mercoledì 4 dicembre 2013

SALITA AL CASTELLO DI SAN VIGILIO

Approfittando del primo week end di sole, come programma, domenica 24 novembre il gruppo rappresentato dai soliti quattro gatti si è riunito per la bella gita nel Parco Colli di Bergamo, con arrivo al Castello di San Vigilio.
Il percorso ha inizio con l'attraversamento dell'antico borgo di Sombreno 275 mt, sito nel comune di Paladina, per poi proseguire lungo il sentiero d'Ilaria nel tratto che costeggia il Torrente Quisa.
Questa parte dell'itinerario è molto frequentata dai tanti sportivi che dedicano la domenica mattina alle attività più varie, dalla semplice passeggiata a piedi o a cavallo, alle corse sfrenate dei tanti corridori e dei molti ciclisti che si muovono con acrobazia lungo i sentieri del parco.
Raggiunto il bivio con il sentiero N°713, iniziamo a seguirlo salendo in breve al Monumento dei
Caduti 314 mt; qui ci siamo goduti una breve pausa, ammirando la bella mole del Canto Alto 1146 mt, che si mostra attraverso le piante che lentamente assumono la silenziosa veste invernale.

Riprendiamo a camminare con una decisa salita che ci porta al Sentiero N°711. Con quest'ultimo raggiungiamo la strada asfaltata che porta a Colle dei Roccoli, dove si trova la bella trattoria gestita dagli alpini; dando uno sguardo al menù, deduciamo che la cucina sarà sicuramente ottima.
Proseguiamomlungo la strada asfaltata, qui il panorama è eccezionale, le tante ville che vediamo,fanno da cornice alla bella vista del Monte Linzone 1392 mt e del Resegone di Lecco 1875 mt, visto dalla Valle Imagna.
Camminiamo lungo la strettissima strada a doppio senso, sperando di non dover mai incontrare le due auto che sì potrebbero incrociare su questa via.
Oltrepassiamo la chiesa di San Vigilio 460 mt, per salire velocemente al castello che prende anch'esso il nome del santo.
Ormai è ora di pranzo, e la fame si fa sentire, quindi attraverso una ripida scala, saliamo in cima alla torre, dove troviamo riparo dal vento, qui consumiamo le nostre ormai prelibate pietanze, accompagnate da un ottimo cabernet.
Dopo la pausa, ci godiamo lo splendido panorama che si ammira dal castello, oltre al Canto Alto, possiamo godere delle belle cime ricoperte dalla neve caduta in settimana, montagne come il Grignone 2409 mt o il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt; ora riprendiamo la via del ritorno percorrendo in senso contrario la strada asfaltata e il sentiero N°713, proseguiamo per il sentiero principale aggirando il Colle del Roccolone 359 mt per poi scendere ad una bocchetta a pochi passi da Sombreno, qui ci siamo concessi un'altra piacevole sosta per godere l'ultimo tepore del sole che ormai volge al tramonto.
Un'ultima fatica, decidiamo di farla per andare a vedere il tramonto dal Santuario della Madonna di Sombreno, antico monumento religioso posto poco sopra l'abitato di Sombreno.
Per le altre foto https://plus.google.com/photos/104292710727843846991/albums/5953515767222484721
Domenica 8 dicembre si svolgerà la tradizionale ciaspolata con salita al Rifugio il Giovo 1714 mt, ovviamente se vi saranno ancora nevicate abbondanti saremo costretti a cambiare percorso, giusto per non avere problemi con le auto; speriamo in una bella giornata di sole e di avere una maggiore adesione, visto che ormai siamo alle ultime gite dell'anno, quindi come dico sempre: 

                                                        VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!
Caira Luigi   

martedì 19 novembre 2013

10 novembre: Una gita a metà

Dopo mesi di silenzio a causa delle tante perturbazioni che si sono costantemente presentate di domenica, rassicurati dalle previsioni che davano un netto miglioramento delle condizioni meteo già dalla mattinata, domenica 10 novembre il gruppo si è riunito per la piacevole salita al Monte Martica 1032 mt, situata in una riserva naturale all'interno del Parco Regionale del Campo dei Fiori.
Il cielo è grigio, ma non piove, così lasciata l'auto a Bregazzana 494 mt, piccolo paese collocato tra la Valganna e il S.Ambrogio di Varese, abbiamo intrapreso il sentiero N°14, che sale fino appunto al Monte Martica.
L'inizio è stato anche piacevole, solo qualche raffica di vento dava qualche nota durante il cammino, molti ciclisti hanno sfidato il cielo grigio, abbiamo incontrato anche due cacciatori, che evidentemente della riserva e del parco se ne infischiano pienamente.
Passate le pendici del Monte Chiusarella 915 mt, ecco che il clima cambia radicalmente.
Il vento diventa freddo e inizia a piovere anche in modo sostenuto, a tratti la pioggia pare ghiacciata, così rassegnati, facciamo marcia indietro e torniamo a Bregazzana.
Ospiti dall'amico Adriano, siamo riusciti a fare ugualmente la nostra pausa pranzo in un piacevole clima familiare.
Ora alla fine del mese, ci attende la gita nel Parco Colli di Bergamo, sperando in una bella giornata di sole, visto l'interesse storico e paesaggistico della gita, che si spinge fin quasi alle porte della Città Alta, che se avremo tempo, andremo volentieri a far visita.
Come dico sempre:


                                     VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Caira Luigi   






martedì 22 ottobre 2013

Eh piove...

