venerdì 21 giugno 2013

Grigliata al campo base

GLI INVOLTINI APPENA PREPARATI
Il primo giugno si è svolta la grigliata, eravamo in 14.
Una bella giornata dopo tanta pioggia.
Il menu: involtini creati da Luigi, carne macinata avvolta dallo speck, in umido con zucchine e sedano. 
La polenta assieme agli involtini, buonissimo!!
Poi non poteva certo mancare un po' di grigliata, abbiamo messo le costate di coppa, eravamo già pieni ma non potevamo rinunciare al dolce che ha portato Laura.
Buona visione

IL NOSTRO ADDETTO AL FUOCO GIORGIO



LUIGI E DOMENICO ALLE PRESE CON LA POLENTA


UN PO' DI CHIACCHERE



TUTTI IN FILA, LUIGI VERSAVA LA POLENTA E ADRIANO GLI INVOLTINI



LUIGI ALLA GRIGLIA




DUE BELLISSIME FOTO DEL TRAMONTO

Spero vi siano piaciute, alla prossima!!

martedì 4 giugno 2013

Salita alla Capanna Meriggetto

Domenica 26 Maggio, il Gruppo escursionistico abete rosso ha fatto la sua 
uscita alla “Capanna Meriggetto”, a quota 1500m, sopra il pittoresco paese di 
Monteviasco in Val Veddasca (zona del Luinese in provincia di Varese).
Lasciata l'auto al parcheggio di Ponte di Piero, dove parte la funivia che 
porta a Monteviasco, veniamo a sapere che quel giorno si festeggia la “ Madonna 
della Serta”, alla quale è dedicato il famoso santuario del paese.
Vediamo salire in funivia i numerosi componenti della banda musicale con i 
loro strumenti.
Noi imbocchiamo la mulattiera che sale per circa 400 mt di dislivello fino al 
paesino.
Veniamo accolti dal profumo di brace e salamelle, da uno stand gastronomico 
che offre un vario menù montanaro, dagli stretti viottoli di pietra con i 
paramenti per la processione.
Dobbiamo lasciare i festeggiamenti per proseguire sul sentiero che sale 
all'Alpe Corte (1386 m) e alla Capanna Meriggetto, per circa 1h e mezzo.
La capanna è posta sotto il sentiero che collega il M.te Lema al M.te Tamaro, 
sul versante italiano, in corrispondenza del passo Agario.
Salendo si gode di un magnifico panorama sul Lago Maggiore.
La capanna è ben gestita dal C.A.I. di Germignaga e lì vi troviamo 3 volontari 
saliti apposta per aprirla e per dare ospitalità a chi vuole sostare.
L'offerta di un buon piatto di pasta con sugo di salsiccia è invitante e viene 
subito accettata.
All'aperto, sui tavoli davanti alla capanna, consumiamo il nostro pranzo al 
sacco, questa volta come antipasto, in attesa della pasta fumante. Davvero 
buona!!!
Questa volta non si sta tanto leggeri, ma per fortuna poi c'è solo la discesa.
Al ritorno ci fermiamo a Monteviasco per mangiare il gelato al latte di capra 
e frutti di bosco.
Una prelibatezza che non a tutti piace. Riprendiamo la mulattiera, che ora ci 
sembra più lunga per le nostre gambe stanche. Arrivati al parcheggio possiamo 
acquistare salumi e formaggi nelle bancarelle degli allevatori della zona.

https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5891585709653038657

Laura e Maurizio


giovedì 16 maggio 2013

UNA RIFLESSIONE SUI PARCHI


Gentili compagni.
Personalmente sono sempre alla ricerca di percorsi nuovi da proporre al gruppo, per arricchire al meglio il nostro annuale calendario gite, questo mi porta spesso a visitare i tanti parchi regionali, sovra comunali o semplici aree protette che si trovano in regione Lombardia.
Nel lodare lo sforzo che si tenta per salvaguardare il nostro ambiente e il suo fragile ecosistema, e tutto quello che riguarda la biodiversità, non posso fare a meno di esprimere alcuni pareri negativi su i tanti parchi che ho potuto visitare.
Il Parco per come lo intento io, deve essere un'istituzione mirata alla tutela dell'ambiente e di tutto quello che lo compone, tipo flora e fauna.
I vincoli paesaggistici, deve essere non solo una priorità, ma una normalità; non può esistere un parco che tuteli l'ambiente e nello stesso tempo è utilizzato per realizzare infrastrutture o edilizia in genere, l'interesse del parco può essere quello di salvaguardare l'attività agricola, avviando progetti compatibili con il fragile ecosistema che s'intende proteggere.
Un esempio chiaro è rappresentato dal Parco Valle del Ticino, da anni minacciato dalla realizzazione della terza pista dell'aereoporto di Malpensa, progetto incompatibile con la politica di un parco che investe soldi per valorizzare un'area ricca di boschi e di storia come lo è l'antica Via Gaggio.
Altri esempi, sono senza dubbio il PLIS Medio Olona e il PLIS Bosco del Rugareto, in questo periodo è attivo il cantiere della Pedelombarda, progetto forse utile; ma incompatibile con due aree che sì intendeva tutelare, oppure il Parco del Monte Netto (BS), luogo interessante, ma che a mio parere non offre nulla a parte bei panorami sulle Prealpi Bresciane e immense distese di vigneti, forse collocare un semplice cartello informativo potrebbe essere gradito a noi visitatori, altro esempio, il PLIS Collina di San Colombano (MI), luogo incantevole e di notevole interesse ma parco inesistente.
Senza eccedere nella polemica, quando io vado a visitare un parco grande o piccolo che sia, mi aspetto di trovare alcuni servizi fondamentali del tipo:

1) Un parco deve avere delle caratteristiche di paesaggio naturale o storico, per la quale valga la pena essere visitato.

