giovedì 16 luglio 2026

Da Moggio a Cima di Piazza.

In auto, dopo aver passato Moggio 896 mt, dirigendosi verso Culmine San Pietro 1256 mt, nei pressi di una curva, sì trova l’ampio parcheggio dove sì lascia l’auto, e dove partono numerosi sentieri, compreso quello che andrò a descrivere in queste righe.

Dopo aver preso il segnavie n° 724 C, s’inizia la lunga salita che porta ai Piani d’Artavaggio 1650 mt. Raggiunti i piani, sì prosegue su facile sterrata salendo fino al Rifugio Cazzaniga 1885 mt; quindi, con un ultimo tratto su sentiero non segnato, sì raggiunge la vetta di Cima di Piazza 2057 mt.

 

 

NOTA

La Valsassina, è un paradiso per gli escursionisti, una fitta rete di sentieri per tutti i livelli, consentono di effettuare tantissimi percorsi raggiungendo cime oltre i 2000 metri, in ambienti alpini di rara bellezza, dove numerose marmotte fanno da sentinella quando qualcuno sì avvicina troppo alla loro tana.

Si parte da Moggio, paese che ha vissuto sia l’epoca celtica che l’epoca romana. Da visitare la Chiesa dedicata a San Francesco, realizzata intorno al 1500.

I Piani di Artavaggio, come dice la parola, è un piacevole altopiano di origine carsica, non è un caso, che dopo una certa quota, l’ungo il percorso, non sì trovano torrenti o sorgenti, quindi l’approvvigionamento di acqua, si può fare solo all’inizio del percorso, oppure nei tanti rifugi che s’incontrano su ai piani.

Tra i tanti rifugi storici, sicuramente il Rifugio Cazzaniga è il più rappresentativo, costruito tra il 1927 e il 1930, distrutto durante la Seconda guerra mondiale, venne ricostruito nel 1952.

Cima di Piazza, è una cima di tutto rispetto, magnifico panorama, nelle giornate limpide, la vista è eccezionale, anche in una giornata afosa come l’ho trovata io, la visuale, spazia sulla cima per eccellenza, ovvero lo Zuccone Campelli 2159 mt, che sì mostra in tutta la sua maestosità.

Altre cime, che posso elencare, sono sicuramente il Monte Sodadura 2011 mt, Pizzo Baciamorti 2006 mt, Resegone di Lecco 1875 mt, Monte Due Mani 1656 mt e gruppo delle Grigne.

Una salita molto piacevole, meritava un panorama migliore, ma essendo estate, non mi potevo aspettare di meglio, ma posso garantire che è un mondo assolutamente unico, come è unica l’esperienza che sì vive su queste montagne.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 1200 mt di salita.

PUNTI D’APPOGGIO: locali ai Piani d’Artavaggio

COME ARRIVARE: in auto da Lecco, con indicazioni per Moggio e Funivia Piani d’Artavaggio.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso o bianco giallo rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Casari, tel: 0341/996552, oppure via mail all’indirizzo rifugiocasari@libero.it.

domenica 21 giugno 2026

Da Breno, salita al Monte Gradiccioli.

Da Breno 798 mt, sì percorre il segnavie che sale all’Alpe di Mageno 1287 mt. Raggiunta l’alpe, sì prosegue in salita lungo la dorsale arrivando in località Zottone 1569 mt. Svoltando a destra, si percorre un tratto della traversata Lema/Tamaro, camminando fino al Passo d’Agario 1556 mt, dopo aver superato il passo, sì torna nuovamente a salire, arrivando così sulla cima del piccolo Monte Pola 1742 mt. Un tratto lungo la dorsale, per poi lasciare la Lema Tamaro, affrontando l’ultima salita che porta in vetta al Monte Gradiccioli 1935 mt.

 

 

NOTA

 

La lunga cresta che dal Monte Lema porta al Monte Tamaro, raggruppa ben tre cime sopra i 1600 mt di quota, e due che sfiorano i 2000 mt, ovvero il Monte Tamaro e il Monte Gradiccioli.

Spesso ho parlato del Monte Gradiccioli, però ho sempre raccontato la salita dal versante italiano, in questo caso, ho fatto un’eccezione, non meno interessante, ma che consente con una stagione estiva alle porte, di effettuare una salita che ha il grande vantaggio di avere buona parte del percorso sotto un fresco bosco, dettaglio da non sottovalutare mai.

