lunedì 19 gennaio 2026

Da Besate a Morimondo.

Da Besate 104 mt, sì percorre Via De Capitani arrivando poco dopo ad un incrocio con semaforo. Ignorata Via dei Mulini, sì svolta a destra seguendo Via Papa Giovanni XXIII per meno di cento metri, quindi poco prima della curva, si lascia la strada per svoltare a sinistra imboccando la sterrata. Seguendo la carrozzabile, sì arriva a Cascina Molinetto circa 105 mt, poi sì svolta a sinistra, continuando a camminare fino alla SP 50. Arrivati alla provinciale, sì gira a destra camminando lungo la strada fino al Naviglio di Bereguardo, raggiunta la pista ciclopedonale, sì risale il naviglio in direzione di Abbiategrasso, avanzando per circa 1,5 km, appena trovate le indicazioni per Fallavecchia 104 mt circa, sì svolta a sinistra, arrivando così alla corte. Dopo aver visitato il borgo, dal Piazzale Ospedale Maggiore, sì segue la sterrata che scende in valle, svoltando poco dopo a destra lungo la sterrata che segue la costa. Si arriva ad una strada asfaltata, qui sì svolta a sinistra, e dopo circa 1 km, si gira a destra, quindi nuovamente su sterrato, si procede in direzione di cascina Coronate, quando sì raggiunge il bivio, sì trascura la carrozzabile che porta alla cascina, continuando a procedere verso sinistra arrivando così a Cascina Cipriana 95 mt circa, ora, non resta che avanzare verso il borgo di Morimondo 109 mt, che sì raggiungerà a breve.

NOTA

Parco del Ticino. Quanti itinerari ho già descritto in questo parco, eppure, come in questo caso, riesco a proporre un nuovo itinerario nel cuore delle risaie milanesi, lungo antiche cascine, piccoli borghi, arrivando alla meta per eccellenza, ovvero, il Comune di Morimondo.

Si parte da Besate, minuscolo paese situato nel cuore della pianura ticinese, borgo abitato già in epoca celtica; da visitare, la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata intorno al 1600.

Cascina Molinetto, è un’isola in mezzo ai campi, un grosso complesso cortilizio, dove possenti mezzi agricoli, lavorano la dura terra di pianura, che però regala un ottimo riso.

Il Naviglio di Bereguardo è un lungo canale realizzato intorno al 1400, collega Abbiategrasso 120 mt a Bereguardo 98 mt, ed è lungo circa 19 km. Nato come via di comunicazione, oggi, è un fondamentale apporto d’acqua, che consente l’irrigazione dei campi.









Fallavecchia, è una grande corte, una delle più grandi che abbia visto fin ora, vanta una storia quasi millenaria, di notevole interesse, la Chiesa dedicata a San Giorgio, costruita nel XIII secolo.









Prima di arrivare a Morimondo, consiglio una breve deviazione per andare a visitare l’area dove sorge l’Oratorio di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1561, realizzata nella corte di Cascina Coronate 108 mt circa.

Morimondo è la meta di questa camminata invernale, uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo sacro e antico, fatto di lavoro nei campi e di preghiera, la sua storia, torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani, con testimonianze di insediamenti. Da vedere, oltre al paese, l’abbazia, costruita tutta in mattoni tra la fine del 1100 e la fine del 1200, appartenuta all’ordine dei Cistercensi fin verso la fine del 1700.

 Un percorso che s’immerge nel silenzio dei campi prevalentemente coltivati a riso, un itinerario che svela alcune tra le perle più belle del Parco del Ticino, un viaggio che comprende la meraviglia di questi territori, un mondo conosciuto da chi ama le immense e solitarie distese di campi, dove le cascine sorgono come isole in un mare che vive nell’immaginazione di chi avrà il piacere di seguire le mie orme, in un percorso tutto da scoprire.

 

CURIOSITA’

Il Naviglio di Bereguardo, pur trovandosi nel cuore della Pianura Padana, in alcuni punti, vanta una panoramica di quasi 360°, con vista sull’Appennino Ligure, e su buona parte dell’arco alpino, dal Monviso 3841 mt al Monte Rosa 4634 mt, proseguendo nella fascia prealpina fin oltre il Monte Guglielmo 1957 mt che sorge tra il Lago d’Iseo e la Val Trompia.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Besate, Fallavecchia e Morimondo.

COME ARRIVARE: da Abbiategrasso o da Pavia con SS 526.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta percorsi ciclopedonali Parco del Ticino, oppure consultare le mappe di Wiki Lok.

SEGNALETICA: praticamente inesistente, qualche cartello di fortuna tra Fallavecchia e Morimondo.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Morimondo, tel: 02/94609067, oppure via mail info@hotelmorimondo.com.

 

  


Da valle Salimbene al Ponte della Becca.

 

Da Valle Salimbene località Motta San Damiano 71 mt, sì lascia l’auto in Via Roma, dove sì trova un comodo parcheggio. Da Via Roma, sì cammina lungo Via Strada bassa, fino alla SP 13dir, dalla provinciale, sì svolta a sinistra seguendo la strada fino a trovare l’indicazione per Cascina Taccona. Dopo aver svoltato a destra, sì prosegue lungo la sterrata arrivando a Cascina Taccona 70 mt circa. L’itinerario prosegue lungo la carrozzabile che costeggia il lato destro della cascina, andando avanti fino a raggiungere l’abitato di Linarolo 76 mt. Dopo aver attraversato il borgo, seguendo Via Mazzini e Via San Leonardo, sì scende lungo la SP 13, incontrando poco dopo una curva, da qui, sì abbandona la provinciale e sì prosegue per San Giacomo, più avanti sì arriva ad un altro bivio, continuando a camminare lungo la sterrata che sì dirige verso il Fiume Po, che però non sì raggiungerà, sì continuerà a camminare lungo una strada agricola, che svolta verso ovest. Il percorso continua fino a quando non sì arriva in località Vaccarizza. Dal Borgo, sì svolta a sinistra, seguendo Via Po che sì dirige verso il Ponte della Becca, sì ignora il primo bivio che porta a San Lorenzo, andando avanti fino a trovare sulla sinistra, un’altra strada sterrata, che in una decina di minuti, raggiunge le rive del Ticino che sì tuffa nelle acque del Fiume Po.

