martedì 14 luglio 2015

Monte Margineta e Monte Loccia di Pieve.



Da Albogno 1020 mt, frazione di Druogno 836 mt, si percorre il segnavie M07 fino a Passo della Margina 1979 mt; svoltando a destra, si raggiunge in breve il Monte Margineta 2017 mt. Dopo la salita, si ritorna al passo, per affrontare la più impegnativa salita che raggiunge la vetta del Monte Loccia di Pieve 2127 mt.


 NOTA

L'itinerario qui descritto, racconta un percorso che sale su due cime che rimangono emarginate dai sentieri più frequentati della Val Vigezzo; località dove vi si può trovare strutture d’accoglienza e impianti di risalita, più ricercati dai turisti in generale.
La salita, inizia dalla bella frazione d’Albogno.



Una comoda mulattiera con tratto su sterrato, da inizio alla salita. Passato Alpe Piodabella, l’itinerario cambia totalmente, l’ampia mulattiera, lascia ben presto posto ad un ripido e stretto sentiero che porta all’Alpe Buriale 1875 mt. Il rifugio non è accessibile, ne ha in dotazione un riparo d’emergenza, quindi in caso di maltempo non si può contare su questo rifugio. Le due cime, si raggiungono sempre con piccoli sentieri frequentati molto da animali da pascolo. Monte Margineta pur nella sua modesta mole, offre una buona panoramica, con vista sul vicino Monte Mater 2026 mt. Guardando in basso, è ben visibile Valle Cortino, con numerosi alpeggi.


Monte Loccia di Pieve, offre una veduta decisamente migliore, con i suoi 360° di panorama, danno la possibilità di ammirare vette che vanno sopra i 4000 mt, un’infinità di valli che si diramano tra la Val d’Ossola, la Val Formazza e la Val Vigezzo. Tra le cime che si possono ammirare menziono: Monte Leone 3553 mt, Monte Cistella 2880 mt, Punta Giezza 2658 mt, Pizzo la Scheggia 2466 mt, Pioda di Crana 2430 mt, Pizzo Ragno 2289 mt e Monte Limidario 2187 mt. 


L’ambiente è solitario, un percorso di montagna che regala un’avventura in ambiente aspro e selvaggio, indubbiamente da vedere.

CURIOSITA’
Nell’ultimo fine settimana di settembre, ad Albogno si celebra la festa di San Michele, con tante specialità tipiche della zona.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido fino alle cime.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Albogno.
DISLIVELLO: oltre 1100 mt.
COME ARRIVARE: A26 fino ad Ornavasso, quindi SS 33, fino a trovare le indicazioni per Val Vigezzo, quindi SS 337 fino a Druogno, da li, indicazioni per Albogno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°89.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine rosso bianco. Prestare attenzione, la segnaletica a volte è insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: numerose strutture in valle.

Alpe Pianmisura



Da Alagna Valsesia 1191 mt, si percorre il segnavie N°3 che al Passo di Uomo Storto 2880 mt.




NOTA
Da Alagna valsesia, si possono affrontare tantissimi itinerari nel gruppo montuoso del Monte Rosa, vi sono, però alcune valli laterali, che offrono percorsi affascinanti di varia difficoltà, in ambienti suggestivi, un esempio, è rappresentato dalla Valle d’Otro, minuscola valle che colma ai piedi del Corno Bianco 3320 mt.
Il percorso si sviluppa lungo una bella mulattiera che attraversa un fresco bosco misto, che rende la salita accessibile a tutti. Usciti fuori del bosco, appare immediatamente l’affascinante borgo d’Otro 1664 mt. Realizzato nel classico stile Walser, Otro è indubbiamente una delle borgate più belle della Valsesia, incastonato perfettamente ai piedi di una montagna minore, ma che è molto frequentata degli appassionati d’escursionismo e di alpinismo classico.


Proseguendo, si arriva a Pianmisura 1854 mt. Si parla di alcuni gruppi di baite vicine tra loro, tra cui spicca il piccolo borgo arroccato sopra un colle. Da qui, si gode un’imperdibile visuale su buona parte del gruppo montuoso, fin quasi a guardare i piccoli ghiacciai nascosti dietro le ampie morene, perfettamente visibili da Pianmisura. Fino all’inizio dell’estate, il silenzio dei monti è interrotto dall’impetuoso fragore delle tante cascate che scendono giù vertiginosamente verso valle, segnando di bianco i pendii della montagna.
Durante la salita, oltre alla bella vista del Corno Bianco, si ha un’ottima veduta del Monte Tagliaferro 2964 mt, altra conosciuta montagna.



Guardando verso la cima del Corno Bianco, si riesce anche a scorgere la gialla sagoma del Bivacco Ravelli 2504 mt, ottimo punto d’appoggio per le ascensioni più impegnative.

