domenica 20 febbraio 2022

Da Borgomanero al borgo di Soliva.


Dal cimitero di Vergano Novarese 340 mt circa, sì raggiunge la provinciale, svoltando a destra, e percorrendola per circa duecento metri. Raggiunta Via Casale Canuggioni, sì svolta a destra percorrendola in salita, subito dopo un tratto in piano, sì trova il cartello del segnavie n°798°. Sì prosegue lungo il segnavie, fino ad arrivare all’incrocio con il sentiero n°798; ora, seguendo quest’ultimo, sì oltrepassa il Parco di Chepoli e dopo una leggera discesa, sì riguadagna quota fino a raggiungere l’abitato di Soliva 632 mt.








NOTA

Il Parco del Monte Fenera, ha un'estensione che va più o meno dalle periferie di Maggiora 397 mt, Grignasco 322 mt e Borgosesia 354 mt. Al suo interno, si trovano rilievi che non vanno oltre i 900 mt di quota, basti pensare che la vetta più alta, il Monte Fenera appunto, raggiunge come massima elevazione i 899 mt. Oltre alle cime, e ai tanti sentieri che consentono un’ampia visita del parco, quello che a mio parere da maggior suggestione, sono i tanti piccoli borghi raggiungibili con strette strade asfaltate o con piacevoli sentieri anche di buon livello.

L’itinerario qui proposto, parte da Borgomanero 308 mt, più esattamente dal cimitero di Vergano Novarese, dove sì trova un ampio parcheggio.

L’itinerario sì sviluppa prevalentemente su strada sterrata, e in prevalenza attraverso ampi boschi misti, quindi sarà un itinerario avaro di grandi panorami.

Una delle prime vedute, si ha quando sì passa vicino a un vigneto, che guarda verso la cresta del Monte Croce del Teso 712 mt, oppure, lungo la salita, sì hanno piacevoli vedute del campanile di Castagnola 749 mt, uno dei borghi più alti del parco.








Di notevole interesse, è il Parco Chepoli, situato a 480 mt di quota, qui sì può trovare una vasta area attrezzata e una sorgente, dove ricaricare la borraccia, oltre a numerose stazioni a tema e un percorso didattico per i ragazzi.



Soliva è un borgo che guarda verso la Pianura Padana,  della sua storia, non sì trova praticamente nulla, come non ho trovato ad esempio il nome della chiesa, posso solo dire che è un luogo fuori dal mondo, un angolo di pace a pochi chilometri da un grande centro come Borgomanero, un posto dove il silenzio viene interrotto solo dalle poiane, perché le auto sono rare e il traffico e praticamente inesistente. Come già scritto la visuale spazia sulla pianura, e quindi, nelle giornate terse, l’Appennino Ligure riempie lo sfondo. Sulla sua sinistra, è riconoscibile il Campo dei Fiori di Varese 1227 mt, e più in la, sì riconosce l’inconfondibile sagoma del Monte Generoso 1701 mt, oltre alla vista delle colline moreniche che precedono la piatta pianura.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

DISLIVELLO: oltre 350 mt in salita e circa 70 mt in discesa.

SEGNALETICA: e bandierine rosso bianco rosso, e pochi cartelli informativi .

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97, può essere utile consultare Wikiloc.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.

COME ARRIVARE: in auto da Novara su SP 229, oppure in treno lungo la linea Novara Domodossola.

DOVE ALLOGGIARE: varie strutture ricettive a Borgomanero.

giovedì 3 febbraio 2022

A spasso tra i colli fra Borgomanero e Briga Novarese.

Dal Campo sportivo di S. Cristinetta a Borgomanero 320 mt, seguendo il segnavie bianco rosso, sì cammina lungo l’omonima via fino ad arrivare sulla provinciale. Sì oltrepassa la provinciale per proseguire lungo Via San Michele che si percorrerà fino a passare sotto la SP229-II. Passati sotto il ponte della provinciale, sì svolta a destra, andando avanti per circa 200 mt. Poi, sempre seguendo il segnavie, sì gira a sinistra andando verso Cascina Capricciosa. Raggiunto l’ingresso della cascina, si segue la sterrata a sinistra, e costeggiando la proprietà, sì arriva a un vecchio roccolo. Ora, svoltando a sinistra, si guadagna quota raggiungendo dei vigneti e da lì a breve, il colle dove è collocata la chiesetta di San Michele 406mt.

Dal Colle San Michele, sì prosegue lungo la sterrata che sì vede subito a sinistra, dopo un tratto pianeggiante, s’inizia a scendere di quota, e ignorando tutti i bivi a sinistra, arrivando così a Cascina Spinetta; continuando lungo la strada asfaltata, sì raggiunge l’abitato di Talonno. Poco prima di arrivare alla Trattoria Le Noci, si svolta a sinistra percorrendo Via Bonazzi e arrivando subito dopo in Via Madonnina. Ora ignorando temporaneamente il segnavie, sì percorre Via Madonnina fino alla SP34, la sì oltrepassa imboccando Via Maggiore, con una piccola salita, sì arriva al piazzale della Chiesa di San Germano 386 mt, da dove si gode un piacevole panorama.