Dal Ponte della Becca, si ritorna verso Vaccarizza, fino a trovare l’indicazione per San Leonardo 65 mt circa. Raggiunto il paese, sì svolta a destra camminando lungo la sp13, poco dopo, sì ritrovano le indicazioni per Cascina Taccona, che sì raggiungerà in breve; dalla cascina, sì ritorna a Motta San Damiano, seguendo il tragitto fatto all’andata.









NOTA

Il Parco del Ticino, nel suo cammino dalle colline moreniche del Lago Maggiore, fino alle rive del Po, propone tantissimi itinerari escursionistici che danno la possibilità di conoscere al meglio l’intera valle del Ticino, con ambienti unici e diversi tra loro. L’itinerario che descrivo in queste righe offre un percorso facile in un ambiente solitario, fatto in inverno con la nebbia, sì respira un’atmosfera quasi inquietante, l’impossibilità di guardare oltre, ti proietta in un mondo senza tempo, come se l’orologio sì fermasse all’improvviso, fino a quando un airone non passa davanti ai tuoi occhi, interrompendo questa sensazione di nulla, e facendo ripartire le lancette dell’orologio.



Si parte da Valle Salimbene, minuscolo comune composto da una serie di frazioni già presenti in epoca medievale, nato probabilmente da una serie di cascine, che hanno formato nel tempo i vari borghi che sono presenti nei nostri giorni. All’interno di una proprietà privata, sorge l’Oratorio di San Damiano, edificio realizzato su mura romaniche risalente al XII secolo.

Cascina Taccona, è un enorme casolare con corte, oggi divenuta azienda agricola, la cascina sorge sopra una piccola costa che domina i campi.





Linarolo è il secondo borgo che sì attraversa, abitato anch’esso già in epoca medievale, è attraversato dalla Via Francigena; da visitare, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, conosciuta già nel 1300.

Vaccarizza, è una grossa corte che sorge a poche centinaia di metri dal Fiume Po. Purtroppo, non ho trovato informazioni sulla località. Però deduco che l’edificio più grande sia almeno di epoca rinascimentale, e probabilmente molto più antico.









Il Ponte della Becca, costruito nel 1912, mette in collegamento la sponda finale del Fiume Ticino con la sponda del Fiume Po, l’area è composta da un piccolo porticciolo, e da numerosi locali, che io ho trovato tutti rigorosamente chiusi, non sono in grado di sapere se la chiusura è solo invernale, però l’area merita comunque una visita, anche perché, è possibile vedere la foce del Fiume Ticino che confluisce nel Fiume Po.

San Leonardo, è l’ultimo paese che sì attraversa, ed è inserito nel territorio di valle Salimbene, anch’esso è composto da numerose corti, alcune antiche, da visitare, la Chiesa di San Leonardo, anche in questo caso, non ho trovato informazioni utili da riportare in questo articolo.

Lungo tutto il percorso, sono numerosi gli uccelli che sì possono osservare, dai rapaci come la Poiana ai tanti trampolieri come l’airone cenerino, in numerosa presenza, anche l’ibis sacro, divenuto ormai stanziale; facile da individuare, la nutria, grosso roditore non autoctono che abita ormai da anni la Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

Il comune di Linarolo apparteneva all’ordine dei Templari.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA:4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Linarolo e Ponte della Becca se e quando aperti.

DISLIVELLO: inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

SEGNALETICA: pochissimi cartelli informativi, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 617, poi SP 234 fino a Valle Salimbene località Motta San Damiano.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: 

giovedì 9 ottobre 2025

Traversata dei Grandi Laghi, quinta e sesta tappa.

Quinta tappa: da Porto Ceresio A Gaggiolo.

Da Porto Ceresio 280 mt, sì percorre il Sentiero Confinale, oltrepassando la località Cà del Monte 550 mt, fino a trovare una colonnina votiva. Seguendo il sentiero sulla sinistra, sì notano dopo poche decine di metri, i cartelli della segnaletica svizzera. Seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Serpiano 644 mt. Sì riparte seguendo le indicazioni che in sequenza, condurranno alle seguenti località: Meride 578 mt, Tremona 571 mt, e Arzo 500 mt. Poco prima di arrivare al bivio con la strada che porta ad Arzo, sì trova la Chiesetta di Sant’Antonio, sì scende lungo la strada asfaltata, fino ad arrivare al bivio sopra indicato. Sì svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Mendrisio, quindi appena trovata Via Rubiàna, che sì dirige verso il Valico di Clivio 468 mt. Poco prima della dogana, si seguono le indicazioni che conducono alla località San Pietro. Passata la chiesina, sì continua a camminare, raggiungendo la località Montalbano 397 mt, e il Monte Astorio 476 mt. Con un bel sentiero e un tratto su sterrato, sì scende fino alla strada che da Stabio, porta alla dogana di Gaggiolo. Sì attraversa la strada e sì prosegue passando a fianco di alcuni capannoni industriali, qui sempre seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Santa Margherita 354 mt. Dalla località Santa Margherita, sì rientra in Italia, seguendo le indicazioni del Sentiero Confinale, che sì segue fino alle periferie di Bizzarone. Raggiunto l’impianto sportivo, sì svolta a sinistra, rientrando nel bosco, quindi dopo alcuni bivi, sì arriva ad una scala con gradini di legno che porta ad un sentiero che sale la cima del Colle Sant’Ambrogio 528 mt. Ora seguendo un ampio sentiero, sì arriva alla Chiesa dell’Assunta, e poco dopo sì arriva a Bizzarone 440 mt.

