giovedì 5 febbraio 2015

Salita al Rifugio Alpini di Lozzolo



Da Gattinara 263 mt, si giunge in Via Cervino, qui si trovano le indicazioni per San Grato e San Lorenzo, contrassegnati con il segnavie N°2.
Dopo aver camminato lungo un tratto su strada asfaltata, sì svolta a sinistra per proseguire su strada sterrata, che introduce in una piccola valle; trovato un bivio sulla destra, s’inizia una bella salita che porta alle rovine dell'Oratorio di San Grato, quindi proseguendo su sentiero, si guadagna quota fino a raggiungere la strada sterrata che in breve porta alle rovine del Castello di San Lorenzo 536 mt.
Si prosegue percorrendo il segnavie N°700, che con dei belli sali e scendi, porta al Rifugio Alpini di Lozzolo, situato a circa dieci minuti dalla piccola cima di Bonda Grande 553 mt.











NOTA
Piacevole itinerario lungo le piccole montagne d’origine vulcanica che rappresentano i primi rilievi che introducono nella Valsesia.
Dopo un tratto poco interessante, ci sì abbandona ai piacevoli colli coltivati a vite, un susseguirsi d’onde, lunghe file di coltivazioni, regalano un ottimo panorama sulla Pianura Padana; nelle giornate terse, si riescono a vedere, i più alti edifici della città di Novara.
Poco sopra, si trovano i ruderi dell’Oratorio di San Grato, edificato tra il VII e il VIII secolo, oggi ne rimane una struttura fatiscente, all’interno s’intravede ancora il colore rosa chiaro dei muri dipinti.

 








Il Castello di San Lorenzo, anch’esso ridotto a poche mura portanti, prende nome da un’antica pieve di cui si ha traccia già dalla fine del secolo 800, tra il 1185 e il 1187, fu costruito il castello. Dalle notizie prese in loco, si apprende che l’intera area ha subito tale degrado a causa del suo totale abbandono.


 








Dal sito, sì ha la panoramica più bella dell’intero percorso, a sud, spazia la Pianura Padana fino alle cime dell’Appennino Ligure, mentre da ovest ad est, sì ha una bellissima visuale su Alpi e Prealpi, belle cime come: l’Alta Cima di Bo 2556 mt, Monte Barone 2044 mt, alle sue spalle si erge l’imponente mole del Monte Rosa, mentre ad est, sono facilmente riconoscibili cime come Grigna Settentrionale 2409 mt e Monte Generoso1701 mt.
La cresta è molto bella, non panoramica, ma nei pochi momenti in cui si apre il bosco, la visuale spazia fino al Monte Disgrazia 3678 mt. Sulla cima di Bonda Grande, è situata un’area sosta che comprende anche una baita di legno. La struttura al suo interno è completamente vuota, quindi può essere utilizzata solo come ricovero d’emergenza in caso di maltempo improvviso.


 








Il Rifugio Alpini di Lozzolo, è una struttura che offre un’ampia area di sosta, nel sito, è presente una piccola cappella dotata di un campanile minuscolo, il tutto contribuisce a dare una piacevole atmosfera di tutta l’area. Qui si apre una piacevole balconata che spazia fino alla lunga morena de La Serra, posta ad ovest della città di Biella 420 mt, e che da sostanza ingresso alla Valle d’Aosta. Tra le cime delle Alpi Biellesi segnalo: Monte Mars 2600 mt e Monte Mucrone 2335 mt.
Buona parte del percorso si sviluppa in un fitto bosco di castagni, querce e betulle, che offrono una buona ombra nei mesi estivi, ma che limitano i panorami, così per godere al meglio di questi luoghi, si consiglia il periodo invernale; assicuro che con la neve, il percorso è ancora più magico, percorribile anche con le ciaspole negl’inverni con buon innevamento. L’unico neo è rappresentato dalla mancanza di sorgenti; quindi si raccomanda una buona scorta d’Acqua.
CURIOSITA’: Gattinara è una città fondata nel 1242, simbolo della città, La Torre delle Castelle e il Castello di San Lorenzo, risalenti al XII. 
E' anche famosa per il vino DOCG.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero o si sterrata ripida.
PUNTI D’APPOGGIO: ricovero d’emergenza in località Bonda Grande e area adiacente il Rifugio Alpini di Lozzolo.
DISLIVELLO: circa 450 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 in direzione Alagna Valsesia, usciti dal centro di Romagnano Sesia, indicazioni per Gattinara.
CARTOGRAFIA O GUIDE: per chi riesce a trovarla esiste un’edizione di una carta eseguita dal CAI di Varallo Sesia, foglio 6°/A Gattinara- Sostegno-Serravalle Sesia.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso giallo rosso. Anche se il percorso si segue senza alcuna difficoltà, la segnaletica è in ogni modo insufficiente, le bandierine sono spesso sbiadite e i cartelli sono presenti solo in pochi casi.
DOVE ALLOGGIARE: b&b del Villaggio Verde, Cavallirio Novara, tel: 0163/345257 - Albergo Mora Massimo, Via Novara 492, Romagnano Sesia, Novara, tel: 0163/834159.