2) Un parco deve avere una rete di percorsi ciclo pedonali  dotati di pannelli informativi su tutto quello che può essere interessante sapere, e di una segnaletica efficiente che mi dica dove sono, dove posso andare, quanti chilometri devo percorrere e in quanto tempo.

3) Un parco deve disporre sempre di una carta geografica dove sia descritto al meglio il territorio e dove siano indicati tutti i percorsi ciclo pedonali che si possono fare, oltre che ad importanti informazioni di carattere storico e ambientale.

4) Un parco deve disporre sempre di un centro accoglienza, dove il turista può trovare personale competente in grado di fornire informazioni dettagliate su tutto quello che riguarda il parco.

5) Un parco deve disporre sempre di una sorta di punto d'appoggio, in grado di offrire ospitalità, per chi decida di visitare il parco anche per più giorni, per chi ama le traversate a piedi, in bici o a cavallo, può essere di vitale importanza trovare una buon'accoglienza.

6) Un parco deve avere sempre delle guardie ecologiche che conoscano al meglio il territorio, in grado di vigilare e di intervenire in caso di necessità.
Questi sei punti, credo siano condivisibili per ci appassionati come me, ama visitare luoghi diversi, in grado di regalare paesaggi, storia, profumi e tutte quelle sensazioni che cerchiamo al di fuori del nostro vivere civile.
Cordiali saluti.

Caira Luigi

1 MAGGIO, SASSO GORDONA

Domenica 28 aprile, il gruppo si doveva riunire per la gita sul Monte Bisbino 1325 mt, ma a causa del cattivo tempo, abbiamo rinviato la gita a mercoledì 1 maggio.
Mercoledì primo maggio, a causa della pioggia che quest'anno continua a perseguitarci, abbiamo di cambiare meta, sostituendo il Monte Bisbino con un percorso più breve.
Così ho deciso di portare il gruppo sul Sasso Gordona 1410 mt, bellissima vetta, situata nella parte sinistra della Valle d'Intelvi in provincia di Como.
Noi però, ci siamo diretti nella Valle di Muggio in territorio elvetico. Coscienti delle previsioni, ci siamo lasciati trascinare dalla bella mattina di sole che si è presentata a noi, quindi dopo esserci ritrovati tutti a Lozza, in auto abbiamo varcato il confine per raggiungere il paese di Càbbio 670 mt, situato nella Valle di Muggio.
La salita a piedi è stata piacevole, un'ampia mulattiera prima, e un facile sentiero poi, ci ha condotti al Rifugio Prabello 1200 mt, proprietà del CAI di Monte Olimpino.
Purtroppo l'euforia del mattino soleggiato, ha lasciato subito il posto alle nuvole che con il classico tempo varibile, ci hanno accompagnato con sole e pioggia per tutto il pomeriggio.
A parte questo, la salita al Sasso Gordona è avvenuta, anche se quattro su otto hanno rinunciato per paura del tempo, che effettivamente ha continuato a giocare con noi.
Per me è sempre un piacere ritornare in cima al Sasso Gordona, anche gli altri concordano che da qui si ha un panorama a trecentosessanta gradi, che nelle giornate terse, regala una veduta eccezionale.
Consiglio vivamente di andare a farci un giro.
Dopo la foto alla metà del gruppo, siamo scesi per il classico pranzo al sacco che è stato parzialmente rovinato da un breve rovescio, alcuni di noi sono scappati al rifugio.
Terminato il pasto in qualche modo, abbiamo raggiunto il resto del gruppo al rifugio, così dopo aver preso qulcosa da bere, abbiamo dato inizio alla piacevole discesa che attraverso il Passo Bonello 1142 mt, ci ha ricondotto a Cabbio, il tutto alternato tra pioggia e sole.
Prossimo appuntamento, Monte Tamaro 1961 mt.
Sperando che il sole sia dalla nostra parte, quindi salvo imprevisti l'appuntamento sarà quello, per le altre foto: https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5878548093818807937.
Come dico sempre:

