lunedì 13 gennaio 2020

Da Sesto Calende al Monte Gagliasco.



Da Sesto Calende 198 mt, sì costeggia il Fiume Ticino fino alla diga di Porto della Torre nel comune di Somma Lombardo.
Poco prima dell’incrocio con la SS n°336 che arriva da Somma Lombardo, sì svolta a sinistra, salendo velocemente lungo una piacevole mulattiera, che introduce nella Brughiera di Vigano. Appena incrociato il bivio, sì svolta a destra seguendo le indicazioni dei sentieri ST e VI. Dopo aver attraversato il bosco, sì incontra una serie di tralicci, bisogna seguire il sentiero, ignorando il bivio del segnavie VI, proseguendo con il sentiero ST, fino ad arrivare sulla SP n°27 che va a Golasecca 280 mt. Sì attraversa la Provinciale, seguendo il segnavie IP sulla sinistra, che si dovrà percorrere fino a raggiungere la strada che da Vergiate porta a Golasecca. La sì oltrepassa, e dopo qualche centinaio di metri, sì svolta a sinistra seguendo una strada sterrata non segnalata, che sì va a collegare al segnavie MO; ora, svoltando a destra, sì sale rapidamente fino alla cima del Monte Gagliasco 350 mt, ignorando il bivio che sì trova poco prima. Dalla cima del Monte Gagliasco, sì scende velocemente, fino a ritrovare il sentiero MO, svoltando a sinistra, si perde quota, arrivando così nell’area degli scavi, dove sì possono ammirare alcune tracce delle antiche popolazioni celtiche presenti in epoca preromana. Dopo aver fatto visita al sito archeologico, sì prosegue la discesa ritornando sulla SP n°27 che da Golasecca porta a Sesto Calende, che sì raggiunge percorrendo la stessa strada percorsa al mattino, fino al centro di Sesto Calende.







NOTA
Il Parco del Ticino, è un parco fluviale che offre numerose escursioni in ambienti totalmente diversi tra di loro, sì passa dalle risaie del pavese, alle colline moreniche del varesotto, in un continuo mutare di paesaggi così diversi tra loro, ma uniti dal grande fiume che scorre lento nella sua valle che scende fino al Po.
L’itinerario che propongo in queste righe, parte da Sesto Calende, borgo già menzionato in epoca romana, situato nella parte dove il Lago Maggiore, torna a chiamarsi Fiume Ticino. La bella passeggiata lungo il fiume, offre spettacolari panorami sulle Alpi, in particolare, sì ha una spettacolare vista sul Monte Rosa 4634 mt che sì eleva dietro la chiesa parrocchiale.
Proseguendo lungo il fiume, sì può ammirare l’opera idraulica della Diga della Miorina, che regola il livello del Lago Maggiore. Sempre costeggiando il Ticino, sì arriva alla più imponente diga di Porto della Torre, utilizzata per la produzione di energia elettrica.
La Brughiera di Vigano, è una sorpresa, un bosco davvero particolare, composto prevalentemente da castagno e pino silvestre, solo i tralicci dell’alta tensione, rompono il cupo del fitto bosco, regalando qualche veduta sul Monte Rosa e più avanti sul Monte Zeda 2156 mt.
Dopo aver attraversato la SP n°27, entrando nel bosco, sì noteranno ben due sottopassi. Quando li ho visti, mi sono domandato: perché sono stati realizzati dei sottopassi, se sopra a parte il bosco non vi è altro?
Dopo un’attenta osservazione, mi sono accorto che quello che reputavo un semplice colle con bosco annesso, in realtà era un tracciato di un’antica via, e dopo aver riflettuto, ho dedotto che quella che sembrava una strada, senza alcun dubbio, era l’antico tracciato dell’Ipposidra, in altre parole, la vecchia ferrovia, dove i cavalli, trainavano le barche da Sesto Calende a Tornavento; tutto questo, capitava a metà del 1800.
La cima del Monte Gagliasco, è rappresentata da una collina che sì sale davvero in pochi minuti, immersa quasi completamente nel bosco, ma grazie alla linea di tralicci, sì può avere una piacevole veduta sulle colline moreniche e sulla valle del Ticino.
La zona archeologica del Monsorino, racconta di antiche popolazioni che abitavano questi luoghi nell’età del ferro, i primi scavi, iniziarono già nel 1800, oggi quello che sì può ammirare, è racchiuso in due zone, dove si trovano delle pietre che componevano l’antico abitato.







