martedì 31 marzo 2026

Da Cannobio località Traffiume, all’Alpe Rombiago.

Da Cannobio località Traffiume 245 mt, sì percorre il sentiero che sale a Sant’Agata 464 mt. Raggiunto il borgo, sì prosegue lungo il sentiero che porta alla Chiesa di San Luca 687 mt, ai Monti Marcalone 860 mt, terminando la salita all’Alpe Rombiago 1167 mt.

NOTA

Il Lago Maggiore, oltre ad essere un’importante meta turistica, è anche un paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo, entrambe le due sponde offrono tantissimi itinerari con vari gradi di difficoltà, ascensioni che in tanti casi vanno oltre i duemila metri di quota, con balconate sul lago, che definire fantastiche è il meno che sì possa fare. L’itinerario che descrivo, sì sviluppa nel lato piemontese del Lago Maggiore, va a visitare un gruppo montuoso che rimane ingiustamente fuori dai confini del parco nazionale della Val Grande, ingiustamente, perché ritengo che la dorsale del Monte Limidario 2188 mt, sia una delle più belle che sì affacciano sulle sponde del lago, una cima che vanta una vista unica, un capolavoro della natura, che merita la giusta attenzione.

Si parte da Cannobio interessante borgo che vanta una storia che va indietro nel tempo a prima dei romani, da vedere, il Santuario della Santissima Pietà edificato nel 1583 e la Collegiata Romanica di San Vittore, rimaneggiata nel 1700.

La località di partenza è una frazione o quartiere di Cannobio, sì lascia l’auto nel grande parcheggio dove sorge la Chiesa della Purificazione di Maria, realizzata intorno al 1500; da qui parte il sentiero che porta a Sant’Agata.

Sant’Agata, è un borgo di origine romana, da dove sì ha una piacevole veduta sul Lago Maggiore, e sulle vicine cime in territorio elvetico, tra cui spicca il Pizzo di Vogorno 2442 mt; da visitare, la chiesa parrocchiale dedicata appunto a Sant’Agata, edificata intorno al 1400.

La piccola chiesa di San Luca, è un grazioso monumento incastonato dentro un silenzioso bosco di castagno. Purtroppo, non ho trovato informazioni in loco, anche su internet, non si riesce a trovare nulla nel merito.

I Monti di Marcalone, sono un piacevole gruppo di baite, luogo dove è possibile soggiornare, ammirando la magnifica vista sul Lago Maggiore, facilmente riconoscibili, alcune tra le più conosciute cime della Val Veddasca, tra cui: Monte Borgna 1157 mt, Monte Covreto 1593 mt, Monte Gambarogno 1734 mt, Monte Tamaro 1961 mt, Monte Gradiccioli 1935 mt e Monte Lema 1620 mt.

Alpe Rombiago è la meta di questa camminata, un piccolo alpeggio composto da una serie di baite in sequenza, qui sì trova Baita Zabò, un rifugio privato del tipo autogestito. Dall’alpe, oltre alla vista sul Monte Giovo 1298 mt, sì ha una magnifica vista su alcune delle tante vette che compongono il Parco Nazionale della Val Grande, tra cui Monte Bavarione 1505 mt, Pizzo Marona 2051 mt, Monte Zeda 2156 mt, La Piota 1925 mt e Monte Torrione 1989 mt. Poco sotto il Monte Zeda, sono visibili le due baite che compongono il Bivacco Alpe Fornà 1741 mt, oltre alla vista del corposo gruppo di baite che compongono i Monti di Olzeno 1061 mt.

Questa è un’escursione che ha tutti i requisiti per essere apprezzata nel migliore dei modi, luoghi sacri, alpeggi, cime e tante belle panoramiche sul lago e sulle montagne circostanti, un luogo dove trascorrere attimi di assoluta tranquillità.

 

CURIOSITA

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E)

DISLIVELLO: circa 900 mt in salita.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cannobio, Sant’Agata, Agriturismo e B&B in località Monti Marcalone e Rifugio autogestito Baita Zabò in località Alpe Rombiago.

COME ARRIVARE: da Verbania con SS 34.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE: Baita Zabò tel: 0323/70628 -71459, o Agriturismo e B&B da Attilio mail: andrea.piffero@gmail.com.

venerdì 13 marzo 2026

Da Pettenasco al Monte Falò.

Da Pettenasco 300 mt, sì lascia l’auto nel parcheggio della stazione; quindi, poco dopo essere scesi al ponte della ferrovia, seguendo le indicazioni, s’inizia a percorrere la strada sterrata che entra nella Valle del Torrente Pescone. Mantenendo la sponda destra del corso d’acqua, sì segue il torrente, iniziando più avanti la più decisa salita che porta ad Armeno 523 mt.