Ciao a tutti, è da un po' che non scrivo.
Purtroppo non c'è una domenica che non piove, così non riusciamo a fare le gite.
Io e Luigi andiamo a funghi, tanto per fare qualcosa e poi sono anche buoni, quindi va bene.
Le castagne sono scarse perché i castagni sono malati, colpa della vespa cinese, speriamo che riescano a riprendersi.
Voi che mi raccontate?

martedì 17 settembre 2013

Due giorni in Val Biandino

Sabato 27 luglio
Il nostro calendario gite, quest'anno per tanti motivi, ha subito un cambiamento dietro
l'altro, per fortuna che le alternative sono sempre pronte a saltar fuori, come l'asso dal mazzo di carte.

Sabato 27 e domenica 28 luglio, ho proposto al gruppo l'ennesima variante, invece di andare nel gruppo dell' Adamello, ho scelto una meta più vicina, la Val Biandino in provincia di Lecco.
Sarà stata colpa del caldo, ma in quest'occasione il gruppo non è nella sua forma migliore...
Riuniti dopo una lunga odissea, al caldo sole di mezzogiorno, il gruppo è riuscito finalmente a partire per il suo itinerario, tanto la meta per oggi, sarà limitato al rifugio Tavecchia 1510 mt, dove alloggeremo per la notte.
Superata Fontana S. Carlo, vicino ad un agriturismo, sulle rive del torrente Troggia, abbiamo fatto la nostra pausa pranzo, poi oltre che a consumare le nostre pietanze, ci siamo concessi un rinfresco nelle limpide acque del torrente.
Riprendiamo il cammino nel pomeriggio, per fortuna il bosco limita molto la calura estiva, anche se il caldo e lo stomaco pieno, rendono più faticosa la salita; la vista di un giovane stambecco, ci riempie di meraviglia, dimenticando per un attimo la fatica.
Giunti al rifugio, ognuno di noi, si è goduto il piacevole relax nella quiete della, in uno scenario molto suggestivo.
La sera, dopo una cena abbondante, abbiamo fatto una breve passeggiata notturna per ammirare le stelle e le poche luci che di tanto in tanto, accendono il silenzioso buio di queste splendide montagne.
Non ci resta che andare a dormire, domani, come ho già annunciato, ci aspetta una lunga camminata, visiteremo ben tre rifugi, a cavallo tre la provincia di Lecco e quella di Sondrio, in un ambiente alpino di rara bellezza, come solo le Alpi Orobie sanno regalare.

Domenica 28 luglio
Puntuale, come da programma, la sveglia suona verso le 6:30.
A turno, andiamo a fare la nostra colazione, che ci servirà per affrontare il lungo cammino.
Alle 8:00 circa, siamo tutti pronti a partire.
Prima tappa il Rifugio Madonna della Neve 1595 mt, che raggiungiamo velocemente camminando sulla facile sterrata che sale fino alle Baite di Sasso 1661 mt.
Breve visita al rifugio e alla chiesa che dal nome al locale.
Zaini in spalla, inizia la salita al Rifugio Santa Rita 2000 mt.
L'umidità presente nella valle è molta, anche se siamo oltre i 1500 mt di quota, a volte l'afa si fa sentire, per fortuna il sentiero non presenta pendenze particolari, così anche i meno allenati, riescono a salire in circa 60 minuti.
Meritata la sosta, ci godiamo la bella veduta del Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, si collega fino alla grande mole del Monte Legnone 2609 mt, il tutto sopra l'ampia Varrone.
Riprendiamo il cammino, dopo una breve salita, ci spostiamo nella parte alta della Valle Varrone, in lontananza, riusciamo a vedere il Rifugio Casera Vecchia di Varrone 1672 mt.
Dopo una veloce e ripida discesa, proseguiamo lungo un bel traverso che costeggia le pareti del Pizzo Varrone 2325 mt; riprendiamo a salire raggiungendo finalmente il Rifugio F.A.L.C. 2115 mt.
Facciamo un'altra meritata sosta, del resto, quando si viene a vedere dei luoghi così selvaggi, è giusto fermarsi a guardare l'ambiente che ci circonda.
Ultima salita, dura perché ormai la stanchezza inizia a farsi sentire nelle gambe, ma quando raggiungiamo la Bocchetta di Piazzocco 2252 mt, massima elevazione della giornata, l'ampia veduta sulla Val Gerola, sulla cresta delle Alpi Retiche e su tutto l'ambiente che ci circonda, ripaga ampiamente la fatica fatta fin ora, ognuno di noi, si gode la meraviglia di spazi verdi che si mostrano a noi con i tanti colori che variano dal verde al blu cobalto dei laghi artificiali che riempiono le ampie conche glaciali.
Data l'ora, decidiamo di fare la pausa pranzo al Lago di Sasso 1922 mt.
Perdiamo quota seguendo il sentiero N°42; quindi percorrendo un ripido sentiero non segnato, siamo scesi rapidamente al Lago di Sasso.
So che non è un sentiero facile come gli altri, ma l'alternativa è quella di proseguire fino al Rifugio Grassi 1987 mt, ma considerando la spettacolarità del lago, ho preferito scendere da qui; dato che la zona la conosco abbastanza bene, avrei potuto anche avvisare il resto del gruppo, però considerato che di percorsi impegnativi ne abbiamo fatti molti, ho voluto dare fiducia ai miei compagni, che forse non si aspettavano un sentiero così duro.
Piacevole pausa sulle rive del lago, qualcuno dopo pranzo, ne ha approfittato per rinfrescarsi i piedi, altri per farsi una dormita, comunque la sosta ha ricaricato le batterie a tutti.
Ripartiamo per il Rifugio Tavecchia, costeggiando il lago attraversando una pietraia; sarà l'orario, o il troppo cammino, ma qui il gruppo si sfalda immediatamente, i più veloci svaniscono nel nulla, mentre io rimango a fianco dei più tranquilli, quelli che pur avendo le capacità per affrontare tali percorsi, è sempre meglio restargli vicino nei momenti più critici.
Con un po' di ritardo, raggiungiamo il rifugio e il resto del gruppo.
Raggiunto il Tavecchia, dopo un consulto, la maggioranza decide di scendere a Introbio, usufruendo del servizio navetta, messo a disposizione dal rifugio.
Io personalmente, non sono molto favorevole, anche perché avendo avuto già l'esperienza, so bene che il viaggio è si più breve, ma non eccessivamente, ma quel che conta è che è molto scomodo, poi conoscendo ogni individuo del gruppo, so già che qualcuno rischia di rovinarsi la giornata...
Morale della favola: io sono stato messo in minoranza, abbiamo atteso un'ora prima che almeno due navette ritornavano al rifugio, abbiamo quasi litigato per riuscire a salire sulla navetta, tutti insieme, e verso la fine del viaggio, uno di noi è stato male.
Sì è conclusa così, la gita di due giorni di luglio, con l'augurio che la prossima volta, il gruppo valuti al meglio i pro e i contro di tali decisioni.