                                                  VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi




giovedì 18 aprile 2013

Pasqua nel gruppo del Resegone

In questa nuova relazione, mi preparo a raccontare un'altra avventura, ma anche questa volta diversa da quella messa sul calendario gite.
Dato l'incertezza del tempo e la mancata disponibilità per il Rifugio Giorgio Pirlo nelle Prealpi Bresciane, si è deciso di dirottare la gita di Pasqua nel gruppo montuoso del Resegone 1875 mt.
Sabato 30 marzo il gruppo si è riunito per la prima due giorni dell'anno. Sotto una fitta pioggia, ci siamo trasferiti in auto a Calolziocorte, paese sulle rive del Lago d'Olginate.
Qui, ci attendeva l'ultimo membro del gruppo che è arrivato dalla provincia di Bergamo.
L'itinerario che avevo in mente, doveva portarci al Rifugio Stoppani 890 mt, in circa quattro ore, purtroppo la pioggia persistente mi ha convinto a trovare una soluzione migliore per poter salvare la giornata.
Così di comune accordo, siamo saliti fino a Somasca , piccolo borgo situato poco sopra l'abitato di Vercurago.
Abbiamo visitato il Santuario di San Girolamo, per poi dirigerci nel più antico complesso del Castello dell'Innominato. Abbiamo avuto piacere nel visitare un luogo così bello, uno di quei gioielli che abbiamo nelle nostre province, ma che spesso non sappiamo di avere.
Come in un labirinto, l'intreccio di mulattiere consente di visitare l'intera area, riscoprendo anche in una giornata da lupi, il piacere del fare i turisti.
Insomma, non bisogna percorrere centinaia di di chilometri per scoprire iluoghi incantati, anche una regione come la Lombardia, per quanto riguarda l'industria del turismo, ha delle potenzialità a mio avviso, spesso sottovalutate.
Terminata la visita, siamo ritornati alle nostre auto per trasferirci a Lecco, dove con un po' di tornanti, abbiamo raggiunto il piazzale della funivia che sale ai Piani d'Erna 1330 mt.
Qui abbiamo mangiato un veloce pasto nel ristoro, giusto per restare al caldo; quindi zaino in spalle e via! Verso il Rifugio Stoppani.
Circa un'ora di cammino, ci ha condotto al rifugio, il breve tragitto ha evitato di arrivare bagnati fino alle ossa; del resto, questa variante è stata pensata proprio per questo motivo.
Il pomeriggio trascorre tranquillo, anche se non era questo quel che ci aspettavamo, ma ci accontentiamo di quel che viene, anche perché la scelta era rimanere tutti a casa...
Qualcuno legge, altri giocano a carte, altri dialogano con altri ospiti o con Nicola il gestore o giocano con Mila, il cane del rifugio, insomma, un pomeriggio tranquillo.
La sera, il tempo inizia a migliorare, così dopo cena, siamo usciti dal rifugio per ammirare il bel panorama sulla città di Lecco immersa nelle sue luci notturne, uno spettacolo che dall'alto merita di essere visto.
La notte trascorre serena, qualcuno ha segato un po' di legna (forse anche io...), ma oggi è una splendida giornata di sole, non possiamo perdere tempo, panorami mozzafiato ci attendono. Già dal rifugio la vista del Monviso 3841 mt, entusiasma tutti noi, quindi quindi facciamo subito un abbondante colazione, lasciamo al rifugio il superfluo, e diamo inizio alla salita al Pizzo d'Erna 1360 mt.
Il sentiero sale su velocemente, le verticali pareti del Resegone, non ci lasciano indifferenti, come non possiamo non ammirare i tanti fiori che a perdita d'occhio, riempiono a tappeto il sottobosco.
Superata quota 1000 mt, lo scenario cambia, il manto nevoso diventa continuo, fino a coprire i prati dei Piani d'Erna; qui sembra pieno inverno...
Raggiungiamo l'anticima del Pizzo d'Erna, davanti a noi troviamo la croce e l'arrivo della via ferrata, qui ci attende una spettacolare balconata.
Una veduta meravigliosa, tutti noi rimaniamo colpiti dall'immenso panorama.
Iniziamo con l'Appennino Tosco Emiliano e Ligure, per poi tuffarci nel bianco delle Alpi, dalle Marittime fino alle Lepontine, insieme alla sempre piacevole veduta delle Prealpi, del gruppo montuoso delle Grigne, alla bella bastionata dolomitica del Resegone di Lecco.
Piacevole veduta anche della catena Orobica, con il Monte Legnone 2609 mt e il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt che si mostrano in tutta la loro bellezza.
Durante la discesa, qualcuno compra le pale per scivolare sulla neve. Alcuni di noi hanno approfittato del lungo pendio, per scivolare con queste pale colorate.
Avremo modo di mostrare il video alla prossima serata di proiezione.
Ritornati al Rifugio Stoppani, abbiamo finalmente consumato parte dei viveri che ci siamo portati dietro, come sempre le bottiglie di vino e i pregiati salumi non sono mancati, così con la pancia piena, abbiamo ringraziato Nicola per l'ottima ospitalità che ci riserva ogni volta, quindi con un caloroso saluto, ci avviamo verso casa.
Prima però, una breve deviazione per Campo dei Boi è quasi d'obbligo, questo per godere fino in fondo della bella giornata di sole, visto che è cambiato anche l'orario e abbiamo un 'ora di luce in più.
Ora, sempre che il tempo sia clemente, il Monte Bisbino 1325 mt, è la nostra prossima meta, inserita nel calendario gite, rinnovo quindi l'appuntamento con il mio solito invito.
Per le altre foto cliccate questo link, alla prossima!! 
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Come dico sempre: 
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 Caira Luigi    


lunedì 4 marzo 2013

Iniziativa "Fai sentire la tua Voce!" BASTA violenza contro le Donne!!!