NOTA

La quinta tappa, quasi completamente in territorio svizzero, è una traversata più modesta, anche se non presenta nessun forte dislivello, ovviamente non è da sottovalutare, tuttavia, rimane più dolce, a quote quasi collinari, anche se le tante balconate che s'incontrano lungo il cammino, offrono piacevoli panorami su Alpi, Prealpi e Pianura Padana.

Sì parte da Porto Ceresio, delizioso borgo che sì affaccia sulle rive del Lago di Lugano, una cornice meravigliosa, un paessaggio molto bello, con vista su tanti paesi e su tante cime che sì specchiano sul lago. 



La prima località che s'incontra è Cà del Monte 550 mt, minuscolo borgo, quasi una grande corte, ma che offre una piacevole atmosfera di montagna. Purtroppo, il percorso non passa da punti panoramici, quindi sì può solamente godere dell'ambiente che circonda la borgata.

La seconda località è Serpiano, località turistica raggiungibile oltre che a piedi, anche con auto o funivia da Brusino in territorio elvetico.

La struttura moderna, non è piacevole da vedere, mentre il contesto è molto suggestivo, Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Pravello 1020 mt e Monte Orsa 998 mt, contribuiscono notevolmente a migliorare il paesaggio, creando un ambiente di montagna, immerso nel verde e nel silenzio di questi luoghi.

Meride, un borgo che sì divide tra montagne e vigneti. Un luogo dove trascorrere un bel fine settimana all'insegna della tranquillità, Monte Pravello e Monte San Giorgio, sono le principali escursioni che sì possono fare, però, con salite meno impegnative, è possibile andare a visitare altre località, immerse nel verde con piacevoli panorami sul Lago di Lugano.

Meride ha una storia quasi recente, pare che i primi insediamenti risalgano a prima dell'anno 1000. Da visitare, indubbiamente le due chiese principali, quella di San Silvestro realizzata verso la fine del 1400, e quella dedicata a San Rocco costruita dopo la metà del 1500. Un'altra attrazione di Meride, è indubbiamente il ritrovamento di fossili, racchiusi in un interessante museo.

Sermonte 615 mt circa, è una piccola cima che spazia la sua vista sulla conca dove sorge Meride.

Monte San Giorgio e Monte Pravello, sono le due uniche cime che sì riescono ad ammirare, però, la vista sull'intero paese, con i vigneti che sorgono insieme a verdi prati, compongono un mosaico di notevole bellezza, una panoramica da contemplare per tutti i minuti che sì resta in cima a Sermonte.

Le rovine del castello di Tremona, sorgono poco sopra il paese, aggrappate a questo piccolo colle, disegnano un luogo magico, dove una storia millenaria, ha viaggiato per secoli fino ad arrivare a raccontare la sua storia nel nostro tempo. Dal piccolo monte, la vista spazia anch'essa sul Gruppo montuoso del Monte Generoso, sulle colline moreniche del comasco, fino a tuffarsi nella Pianura Padana.

Tremona, è un piacevole borgo che vanta una storia che torna indietro fino al neolitico. Da visitare, la Chiesa di S. Maria Assunta, costruita dopo la metà del 1500,  e la Chiesa di S. Agata realizzata intorno al 1493.

Besazio, è un'altro minuscolo borgo che sì visita durante questa traversata, la sua storia va indietro fino all'epoca romana, qui sorge la piccola Chiesa di S. Antonio, menzionata già nel 1500, ma che probabilmente, sorge su mura molto più antiche.

Dalla chiesa, sì apre una piacevole vista che spazia sul mendrisiotto, facilmente riconoscibile la Dorsale Insubrica, facile da osservare, il piccolo Monte Montorfano 554 mt.



Un'altra località che merita interesse, è la Chiesa di San Pietro, chiesa del 1200, che sorge anch'essa su mura molto più antiche. Lasciata la località San Pietro, sì procede attraversando i vigneti di Montalbano,


un piccolo altopiano, con vigne e pascoli, precede l'ultima salita, ovvero quella che porta in cima al Monte Astorio 476 mt. Il bosco, in prevalenza di castagno, impedisce di avere una vista verso sud; a parte questo, è possibile trovare un luogo dove riposare.

Dopo essere scesi dal Monte Astorio, lungo il sentiero dei Cippi di Confine, sì arriva sulla strada cantonale; un breve tratto su strada asfaltata, consente di attraversare la dogana per restrare in Italia, qui, prima di raggiungere il posto tappa, sì visita il minuscolo borgo di Gaggiolo, davvero poche case per una località conosciuta principalmente per la sua collocazione sul confine e per la dogana, dove transitano, lavoratori, merci e turisti.

Piacevole traversata, ricca di storia ma anche di panorami eccezionali, un susseguirsi di paesi e antiche chiese, con lo sguardo verso la Dorsale Insubrica, quella che consentirà di raggiungere il quarto grande lago e una città meravigliosa come Como.