CURIOSITA’
Pare che nel luogo dove si trova il sasso della Madonna, era un punto di riposo, che era utilizzato dagli abitanti di Otro, quando dovevano trasportare i defunti a valle.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa. 
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Alagna Valsesia, e Rifugio Zar Senni, con possibilità di pernottamento.
DISLIVELLO: circa 650 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 per Alagna Valsesia.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°88.
SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Zar Senni, tel: 0163/922952-331/7383271.

mercoledì 1 luglio 2015

Bivacco Alpe Toso



Bivacco Alpe Toso.
Da Rassa 917 mt, si percorre il segnavia N°251, fino al Bivacco CAI Alpe Toso 1649 mt.



NOTA
Come un intricato albero dai tanti rami, così la Valsesia si presenta con le sue valli laterali.
L’itinerario qui proposto, percorre parte della Val Sorba, valle che termina nella sua parte alta, con il Colle del Loo 2452 mt colle che mette in comunicazione la Valsesia con la Valle di Gressoney.
La valle è indubbiamente molto bella, consente di attraversare una serie d’alpeggi che in molti casi, mantengono ancora oggi il loro aspetto rustico con quel pizzico di Walser che arricchisce molto la suggestività delle baite.
L’inizio del percorso, si sviluppa subito dopo l’abitato di Rassa, paese affascinante incastonato perfettamente in una valle che non ha nulla da invidiare alla più grande Valsesia. Un’ampia strada sterrata il cui accesso è consentito ai soli autorizzati, sale decisa fino ad un bivio, lasciata la carrozzabile, si cammina lungo la piacevole mulattiera conduce al ristoro Heidi, qui si trova un ottimo punto d’appoggio dove poter assaggiare una gustosa cucina tipica. Il resto del percorso, si sviluppa su ampio sentiero, consentendo di ammirare una piacevole serie d’alpeggi, oltre ad un interessante museo a cielo aperto e ad una bella cascata che scava un profondo solco a circa metà valle.


Il Bivacco Alpe Toso, dal 1976 è un indispensabile punto d’appoggio, pur non essendo nelle migliori condizioni, offre un tetto, un tavolo e una stufa a legna per scaldarsi in caso di maltempo, ovviamente si consiglia di fare un buon uso e una buona scorta di legna nel caso si rimane per il pernottamento.
Tra le cime che si ammirano durante la salita, segnalo l’inconfondibile sagoma dell’Alta Cima di Bò 2556 mt, vista dal versante della Punta del Talamone 2488 mt, con l’ampio nevaio che rimane coperto dalla neve dell’inverno, ben oltre la primavera. Facilmente riconoscibile vi è anche il Monte Bò di Valsesia 2071 mt, per il resto, si tratta di cime minori ma che in molti casi superano i 2000 mt di quota.


CURIOSITA’
Lungo l’itinerario, è stato allestito un ecomuseo del legno
carbone, la catasta di legna, da un’idea di com’erano realizzate le famose carbonaie.





TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per il guado d’alcuni corsi d’acqua, che con buona portata d’acqua può creare delle difficoltà.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Rassa, bar ristorante Heidi Tel: 0163/77286. Bivacco Alpe Toso con possibilità di pernottamento.
DISLIVELLO: circa 700 m.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 in direzione Alagna Valsesia, dopo l’abitato di Piode 752 mt, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Rassa.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°88.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso contrassegnati dal N° 251.
DOVE ALLOGGIARE: ristorante e B&B Bricaj, tel: 0163/77264.

lunedì 1 giugno 2015

Salita al Monte San Bernardo.



Da Induno Olona località Frascarolo 470 mt, si percorre un breve tratto di sentiero 3V, raggiunto il bivio con il sentiero N°7, si segue l’ampio sentiero sulla destra che aggira il Monte Monarco 855 mt. Percorsa per intero la Strada Piana che porta a Passo del Vescovo 620 mt, si ritrova il sentiero 3V che arriva da Monte Monarco; scendendo lungo l’ampio sentiero a destra, sì arriva alla sterrata che sale da Arcisate 379 mt. Si cammina in discesa per qualche minuto fino a trovare un bivio non segnalato. Voltando a sinistra si segue il sentiero che porta ai tralicci dell’alta tensione, arrivando subito dopo al sentiero panoramico che sale a Punta Crocino 690 mt. Ora con un bel percorso in cresta, si sale il ripido costone che conduce alla vetta del Monte Rho 938 mt; proseguendo in cresta, si scende prima alla Bocchetta del Crocefisso, poi si affronta la successiva salita che porta alla cima del Monte San Bernardo 1020 mt.