Aderisco con piacere a questa iniziativa importante, mi unisco ad Alessandra che ha avuto l'idea e all'amica Iole che ha creato il widget che vedete in basso a sinistra nel mio blog.
Non se ne può più di questa crudeltà, lo urlo a gran voce: BASTA VIOLENZA CONTRO LE DONNE!!  

24 febbraio, gita sostitutiva a Cantello


Dovevamo respirare i primi tepori primaverili che di solito regala il mese di febbraio, invece l'inverno ha deciso di mostrare ancora i muscoli con una bella domenica di neve. Rassegnati, domenica 24 febbraio abbiamo rinunciato alla gita su Monte Isola (Lago d'Iseo) per consolarci con una gita nel varesotto, che nonostante la fitta nevicata, ci ha permesso ugualmente di salvare la giornata.
Ci siamo ritrovati nel comune di Lozza in cinque.
Con un breve trasferimento in auto, abbiamo oltrepassato l'IPER di Varese, seguendo poco più avanti le indicazioni per la Motorizzazione Civile.
Alla rotonda, abbiamo svoltato a destra seguendo la strada asfaltata che sbocca sulla SP3 che porta al Valico di Gaggiolo.
Abbiamo lasciato l'auto nell'ultimo parcheggio sulla sinistra, proseguendo a piedi per circa due cento metri lungo la strada asfaltata. Oltrepassando il ponte sul Torrente Bèvera, lasciando subito dopo la strada asfaltata per una carrozzabile, ci siamo addentrati in una valle spettacolare.
La neve cade sempre copiosa, mentre il silenzio ci avvolge in tutto il suo fascino.
Sembra assurdo; ma in mezzo a due grandi arterie stradali, a pochi passi da un importante centro commerciale, riesca a sopravvivere un paradiso così.
Noi tutti ci meravigliamo al pensiero che questa valle, sopravviva ancora oggi alla cementificazione selvaggia, ovviamente ci auguriamo tutti che questo luogo possa rimanere intatto ancora per parecchi decenni.
Il vento, spinge la neve contro di noi; a poco serve ripararsi il capo, i fiocchi arrivano direttamente sul viso e sugli occhi.
In ogni modo raggiungiamo il Laghetto delle Betulle, altro piccolo gioiello incastonato in questa valle.
Proseguiamo, arrivando alla carrozzabile che scende da Velmaio 392 mt, piccolo borgo situato a poca distanza da Arcisate 379 mt. Svoltando a destra, risaliamo velocemente fino alla SP3, che oltrepassiamo grazie ad un sottopasso che troviamo a sinistra dopo circa due cento metri.
Entriamo così a Cantello, più precisamente dov'è situata la chiesa Madonna in Campagna 413 mt. Quindi seguendo la strada che costeggia il cimitero siamo arrivati a Ligurno 434 mt, frazione o quartiere di Cantello, visto la breve distanza dal comune ufficiale.
Ovviamente, dato la fredda giornata, abbiamo ben pensato di non fare il classico pranzo al sacco, così siamo entrati in una paninoteca dove ognuno di noi ha potuto consumare degli ottimi panini e un abbondante tagliere di salumi misti, il tutto accompagnato da una buona birra.
I prezzi sono più che onesti, ci chiediamo sempre perché la stessa cosa costi di più nei vari locali della provincia e oltre, ma questi misteri raramente sono svelati.
Riscaldati e rifocillati, dopo la consueta foto di gruppo, abbiamo ripreso il cammino del ritorno.
La neve cade sempre copiosa, le nostre impronte, sono state ricoperte in meno di due ore, ma il paesaggio ora ricorda più quello delle foreste dell'europa settentrionale, la meraviglia di quest'ambiente selvaggio, ci fa pensare che la giornata, non poteva davvero andare meglio; conoscere tanti percorsi, da sempre la garanzia al nostro gruppo, di poter trovare sempre la giuste soluzione, anche con condizioni meteo non proprio favorevoli. Monte Isola rimane sempre nelle nostre ambizioni, cerchiamo di proporla ogni volta che si prepara il calendario gite per l'anno successivo, dato la bellezza del luogo.
Terminiamo la gita con una calda tazza d'orzo, che ho preparato con cura, poco prima di partire, vista la giornata ci voleva proprio.
La prossima gita, sarà a Pasqua nelle Prealpi Bresciane, con pernottamento al Rifugio Giorgio Pirlo, tempo permettendo ovviamente.
Rinnovando sempre l'invito, ringraziando tutti i membri del gruppo che affrontano le gite anche quando le previsioni sono sfavorevoli, l'avventura quando è fatta con la testa, può essere piacevole anche con il cattivo tempo.
Come dico sempre:



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Caira Luigi

giovedì 21 febbraio 2013

CHE NEVE!!