Sì parte da Breno, piacevole e particolare borgo dell’Alto Malcantone di origine medievale, con i suoi vicoli che ricordano un labirinto, da visitare, la Chiesa di San Lorenzo anch’essa di origine medievale; dalla balconata, sì ha una magnifica veduta che guarda verso le Prealpi Varesine, facilmente riconoscibili il Monte Piambello 1125 mt, Monte Martica 1032 mt, Campo dei Fiori 1227 mt e il Monte la Nave 988 mt, mentre poco più in là sì possono ammirare due cime situate in Provincia di Biella, che sono: Monte Barone 2044 mt e Monte Mucrone 2335 mt.

L’Alpe di Mageno, piccolo gruppo di baite, ha una piacevole vista su tante cime del Varesotto, oltre a quelle già menzionate, sono facilmente riconoscibili altre cime come Poncione di Ganna 992 mt, Monte Val de Corni 993 mt, Monte San Martino 1087 mt e Monte della Colonna 1203 mt.

Come già scritto, Zottone è come un confine, qui sì apre un mondo totalmente diverso, con paesaggi e panorami unici. Oltre alla vista sulla dorsale, sì può ammirare gran parte della Val Veddasca, e tante cime come il Monte Covreto 1593 mt o il Sasso della Gallina 1629 mt; proseguendo lungo la Lema Tamaro, sì ha un’ottima vista sulla cresta, Poncione di Breno 1654 mt e Monte Magno 1636 mt, sì possono quasi sempre ammirare in tutta la loro bellezza.

Il Passo d’Agario, è un importante punto d’appoggio, qui sorge un bivacco sempre aperto, utilissimo in caso di maltempo e anche per trascorrere una notte in compagnia di milioni di stelle che sì possono ammirare da quassù. Dal passo, sì ha già una magnifica vista sul Lago Maggiore, tra le cime che posso elencare, segnalo sicuramente il Monte Bò o Alta Cima di Bò 2556 mt, Mottarone 1491 mt, Corno Bianco 3320 mt, Monte Massone 2161 mt, e Monte Zeda 2156 mt, Monte Gadrigna 1300 mt e Monte Limidario 2188 mt, bella vista sulla cresta fino alla cima del Monte Lema 1620 mt.

La cresta che precede la cima del Monte Gradiccioli è semplicemente unica, ogni volta che si volge lo sguardo verso l’orizzonte, lo sguardo non può fare altro che continuare a meravigliarsi, per la magnifica vista che sì ha man mano che la vetta sì avvicina; inutile accennare le tante cime che sì possono ammirare, ne ho già elencate molte, e poi, non posso anticipare quella che è la visuale dalla vetta, serve un pò di pazienza.

Monte Gradiccioli è una cima che vanta una panoramica a 360 gradi, una di quelle balconate che lascia senza parole. Lago Maggiore e Lago di Lugano, completano il dipinto, mentre valli e cime, sono la cornice perfetta per un quadro d’autore. Monte Rosa 4634 mt, da inizio al lungo elenco di vette che sì possono ammirare da questa cima, altre sono le cime che vanno oltre i 4000 mt, posso menzionare senza problemi, il Dom 4545 mt, Weissmies 4017 mt, Aletschhorn 4194 mt, Finsteraarhorn 4274 mt. Ben visibile anche il Monte Leone, che con i suoi 3552 mt, è una di quelle cime che sì fa sempre riconoscere. Tra le altre importanti cime, elenco anche il Monte Disgrazia 3678 mt, il Pizzo Badile 3308 mt e il Pizzo Cengalo 3369 mt.

Altre cime da elencare, sono: Monte Generoso 1701 mt, Monte San Primo 1686 mt, Resegone di Lecco 1875 mt, Grignetta 2184 mt, Grignone 2409 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Legnone 2609 mt, Pizzo di Gino 2245 mt, Monte Camoghè o Monte Camoscio 2228 mt, Monte Marmontana 2316 mt, Pizzo Claro 2727 mt e Pizzo di Vogorno 2442 mt, e potrei elencarne ancora tantissime, così tante che molte vanno oltre le mie conoscenze.









Monte Gradiccioli, è una di quelle cime dove sì ritorna sempre volentieri, e ogni volta la meraviglia è come se fosse la prima, motivo in più, per salire una delle cime più belle del Malcantone.

 

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero a volte esposti.