CURIOSITA' 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 700 in salita e oltre 500 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Cà del Monte Serpiano, Meride, Tremona e Gaggiolo.

COME ARRIVARE: In treno da Varese.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Gonzaga, tel: 0332/417012.

 

Sesta tappa: Da Gaggiolo a Como.

Da Gaggiolo 384 mt, sì oltrepassa il confine, svoltando subito dopo a destra, percorrendo un’ampia strada sterrata, che dopo qualche minuto di cammino, e dopo aver passato la linea ferroviaria Gaggiolo Stabio, sì va ad immettere in una strada asfaltata. Sì segue la strada asfaltata fino ad una curva, qui sì nota un sentiero sulla destra, dopo averlo imboccato, da li a breve, s’intercetta il sentiero che arriva da Montalbano, così sempre mantenendo l’indicazione di destra, si raggiunge il sentiero che conduce alla località Santa Margherita 352 mt. Dalla località Santa Margherita, sì passa nuovamente il confine, rientrando in Italia, trovando subito dopo il Sentiero Confinale. Percorrendolo, si raggiunge la periferia di Bizzarone, seguendo le indicazioni a sinistra, sì affronta il sentiero che attraversa le pendici del Colle S. Ambrogio 528 mt. Dopo aver passato la Chiesa dell’Assunta, sì rientra nel paese di Bizzarone, quindi svoltando a sinistra, sì scende arrivando alla SS 23, a pochi passi dalla dogana. Prestando attenzione al traffico, sì attraversa la statale, riprendendo il sentiero in direzione di Uggiate Trevano. Dopo aver superato il Santuario di Somazzo, sì scende lungo la strada asfaltata per qualche centinaio di metri, appena trovate le indicazioni, sì svolta a sinistra continuando a camminare in direzione di Ronago 362 mt. Usciti dal sentiero, sì prosegue verso destra, e dopo pochi minuti sì arriva al cimitero di Ronago. Svoltando a destra, sì attraversa il paese, fino a ritrovare le indicazioni del Sentiero Confinale, che porta a Drezzo 357 mt. Sì scende velocemente nella Valle dei Mulini, arrivando sulla strada che porta al valico di Novazzano. Svoltando a destra, prestando attenzione alle auto, sì segue la provinciale per circa cinquecento metri, svoltando a sinistra, appena ritrovate le indicazioni del Sentiero Confinale, quindi con una decisa salita, sì raggiunge la periferia di Drezzo.

Seguendo le indicazioni per il santuario, svoltando a sinistra per raggiungere il luogo sacro. Dal santuario, per evitare di tornare indietro, sì può seguire un piccolo sentiero non segnato che aggira una proprietà privata, uscendo fuori, poco più avanti su un’ampia strada. Sì svolta a destra, e da li a breve sì raggiunge il sentiero che attraversa il Parco Regionale Spina Verde, lo sì attraversa passando per un breve tratto in territorio svizzero, riprendendo più avanti il Sentiero Confinale che porta alle pendici del sasso Cavallasca 614 mt, raggiungibile con una breve deviazione.

Sempre seguendo le indicazioni, si scende attraverso un facile sentiero e un tratto su strada asfaltata che s’immette in Via Bronno, arrivando così a San Fermo della Battaglia 397 mt. Passando la periferia di San Fermo, sì raggiunge il sentiero n°1, che con decisa salita, porta alla Croce di S. Eutichio 536 mt. Prestando le dovute attenzioni, s’inizia la discesa, percorrendo il ripido sentiero n°3 che in seguito, incrocerà il segnavie n°4, che scende a Como. Dopo essere arrivati alla Chiesa di Sant’Abbondio, attraverso le tante arterie della città, sì entra nel centro storico di Como, arrivando così sulle rive del lago dove termina la tappa n°6.

 

NOTA

Gaggiolo, la piccola Chiesa di san Bernardino da Siena XVI, da il saluto alla sesta tappa di questa lunga traversata, del resto il borgo vero e proprio, è composto da poche case, il resto è sorto tutto in tempi più recenti.



La stessa dogana, è una sorta di barriera simbolica, se sì pensa che il giorno prima sì è transitati per il territorio elvetico senza incontrare barriere.

L’attraversamento della piana di Stabio, con la nebbia del mattino, è un dipinto decisamente bello da vedere, il Colle S. Ambrogio 528 mt fa da sfondo a questo quadro astratto che sì mostra in tutta la sua bellezza.



Santa Margherita, è una località composta dalla piccola Chiesa romanica edificata tra il X e il XII secolo, dal ristoro che prende nome dalla località, e da un maneggio che fa la sua scena. Piacevole, la vista verso Monte Orsa 998 mt.

Bizzarone è un borgo famoso per la sua dogana, ma il centro vero e proprio, rimane fuori dalla baraonda di traffico che entra ed esce dal territorio italiano. Le sue origini sono medievali; da visitare, oltre la chiesa dell’Assunta costruita verso la fine del 1500, vi è la chiesa parrocchiale di Sant’Evasio, edificata nel XIII secolo, probabilmente su mura già esistenti.

La località Somazzo, è un altro importante luogo di culto, infatti, qui sorge la chiesa di San Giuseppe realizzata intorno al XVII secolo, edificata anch’essa sulle mura di un oratorio molto più antico e dedicato a San Cassiano XV secolo.

La Valle dei Mulini, e una piccola pianura circondata da colli che sembrano quasi montagne.



Il piccolo Monte S. Stefano 491 mt, visto dal centro della valle, sembra un colosso, ma dietro, sorgono montagne ben più alte, Monte Bisbino 1325 mt, si eleva maestoso, ricoperto dai suoi fitti boschi che cambiano colore a secondo della stagione.