mercoledì 4 febbraio 2015

I Prati magri della Valle del Curone



Dalla stazione di Cernusco Merate, si percorre Via A. Stoppani seguendola verso sinistra, appena trovata Via C. Porta, la sì percorre fino all’incrocio con la SP N°54; attraversata la provinciale, si trova il sentiero 1 che fa da ingresso alla Valle del Curone.
Si percorre il sentiero N°1 fino a Fornace Inferiore, quindi appena trovata la strada asfaltata sì svolta a sinistra fino a trovare il bivio con il sentiero N°7; percorrendo quest’ultimo, si arriva a Cascina Galbusera Bianca 347 mt.
L’itinerario continua lungo il sentiero N°11, che con una bella sterrata che scorre sotto cresta, arriva in località Ronco 452 mt. La discesa riprende con il sentiero N°1, ritornando nella valle del Torrente Curone seguendola fino alla località Cascina Ospedaletto 300 mt, quindi con sentiero N°2, si arriva al Centro Parco Cà del Soldato 328 mt. Percorrendo i sentieri N°11 e 1, si ritorna alla SP N°54, dove si ritrova la via che riporta alla stazione di Cernusco Merate.










NOTA
L’itinerario qui descritto, è indubbiamente uno dei più belli che posso proporre, un percorso ricco di biodiversità, dove la natura selvaggia, lascia il posto ad ampie colture di vite e in alcuni casi d’ulivo.
La Valle del Curone, è una piccola valle che scava un piacevole solco nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Percorrendo il sentiero n°1. Sì attraversa il bel bosco misto che di tanto in tanto si alterna con bei prati. Il Torrente Curone, segue il sentiero N°1, spesso e volentieri si attraversa il suo continuo serpeggiare camminando su alcuni ponticelli, che danno quel tocco d’avventura a questo percorso. Usciti sulla strada asfaltata sotto Fornace Superiore, la valle si apre; a sinistra i fitti boschi, mentre a destra bellissimi prati coltivati, creano un mix di colori che rompono la monotonia dell’inverno.
Da Cascina Galbusera Bianca, il paesaggio cambia totalmente.









Lunghissime distese di terrazzamenti coltivati a vite, mutano la veste al parco, qui sembra di essere in Umbria o in Toscana, la cascina Galbusera Bianca, è un piacevole borgo medioevale, i cipressi danno quel tocco in più che giustifica il paragone con l'Italia centrale, e le piantagioni d’ulivo, ampliano questa sensazione.
Dalla località Ronco con una breve deviazione, si raggiunge un punto panoramico che spazia sulla Pianura Padana e sulle Prealpi Lecchesi, oltre alla bella cresta che compone la parte centrale del parco, dove è posto il Santuario di Montevecchia.
Dal Belvedere, si riconosce facilmente Monte Canto 710 mt, Monte Tesoro 1432 mt, e il Santuario di San Genesio 846 mt.









Altro luogo incantevole, si trova al Centro Parco Cà del Soldato; qui una bella balconata, permette la visuale della cresta dolomitica del Resegone di Lecco 1875 mt.
Oltre al panorama, nel centro parco si trova un’area pic nic e un piccolo museo, dove le guardie ecologiche offrono competenza per ogni domanda sul parco, oltre ad interessante materiale informativo.
Motivi per visitare il parco, credo di averne dati molti, trekking a piedi o a cavallo e tanti itinerari cicloescursionistici, regalano piacevoli paesaggi e panoramiche uniche, un mondo da vivere e da scoprire.
CURIOSITA’: abbiamo già menzionato le possibili piramidi che si vedono nella Valle del Curone, pare che siano addirittura sei. 

