Prima tappa: da Orta ad Arona.
Da Orta San Giulio 294 mt, sì percorre il sentiero che costeggia il lago fino a raggiungere la strada asfaltata che porta alla SS N°229.
Dopo aver attraversato la rotonda, si prosegue lungo la strada che porta ai paesi d’Armeno, Miasino e Ameno, per poi svoltare in Via San Giovanni Bosco seguendo il segnavie che porta alla stazione d’Orta.
Ora, seguendo le indicazioni,
si raggiungono i paesi di Miasino 479 mt e Ameno 517 mt. Da Ameno, sì prosegue
seguendo una sterrata che scende nella bella valle del Torrente Agogna, quindi
dopo aver attraversato la valle e raggiunto l’altra strada che scende da Ameno,
si comincia a salire lungo la strada asfaltata, quindi appena trovato le
indicazioni, sì prosegue raggiungendo la località Sculera 670 mt, per poi
proseguire in direzione dell’Alpe Marandino fino a trovare un primo bivio. Sì
prosegue a destra, seguendo la dorsale arrivando al secondo bivio che incrocia
il segnavie V. Ora, seguendo le indicazioni, sì cammina lungo il sentiero che
porta fino alla Cappella del Vago 690 mt. Sempre seguendo le indicazioni, sì
percorre l’ampia sterrata che porta al sentiero che scende giù a Colazza 542 mt,
con quest’ultimo, sì raggiunge il paese.
Da Colazza, si percorre Via
Risorgimento e Via Don Giulio Gemelli, appena superata
NOTA
La Traversata dei grandi laghi, è un itinerario a tappe ideato da me, attualmente in lavorazione, segue un percorso che cerca di unire il Lago d'Orta al Lago di Garda. Qui sotto, pubblicherò di volta in volta le tappe di questo tour che porta alla scoperta di ambienti totalmente diversi tra loro, ma che regalano una grande emozione, ad ogni passo di questa avventura. Ovviamente, più sì va lontano e più diventa complicato riuscire a costruire la tappa. Recuperare l'auto, tornare a casa, piccoli problemi quotidiani che rischiano di diventare delle barriere gigantesche; però, nulla vieta di provarci.
Sì parte da Orta San Giulio, uno dei borghi più belli d'Italia, paese che vanta una storia millenaria. Numerosi i siti d'interesse storico e religioso, ad esempio, non sì può non effettuare una visita al Sacro Monte, percorso di carattere religioso che raggruppa ben 21 cappelle dedicate a San Francesco d'Assisi. Molto suggestiva, l'Isola di San Giulio, un monumento naturale ricco di storia, una perla al centro del lago.
Nelle vicinanze della stazione ferroviaria, sì incontra Via Vecchia Stazione, qui sì possono ammirare su vari edifici, alcuni dipinti su muro, delle vere opere d'arte che bisogna assolutamente vedere.
Miasino è un piccolo comune che sorge poco sopra Orta San Giulio. Tipico paese di montagna a quote praticamente collinari, che vanta comunque una storia che arriva dal medioevo. Nel suo borgo, i vicoli s'intrecciano tra di loro, portando alla scoperta di questo luogo. Da visitare, la Chiesa di San Rocco, riedificata nel 1627.
Dal piazzale della Chiesa di San Rocco, sì apre una piacevole panoramica sul paese, ma non sì ha la vista sul Lago d'Orta, che in effetti, man mano che sì sale, sparisce praticamente subito, incastonato nel suo letto, è difficile trovare un punto panoramico che regala la vista dall'alto; sicuramente con questo percorso, non è possibile ammirarlo ulteriormente.
Ameno è il secondo paese che s'incontra durante la salita. Ameno vanta una storia ancora più antica, alcuni ritrovamenti, spostano la lancetta dell'orologio indietro all'età del ferro, riconducibile alla cultura di Golasecca. Da vedere, Piazza Marconi con la splendida Chiesa dedicata a San Giovanni.
Anche in questo caso, da Ameno, non sì riesce a vedere il Lago d'Orta, almeno lungo il percorso da me fatto.