Dopo aver visitato il borgo, sì prosegue lungo la SP 158 in direzione di Coiromonte, procedendo fino a trovare una cappella votiva, ora, svoltando a sinistra, sì risale la valle del Torrente Ondella, fino ad arrivare praticamente sotto l’Alpe Valpiana 790 mt circa. Dopo aver guadato il torrente, sì segue il sentiero che passa sotto l’alpeggio, appena arrivati nelle vicinanze di un rudere, sì affronta una breve salita che porta ad una strada sterrata, quindi, svoltando a destra, sì segue la strada fino a ritrovare la SP 158; effettuando una breve deviazione, è possibile visitare il paese di Coiromonte, uno dei più suggestivi del Gruppo Montuoso del Mottarone.

Appena usciti sulla provinciale, sì svolta immediatamente a sinistra, prendendo quota lungo la carrozzabile. Appena usciti dal bosco, sì prosegue verso la cima del Monte Falò, si arriva ad una sella dove sorgono tre grandi alberi, qui sì vede un sentiero sulla destra, che costeggiando le pendici del monte, arriva all’Alpe Vaighella 960 mt circa. Dall’alpe, per raggiungere il Monte Falò, consiglio di affrontare la salita lungo il pendio più dolce, che guarda verso il Lago Maggiore, da qui, sì sale fino a recuperare il sentiero frequentato anche dalle bike, quindi dopo un bellissimo traverso, sì raggiunge la cresta, ora seguendo il sentiero a sinistra, sì arriva in cima al Monte Falò 1080 mt.

NOTA

Come sempre, nel Gruppo Montuoso del Mottarone, per poter assaporare l’atmosfera di montagna selvaggia, serve evitare quella che è la cima più alta, strade asfaltate, alberghi, piste da sci, un mondo fatto di turismo, che a volte può non piacere a chi ama i luoghi solitari. Qui sì apre un mondo diverso, perché il Mottarone, è in grado di offrire anche questo, la vera montagna che rimane fuori dal turismo di massa, con viste eccezionali su Alpi, Prealpi e Appennino, laghi, valli e Pianura Padana, con una rete di sentieri per tutti i gusti e per tutti i livelli, Monte Falò, è tutto questo.

Si parte da Pettenasco borgo che esisteva già durante l’Impero Romano, da visitare, il lungolago e la Chiesa di Santa Caterina, eretta nel 1778 su antiche mura di epoca romana. Bella la vista sul Lago d’Orta e sulle vicine montagne, visibili il Monte Camosino 641 mt e il Monte Piogera 1249 mt

Il Torrente Pescone, è un lungo corso d’acqua che dalla cima del Mottarone 1491 mt, scava una valle, andandosi a tuffare nelle acque del Lago d’Orta. La parte iniziale del percorso, entra nella parte bassa di questa valle, con la piacevole vista di un ponte in pietra, di chiara origine romana.

Armeno è un altro piacevole borgo che sì attraversa durante la salita, il paese ha una storia antichissima, alcuni ritrovamenti, parlano di insediamenti che risalgono al IV secolo a.C., come testimoniano alcune tombe rinvenute in zona; poco prima di arrivare ad Armeno, sì può raggiungere una staccionata che ha una piacevole vista sul paese di Pratolungo 506 mt e sul Monte Novesso 1410 mt. Da vedere, la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Vergine Assunta del XII secolo, e la Chiesetta di San Rocco eretta sopra un colle.

La valle del Torrente Ondella, è proprio una bella valle di montagna, gli alpeggi che sorgono sui pendii della valle, testimoniano un’attività umana, fatta di allevamento e agricoltura, case sparse, isolate, ma che raccontano la vita difficile di questa montagna.

Alpe Vaighella è composta da tre edifici, che guardano verso sud, da qui, sì può ammirare la vista sulla Pianura Padana e sulla cresta del Monte La Guardia 830 mt, nelle giornate limpide, sì riesce ad intravvedere i prati dell’Alpe del Bosco 745 mt circa, altra interessante meta all’interno del gruppo montuoso.

Monte Falò è una cima particolare, l’ambiente che sì presenta è tipico di quote molto più alte, le uniche piante che crescono lungo i pendii, sono le ginestre, che durante la fioritura, colorano di giallo la cima.

La panoramica è unica, molto bella, 360° di panorama a perdita d’occhio. Subito sì mostra in tutta la sua bellezza la cima del Mottarone 1491 mt, la più vicina.

Guardando verso sud, sono riconoscibili i vicini Monte Cornaggia 922 mt e Monte La Guardia 830 mt, mentre all’orizzonte, la Pianura Padana precede la dorsale appenninica.

