venerdì 7 gennaio 2022

Anello di Turbigo.

Da Turbigo 145 mt, sì cammina lungo il Naviglio Grande fino a Cascina Padregnana, oltrepassato il ponte sul naviglio, si svolta a destra percorrendo una lunga sterrata che porta a Ponte di Ferro. Dopo aver attraversato la SS 341, sì prosegue su sentiero costeggiando il Fiume Ticino, avvicinandosi al Canale Scaricatore, poiché il primo ponte sospeso è attualmente inagibile, sconsigliando altre soluzioni, propongo come alternativa la strada asfaltata agganciando il Sentiero E1. Dopo aver oltrepassato il Canale Scaricatore, con breve deviazione a sinistra, sì può andare a vedere il Ponte Tibetano. Ritornati sul sentiero E1, sì prosegue in direzione Nosate, arrivando in località Molino del Ponte; ora, svoltando a destra, sì cammina lungo la pista ciclopedonale che costeggia il naviglio fino alla centrale elettrica, raggiungendo poco dopo il centro di Turbigo.








NOTA

Il Parco della Valle del Ticino racchiude all’interno dei suoi confini, molti itinerari che variano dalla piatta pianura a nord della Provincia di Pavia, fino alle colline moreniche della Provincia di Varese. Prati, boschi, sperdute campagne immerse nel più totale silenzio, oppure ruscelli, canali rogge e il grande fiume, che con il suo scorrere lento in alcuni punti e impetuoso in altri, scava la sua valle, regalando fantastici panorami sulle Alpi e a volte sull’Appennino Ligure.

L’itinerario che descrivo, come tanti altri, ne è un piacevole esempio, un percorso semplice da effettuare al mattino per godere dell’alba oppure nel pomeriggio, per chi ama i caldi tramonti invernali.

Sì parte da Turbigo, paese dalle antiche origini, pare che i primi insediamenti risalgono al I secolo a.c., come testimoniano le necropoli rinvenute nel territorio comunale.

Il naviglio che vanta una storia millenaria, suscita sempre un grande fascino, grazie alla sua atmosfera e ai tanti palazzi e alle cascine che sono sorte lungo il suo percorso.

La Centrale termoelettrica di Turbigo ha decisamente una storia più recente, anche se a breve compirà i suoi primi cento anni.




Poco dopo la centrale, s’incontra la Cascina Padregnana costruita nel 1722, il luogo è anch’esso di notevole interesse storico e artistico, grazie anche al caratteristico ponte che consente di passare sull’altra sponda del naviglio.

Il sito di Bosco Nivea, è costituito da un’area di circa 2000 mt quadri, al cui interno sì trova un piccolo laghetto dove trovano dimora uccelli come l’airone cenerino oppure il frosone.

Il Ponte di Turbigo, realizzato nel 1887, rappresenta un perfetto esempio d’ingegneria, un’opera che ha visto innumerevoli piene cui ha saputo tenere testa.

Dopo il ponte di ferro, il percorso sì affaccia finalmente sulle sponde del Fiume Ticino, con spettacolari vedute sul Massiccio del Monte Rosa e sui suoi eterni ghiacciai.

Un altro gioiello di cui sì può ancora ammirare la sua attività e costituito da Molino del Pericolo, antico edificio che risale al basso medioevo, ancora oggi è possibile ammirare la grande ruota di metallo girare grazie alla forza dell’acqua.

Un’altra curiosità di questo percorso, è rappresentato dal Ponte Tibetano, un opera imponente che consente di attraversare il Canale Scaricatore senza particolari problemi, io ho preferito andare a vederlo attraverso la strada asfaltata, poiché il percorso è attualmente interrotto a causa di un ponte attualmente inagibile, quindi per non rischiare è possibile salire sul ponte attraverso l’accesso dal parcheggio del ristoro Selva Viva.


Di notevole interesse paesaggistico è l’arrivo al Molino di Ponte che si affaccia sul Naviglio Grande, qui, salendo sul ponte, sì riesce ad avere una bella veduta sul Monte Massone 2161 mt, oltre alla vista sul canale e su un vecchio mulino posto a sinistra poco prima del ponte. Da lì a breve, seguendo il naviglio, sì raggiunge la periferia di Turbigo passando dalla centrale elettrica, più moderna rispetto a quella termoelettrica.



Quello che ho descritto in queste righe è un percorso breve ma intenso, ricco di storia, di cultura in un ambiente vivo e di rara bellezza, per gli amanti dell’escursionismo a piedi, un piccolo viaggio dentro un parco che merita di essere vissuto in ogni suo angolo.

 

CURIOSITA’

Il Fiume Ticino, nasce in territorio elvetico a quota 2478 mt, per tuffarsi nel Fiume Po all’altezza di Pavia ed è lungo ben 248 km.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Turbigo, Ristorante San Pietro in località Padregnana e Ristoro Selva Viva in Via Tre Salti.

COME ARRIVARE: in auto con SS 341, oppure in treno lungo la Linea Milano Novara delle ferrovie nord.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carte e guide del Parco del Ticino.

SEGNALETICA: Qualche cartello informativo.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Corte del Vino, tel: 32079768 68.

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