giovedì 5 marzo 2026

Da Bisuschio al Poncione di Ganna.

Da Bisuschio 370 mt, sì attraversa Viale Cicogna, fino a raggiungere l’ingresso di Villa Cicogna, arrivati nel piazzale, si segue il vicolo sulla sinistra, svoltando poco dopo a destra in Via Lazzaretto, percorrendolo fino a confluire in Via Rimembranze. Raggiunta la Chiesa di San Rocco, sì prosegue lungo la strada asfaltata, fino a trovare la strada sterrata che sale verso l’acquedotto. Dopo aver superato l’acquedotto, sì continua a camminare lungo la sterrata, fino a confluire nel Sentiero 3V che arriva da Pogliana 487 mt. Seguendo la 3V a sinistra, sì oltrepassa il Passo delle Pietre Strette 725 mt, continuando a camminare fino ad arrivare sotto il Passo dell’Alpe Tedesco 785 mt. Ora con decisa salita, sì guadagna quota per raggiungere la vetta del Poncione di Ganna 992 mt.

NOTA

Come già scritto in varie occasioni, la Val Ceresio, offre tantissime escursioni di buon livello, salite di tutto rispetto e con varie difficoltà, fino ad arrivare alle tante pareti che sono ottime palestre per gli appassionati di arrampicata.

L’itinerario che descrivo, consente di salire forse la più famosa vetta della Val Ceresio, ovvero il Poncione di Ganna. Un gigante di roccia calcarea che vanta una panoramica quasi a 360 gradi, quasi perché Monte Minisfreddo 1042 mt, copre in parte la visuale; purtroppo non ho trovato una giornata limpida, quindi le immagini saranno grigie, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, lo spettacolo è di tutto rispetto.

Si parte da Bisuschio borgo che ha una storia che va indietro fino al popolo celtico, ricordo che tutta l’area della Val Ceresio, 220 milioni di anni fa, era un bellissimo mare dove viveva il famoso Besanosauro, fossile recuperato durante uno scavo archeologico. Da visitare vi è sicuramente Villa Cicogna XVI secolo, oltre alla Chiesa di San Giorgio Martire, realizzata verso la fine del 1500.

Il percorso che va verso il Passo dell’Alpe Tedesco, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo l’aspetto invernale, consente di avere delle visuali sul Poncione di Ganna, e in un unico caso, sì riesce ad avere la visuale ampia sul Monte Orsa 998 mt, anche il Passo delle Pietre Strette, interessante incrocio con diversi itinerari, rimane ricoperto dal bosco.

Il panorama vero, sì ha sulla vetta del Poncione, un colosso di pietra, uno dei balconi più belli della provincia, tra le cime che posso menzionare, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Martica 1032 mt, Monte Scerrè 796 mt, Monte Piambello 1125 mt, questo è l’immediato che sì può apprezzare anche nelle giornate di foschia, mentre in presenza di un cielo terso, lo sguardo vola verso la catena alpina e verso la dorsale orobica. Bella la veduta sulla Valle del Pralugano, sui laghi di Ganna e Ghirla, e sui borghi di Ganna, Bédero Valcuvia e Mondonico 698 mt.



Questa è una minima parte della vista che sì può ammirare dal Poncione, una cima per nulla banale, e che merita la fatica fatta per arrivare fin quassù.

 

CURIOSITA’

La croce, fu inaugurata nel 1954.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2:30.

DIFFICOLTA’: (E) per la salita al Poncione di Ganna.

DISLIVELLO: circa 640 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Bisuschio.

COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso, dal bivio che arriva da Pogliana, da Bisuschio, segnaletica scarsa.

DOVE ALLOGGIARE:

 

giovedì 26 febbraio 2026

Da Olgiate Molgora a San Genesio.

Dalla Stazione di Olgiate Molgora 287 mt, sì percorre il sentiero n°2, camminando lungo Via IV Novembre, Via Fabbricone, Via Olcellera e Via alle Scuole, svoltando a sinistra appena trovate le indicazioni che portano nell’abitato di Mondonico 346 mt. Dopo aver visitato il borgo, sempre con segnavie n°2, sì sale a Monastirolo 428 mt e successivamente a Crosaccia 634 mt. Dopo una breve pausa, sì continua in salita lungo il segnavie n°3 che aggira la cima del Monte Crosaccia 730 mt, raggiungibile con una breve deviazione, quindi poco dopo, sì arriva al borgo di Campsirago 676 mt; ora con sentiero n°1, sì arriva in cima al Colle San Genesio 846 mt, punto più alto dell’intero itinerario.

