mercoledì 2 aprile 2014

L'Or di Case e Scogno

Da Aurano 684 mt, si percorre il segnavie VT4 fino a Scareno 694 mt; ora con sentiero N°12 si raggiunge da prima l’Alpe Piaggia 910 mt e di seguito le località L’Or di Case e Scogno 1028 mt.









NOTA
L’itinerario qui descritto, è sicuramente uno dei più belli che si possono percorrere in queste montagne.
I continui sali e scendi che da Aurano conduce fino al Ponte del Dragone 642 mt, si sviluppa lungo un piacevole bosco di castagni, con piante di oltre un secolo. Già l’immergersi nell'atmosfera del classico paese di montagna, rende speciale quest’itinerario, il silenzio delle case arroccate sul pendio interrotto dal breve passaggio di qualche auto, crea quella piacevole atmosfera che si respira lungo gli stretti vicoli.
Piccole e grandi valli sì attraversano lungo la salita; case isolate e piccoli alpeggi, tutto questo compongono la cornice di un quadro perfetto. Ma dal Ponte del Dragone cambia tutto. L’intensa salita che conduce all’Alpe Piaggia, crea lo sfondo, il primo piano ad una vista eccezionale. Non mi meraviglia che lungo il sentiero s’incontrano numerose edicole mariane, del resto il luogo è mistico, pieno di magia, un micro mondo dove la gente ha ancora quel senso d’ospitalità che in città non si respira più.

 







L’Alpe Piaggia, è quasi una borgata, un paesino isolato, una di quelle frazioni che ancora oggi si raggiungono solo a piedi.
Qui si gode una veduta spettacolare; Monte Zeda 2156 mt e Pizzo Marona 2051 mt, completano il quadro. Durante la stagione fredda, quando la neve ricopre le due cime, si crea nel silenzio dell’alpe, un’atmosfera d’alta montagna, infatti, pare di guardare cime ben oltre i tremila metri. In primavera, l’impeto dei torrenti, rompono prepotenti il silenzio dell’Alpe Piaggia.
L’Or di Case e Scogno, si raggiungono abbastanza velocemente, qui le montagne sono sicuramente più basse, ma la vista del Monte Bavarione 1505 mt, oltre alle tante baite sparse lungo i pendii, non è per nulla spiacevole. In primavera con la fioritura della ginestra, il sentiero che dall’Alpe Piaggia porta a Scogno, si tinge di giallo, aggiungendo colore al colore di un quadro perfetto, da vivere minuto dopo minuto.









CURIOSITÀ’: 
Festa della transumanza all'alpe Segletta
Festa all'alpe Piaggia 
Madonna del Carmine a Scareno
Festa all'alpe Biogna.









TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero a tratti ripido con attraversamento d’alcuni ruscelli.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Aurano.
DISLIVELLO: circa 500 mt, tra i tanti Sali e scendi.
COME ARRIVARE: da Milano con autostrada A26 fino a Gravellona Toce; poi SS N°34. Dalla rotonda che incrocia la SS N°33, si prosegue per Verbania per poi girare subito dopo a sinistra seguendo per Miazzina, Cambiasca e Valle Intasca fino ad Aurano. Da Domodossola con SS N°33 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34; quindi come sopra. Da Locarno con SS N° 34, poi come sopra.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90
SEGNALETICA: cartelli molto sbiaditi, più bandierine rosso bianco quando presenti. Prestare attenzione ai bivi, in particolare nella parte iniziale.
DOVE ALLOGGIARE: Verbano- Cusio- Ossola. 



Monte Chiusarella

Da Bregazzana 494 mt, si percorre il sentiero N°14 e 3V, percorrendo la strada militare che porta sul Monte Martica 1032 mt. Arrivati ai piedi del Monte Chiusarella 915 mt, sì svolta a sinistra percorrendo un panoramico sentiero che porta fino alla cima.