Se continua così la gita di domenica a Monte Isola salterà per l'ennesima volta, sarebbe un peccato perché è un bel giro e il panorama è da vedere, la neve non sta attaccando però continua a scendere giù. Accipicchia! 

venerdì 8 febbraio 2013

8.02.13 Serata di proiezione

Ciao a tutti, stasera ci sarà la visione delle nostre foto nella sede di Legambiente a Busto Arsizio, chi è nei paraggi può venire a trovarci, l'indirizzo è Via C. Simone 18. 

martedì 5 febbraio 2013

27.01.13 Il Parco del Ticino

Sfidando il freddo invernale, domenica 27 gennaio si è svolta la prima gita ufficiale del 2013.
Ci siamo ritrovati in quattro, alle 8 del mattino sotto un gelo non indifferente; possiamo definirci: i soliti temerari della domenica...
Con un breve tragitto in auto, ci siamo trasferiti nel Comune di Lonate Pozzolo 205 mt, più precisamente all'inizio della Via Gaggio, antica strada comunale che collegava Lonate Pozzolo al Porto d'Oleggio, quando in altre parole, il grande fiume era vissuto come risorsa e via di comunicazione.
Dopo aver indossato gli scarponi, abbiamo dato inizio alla gita camminando su quella che è una strada storica, trasformata oggi in un museo a cielo aperto.
Lungo la via, si trovano reperti di vita contadina e varie testimonianze sulla presenza delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.
Oggi tra l'altro, è la giornata della memoria, quindi la gita, anche se molto marginalmente, può ritenersi a tema; Via Gaggio inoltre, vive costantemente sotto la minaccia della terza pista, essendo confinante con l'aereo porto internazionale di Malpensa, il rischio è reale, noi del gruppo ovviamente ci riteniamo contrari, in quanto, l'importanza di investire nei parchi, rimane a nostro avviso, l'unico investimento sicuro, in grado di creare occupazione, senza dover sempre intaccare il patrimonio boschivo della nostra provincia.
Raggiunto il Centro Parco: La Dogana, ci siamo concessi la prima pausa merenda.
C'è dispiaciuto molto, vedere che l'area dove sono collocati i i tavoli e le panche, è utilizzata come deposito per il vetro. A nostro parere, un contenitore è più indicato; sembra scontato che in un centro parco le più elementari regole che tra l'altro sono imposte a tutti i comuni cittadini, siano rispettate, ma qui evidentemente si fa un'eccezione.
Proseguiamo la gita, scendendo giù in valle, scavalcando il Canale Villoresi raggiungendo così il Canale Industriale.
Ora seguendo la pista ciclo pedonale ci dirigiamo verso l'Ansa di Castelnovate, meta del nostro pellegrinaggio domenicale.
Raggiungiamo una specie di diga, poi attraverso un ponte e alcuni passaggi lungo la chiusa, riusciamo a raggiungere il sentiero che percorre l'intera ansa.
Dopo aver attraversato un fitto bosco che costeggia il Fiume Ticino, entriamo in una bella zona di brughiera, dove spariscono gli alberi d'alto fusto, per lasciare spazio a piante come la ginestra, il timo e altre specie minori, creando un paesaggio simile alle dune di sabbia che s'incontrano lungo la fascia marina della Versilia; il paragone sembra un po' eccessivo, però in alcuni momenti ci può anche stare.
Raggiunta la spiaggia di Castelnovate, ci fermiamo per la nostra pausa pranzo, essendo solo in quattro, ci toccherà bere la razione di vino che spettava ai tanti compagni che per un motivo o per un altro, oggi hanno rinunciato alla gita.
Verso le 14:00, siamo ripartiti per completare il nostro giretto di circa 24/30 km...
Terminiamo l'ansa attraverso un bellissimo bosco dove il carpine e il pino silvestre, creava uno scenario di collina quasi di montagna, realmente piacevole.
Ritrovato il Canale industriale, attraversiamo sotto un breve tunnel il complesso della Centrale Elettrica di Castelnovate; un'opera imponente.
Aggirato l'enorme struttura, abbiamo ritrovato il Cnale Villoresi; ora il gruppo ha intrapreso il lungo serpentone del canale, che con svariate curve, ci ha riportato al Centro Parco La Dogana.
Qui, altra breve pausa, la stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per quelli meno allenati...
Purtroppo abbiamo avuto conferma, che la discarica di vetro, non è imputabile ai soliti turisti maleducati, ma ben sì a chi occupa i locali del centro parco.
So che posso sembrare un po' eccessivo, ma considerando la polvere che c'era su alcune bottiglie, abbiamo dedotto che l'accumulo è iniziato prima o durante il 31 dicembre 2012.
Ripercorriamo Via Gaggio che è già buio, in un'atmosfera molto spettacolare, spezzata dal continuo passaggio d'aerei in fase d'atterraggio; stanchi ma soddisfatti, terminiamo la nostra prima del 2013, ora ci attende a fine febbraio Monte Isola, breve passeggiata ma ricca di paesaggi e panorami unici, speriamo ovviamente in una bella giornata di sole, invitando a partecipare tutti i membri del gruppo e non solo.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5847389712819008321
Come dico sempre:
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Caira Luigi


lunedì 7 gennaio 2013

Un buon inizio

Buon inizio anno a tutti!!
Per cominciare bene metto le prime gite del nuovo anno nella sezione calendario gite, se siete appassionati di trekking potete anche partecipare alle nostre escursioni, buona lettura.