Per la discesa, sì segue la sterrata che segue la dorsale sulla sinistra del colle, perdendo quota e mantenendo sempre la sinistra ad ogni bivio, quindi, appena raggiunta la strada carrozzabile, in breve sì arriva nel borgo di Giovenzana 651 mt. Dopo aver visitato il paese, sì prosegue per Via Manzoni, arrivando poco dopo a Cagliano 639 mt. Sempre su strada, sì scende per Via G. Cesare e Via Raffaello fino a trovare il segnavie n°25, che evitando un tratto su asfalto, arriva nel nucleo di Pau 489 mt. Si attraversa l’abitato, per riprendere a scendere fino a Villa Buttero, che sì raggiunge con una brevissima deviazione, quindi ancora in discesa fino a Mondonico, da qui, sì riprende la strada fatta al mattino per tornare nella Stazione di Olgiate Molgora.

 

NOTA

Dopo la dorsale del Parco di Montevecchia, poco più a nord, sì eleva un secondo gruppo montuoso che non va oltre gli 800 mt di quota, e che precede di poco il piccolo castello roccioso del Monte Barro 922 mt. Questo gruppo, comprende tre cime sopra gli 800 mt e altre cime minori, tra i suoi pendii, sono numerosi i borghi che sì possono visitare, per non parlare delle tante chiese isolate che s’incontrano lungo i tanti sentieri che percorrono queste modeste montagne, che sono comunque un vero paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo e di bike.

Si parte da Olgiate Molgora, paese abitato già in epoca romana, da vedere la Chiesa di San Zeno XVIII secolo.

Mondonico è il primo borgo che sì attraversa, composto da alcune ville signorili, corti e una chiesa dedicata a San Biagio del 1536; guardando verso est, è facilmente riconoscibile il Monte Canto 710 mt, più conosciuto come la collina di Papa Giovanni XXIII°.

Monastirolo è il secondo borgo che s’incontra lungo la salita, è composto da alcuni casolari separati dal sentiero, un gruppo di case dove il silenzio domina in assoluto.

Crosaccia è un’area di sosta dominata da una croce in legno, non vi è un panorama, è più che altro un incrocio tra quattro itinerari, comunque una pausa è sempre lecita.

Monte Crosaccia, è una piccola cima che supera i 700 mt di quota, la sua salita non è necessaria, in estate con la vegetazione, non sì avrebbe alcun panorama, in inverno, sì riesce ad avere una piacevole vista su Monte Tesoro 1432 mt.

Campsirago è la terza borgata che s’incontra lungo la salita, bella la vista su San Genesio e su tutta la dorsale del Parco Montevecchia e Valle del Curone, lanciando lo sguardo verso la Pianura Padana.

L’eremo di San Genesio, è un complesso composto da una chiesa ricostruita sopra una chiesa antecedente, ed è purtroppo rinchiusa tra le mura di una proprietà privata; poco sopra, sorge il piccolo rifugio degli alpini, dove sì possono trovare dei tavoli con panche da utilizzare anche quando il rifugio è chiuso, da qui, sì apre una meravigliosa balconata che guarda verso la vetta del Resegone di Lecco 1875 mt, a sinistra, svetta la Grignetta 2184 mt, mentre a destra del Resegone, sì può ammirare la lunga dorsale  che comprende cime come la Corna Camozzera 1452 mt, e Monte Linzone 1392 mt, ben visibili la cime importanti come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Rotondo 2496 mt e Pizzo Alto 2512 mt.




Il comune di Colle Brianza comprende alcune frazioni, tra cui Giovenzana e Cagliano, da vedere, la chiesa di San Donnino XVII e San Materno XVI a Cagliano.

Pau è l’ultima borgata che s’incontra prima di arrivare nuovamente a Mondonico, composta da alcuni casolari, poco prima di entrare nel borgo, poco fuori, sorge la piccola Chiesa dedicata a San Gaetano XIII secolo.

Un percorso molto interessante, che va alla scoperta di un gruppo montuoso che sembra poco conosciuto, ma in realtà è meta di tanti escursionisti e appassionati di bike, al punto che giù in valle, a volte sì fa davvero fatica a trovare parcheggio, per questo consiglio di utilizzare il treno, mezzo che risulta senza ombra di dubbio molto più strategico.