Buona lettura e buona visione a tutti e come dico sempre:

                                              VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!


Caira Luigi

domenica 4 agosto 2013

Gita in Valle Antrona 7.07.2013


L'escursione del gruppo Abete Rosso del 7 Luglio si è svolta in Valle Antrona.
La partenza avviene dall'Alpe Cheggio, dopo il paese di Antrona, a 1497 m.di 

altezza.
Prendiamo il sentiero verso il passo del Fornetto ma la nostra destinazione è 
un'altra: l'anello che attraversa l'Alpe di Ro, l'Alpe di Cama e l'Alpe Gi Togn 
e ridiscende poi poco sotto l'Alpe di Cheggio.
Il sentiero è panoramico, affacciato sulla valle. Purtroppo nella mattinata le 
nuvole sono basse e a volte offuscano completamente la visuale.
Con circa 400 m. di dislivello, ci portiamo all'Alpe di Ro, dove facciamo la 
prima sosta. Il percorso si snoda in mezzo a prati colorati da numerosissime 
varietà di fiori.
Abbiamo la fortuna anche di avvistare un'aquila che volteggia in alto a 
portata di binocolo.
Si sale e si scende su un sentiero non sempre ben tracciato fino ad 
attraversare il Rio del Cantonaccio, superato il quale ci fermiamo a mangiare.
Proseguendo, la vegetazione cambia e i prati lasciano il posto ai larici e a 
distese di rododendri, purtroppo non ancora nel pieno della fioritura. Anche il 
tempo si è messo al bello e il cammino, senza più sali-scendi, è davvero 
piacevole.
L'alpe di Cama è una vasta e suggestiva altura erbosa protesa verso la 
vallata. Le antiche e diroccate case di pietra stanno a testimoniare dei vecchi 
alpeggi che accoglievano bestiame e contadini nei periodi estivi.
Dopo aver fatto sosta sotto la croce che si affaccia sul dirupo ,riprendiamo 
il cammino attraversando un fresco e bellissimo bosco di faggi secolari, 
scendendo rapidamente di quota.
In basso attraversiamo l'Alpe Gi Togn per arrivare poi alla strada asfaltata.
Per fortuna abbiamo lasciato una delle auto nelle vicinanze in modo da poter 
andare a recuperare velocemente tutte le altre, che stanno a circa 2 km di 
strada asfaltata.
Hanno partecipato Adriano, Elena, Desolina, Fabiano, Franco, Laura, Luigi, 
Giorgio, Maurizio, Silvana. Ci ha guidato Natale, conoscitore della Valle 
Antrona come delle sue tasche.
Alla prossima!!!!!