CURIOSITA’
Nel sito archeologico del Monsorino, sono state rinvenute ceramiche e altri oggetti in bronzo e ferro, appartenenti alle popolazioni celtiche che abitavano queste colline.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
DISLIVELLO: circa 100 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Sesto Calende
COME ARRIVARE: in auto da Milano o da Domodossola con strada statale del Sempione o A8 /A26. In treno lungo la linea Milano Domodossola.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carte e guide, redatte dal consorzio Parco Valle del Ticino.
SEGNALETICA: cartelli informativi.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel David, tel: 0331/920182.

giovedì 9 gennaio 2020

Anello del Lago di Comabbio.



Da Corgeno 268 mt, sì percorre la pista ciclopedonale che consente di fare il giro completo del Lago di Comabbio.







NOTA
Il Lago di Comabbio 243 mt, è un bacino che sì trova poco a nord del paese di Vergiate 290 mt. Il lago è di origine glaciale, ed è circondato da importanti aree umide come ad esempio la Palude di Brabbia.
L’itinerario qui proposto, ha inizio da Corgeno 263 mt, piccola frazione di Vergiate, e situato a pochi passi dalle rive del lago, l’anello di circa 12 km, e molto interessante dal punto di vista paesaggistico, e tocca i comuni di: Mercallo dei Sassi 277 mt, Comabbio 307 mt, Ternate 281 mt e Varano Borghi 281 mt, da la possibilità di ammirare ampi panorami sulle colline che circondano il bacino; la loro massima elevazione è rappresentata da Monte San Giacomo 433 mt e il Monte Pelada 472 mt.
Tutti i paesi sopra citati, sono posti ai piedi delle colline, procedendo lungo il percorso, sì possono ammirare nella loro bellezza, incastonandosi perfettamente con l’ambiente che circonda il lago, alcuni conservano nel loro territorio preziose tracce d’insediamenti risalenti al IV secolo a.c., inoltre, lungo il percorso sono ben visibili, alcune delle cime più belle del varesotto, come Monte Nudo 1235 mt, Campo dei Fiori 1227 mt, con a fianco il borgo di Santa Maria del Monte 883 mt e per finire il Poncione di Ganna 992 mt. Altre cime che meritano di essere menzionate sono: Monte Zeda 2156 mt, che sorge nel Parco nazionale della Valgrande, Monte Generoso 1701 mt, la più alta vetta che sì affaccia sul Lago di Lugano, Monte Bisbino 1325 mt e Grigna Settentrionale 2409 mt.







CURIOSITA’
A Corgeno, sì trova un’importante società di canottieri che vanta circa trent’anni di gloriosa attività.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00/4:00 ore circa.
DIFFICOLTA’: (T).
DISLIVELLO: inesistente.
PUNTI D’APPOGGIO: locali, principalmente a Corgeno e a Ternate.
COME ARRIVARE: da Milano con SS 33 del Sempione fino a Vergiate, poi SS 394 fino a Corgeno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: cartelli informativi.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Montelago a Ternate, tel:0332/960136.

lunedì 6 gennaio 2020

La Via Francigena, da Mortara a Nicorvo.



Da Mortara 108 mt, seguendo le indicazioni, sì percorre al contrario un tratto della Via Francigena, fino a Nicorvo 115 mt.








NOTA
La Via Francigena, è un’antica via di epoca medievale che utilizzavano i pellegrini provenienti da nord, per raggiungere Roma.
In queste righe, ne propongo un brevissimo tratto, da percorrere al contrario. Per prima cosa, consiglio di visitare il piccolo centro storico di Mortara, in particolare la basilica in stile gotico dedicata a San Lorenzo, eretta tra il 1375 e il 1380. Sì prosegue seguendo le indicazioni che portano fuori dalla cittadina; l’inizio non è  entusiasmante, per entrare nel bello del percorso, bisogna raggiungere il minuscolo borgo di Madonna del Campo, qui una minuscola chiesa del 1100, all’interno vi si trova un dipinto del 1514 eseguito dal pittore Tommasino da Mortara, questa struttura religiosa è  di fatto la seconda realtà dopo Mortara che può  attirare l’attenzione a chi decide di affrontare la camminata qui proposta.
Oltrepassate le case, ecco apparire l’enorme distesa di risaie che nelle giornate terse, regalano panorami unici su Apppennino Ligure con vista fino al Monte Ebro 1700 mt, su ampia porzione dell’arco alpino con vista su: Monviso 3841 mt, Monte Rosa 4634 mt, Monte Zeda 2156 mt (Parco Nazionale Val Grande), Monte Legnone 2609 mt (alto lario), e Pizzo Arera 2512 mt (Alpi Orobie).
Nicorvo è un antico paese che sorge a est del Torrente Agogna, qui sì possono visitare le due principali strutture religiose che sono: la Chiesa di San Terenziano consacrata nel 1620, e il Santuario della Madonna del Patrocinio, innalzata nel 1764.