Dopo essere ritornati in Via Madonnina, sì recupera il segnavie, sì rientra nel bosco, e poco dopo si raggiunge la Frazione Mescia 390 mt. Dopo aver visitato la frazione, sì riprende il segnavie andando verso la Frazione Sereia, che però non sì andrà a visitare, perché il segnavie, rientra nel bosco, girando dietro il Motto Sereia 442 mt, arrivando a un altro bivio. Qui, sì svolta a sinistra passando davanti ad una cascina, quindi seguendo le indicazioni, sì riprende quota, passando sotto Motto Grande 458 mt, e raggiungendo poco dopo il Motto di Duno 419 mt. Seguendo la sterrata, sì riperde quota fino a raggiungere Via San Tommaso, quindi svoltando a destra, ci si dirige verso Briga Novarese. Raggiunta la piccola chiesa di San Tommaso, sì svolta a destra salendo lungo la strada asfaltata che porta all’accesso di una proprietà privata. Dal cancello, sì prosegue dritto lungo la strada sterrata (percorso senza segnavie), sulla destra, sì nota la cima del Motto Grande, ben visibile in inverno quando le piante sono spoglie. Poco prima di trovarsi parallelamente al Motto Grande, sì svolta a sinistra iniziando a salire di quota, sì evita un bivio a sinistra, camminando lungo il sentiero a destra, quindi dopo aver passato il traliccio, sì rientra nel bosco, per arrivare alla cima del Motto della Croce 460 mt, raggiungibile con una breve deviazione sulla destra.

S’inizia a scendere, si passa vicino ai ruderi di un’antica torre, arrivando poco dopo a un incrocio, qui sì deve mantenere la destra, fino a quando non si esce sulla strada asfaltata.

Svoltando a destra, si sale lungo la strada asfaltata, arrivando al bivio che indica il colle La Madonnina, che sì raggiunge svoltando a sinistra. Dalla cappella, invece di ritornare sulla strada asfaltata, sì percorre un sentierino segnato con delle frecce, questo consente di raggiungere in breve la chiesa di San Grato 435 mt, compiendo un’altra piccola deviazione. Ritornati sul sentierino, con un altro breve traverso, sì arriva finalmente alla Chiesa di San Colombano 448 mt.



 






NOTA

Borgomanero è una città che sorge a nord di Novara, attraversata dal Torrente Agogna, si trova in mezzo al piccolo gruppo montuoso che sì collega al Parco del Monte Fenera 899 mt, situato alla sinistra, mentre alla sua destra, sì trovano piccoli rilievi morenici che superano i 400 mt di quota.

Il percorso che descrivo, percorre in un continuo salire e scendere, tre gruppi isolati di colline, vicini ma divisi da piacevoli conche attraversate da ruscelli, che creano un paesaggio molto caratteristico.

Sì parte appunto da Borgomanero, città di antiche origini, la località Santa Cristinetta, prende il nome da una piccola cappella, situata lungo la provinciale.

Il Colle San Michele, dove è situata la piccola chiesa che risale almeno al X secolo, da qui, sì ha una piacevole vista sulle colline che guardano verso Gattico 383 mt. Poco prima di arrivare alla chiesa, una piccola vigna, da la possibilità di avere una magnifica veduta sul Monte Rosa, che all’alba sì tinge del colore che da il nome alla montagna.









Talonno è un piccolo borgo situato nel comune di Invorio, nella sua parte più alta, è situata la Chiesa di San Germano, realizzata nel 1500, offre una bella vista sul borgo e sulle vicine colline, dalla piazza, s’intravede il Monte Rosa apparire dietro gli alberi, come una fortezza che domina il paesaggio.

Molto caratteristica, è la Frazione di Mescia, qui sì trova un’altra piccola chiesa, dedicata a San Defendente, costruita verso la fine del 1800, a seguito di un furioso incendio.

Il Motto di Duno, è una lunga lingua morenica, sulla quale sì posano numerosi massi erratici, antica testimonianza di quando i ghiacciai trasportavano questi enormi massi verso la pianura.








Nell’unico punto panoramico, è ben visibile l’inconfondibile sagoma del Monte Barone 2044 mt.

Il comune di Briga Novarese, è sfiorato dal percorso, quindi il centro sì può visitare solamente con una deviazione. Lungo le periferie, s’incontra la chiesa di San Tommaso risalente all’anno 1000, all’interno sono custoditi dei preziosi affreschi.

Il Motto della Croce, è un grosso panettone dove è stata posta una croce su cui non vi è alcuna scritta, può essere interessante la piccola area attrezzata con tavolo e panche, che da la possibilità di fare una comoda pausa.

La collina dove è collocata la chiesa di San Colombano, ha di fatto, tre punti panoramici. Il primo è quello dove è posto una piccola cappella votiva che domina su Briga Novarese e sulla città di Borgomanero, stesso panorama, ma più limitato, sì ha dall’Oratorio di San Grato, realizzato verso la fine del 1600.

La vera perla, che sì conserva alla fine del percorso, è rappresentata dalla Chiesa di San Colombano costruita verso la fine del 1500 e dedicata al monaco irlandese fondatore dell’abbazia di Bobbio in Provincia di Piacenza. Di notevole interesse, sono le fortificazioni di epoca romana, di cui oggi rimangono la torre e altre mura sparse lungo la collina. Il panorama da qui è fantastico, oltre alla bella vista sul Monte Rosa e altri 4000 che sì possono quasi toccare con un dito, sì ha una piacevole vista sul Mottarone 1491 mt, sul Pizzo Proman 2098 mt e sul Monte Massone 2161 mt, ben visibili sono il Convento di Mesima e dell’antica Torre di Buccione che si affaccia sul Lago d’Orta di cui sì riesce a vedere una minuscola porzione, mentre è ben visibile, la Chiesa di Madonna del Sasso, collocata sopra una vertiginosa parete di roccia. Sul colle, è presente una buona area attrezzata, che da la possibilità di trascorrere dei piacevoli momenti in un luogo ricchissimo di storia e con un panorama di tutto rispetto, quasi come un’altura di alta montagna.



 






CURIOSITA’

Sul Colle San Michele, sono stati rinvenuti alcuni reperti risalenti al I secolo dopo cristo, oltre ad una necropoli oggi andata perduta.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:00 circa per fare tutti i colli, per il ritorno sì può anche abbreviare con segnavie che da San Tommaso, riporta in Via San Michele.