Laura

https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5916383031600489777  





venerdì 21 giugno 2013

Grigliata al campo base

GLI INVOLTINI APPENA PREPARATI
Il primo giugno si è svolta la grigliata, eravamo in 14.
Una bella giornata dopo tanta pioggia.
Il menu: involtini creati da Luigi, carne macinata avvolta dallo speck, in umido con zucchine e sedano. 
La polenta assieme agli involtini, buonissimo!!
Poi non poteva certo mancare un po' di grigliata, abbiamo messo le costate di coppa, eravamo già pieni ma non potevamo rinunciare al dolce che ha portato Laura.
Buona visione

IL NOSTRO ADDETTO AL FUOCO GIORGIO



LUIGI E DOMENICO ALLE PRESE CON LA POLENTA


UN PO' DI CHIACCHERE



TUTTI IN FILA, LUIGI VERSAVA LA POLENTA E ADRIANO GLI INVOLTINI



LUIGI ALLA GRIGLIA




DUE BELLISSIME FOTO DEL TRAMONTO

Spero vi siano piaciute, alla prossima!!

martedì 4 giugno 2013

Salita alla Capanna Meriggetto

Domenica 26 Maggio, il Gruppo escursionistico abete rosso ha fatto la sua 
uscita alla “Capanna Meriggetto”, a quota 1500m, sopra il pittoresco paese di 
Monteviasco in Val Veddasca (zona del Luinese in provincia di Varese).
Lasciata l'auto al parcheggio di Ponte di Piero, dove parte la funivia che 
porta a Monteviasco, veniamo a sapere che quel giorno si festeggia la “ Madonna 
della Serta”, alla quale è dedicato il famoso santuario del paese.
Vediamo salire in funivia i numerosi componenti della banda musicale con i 
loro strumenti.
Noi imbocchiamo la mulattiera che sale per circa 400 mt di dislivello fino al 
paesino.
Veniamo accolti dal profumo di brace e salamelle, da uno stand gastronomico 
che offre un vario menù montanaro, dagli stretti viottoli di pietra con i 
paramenti per la processione.
Dobbiamo lasciare i festeggiamenti per proseguire sul sentiero che sale 
all'Alpe Corte (1386 m) e alla Capanna Meriggetto, per circa 1h e mezzo.
La capanna è posta sotto il sentiero che collega il M.te Lema al M.te Tamaro, 
sul versante italiano, in corrispondenza del passo Agario.
Salendo si gode di un magnifico panorama sul Lago Maggiore.
La capanna è ben gestita dal C.A.I. di Germignaga e lì vi troviamo 3 volontari 
saliti apposta per aprirla e per dare ospitalità a chi vuole sostare.
L'offerta di un buon piatto di pasta con sugo di salsiccia è invitante e viene 
subito accettata.
All'aperto, sui tavoli davanti alla capanna, consumiamo il nostro pranzo al 
sacco, questa volta come antipasto, in attesa della pasta fumante. Davvero 
buona!!!
Questa volta non si sta tanto leggeri, ma per fortuna poi c'è solo la discesa.
Al ritorno ci fermiamo a Monteviasco per mangiare il gelato al latte di capra 
e frutti di bosco.
Una prelibatezza che non a tutti piace. Riprendiamo la mulattiera, che ora ci 
sembra più lunga per le nostre gambe stanche. Arrivati al parcheggio possiamo 
acquistare salumi e formaggi nelle bancarelle degli allevatori della zona.

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Laura e Maurizio


giovedì 16 maggio 2013

UNA RIFLESSIONE SUI PARCHI


Gentili compagni.
Personalmente sono sempre alla ricerca di percorsi nuovi da proporre al gruppo, per arricchire al meglio il nostro annuale calendario gite, questo mi porta spesso a visitare i tanti parchi regionali, sovra comunali o semplici aree protette che si trovano in regione Lombardia.
Nel lodare lo sforzo che si tenta per salvaguardare il nostro ambiente e il suo fragile ecosistema, e tutto quello che riguarda la biodiversità, non posso fare a meno di esprimere alcuni pareri negativi su i tanti parchi che ho potuto visitare.
Il Parco per come lo intento io, deve essere un'istituzione mirata alla tutela dell'ambiente e di tutto quello che lo compone, tipo flora e fauna.
I vincoli paesaggistici, deve essere non solo una priorità, ma una normalità; non può esistere un parco che tuteli l'ambiente e nello stesso tempo è utilizzato per realizzare infrastrutture o edilizia in genere, l'interesse del parco può essere quello di salvaguardare l'attività agricola, avviando progetti compatibili con il fragile ecosistema che s'intende proteggere.
Un esempio chiaro è rappresentato dal Parco Valle del Ticino, da anni minacciato dalla realizzazione della terza pista dell'aereoporto di Malpensa, progetto incompatibile con la politica di un parco che investe soldi per valorizzare un'area ricca di boschi e di storia come lo è l'antica Via Gaggio.
Altri esempi, sono senza dubbio il PLIS Medio Olona e il PLIS Bosco del Rugareto, in questo periodo è attivo il cantiere della Pedelombarda, progetto forse utile; ma incompatibile con due aree che sì intendeva tutelare, oppure il Parco del Monte Netto (BS), luogo interessante, ma che a mio parere non offre nulla a parte bei panorami sulle Prealpi Bresciane e immense distese di vigneti, forse collocare un semplice cartello informativo potrebbe essere gradito a noi visitatori, altro esempio, il PLIS Collina di San Colombano (MI), luogo incantevole e di notevole interesse ma parco inesistente.
Senza eccedere nella polemica, quando io vado a visitare un parco grande o piccolo che sia, mi aspetto di trovare alcuni servizi fondamentali del tipo:

1) Un parco deve avere delle caratteristiche di paesaggio naturale o storico, per la quale valga la pena essere visitato.