Due righe le dedico alla valle del Torrente Agogna, un magnifico mondo che sorge sotto il paese di Ameno.
Cavalli, mucche e capre, un ambiente di montagna davvero affascinante, un luogo completamente fuori dal caos e immerso nella natura. Durante la discesa da Ameno, sì riesce a vedere la cima del Mottarone 1491 mt, mentre nelle giornate terse, al centro della valle la vista riesce ad arrivare a cime come Monte Novesso 1410 mt o Monte Cerano 1702 mt.
La località Tacchino, è un minuscolo borgo abbandonato, un gruppetto di case dove la vita scorreva nel lento vivere di questi luoghi, lasciando oggi pochi ruderi fatiscenti; la visita richiede attenzione a causa appunto delle gravi condizioni in cui versano le case. Poco più sopra, sorge la località Sculera, qui sì trova un oratorio, dedicato a San Grato.
Cappella Vago è situata sopra una sella, qui sì respira un aria più di montagna, anche se non siamo nel punto più alto del percorso, che comunque non va oltre i 700 mt di quota. La località offre un ottimo punto d'appoggio per chi vuole riposare o può essere una piacevole meta per chi ha il piacere di ascoltare il silenzio del bosco. L'area è attrezzata, tavoli panche e una fontana dove riempire la bottiglia dell'acqua, indispensabile per chi prosegue, utile per chi rimane a godere di questo lembo di pace.
Cappella Vago, oltre ad essere un importante punto d'appoggio, è anche un ricco incrocio di altri sentieri, numerose le località che sì possono raggiungere, e numerosi sono i percorsi che sì possono studiare con tappa o meta in questo luogo.
Colazza è il primo paese che consente una magnifica vista sul Lago Maggiore, la sua storia va indietro fino all'Impero Romano. Da visitare la Chiesa Parrocchiale del XVII secolo, e l'Oratorio dedicato a San Bernardo realizzata intorno al 1300.
Un'altro interessante borgo, sì trova lungo la discesa che da Colazza porta a Ghevio, qui in località Fortezza, sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta del 1740.
Altro piacevole borgo è Ghevio, piccolo ma interessante, qui sorge l'Oratorio di S. Anna del 1630.
Montrigiasco, è l'ultimo paese che sì attraversa prima di scendere giù ad Arona, di probabili origini longobarde, è immerso nelle verdi colline, dove sono adagiati interessanti massi erratici; da visitare oltre al borgo è la Chiesa di S. Giusto di epoca romana e rimaneggiata nel corso dei secoli.
Lasciato Montrigiasco, dopo una piacevole discesa, sì raggiunge Cascina Incocco con l'Oratorio dedicato alla Madonna della Neve ristrutturata nel 2009, di cui non ho trovato nulla sulla sua storia.Più sotto, sorge la piccola Chiesa di S. Eufemia, anche qui, non sono riuscito ad avere informazioni.
Arona è la meta di questo viaggio, una cittadina conosciuta per la sua bellezza e per la sua storia, in epoca romana, transitava la Via Severina Augusta. Da visitare, l'intero borgo che offre chiese e palazzi di notevole bellezza, come è di notevole splendore, la passeggiata sul lungo lago, che offre la magnifica vista su Angera e la sua Rocca, una cartolina dal vivo, una foto che è impossibile non scattare ogni volta che sì va a vedere questa incredibile località.
Qui sì trovano numerose strutture ricettive che possono accogliere turisti e escursionisti, tutto quello che serve per un soggiorno che lascia un ricordo meraviglioso.CURIOSITA'
TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E).
DISLIVELLO: 600 mt circa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a
Orta San Giulio, Miasino, Ameno, Colazza, Ghevio, Montrigiasco, Agriturismo
Molino del Sabbione località S. Eufemia, Agriturismo Casalmarzio in località
Regione Cantarana, Ristorante La Cascina in Via Partigiani e locali ad Arona.
COME ARRIVARE: Da
Borgomanero o da Omegna con SS 229.
CARTOGRAFIA O GUIDE:
Carta Kompass N°97 e 90.