Drezzo, frazione del comune di Colverde, è un altro importante borgo, qui a breve, sì aprono le porte verso il Parco Spina Verde di Como, il paese vanta una storia che va indietro nel tempo fino a prima dell’anno 1000, da visitare senza ombra di dubbio il Santuario della Madonna di Drezzo luogo sacro di chiara origine romanica, qui sì ha una piacevole vista sulla dorsale che entra nel parco, oltre ad una panoramica che spazia sulla Valle dei Mulini e verso la Pianura Padana.



Durante l’attraversamento del Parco Spina Verde, sì sconfina nuovamente in territorio elvetico, qui cambia totalmente il paesaggio, dopo un lungo tratto dentro fitti boschi, improvvisamente appaiono dei morbidi colli dove viene coltivata la vite, un cambio di ambiente improvviso, inaspettato, mai sì penserebbe a un tale mutamento, ma la dorsale, offre anche questo.

Nel parco è presente anche la Linea Cadorna, con bunker, trincee e postazioni.

La cima del Sasso Cavallasca, offre una magnifica veduta sul Lago di Como e sulla città. Tra le cime che sì possono ammirare, segnalo il Monte Boletto 1236 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt.

San Fermo della Battaglia, è un piccolo borgo di passaggio, abitato fin dall’età del bronzo. Da vedere segnalo il Santuario dei Santi Fermo e Lorenzo costruito alla fine del 1500.

La Croce di S. Eutichio è l’ultimo punto panoramico che precede, l’inizio della discesa verso Como, da qui sì apre una piacevole vista sulla città e sulla sua cattedrale, bella la vista sul Lago di Como.

Vista sulla funicolare che da Como, sale su a Brunate 715 mt, da lontano, sì notano le piccole vetture che salgono o scendono lungo la linea a cremagliera. Facilmente riconoscibile il Faro Voltiano 906 mt, e poco più a destra, spicca il Monte Uccellera 1027 mt.


La chiesa di Sant’Abbondio 
realizzata tra il 1050 e il 1095, precede l’ingresso alla città. Como è una città dal cuore antico, la sua storia torna indietro nel tempo fino alla civiltà di Golasecca, quando sì oltrepassano le mura, sì entra in un altro mondo, un pianeta che sfocia sulle rive dell’omonimo lago. Da vedere, indubbiamente segnalo il Duomo costruito tra il XIV e il XVIII secolo, e il Tempio Voltiano, oltre a tante altre attrattive che questa città offre al turista.



Termina così la sesta tappa, quella che potrebbe sembrare una camminata banale, considerando le modeste quote, ma che alla fine risulterà una vera e propria escursione a buon livello, con un dislivello di tutto rispetto, un sale e scendi che alla fine del percorso sì farà sentire.

CURIOSITA’

La chiesa dedicata a San Giuseppe in località Somazzo, è conosciuta anche come Santuario dei Morti.

 

TEMPI DI’ PERCORRENZA: 7:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 800 mt in salita, e circa 900 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gaggiolo, Santa Margherita, Bizzarone, Valle dei Mulini, Drezzo, Agriturismo Agrifoglio poco sotto il Sasso Cavallasca, San Fermo della Battaglia, Baita Monte Croce e locali a Como.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse. Prestare attenzione ai segnali tra Bizzarone e Drezzo, segnaletica a volte scarsa o sbiadita.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90/91.

COME ARRIVARE: in treno, lungo la linea Varese Mendrisio.

DOVE ALLOGGIARE: Alberghi a Como. 



giovedì 25 settembre 2025

Traversata dei Grandi Laghi, terza e quarta tappa.

Terza tappa: da Ternate a Brinzio.

Dalle rive del Lago di Comabbio, si oltrepassa l’incrocio con la SP n°18, e il passaggio a livello, della linea Milano, Gallarate, Laveno, entrando poco dopo nel comune di Varano Borghi 281 mt. Raggiunto lo stop, sì seguono le indicazioni per il cimitero di Varano. Raggiunto il piazzale, si prosegue a sinistra e subito dopo a destra, camminando lungo Via E. de Nicola. Finita la strada asfaltata, attraverso un sentiero, si scende sulla pista ciclopedonale che costeggia la Palude di Brabbia, quindi svoltando a sinistra sì segue la pista, e dopo aver attraversato la SP n°36, ci s’immette nella ciclovia del Lago di Varese, che sì percorrerà fino al Lido di Gavirate.

Giunti al Lido, si costeggia il lungolago fino ad un locale, qui si gira a sinistra percorrendo una stradina che immette in un’altra via secondaria arrivando poco dopo sulla SP n°1. Ora seguendo le indicazioni per la stazione di Gavirate, si arriva nel centro di Gavirate e poco dopo alla stazione della linea Milano, Varese, Laveno. Dopo aver passato la Chiesa di San Giovanni, si passa sotto il ponte della ferrovia, per seguire, la strada che svolta a sinistra, arrivando poco dopo all’attacco del segnavie che entra nel Parco del Campo dei Fiori.

Seguendo il segnavie n°313, con una decisa salita, sì raggiunge il sentiero N°310 che da Velate porta a Orino. Dal bivio, sì prosegue dritto, per poi mantenere la destra, e in breve sì arriva alla località Caddè 591 mt.