NOTA

 







Una delle cime più panoramiche in provincia di Varese, quando torni a camminare su questa parte del Parco Regionale del Campo dei Fiori, hai sempre la stessa emozione, una meraviglia che guardi sempre con stupore, come se ogni volta fosse sempre la prima. Del resto il panorama è sicuramente spettacolare.
L’inizio si sviluppa lungo un largo sentiero che attraverso un fitto bosco con castagni secolari, sale fino alla strada militare che oltrepassa l’Alpe Ravetta 618 mt.
Lasciato il sentiero, si abbandona temporaneamente il sentiero 3V per seguire la strada militare che sale su a Pian Waldès 710 mt. Qui l’ambiente cambia radicalmente, pini e castagni la fanno da padrona in un mondo calcareo molto bello. A Pian Waldès si apre la prima ampia panoramica, questo sarà solo un anticipo di quello che si potrà vedere dalla cima del Monte Chiusarella. Saliti in quota, si abbandona la strada militare per seguire un sentiero che attraverso ampi prati, sale velocemente in vetta.
Dalla vetta del Chiusarella, spettacolare veduta su Alpi, Prealpi e Appennino, 360° di panorama che riempiono gli occhi di meraviglia.
Tra le tante cime che si possono ammirare segnalo: Monviso 3841 mt, Monte Zeda 2156 mt, Sasso del Ferro 1062 mt, Monte Martica 1032 mt, Poncione di Ganna 992 mt, Monte Disgrazia 3678 mt.









TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30/2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Chiusarella.
PUNTI D’APPOGGIO: ricovero d’emergenza sotto la cima del Monte Chiusarella.
DISLIVELLO: oltre i 400 mt.
COME ARRIVARE: da Varese per SS 233 fino alle gallerie, poi indicazioni per Bregazzana.
CARTOGRAFIA O GUIDE:  carta Kompass N°90, carta del Parco Regionale del Campo dei Fiori.
SEGNALETICA: cartelli del parco e segnali della 3V con bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: B&b, agriturismi, hotel a Varese e provincia.

giovedì 20 marzo 2014

Pian Lera

Da Carlazzo località San Pietro 307 mt, si percorre la strada asfaltata che passa sotto l’antico borgo di San Pietro, sulla sinistra, si notano i confini della Riserva Naturale Lago di Piano. Raggiunto il versante opposto della valle, s’incontra un ampio capanno agricolo, qui sì svolta a destra percorrendo una strada sterrata che porta al Ristorante Millennium.
Raggiunto il locale, si trova sulla sinistra un segnavie. Ora, salendo la facile strada sterrata, che si trova a sinistra, si arriva alla località Selva Ghirlanda 625 mt, quindi con stretto sentiero, si arriva al bivio con il sentiero che arriva da Porlezza; percorrendolo brevemente e facendo una piccola deviazione sul pendio a sinistra, si arriva a Pian Lera 847 mt.


      NOTA
Non essendo una meta che può generare particolare interesse, l’itinerario qui descritto può in ogni caso regalare ottimi ambienti solitari.
L’inizio è caratterizzato dalla bella vallata che spazia da est ad ovest con ampi panorami sulle vicine montagne, i verdi pascoli danno da mangiare ai tanti cavalli o alle pecore che s’incontrano aldilà dei recinti.
La lunga salita alla località Selva Ghirlanda, s’immerge subito nel fitto bosco misto, solo in due occasioni si riesce a scorgere delle piacevoli balconate, per questo motivo il presente itinerario lo consiglio, quando tutti gli alberi sono addormentati.










La salita a Pian Lera, si svolge lungo un ripido sentiero che attraversa alcuni valloni molto belli, circondati da fitti boschi di faggio. Il Pian Lera, è composto di un unico edificio diroccato, nulla di particolare, però la presenza di un pozzo dove al suo interno scende una ripida scala a chiocciola fatta in pietra. Nell’area, si nota uno spiazzo, probabilmente utilizzato per l’antico mestiere del carbonaio.
Nei brevi panorami, il Pizzo di Gino 2245 mt è sempre presente, come anche il Monte Grona 1736 mt e Monte dei Pizzoni.

 
















TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido dopo Selva Ghirlanda.
PUNTI D’APPOGGIO: locali all’attacco del segnavie, per il resto nulla.
DISLIVELLO: circa 550 mt.
COME ARRIVARE: da Lugano, attraverso la dogana di Gandria. Da Como, percorrendo la SS N°340 toccando i paesi di: Argegno e Menaggio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: da Castel S. Pietro al Ristorante Millennium, la segnaletica è inesistente, poi segnavie rosso giallo ma con pochi cartelli informativi. La località Pian Lera, è segnalata solo all’inizio del percorso.
DOVE ALLOGGIARE: varie possibilità tra camping, B&B e alberghi. Qui segnalo solo il B&B La Marinella, Via per Osteno N°29 22018 Porlezza.
Tel: 333/4143964-333/4064833
Fax: +39 (0) 34472298
maxfumagalli@hotmail.it