SEGNALETICA: Cartelli informativi e
bandierine bianco rosse. Segnaletica scarsa o mancante nell’ultimo tratto.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel
Spagna, Via San Carlo N°8 tel: 0322/243052.
Seconda tappa: da Arona a
Ternate.
Da Arona 212 mt, dopo aver
oltrepassato la linea ferroviaria, si percorre
Dal centro di Sesto Calende,
sì deve oltrepassare nuovamente la linea ferroviaria Milano – Domodossola
passando oltre la chiesa di San Donato. Appena trovata Via Locatelli, sì svolta
a destra, percorrendola fino ad arrivare in Via Piave; ora, svoltando a
sinistra, si cammina lungo la via, passando oltre la sede del CAI di Sesto
arrivando fino in Via San Giorgio. Qui, bisogna svoltare a destra, camminando
fino a trovare Via Oriano Sotto. Proseguendo per quest’ultima, si raggiunge il
sentiero E/1, quindi svoltando a sinistra, si sale velocemente al piccolo borgo
d’Oriano. Dalla chiesa d’Oriano, svoltando a sinistra, si continua a percorrere
il sentiero E/1 salendo sopra una bocchetta, qui sì lascia il sentiero E/1 per
proseguire in direzione di Mercallo dei Sassi 277 mt. Dopo un lungo traverso,
sì svolta a sinistra salendo lungo una sterrata, che più avanti diventerà
sentiero, percorrendo l’intera dorsale fino alla cima del Monte Pelada 472 mt.
Raggiunta la cima, sì prosegue seguendo le indicazioni che scendono a Comabbio
307 m. A causa di una frana avvenuta nel 2023, la segnaletica non è più
aggiornata e in parte mancante. La frana è stata rimossa, e il sentiero è
agibile; rimane comunque l’ordinanza che vieta la salita, ordinanza che però
non vieta la discesa in quanto inesistente. Dopo aver attraversato il paese, sì
prosegue lungo la pista ciclopedonale che porta al Camping Lago di Monate. Dopo
una breve visita, lo sì passa, raggiungendo così
NOTA
Anche se può sembrare una camminata leggera, posso assicurare che questa seconda tappa non è assolutamente da sottovalutare, quote collinari ma comunque lunga, e poi, nel tratto del Parco del Ticino, i sentieri di montagna sì trovano e sono di tutto rispetto.
Dopo aver lasciato Arona, il primo paese che s'incontra è Mercurago, piccola frazione di Arona e che vanta una storia che arriva dal medioevo, da visitare, la Chiesa di San Giorgio XV secolo.
Il Parco Lagoni di Mercurago, diventata area protetta nel 1980, al suo interno racchiude ambienti di montagna a quote collinari, oltre a una ricchissima storia, ne sono un valido esempio le tombe ritrovate all'interno del parco e un villaggio di palafitte che sorgeva nell'area del Lago più grande.
Il lago è rifugio per diversi uccelli che abitano le zone umide, mentre nei boschi, non raro imbattersi nel capriolo che vive all'interno del parco.La località Glisente, è una minuscola frazione di Castelletto sopra Ticino, di notevole interesse storico, è la Chiesa Parrocchiale di S. Ippolito III secolo. Dal piazzale, sì riesce ad avere una piccola visuale sul Lago Maggiore.
Sesto Calende è una cittadina di frontiera, borgo che arriva dall'epoca dei romani, è di fatto un confine, tra il Lago Maggiore che termina la sua area e il Fiume Ticino che riprende il suo corso dal momento in cui sì è tuffato nel lago in territorio svizzero.
Da visitare, oltre la bella passeggiata lungo il Ticino, l'Abbazia di San Donato, realizzata tra il IX e il X secolo, e l'Oratorio di San Vincenzo realizzato nel XI secolo. A circa 200 mt dall'Oratorio di san Vincenzo, sì può ammirare un gigantesco masso erratico nominato come Sass da Preja Buja.Un'altro borgo che s'incontra, e che rimane nel comune di Sesto Calende, è Oriano. Piccolo ma utile punto d'appoggio grazie al suo lavatoio dov'è possibile fare rifornimento d'acqua. Di notevole interesse la piccola Chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate, realizzata tra il XII e il XVII secolo.