 

CURIOSITA’

A Mondonico, ha abitato il pittore aristocratico Gola Emilio.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: meno di 600 mt, tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Olgiate Molgora, Campsirago, San Genesio quando aperto, Giovenzana e Cagliano.

COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105 e Parco Montevecchia e Valle del Curone INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, da San Genesio a Cagliano, segnaletica scarsa o mancante, prestare attenzione alle indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 18 febbraio 2026

Anello del Monte Sant’Emiliano da Sostegno.

Da Sostegno 382 mt, sì percorre il sentiero n°706 fino alla Bocchetta d’Ovasine 509 mt. Raggiunta la bocchetta, sì svolta a sinistra percorrendo il sentiero n°705, affrontando la ripida salita che porta in cima a Monte Sant’Emiliano dove sorge l’omonima chiesa. Da Sant’Emiliano, seguendo il sentiero n°709, si rientra a Sostegno.

 


 

 

 

 

 


NOTA

La prima fascia montuosa, che sì eleva alla sinistra del Fiume Sesia, è una catena di piccole montagne che non va oltre i 700 mt di quota. Pur con la loro modesta elevazione, questa dorsale, offre numerosi sentieri per nulla banali, difficoltà che vanno dalla semplice passeggiata turistica, alla più impegnativa palestra di roccia situata sulla Pietra Gruana 699 mt.

L’itinerario che propongo in queste righe, offre una salita impegnativa, raggiungendo la seconda cima per altitudine, che sì trova lungo la dorsale, dove sorge una bellissima chiesa che domina sulla valle.

Si parte da Sostegno, piccolo borgo di origine medievale, il classico paese di montagna, dove in inverno, il profumo del camino, crea una piacevole atmosfera di casa, da visitare, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, costruita sulle rovine di un antico castello.

 


 

 

 

 

 

La Bocchetta d’Ovasine, è un incrocio di sentieri, qui sì può scendere a Serravalle Sesia 330 mt, oppure tornare indietro fino a Gattinara 263 mt, percorrendo la lunga dorsale che comprende tante piccole cime come Cima Rimottina 491 mt, Bonda Grande 553 mt o Cima Frascheia 625 mt.

La salita che porta a Sant’Emiliano è davvero impegnativa, dopo un tratto in cresta, con una magnifica veduta su Pietra Gruana, Monte Fenera 899 mt, Colma dei Vasselloni 753 mt, e Monte Briasco 1185 mt, bella anche la vista sulla Pianura Padana piemontese.

Sant’Emiliano è una chiesa eretta nel tardo medio evo, sulle rovine di un antico tempio, qui il bosco limita la veduta, che altrimenti sarebbe di 360 gradi, bella la vista verso Sostegno e sulla pianura, è possibile scorgere la piccola Chiesa di San Bernardo, che sorge sul Dosso di San Bernardo 464 mt, visibile il bacino della Diga di Ravasanella.

Durante la discesa, sì raggiunge un pianoro dove è collocata la partenza della teleferica che sale a Sant’Emiliano, qui sì ha una magnifica veduta su Monte Mucrone 2335 mt, Monte Mars 2600 mt, Monte Bò 2556 mt, Monte Barone 2044 mt e verso Bocchetto Sessera 1373 mt.

 


 

 

 

 

 

Un itinerario breve ma intenso, un percorso non banale che richiede un buon fiato e una buona gamba, visto che i sentieri non sono da sottovalutare, anche la bassa quota, può essere all’altezza di un buon escursionista, una salita tutta da scoprire.

CURIOSITA’

Il sistema montuoso di cui parlo in questo itinerario, ha avuto origine quando in queste terre dominava un complesso sistema vulcanico, una storia che va indietro di milioni di anni.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero ripido.

DISLIVELLO: meno di 400 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locale d’emergenza dietro la Chiesa di Sant’Emiliano.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare le mappe di Mapy.com.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Cà del Busc, tel: 3454526600.

martedì 3 febbraio 2026

Da Casteggio al Monte Ceresino.