NOTA
L’itinerario qui descritto, è indubbiamente uno dei più belli che si possono fare in Val Ceresio, un percorso interessante  dal punto di vista paesaggistico che da quello puramente sportivo, un’ottima palestra per le alte cime dell’estate. Purtroppo la segnaletica è notevolmente trascurata da tutti gli enti competenti; sì raccomanda quindi di seguire al meglio le indicazioni qui riportate.
Frascarolo, è una località interessante dal punto di vista storico, il bel castello con di fronte l’ampio cascinale, offre un piacevole tuffo nel passato, quando la monarchia regnava in Italia. I primi cenni storici riguardanti il castello, si hanno dal lontano 1160, ai tempi del Barbarossa. Ancora oggi la proprietà appartiene alla famiglia dei Medici di Marignano, la quale pare, che conservino ancora il titolo nobiliare.
L’inizio del percorso, è caratterizzato dalla presenza di un grande masso erratico, monumento naturale di notevole interesse, ma non inserito nei monumenti del paese. Lungo la Strada Piana, si notano numerose piazzole, qui nei tempi antichi, sapienti mastri svolgevano il mestiere del carbonaio; da Arcisate, esisteva un sentiero che ricordava la nobile arte, oggi in evidente stato di abbandono. La lunga cresta che sale le tre cime, rappresenta un ottimo allenamento per le alte vette che si affrontano d’estate, un  percorso ripido, faticoso, ma nello stesso tempo divertente, con qualche breve passaggio su roccia, che rende l’itinerario ancora più interessante. Ogni cima ha il suo monumento e ogni cima ha il suo panorama.
Punta Crocino ha posto poco sotto la vetta, una piccola croce, Da qui a mio parere, si ha uno dei panorami più belli della Val Ceresio, infatti, la sua posizione consente di ammirare il ripido costone che sale verso Monte Rho, inoltre è l’unica cima da dove si può vedere Monte Martica 1032 mt, Monte Monarco e il massiccio del Campo dei Fiori. Guardando verso la Val Ceresio, Monte Orsa 998 mt si eleva con la sua ripida cima, mentre guardando verso il Lago di Lugano, Monte Generoso 1701 mt, domina con la sua inconfondibile sagoma.
 






Monte Rho, ha sulla sua vetta, un monumento dedicato alla pace, qui si apre un’altra bella panoramica che consente di guardare dall’alto la verticale Punta Crocino, l’ampia fascia collinare che si eleva poco prima della città di Varese, e la cresta appenninica nelle giornate più terse.
La Bocchetta del Crocefisso, da un assaggio del panorama che si potrà ammirare dopo la prossima salita.


Monte San Bernardo, ha una terrazza panoramica molto bella, oltre alle vicine vette del Monte Piambello 1125 mt e Poncione di Ganna 992 mt, si ha una panoramica che va dal Monte Limidario 2187 mt al Monte Disgrazia 3678 mt, facilmente riconoscibile, la sagoma del Pizzo Badile 3308 mt, una meravigliosa balconata, arricchita dal blu del Lago di Lugano, un percorso da vivere al meglio su queste piccole ma belle montagne.

CURIOSITA’:
Sul Monte Rho svetta il monumento della pace. Nell'inverno 2011-2012, il Gruppo Speleologico Prealpino ha fatto un'importante esplorazione sul Monte Rho, il sito ha tante gallerie e cavità, in una di queste sono riusciti a scendere 163 metri, non era mai successo in questa zona di andare così in basso.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentiero ripido e brevi passaggi su roccia.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVARE: da Varese seguendo le indicazioni per Induno Olona, quindi indicazioni per località Montallegro.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N° 90
SEGNALETICA: pochi cartelli informativi e segnaletica scolorita, fatta eccezione per il tratto del sentiero 3V.
DOVE ALLOGGIARE: B&b La Vigna, Corso Europa 623, Travedona Monate -VA- tel: 0332/977727. Sunset Hotel, Via Al Lido 7, Gavirate -VA- tel : 0332/731023.

mercoledì 15 aprile 2015

Da Porto Ceresio alla Chiesa di S. Agata.



Da Porto Ceresio 280 mt, seguendo le indicazioni, si percorre la mulattiera che sale alla località Cà del Monte 550 mt. Si prosegue lungo il Sentiero Confinale che in breve, porta ad un tabernacolo; voltando a sinistra, si varca il confine entrando nella vicina Svizzera, qui un’ottima segnaletica consente di arrivare in località Serpiano 644 mt. Ignorando le indicazioni sulla sinistra, si continua a camminare lungo la strada asfaltata, appena ritrovato il segnavie, si abbandona la strada asfaltata per seguire il sentiero che conduce in località Crocefisso 670 mt. Sempre seguendo le indicazioni, prima svoltando a destra e poco dopo a sinistra, si percorre il bel sentiero che diverrà sterrato nell’ultimo tratto, riprendendo la strada asfaltata che porta così a Meride 578 mt. Sì attraversa l’intero Paese, fino ad un bivio, seguendo le indicazioni a destra, si arriva in Via Alla Fornace, da qui in breve ci sì abbandona al bel sentiero che porta a Tremona, passando per Grotto Grassi, entrando poco dopo in paese. Raggiunta l'Antica Osteria Vassalli e Pollini, si percorre la via che prende nome dalla piazza, quest’ultima si segue fino a trovare sulla sinistra la mulattiera che sale alla chiesa di S. Agata 617 mt.
 