Dopo aver ripreso il sentiero N°310, con un lungo traverso si arriva nell’abitato di Velate 532 mt. Sempre seguendo le indicazioni, con sentiero n°310C, sì raggiunge il piazzale che porta alla funicolare e subito dopo sì raggiunge la località Prima Cappella del Sacro Monte di Varese 575 mt. La traversata continua lungo la via delle cappelle, ma non sì farà l’intera via del santuario, poco prima, sì svolterà a sinistra seguendo una stretta stradina che porta nel borgo di Santa Maria del Monte 883 mt, più precisamente alla stazione a monte della funicolare; proseguendo dritti, sì arriva così al Piazzale Pogliaghi. Con un’ultima salita, si arriva al Passo delle Pizzelle 930 mt, massima elevazione del percorso; ora con segnavie n°304 in decisa discesa, sì arriva finalmente a Brinzio 516 mt, meta della tappa.

 NOTA

La vista sul Lago di Comabbio, da il via alla terza tappa di questa lunga avventura, la dorsale del Monte Pelada che sembra così imponente quando riflette la sua ombra nel lago, regala la sua ultima vista, perchè nella sua piccola quota, non sarà più visibile per tutto il percorso. 

Varano Borghi, sì sfiora. Il centro del paese rimane fuori dall'itinerario, come rimane praticamente invisibile la Palude di Brabbia che sì costeggia lungo la ciclovia che collega il Lago di Comabbio al Lago di Varese. La palude è un'importante riserva naturale, creata 20.000 anni dopo l'ultima glaciazione, oggi è rifugio per numerosi uccelli stanziali e migratori, tra cui il Tarabuso, l'Airone Rosso e il Falco di Palude.

Il Lago di Varesè, è il più grande lago all'interno della provincia, anch'esso di origine glaciale ha una superficie di oltre 14 KM quadrati, ma la sua profondità meno di 30 mt, lo rende un classico lago di palude. Oltre ad essere un'importante luogo di rifugio per tantissimi uccelli, è un'iportante sito archeologico, infatti, all'altezza di Biandronno, sì può prendere il battello che porta all'Isolimo Virginia, dove sorgono i resti di un antico villaggio su palafitte.

Notevole la vista del Massiccio del campo dei Fiori 1227 mt che con la sua ombra sì tuffa letteralmente nel lago, altre cime di notevole bellezza, sono il Sasso del ferro 1062 mt e il Monte Nudo 1235 mt, mentre più a sinistra, svetta la Corona di Ghina del Parco Nazionale della Val grande.

Il Lido di Gavirate, è un luogo dove trascorrere momenti di assoluta tranquillità, affacciarsi sulla riva del lago per godere delle quiete delle sue acque, e qualcosa che lascia davvero senza parole.

Abbandonato il lago, sì entra nel centro di Gavirate, abitato da millenni, è oggi un paese di tutto rispetto. Da visitare oltre al lido, la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni, nel XVIII secolo venne ricostruita sopra un antica cappella votiva. 

La località Caddè, è costituita da un grosso casolare, immerso nel silenzio del parco, offre la possibilità di rifornirsi di acqua, grazie lla sorgente presente tutti l'anno.

Un verde prato precede il casolare, mentre alle spalle, un fitto bosco da rifugio a numerose specie animali. Nel Parco del Campo dei Fiori, è segnalata la presenza del cervo e del capriolo.



Velate è una delle frazioni più alte di Varese, un borgo che vanta una storia che va indietro fino ai romani, che qui avevano il loro insediamento. Di notevole interesse, la Chiesa di Santo Stefano del 1200 e Villa Bianchi Piatti Clerici di origine medievale.

Del Santuario di Santa Maria del Monte, penso di aver già parlato tantissime volte, eppure, ogni volta che percorro la via delle cappelle, provo sempre l'emozione della prima volta, i punti panoramici che spaziano fino a Milano, poi man mano che sì arriva verso la fine del cammino, appare il paese con il suo campanile; poi quando inizi a vivere i suoi vicoli, le sue case e quell'atmosfera di montagna che hanno tutti i borghi in quota, sono un esperienza sempre nuova e mai banale.


Dal Piazzale Pogliaghi, sì apre la panoramica più bella dell'intera traversata, dopo la magia dei due laghi, il tratto di montagna è avaro di vedute, anche l'inizio della via delle cappelle ha comunque una vista limitata, e per avere la vista su cime più importanti, serve una balconata come lo è il Piazzale Pogliaghi. Tra le più riconoscibili, segnalo Monte Martica 1032 mt, Poncione di Ganna 992 mt, Monte Chiusarella 915 mt, Monte Minisfreddo 1042 mt, sono le cime che compongono le Prealpi del varesotto, più in la, sì pssono ammirare cime più alte come Monte Generoso 1701 mt, Sasso Gordona 1410 mt, Grignone 2409 mt, Monte San Primo 1686 mt, Grignetta 2184 mt e Monte Bisbino 1325 mt, questo è il magnifico mosaico di vette che sì possono ammirare dal piazzale, una vista che non può lasciare indifferenti.


Il Valico delle Pizzelle, pur essendo il punto più alto del percorso, rimane purtroppo immerso nel bosco. Per avere un minimo di visuale, serve salire il piccolo Monte Pizzelle 940 mt, qui sì apre una piacevole vista sul Campo dei Fiori. Dal passo, sì può comunque accedere a numerosi sentieri, tutti molto belli, interessanti e avventurosi, il modo migliore per esplorare al meglio questo parco.

Brinzio è la fine del percorso, un magnifico paese immerso tra il verde di montagne selvagge, un ampio respiro in un'atmosfera di quiete assoluta, luogo ideale per camminate ma anche per trascorrere qualche giorno in assoluto relax. Abitato da millenni, ha seguito il corso delle stagioni fino ad arrivare ai giorni nostri. Da vedere, la Chiesa Parrocchiale nominata già alla fine del 1100, il laghetto di Brinzio, piccolo specchio d'acqua, perfettamente incastonato nell'armonia di queste montagne.