2) Un parco deve avere una rete di percorsi ciclo pedonali  dotati di pannelli informativi su tutto quello che può essere interessante sapere, e di una segnaletica efficiente che mi dica dove sono, dove posso andare, quanti chilometri devo percorrere e in quanto tempo.

3) Un parco deve disporre sempre di una carta geografica dove sia descritto al meglio il territorio e dove siano indicati tutti i percorsi ciclo pedonali che si possono fare, oltre che ad importanti informazioni di carattere storico e ambientale.

4) Un parco deve disporre sempre di un centro accoglienza, dove il turista può trovare personale competente in grado di fornire informazioni dettagliate su tutto quello che riguarda il parco.

5) Un parco deve disporre sempre di una sorta di punto d'appoggio, in grado di offrire ospitalità, per chi decida di visitare il parco anche per più giorni, per chi ama le traversate a piedi, in bici o a cavallo, può essere di vitale importanza trovare una buon'accoglienza.

6) Un parco deve avere sempre delle guardie ecologiche che conoscano al meglio il territorio, in grado di vigilare e di intervenire in caso di necessità.
Questi sei punti, credo siano condivisibili per ci appassionati come me, ama visitare luoghi diversi, in grado di regalare paesaggi, storia, profumi e tutte quelle sensazioni che cerchiamo al di fuori del nostro vivere civile.
Cordiali saluti.

Caira Luigi

1 MAGGIO, SASSO GORDONA

Domenica 28 aprile, il gruppo si doveva riunire per la gita sul Monte Bisbino 1325 mt, ma a causa del cattivo tempo, abbiamo rinviato la gita a mercoledì 1 maggio.
Mercoledì primo maggio, a causa della pioggia che quest'anno continua a perseguitarci, abbiamo di cambiare meta, sostituendo il Monte Bisbino con un percorso più breve.
Così ho deciso di portare il gruppo sul Sasso Gordona 1410 mt, bellissima vetta, situata nella parte sinistra della Valle d'Intelvi in provincia di Como.
Noi però, ci siamo diretti nella Valle di Muggio in territorio elvetico. Coscienti delle previsioni, ci siamo lasciati trascinare dalla bella mattina di sole che si è presentata a noi, quindi dopo esserci ritrovati tutti a Lozza, in auto abbiamo varcato il confine per raggiungere il paese di Càbbio 670 mt, situato nella Valle di Muggio.
La salita a piedi è stata piacevole, un'ampia mulattiera prima, e un facile sentiero poi, ci ha condotti al Rifugio Prabello 1200 mt, proprietà del CAI di Monte Olimpino.
Purtroppo l'euforia del mattino soleggiato, ha lasciato subito il posto alle nuvole che con il classico tempo varibile, ci hanno accompagnato con sole e pioggia per tutto il pomeriggio.
A parte questo, la salita al Sasso Gordona è avvenuta, anche se quattro su otto hanno rinunciato per paura del tempo, che effettivamente ha continuato a giocare con noi.
Per me è sempre un piacere ritornare in cima al Sasso Gordona, anche gli altri concordano che da qui si ha un panorama a trecentosessanta gradi, che nelle giornate terse, regala una veduta eccezionale.
Consiglio vivamente di andare a farci un giro.
Dopo la foto alla metà del gruppo, siamo scesi per il classico pranzo al sacco che è stato parzialmente rovinato da un breve rovescio, alcuni di noi sono scappati al rifugio.
Terminato il pasto in qualche modo, abbiamo raggiunto il resto del gruppo al rifugio, così dopo aver preso qulcosa da bere, abbiamo dato inizio alla piacevole discesa che attraverso il Passo Bonello 1142 mt, ci ha ricondotto a Cabbio, il tutto alternato tra pioggia e sole.
Prossimo appuntamento, Monte Tamaro 1961 mt.
Sperando che il sole sia dalla nostra parte, quindi salvo imprevisti l'appuntamento sarà quello, per le altre foto: https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5878548093818807937.
Come dico sempre:

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Caira Luigi




giovedì 18 aprile 2013

Pasqua nel gruppo del Resegone

In questa nuova relazione, mi preparo a raccontare un'altra avventura, ma anche questa volta diversa da quella messa sul calendario gite.
Dato l'incertezza del tempo e la mancata disponibilità per il Rifugio Giorgio Pirlo nelle Prealpi Bresciane, si è deciso di dirottare la gita di Pasqua nel gruppo montuoso del Resegone 1875 mt.
Sabato 30 marzo il gruppo si è riunito per la prima due giorni dell'anno. Sotto una fitta pioggia, ci siamo trasferiti in auto a Calolziocorte, paese sulle rive del Lago d'Olginate.
Qui, ci attendeva l'ultimo membro del gruppo che è arrivato dalla provincia di Bergamo.
L'itinerario che avevo in mente, doveva portarci al Rifugio Stoppani 890 mt, in circa quattro ore, purtroppo la pioggia persistente mi ha convinto a trovare una soluzione migliore per poter salvare la giornata.
Così di comune accordo, siamo saliti fino a Somasca , piccolo borgo situato poco sopra l'abitato di Vercurago.
Abbiamo visitato il Santuario di San Girolamo, per poi dirigerci nel più antico complesso del Castello dell'Innominato. Abbiamo avuto piacere nel visitare un luogo così bello, uno di quei gioielli che abbiamo nelle nostre province, ma che spesso non sappiamo di avere.
Come in un labirinto, l'intreccio di mulattiere consente di visitare l'intera area, riscoprendo anche in una giornata da lupi, il piacere del fare i turisti.
Insomma, non bisogna percorrere centinaia di di chilometri per scoprire iluoghi incantati, anche una regione come la Lombardia, per quanto riguarda l'industria del turismo, ha delle potenzialità a mio avviso, spesso sottovalutate.
Terminata la visita, siamo ritornati alle nostre auto per trasferirci a Lecco, dove con un po' di tornanti, abbiamo raggiunto il piazzale della funivia che sale ai Piani d'Erna 1330 mt.
Qui abbiamo mangiato un veloce pasto nel ristoro, giusto per restare al caldo; quindi zaino in spalle e via! Verso il Rifugio Stoppani.
Circa un'ora di cammino, ci ha condotto al rifugio, il breve tragitto ha evitato di arrivare bagnati fino alle ossa; del resto, questa variante è stata pensata proprio per questo motivo.
Il pomeriggio trascorre tranquillo, anche se non era questo quel che ci aspettavamo, ma ci accontentiamo di quel che viene, anche perché la scelta era rimanere tutti a casa...
Qualcuno legge, altri giocano a carte, altri dialogano con altri ospiti o con Nicola il gestore o giocano con Mila, il cane del rifugio, insomma, un pomeriggio tranquillo.
La sera, il tempo inizia a migliorare, così dopo cena, siamo usciti dal rifugio per ammirare il bel panorama sulla città di Lecco immersa nelle sue luci notturne, uno spettacolo che dall'alto merita di essere visto.
La notte trascorre serena, qualcuno ha segato un po' di legna (forse anche io...), ma oggi è una splendida giornata di sole, non possiamo perdere tempo, panorami mozzafiato ci attendono. Già dal rifugio la vista del Monviso 3841 mt, entusiasma tutti noi, quindi quindi facciamo subito un abbondante colazione, lasciamo al rifugio il superfluo, e diamo inizio alla salita al Pizzo d'Erna 1360 mt.
Il sentiero sale su velocemente, le verticali pareti del Resegone, non ci lasciano indifferenti, come non possiamo non ammirare i tanti fiori che a perdita d'occhio, riempiono a tappeto il sottobosco.
Superata quota 1000 mt, lo scenario cambia, il manto nevoso diventa continuo, fino a coprire i prati dei Piani d'Erna; qui sembra pieno inverno...
Raggiungiamo l'anticima del Pizzo d'Erna, davanti a noi troviamo la croce e l'arrivo della via ferrata, qui ci attende una spettacolare balconata.
Una veduta meravigliosa, tutti noi rimaniamo colpiti dall'immenso panorama.
Iniziamo con l'Appennino Tosco Emiliano e Ligure, per poi tuffarci nel bianco delle Alpi, dalle Marittime fino alle Lepontine, insieme alla sempre piacevole veduta delle Prealpi, del gruppo montuoso delle Grigne, alla bella bastionata dolomitica del Resegone di Lecco.
Piacevole veduta anche della catena Orobica, con il Monte Legnone 2609 mt e il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt che si mostrano in tutta la loro bellezza.
Durante la discesa, qualcuno compra le pale per scivolare sulla neve. Alcuni di noi hanno approfittato del lungo pendio, per scivolare con queste pale colorate.
Avremo modo di mostrare il video alla prossima serata di proiezione.
Ritornati al Rifugio Stoppani, abbiamo finalmente consumato parte dei viveri che ci siamo portati dietro, come sempre le bottiglie di vino e i pregiati salumi non sono mancati, così con la pancia piena, abbiamo ringraziato Nicola per l'ottima ospitalità che ci riserva ogni volta, quindi con un caloroso saluto, ci avviamo verso casa.
Prima però, una breve deviazione per Campo dei Boi è quasi d'obbligo, questo per godere fino in fondo della bella giornata di sole, visto che è cambiato anche l'orario e abbiamo un 'ora di luce in più.
Ora, sempre che il tempo sia clemente, il Monte Bisbino 1325 mt, è la nostra prossima meta, inserita nel calendario gite, rinnovo quindi l'appuntamento con il mio solito invito.
Per le altre foto cliccate questo link, alla prossima!! 
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5869352014926518001
Come dico sempre: 
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 Caira Luigi    


lunedì 4 marzo 2013

Iniziativa "Fai sentire la tua Voce!" BASTA violenza contro le Donne!!!