NOTA

Il gruppo montuoso del Monte Pravello e Monte San Giorgio, offre tanti itinerari anche di buon livello escursionistico, per chi sottovaluta i rilievi del ceresio, ecco qui pronto un altro piacevole esempio.
Porto Ceresio, è una cittadina molto graziosa, sorge sulle rive del Lago di Lugano, camminando sul lungo lago, non si può fare a meno di rimanere meravigliati dalla bella vista che spazia sul lago, che nelle giornate terse, acquista un colore blu molto spettacolare; dalla passeggiata, si ha un’ottima veduta della cresta che da Monte Lema 1620 mt, colma con la vetta del Monte Gradiccioli 1935 mt. Al centro, è ben visibile la cima del Monte Arbòstora 822 mt, mentre guardando verso l’altra lingua del Lago di Lugano, Monte boglia 1516 mt, si mostra con la sua inconfondibile sagoma che ricorda quella di un’enorme piramide.


Il piccolo borgo di Cà del Monte, è composto di belle case ancora in tipico stile rustico, e da alcuni edifici di poco gusto, che rovina in parte il paesaggio; guardando verso Porto Ceresio, è facilmente riconoscibile la cima di Monte Piambello 1125 mt.
Serpiano è un centro benessere che d’estate offre relax in mezzo al silenzio di questi rilievi, la piacevole vista del complesso del Monte San Giorgio 1100 mt, e del Monte Pravello 1020 mt, consente all’escursionista, di tuffarsi nel piacevole mondo di questo piccolo gruppo montuoso.



Meride, è il tipico paese che vive tra montagna e collina, infatti, i versanti esposti al sole, sono ricoperti di vigneti, dove si produce un ottimo vino. Attraversare Meride è davvero piacevole. I vicoli, le antiche abitazioni, offrono scorci davvero suggestivi. Usciti dal paese, Monte Generoso 1701 mt, si mostra in tutta la sua maestosità, la lunga cresta che dalla località Bella Vista 1202 mt porta fino in vetta, offre uno scenario di grande bellezza.


Un’altra bella balconata, s’incontra in località Grotto Grassi, con vista su Riva San Vitale 273 mt, Lago di Lugano e Sighignola 1302 mt.
Di Tremona, posso dire che oltre ad essere un borgo molto bello, alcuni dipinti sparsi qua e la per le case, arricchisce notevolmente la bellezza del paese; le ultime righe di questa relazione, le dedico alla chiesa di S. Agata, luogo incantevole dal panorama eccezionale. La terrazza panoramica, spazia tutta verso la pianura; ben riconoscibile, è la piccola cima del Monte San Maffeo 515 mt, mentre ad ovest, è ben visibile il massiccio del Campo dei Fiori di Varese 1227 mt. Nelle giornate limpide, sono chiaramente visibili le cime dell’Appennino Ligure, che completano le ottime terrazze panoramiche che s’incontrano in questa uscita, che ovviamente s’immerge nel silenzio d’antichi boschi in prevalenza di castagno, faggio e agrifoglio, per poi aprirsi nella bella conca glaciale che separa Monte Pravello da Monte San Giorgio.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Meride e Tremona. Agriturismo in località Cà del Monte tel: 0332/917273, locali in località Serpiano, e Grotto Grassi, situato poco prima dell’abitato di Tremona.
DISLIVELLO: quasi 600 mt.
COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N° 90/91
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso bianco lungo tutto il tratto Svizzero, indicazioni del Sentiero Confinale con bandierine bianco rosso bianco fino al confine.
DOVE ALLOGGIARE: B&b Rose tra gli Archi, Via Alberè 2, Quasso al Monte, Varese. Villa Raggio di Sole, Via del Sole 34, Porto Ceresio, Varese.

Salita al Monte San Bernardo


Da Induno Olona località Frascarolo 470 mt, si percorre un breve tratto di sentiero 3V, raggiunto il bivio con il sentiero N°7, si segue l’ampio sentiero sulla destra che aggira il Monte Monarco 855 mt. Percorsa per intero la Strada Piana che porta a Passo del Vescovo 620 mt, si ritrova il sentiero 3V che arriva da Monte Monarco; scendendo lungo l’ampio sentiero a destra, sì arriva alla sterrata che sale da Arcisate 379 mt. Si cammina in discesa per qualche minuto fino a trovare un bivio non segnalato. Voltando a sinistra si segue il sentiero che porta ai tralicci dell’alta tensione, arrivando subito dopo al sentiero panoramico che sale a Punta Crocino 690 mt. Ora con un bel percorso in cresta, si sale il ripido costone che conduce alla vetta del Monte Rho 938 mt; proseguendo in cresta, si scende prima alla Bocchetta del Crocefisso, poi si affronta la successiva salita che porta alla cima del Monte San Bernardo 1020 mt.