DIFFICOLTA’: (T/E) per qualche tratto su sentiero ripido.

DISLIVELLO: circa 300 in salita e circa 250 in discesa.

SEGNALETICA: e bandierine rosso bianco rosso, e pochi cartelli informativi fino alla chiesa di San Tommaso, da lì in avanti, la segnaletica è praticamente inesistente.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97, può essere utile consultare Wikiloc.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Borgomanero, a Talonno e Briga Novarese.

COME ARRIVARE: in auto da Novara su SP 229, oppure in treno lungo la linea Novara Domodossola.

DOVE ALLOGGIARE: varie strutture ricettive a Borgomanero.

lunedì 17 gennaio 2022

Da santa Giuletta a Pietra dè Giorgi.


Da Santa Giuletta 78 mt, sì percorre Via Martiri della Libertà, quando la via curva a sinistra, s’intraprende una sterrata sulla destra che sale sulle colline. Dopo una breve salita, evitato il primo bivio, sì raggiunge un secondo bivio sulla sinistra che sì seguirà proseguendo la salita lungo la vigna raggiungendo una zona boschiva; anche se sembra che non vi sia il passaggio, man mano che ci sì avvicina sì nota la traccia che porta a una seconda sterrata. Sì entra nel bosco, lo sì attraversa fino a raggiungere la strada asfaltata che arriva da Santa Giuletta.

Sì continua a guadagnare quota lungo la strada asfaltata, quindi dopo aver oltrepassato la località Casa San Giorgio, sì entra nel borgo della frazione Castello 307 mt. Seguendo la via che porta al cimitero, sì può andare a visitare l’esterno della chiesa di Santa Giuletta.

Dalla chiesa, sì prosegue percorrendo Strada del Paradiso che sì trova dietro il cimitero, quindi, dopo aver oltrepassato la catena che vieta il traffico alle auto, con una breve salita sì entra nel borgo. Usciti da Castello, sì seguono le indicazioni per Cascina Isimbarda. Sì percorre la strada asfaltata che porta alla cascina, che appare poco dopo sopra una bella conca; la strada ora è accompagnata da un bel viale di cipressi che seguono la via fino alla cascina. Poco prima di arrivare alla cascina, sì fa una breve deviazione che porta sulla cima del Monte Zavo 346 mt.

Scesi dal Monte Zavo, sì riprende la strada asfaltata raggiungendo Cascina Isimbarda 315 mt, quindi dopo averla oltrepassata, sì raggiunge poco dopo la sommità del Monte Campone 351 mt.

Una piacevole discesa, consente di arrivare alla località cinque strade, quindi, voltando a sinistra sì arriva al bellissimo borgo di Pietra dè Giorgi 311 mt. Sì attraversa tutto il borgo, fino a trovare Via Giuseppe Porri, la sì percorre in salita mantenendo la destra, qui sì arriva a un’altura a circa 340 mt di quota, da dove sì apre una vista panoramica a 360°.

 

 

 






NOTA

La Lombardia, è famosa per le sue alte montagne, che costituiscono un’importante fetta della catena alpina che colma con i 4049 mt del Pizzo Bernina, le sue valli sono conosciute in tutto il mondo e le vette attirano fiumi di alpinisti, escursionisti e turisti.

Tanti però, ignorano o considerano poco attraente, il breve lembo si Appennino che dal versante Ligure, sconfina in territorio lombardo, regalando tantissimi percorsi lungo la fascia collinare e montuosa, alcuni segnalati, altri che sono da costruire in base alla propria fantasia organizzativa, itinerari che aspettano di essere scoperti da chi ama la vera avventura fai da te.

In queste righe, racconto la mia fantastica esperienza in un itinerario già fatto da altri, a cui ho aggiunto un pezzetto che lo rende ancora più interessante dal punto di vista paesaggistico, con panorami unici che lasciano davvero senza parole.

Sì parte da Santa Giuletta, piccolo paese la cui storia nasce già al tempo dei Liguri e dei Galli, e che sì affaccia sulla piatta pianura. Le sue strade e i suoi vicoli, raccontano di un paese che vive una cultura agricola che fonda le sue radici nei vigneti che sì trovano alle sue spalle, e che mi hanno accompagnato per tutto il percorso.

Castello, è situato sopra una collina che sì affaccia sulla Pianura Padana, di notevole interesse storico è la Chiesa di Santa Giuletta, pare edificata nel 1200.


La Salita al Monte Zavo è obbligatoria, non sì può rinunciare alla piacevole vista del borgo di Castello e sulle Alpi Cozie e Graie.

 

 




La Cascina Isimbarda è composta da alcuni casolari che racchiudono un’importante azienda agricola.

Il Monte Campone, è una piccola altura da dove sì ha una splendida vista su Pietra dè Giorgi e sulla piccola cittadina di Broni 88 mt, oltre alla parte centrale della Pianura Padana, fino ai rilievi alpini delle Alpi Orobie.

Il borgo di Pietra dè Giorgi comune che vanta una storia che arriva dal Medioevo, sorge anch’esso su di una collina, il castello che vanta una storia millenaria s’impone nella piazza del municipio.

Le ultime righe le dedico all’altura che sì trova dietro Pietra dè Giorgi, da qui, sì apre una vista a 360°, nelle giornate limpide, guardando verso sud, sì ha una bella veduta sul Monte Lesima che con i suoi 1724 mt, rappresenta la maggiore elevazione dell’Appennino Lombardo, anche i Monte Chiappo 1700 mt è facilmente riconoscibile, come è riconoscibile, l’inconfondibile altura dove sì colloca uno degli edifici più maestosi dell’Oltrepò Pavese, sto parlando del Castello di Montalto Pavese 380 mt, ben visibile in molti punti del percorso.

