembra poco conosciuto, ma in realtà è meta di tanti escursionisti e appassionati di bike, al punto che giù in valle, a volte sì fa davvero fatica a trovare parcheggio, per questo consiglio di utilizzare il treno, mezzo che risulta senza ombra di dubbio molto più strategico.

 

CURIOSITA’

A Mondonico, ha abitato il pittore aristocratico Gola Emilio.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: meno di 600 mt, tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Olgiate Molgora, Campsirago, San Genesio quando aperto, Giovenzana e Cagliano.

COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105 e Parco Montevecchia e Valle del Curone INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, da San Genesio a Cagliano, segnaletica scarsa o mancante, prestare attenzione alle indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE:

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