giovedì 13 marzo 2014

IL PARCO DI MONTEVECCHIA

Dalla stazione di Cernusco Merate 258 mt, lato parcheggio, ci si trova su Via A. Stoppani; percorrendola verso sinistra, si arriva in Via C. Porta. Voltando a destra, si cammina lungo la via fino alla SP N°54. Attraversata la provinciale, si entra nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Percorrendo il sentiero n°1, sì attraversa la Valle Curone fino al bivio con il sentiero N°2. Voltando a sinistra, si segue il sentiero fino a raggiungere la località Cà del Soldato 328 mt; sempre con il sentiero N°2 si sale velocemente a Montevecchia Alta 441 mt. Per godere al meglio di tutta l’ampia panoramica, si percorre il sentiero N° 10 fino alla località S. Bernardo. Per il rientro, si ritorna a Montevecchia Alta, quindi con il sentiero N°2 si scende velocemente alla SP N°54. Dalla provinciale si volta a sinistra fino a ritrovare poco dopo Via C. Porta che riconduce alla Stazione di Cernusco Merate.











NOTA
Un piccolo paradiso.
Così mi permetto di definire il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone.
Trovandoci a pochi passi da grandi centri urbani e strade provinciali ad alta densità di traffico, in questo luogo si riesce a rimanere lontani dal caos.
Risalendo la valle del Curone, ci si gode i tanti ponti che attraversano il torrente Curone, che scorre impetuoso verso la pianura. Giunti nel cuore della valle, ci si trova davanti ad un paesaggio collinare di notevole bellezza, un luogo solitario dove l’ambiente accetta solo i vecchi cascinali che riempiono i verdi prati che colorano la valle.
Salendo lungo i fitti boschi misti, si raggiunge il Centro Parco Cà del Soldato; da qui, oltre a trovare un piccolo museo gestito dalle Guardie Ecologiche del parco, si può ammirare il primo ampio panorama dell’itinerario. Dalla cresta del S. Genesio 846 mt, spunta la sagoma seghettata del Resegone di Lecco 1875 mt; seguendo la cresta verso destra si riconosce facilmente la cima del Monte Tesoro 1432 mt, mentre più in basso si erge il piccolo Monte Canto 710 mt, dove ai suoi piedi è situato il Santuario di Papa Giovanni XXIII°.
L’antico borgo di Montevecchia Alta, ricorda molto i paesaggi collinari dell'Italia Centrale; adagiato sulla collina rivestita da ampie coltivazioni d'erbe aromatiche e piacevoli vigneti. Lungo le sue balconate, si può ammirare un’ampia panoramica. Nelle giornate limpide, l’Appennino si mostra in una serie di catene montuose che vanno dal Monte Lesima 1724 mt, situato lungo il confine di ben tre regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, ai 2017 mt dell’Alpe di Succiso nell’Appennino Toscoemiliano. Guardando verso ovest, è impossibile non riconoscere la sagoma del Monviso 3841 mt. Affacciandosi nell'altro versante dalla collina, oltre alle cime già menzionate, si possono ammirare: il gruppo montuoso delle Grigne, Monte San Primo 1686 mt, il gruppo montuoso dei Corni di Canzo, oltre ad una bella veduta delle Prealpi Bergamasche.











CURIOSITÀ: Montevecchia, sembra che ci siano dei misteri da rivelare, forse addirittura un collegamento con le tre piramidi di Giza, quindi alla cintura di Orione
Ci sono tre colline nell'area, sembrano non siano naturali ma fatte dall'uomo.
Mistero...













TEMPI DI PERCORRENZA: 4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cernusco e a Montevecchia Alta, oltre al Centro Parco Cà del Soldato dove si può trovare l’assistenza delle Guardie Ecologiche.
DISLIVELLO: circa 250 mt.
COME ARRIVARE: in treno lungo la linea Milano, Carnate Lecco. In auto da Milano seguendo per Monza, Arcore e Usmate. Da Lecco, seguendo per Olginate e Calco.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta dei sentieri, Montevecchia e Valle del Curone. 1:15000, redatta da INGENIA cartoguide.
SEGNALETICA: indicazioni di legno gestita dal parco e bandierine rosso bianco rosso lungo i sentieri; prestare attenzione nei centri abitati, in quanto la segnaletica può risultare insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: Merate, Lecco e d'intorni.




martedì 11 marzo 2014

Alpe Ronno

Da Cannero 225 mt, si cammina lungo il segnavie N°10 fino alla frazione Oggiono 515 mt, quindi con segnavie N°5 si sale fino alla località Alpe di Ronno 782 mt.