Tra le altre vette che sì possono ammirare, giusto per fare una bella panoramica, elenco tante delle cime che ho elencato nei miei itinerari su Alpi e Prealpi, dalla Provincia di Vercelli, fino alla Provincia di Verona, e sono: Monte Rosa 4633 mt, Monte Leone 3553 mt, Monte Limidario 2168 mt, Monte Generoso 1701 mt, Pizzo di Gino 2245 mt, Grigna Settentrionale 2409 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Pizzo della Presolana 2521 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Pizzo Bernina 4049 mt, Monte Adamello 3554 mt, Monte Pizzocolo 1581 mt in provincia di Brescia e chiudo con l’inconfondibile cresta del Monte Baldo 2218 mt, e mi fermo qui, perché pur non essendo sicuro, potrei azzardare la vista fino ai 4274 mt del Finsteraarhorn delle Alpi Bernesi. Molto piacevole, è la vista sul Borgo di Cigognola 309 mt, oltre alla bella vista sulla Pianura Padana; potrei dire senza esagerare, che manca la vista sul mare per completare il panorama, ma questo lo sì può solo immaginare con la mente, per il resto, consiglio di venire a vedere queste favolose colline e godere minuto per minuto tutto quello che offre l’Oltrepò Pavese.


 





CURIOSITA’

Nel comune di santa Giuletta, sì venera San Colombano, missionario evangelizzatore di origini irlandesi, che ha fondato l’ordine dei monaci con numerosi monasteri sparsi nel territorio italiano.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T) prestare attenzione lungo l’attraversamento delle vigne, il fango può rendere insidiosa la discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Santa Giuletta, Castello e Pietra dè Giorgi.

DISLIVELLO: poco più di 300 mt.

SEGNALETICA: inesistente, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 35 fino a Casteggio, poi SS 10 Padana Inferiore fino a Santa Giuletta.

CARTOGRAFIA E GUIDE: può essere utile consultare le mappe della Guida Michelin e di Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Gli Acini, tel: 0385/284171.

venerdì 7 gennaio 2022

Anello di Turbigo.

Da Turbigo 145 mt, sì cammina lungo il Naviglio Grande fino a Cascina Padregnana, oltrepassato il ponte sul naviglio, si svolta a destra percorrendo una lunga sterrata che porta a Ponte di Ferro. Dopo aver attraversato la SS 341, sì prosegue su sentiero costeggiando il Fiume Ticino, avvicinandosi al Canale Scaricatore, poiché il primo ponte sospeso è attualmente inagibile, sconsigliando altre soluzioni, propongo come alternativa la strada asfaltata agganciando il Sentiero E1. Dopo aver oltrepassato il Canale Scaricatore, con breve deviazione a sinistra, sì può andare a vedere il Ponte Tibetano. Ritornati sul sentiero E1, sì prosegue in direzione Nosate, arrivando in località Molino del Ponte; ora, svoltando a destra, sì cammina lungo la pista ciclopedonale che costeggia il naviglio fino alla centrale elettrica, raggiungendo poco dopo il centro di Turbigo.








NOTA

Il Parco della Valle del Ticino racchiude all’interno dei suoi confini, molti itinerari che variano dalla piatta pianura a nord della Provincia di Pavia, fino alle colline moreniche della Provincia di Varese. Prati, boschi, sperdute campagne immerse nel più totale silenzio, oppure ruscelli, canali rogge e il grande fiume, che con il suo scorrere lento in alcuni punti e impetuoso in altri, scava la sua valle, regalando fantastici panorami sulle Alpi e a volte sull’Appennino Ligure.

L’itinerario che descrivo, come tanti altri, ne è un piacevole esempio, un percorso semplice da effettuare al mattino per godere dell’alba oppure nel pomeriggio, per chi ama i caldi tramonti invernali.

Sì parte da Turbigo, paese dalle antiche origini, pare che i primi insediamenti risalgono al I secolo a.c., come testimoniano le necropoli rinvenute nel territorio comunale.

Il naviglio che vanta una storia millenaria, suscita sempre un grande fascino, grazie alla sua atmosfera e ai tanti palazzi e alle cascine che sono sorte lungo il suo percorso.

La Centrale termoelettrica di Turbigo ha decisamente una storia più recente, anche se a breve compirà i suoi primi cento anni.




Poco dopo la centrale, s’incontra la Cascina Padregnana costruita nel 1722, il luogo è anch’esso di notevole interesse storico e artistico, grazie anche al caratteristico ponte che consente di passare sull’altra sponda del naviglio.

Il sito di Bosco Nivea, è costituito da un’area di circa 2000 mt quadri, al cui interno sì trova un piccolo laghetto dove trovano dimora uccelli come l’airone cenerino oppure il frosone.

Il Ponte di Turbigo, realizzato nel 1887, rappresenta un perfetto esempio d’ingegneria, un’opera che ha visto innumerevoli piene cui ha saputo tenere testa.

Dopo il ponte di ferro, il percorso sì affaccia finalmente sulle sponde del Fiume Ticino, con spettacolari vedute sul Massiccio del Monte Rosa e sui suoi eterni ghiacciai.

Un altro gioiello di cui sì può ancora ammirare la sua attività e costituito da Molino del Pericolo, antico edificio che risale al basso medioevo, ancora oggi è possibile ammirare la grande ruota di metallo girare grazie alla forza dell’acqua.

Un’altra curiosità di questo percorso, è rappresentato dal Ponte Tibetano, un opera imponente che consente di attraversare il Canale Scaricatore senza particolari problemi, io ho preferito andare a vederlo attraverso la strada asfaltata, poiché il percorso è attualmente interrotto a causa di un ponte attualmente inagibile, quindi per non rischiare è possibile salire sul ponte attraverso l’accesso dal parcheggio del ristoro Selva Viva.