CURIOSITA’
A Nicorvo, è possibile ammirare una secolare Magnolia.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Mortara e a Nicorvo.
DISLIVELLO: praticamente inesistente.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
COME ARRIVARE: in auto da Alessandria o da Milano con SS n°494. Oppure in treno da: Milano, Novara, Vercelli, Alessandria e Pavia.
CARTOGRAFIA E GUIDE: La Via Francigena. 1000 km a piedi dal Gran Sambernardo a Roma, editore Terre di Mezzo.
DOVE ALLOGGIARE: Albergo San Michele a Mortara, telefono: 0384/99600.

venerdì 3 gennaio 2020

Presentazione

Video di presentazione della traversata che salvo impedimenti si terrà ad agosto 2020. Ho aggiunto il pulsante donazioni, nel caso vogliate contribuire alla realizzazione di questo progetto che ha lo scopo di far incontrare sport e natura, ambiente e cultura. Il ricavato sarà utilizzato per affrontare le spese di organizzazione ed eventualmente per realizzare un volume che racconti l'intera traversata. Vi ringraziamo anticipatamente Luigi e Tamara

https://youtu.be/Y2Tvs-b7_yc

domenica 3 novembre 2019

Salita al Colle di San Zeno



Da Pisogne 187 mt, si raggiunge il piazzale della Chiesa di Santa Maria, sì prosegue lungo Via Pieve fino ad arrivare appunto alla Pieve dedicata a Santa Maria in Silvis. Raggiunto lo svincolo, si segue a destra Via Ronchi, che porta in Val Palot, la sì percorre per qualche minuto, fino a raggiungere l’attacco del sentiero N°201. Svoltando a destra, sì percorre il segnavie raggiungendo i borghi di Pontasio 670 mt e Grignaghe 875 mt, continuando a salire fino alla località Croce Marino 1283 mt. Da Croce Marino, sempre seguendo il segnavie N°201, sì svolta a destra e sì continua a guadagnare quota, fino a raggiungere il Rifugio Medelet 1546 mt. Lasciato il rifugio, sì continua sul sentiero 201, fino a un bivio, a questo punto, sì svolta a sinistra seguendo un segnavie che passa sotto le pendici del Monte Guglielmo 1948 mt, fino ad arrivare alla Cascina Gale 1557 mt. Ora su sterrata, in facile discesa, sì raggiunge il Colle di San Zeno 1434 mt, e subito dopo il Rifugio Piardi 1418 mt.








NOTA
Il Lago d’Iseo sì sviluppa tra due provincie, quella di Bergamo e quella di Brescia, il lago è abbracciato da vari gruppi collinari e montuosi, la cima più alta è rappresentata dal Monte Guglielmo 1948 mt, la sua mole è tale, da essere visibile anche dalla Pianura Padana. L’itinerario qui proposto, non sale in cima, ma da la possibilità di esplorare i versanti nord di questa montagna, con panorami unici che spaziano a ovest, fino al Monte Rosa.
Sì parte da Pisogne, interessante borgo, che vanta una storia millenaria, per i famosi ritrovamenti preistorici della Val Camonica, oltre che avere avuto un ruolo importante già dall’epoca romana.
Oltre al piacevole lungolago, consiglio una visita al piccolo centro storico, per ammirare la Chiesa di Santa Maria del XVIII secolo, e la Torre del Vescovo eretta intorno al 1250.
Dopo aver affrontato la prima dura salita, sì giunge nell’abitato di Pontasio, piccolo borgo dove sorgevano alcune miniere, attive fino agli anni 60, di notevole interesse è la chiesa di San Vittore, che sorge sopra un’antica cappella eretta tra il IX e il X secolo.
Un’altra salita conduce nel borgo di Grignaghe, anch’esso di antiche origini, ancora oggi, mantiene intatta l’atmosfera del classico paese di montagna, immerso nel silenzio e nel verde con una panoramica sul Lago d’Iseo davvero unica.
Boschi, prati e tanti casolari sparsi, precedono l’arrivo al piccolo Rifugio Medelet situato a pochi passi dall’omonimo colle. Il rifugio offre un servizio di ristorazione e un limitato servizio di pernottamento, ma è indubbiamente un valido punto d’appoggio per i tanti escursionisti che affrontano la lunga salita al Monte Guglielmo.
Il traverso che dal Rifugio Medelet porta alla località Gale, offre un piacevole ambiente alpino, fatto di conche e morbidi pendii dove il panorama spazia sulle Alpi Orobie, fino al Monte Disgrazia 3678 mt, tra le cime orobiche segnalo il Pizzo del Diavolo di Tenda 2914 mt e la bastionata dolomitica delle Presolana 2521 mt, mentre guardando verso nord, la panoramica spazia fino al Cornone di Blumone 2830 mt e sul Monte Adamello 3554 mt.