DISLIVELLO: oltre 1150 mt in salita.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Breno, capanno d’emergenza in località Zottone e bivacco in località Passo d’Agario.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°90

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Ponte Tresa seguendo le indicazioni per Lugano, Miglieglia e Breno.

DOVE ALLOGGIARE: Bivacco sempre aperto in località Passo d’Agario.

venerdì 5 giugno 2026

Da Cimadera a Cima di Fiorina.

Da Cimadera a Cima di Fiorina.

Da Cimadera 1080 mt, sì percorre il segnavie che porta alla Capanna Pairolo 1344 mt. Dopo aver raggiunto una sella a circa 10 minuti dal rifugio, sì svolta a sinistra, andando ad affrontare la bella dorsale che porta in vetta alla Cima di Pairolo 1810 mt.

 

NOTA

La Val Colla in territorio svizzero, da me visitata già molte volte, offre tantissime ascensioni di buon livello che vanno anche oltre i 2000 metri di quota, un’ampia valle che sì va ad inserire nella dorsale della Mesolcina Meridionale. Un mondo molto particolare, diviso tra le classiche montagne delle Alpi Lepontine, e il mondo calcareo dei Denti della Vecchia e della Cima di Fiorina, regalando un ambiente dolomitico molto interessante e molto suggestivo; l’itinerario qui descritto, va a visitare appunto la fascia calcarea, la dove i sentieri scorrono attraverso una bella cresta dove la roccia sì presenta in tutta la sua bellezza lungo la salita.

Si parte da Cimadera, grazioso comune arroccato nell’alta Val Colla; da vedere, la chiesa di Sant’Antonio da Padova, realizzata tra il XVI e il XVII secolo, che è anche l’unica testimonianza storica che ho recuperato su Cimadera. Bella la panoramica sulla cima del Monte Bar 1816 mt.

 

La località Cappellina 1244 mt, è un piacevole promontorio, dove sorge appunto questa cappellina. Da qui, sì può ammirare una bella vista sul Monte Moncucco 1623 mt, Passo San Lucio 1541 mt, Monte Gazzirola 2116 mt e sul Monte Camoghè o Monte Camoscio 2228 mt.

Per avere un’altra bella panoramica, bisogna attendere di arrivare praticamente sotto Cima dell’Oress 1727 mt, da qui sì apre una bella vista sul Lago di Lugano e su tante cime che circondano il lago, tra cui Monte Boglia 1516 mt, Sasso Grande 1500 mt, dal punto panoramico, sì ha la veduta dell’intera dorsale che dal Monte Lema 1620 mt, colma con il Monte Tamaro 1961 mt, passando per il Monte Gradiccioli 1935 mt; in mezzo alle due cime cioè Tamaro e Gradiccioli, svetta la cima del Monte Limidario 2188 mt.

 

Il traverso, che precede la meta, costeggia in parte la dorsale, alternandosi tra splendidi prati e sottobosco di pino mugo, che rende l’atmosfera ancora più suggestiva, spesso, sì ha la vista del Torrione di Valsolda 1805 mt.

Cima di Fiorina, è una vetta che vanta un panorama a quasi 360 gradi, la sua posizione concede una panoramica davvero unica, posso assicurare che la lista delle cime è davvero lunga, ma la cosa che colpisce, è la vista di tre dei grandi laghi del nord Italia, ovvero: Lago di Como, Lago di Lugano e Lago Maggiore. Tra le cime che sì possono ammirare, elenco sicuramente: Grignetta 2184 mt, Grignone 2409 mt, Pizzo Alto 2512 mt, Monte Legnone 2609 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Pizzo di Gino 2245 mt, Monte Marmontana 2316 mt, Pizzo di Vogorno 2442 mt, Monte Zeda 2156 mt, e Monte Rosa 4634 mt, e tanto altro ancora, fino alle Alpi Bernesi.




Cima di Fiorina, ha tutto quello che serve per essere una montagna da inserire nella propria collezione personale, lontana dal turismo di massa, dove oltre al magnifico panorama, sì possono ammirare tantissimi fiori, un vero gioiello per la Val Colla.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E)

PUNTI D’APPOGGIO: Capanna Pairolo, raggiungibile con brevissima deviazione.

DISLIVELLO: circa 750 mt in salita, e 20 in discesa.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91

SEGNALETICA: cartelli informativi più bandierine bianco rosso bianco.