NOTA
L’itinerario qui descritto, è indubbiamente uno dei più belli che si possono fare in Val Ceresio, un percorso interessante  dal punto di vista paesaggistico che da quello puramente sportivo, un’ottima palestra per le alte cime dell’estate. Purtroppo la segnaletica è notevolmente trascurata da tutti gli enti competenti; sì raccomanda quindi di seguire al meglio le indicazioni qui riportate.
Frascarolo, è una località interessante dal punto di vista storico, il bel castello con di fronte l’ampio cascinale, offre un piacevole tuffo nel passato, quando la monarchia regnava in Italia. I primi cenni storici riguardanti il castello, si hanno dal lontano 1160, ai tempi del Barbarossa. Ancora oggi la proprietà appartiene alla famiglia dei Medici di Marignano, la quale pare, che conservino ancora il titolo nobiliare.
L’inizio del percorso, è caratterizzato dalla presenza di un grande masso erratico, monumento naturale di notevole interesse, ma non inserito nei monumenti del paese. Lungo la Strada Piana, si notano numerose piazzole, qui nei tempi antichi, sapienti mastri svolgevano il mestiere del carbonaio; da Arcisate, esisteva un sentiero che ricordava la nobile arte, oggi in evidente stato di abbandono. La lunga cresta che sale le tre cime, rappresenta un ottimo allenamento per le alte vette che si affrontano d’estate, un  percorso ripido, faticoso, ma nello stesso tempo divertente, con qualche breve passaggio su roccia, che rende l’itinerario ancora più interessante. Ogni cima ha il suo monumento e ogni cima ha il suo panorama.
Punta Crocino ha posto poco sotto la vetta, una piccola croce, Da qui a mio parere, si ha uno dei panorami più belli della Val Ceresio, infatti, la sua posizione consente di ammirare il ripido costone che sale verso Monte Rho, inoltre è l’unica cima da dove si può vedere Monte Martica 1032 mt, Monte Monarco e il massiccio del Campo dei Fiori. Guardando verso la Val Ceresio, Monte Orsa 998 mt si eleva con la sua ripida cima, mentre guardando verso il Lago di Lugano, Monte Generoso 1701 mt, domina con la sua inconfondibile sagoma.
 





Monte Rho, ha sulla sua vetta, un monumento dedicato alla pace, qui si apre un’altra bella panoramica che consente di guardare dall’alto la verticale Punta Crocino, l’ampia fascia collinare che si eleva poco prima della città di Varese, e la cresta appenninica nelle giornate più terse.
La Bocchetta del Crocefisso, da un assaggio del panorama che si potrà ammirare dopo la prossima salita.
 









Monte San Bernardo, ha una terrazza panoramica molto bella, oltre alle vicine vette del Monte Piambello 1125 mt e Poncione di Ganna 992 mt, si ha una panoramica che va dal Monte Limidario 2187 mt al Monte Disgrazia 3678 mt, facilmente riconoscibile, la sagoma del Pizzo Badile 3308 mt, una meravigliosa balconata, arricchita dal blu del Lago di Lugano, un percorso da vivere al meglio su queste piccole ma belle montagne.

CURIOSITA’: la Valle Olona è stata scavata dai ghiacci circa 200.000 anni fa e dal fiume Olona da cui prende il nome la valle.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentiero ripido e brevi passaggi su roccia.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVARE: da Varese seguendo le indicazioni per Induno Olona, quindi indicazioni per località Montallegro.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N° 90
SEGNALETICA: pochi cartelli informativi e segnaletica scolorita, fatta eccezione per il tratto del sentiero 3V.
DOVE ALLOGGIARE: B&B La Casetta, Via Solari 1, Induno Olona, Varese.

giovedì 5 febbraio 2015

Salita al Rifugio Alpini di Lozzolo



Da Gattinara 263 mt, si giunge in Via Cervino, qui si trovano le indicazioni per San Grato e San Lorenzo, contrassegnati con il segnavie N°2.
Dopo aver camminato lungo un tratto su strada asfaltata, sì svolta a sinistra per proseguire su strada sterrata, che introduce in una piccola valle; trovato un bivio sulla destra, s’inizia una bella salita che porta alle rovine dell'Oratorio di San Grato, quindi proseguendo su sentiero, si guadagna quota fino a raggiungere la strada sterrata che in breve porta alle rovine del Castello di San Lorenzo 536 mt.
Si prosegue percorrendo il segnavie N°700, che con dei belli sali e scendi, porta al Rifugio Alpini di Lozzolo, situato a circa dieci minuti dalla piccola cima di Bonda Grande 553 mt.











NOTA
Piacevole itinerario lungo le piccole montagne d’origine vulcanica che rappresentano i primi rilievi che introducono nella Valsesia.
Dopo un tratto poco interessante, ci sì abbandona ai piacevoli colli coltivati a vite, un susseguirsi d’onde, lunghe file di coltivazioni, regalano un ottimo panorama sulla Pianura Padana; nelle giornate terse, si riescono a vedere, i più alti edifici della città di Novara.
Poco sopra, si trovano i ruderi dell’Oratorio di San Grato, edificato tra il VII e il VIII secolo, oggi ne rimane una struttura fatiscente, all’interno s’intravede ancora il colore rosa chiaro dei muri dipinti.