Volgendo lo sguardo a est, sono facilmente riconoscibili: la Corna Blacca 2006 mt e la lunga cresta del Monte Baldo 2218 mt.


Una leggera discesa, porta al Colle di San Zeno, qui oltre ai prati, dove la vista spazia fino ai 4634 mt del Monte Rosa, sì trova l’accoglienza del Rifugio Piardi, altro importante punto d’appoggio di queste meravigliose montagne.

CURIOSITA’
Nell’antichità, l’itinerario qui descritto, era un’importante via di comunicazione per il trasporto del ferro dal comune di Pisogne alla Val Trompia.


TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:00/4:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi.
DISLIVELLO: circa 200 mt in discesa e oltre 1300 in salita.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pisogne, Rifugio Medelet e Rifugio Piardi.
COME ARRIVARE: da Brescia, con ss 510 fino a Pisogne.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°106, 103.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Medelet con possibilità di pernottamento, tel: 345/9337277, oppure Rifugio Piardi con possibilità di pernottamento, tel: 030/9220341 oppure 349/8153089.

domenica 13 ottobre 2019

Da Nembro a Spinone sul Lago.



Da Nembro 319 mt, attraverso Passaggio Modernissimo che è costituito da un percorso pedonale che dopo aver attraversato una grande piazza, sì prosegue fino a raggiungere Parco Rotondo. Usciti dal parco, sì oltrepassa la linea di tram che collega Bergamo ad Albino. Sì prosegue lungo Via Guglielmo Marconi oltrepassando il Fiume Serio, quindi raggiunta la SP 65, si svolta a sinistra continuando in direzione di Pradalunga 327 mt. Entrati nelle periferie di Cornale 324 mt, sì svolta poco dopo a destra in Via Don Luigi Minelli, quindi dopo una breve salita, sì incrocia Via San Fermo, dove parte il segnavie N°539A. Svoltando a Destra, sì entra in Vallogna, e sì seguirà fino a incrociare il bivio con il segnavie 539B. In decisa salita, sì raggiunge la dorsale, proseguendo con il segnavie GVC, arrivando poco dopo la località Cascina Pradale 684 mt. Dopo aver passato Cascina Pradale, sì prosegue con il segnavie GVC, guadagnando ancora quota sì costeggia il versante sud del Monte Misma 1161 mt, arrivando al Santuario Madonna di Misma 823 mt. Sempre con il segnavie GVC, sì procede lungo la dorsale perdendo quota fino ad arrivare a una bocchetta nominata Prati Alti 779 mt, con i segnavie 622, sì affronta la più decisa salita che porta in vetta al Monte Pranzà 1099 mt, dalla vetta, con segnavie 609A, sì affronta la decisa discesa che porta al Passo del Gallo 763 mt. Dal Passo del Gallo, proseguendo con il segnavie GVC, sì percorre un breve tratto della strada che porta al Santuario di Altino 841 mt, poi, svoltando a destra con un’altra breve salita, sì costeggiano le pendici del Monte Altinello 997 mt, per poi abbandonarsi alla decisa discesa che porta a Forcella Rossa 665 mt. Dalla Forcella, percorrendo la SP n°40, sì scende nell’abitato di Bianzano 600 mt. Ora con segnavie 605, che passa davanti al cimitero, con facile discesa, sì raggiunge Spinone al Lago 364 mt e poco dopo le rive del lago di Endine.