Da Casteggio 90 mt, sì raggiunge la parte alta, dopo aver visitato il borgo, sì esce fuori dal paese incamminandosi per Strada Madonnina. Si segue la dorsale, proseguendo come Via Costaiola, oltrepassando Cascina Angelina, arrivando poco dopo il bivio con Via Castel Felice. Si prosegue lungo strada sterrata, seguendo le indicazioni per Prime Alture, arrivando così a Cascina Campone 225 mt, sede dell’Azienda Agricola Prime Alture. Lasciata la cascina, sì guadagna quota arrivando nei paraggi di Cascina Morone 269 mt, qui, sì continua a salire seguendo il sentiero sulla destra, poco dopo, sì lascia il sentiero principale, per continuare su un’altra salita sulla sinistra, quindi, con percorso in cresta, e dopo aver oltrepassato una sbarra che impedisce il transito alle auto, sì raggiunge la cima di Monte Ceresino 432 mt.

NOTA

L’Oltrepò Pavese, oltre ad essere terra di ottimi vini, è anche un paradiso per chi pratica sport all’aria aperta, bike, cavalli e escursionisti, trovano tantissimi percorsi a quote collinari, con magnifiche vedute su immensi appezzamenti di terreni coltivati a vite, una dorsale dietro l’altra, con vista sulla Pianura Padana e nelle giornate limpide, su un’ampia porzione dell’arco alpino. L’itinerario che propongo in queste righe, porta alla scoperta di un piccolo monte purtroppo ricoperto da vegetazione, ma che però merita comunque di essere menzionato, un escursionista che ha già fatto tante cose, può mettere nella sua collezione, anche questa modesta cima.

Si parte da Casteggio, borgo popolato almeno dal VI a.C., una piccola cittadina di pianura che sorge ai piedi delle colline dell’Oltrepò, da visitare la Collegiata dedicata a San Pietro Martire ricostruita nel 1814, il Palazzo della Certosa del 1705 e la Fontana d’Annibale vicino alla Via Emilia.




Le colline, sono tutte tappezzate di vitigni, numerose le aziende che producono ottimi vini e i tanti agriturismi che s’incontrano lungo la salita, come ad esempio Prime Alture in località Cascina Morone, un piacevole rustico collocato sulla sommità di una dorsale, un posto magico dove ammirare una magnifica veduta sulle colline e sul Monte Ceresino, e sul colle Torre del Monte 412 mt.

Monte Ceresino, è una piccola cima che sorge poco sopra l’abitato di Calvignano 274 mt, come già descritto, la cima è praticamente ricoperta da boschi di querce, solo in un breve tratto, durante la salita, alcuni prati che prevalgono sul bosco, consentono la vista sulla valle del Torrente Ghiaia di Montalto, con vista su Borgo Priolo 144 mt e sulla cima di Monte Fratello 390 mt, che da inizio a quella che viene definita Costa Pelata.








Una salita non lunghissima, un assaporare di luoghi a noi vicini, dove l’escursionismo, va inventato, niente cartelli, solo le dorsali e la fantasia di chi percorre queste colline, apprezzandone ogni angolo in ogni metro che sì percorre, un’avventura che lascia un piacevole ricordo.

 

CURIOSITA’

La Fontana d’Annibale, non è un nome casuale, pare che in questa località, transitò Annibale con i suoi elefanti, dando vita a quella che è una storia che pare leggenda.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Casteggio, e vari agriturismi lungo la salita.

DISLIVELLO: 320 mt circa.

SEGNALETICA: nessuna, prestare attenzione alle indicazioni.

COME ARRIVARE: da Piacenza o da Voghera con SS 10, oppure da Pavia passando momentaneamente dal Ponte della Becca.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Consultare le mappe di Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Angelina tel: 3429603818.

lunedì 19 gennaio 2026

Da Besate a Morimondo.

Da Besate 104 mt, sì percorre Via De Capitani arrivando poco dopo ad un incrocio con semaforo. Ignorata Via dei Mulini, sì svolta a destra seguendo Via Papa Giovanni XXIII per meno di cento metri, quindi poco prima della curva, si lascia la strada per svoltare a sinistra imboccando la sterrata. Seguendo la carrozzabile, sì arriva a Cascina Molinetto circa 105 mt, poi sì svolta a sinistra, continuando a camminare fino alla SP 50. Arrivati alla provinciale, sì gira a destra camminando lungo la strada fino al Naviglio di Bereguardo, raggiunta la pista ciclopedonale, sì risale il naviglio in direzione di Abbiategrasso, avanzando per circa 1,5 km, appena trovate le indicazioni per Fallavecchia 104 mt circa, sì svolta a sinistra, arrivando così alla corte. Dopo aver visitato il borgo, dal Piazzale Ospedale Maggiore, sì segue la sterrata che scende in valle, svoltando poco dopo a destra lungo la sterrata che segue la costa. Si arriva ad una strada asfaltata, qui sì svolta a sinistra, e dopo circa 1 km, si gira a destra, quindi nuovamente su sterrato, si procede in direzione di cascina Coronate, quando sì raggiunge il bivio, sì trascura la carrozzabile che porta alla cascina, continuando a procedere verso sinistra arrivando così a Cascina Cipriana 95 mt circa, ora, non resta che avanzare verso il borgo di Morimondo 109 mt, che sì raggiungerà a breve.