Di notevole interesse paesaggistico è l’arrivo al Molino di Ponte che si affaccia sul Naviglio Grande, qui, salendo sul ponte, sì riesce ad avere una bella veduta sul Monte Massone 2161 mt, oltre alla vista sul canale e su un vecchio mulino posto a sinistra poco prima del ponte. Da lì a breve, seguendo il naviglio, sì raggiunge la periferia di Turbigo passando dalla centrale elettrica, più moderna rispetto a quella termoelettrica.



Quello che ho descritto in queste righe è un percorso breve ma intenso, ricco di storia, di cultura in un ambiente vivo e di rara bellezza, per gli amanti dell’escursionismo a piedi, un piccolo viaggio dentro un parco che merita di essere vissuto in ogni suo angolo.

 

CURIOSITA’

Il Fiume Ticino, nasce in territorio elvetico a quota 2478 mt, per tuffarsi nel Fiume Po all’altezza di Pavia ed è lungo ben 248 km.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Turbigo, Ristorante San Pietro in località Padregnana e Ristoro Selva Viva in Via Tre Salti.

COME ARRIVARE: in auto con SS 341, oppure in treno lungo la Linea Milano Novara delle ferrovie nord.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carte e guide del Parco del Ticino.

SEGNALETICA: Qualche cartello informativo.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Corte del Vino, tel: 32079768 68.

venerdì 15 ottobre 2021

Salita al Corno Orientale.

 Da Canzo 402 mt, sì percorre un tratto di strada asfaltata che porta alla fonte Gajum, fino all’attacco del sentiero. Seguendo il segnavie, sì arriva dopo qualche decina di minuti alla località Gajum 485 mt, quindi, proseguendo su ampia sterrata, sì raggiunge il Rifugio Terz’Alpe 793 mt. Lasciato il rifugio, seguendo le indicazioni, sì guadagna ancora quota raggiungendo La Colma 1000 mt, sì continua su di un ripido sentiero che sale alla Bocchetta di Luera 1209 mt, quindi con una breve deviazione, sì raggiunge la vetta del Corno Orientale 1239 mt.









NOTA

I Corni di Canzo, posso definirli come tre sassoni, adagiati su una dorsale. Tre sassi che rimangono in perfetto equilibrio, incuranti del tempo che passa, e dalle forti intemperie che sferzano queste cime solitarie, perché ognuna di queste vette è un mondo a se, montagne che quando le sali, puoi dire con orgoglio di essere arrivato fino a lì, con la fatica, l’impegno e la concentrazione, che queste montagne meritano.

Tra i tanti percorsi che sì possono fare, ne propongo uno che sì può definire classico, e che porta alla scoperta del più piccolo dei corni, in altre parole quello orientale. Piccolo, ma non per questo, meno impegnativo, poiché l’ultimo tratto di sentiero, richiede un buon allenamento.

Sì parte da Canzo, piccola cittadina che sorge a pochi passi dal Fiume Lambro e che vanta una lunghissima storia, che scivola in dietro nel tempo fino ai celti.

Gajum, è una località rinomata per la sua acqua, qualcuno ricorderà sicuramente le bottiglie d’acqua con impresso il marchio Fonte Gajum.

Il percorso che sale alle tre alpi, sì sviluppa su facile sterrata, e ognuno di esse presenta una caratteristica particolare. Prim’Alpe, è composta da una piccola corte, se così posso definirla, qui sorge un centro di educazione ambientale gestito da Legambiente. Seconda Alpe, è costituita da un corposo gruppo di case ridotte ormai a interessanti rovine, un percorso didattico, ne consente una visita accurata. Terz’Alpe, è un grande casolare che ricorda molto un piccolo castello, oggi è un punto d’appoggio importante per escursionisti o semplici famiglie, qui sì può trovare una buona cucina o un semplice bar.



La Colma, divide il gruppo dolomitico dei Corni di Canzo, dal gruppo del Monte Rai 1259 mt, con cime più morbide e meno impegnative, e consente di scendere nel versante di Valmadrera, da dove partono numerosi sentieri, anche impegnativi, che salgono su queste montagne.

La vista dal Corno Orientale, è davvero sensazionale, la prima immagine che colpisce nell’immediato, è la grossa mole del Corno Centrale 1308 mt, che crea uno scenario dolomitico davvero suggestivo, a destra, sì può notare il Rifugio SEV, ottimo punto d’appoggio per escursionisti o semplici turisti, bella panoramica sul ramo di Lecco del Lago di Como, facilmente riconoscibili, i borghi di Abbadia Lariana 209 mt e di Mandello del Lario 214 mt.



Bella la vista del Monte Moregallo 1276 mt, alle sue spalle, a sinistra svetta il gruppo delle Grigne, mentre al centro, sono riconoscibili il Monte Coltignone 1473 mt e Resegone di Lecco 1875 mt, mentre in basso adagiata su di una conca, la città di Lecco, sì propone nel leggendario scenario dei Promessi Sposi.

 

CURIOSITA’

Volendo fare qualcosa di più suggestivo, consiglio di fare visita al Rifugio SEV, il sentiero consente di passare sotto le pareti del Corno Centrale, respirando un ambiente dolomitico di notevole interesse paesaggistico.



TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T fino a Terz’Alpe, dal rifugio in avanti il percorso è da considerarsi E).

DISLIVELLO: circa 850 mt.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91- 105.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Canzo, Albergo Ristorante La Sorgente in località Gajum, e Rifugio Terz’Alpe.

COME ARRIVARE: da Como seguendo le indicazioni per Lecco Bergamo, poi, svoltare a sinistra per Tavernerio, dopo Albavilla seguire per Asso o Canzo.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Albergo ristorante La Sorgente, tel: 031/681119.

venerdì 10 settembre 2021

Da Guardabosone all'Oratorio di San Bernardo.