NOTA
La provincia di Bergamo è composta principalmente da numerose valli e da vari gruppi montuosi, insieme offrono numerosi itinerari e interessanti traversate che sì possono compiere in uno o più giorni, spostandosi da sud a nord da est a ovest a piacimento. L’itinerario qui proposto ne è un valido esempio, e va alla scoperta di una dorsale che mette in collegamento la Val Seriana con la Val Cavallina.
Sì parte da Nembro, piacevole borgo posto sul lato sinistro della Val Seriana ricco di importanti monumenti storici che raccontano la vita di questo paese, una storia che arriva da prima del medioevo, alcuni documenti raccontano che i primi insediamenti risalgono al V secolo a. c. in corrispondenza delle invasioni galliche.
Bisogna oltrepassare la linea di tram che da Bergamo porta ad Albino per iniziare la bella avventura qui descritta, inoltre, l’ampio parcheggio posto vicino alla fermata, da la possibilità di compiere questa traversata con tutta tranquillità, poiché il servizio di tram, è funzionante anche a tarda sera.
Cornale, è un grazioso paese di origine medievale che sorge ai piedi della dorsale che colma con la cima del Monte Misma, che sovrasta la piccola Vallogna, qui partono i segnavie che portano sulle due dorsali.
La località Pradale, è composta da un grande casolare che si erge in mezzo ad un ampio prato, dove la vista del Monte Misma, riempie tutto lo sfondo di quella che potrebbe essere una piacevole cartolina.
Il Santuario della Madonna in Misma, realizzato tra il XI e il XII secolo, è un luogo mistico, dove la sacralità sì sposa perfettamente con l’ambiente e con i panorami mozzafiato che spaziano dalla Pianura Padana fino agli Appennini. Oltre alla chiesa, nel santuario è presente un ristoro che ha anche la funzione di ostello, un importante punto d’appoggio per gli escursionisti.
La cima del Monte Pranzà, è rappresentata da una lunga cresta che sfiora i 1100 mt di quota, il panorama spazia completamente sulla parte iniziale della Val Cavallina e sul piacevole complesso collinare che precede la valle del Fiume Oglio e la più rinomata Franciacorta.
Il Passo del Colle Gallo, mette in collegamento la Val Seriana con la Val Cavallina, in sostanza, da Albino 342 mt, attraverso la Valle di Luio, si sale al passo per poi scendere a Casazza 349 mt che sì trova poco prima del Lago d’Endine. Sul passo si trova la piccola chiesa nominata come: Madonna dei Ciclisti, realizzata alla fine del 1600 in seguito ad una apparizione.
Bianzano è un borgo medievale, di notevole interesse paesaggistico, un incrocio di vicoli che serpeggiano attorno alle case realizzate in pietra e che conservano ancora oggi tutta la storia e l’atmosfera di un’epoca mistica come il medio evo; una testimonianza di questa storia, è rappresentata dal Castello Suardi, edificio che risale al 1200, e che ancora oggi conserva una buona parte della struttura originale.
Le ultime righe, le dedico a Spinone al Lago, borgo che ha circa le stesse origini di Bianzano, il monumento principale è rappresentato dalla chiesa dedicata a San Pietro in Vincoli, risalente al XI secolo. Per finire la giornata, non sì può non fare una piacevole passeggiata sul lungo lago di Spinone, un’area verde che sì affaccia sulle rive del Lago d’Endine, una di quelle vedute che non può lasciare indifferente davvero nessuno. Qui a Spinone, oltre ad avere la possibilità di pernottare, sì può trovare il bus che riporta a Bergamo dove con il servizio di tram sì può raggiungere comodamente Nembro e recuperare così l’auto; per avere un servizio di autobus più presente, consiglio di compiere questa traversata in settimana o il sabato, questo per evitare il traffico nei giorni festivi e per avere più corse a disposizione.


CURIOSITA
Dal Colle del Gallo, nel 2009 è passato il Giro d'Italia, oltre ad altre importanti gare ciclistiche.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 7:30/8:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Nembro, ristoro al santuario di Misma, ristoro al Passo Colle del Gallo, locali a Bianzano e a Spinone sul Lago.
DISLIVELLO: poco più di 1000 mt in salita e circa 1000 mt in discesa.
COME ARRIVARE: per raggiungere Nembro, sì possono utilizzare comodamente i mezzi pubblici che arrivano da Bergamo, oppure in auto sempre da Bergamo, con SP 35.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e 106.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE:

giovedì 11 luglio 2019

Salita a Cima Capezzone.