Una terza tappa ricca di emozionanti scorci panoramici, un mutare del paesaggio che dalla quiete dei laghi passa alla verticale di una montagna tutta da vedere, un mondo da vivere ad ogni passo.

 

CURIOSITA’

TEMPI DI PERCORRENZA:  7:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero, e per la discesa a Brinzio.

DISLIVELLO: 900 mt circa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Varano Borghi, lungo la ciclopedonale del Lago di Varese, a Gavirate, al piazzale che porta alla funicolare, a Santa Maria del Monte e a Brinzio.

COME ARRIVARE: in treno linea Gallarate Luino.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°90.

SEGNALETICA: cartelli informativi.

DOVE ALLOGGIARE: B&B La locanda del Brinsc tel: 3383903392 o via mail a picciocchicarla@gmail.com.

 

Quarta tappa: da Brinzio a Porto Ceresio.

Da Brinzio 516 mt, sì inizia a seguire il sentiero n°315 che costeggia le pendici del Monte Martica 1032 mt, dopo aver oltrepassato il Passo dei Valicci 661 mt, inizia la discesa che porta a Ganna 460 mt.

Da Ganna, sì attraversa la statale e si prosegue seguendo una strada asfaltata che immette in Via Comolli e successivamente in Via degli Alpini, arrivando al sentiero E/1 che porta a Boarezzo 736 mt. Dopo essere saliti lungo il Sentiero E/1, sì entra nel borgo di Boarezzo, che sì attraversa interamente. Lasciato il paese, sempre lungo il sentieroE/1, si sale ancora raggiungendo il segnavie n°465B, seguendo le indicazioni per Monte Piambello.

Sì prosegue lungo la strada militare evitando il bivio che porta all’ex Villaggio Alpino, quindi dopo vari tornanti, finalmente sì arriva al bivio che porta in cima al Monte Piambello 1125 mt, che sì raggiunge dopo una breve deviazione. Ritornati al bivio, sì inizia a perdere quota seguendo il segnavie n° 465C, quindi dopo alcuni tornanti, sì abbandona il Sentiero E/1 per proseguire lungo il segnavie 465C. Dopo aver oltrepassato Bocchetta dei Frati 925 mt, s’inizia a perdere quota immettendosi nel Sentiero Italia e nel segnavie n° 465, che con un piacevole traverso porta alla Bocchetta dello Stivione 865 mt. Nuovamente in discesa, sì oltrepassa l’Alpe Prà, arrivando così all’Alpe della Croce. Sempre seguendo le indicazioni, sì prosegue lungo una carrozzabile che scende a Cuasso al Monte 532 mt, fino al bivio con il sentiero 2 del Parco delle Cinque Vette. Ora sì lascia temporaneamente il Sentiero Italia svoltando per un sentiero a sinistra che scende fino a raggiungere due punti panoramici, poi sempre seguendo quella segnaletica, è possibile visitare alcune postazioni militari, per poi perdere quota fino a rientrare nel Sentiero Italia o segnavie n°465; da lì con un’ulteriore discesa, sì raggiunge l’abitato di Cuasso al Monte.

Sempre in discesa, sì prosegue lungo la provinciale raggiungendo la frazione Borgnana 471 mt. Ancora in discesa, sempre seguendo i segnavie E/1, Sentiero Confinale e 465, sì arriva a una rotonda, la sì passa, e subito dopo sì gira a sinistra riprendendo il sentiero. Dopo un tratto pianeggiante, sì perde nuovamente quota facendo brevi deviazioni per ammirare dei tratti della Linea Cadorna e per avere ampi panorami che sì affacciano sul lago. Un ultimo tratto in discesa, sempre con i segnavie già citati, consente di arrivare nel borgo di Porto Ceresio 280 mt, dove termina la tappa.

NOTA

Brinzio, è uno di quei paesi di montagna, dove la quiete è la prima cosa che uno cerca.

Circondato da montagne non altissime, rimane comunque una meta accessibile a tutti, un luogo dove assaporare tutte le bellezze che offre, dai vicoli al piccolo laghetto situato poco fuori dal borgo; anni fa, quando nevicava tanto, era anche una località conosciuta per lo sci di fondo, oggi, sostituiti da camminatori e ciclisti, sport diversi ma portano sempre a contatto con la natura, e Brinzio, ha tutte le carte in regola per soddisfare ogni esigenza.

La località Valicci, precede di poco il passo, proprietà privata, è costituita da una alcune baite immerse in un ampio prato dove sì ha una magnifica veduta del Monte San Martino 1087 mt e del Monte Limidario 2188 mt.


Se non fosse per il cartello che ne indica la quota, l’ambiente è tipico della media montagna, quote oltre i 1000 metri, è un peccato che non sia presente un rifugio, qui sarebbe il luogo ideale per una pausa in mezzo al silenzio più totale. Come già anticipato, l’area è privata, tuttavia, è possibile scattare qualche foto che immortali un ricordo così bello.

Ganna, è un borgo collocato tra la torbiera del Pralugano e il Lago di Ganna, posto ai piedi del Monte Mondonico 807 mt e del Monte Val de Corni 993 mt, anche se il monumento naturale per eccellenza, è indiscutibilmente rappresentato dal Poncione di Ganna 992 mt, colosso di origine calcarea che con la sua parete nord, sì tuffa verso il Passo dell’Alpe Tedesco.