Nel borgo sì trova o sì trovava, considerato che sono anni che lo trovo chiuso, un centro parco, più avanti, esisteva un'area dove veniva ospitata la cicogna nera, zona distrutta dopo una violenta tromba d'aria.Dopo Oriano, sì ritorna in mezzo alla natura selvaggia, andando ad affrontare la dorsale che porta in cima al Monte Pelada, massima elevazione del percorso. Durante l'avvicinamento alla dorsale, è possibile ammirare un masso erratico dove sì trovano preziose incisioni rupestri, il masso non è segnalato, sì trova poco prima di raggiungere la bocchetta dei quattro sentieri; durante la salita, sì vedono due massi, quello di sinistra ha le incisioni scolpite sulla pietra.
Lungo il sentiero che porta in cima al Monte Pelada, s'ìncontrano diversi massi erratici, trasportati dai ghiacciai dell'ultima era glaciale.
Dopo la discesa dal Monte Pelada, sì entra nel borgo di Comabbio, piccolo paese che racconta una storia antichissima, andando indietro nel tempo fino alla colonizzazione da parte dei celti. Da visitare, la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giacomo, eretta nel XVI secolo, probabilmente sopra le rovine di una chiesa già esistente. Molto bella l'immagine del Monte Pelada che sì eleva alle spalle del borgo, donando quel tocco magico che hanno tutti i paesi di montagna.
Il Lago di Monate, sì riesce a vedere solo in minima parte, è necessario arrivare all'altezza del camping per avere le uniche vedute sul lago, e visto la stagione, che vede numerosi bagnanti rinfrescarsi nelle sue acque, ho evitato di scattare foto invadenti.
Ternate è l'ultimo paese, qui termina la tappa. Il paese vanta anch'esso una storia vecchissima, prima dei romani. Da vedere, la Chiesa Parrochiale di San Quirico e Giulitta realizzata intorno al XIX, realizzata sopra le rovine di una struttura precedente. Di notevole interesse, anche la piccola Chiesa dedicata a Santa Maria del Sasso XVII secolo.
Ultima perla di questa camminata, è l'arrivo sulle sponde del Lago di Comabbio.
Un meraviglioso parco, con panchine, percorso vita e vari attrezzi, consentono a sportivi e semplici turisti di godere al meglio questa piacevole area; il lago completa questa cornice, con una bella veduta sul Monte Pelada e sulla dorsale. Sembra incredibile pensare che qualche ora prima, sì era immersi nel silenzio di quei piccoli monti, mentre adesso, l'ambiente classico di lago, cambia completamente l'atmosfera. Come non fermarsi ad ammirare il lago, sedersi per guardare la quiete di queste acque, dopo tanto cammino, finalmente il riposo meritato.
CURIOSITA'
Arona è già stata visitata, eppure, per iniziare questa seconda tappa, sì deve attraversare la ferrovia, attraverso la scala dei libri, ovvero, ogni gradino ha impresso il nome di un libro sulla parte esterna del gradino.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.
DISLIVELLO: oltre 400 mt.
PUNTO D’APPOGGIO: Locali a
Arona, Mercurago, poco prima di passare sotto la SS n°32, a Sesto Calende,
Comabbio, Lago di Monate, e a Ternate.
COME ARRIVARE: per
la singola tappa, utilizzare il treno lungo la linea Milano Domodossola, o
lungo la linea Novara Arona.
CARTOGRAFIA O GUIDE:
Carta Kompass n°97 e 90, più carta percorsi ciclopedonali del Parco del Ticino.
SEGNALETICA: cartelli informativi
nel parco Lagoni di Mercurago e nel Parco del Ticino, per il resto, è assente,
quindi seguire le indicazioni.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Lago
di Monate, tel: 0332/960136, info@hotelmontelago.com.
Nessun commento:
Posta un commento