Da Campello Monti 1305 mt, piccolo borgo che sorge nel comune di Valstrona, sì percorre il segnavie che sale in vetta a Cima Capezzone 2421 mt.
NOTA
La Valstrona, è una valle che da Omegna 295 mt, grazioso borgo che sorge sulle rive del Lago d’Orta, scava un profondo solco che separa numerose cime che superano i duemila metri di quota, e che colma con la vetta più alta rappresentata da Cima Capezzone.
Sì parte da Campello Monti, minuscolo borgo popolato in antichità dai Walser, incastonato perfettamente nel verde di questa piacevole valle. Il paese è minuscolo, ma nelle sue vie, racchiude tutto il fascino del tipico paese di montagna, sembra strano pensare che un tempo vi fosse anche una scuola elementare, a ricordo di un tempo in cui il paese era abitato tutto l’anno da svariate persone.
Il sentiero è stretto e sale velocemente l’ultimo tratto di valle che porta alle cime principali.
L’Alpe Piana 1721 mt, è il primo gruppo di case che s’incontrano lungo la salita, da qui, sì apre un bellissimo panorama che spazia sulla Valstrona e sulla Cima del Monte Massone 2161 mt; a destra, è ben visibile la Bocchetta di Campello 1924 mt, che mette in comunicazione Campello Monti con Rimella 1181 mt e con la Valle Mastallone che porta a Varallo Sesia 398 mt.
Sì prosegue lungo il sentiero raggiungendo l’Alpe Capezzone 1845 mt, composta di un unico casolare che sì affaccia sulla valle con vista sulla Bocchetta di Campello e sulla cresta che dal Monte Capio 2172 mt, porta fino al Monte Forcolaccia 2034 mt.
Salendo ancora, s’incontra quello che probabilmente era un piccolo lago glaciale, trasformato con il trascorrere del tempo in una morbida torbiera.
Un’altra salita, porta al Bivacco Alpe Traglio 2100 mt e al piccolo Lago di Capezzone, un altro straordinario gioiello di questo spettacolare itinerario. Dal lago, sì ha una piacevole vista sulle tre cime che sovrastano la conca glaciale, Cima Altemberg 2394 mt, Cima Lago 2401 mt e Cima Capezzone, dal Bivacco sono facilmente riconoscibili: il Mottarone 1491 mt e il Campo dei Fiori di Varese 1227 mt.
Il bivacco è piccolo, ma nel suo modesto insieme, rimane accogliente, ed è comunque un’indispensabile punto d’appoggio in caso d’intemperie, oltre a regalare una vista spettacolare.
L’ultimo tratto sì sviluppa su pietraie e nevai etti che rimangono fino a inizio estate, regalando ancora più suggestione alla salita.
Dalla Cima Capezzone, il panorama è a 360°gradi, nelle giornate limpide, lo spettacolo è assicurato. Monte Rosa 4634 mt sì mostra in tutta la sua maestosità, bella la vista sulla Val d’Ossola e sulla Valle Anzasca, riconoscibile il Pizzo Castello 1607 mt, la prima cima che si affaccia all’inizio della valle. Bella vista sul Pizzo Camino 2148 mt e sulla cresta che colma con la cima del Monte Ronda 2414 mt, nelle conche luccicano i tanti laghetti glaciali alimentati dalle nevi dell’inverno. Guardando verso la Pianura Padana, sì può facilmente riconoscere l’inconfondibile sagoma del Monte Fenera 899 mt, percependo anche l’andamento della Valsesia, che come un serpente, si muove fino ai piedi del Monte Rosa.
CURIOSITA’
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30circa.
DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido e su pietraie instabili.
DISLIVELLO: circa 1100 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Campello Monti e Bivacco alpe Traglio in località Lago Capezzone.
COME ARRIVARE: da Omegna, con strada provinciale fino all’ultimo paese del Comune di Valstrona, poi strada stretta fino a Campello Monti.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass 97.
SEGNALETICA: cartelli informativi, e bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: posto tappa GTA a Campello Monti e Bivacco Alpe Traglio con una minima disponibilità di posti letto.

venerdì 28 giugno 2019

Salita sul Monte Lago.



Da Albaredo San Marco 905 mt, sì percorre un tratto della Via Priula in direzione del Passo San Marco 1991 mt. Seguendo il segnavie, sì attraversa il paese, oltrepassando poco dopo la provinciale proseguendo su sterrata in direzione del passo. Ritrovata la provinciale che porta al passo, si svolta a sinistra seguendo la strada asfaltata fino a trovare l’indicazione che porta al Bivacco Legui 2000 mt, ora svoltando a destra sì percorre un tratto di sentiero che riporta nuovamente sulla provinciale, a questo punto, appena trovate le indicazioni per il Rifugio Piazza 1835 mt, sì svolta a sinistra, iniziando la salita che porta al rifugio.
Dopo aver raggiunto il rifugio, sì prosegue sempre con segnavie, oltrepassando il Bivacco Legui, quindi, appena raggiunto il costone, sì affronta la dura salita che porta in vetta al Monte Lago 2351 mt.