NOTA
Piacevole percorso che si sviluppa lungo un’antica mulattiera che raggiunge la bella borgata d’Oggiono, regalando piacevoli vedute sul Lago Maggiore.
Oggiono è un grazioso gruppo di case, i tanti vicoli che attraversano il borgo, regalano quella piacevole atmosfera che si respira nei tipici paesi di montagna; nella stagione fredda, il profumo dei camini si diffonde lungo i vicoli aumentando la piacevole sensazione che si respira in questi antichi luoghi.









Proseguendo lungo il sentiero N°5, si raggiunge l’Alpe Ronno. Qui l’atmosfera muta ancora. L’alpeggio, quel piccolo gruppo di case incastonate nel cuore delle montagne, regala sempre ampie balconate o luoghi solitari dove natura e uomo convivono in pace da centinaia d’anni, nulla a che vedere con la frenesia e con il vivere senza rispetto per nessuno a cui noi gente di città siamo spesso abituati. Qui la gente ti saluta, si rivolge a te con quella cordialità tipica di chi vive in un mondo dove l’indifferenza non è di nessun’utilità, qui nel bene o nel male si convive con la natura e una mano in più può sempre fare la differenza.
Il continuo svolazzare dei corvi imperiali, e il piacevole volteggiare della poiana, riempie l’azzurro cielo, i loro inconfondibili versi, si odono sopra i fitti boschi di castagno, anche con esemplari molto vecchi e agrifoglio, mentre in lontananza svettano le belle montagne che compongono la prima parte delle Prealpi Lombarde, oltre alle montagne della vicina Svizzera. Tra le cime che si ammirano lungo il percorso, vi segnalo: Monte Morissolo 1311 mt, Monte Carza 1116 mt, Monte Lema 1620 mt, Monte Generoso 1701 mt, Monte della Colonna 1203 mt e Monte Nudo 1235 mt, oltre ad una bella veduta sul Gruppo montuoso delle Grigne e sul Lago Maggiore con i Castelli di Cannero che si possono ammirare anche lungo il cammino.









CURIOSITA’: Il nome Cannero è legata all'acqua, si vedono ancora i resti dei castelli nell'isoletta. 
Passa anche la Linea Cadorna, sistema difensivo alla frontiera nord verso la Svizzera.
Manifestazioni: Carnevale Ambrosiano
Mostra della Camelia.











TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per il sentiero che da Oggiono sale all’Alpe Ronno.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cannero.
DISLIVELLO: circa 550 mt.
COME ARRIVARE: da Milano, con autostrada A26 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34. Da Domodossola con SS N°33 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34. Da Locarno con SS N° 34.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90
SEGNALETICA: cartelli, più bandierine rosso bianco. Prestare attenzione ai bivi.
DOVE ALLOGGIARE: Cannero, Cannobio.



lunedì 10 marzo 2014

Salita all'Alpe di Brusino

Da Porto Ceresio 280 mt, sì cammina, lungo il Sentiero Confinale, che sale deciso ad oltrepassare la località Cà del Monte. Raggiunto il cippo di confine, sì entra in territorio elvetico, seguendo a sinistra il segna vie che porta a Serpiano 644 mt.
Volendo evitare la strada asfaltata, sì può percorrere il segna vie che gli passa sopra, ricollegandosi più avanti, alla strada sterrata che parte dalla funivia e che porta all'Alpe Brusino.