 








Il Castello di San Lorenzo, anch’esso ridotto a poche mura portanti, prende nome da un’antica pieve di cui si ha traccia già dalla fine del secolo 800, tra il 1185 e il 1187, fu costruito il castello. Dalle notizie prese in loco, si apprende che l’intera area ha subito tale degrado a causa del suo totale abbandono.


 








Dal sito, sì ha la panoramica più bella dell’intero percorso, a sud, spazia la Pianura Padana fino alle cime dell’Appennino Ligure, mentre da ovest ad est, sì ha una bellissima visuale su Alpi e Prealpi, belle cime come: l’Alta Cima di Bo 2556 mt, Monte Barone 2044 mt, alle sue spalle si erge l’imponente mole del Monte Rosa, mentre ad est, sono facilmente riconoscibili cime come Grigna Settentrionale 2409 mt e Monte Generoso1701 mt.
La cresta è molto bella, non panoramica, ma nei pochi momenti in cui si apre il bosco, la visuale spazia fino al Monte Disgrazia 3678 mt. Sulla cima di Bonda Grande, è situata un’area sosta che comprende anche una baita di legno. La struttura al suo interno è completamente vuota, quindi può essere utilizzata solo come ricovero d’emergenza in caso di maltempo improvviso.


 








Il Rifugio Alpini di Lozzolo, è una struttura che offre un’ampia area di sosta, nel sito, è presente una piccola cappella dotata di un campanile minuscolo, il tutto contribuisce a dare una piacevole atmosfera di tutta l’area. Qui si apre una piacevole balconata che spazia fino alla lunga morena de La Serra, posta ad ovest della città di Biella 420 mt, e che da sostanza ingresso alla Valle d’Aosta. Tra le cime delle Alpi Biellesi segnalo: Monte Mars 2600 mt e Monte Mucrone 2335 mt.
Buona parte del percorso si sviluppa in un fitto bosco di castagni, querce e betulle, che offrono una buona ombra nei mesi estivi, ma che limitano i panorami, così per godere al meglio di questi luoghi, si consiglia il periodo invernale; assicuro che con la neve, il percorso è ancora più magico, percorribile anche con le ciaspole negl’inverni con buon innevamento. L’unico neo è rappresentato dalla mancanza di sorgenti; quindi si raccomanda una buona scorta d’Acqua.
CURIOSITA’: Gattinara è una città fondata nel 1242, simbolo della città, La Torre delle Castelle e il Castello di San Lorenzo, risalenti al XII. 
E' anche famosa per il vino DOCG.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero o si sterrata ripida.
PUNTI D’APPOGGIO: ricovero d’emergenza in località Bonda Grande e area adiacente il Rifugio Alpini di Lozzolo.
DISLIVELLO: circa 450 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 in direzione Alagna Valsesia, usciti dal centro di Romagnano Sesia, indicazioni per Gattinara.
CARTOGRAFIA O GUIDE: per chi riesce a trovarla esiste un’edizione di una carta eseguita dal CAI di Varallo Sesia, foglio 6°/A Gattinara- Sostegno-Serravalle Sesia.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso giallo rosso. Anche se il percorso si segue senza alcuna difficoltà, la segnaletica è in ogni modo insufficiente, le bandierine sono spesso sbiadite e i cartelli sono presenti solo in pochi casi.
DOVE ALLOGGIARE: b&b del Villaggio Verde, Cavallirio Novara, tel: 0163/345257 - Albergo Mora Massimo, Via Novara 492, Romagnano Sesia, Novara, tel: 0163/834159.

mercoledì 4 febbraio 2015

I Prati magri della Valle del Curone



Dalla stazione di Cernusco Merate, si percorre Via A. Stoppani seguendola verso sinistra, appena trovata Via C. Porta, la sì percorre fino all’incrocio con la SP N°54; attraversata la provinciale, si trova il sentiero 1 che fa da ingresso alla Valle del Curone.
Si percorre il sentiero N°1 fino a Fornace Inferiore, quindi appena trovata la strada asfaltata sì svolta a sinistra fino a trovare il bivio con il sentiero N°7; percorrendo quest’ultimo, si arriva a Cascina Galbusera Bianca 347 mt.
L’itinerario continua lungo il sentiero N°11, che con una bella sterrata che scorre sotto cresta, arriva in località Ronco 452 mt. La discesa riprende con il sentiero N°1, ritornando nella valle del Torrente Curone seguendola fino alla località Cascina Ospedaletto 300 mt, quindi con sentiero N°2, si arriva al Centro Parco Cà del Soldato 328 mt. Percorrendo i sentieri N°11 e 1, si ritorna alla SP N°54, dove si ritrova la via che riporta alla stazione di Cernusco Merate.