 

 

 

 

La sua storia torna indietro fino all’Impero Romano. Da visitare, sicuramente vi è la Badia di Ganna, monumento religioso sorto alla fine del XI secolo. 

 Boarezzo è un piacevole borgo, frazione del comune di Val Ganna, è uno dei paesi più belli della provincia di Varese. I suoi vicoli sono tappezzati da numerosi dipinti, alcuni di notevole valore.


Nei punti panoramici, si ha una meravigliosa vista sul Monte Rosa 4634 mt, tra le altre cime, elenco il Sasso del Ferro 1062 mt e Monte Nudo 1235 mt, Monte Pian Nave 1058 mt e Monte Zeda 2156 mt, situato nel Parco Nazionale della Val Grande. Di notevole interesse, la piccola chiesa dedicata a San Giovanni Battista, le cui fondamenta risalgono al 300 d.c.

Monte Piambello è la massima elevazione del percorso, sulla cima è presente un fortino della Linea Cadorna, gigantesca opera militare della Prima Guerra Mondiale.

Dalla vetta, non sì ha proprio una panoramica a 360°, però, vi sono ben tre balconate che spaziano la vista a ovest, con vista su numerose cime oltre i quattromila metri, tra cui il Dom 4545 mt, e la Weissmies 4023 mt, altre cime minori che posso elencare, vi sono il Mottarone 1491 mt, Corno Bianco 3320 mt, Monte Massone 2161 mt, Pizzo Proman 2098 mt e Monte Sette Termini 972 mt; bella vista verso il Lago Maggiore. La vista verso nord, spazia tutta verso la Svizzera, tra le cime che posso elencare, vi sono indubbiamente il Monte Gradiccioli 1935 mt, Pizzo Vogorno 2442 mt, Pizzo di Claro 2727 mt, Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, Monte Bar 1816 mt, Pizzo di Gino, e l’intera dorsale che colma sul Monte Bregagno 2107 mt.


Guardando verso est, è chiaramente visibile il Monte Disgrazia 3678 mt, mentre nelle immediate vicinanze, sì può ammirare il Lago di Lugano, la città di Lugano e il Monte San Salvatore 912 mt. La vista verso est è più limitata, le uniche cime che riesco ad elencare sono il Monte Generoso 1701 mt e il Monte San Giorgio 1100 mt, oltre alle vette del Monte Prabello 1020 mt, Monte Orsa 998 mt, mentre l’unica vista che sì ha verso sud, guarda tutta sulla cresta che dal Poncione di Ganna porta al Monte Minisfreddo 1042 mt, con vista anche del più piccolo Monte Rho 936 mt.

Il Monte Piambello, oltre alla magnifica veduta che spazia dalla vetta, oltre alle tantissime fortificazioni presenti nel gruppo montuoso, è anche interessante per i tanti alpeggi sparsi nell’area, alcuni in rovina altri ancora in buone condizioni. Alpe Prà, o Alpe della Croce, sono due piacevoli esempi.


Qui sì respira un’antica atmosfera di quando queste montagne erano frequentate dai pastori, dai carbonai, da tutti quei mestieri che creavano l’economia di tempi ormai remoti. Oggi rimangono appunto dei ricordi, piccoli pezzi di storia che sfidano il tempo e le intemperie.

Cuasso al Monte è un piacevole paese che sorge sopra il Lago di Lugano. Anche se il lago è praticamente invisibile, rimane comunque un luogo immerso nel verde, ideale per trascorrere qualche ora fuori dal caos delle grandi città. Da visitare, la Chiesa di S. Ambrogio costruita nel 1578 e la Chiesa dell’Immacolata citata nel 1700, situata alle porte di Borgnana, piccola frazione che precede Cuasso al Monte, e le rovine dell’antico castello.






Altre fortificazioni, della Linea Cadorna, sono visitabili nell’ultimo tratto che scende a Porto Ceresio, serve però effettuare alcune deviazioni, per poi rientrare nel sentiero principale.

Porto Ceresio, è la località di arrivo, qui termina questa incredibile avventura. Abitato già in epoca celtica, oggi è un piacevole paese di lago, o di mare, vista la sua somiglianza con tanti borghi della riviera ligure. L’attrazione più bella è indubbiamente la passeggiata sul lungo lago, qui sì ammira l’armonia delle case che sì affacciano sulle rive del Lago di Lugano. La vista è davvero unica, guarda tutta in territorio elvetico, con vista su altri interessanti borghi come ad esempio Morcote 272 mt o Campione d’Italia 273 mt. Tra le cime che sì possono ammirare dalla riva del lago, segnalo: Sighignola 1314 mt, Cima di Fiorina 1810 mt e il piccolo Monte Arbostora 822 mt.



Quarta tappa di una camminata sensazionale, un paese più bello dell’altro, una montagna più bella dell’altra, tutto un insieme di luoghi che rendono unica questa traversata, con tante cornici e tanti dipinti da sognare ad occhi aperti.

 CURIOSITA’

TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.

DIFFICOLTA’ : (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: 800 mt circa in salita e oltre 1000 in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: Locali a Brinzio, Ganna, Boarezzo, Cuasso al Monte e Porto Ceresio.

COME ARRIVARE: In autobus da Varese.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso. Da Ganna a Boarezzo, segnaletica scarsa, qualche mancanza la sì evidenzia anche nelle varianti tra l’Alpe della Croce e Cuasso al Monte, mentre le deviazioni nell’ultimo tratto che porta a Porto Ceresio, sono senza segnaletica.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Il Canneto, tel: 0332/917633, indirizzo Mail: info@albergoilcanneto.com

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