Facilmente visibili a est, Campo dei Fiori 1227 mt e Monte Nudo 1235 mt, mentre a fianco del Mottarone, svettano le cime del Parco nazionale della Val Grande, cime come Monte Zeda 2156 mt e Cima della Laurasca 2193 mt, a est, Monte Mazzoccone 1424 mt, Croce 1643 mt e Massa del Turlo 1969 mt; nelle giornate limpide, magnifica vista su tanti quattromila, oltre al re di pietra il Monviso 3841 mt, fino alle Alpi Marittime.

 

CURIOSITA’

 

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per alcuni guadi.

DISLIVELLO: più di 800 mt di salita.

SEGNALETICA: cartelli informativi fino ad Armeno, poi, pochi cartelli informativi e qualche bandierina bianco rosso, la salita al Monte Falò, è priva di indicazioni.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°90/97.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pettenasco e Armeno.

COME ARRIVARE: in auto da Borgomanero o da Omegna con SS 229.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Le Farfalle di Armeno tel: 3701226413, mail: lefarfallediarmeno@gmail.com.

giovedì 5 marzo 2026

Da Bisuschio al Poncione di Ganna.

Da Bisuschio 370 mt, sì attraversa Viale Cicogna, fino a raggiungere l’ingresso di Villa Cicogna, arrivati nel piazzale, si segue il vicolo sulla sinistra, svoltando poco dopo a destra in Via Lazzaretto, percorrendolo fino a confluire in Via Rimembranze. Raggiunta la Chiesa di San Rocco, sì prosegue lungo la strada asfaltata, fino a trovare la strada sterrata che sale verso l’acquedotto. Dopo aver superato l’acquedotto, sì continua a camminare lungo la sterrata, fino a confluire nel Sentiero 3V che arriva da Pogliana 487 mt. Seguendo la 3V a sinistra, sì oltrepassa il Passo delle Pietre Strette 725 mt, continuando a camminare fino ad arrivare sotto il Passo dell’Alpe Tedesco 785 mt. Ora con decisa salita, sì guadagna quota per raggiungere la vetta del Poncione di Ganna 992 mt.

NOTA

Come già scritto in varie occasioni, la Val Ceresio, offre tantissime escursioni di buon livello, salite di tutto rispetto e con varie difficoltà, fino ad arrivare alle tante pareti che sono ottime palestre per gli appassionati di arrampicata.

L’itinerario che descrivo, consente di salire forse la più famosa vetta della Val Ceresio, ovvero il Poncione di Ganna. Un gigante di roccia calcarea che vanta una panoramica quasi a 360 gradi, quasi perché Monte Minisfreddo 1042 mt, copre in parte la visuale; purtroppo non ho trovato una giornata limpida, quindi le immagini saranno grigie, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, lo spettacolo è di tutto rispetto.

Si parte da Bisuschio borgo che ha una storia che va indietro fino al popolo celtico, ricordo che tutta l’area della Val Ceresio, 220 milioni di anni fa, era un bellissimo mare dove viveva il famoso Besanosauro, fossile recuperato durante uno scavo archeologico. Da visitare vi è sicuramente Villa Cicogna XVI secolo, oltre alla Chiesa di San Giorgio Martire, realizzata verso la fine del 1500.

Il percorso che va verso il Passo dell’Alpe Tedesco, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo l’aspetto invernale, consente di avere delle visuali sul Poncione di Ganna, e in un unico caso, sì riesce ad avere la visuale ampia sul Monte Orsa 998 mt, anche il Passo delle Pietre Strette, interessante incrocio con diversi itinerari, rimane ricoperto dal bosco.

Il panorama vero, sì ha sulla vetta del Poncione, un colosso di pietra, uno dei balconi più belli della provincia, tra le cime che posso menzionare, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Martica 1032 mt, Monte Scerrè 796 mt, Monte Piambello 1125 mt, questo è l’immediato che sì può apprezzare anche nelle giornate di foschia, mentre in presenza di un cielo terso, lo sguardo vola verso la catena alpina e verso la dorsale orobica. Bella la veduta sulla Valle del Pralugano, sui laghi di Ganna e Ghirla, e sui borghi di Ganna, Bédero Valcuvia e Mondonico 698 mt.



Questa è una minima parte della vista che sì può ammirare dal Poncione, una cima per nulla banale, e che merita la fatica fatta per arrivare fin quassù.

 

CURIOSITA’

La croce, fu inaugurata nel 1954.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2:30.

DIFFICOLTA’: (E) per la salita al Poncione di Ganna.

DISLIVELLO: circa 640 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Bisuschio.

COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso, dal bivio che arriva da Pogliana, da Bisuschio, segnaletica scarsa.

DOVE ALLOGGIARE:

 

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