venerdì 21 dicembre 2012

Buone feste

Ultimo post del 2012, Auguri di Buon Natale e un Buon inizio 2013 a tutti i lettori del nostro blog.
Ma non preoccupatevi, il calendario nuovo è già pronto con nuove gite, le metterò presto.
Un abbraccio caloroso a tutto il mondo!!! Ciaooooooooo

giovedì 20 dicembre 2012

Ciaspolata a Cuasso al Monte

In questo mese di dicembre, finalmente la neve ha fatto la sua decisa comparsa, anche se questo avrebbe comportato, il cambiare itinerario.
Domenica 16 dicembre, i soliti temerari, si sono riuniti per la tradizionale ciaspolata di dicembre.
Ovviamente la salita al Rifugio Garzirola è stata sostituita con una gita più tranquilla.
Tenendo presente che a causa delle recenti nevicate, il pericolo valanghe risulta moderato, a nessuno di noi piace rischiare inutilmente, come dice un famoso motto: è meglio vivere per la montagna, che morire per essa…
Così ci siamo diretti a Cuasso al Monte 532 mt dove a quote più modeste, ci siamo goduti ugualmente una bella giornata sulla neve.
Il nostro breve viaggio in auto si è svolto in una grigia nebbia, con qualche timore sulle previsioni, ma appena arrivati a Cuasso, siamo usciti fuori dal mare di nebbia, ammirando il cielo azzurro e il caldo sole di dicembre.
In alcuni tratti le ciaspole potevano essere inutili, ma nei tratti pianeggianti la neve superava i 20 cm; in quei momenti le racchette erano più che giustificate.
Partiamo a piedi da Cuasso con grande entusiasmo, affrontando la bella salita lungo il sentiero E/1 che porta in vetta al Monte Piambello 1125 mt. A parte qualche albero caduto sotto il peso della neve che ci ha costretto a brevi fuoripista nel bosco, la ciaspolata si è svolta senza problemi, raggiungendo per mezzogiorno, un gruppo di baite che si trovano in una bella conca glaciale a circa 700 mt di quota, poco sotto la Bocchetta dello Stivione 865 mt. Qui ci siamo fermati per la classica pausa pranzo. Durante i preparativi, all’amico Giorgio è caduto lo zaino a terra, una sciagura! L’unica bottiglia di rosso presente, è andata in frantumi, così le nostre pietanze, le abbiamo gustate con la fresca acqua mantenuta a temperatura ambiente, che ci ha raffreddato un pò tutti.
Fortunatamente abbiamo rimediato durante il dolce, infatti, il panettone portato da Laura e Maurizio, è stato accompagnato da: una bottiglia d’ottimo moscato dolce, un sorso di grappa al peperoncino e un caldo caffè d’orzo, il tutto trasportato con devozione dal mio grande zaino. A volte qualcuno mi chiede: ma cosa ci metti nello zaino da renderlo così pesante? Appena inizio a svuotarlo, la risposta è immediata…
Rimessi gli zaini in spalla, abbiamo proseguito la nostra ciaspolata lungo la bella strada sterrata che ci ha permesso di oltrepassare la Bocchetta dello Stivione, scendendo giù fino all’Alpe della Croce 758 mt.
Dall’alpe, con una breve deviazione abbiamo raggiunto le fortificazioni della Linea Cadorna sul Monte Derta 794 mt, e poco più avanti: Sasso Paradiso, da dove si può ammirare una splendida balconata sul Lago di Lugano.
In questo caso è stato uno spettacolo ancora più emozionante, grazie al mare di nebbia che avvolgeva tutto il lago, un fenomeno ormai raro, e per questo ancor più spettacolare; all’orizzonte, facilmente riconoscibili: Monte Generoso 1701 mt, Monte Camoghè (o Monte Camoscio) 2228 mt e il Monte Gradiccioli 1935 mt.
Dopo questa piacevole parentesi, abbiamo ripreso la via del ritorno, per concludere la nostra bella giornata sulle nevi del varesotto.
Termina qui il nostro calendario 2012; mi dispiace molto non aver visto i tanti compagni che per un motivo o per l’altro, hanno rinunciato all’ultima gita dell’anno, speriamo di poterci rifare nell’anno che sta per iniziare, del resto il calendario è sempre ricco di belle iniziative.
Auguro a tutti di trascorrere un buon natale e un sereno 2013, fisso l’appuntamento alla gita del 27 gennaio, che si svolgerà nel Parco della Valle del Ticino, con un lungo percorso di ben 6 ore e forse più, in ambienti singolari che meritano la giusta attenzione, sperando ovviamente in una bella giornata di sole.