NOTA
L’itinerario qui descritto, è indubbiamente uno dei più belli che posso proporre, un percorso ricco di biodiversità, dove la natura selvaggia, lascia il posto ad ampie colture di vite e in alcuni casi d’ulivo.
La Valle del Curone, è una piccola valle che scava un piacevole solco nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Percorrendo il sentiero n°1. Sì attraversa il bel bosco misto che di tanto in tanto si alterna con bei prati. Il Torrente Curone, segue il sentiero N°1, spesso e volentieri si attraversa il suo continuo serpeggiare camminando su alcuni ponticelli, che danno quel tocco d’avventura a questo percorso. Usciti sulla strada asfaltata sotto Fornace Superiore, la valle si apre; a sinistra i fitti boschi, mentre a destra bellissimi prati coltivati, creano un mix di colori che rompono la monotonia dell’inverno.
Da Cascina Galbusera Bianca, il paesaggio cambia totalmente.









Lunghissime distese di terrazzamenti coltivati a vite, mutano la veste al parco, qui sembra di essere in Umbria o in Toscana, la cascina Galbusera Bianca, è un piacevole borgo medioevale, i cipressi danno quel tocco in più che giustifica il paragone con l'Italia centrale, e le piantagioni d’ulivo, ampliano questa sensazione.
Dalla località Ronco con una breve deviazione, si raggiunge un punto panoramico che spazia sulla Pianura Padana e sulle Prealpi Lecchesi, oltre alla bella cresta che compone la parte centrale del parco, dove è posto il Santuario di Montevecchia.
Dal Belvedere, si riconosce facilmente Monte Canto 710 mt, Monte Tesoro 1432 mt, e il Santuario di San Genesio 846 mt.









Altro luogo incantevole, si trova al Centro Parco Cà del Soldato; qui una bella balconata, permette la visuale della cresta dolomitica del Resegone di Lecco 1875 mt.
Oltre al panorama, nel centro parco si trova un’area pic nic e un piccolo museo, dove le guardie ecologiche offrono competenza per ogni domanda sul parco, oltre ad interessante materiale informativo.
Motivi per visitare il parco, credo di averne dati molti, trekking a piedi o a cavallo e tanti itinerari cicloescursionistici, regalano piacevoli paesaggi e panoramiche uniche, un mondo da vivere e da scoprire.
CURIOSITA’: abbiamo già menzionato le possibili piramidi che si vedono nella Valle del Curone, pare che siano addirittura sei. 

TEMPI DI PERCORRENZA: 5:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero, in caso di pioggia il fango può dare qualche noia.
PUNTI D’APPOGGIO: ristoro in località Cascina Galbusera, Cascina Ratta e Cascina Busarengo.
COME ARRIVARE: in treno da Milano o da Lecco lungo la linea Milano/Sondrio. In auto da Milano o da Lecco, percorrendo la SS 342d.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Montevecchia e Valle del Curone realizzata da INGENIA.
SEGNALETICA: cartelli informativi del parco; in alcuni tratti è mancante, e a volte può risultare insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Galbusera Bianca, tel: 039/570351.

mercoledì 28 gennaio 2015

La Collina di San Colombano


Da Miradolo Terme 72 mt, sì cerca Via Baratti. Costeggiando parte della collina, si arriva sulla strada asfaltata che porta a Camporinaldo. Si attraversa il borgo fino a trovare Via C. Vignali; qui svoltando a sinistra si percorre via Vignali fino a quando non diventa sterrata, uscendo definitivamente dall’abitato di Camporinaldo.
Proseguendo lungo lo sterrato, s’incontra una specie di segnavie che si percorre in salita fino ad un bivio; svoltando a sinistra, s’intraprende la più decisa salita che porta a Madonna dei Monti 147 mt, punto più alto dell’itinerario.












Proseguendo il cammino su strada asfaltata, ci sì dirige verso San Colombano fino a trovare uno stop, qui voltando a sinistra, si percorre la strada asfaltata che riporta a Miradolo Terme; Ritornati nella piazza della chiesa, si trova sulla destra la breve mulattiera che sale alla Chiesa di Santa Maria, da dove si gode un ottimo panorama.
NOTA
Credo che a nessuno sia mai venuto in mente che in provincia di Milano, nel cuore della pianura, possa esistere un mondo fatto di colline, piccole valli, dove si produce tra l’altro un ottimo vino, e dove pare che ci sia la raccolta del tartufo.










L’itinerario qui descritto, cerca in qualche modo di far scoprire questa collina, con un percorso totalmente improvvisato, ma che si può in ogni modo portare a termine senza particolare difficoltà.
Purtroppo i percorsi ciclopedonali sono davvero pochi. La cartografia salvo recenti pubblicazioni, si limita a qualche depliant; quindi per poter godere al meglio l’ambiente collinare, bisogna dotarsi di una buona dose di fantasia.
Miradolo Terme, è un grazioso comune ai piedi della collina. Pare che i primi insediamenti, risalgono ad epoca gallica e romana. L’intreccio di vicoli, separano le tipiche case rustiche che ancora oggi compongono la classica corte lombarda.