Aderisco con piacere a questa iniziativa importante, mi unisco ad Alessandra che ha avuto l'idea e all'amica Iole che ha creato il widget che vedete in basso a sinistra nel mio blog.
Non se ne può più di questa crudeltà, lo urlo a gran voce: BASTA VIOLENZA CONTRO LE DONNE!!  

24 febbraio, gita sostitutiva a Cantello


Dovevamo respirare i primi tepori primaverili che di solito regala il mese di febbraio, invece l'inverno ha deciso di mostrare ancora i muscoli con una bella domenica di neve. Rassegnati, domenica 24 febbraio abbiamo rinunciato alla gita su Monte Isola (Lago d'Iseo) per consolarci con una gita nel varesotto, che nonostante la fitta nevicata, ci ha permesso ugualmente di salvare la giornata.
Ci siamo ritrovati nel comune di Lozza in cinque.
Con un breve trasferimento in auto, abbiamo oltrepassato l'IPER di Varese, seguendo poco più avanti le indicazioni per la Motorizzazione Civile.
Alla rotonda, abbiamo svoltato a destra seguendo la strada asfaltata che sbocca sulla SP3 che porta al Valico di Gaggiolo.
Abbiamo lasciato l'auto nell'ultimo parcheggio sulla sinistra, proseguendo a piedi per circa due cento metri lungo la strada asfaltata. Oltrepassando il ponte sul Torrente Bèvera, lasciando subito dopo la strada asfaltata per una carrozzabile, ci siamo addentrati in una valle spettacolare.
La neve cade sempre copiosa, mentre il silenzio ci avvolge in tutto il suo fascino.
Sembra assurdo; ma in mezzo a due grandi arterie stradali, a pochi passi da un importante centro commerciale, riesca a sopravvivere un paradiso così.
Noi tutti ci meravigliamo al pensiero che questa valle, sopravviva ancora oggi alla cementificazione selvaggia, ovviamente ci auguriamo tutti che questo luogo possa rimanere intatto ancora per parecchi decenni.
Il vento, spinge la neve contro di noi; a poco serve ripararsi il capo, i fiocchi arrivano direttamente sul viso e sugli occhi.
In ogni modo raggiungiamo il Laghetto delle Betulle, altro piccolo gioiello incastonato in questa valle.
Proseguiamo, arrivando alla carrozzabile che scende da Velmaio 392 mt, piccolo borgo situato a poca distanza da Arcisate 379 mt. Svoltando a destra, risaliamo velocemente fino alla SP3, che oltrepassiamo grazie ad un sottopasso che troviamo a sinistra dopo circa due cento metri.
Entriamo così a Cantello, più precisamente dov'è situata la chiesa Madonna in Campagna 413 mt. Quindi seguendo la strada che costeggia il cimitero siamo arrivati a Ligurno 434 mt, frazione o quartiere di Cantello, visto la breve distanza dal comune ufficiale.
Ovviamente, dato la fredda giornata, abbiamo ben pensato di non fare il classico pranzo al sacco, così siamo entrati in una paninoteca dove ognuno di noi ha potuto consumare degli ottimi panini e un abbondante tagliere di salumi misti, il tutto accompagnato da una buona birra.
I prezzi sono più che onesti, ci chiediamo sempre perché la stessa cosa costi di più nei vari locali della provincia e oltre, ma questi misteri raramente sono svelati.
Riscaldati e rifocillati, dopo la consueta foto di gruppo, abbiamo ripreso il cammino del ritorno.
La neve cade sempre copiosa, le nostre impronte, sono state ricoperte in meno di due ore, ma il paesaggio ora ricorda più quello delle foreste dell'europa settentrionale, la meraviglia di quest'ambiente selvaggio, ci fa pensare che la giornata, non poteva davvero andare meglio; conoscere tanti percorsi, da sempre la garanzia al nostro gruppo, di poter trovare sempre la giuste soluzione, anche con condizioni meteo non proprio favorevoli. Monte Isola rimane sempre nelle nostre ambizioni, cerchiamo di proporla ogni volta che si prepara il calendario gite per l'anno successivo, dato la bellezza del luogo.
Terminiamo la gita con una calda tazza d'orzo, che ho preparato con cura, poco prima di partire, vista la giornata ci voleva proprio.
La prossima gita, sarà a Pasqua nelle Prealpi Bresciane, con pernottamento al Rifugio Giorgio Pirlo, tempo permettendo ovviamente.
Rinnovando sempre l'invito, ringraziando tutti i membri del gruppo che affrontano le gite anche quando le previsioni sono sfavorevoli, l'avventura quando è fatta con la testa, può essere piacevole anche con il cattivo tempo.
Come dico sempre:



                                         VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!  
Caira Luigi

giovedì 21 febbraio 2013

CHE NEVE!!