COME ARRIVARE: da Lugano lungo la strada che porta al passo di Monte Ceneri, quindi a destra, seguendo le indicazioni per Val Colla e Maglio di Colla, poi indicazioni per Cimadera.

DOVE ALLOGGIARE: Capanna Pairolo con possibilità di pernottamento, tel: +41(0)91 944 11, mail pairolo@gmail.com.


domenica 24 maggio 2026

Da Breno, alla località Zottone, e salita al Monte Magno e al Monte Pola.

Da Breno 798 mt, sì percorre il segnavie che sale all’Alpe di Mageno 1287 mt. Raggiunto l’alpe, sì prosegue in salita lungo la dorsale arrivando in località Zottone 1569 mt, quindi, svoltando a destra, si percorre un tratto della traversata Lema/Tamaro, arrivando poco dopo ai piedi del Monte Magno 1636 mt, che sì raggiunge con una breve deviazione non segnalata. Dalla Cima del Monte Magno, seguendo alcune tracce di sentiero, prestando attenzione al fitto manto di rododendri, sì inizia a scendere verso il Passo d’Agario 1556 mt, che sì raggiunge comunque in un tempo ragionevole, poi, dopo aver superato il passo, sì torna nuovamente a salire, arrivando così sulla cima del piccolo Monte Pola 1742 mt.

 

NOTA

L’itinerario che dalla funivia del Monte Lema, attraverso la lunga dorsale porta alla funivia dell’Alpe Foppa 1530 mt, è un itinerario molto conosciuto, frequentato da tantissimi escursionisti e da molti camminatori che vogliono trascorrere una giornata in montagna ma senza affrontare grandi dislivelli. Tra i tanti itinerari che ho proposto lungo la dorsale, tutti percorsi con forte dislivello in salita, ne propongo uno diverso dal solito, più semplicemente, invece di partire dalla Val Veddasca, questa volta ho deciso di affrontare la salita dal versante svizzero, lungo un percorso ricco panorami unici e di ambienti diversi tra loro, racchiuso in un ambiente alpino di notevole bellezza.

Sì, parte da Breno, piacevole e particolare borgo dell’Alto Malcantone di origine medievale, con i suoi vicoli che ricordano un labirinto, da visitare, la Chiesa di San Lorenzo anch’essa di origine medievale; dalla balconata, sì ha una magnifica veduta che guarda verso le Prealpi Varesine, facilmente riconoscibili il Monte Piambello 1125 mt, Monte Martica 1032 mt, Campo dei Fiori 1227 mt e il Monte la Nave 988 mt.

L’Alpe di Mageno, è un piccolo alpeggio composto da un grande rustico e da alcune baite, il luogo adatto per trascorrere momenti di assoluto relax ascoltando il vento e tutti i suoni che possono dare sollievo a chi decide di riposare per qualche minuto in questa località. Dall’alpe, sì ha una piacevole balconata con vista sul Lago di Lugano, e su tantissime cime del varesotto, oltra a quelle già elencate prima, ora sì può ammirare il Colle Sant’Elia 678 mt, Poncione di Ganna 992 mt, Monte Val de Corni 993 mt, il piccolo Monte Scerrè 796 mt, Monte Sette Termini 972 mt, Monte San martino 1087 mt e Monte Della Colonna 1094 mt; bella vista sui tanti paesi che precedono Breno, come Miglieglia 706 mt e Novaggio 638 mt.

Durante la salita verso Zottone, inizia a prendere forma il Poncione di Breno 1654 mt, poi, raggiunta la località, il paesaggio cambia radicalmente, la montagna esce decisamente allo scoperto per mostrarsi in tutta la sua bellezza con una vista davvero eccezionale. La Val Veddasca, appare in tutta la sua bellezza, facilmente riconoscibili i paesi di Lozzo 874 mt e Biegno 915 mt, mentre aggrappato ad un pendio, sorge il famoso borgo di Monteviasco 924 mt, paese che sì raggiunge solo a piedi o con la comoda funivia, bella anche la vista sul Monte Covreto 1593 mt; nelle vicinanze di Zottone, sorge un piccolo capanno d’emergenza, utile in caso di maltempo improvviso.