NOTA
Bella salita con piacevoli panorami sul Lago di Lugano.
Il percorso, dopo una bella passeggiata sul lungo lago, a guardare folaghe e svassi che galleggiano nell'acqua, s’inerpica lungo una ripida mulattiera che sì addentra in un bel bosco misto, con castagno, agrifoglio e faggio. Nella stagione fredda, il silenzio avvolge l’intero percorso, solo nelle ore più calde, fringuelli e cince animano la quiete del bosco.
La località Cà del Monte, è un piccolo borgo che sorge sopra Porto Ceresio, le case in corte che compongono il nucleo, regalano ancora una piacevole atmosfera, nonostante le abitazioni più recenti che purtroppo stonano con il paesaggio.
Raggiunta l’Alpe di Brusino, non si può fare a meno di ammirare tre castagni plurisecolari, dalle dimensioni enormi, descriverli è difficile, bisogna andare a vederli…












Dalle ampie balconate che s’incontrano, s’ ha un’ottima veduta sul Lago di Lugano, sulle Prealpi Varesine e sulle montagne svizzere.
Tra le tante segnalo: Poncione di Ganna 992 mt, Monte Piambello 1125 mt, San Salvatore 912 mt, Monte Limidario 2187 mt, Monte Bar 1816 mt e tanti altri ancora, oltre alla piacevole veduta della vetta del Monte San Giorgio 1100 mt, che s’impone sopra l’Alpe.









CURIOSITA’: il Monte San Giorgio, in territorio svizzero sono state iscritti nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO per la scoperta di siti archeologici, molto più tardi anche la parte italiana.
Il paleontologo e geologo Antonio Stoppani iniziò gli scavi.
Da visitare il Museo dei Fossili a Meride, ai piedi del Monte San Giorgio
Museo di Storia Naturale di Lugano 
Museo dell'istituto di paleontologia dell'Università di Zurigo
Museo civico dei fossili di Besano, in provincia di Varese
Museo civico di storia naturale di Milano.
Sono da vedere anche i castagni secolari che si trovano arrivati all'Alpe di Brusino.
Piatti tipici Svizzeri: la fonduta al formaggio, cioccolato svizzero, formaggio svizzero.













TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) pur non presentando difficoltà, l’itinerario può creare qualche problema con pioggia o neve.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Serpiano e Alpe di Brusino.
DISLIVELLO: circa 350/400 mt.
COME ARRIVARE: in auto o in bus. Da Varese, percorrendo la SS n°344; da Luino o da Ponte Tresa, percorrendo la SP n°61.
CARTOGRAFIE O GUIDE: Carta Kompass N°90/91.
SEGNALETICA: cartelli del Sentiero Confinale con bandierine rosso bianco rosso; cartelli della segnaletica svizzera con bandierine bianco rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Cuasso al Monte, Ardena di Brusimpiano, Lavena Ponte Tresa, Varese.





mercoledì 26 febbraio 2014

Si cambia veste

Cari amici che con passione seguite il nostro blog.
Avrete già notato che non abbiamo provveduto ancora ad aggiornare il calendario gite, per l'anno 2014.
Purtroppo con molto rammarico, vi comunico che il Gruppo escursionistico abete rosso, ha cessato la sua attività escursionistica.
Venendo a mancare la partecipazione, che è la linfa vitale per mantenere in vita un gruppo escursionistico, non abbiamo potuto far altro che prenderne atto e ritirarci con la giusta riservatezza.
Inutile pensare a quello che si poteva o non si poteva fare, del resto non essendoci mai stato un confronto d'idee o di proposte, le scissioni erano inevitabili.
Ci auguriamo di cuore, che i tanti amici che hanno condiviso con noi tante piacevoli avventure, mantengano vivo, il ricordo dell'amicizia e dell'impegno che nel bene o nel male abbiamo sempre messo nel tenere in vita questo gruppo.
Il blog in ogni modo non chiuderà; forse cambierà nome e se avete qualche idea proponete pure, nel caso si potrebbe chiamare Abete rosso news, Che ne dite?
Proseguirà la sua strada nella sezione Home, dove metteremo gli itinerari e utili informazioni e tante curiosità dei luoghi visitati.
Un saluto a tutti.

