martedì 9 aprile 2024

Anello del Monte Magnodeno.

Da Somasca 295 mt, sì raggiunge il Castello dell’Innominato 405 mt, dopo aver visitato le rovine, sì prosegue lungo il sentiero che sì vede sulla destra, contrassegnato come sentiero 801 passando per la località Croce della Vicerola a circa 650 mt di quota, ora parte un’intensa salita che porta sulla cresta oltrepassando Monte Mudarga 909 mt, Monte Gavazzo 911, arrivando così al Bivacco Mario Corti 921 mt.

Sì prosegue in salita seguendo il sentiero n°29 raggiungendo la cima del Corno di Grao 1041 mt, ora proseguendo lungo la cresta, subito dopo aver passato il Passo Tre Croci 1020 mt, inizia la salita che porta in vetta al Monte Magnodeno 1241 mt.

Dalla cima del Monte Magnodeno, sì prosegue in discesa con il sentiero n°26°, che scende verso Campo dei Boi 692 mt. Poco prima di arrivare alla località Campo dei Boi, in prossimità di alcune baite, sì deve svoltare a sinistra, proseguendo lungo il traverso che riporta al Castello dell’Innominato e subito dopo a Somasca, dove sì potrà recuperare l’auto.



 






NOTA

La Provincia di Lecco, offre una vasta rete escursionistica per tutti i livelli, dalla semplice passeggiata alla più impegnativa salita, rifugi, vette o piacevoli alpeggi, con una quota che varia tra i 200 mt, arrivando anche oltre i 2400 mt di quota.

L’itinerario che propongo in queste righe, raggiunge una delle più conosciute cime che sì affacciano sella città di Lecco 211 mt, ovvero il Monte Magnodeno.

Si parte dalla località Somasca, graziosa frazione di Vercurago 225 mt. Un piacevole borgo ricco di storia e arte, pare che i primi insediamenti, risalgono dal IX al V secolo avanti cristo, riconducibili alla civiltà di Golasecca, di notevole interesse religioso è il Santuario di San Girolamo Emiliani realizzato intorno al 1500 e il piccolo Sacro Monte realizzato nel XIX secolo, che sorge poco sotto il Castello dell’Innominato, rudere che vanta una storia che va indietro nel tempo fino all’anno 1100.




La Croce della Vicerola, sorge sopra un punto panoramico di notevole suggestione, da qui, sì può avere una piacevole veduta sul Lago di Olginate 198 mt, sul corso del Fiume Adda che scorre verso la pianura e sul piccolo gruppo montuoso del Monte Regina 817 mt, di notevole interesse, sono le formazioni rocciose che sì elevano lungo la salita, fogli di pietra che compongono un mosaico unico, a volte orizzontali altre volte piegati appunto come carta, per poi disporsi in verticale.



Durante la parte in cresta, che porta alla località Culmine, sì passa vicini a un roccolo per la caccia, qui un timido prato, apre la visuale verso Corno di Grao, Monte Magnodeno e Resegone di Lecco.

Il Bivacco Mario Corti è un importante punto d’appoggio, in caso di maltempo, si può trovare un ambiente confortevole, dove potersi asciugare, grazie anche al grazioso camino che scalda le rigide giornate invernali, piacevole meta per escursionisti che amano i luoghi isolati e immersi nel silenzio.



Dal Corno di Grao, finalmente sì apre la prima decisa panoramica sulla città di Lecco 211 mt, sul ramo di Lecco del Lago di Como, con vista sui Corni di Canzo e sul Monte Moregallo 1276 mt, mentre in lontananza sono facilmente riconoscibili, il Monte Tremezzo 1700 mt e il Monte Gazzirola 2116 mt.



Dalla cima del Monte Magnodeno, sì apre una magnifica panoramica sul Lago di Garlate 198 mt e sul piccolo Monte Barro 922 mt, facilmente riconoscibili sono il Lago di Annone 224 mt e il Lago di Pusiano 257 mt. La panoramica spazia ovviamente sul Gruppo montuoso delle Grigne, facilmente riconoscibili le due principali cime, la più piccola la Grignetta 2177 mt e il Grignone 2409 mt. Chiaramente visibile il Monte Legnone 2609 mt, prima grande vetta delle Alpi Orobie, Pizzo Alto 2512 mt, Pizzo Varrone 2325 mt e Pizzo dei Tre Signori 2554 mt. Per completare la cornice, non posso non menzionare il Monte Due Mani 1666 mt, Pizzo d’Erna 1365 mt e il re che sovrasta la Città di Lecco, ovvero il Resegone di Lecco, e a seguire, Corna Camozzera 1452 mt, Monte Tesoro 1432 mt e le antenne del Monte Prato della Costa 1422 mt. Sulla cima del Monte Magnodeno, sorge un piccolo rifugio aperto solo la domenica, qui sì può trovare un sicuro punto d’appoggio, grazie anche a un piccolo locale d’emergenza sempre aperto.



La discesa, sì sviluppa su ripido sentiero, che scende fino al piccolo altopiano dove sorge Campo dei Boi, poco più avanti sì trova un vecchio collegio oggi disabitato.

Il traverso che riporta al Castello dell’Innominato, sì sviluppa in un lungo sali e scendi, dove le occasioni per un piacevole panorama, sono davvero poche, però la monotonia del bosco, viene ogni tanto interrotta dai casolari che sorgono lungo il cammino, oggi case private ma un tempo stalle o abitazioni di chi su queste montagne viveva del proprio lavoro.

Un bellissimo anello, un continuo cambiare paesaggio, i boschi, i casolari, la ripida salita e l’ambiente unico, che ricorda quello dolomitico, un luogo molto frequentato dai camminatori della zona, una vera palestra per le grandi vette dell’estate.

 

CURIOSITA’

In località Culmine, dove sorge il Bivacco Mario Corti, passava il confine tra lo Stato di Milano e lo stato Veneto.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:30/ 7:00

DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: circa 1170 mt in salita e 1130 mt circa in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Somasca, Bivacco Mario Corti e Rifugio Monte Magnodeno.

COME ARRIVARE: in auto da Milano con SS 36 o da Bergamo con SS 342 e SP 639.  In treno lungo la linea Milano Lecco Sondrio o lungo la linea Bergamo Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass n°91 e 105.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco in fase di aggiornamento.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel San Gerolamo tel: 0341/420429.

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