 

Il Monte Magno, è una cima poco considerata, basta vedere la traccia che porta su in cima per capire che non è una meta ambita, ed è un vero peccato, perché la vista merita la fatica. Bellissima la vista della dorsale con vista sul Poncione di Breno, ma non sul Monte Lema 1620 mt, che rimane nascosto dal poncione. La vista sul Monte Gradiccioli 1935 mt è semplicemente meravigliosa, tutta l’imponenza e la maestosità di una bella montagna che sì mostra con tutta la sua forza. Tra le altre cime che si possono ammirare, di quelle che conosco elenco sicuramente il Monte Bar 1816 mt e il Monte Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, Cima di Fiorina 1810 mt e Monte Limidario 2188 mt; bella la vista sulla Capanna Merigetto 1498 mt, uno dei pochi rifugi esistenti in territorio italiano.







Il Passo d’Agario, è una meta importante per che affronta la dorsale, qui sorge un bivacco che è utilissimo in caso di emergenza, offrendo anche la possibilità di pernottare, con una vista serale che definire emozionante è davvero il minimo, oltre alla vista di miliardi di stelle durante le ore notturne.

Monte Pola è la meta di questa escursione, una cima quasi impercettibile, un colle che precede una grande montagna come il Monte Gradiccioli. Piccolo, ma non per questo meno interessante, dalla sua cima oltre alla bella vista sul Gradiccioli, sì ha una bella visuale sul Lago di Lugano e sul Lago Maggiore, nelle giornate limpide, la vista spazia fino alla dorsale appenninica, bella la vista su tutta la Val Veddasca, dal lago fin quasi al Passo dì Neggia 1388 mt, bella la vista sul Monte Gambarogno 1734 mt, come ben visibile, il Monte Zeda 2156 mt con alle spalle sua maestà il Monte Rosa 4634 mt, la vista arriva fino alle Alpe Bernesi, dove spunta la verticale cima del Finsteraarhorn 4275 mt. Bella la vista sul Monte Tamaro 1961 mt, massima elevazione di tutta la dorsale, altre cime, elenco il Monte Generoso 1701 mt, il Monte Boglia 1516 mt, Monte San Salvatore 912 mt e del Monte San Giorgio 1100 mt.

Tre mete in un unico itinerario, tre panorami simili ma sempre diversi, ogni località ha una prospettiva diversa da quella precedente, un itinerario diverso dalla solita dorsale, tre mete che spesso vengono ingiustamente scansate dai più, concentrati a fare quello che fanno tutti, una classica che può diventare una salita unica e con diversi punti di vista, un ambiente che cambia, dal fitto bosco di castagno alla faggeta, per poi tuffarsi nel paesaggio brullo di queste montagne.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero a volte esposti.

DISLIVELLO: circa 1050 mt di salita e poco più di 50 mt di discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Breno, capanno d’emergenza in località Zottone e bivacco in località Passo d’Agario.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°90

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Ponte Tresa seguendo le indicazioni per Lugano, Miglieglia e Breno.

DOVE ALLOGGIARE: Bivacco sempre aperto in località Passo d’Agario.

mercoledì 8 aprile 2026

Anello da Gandino con salita al Monte Sparavera.

Da Gandino 533 mt, con strada asfaltata e tratti su sentiero, sì percorre il sentiero N°544 che percorre per intero la Valle Piana, fino a raggiungere Malga Lunga 1235 mt.

Dopo aver lasciato Malga Lunga, sì prosegue su sterrata con segnavie n°547, arrivando all’incrocio con il segnavie n°628; da qui, sì svolta a sinistra, seguendo il sentiero che porta ad un punto panoramico situato poco sotto la cima del Monte Grione 1381 mt.

Dal Punto panoramico, sì prosegue lungo un sentiero non segnato, che dopo essere passato sotto la vetta del Monte Grione, scende fino a recuperare la sterrata del segnavie N°547.

Raggiunto il segnavie, sì prosegue lungo la sterrata, arrivando ad un altro bivio, seguendo il segnavie N°544B, sì arriva alla località Pozza dei Sette Termini 1315 mt, da qui, con sentiero non segnato, sì raggiunge la cima del Monte Sparavera 1369 mt.

Dalla vetta del Monte Sparavera, sì scende sempre lungo il sentiero non segnato, sì percorre la dorsale per poi tornare sul segnavie N°547, arrivando poco dopo alla località Monticelli 1116 mt; ora in decisa discesa, sempre con segnavie N°547, sì ritorna a Gandino a recuperare l’Auto.