 








Posta sopra al paese, sorge la piccola Chiesa di Santa Maria costruita nel 1530; da qui, un’ampia balconata rovinata solo dalle cime degli alberi, offre la possibilità di ammirare buona parte della pianura e le vette più alte dell’Appennino Ligure, tra cui: Monte Penice 1460 mt.
Sulla colma della collina, dove sì trova nucleo di abitazioni che compongono la località Madonna dei Monti, guardando verso nord, nord est, sì ha un’ampia panoramica su Alpi e Prealpi; facilmente riconoscibile il gruppo montuoso delle Grigne e il Pizzo Arera 2512 mt e la bella bastionata dolomitica che compone la Presolana.
Insomma, tanti motivi per venire a scoprire questi luoghi.

CURIOSITA’: Nel 217 A.C. ci fu la battaglia del Ticino, dove i Romani persero la battaglia con i Cartaginesi di Annibale.


 









TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Miradolo Terme e Camporinaldo.
DISLIVELLO: circa 130 mt.
COME ARRIVARE: Da Pavia con SS 234 fino a Santa Cristina, quindi indicazioni per Miradolo Terme.
Da Milano o da Piacenza percorrendo l’A1 fino a Casalpusterlengo, quindi SS 234 fino a Santa Cristina, poi indicazioni per Miradolo Terme.
CARTOGRAFIA O GUIDE: vari depliant sulla zona.
SEGNALETICA: inesistente, a parte una serie limitata di indicazioni contrassegnati con la sigla PCM.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Castello, Viale Terme 19 a Miradolo Terme, tel: 038/277139- B&b Amici del Colle, Via Valsasino 72, San Colombano al Lambro, tel: 3202827688.

lunedì 26 gennaio 2015

Valle Olona, da Castellanza a Lonate Ceppino



Da Castellanza 217 mt, si lascia l’auto in Via Isonzo, quindi percorrendo la pista ciclopedonale che attraversa la Valle Olona, si, si arriva in località Mulino Taglioretti; ora con breve deviazione, si raggiunge il paese di Lonate Ceppino 286 mt.




 





NOTA
La Valle Olona, è una lunga valle che da Castiglione Olona 319 mt, scava il suo lungo corso fino alle porte di Castellanza.
La sua storia per tanti anni, è stata rappresentata dallo sviluppo economico; al suo interno, vi sono numerose testimonianze d’archeologia industriale, oltre alle numerose aziende, operative ancora oggi.
Da diversi anni però, si sta tentando di rilanciarla anche a livello turistico, numerose sono le guide, e la cartografia è rappresentata con alcune eccellenti pubblicazioni, che si occupano di questo territorio, portando in evidenza i tanti percorsi ciclopedonali che si possono percorrere, oltre ai tanti monumenti che sì possono ammirare nei tanti paesi che sorgono sopra la valle.
Le curiosità, è l’aspetto storico ambientale, sono spesso limitate, tuttavia i pochi spazi rimasti ancora intatti, riescono a regalare belle sensazioni a chi decide di percorrere questi itinerari.
Numerosi sono i monumenti che s’incontrano nel PLIS del Medio Olona.
Un esempio è rappresentato dalla chiesa di Sant’Antonio a Olgiate Olona, edificata nel 500 dall’ordine dei Carmelitani.

 






Un altro esempio, è rappresentato dal Castello di Fagnano Olona, che appare maestoso, poco dopo aver passato il centro parco di Calipolis.
Le fondamenta del castello, pare che risalgano ad epoca romana.








Entrati nel PLIS RTO, qui ci s’imbatte nella provinciale che costeggia un complesso industriale; questo passaggio è d’obbligo e purtroppo rovina anche il piacere della camminata, che si riscatta poco dopo, lungo il tratto che costeggia Mulino Taglioretti.
Lonate Ceppino, è un comune che sorge a pochi chilometri dalla più grande cittadina di Tradate, il borgo è composto ancora da tante case rustiche, che regalano una buona atmosfera al paese. Da segnalare: Villa Truffini e la Chiesa di San Pietro che ha una storia che risale al 1144.

CURIOSITA’: A Olgiate Olona si ricorda il disastro aereo avvenuto il 26 giugno 1959, colpito da un fulmine, dove morirono settanta persone di otto paesi diversi ( Stati Uniti d'America, Italia, Regno Unito, Francia, Cile, Germania, Egitto, Israele). 
Qui sotto il monumento a loro dedicato.   









TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: centro parco Calipolis, generalmente aperto di domenica, ma non posso confermare.
COME ARRIVARE: da Busto Arsizio o da Legnano con direzione cimitero di Castellanza, quindi sul vecchio passaggio a livello delle ferrovie nord, si trova Via Isonzo che scende verso la pista ciclopedonale.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta del parco e Ciclocampestri del Seprio realizzata da INGENIA Cartoguide.
SEGNALETICA: cartelli informativi lungo tutto il percorso, e su eventuali deviazioni quando non asportati. Albergo Hotel
DOVE ALLOGGIARE: Albergo Hotel Mo.Om, Via San Francesco d'Assisi 9, Olgiate Olona, tel: 0331/327511- B&B St. Gregory, Piazza S. Gregorio 5, Olgiate Olona, Tel: 0331/376954.

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