NOTA

Parco del Ticino. Quanti itinerari ho già descritto in questo parco, eppure, come in questo caso, riesco a proporre un nuovo itinerario nel cuore delle risaie milanesi, lungo antiche cascine, piccoli borghi, arrivando alla meta per eccellenza, ovvero, il Comune di Morimondo.

Si parte da Besate, minuscolo paese situato nel cuore della pianura ticinese, borgo abitato già in epoca celtica; da visitare, la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata intorno al 1600.

Cascina Molinetto, è un’isola in mezzo ai campi, un grosso complesso cortilizio, dove possenti mezzi agricoli, lavorano la dura terra di pianura, che però regala un ottimo riso.

Il Naviglio di Bereguardo è un lungo canale realizzato intorno al 1400, collega Abbiategrasso 120 mt a Bereguardo 98 mt, ed è lungo circa 19 km. Nato come via di comunicazione, oggi, è un fondamentale apporto d’acqua, che consente l’irrigazione dei campi.









Fallavecchia, è una grande corte, una delle più grandi che abbia visto fin ora, vanta una storia quasi millenaria, di notevole interesse, la Chiesa dedicata a San Giorgio, costruita nel XIII secolo.









Prima di arrivare a Morimondo, consiglio una breve deviazione per andare a visitare l’area dove sorge l’Oratorio di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1561, realizzata nella corte di Cascina Coronate 108 mt circa.

Morimondo è la meta di questa camminata invernale, uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo sacro e antico, fatto di lavoro nei campi e di preghiera, la sua storia, torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani, con testimonianze di insediamenti. Da vedere, oltre al paese, l’abbazia, costruita tutta in mattoni tra la fine del 1100 e la fine del 1200, appartenuta all’ordine dei Cistercensi fin verso la fine del 1700.

 Un percorso che s’immerge nel silenzio dei campi prevalentemente coltivati a riso, un itinerario che svela alcune tra le perle più belle del Parco del Ticino, un viaggio che comprende la meraviglia di questi territori, un mondo conosciuto da chi ama le immense e solitarie distese di campi, dove le cascine sorgono come isole in un mare che vive nell’immaginazione di chi avrà il piacere di seguire le mie orme, in un percorso tutto da scoprire.

 

CURIOSITA’

Il Naviglio di Bereguardo, pur trovandosi nel cuore della Pianura Padana, in alcuni punti, vanta una panoramica di quasi 360°, con vista sull’Appennino Ligure, e su buona parte dell’arco alpino, dal Monviso 3841 mt al Monte Rosa 4634 mt, proseguendo nella fascia prealpina fin oltre il Monte Guglielmo 1957 mt che sorge tra il Lago d’Iseo e la Val Trompia.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Besate, Fallavecchia e Morimondo.

COME ARRIVARE: da Abbiategrasso o da Pavia con SS 526.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta percorsi ciclopedonali Parco del Ticino, oppure consultare le mappe di Wiki Lok.

SEGNALETICA: praticamente inesistente, qualche cartello di fortuna tra Fallavecchia e Morimondo.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Morimondo, tel: 02/94609067, oppure via mail info@hotelmorimondo.com.

 

  


Da valle Salimbene al Ponte della Becca.