NOTA

Tra le valli Seriana, Borlezza e Cavallina, sì eleva un gruppo montuoso di notevole bellezza, non sì sviluppa molto in altezza, basti pensare che la cima più alta, il Pizzo Formico 1636 mt, è la massima elevazione dell’intero gruppo, composto principalmente da due dorsali, che compongono una sorta di ferro di cavallo che abbraccia per intero il comune di Gandino. Qui sì trovano, tantissimi percorsi segnalati, adatti a tutte le età, e adatto sia agli appassionati di escursionismo, ma anche agli amanti di bike e di equitazione, un paradiso di ambienti diversi tra di loro, dove il paesaggio alpino è davvero molto suggestivo.

Si parte da Gandino antico paese situato allo sbocco della Valle Lunga e della Val d’Agro, questa località, vanta una storia antichissima che va indietro nel tempo fino a oltre l’età del ferro, con ritrovamenti che parlano del XIII secolo a. C., da vedere, la Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta risalente al 1180 e la Torre Gandino XIV secolo.

Val Piana, è un interessante zona residenziale che sorge a circa 1000 mt di quota, antichi casolari e edifici più moderni, compongono questo luogo decisamente suggestivo, immerso nei verdi prati e in fitti boschi misti tra conifere e faggete, il posto ideale dove trovare l’assoluto relax, per chi ne ha ovviamente la possibilità.

Malga Lunga, è un piacevole rifugio gestito dall’ANPI di Bergamo, ottimo punto d’appoggio per escursionisti e amanti della bike, qui sì può trovare un ottimo servizio di ristorazione, per tutti quelli che non hanno voglia di portare il pranzo al sacco. Dalla terrazza di Malga Lunga, sì apre una magnifica veduta panoramica sul Lago d’Iseo e sugli abitati di Lovere 208 mt in Provincia di Bergamo e Pisogne 187 mt in Provincia di Brescia, tra le tante cime che si possono ammirare, sicuramente il Monte Guglielmo 1957 mt, una di quelle cime che sì riesce a riconoscere a chilometri di distanza, Monte Alto 1723 mt e Monte Pora 1880 mt, più tutta la dorsale che da Monte Guglielmo, sì eleva sopra la Val Camonica.

Il Monte Grione, non si sale, però esiste un punto panoramico, dove sì ha una piacevole veduta sulla Val Cavallina e sul Lago d’Endine, tra le cime che posso menzionare, vi sono sicuramente Monte Torrezzo 1378 mt, Monte Misma 1160 mt e Monte Pranza 1099 mt. Poco prima di arrivare in cima al Monte Sparavera, s’incontrano due piccoli laghetti, due specchi d’acqua che rendono queste montagne, ancora più suggestive, con quel tocco di paesaggio alpino, che merita la giusta attenzione.

Monte Sparavera è una di quelle cime che sì deve salire, una vetta quasi solitaria, da dove sì ha una vista magnifica, quasi a 360°. Lago d’Iseo 185 mt e Lago d’Endine 337 mt sono ben visibili dalla cima, più un’infinità di vette, tra cui alcune tra le più importanti delle Alpi Orobie, tra cui Monte Alben 2019 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Pizzo Arera 2512 mt, Pizzo Formico 1636 mt, Pizzo di Redorta 3039 mt e Pizzo di Coca 3050 mt e una delle regine delle Orobie che è indubbiamente il Gruppo Montuoso della Presolana 2521 mt; più a destra, svetta la cima del Pizzo Camino 2492 mt.

La discesa verso la località Monticelli, è molto interessante dal punto di vista paesaggistico, numerose le baite solitarie, che sorgono su vari colli, incastrandosi perfettamente con il panorama che sì propone dietro queste abitazioni, un segno dell’uomo che comunque non rovina il paesaggio, ma riesce ad arricchirlo di particolari, piccoli tasselli di un puzzle che sì compone ad ogni passo.

Questo è un itinerario che lascia il segno, una di quelle escursioni che regalano ambienti unici che mai sì penserebbe di trovare a quote così modeste, un affascinante mondo alpino, che rimane impresso come un magico sogno da cui non sì vorrebbe mai svegliarsi.

 

CURIOSITA’

Malga Lunga, dal 2012 è anche un interessante museo della resistenza bergamasca.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 900 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gandino e Rifugio Malga Lunga.

COME ARRIVARE: da Bergamo con SS 671 fino all’altezza di Gazzaniga, poi indicazioni per Gandino.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e 106.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE:


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