NOTA
Le Alpi Orobie, sono composte da una lunga catena che dal Lago di Como, sì estende fino alla Val Camonica, con cime che superano di poco i tremila metri, come ad esempio il Pizzo di Coca 3052 mt.
La catena è compresa tra due versanti, quello bergamasco, più conosciuto e frequentato, e quello valtellinese, a mio parere più selvaggio.
Anche se esiste un’altra via di accesso, qui, propongo l’itinerario che reputo più logico, tenendo ben presente che sì può tranquillamente accorciare limitando il dislivello e i chilometri.
Sì parte da Albaredo San Marco, piacevole borgo incastonato nella Valle Bitto di Albaredo, attraversato dalla strada provinciale che da Morbegno, sale fino al Passo San Marco, per poi scendere nella Provincia di Bergamo, per tuffarsi più avanti nella Val Brembana.
Il borgo è molto interessante, tipico paese di montagna che regala piacevoli panorami sulla parte iniziale della Valtellina, guardando verso Piano di Spagna.
Sì percorre un tratto della Via Priula, antica via realizzata dalla Repubblica Veneziana, più che altro si tratta di una larga sterrata in parte carrozzabile, ma che in molti punti, regala fantastici panorami sulla valle.
Il tratto lungo la provinciale richiede la dovuta attenzione, a causa del traffico, tratto comunque breve.
Dopo aver lasciato la provinciale, e aver iniziato la salita lungo il sentiero, l’atmosfera rurale, lascia subito il posto ai boschi di conifera, ai verdi pascoli e alle spettacolari panoramiche sulle montagne circostanti.
Finalmente, sì arriva al Rifugio Piazza. Piccolo ma molto accogliente, con una terrazza panoramica a dir poco favolosa.
Un’altra salita, porta al piccolo Bivacco Legui, ottimo punto d’appoggio nei periodi invernali, quando il rifugio Piazza è chiuso; da qui, sì ha una piacevole veduta sulla conca glaciale e sulla cima del Monte Lago, mentre poco più sopra, sì può ammirare una spettacolare veduta dell’ampio anfiteatro che abbraccia la Val Masino, tra cui spicca la singolare sagoma del Pizzo Badile 3308 mt.
Ancora una salita, e sì arriva al costone che porta in vetta al Monte Lago. Qui la salita è davvero dura, i facili traversi, sono sostituiti da un ripido sentiero che rapidamente porta in cima. Grande fatica ma grande ricompensa. 360° gradi di panorama. Una visuale che spazia fin verso l’Appennino, con vista sul Monte Rosa 4634 mt e sul Monte Leone 3553 mt. La dorsale orobica sì può ammirare quasi nella sua interezza, dal Monte Legnone 2609 mt e Pizzo Mellasc 2465 mt, fino al Pizzo del Diavolo di Tenda 2914 mt, con vista fino al Monte Linzone 1392 mt situato all’inizio della Valle Imagna.
Guardando nel versante valtellinese, la panoramica oltre che sulla Val Masino, spazia sul Monte Disgrazia 3678 mt, Pizzo Bernina 4049 mt e sul Pizzo Scalino 3323 mt, volgendo lo sguardo fino alla cresta di confine con la vicina Svizzera. Questo è tutto quello che attende l’escursionista in questa bellissima ascensione, che consiglio vivamente di fare.

CURIOSITA’

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per il forte dislivello e per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: circa 1400 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Albaredo, Rifugio Piazza e Bivacco Legui.
COME ARRIVARE: da Milano con SS n°36 fino a Colico, poi SS n°38 fino a Morbegno e SP n°8 fino ad Albaredo.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°105 – 92.
SEGNALETICA: qualche cartello informativo e bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Piazza con possibilità di pernottamento, tel: 338/467620, oppure 335/7085054, e-mail: nadiacavallo@libero.it.

mercoledì 12 giugno 2019

Salita a Cima Pianchette e al Pizzo di Gino.



Da San Nazzaro Val Cavargna 959 mt, sì percorre la lunga strada sterrata che sale al Rifugio Croce di Campo 1741 mt. Dal rifugio, sì prosegue in decisa salita il costone che porta in vetta a Cima Pianchette 2158 mt. Ora camminando lungo l’Alta Via del Lario, sì affronta l’impegnativa cresta che porta in cima al Pizzo di Gino 2245 mt.
Per la discesa, consiglio di seguire la traccia che scende lungo il pendio erboso, collegandosi con il sentiero che porta all’Alpe Piazza Vacchera e subito dopo al Rifugi Croce di Campo.