 

Da Valle Salimbene località Motta San Damiano 71 mt, sì lascia l’auto in Via Roma, dove sì trova un comodo parcheggio. Da Via Roma, sì cammina lungo Via Strada bassa, fino alla SP 13dir, dalla provinciale, sì svolta a sinistra seguendo la strada fino a trovare l’indicazione per Cascina Taccona. Dopo aver svoltato a destra, sì prosegue lungo la sterrata arrivando a Cascina Taccona 70 mt circa. L’itinerario prosegue lungo la carrozzabile che costeggia il lato destro della cascina, andando avanti fino a raggiungere l’abitato di Linarolo 76 mt. Dopo aver attraversato il borgo, seguendo Via Mazzini e Via San Leonardo, sì scende lungo la SP 13, incontrando poco dopo una curva, da qui, sì abbandona la provinciale e sì prosegue per San Giacomo, più avanti sì arriva ad un altro bivio, continuando a camminare lungo la sterrata che sì dirige verso il Fiume Po, che però non sì raggiungerà, sì continuerà a camminare lungo una strada agricola, che svolta verso ovest. Il percorso continua fino a quando non sì arriva in località Vaccarizza. Dal Borgo, sì svolta a sinistra, seguendo Via Po che sì dirige verso il Ponte della Becca, sì ignora il primo bivio che porta a San Lorenzo, andando avanti fino a trovare sulla sinistra, un’altra strada sterrata, che in una decina di minuti, raggiunge le rive del Ticino che sì tuffa nelle acque del Fiume Po.

Dal Ponte della Becca, si ritorna verso Vaccarizza, fino a trovare l’indicazione per San Leonardo 65 mt circa. Raggiunto il paese, sì svolta a destra camminando lungo la sp13, poco dopo, sì ritrovano le indicazioni per Cascina Taccona, che sì raggiungerà in breve; dalla cascina, sì ritorna a Motta San Damiano, seguendo il tragitto fatto all’andata.









NOTA

Il Parco del Ticino, nel suo cammino dalle colline moreniche del Lago Maggiore, fino alle rive del Po, propone tantissimi itinerari escursionistici che danno la possibilità di conoscere al meglio l’intera valle del Ticino, con ambienti unici e diversi tra loro. L’itinerario che descrivo in queste righe offre un percorso facile in un ambiente solitario, fatto in inverno con la nebbia, sì respira un’atmosfera quasi inquietante, l’impossibilità di guardare oltre, ti proietta in un mondo senza tempo, come se l’orologio sì fermasse all’improvviso, fino a quando un airone non passa davanti ai tuoi occhi, interrompendo questa sensazione di nulla, e facendo ripartire le lancette dell’orologio.



Si parte da Valle Salimbene, minuscolo comune composto da una serie di frazioni già presenti in epoca medievale, nato probabilmente da una serie di cascine, che hanno formato nel tempo i vari borghi che sono presenti nei nostri giorni. All’interno di una proprietà privata, sorge l’Oratorio di San Damiano, edificio realizzato su mura romaniche risalente al XII secolo.

Cascina Taccona, è un enorme casolare con corte, oggi divenuta azienda agricola, la cascina sorge sopra una piccola costa che domina i campi.





Linarolo è il secondo borgo che sì attraversa, abitato anch’esso già in epoca medievale, è attraversato dalla Via Francigena; da visitare, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, conosciuta già nel 1300.

Vaccarizza, è una grossa corte che sorge a poche centinaia di metri dal Fiume Po. Purtroppo, non ho trovato informazioni sulla località. Però deduco che l’edificio più grande sia almeno di epoca rinascimentale, e probabilmente molto più antico.









Il Ponte della Becca, costruito nel 1912, mette in collegamento la sponda finale del Fiume Ticino con la sponda del Fiume Po, l’area è composta da un piccolo porticciolo, e da numerosi locali, che io ho trovato tutti rigorosamente chiusi, non sono in grado di sapere se la chiusura è solo invernale, però l’area merita comunque una visita, anche perché, è possibile vedere la foce del Fiume Ticino che confluisce nel Fiume Po.

San Leonardo, è l’ultimo paese che sì attraversa, ed è inserito nel territorio di valle Salimbene, anch’esso è composto da numerose corti, alcune antiche, da visitare, la Chiesa di San Leonardo, anche in questo caso, non ho trovato informazioni utili da riportare in questo articolo.

Lungo tutto il percorso, sono numerosi gli uccelli che sì possono osservare, dai rapaci come la Poiana ai tanti trampolieri come l’airone cenerino, in numerosa presenza, anche l’ibis sacro, divenuto ormai stanziale; facile da individuare, la nutria, grosso roditore non autoctono che abita ormai da anni la Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

Il comune di Linarolo apparteneva all’ordine dei Templari.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA:4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Linarolo e Ponte della Becca se e quando aperti.

DISLIVELLO: inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

SEGNALETICA: pochissimi cartelli informativi, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 617, poi SP 234 fino a Valle Salimbene località Motta San Damiano.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: 

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