Caira Luigi 

mercoledì 12 febbraio 2014

LA VALLE DEL TICINO VISTA DAL PIEMONTE

Dalla SP N°527, si segue in auto le indicazioni per Osteria del Ristoro. Lasciata l’auto, si prosegue a piedi camminando lungo la strada sterrata che si trova sulla destra della trattoria. Seguendo la segnaletica del parco, s’incontrano le località: Mulino del Resiga, Mulino di Marano, Cascina del Parco.
Superato il bivio con il segnavie DOR 01, sì abbandona la strada principale per seguire la pista ciclo pedonale che va a costeggiare il canale Roggia d’Oleggio camminando fino alle periferie di Marano Ticino 258 mt. Si Risale leggermente per poi ridiscendere verso i Laghi Rascarola; percorrendo la pista ciclopedonale, si raggiunge la SP 148. Si percorre oltrepassando Cascina Baraggiola; proseguendo lungo la provinciale, si evita la strada asfaltata sulla destra, per svoltare poco dopo lungo una strada agricola che porta in breve al borgo di San Giorgio. Superato il borgo, sì svolta a sinistra lungo la strada asfaltata che si dirige verso Pombia 286 mt, poco più avanti sì svolta a destra lungo una strada asfaltata momentaneamente chiusa al traffico, quest’ultima conduce appunto nell'abitato di Pombia.

 
NOTA
Il Fiume Ticino, dalla Lomellina fino alla foce del Lago Maggiore, tra Sesto Calende 198 mt in Lombardia e Castelletto Sopra Ticino 226 mt in Piemonte, è accomunato dalla presenza di due parchi. Il più grande e secondo me anche il più conosciuto, anche per le vicende legate all’Aeroporto di Malpensa, è situato in territorio lombardo; l'altro meno conosciuto in territorio piemontese.
L’itinerario qui descritto, è uno di quei percorsi idealmente creati per le stagioni fredde, quando non si sa dove andare oppure nel caso in cui non si ha voglia di percorrere troppi chilometri, ma anche per scoprire un parco che offre una serie di paesaggi che mescola la piatta pianura alla più morbida collina morenica, fino ad entrare nell’abitato di Pombia, piccolo borgo che merita di essere visitato, grazie a monumenti religiosi di notevole interesse, come ad esempio: l’antica chiesa di San Vincenzo.
Camminando, non è difficile osservare i tanti uccelli presenti in quest’area protetta, come il picchio verde, la cincia mora, il picchio rosso o l’airone cenerino, oltre alle tante cornacchie che sorvolano il cielo in continuazione con il loro gracchiare.
Nelle giornate terse, il Monte Rosa 4634 mt, domina incontrastato il panorama, scagliandosi maestoso nel cielo, emergendo dietro le colline, forte della sua mole; ben visibili altre cime che superano i quattromila, oltre ad una buona panoramica che va dalle montagne del parco Nazionale della Val Grande, con il Monte Zeda 2156 mt sempre visibile durante il cammino, fino alle Prealpi Lombarde dove sono riconoscibili cime come Monte San Primo 1686 mt, Resegone di Lecco 1875 mt e Monte Legnone 2609 mt.









CURIOSITA’: da vedere a Pombia le rovine di Castel Domino, la chiesa romanica di San Vincenzo in Castro, il Safari park. 
Piatti tipici, filetto di trota in carpione, minestra castagne e latte, minestra di cardi, minestrone astigiano, orecchiette in salsa grigia, pesche ripiene, polenta con crema di Castelmagno, salsa di Montebore, salsa di noci, stracotto, tonnata veloce. 

 








TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: Osteria del Ristoro, agriturismo in località Laghi Rascarola e locali a Pombia.
DISLIVELLO: minimo, 100 mt circa.
COME ARRIVARE: da Busto arsizio o da Oleggio, seguendo la SP 527.
CARTOGRAFIE O GUIDE: Parco Piemontese del Ticino di Umberto Bocca, cartografie in PDF e DJVU.
SEGNALETICA: segnaletica del sentiero E/1, non sempre presente. Segnavie del parco, non sempre efficiente nei bivi. Con una cartografia anche provinciale, si può lo stesso eseguire l’itinerario senza particolari problemi.
DOVE ALLOGGIARE: b&b e hotel a Pombia, Borgo Ticino, e in zona.