Come dico sempre:

                            VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Caira Luigi 









lunedì 3 dicembre 2012

Le Rive Rosse

Le Rive Rosse.
Molti del gruppo, aspettavano questa gita, forse perché il nome singolare scatena quel mondo d'immaginazione, che spesso percorre la mente di un'escursionista curioso di visitare terre e luoghi sempre nuovi.
Domenica 25 novembre, il gruppo si è riunito all'uscita di Romagnano Sesia dell'autostrada A26.
Dopo i calorosi saluti, ci siamo diretti in provincia di Biella. Da Romagnano Sesia, abbiamo percorso la SS 142 che da Romagnano appunto, porta fino a Biella.
Appena trovate le indicazioni, abbiamo raggiunto il borgo di S. Giorgio 290 mt. Lasciate le auto, ci siamo incamminati lungo l'itinerario che porta sulla dorsale delle Rive Rosse, percorso che noi abbiamo seguito solo in parte.
L'tinerario è molto piacevole, i tanti boschi, le molte vigne che s'incontrano lungo il cammino, anticipano sempre le graziose frazioni arroccate nel piccolo mondo collinare del biellese.
Superato il borgo di Ferracane 338 mt, abbiamo raggiunto i ruderi della chiesa di S. Fabiano 343 mt,; qui, con una breve deviazione ho portato i miei compagni a vedere un castagno plurisecolare, un vero e proprio monumento storico che la natura ci ha regalato da chissà quanti secoli... L'entusiasmo del gruppo non si è fatto attendere, le tante foto più un bel video, ha immortalato la meraviglia che ognuno di noi ha manifestato nel vedere un albero così anziano, ancora in perfetta salute.
Ripreso il nostro cammino, abbiamo fatto visita ad un altro monumento naturale, un'impressionante quercia secolare, ci ha regalato un'altra bell'emozione, per gente come noi che sappiamo veramente valorizzare l'ambiente, non è pensabile di rimanere insensibili davanti a tanta grandezza.
Abbandonato momentaneamente l'itinerario delle Rive Rosse, abbiamo raggiunto il borgo di Castelletto Villa 351 mt, dove incrociamo il GtB (Grande Traversata del Biellese), qui abbiamo iniziato a respirare un'aria più montuosa; infatti, la bella vista veduta sul Monte S. Emiliano 728 mt e Pietra Groana 699 mt, ci regalano la loro breve imponenza innalzandosi subito dopo le colline, prima di tuffarsi nella valle del Torrente Sessera, dove l'imponente mole del Monte Barone 2044 mt, s'impone prepotente sul panorama che abbiamo di fronte.
Scendiamo lungo il GtB (mancanza di segnaletica) ai piedi della diga Ravasanella, poi su strada asfaltata, ci siamo ricollegati con il segnavie M61, che in breve ci ha condotto all'abitato di Asei 351 mt, ora i due segnavie con una ripida salita, ci fanno finalmente arrivare al Dosso di S. Bernardo 464 mt, meta della camminata di oggi; qui una piccola chiesa isolata e un'area attrezzata, ci consentito di fare la nostra bella pausa pranzo, immersi nel silenzio di questi luoghi, riscaldati dall'ultimo tepore del sole di novembre.
La vista qui è eccezionale; la punta Gnifetti 4554 mt, si affaccia dietro le belle montagne della Val Sessera.
Dopo aver goduto della tradizionale pausa pranzo, ci siamo rimessi in cammino, percorrendo al contrario il nostro itinerario, fino a Castelletto Villa. Qui, sempre percorrendo il GtB attraverso una bella cresta, siamo andati a riprendere l'tinerario delle Rive Rosse; per chi ha sottovalutato la gita, si è reso conto, che non è la quota a rendere interessante un percorso escursionistico, e che i sentieri sono sempre imprevedibili e affascinanti, ovunque noi ci troviamo.
Abbandoniamo il GtB per tuffarci nel mondo delle Rive Rosse, un ambiente particolare, unico su queste colline, immergersi nel rosso delle dune con i morbidi pendii che scendono giù verso valle, un percorso usato anche per gli appassionati di mountain bike estremo, o qualcosa di simile, dove si cimentano con trampolini, nelle più svariate acrobazie.
Dopo aver attraversato questo piccolo mondo, ci rituffiamo nel bosco, ritornando ben presto all'abitato di S. Giorgio.
Terminata anche quest'avventura, siamo nell'attesa della neve che ci permetterà di fare la nostra gita invernale con le ciaspole.
Da qui al 16 dicembre, abbiamo ancora tre settimane, se l'inverno inizia a farsi vedere, potremmo goderci al meglio la salita al Rifugio Garzirola 1974 mt, lungo la Mesolcina meridionale, sempre che non cada così tanta neve da costringerci a cambiare itinerario, in ogni modo sarà sempre un'altra piacevole esperienza in compagnia dei tanti nostri amici.
https://plus.google.com/photos/104292710727843846991/albums/5817758990678234225/5817762414906316802

Come dico sempre:

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Caira Luigi 

giovedì 22 novembre 2012

Panorama rovinato

Gentili compagni, a fine giugno ho fatto una perlustrazione in alta Val Sesia. In pratica da Alagna Valsesia 1191 mt, ho raggiunto la Bocchetta delle Pisse 2396 mt.
Durante la salita, ho visto in funzione, i nuovi impianti di risalita che da Alagna, salgono fino al Passo dei Salati 2936 mt. Cosciente che il turismo vada incoraggiato, credo però, che le strutture che circondano l’Alpe Pianalunga hanno un impatto notevole, con musiche assordanti che tutto hanno a che vedere, tranne che con i Walser, le mucche al pascolo e quel tocco di tradizione che si cerca di salvaguardare.
Ovviamente, questa è una mia personale opinione.
Raggiunta la Bocchetta delle Pisse, mi sono imbattuto in quello che era, il vecchio impianto di risalita che da Alagna, con varie stazioni, saliva fino a Punta Indren 3260 mt.
Davanti a tale abbandono, ho pensato ad alcune logiche domande:
Com’è possibile che davanti ad una delle montagne più belle d’italia, possa esistere un mostro così?
Funziona ancora?
Non essendo più utilizzato, perché non si provvede alla demolizione?
Come mai ci sono sempre i soldi per costruire e mai per demolire?
Anche questa è montagna?
Per chi è abituato ad ambienti incontaminati, trovarsi davanti un edificio fatiscente, con vetri rotti, che spesso è utilizzato come WC d’emergenza, non è quel che si può dire, un bel vedere. In un’epoca dove si parla di tutela dell’ambiente, rispetto per gli ecosistemi, biodiversità ecc; lasciare in vita un edificio simile, non fa onore a noi, che frequentiamo la montagna, ma neppure a chi ha l’incarico di rappresentarci in sede istituzionale, tipo: comune, provincia e regione.
Mi auguro che chi ha il potere decisionale, si attivi al più presto, per demolire quello che è una vera e propria schifezza, abbandonata a se stessa, in un luogo così bello.
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Ringrazio i visitatori del blog per l’attenzione, augurando buone gite a tutti.

Cordiali saluti

Caira Luigi

Rifugio Alpini di Lozzolo

I soliti quattro gatti…
Domenica 11 novembre, nonostante la pioggia, fiduciosi delle previsioni, in quattro per l’appunto abbiamo deciso di affrontare la giornata, così come si presentava e siamo partiti per la nostra camminata.
Ovviamente la gita sulle colline dell’Oltrepò Pavese è stata annullata; così per rimediare ci siamo diretti nella bassa Valsesia, più precisamente a Gattinara 263 mt.
A piedi, siamo giunti in Via Aosta, che ci ha portato sulla bella sterrata che porta a Lozzolo 320 mt. Raggiunto il cimitero di Lozzolo, abbiamo seguito a destra le indicazioni per il Santuario dell’Annunziata.
Dal Santuario è iniziata la più intensa salita che ci ha portato su al Rifugio Alpini di Lozzolo, situato poco prima della Bonda Grande 553 mt, massima elevazione dell’itinerario.
Come sempre ci siamo concessi una bella pausa pranzo, con tante cose buone da mangiare e tanto bere con cui accompagnare le nostre pietanze.
Come finale: un bel sorso di GRAPPA AL PEPERONCINO! Una vera bomba credetemi…
Pasto finito ma umidità troppo fastidiosa, così è giunto il momento di tornare a casa.
Ci siamo incamminati lungo la bella cresta che porta alle rovine di San Lorenzo 536 mt, prima cima che s’innalza sopra Gattinara, che non abbiamo raggiunto, deviando poco prima per un ripido sentiero.
In libera discesa, abbiamo terminato questa bell’avventura raggiungendo l'abitato e quindi la nostra auto.
Giornata quasi sempre grigia; solo in un breve attimo, il cielo ci ha mostrato uno spettacolare mare di nuvole, per il resto, i caldi colori dell’autunno dei castagni, delle querce, delle betulle e delle immense distese di vite, hanno colorato il colore spento del cielo di novembre. Abbiamo incontrato anche una salamandra, volevamo offrirgli il vino avanzato, ma dopo un’attenta riflessione, abbiamo preferito tenerci il vino per la prossima gita.
Ora ci attendono le Rive Rosse, se il tempo sarà clemente, torneremo domenica 25 novembre, sulle colline del Biellese, per gustarci un’altra giornata tra amicizia, sport e ambiente.
Per vedere le foto cliccate questo link in basso, purtroppo ho finito lo spazio che avevo a disposizione, praticamente 1GB.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5813674698917236673
http://www.youtube.com/watch?v=XQkuEcA0miY
Come dico sempre:

                                      VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Caira Luigi

lunedì 8 ottobre 2012

Castagnata 2012

Domenica si è svolta la castagnata, ma questa volta non 
l'abbiamo fatta nel Campo Valle del Boia ma nel campo di Luigi, in mezzo al frutteto ancora giovane e dell'orto, sempre in mezzo alla natura. 
Il tempo è stato gradevole, nessuno si è lamentato, anzi il posto è piaciuto molto, Quindi è stata un successone lo stesso!!
Le mie piccole roselline, con sopra la rugiada, bellissima...



Luigi con due zucchine appena raccolte, finiranno nel risotto, dovete sapere che in cucina è bravissimo!!










Ecco il piatto, che bontà!!









Tutti in fila x la polenta e poi per il pollo che non ho fotografato



Le famose frittelline portate dal Giorgio, buone!! 












E questa è una delle torte che ho fatto, la carta da forno non è proprio bella da vedere ma spero che vi piaccia l'immagine.
Come al solito ringrazio tutti i partecipanti, camminatori e amici della compagnia, è stata una bella giornata. 
Grazie anche a chi ci segue, un salutone!!



























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