 Da Guardabosone all’Oratorio di San Bernardo.

Da Guardabosone 479 mt, sì percorre l’ampia sterrata del sentiero n°724 fino alla località Alpe Maddalene 913mt. Dall’alpe, sì prosegue su sentiero, seguendo il segnavie n°725, che raggiunge l’oratorio di San Bernardo 1124 mt.


NOTA

Tutto il comprensorio che riguarda la Val Sesia, dalle basse colline moreniche, fino ai piedi delle grandi vette del Monte Rosa, è seminato di minuscoli borghi e di tantissime chiesette, oratori o semplici cappelle, che sì possono incontrare in luoghi isolati, spesso raggiungibili solo a piedi, come a testimoniare un mondo lontano fatto di credenze popolari, visioni mistiche e l’attaccamento a una religione che sì fonde con le tradizioni popolari di chi abita da secoli queste montagne. L’itinerario qui proposto, porta alla scoperta di un minuscolo frammento di questa tradizione, immergendosi in un mondo che ha radici lontane.

Sì parte da Guardabosone, paese di origine medievale, oggi museo all’aperto, grazie ad un percorso che porta alla scoperta dei suoi vicoli e delle sue case storiche.

Sì percorre il segnavie n°724, che segue una facile sterrata, sfiorando le periferie di Postua 459 mt, piccolo borgo incastrato nella valle del Torrente Strona, che risale all’anno 1400. Giunti al bivio, sì trova la cappella di San Rocco576 mt, con a fianco la campana che possono suonare tutti i frequentatori che seguono queste vie della memoria.

Più avanti, sempre seguendo la sterrata, con una piccola deviazione, si arriva alla Madonna di Loreto 683 mt, realizzata nel XVII secolo, chiesa isolata dalla struttura particolare, qui sì apre una piacevole balconata sulle colline vulcaniche, facilmente riconoscibile Cima La Guardia 785 mt.




L’Alpe Maddalene, è costituita da un grande casolare, da qui sì apre una spettacolare balconata sulla Valle Strona.

L’oratorio di San Bernardo, è adagiato lungo la dorsale che porta al Monte Tovo 1386 mt, realizzato nel 1473, offre un piacevole luogo di sosta, e una bella vista sul Monte Barone 2044 mt, primo duemila che si affaccia sulla Val Sesia, una montagna ricca di storia, con i suoi pendii aspri e selvaggi, la sua particolare forma lo rende riconoscibile anche a distanza di decine di chilometri.






Tutti i requisiti, sono stati ampiamente elencati, non resta che andare a vedere di persona questo itinerario ricco di natura ma anche di storia e cultura.

 

CURIOSITA’

Guardabosone è stato dichiarato: paese- museo vivo.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T) fino all’Alpe Maddalene, (E) nel tratto che porta all’Oratorio, il percorso sì sviluppa su sentiero poco frequentato e in alcuni tratti si riduce a una semplice traccia.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Guardabosone, anche il porticato della Madonna del Loreto, può fornire una protezione in caso di cattivo meteo.

DISLIVELLO: circa 650 mt.

COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia, Ghemme, sì prosegue in direzione di Alagna, fino al ponte sul Torrente Sessera, qui sì svolta a sinistra e si segue la provinciale fino al bivio che sale a Guardabosone.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°97.

SEGNALETICA: qualche cartello informativo e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: B&B La Locanda di Campagna, tel: 015/0998211 oppure 3338191571, indirizzo mail: Locandamercanti@gmail.com.                                                                           
 

lunedì 17 maggio 2021

Salita da Tavernerio al Pizzo dell'Asino.

 Da Tavernerio 460 mt, dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio di fronte alla Chiesa di San Martino, sì prosegue a piedi svoltando a destra, percorrendo un tratto breve di Via Armando Diaz, per poi abbandonarla, per seguire una strada sterrata che sì trova sulla sinistra. Iniziata la salita, si evita il primo bivio proseguendo lungo la stradina a destra. Poco più avanti, s’incontra un altro bivio, qui sì mantiene la sinistra, poco dopo, altro bivio, dove si segue la mulattiera che sì ha di fronte. Ancora pochi passi ed ecco un altro bivio, qui si mantiene la sinistra, iniziando una più decisa salita che costeggia il lato sinistro della Valle di Tavernerio. La strada sterrata, diventa un ampio sentiero, guadagnando quota sì passa nell’altro versante della valle verso i 900 mt di quota.

Raggiunto la costa, sì prosegue fino a trovare l’incrocio con il sentiero che arriva da Solzago 461 mt. Dal bivio, sì segue il sentiero a destra, costeggiando le pendici del Monte Boletto 1236 mt, fino ad arrivare alla Bocchetta di Molina 1116 mt, incrociando la DTL. Evitando la salita al Monte Bolettone 1317 mt, sì prosegue seguendo la Dorsale del Triangolo Lariano, che passa sotto la cima del Monte Bolettone 1317 mt, arrivando alla Bocchetta di Lemna 1115 mt. Sì prosegue sempre lungo la DTL, fino ad arrivare a un bivio, ora con decisa salita, sì raggiunge la vetta del Pizzo dell’Asino 1272 mt.







NOTA

Il Lago di Como è circondato da vari gruppi montuosi, uno di questi, è definito Triangolo Lariano. Uno dei percorsi escursionistici più famosi della zona, è la traversata da Brunate 715 mt a Bellagio 229 mt, però ne esistono di meno conosciuti e senza segnavie, percorsi che creano una vera ragnatela di sentieri che offrono la possibilità di creare tantissimi percorsi e traversate, che risalgono le valli che si affacciano sulla Brianza.