Se continua così la gita di domenica a Monte Isola salterà per l'ennesima volta, sarebbe un peccato perché è un bel giro e il panorama è da vedere, la neve non sta attaccando però continua a scendere giù. Accipicchia! 

venerdì 8 febbraio 2013

8.02.13 Serata di proiezione

Ciao a tutti, stasera ci sarà la visione delle nostre foto nella sede di Legambiente a Busto Arsizio, chi è nei paraggi può venire a trovarci, l'indirizzo è Via C. Simone 18. 

martedì 5 febbraio 2013

27.01.13 Il Parco del Ticino

Sfidando il freddo invernale, domenica 27 gennaio si è svolta la prima gita ufficiale del 2013.
Ci siamo ritrovati in quattro, alle 8 del mattino sotto un gelo non indifferente; possiamo definirci: i soliti temerari della domenica...
Con un breve tragitto in auto, ci siamo trasferiti nel Comune di Lonate Pozzolo 205 mt, più precisamente all'inizio della Via Gaggio, antica strada comunale che collegava Lonate Pozzolo al Porto d'Oleggio, quando in altre parole, il grande fiume era vissuto come risorsa e via di comunicazione.
Dopo aver indossato gli scarponi, abbiamo dato inizio alla gita camminando su quella che è una strada storica, trasformata oggi in un museo a cielo aperto.
Lungo la via, si trovano reperti di vita contadina e varie testimonianze sulla presenza delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.
Oggi tra l'altro, è la giornata della memoria, quindi la gita, anche se molto marginalmente, può ritenersi a tema; Via Gaggio inoltre, vive costantemente sotto la minaccia della terza pista, essendo confinante con l'aereo porto internazionale di Malpensa, il rischio è reale, noi del gruppo ovviamente ci riteniamo contrari, in quanto, l'importanza di investire nei parchi, rimane a nostro avviso, l'unico investimento sicuro, in grado di creare occupazione, senza dover sempre intaccare il patrimonio boschivo della nostra provincia.
Raggiunto il Centro Parco: La Dogana, ci siamo concessi la prima pausa merenda.
C'è dispiaciuto molto, vedere che l'area dove sono collocati i i tavoli e le panche, è utilizzata come deposito per il vetro. A nostro parere, un contenitore è più indicato; sembra scontato che in un centro parco le più elementari regole che tra l'altro sono imposte a tutti i comuni cittadini, siano rispettate, ma qui evidentemente si fa un'eccezione.
Proseguiamo la gita, scendendo giù in valle, scavalcando il Canale Villoresi raggiungendo così il Canale Industriale.
Ora seguendo la pista ciclo pedonale ci dirigiamo verso l'Ansa di Castelnovate, meta del nostro pellegrinaggio domenicale.
Raggiungiamo una specie di diga, poi attraverso un ponte e alcuni passaggi lungo la chiusa, riusciamo a raggiungere il sentiero che percorre l'intera ansa.
Dopo aver attraversato un fitto bosco che costeggia il Fiume Ticino, entriamo in una bella zona di brughiera, dove spariscono gli alberi d'alto fusto, per lasciare spazio a piante come la ginestra, il timo e altre specie minori, creando un paesaggio simile alle dune di sabbia che s'incontrano lungo la fascia marina della Versilia; il paragone sembra un po' eccessivo, però in alcuni momenti ci può anche stare.
Raggiunta la spiaggia di Castelnovate, ci fermiamo per la nostra pausa pranzo, essendo solo in quattro, ci toccherà bere la razione di vino che spettava ai tanti compagni che per un motivo o per un altro, oggi hanno rinunciato alla gita.
Verso le 14:00, siamo ripartiti per completare il nostro giretto di circa 24/30 km...
Terminiamo l'ansa attraverso un bellissimo bosco dove il carpine e il pino silvestre, creava uno scenario di collina quasi di montagna, realmente piacevole.
Ritrovato il Canale industriale, attraversiamo sotto un breve tunnel il complesso della Centrale Elettrica di Castelnovate; un'opera imponente.
Aggirato l'enorme struttura, abbiamo ritrovato il Cnale Villoresi; ora il gruppo ha intrapreso il lungo serpentone del canale, che con svariate curve, ci ha riportato al Centro Parco La Dogana.
Qui, altra breve pausa, la stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per quelli meno allenati...
Purtroppo abbiamo avuto conferma, che la discarica di vetro, non è imputabile ai soliti turisti maleducati, ma ben sì a chi occupa i locali del centro parco.
So che posso sembrare un po' eccessivo, ma considerando la polvere che c'era su alcune bottiglie, abbiamo dedotto che l'accumulo è iniziato prima o durante il 31 dicembre 2012.
Ripercorriamo Via Gaggio che è già buio, in un'atmosfera molto spettacolare, spezzata dal continuo passaggio d'aerei in fase d'atterraggio; stanchi ma soddisfatti, terminiamo la nostra prima del 2013, ora ci attende a fine febbraio Monte Isola, breve passeggiata ma ricca di paesaggi e panorami unici, speriamo ovviamente in una bella giornata di sole, invitando a partecipare tutti i membri del gruppo e non solo.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5847389712819008321
Come dico sempre:
                                 VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi


lunedì 7 gennaio 2013

Un buon inizio

Buon inizio anno a tutti!!
Per cominciare bene metto le prime gite del nuovo anno nella sezione calendario gite, se siete appassionati di trekking potete anche partecipare alle nostre escursioni, buona lettura.

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