NOTA
Più volte ho parlato della Mesolcina Meridionale, più volte ho descritto itinerari che percorrono le tante dorsali che s’inseriscono in questa lunga catena montuosa. Un altro itinerario ricco di emozionanti panorami, è quello che descrivo in queste righe; purtroppo, durante la mia ascensione, non ho avuto la fortuna di avere un cielo limpido, ma posso garantire che la visuale da queste montagne, è una delle più belle che sì possano ammirare nella Provincia di Como.
Sì parte da San Nazzaro Val Cavargna, piccolo borgo che prende il nome dall’omonima valle.
Il primo tratto dell’itinerario, sì sviluppa lungo una facile strada in parte asfaltata fino a una certa quota, per poi proseguire come carrozzabile, fino al Rifugio Croce di Campo.
Dopo aver attraversato un piacevole tratto nel bosco, la strada sì abbandona ai morbidi prati ricoperti di ginestre che quando sono in fiore, regalano uno spettacolo davvero unico. Dal Rifugio, sì ha una piacevole veduta sulla Val Cavargna e sulla piana di Porlezza, oltre che alle cime che entrano nel comprensorio della val d’Intelvi, come: Monte Tremezzo 1700 mt e Monte Galbiga 1696 mt, mentre poco più a sud, svetta il Monte Generoso 1701 mt; facilmente riconoscibili sono anche il Sasso Gordona 1410 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt.
Dal rifugio, termina il tratto su sterrato e inizia un timido sentiero che affronta deciso il pendio erboso che porta in vetta a Cima Pianchette che rappresenta come elevazione, la seconda cima della dorsale.
Dalla cima, si può ammirare la bella conca glaciale che sì tuffa nella Valle di Albano, oltre ad avere una vista ancora più ampia di quella che sì ha al Rifugio Croce di Campo. Volgendo lo sguardo verso ovest, non si può fare a meno che meravigliarsi per la bella vista sul Pizzo di Gino, che svetta e domina solitario le due valli.
Dopo aver goduto di un panorama così suggestivo, sì prosegue per l’ascensione al pizzo. Fin ora, tanta fatica, tanto sudore ma il tutto, affrontando una piacevole strada sterrata e un facile sentiero. Ora le cose cambiano, il tratto in cresta, richiede la dovuta attenzione, e il dislivello, inizia a farsi sentire nelle gambe, i pendii erbosi, sono stati sostituiti da dure salite, brevi passaggi su roccette e un minuscolo sentiero esposto, dove il lusso di qualche vertigine, non è proprio concesso. A metà strada, sì può ammirare la cresta rocciosa di Cima Pianchette, e l’aspra progressione che conduce in vetta al Pizzo di Gino.
Finalmente sì arriva in vetta.
La piccola croce posta sulla cima, saluta l’escursionista che ha meritato questa cima e questo panorama a 360° gradi.
Una bella vista sull’intera dorsale fino al Monte Bregagno 2107 mt,
Una sensazionale veduta sul Lago di Como, a destra la punta di Bellagio, a sinistra il Laghetto di Piona, Piano di Spagna e il Fiume Adda che sì tuffa nel lago. Guardando verso il Piano di Spagna, nel tratto che va verso il Lago di Mezzola, 199 mt, è riconoscibile la Valle dei Ratti, e il Monte Spluga 2845 mt, poi, guardando oltre, sono riconoscibili le tante conche glaciali che compongono il bellissimo anfiteatro dell’alta Val Masino.
Guardando lungo la dorsale, appare ben definita, la sagoma del Monte Legnone 2609 mt, mentre più a destra, ben riconoscibile il Gruppo Montuoso delle Grigne.
Guardando verso nord, sono riconoscibili il Corno Gesero che si tuffa nella piana di Bellinzona e Monte Marmontana 2316 mt, alle sue spalle, prosegue maestosa, la catena della Mesolcina, fino al Passo dello Spluga 2113 mt.
Volgendo lo Sguardo verso ovest, non sì può non riconoscere il Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, e la dorsale, che forma la Val Colla. Garantisco una spettacolare veduta sui tanti quattromila delle Alpi, sulla fascia delle Prealpi, fino al lontano Appennino, che svetta nelle giornate terse.
Un continuo susseguirsi di creste, valli, conche glaciali, alpeggi, paesi, laghi e tutto quello che rende felice un buon escursionista, che merita per intero, una ricompensa così grande.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T) fino al Rifugio Croce di Campo. (E) per la salita a Cima Pianchette. (EE) per l’ascensione al Pizzo di Gino.
DISLIVELLO: circa 1300 mt.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Croce di Campo
COME ARRIVARE: da Lugano o da Menaggio, seguendo per Porlezza, quindi indicazioni per San Nazzaro.
SEGNALETICA: Pochi cartelli informativi, solo pochi bivi sono dotati di segnaletica. Bandierine bianco rosso, molto presenti.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Croce di Campo, con possibilità di pernottamento, tel : 371/386942, oppure 339/4376683.

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