Il percorso che qui descrivo, è certamente poco frequentato, per entrare nella Valle di Tavernerio, serve una buona guida e anche un buon intuito, indispensabile per raggiungere i segnavie sulla parte alta.

Come già evidenziato, sì parte da Tavernerio, piccolo borgo che sorge ai piedi del Monte Boletto, e che vanta una storia millenaria, basti pensare che le prime tracce della presenza umana rinvenute in loco, parlino di una storia che arriva dal Neolitico.

La valle di Tavernerio, si risale praticamente all’interno del fitto bosco, per uscire dalla vegetazione, bisogna raggiungere i 1000 mt di quota.

L’avvicinamento alla Bocchetta di Molina, regala la prima vera balconata che sì apre, dopo la lunga salita attraverso una valle ricca di vegetazione, che lascia davvero poco spazio a un ampio panorama. Guardando verso sud, lo sguardo va verso Milano, chiaramente visibili i grandi grattaceli che compongono il centro della città. Da menzionare, il piccolo Lago di Montorfano, situato a 397 mt di quota, che è anche un’importante riserva naturale. Man mano che sì procede verso la Bocchetta di Molina, non sì può non volgere lo sguardo alla bella dorsale che porta alla cima del Monte Boletto. Dalla bocchetta, il panorama guarda verso il Lago di Como, tra i tanti borghi che sì affacciano sul lago, è facilmente riconoscibile quello di Argegno 210 mt, paese che da l’ingresso all’ampia conca della Val d’Intelvi. Tra le cime che si possono ammirare, elenco sicuramente il Monte Bisbino 1325 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt, oltre alla bella mole del Monte Generoso 1701 mt e all’inconfondibile sagoma del Sasso Gordona 1410 mt. Guardando verso nord nordovest, sì riconoscono facilmente: Monte Tremezzo 1700 mt, Pizzo di Gino 2245 mt e Monte Bar 1816 mt.

 

 



Molto suggestivo, è l’attraversamento della faggeta che ricopre il lato nord del Monte Bolettone, immersa in un silenzio quasi magico, interrotto da vocio degli escursionisti e dai tanti uccellini che svolazzano da un ramo all’altro.

Il Pizzo dell’Asino, sì trova poco prima del Monte Palanzone 1436 mt, per raggiungere la vetta, sì deve affrontare una ripida salita che offre piacevoli panorami sulla dorsale.

Raggiunta la cima, sì apre una spettacolare balconata che spazia a 180° gradi, bella la vista sul Gruppo Montuoso delle Grigne, con le due cime principali che sono: il Grignone 2409 mt e la Grignetta 2184 mt.



Bella vista sul Monte Due Mani 1656 mt, e sull’inconfondibile sagoma del Resegone di Lecco 1875 mt, come non sì può non riconoscere i Corni di Canzo 1373 mt e il Monte Cornizzolo 1240 mt. Guardando verso la pianura, sì possono ammirare una buona parte del Lago di Pusiano 257 mt e una piccola porzione del Lago di Annone 224 mt, mentre più a destra, sì riconosce il gruppo collinare che compone il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone.

 



Una piacevole escursione, con un percorso diverso dai soliti, e che regala molte emozionanti panoramiche lungo tutta l’ascensione.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 1000 mt.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.

COME ARRIVARE: da Como seguendo le indicazioni per Lecco Bergamo, poi, svoltare a sinistra per Tavernerio.

SEGNALETICA: all’inizio nessuna, poi pannelli informativi lungo la dorsale.

DOVE ALLOGGIARE:

martedì 2 marzo 2021

Da Laveno al Sasso del Ferro.

 Da Laveno 200 mt, sì percorre il segnavie AV che sale fino alla località Casere 758 mt; con una breve deviazione, è possibile fare visita al borgo di Vararo 757 mt.

Dalla località Casere, sì abbandona il segnavie AV per seguire un ampio sentiero a destra, che porta alla località Poggio S. Elsa 974 mt punto d'arrivo dell’impianto di risalita proveniente da Laveno. Con un ultimo tratto su sentiero, sì raggiunge la vetta del sasso del Ferro 1062 mt.









NOTA

Laveno è una piccola cittadina che sì affaccia sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Oltre alla bella posizione, e alle tante escursioni in battello che sì possono fare con l’ottima navigazione, Laveno è anche una città ai piedi di un breve gruppo montuoso che sì eleva fin oltre i 1200 mt, e che offre numerose escursioni e traversate anche a buoni livelli. L’itinerario qui descritto, conduce alla scoperta della prima grande cima del gruppo montuoso che si affaccia sulle sponde del lago. Sì parte appunto da Laveno, borgo che ha alle sue spalle una lunga storia, pare che i primi insediamenti, risalgono addirittura al 3000 ac; non sì può rinunciare a una breve passeggiata sul lungo lago, per ammirare lo splendido paesaggio che Laveno offre a turisti ed escursionisti, che immediatamente sono rapiti dalla piacevole vista del Monte Massone 2161 mt che si eleva quasi al centro del lago, mentre più a destra, si eleva l’inconfondibile sagoma del Pizzo Proman 2098 mt.


La salita è di tutto rispetto, vista la pendenza è meglio affrontarla con il giusto allenamento. Man mano che si prosegue, di tanto in tanto, lo sguardo va inevitabilmente alla funivia che sale fino al Poggio S. Elsa.

Raggiunta la località Casere, consiglio di compiere una breve visita al borgo di Vararo, piccolo gioiello incastonato come una gemma preziosa in queste piacevoli montagne, adagiato in una bella conca di origine glaciale. Subito a sinistra, lo sguardo volge all’inconfondibile cresta dei Pizzoni di Laveno, con la prima vetta che vanta ben 1015 mt, mentre alle spalle il Sasso del Ferro s’impone con tutta la sua imponente mole.