Traversata della bassa Valcuvia

Da Gemonio 278 mt, lasciata l’auto nel parcheggio della stazione, si sale lungo una lunga scalinata che porta in Via C. Battisti. Svoltando a destra si arriva nella piccola Piazza Cadorna. Sì svolta a sinistra camminando per poche decine di metri in Via Statuto, quindi con una piccola rampa di scale, si arriva in Via G. Garibaldi.
Camminando fino alla chiesa parrocchiale, si svolta a destra seguendo Via R. Cellina.
Ora con Via Trieste che in seguito diverrà Via Anna Maria Gilardelli Roncari, si raggiunge la SP N°45, che si seguirà per circa duecento metri, fino a trovare una cappella votiva sulla sinistra; qui s’incrocia il sentiero AV.
Percorrendo la strada sterrata ci s’incammina lungo l’Anulare Valcuviano, che attraversa la Valcuvia nella sua parte alta, fino a scendere in seguito al Molino Dolza e quindi al Torrente Boesio. Arrivati alla SS N°394, si passa sotto la carreggiata, uscendo fuori in Via Monte Rosa. Raggiunto lo stop sulla sinistra, sì svolta a destra camminando in direzione di Casalzuigno lungo Via Sciareda e Via Cereda sempre contrassegnato dal segnavie AV.
Si riprende a camminare su sterrato fino ad incrociare il sentiero 3V. Voltando a destra con una breve deviazione, si può andare a visitare la chiesa di S. Vittore 357 mt.
Proseguendo a sinistra, percorrendo entrambi i segnavie 3V -AV, si raggiunge la Chiesa di S. Quirico 369 mt; si potrà visitare l’area con una breve deviazione.
L’ultimo tratto che porta a Cittiglio 267 mt, si svolgerà alternandosi tra strade asfaltate, sterrate e tratti di sentiero. Arrivati a Cittiglio, si potrà prendere il treno che in pochi minuti riporta a Gemonio.










NOTA
Della Valcuvia si conoscono molto le montagne che la circondano, tutti luoghi che meritano di essere visitati e che regalano panorami eccezionali; per chi invece ama le camminate più tranquille, in questa traversata, oltre all'aspetto ambientale, si possono anche riscoprire i piccoli centri storici nei tanti paesi che circondano la valle. L’itinerario qui descritto, ne è un piacevole esempio. Di fatto, il percorso si può dividere in due sezioni: la prima riguarda l’ambiente, i boschi misti che si attraversano, dove il picchio rosso e il picchio verde, si fanno notare con il loro inconfondibile picchiettare contro i tronchi degli alberi, mentre guardando verso le cime degli alberi, ecco gracchiare un fitto stormo di cornacchie, alle prese con la poiana, suo eterno avversario. I tanti ruscelli che scorrono impetuosi verso valle, dove si nota l’airone cenerino, planare sulle brevi sponde, anche le rustiche baite che s’incontrano lungo il cammino, s’inseriscono perfettamente in bassa Valcuvia, mentre le alte cime s’impongono nell'immediato panorama; sempre in bella vista sul lato sinistro: il Monte Nudo 1235 mt e il Monte della Colonna 1203 mt. 
A dominare il panorama sul versante destro della valle, ci pensa la Punta d’Orino 1139 mt del Massiccio montuoso del Campo dei Fiori.
Nelle tante balconate che guardano verso il Lago Maggiore, sono facilmente riconoscibili: Monte Barone 2044 mt e Mottarone 1491 mt.
La seconda sezione, è rappresentata dai centri storici; i tanti paesi che si attraversano lungo il cammino, regalano piacevoli centri storici, ognuno con la sua particolare bellezza, con le tante testimonianze religiose, collocate nei luoghi più affascinanti, da dove si possono ammirare piacevoli vedute, per il resto è un susseguirsi d’antiche ville e vecchie case in corte, collocate in un ambiente ancora armonioso.









CURIOSITA’: Gemonio, in dialetto varesotto Gimòn.
Persone famose nate a Gemonio:
Innocente Salvini, pittore
Floriano Bodini, scultore
Umberto Bossi, politico
Renato pozzetto, attore
Matteo contini, calciatore
Cochi Ponzone, attore
Said Ahmed Said, calciatore.
Prodotti tipici locali, pasta e cereali, pesce di lago, salumi di capra, il famoso Amaretto di Saronno.









TEMPI DI PERCORRENZA: 4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per brevissimi tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gemonio, Casalzuigno e Cittiglio.
DISLIVELLO: tra i continui sali e scendi, si superano i 250 mt di dislivello.
COME ARRIVARE: da Laveno o da Varese per SS N°394, oppure in treno lungo la linea di Trenord: Laveno- Varese.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: segnali giallo verde indicano l’Anulare Valcuviano, rosso bianco rosso indica la Via Verde Varesina. Prestare sempre attenzione ai segnali nei tanti bivi, in alcuni casi sono insufficienti.
DOVE ALLOGGIARE: Gemonio, Casalzuigno e Cittiglio.











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