La salita al Poggio S. Elsa è piacevole, avvolta nel fascino di un bel bosco di faggio, sale con delicatezza fino ad arrivare all’arrivo della funivia, qui, sì apre una bella balconata sul Lago Maggiore e sulle montagne della Val Grande, inconfondibile la sagoma del Monte Zeda 2156 mt, che sì eleva solitaria nel cielo.









Un ultimo sforzo, serve per affrontare il sentiero che porta in vetta al Sasso del Ferro, durante la salita, non sì può fare a meno di notare che in tempi passati, sul Sasso del Ferro si sciava.



Dalla vetta, il panorama spazia tutto verso sud, con vista, oltre che sul Lago Maggiore e sul Lago di Varese, sulla fascia collinare fino oltre la Pianura Padana, quando inizia a imporsi la dorsale appenninica. Il Massiccio del campo dei Fiori 1227 mt è inconfondibile, lo sì può ammirare alla sinistra, come sì può piacevolmente ammirare una buona parte della Val Cuvia, con vista su Brenta 298 mt e su Cittiglio 267 mt. Non posso aggiungere altro, solo l’invito a salire una bella cima da cui si gode un panorama davvero molto suggestivo.

 

CURIOSITA’

Vararo, riuscì a essere un comune indipendente, fu in seguito annesso al comune di Brenta, di Laveno e infine al comune di Cittiglio, dov’è rimasto fino ai giorni nostri.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: poco più di 850 mt

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Laveno, Casere e Vararo e a Poggio S. Elsa.

COME ARRIVARE: in treno da Milano o da Luino lungo la storica linea ferroviaria, in auto da Milano con A8 fino a Sesto Calende, poi SS 33 e dal ponte sul Ticino, SP 69Fino a Laveno.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine Giallo Verde dell’Anulare Valcuviano e bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Poggio S. Elsa con possibilità di Pernottamento, tel : 0332/610303.

mercoledì 24 febbraio 2021

Chiesa di San Paolo e Monte La Nave.


Da Montegrino Valtravaglia località S. Ambrogio 490 mt, sì percorre il segnavie 3V che sale al Colle della Nave 818 mt. Raggiunto il colle, sì prosegue sempre su segnavie, aggirando il Monte La Nave, arrivando alla Chiesa di San Paolo 831 mt. Dalla chiesa, in pochi minuti si arriva all’Alpe Paci 834 mt, quindi seguendo la strada militare, sì sale fino alla cima del Monte La Nave 988 mt.








NOTA

Tra i tanti gruppi montuosi che sì elevano a nord di Varese, il gruppo montuoso del Sette Termini, rimane ai margini, non dico che non sia conosciuto, però a mio parere, rimane escluso dai grandi circuiti del turismo e dell’escursionismo di massa che sì concentra prevalentemente sulle cime che sì affacciano sui laghi.

L’itinerario qui proposto, porta alla scoperta di questo gruppo montuoso, con un percorso che sì sviluppa in prevalenza su strade militari, in ricordo della famosa Linea Cadorna, che anche in queste montagne, è presente con una serie di opere di notevole interesse.

Sì parte da Montegrino Valtravaglia, all’altezza della Chiesa di S. Ambrogio 490 mt. Una breve visita, consente di ammirare un piacevole panorama su Monte S. Martino 1087 mt, Monte della Colonna 1203 mt e Monte Pian Nave 1085 mt.

Dopo aver percorso un tratto su strada asfaltata, sì entra nel borgo di Bonera 553 mt, piccolo nucleo abitato per cui consiglio una breve visita. Lasciato il borgo, un ampio prato, consente una piacevole veduta sulle cime della Val Cuvia, sulle prime vette del Parco Nazionale della Valgrande, con l’inconfondibile sagoma del Monte Zeda 2156 mt. La salita prosegue lungo la strada militare della Linea Cadorna che sale al Monte Sette Termini 972 mt, sì può anche scansare la strada, ma poiché il sentiero è molto ripido, è consigliabile proseguire lungo la strada militare. Colle della Nave è un ampio passo dove in mezzo ad un bel prato sorge un casolare immerso nel silenzio dei boschi di castagno e di faggio.





La Chiesa di San Paolo risalente al XII secolo, da qui sì apre una bella terrazza panoramica che spazia sul Lago di Lugano, Ponte Tresa 275 mt è facilmente individuabile. Bellissima vista sulle Montagne che sovrastano il lago, tra cui: Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Generoso 1701 mt, Monte San Salvatore  912 mt e Monte Boglia 1516 mt.

L’Alpe Paci è composta prevalentemente da una serie di villette, non so se in origine esisteva un vero e proprio alpeggio, ma lungo l’itinerario si possono guardare solo case di recente costruzione o che hanno comunque perso l’aspetto originale. L’ultimo tratto di salita si svolge nuovamente su strada militare, con vista su alcune interessanti costruzioni della Linea Cadorna, anche sulla cima del Monte La Nave.





La vetta è in sostanza immersa nel bosco, un unico balcone, apre la panoramica sul Monte Lema 1620 mt che sì erge quasi immediatamente, e sul Monte Covreto 1593 mt subito a sinistra.

Guardando verso il Lago Maggiore, che si vede in un breve fazzoletto azzurro, sì può ammirare, oltre alla morbida cima del Monte Sette Termini, il più imponente gruppo del Monte Limidario, che con i suoi 2188 mt, rappresenta la cima più alta del Centovalli, un panorama, che ripaga in tutto e per tutto la fatica fatta per raggiungere questo luogo nascosto e misterioso.









CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: poco più di 500 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno, salvo avere un riparo rappresentato da un portico della Chiesa di San Paolo.

COME ARRIVARE: in auto da Luino, percorrendo la SP n°23 che sale a Montegrino.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE:

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