TEMPI DI PERCORRENZA: 5:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero, in caso di pioggia il fango può dare qualche noia.
PUNTI D’APPOGGIO: ristoro in località Cascina Galbusera, Cascina Ratta e Cascina Busarengo.
COME ARRIVARE: in treno da Milano o da Lecco lungo la linea Milano/Sondrio. In auto da Milano o da Lecco, percorrendo la SS 342d.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Montevecchia e Valle del Curone realizzata da INGENIA.
SEGNALETICA: cartelli informativi del parco; in alcuni tratti è mancante, e a volte può risultare insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Galbusera Bianca, tel: 039/570351.

mercoledì 28 gennaio 2015

La Collina di San Colombano


Da Miradolo Terme 72 mt, sì cerca Via Baratti. Costeggiando parte della collina, si arriva sulla strada asfaltata che porta a Camporinaldo. Si attraversa il borgo fino a trovare Via C. Vignali; qui svoltando a sinistra si percorre via Vignali fino a quando non diventa sterrata, uscendo definitivamente dall’abitato di Camporinaldo.
Proseguendo lungo lo sterrato, s’incontra una specie di segnavie che si percorre in salita fino ad un bivio; svoltando a sinistra, s’intraprende la più decisa salita che porta a Madonna dei Monti 147 mt, punto più alto dell’itinerario.












Proseguendo il cammino su strada asfaltata, ci sì dirige verso San Colombano fino a trovare uno stop, qui voltando a sinistra, si percorre la strada asfaltata che riporta a Miradolo Terme; Ritornati nella piazza della chiesa, si trova sulla destra la breve mulattiera che sale alla Chiesa di Santa Maria, da dove si gode un ottimo panorama.
NOTA
Credo che a nessuno sia mai venuto in mente che in provincia di Milano, nel cuore della pianura, possa esistere un mondo fatto di colline, piccole valli, dove si produce tra l’altro un ottimo vino, e dove pare che ci sia la raccolta del tartufo.










L’itinerario qui descritto, cerca in qualche modo di far scoprire questa collina, con un percorso totalmente improvvisato, ma che si può in ogni modo portare a termine senza particolare difficoltà.
Purtroppo i percorsi ciclopedonali sono davvero pochi. La cartografia salvo recenti pubblicazioni, si limita a qualche depliant; quindi per poter godere al meglio l’ambiente collinare, bisogna dotarsi di una buona dose di fantasia.
Miradolo Terme, è un grazioso comune ai piedi della collina. Pare che i primi insediamenti, risalgono ad epoca gallica e romana. L’intreccio di vicoli, separano le tipiche case rustiche che ancora oggi compongono la classica corte lombarda.


 








Posta sopra al paese, sorge la piccola Chiesa di Santa Maria costruita nel 1530; da qui, un’ampia balconata rovinata solo dalle cime degli alberi, offre la possibilità di ammirare buona parte della pianura e le vette più alte dell’Appennino Ligure, tra cui: Monte Penice 1460 mt.
Sulla colma della collina, dove sì trova nucleo di abitazioni che compongono la località Madonna dei Monti, guardando verso nord, nord est, sì ha un’ampia panoramica su Alpi e Prealpi; facilmente riconoscibile il gruppo montuoso delle Grigne e il Pizzo Arera 2512 mt e la bella bastionata dolomitica che compone la Presolana.
Insomma, tanti motivi per venire a scoprire questi luoghi.

CURIOSITA’: Nel 217 A.C. ci fu la battaglia del Ticino, dove i Romani persero la battaglia con i Cartaginesi di Annibale.


 









TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Miradolo Terme e Camporinaldo.
DISLIVELLO: circa 130 mt.
COME ARRIVARE: Da Pavia con SS 234 fino a Santa Cristina, quindi indicazioni per Miradolo Terme.
Da Milano o da Piacenza percorrendo l’A1 fino a Casalpusterlengo, quindi SS 234 fino a Santa Cristina, poi indicazioni per Miradolo Terme.
CARTOGRAFIA O GUIDE: vari depliant sulla zona.
SEGNALETICA: inesistente, a parte una serie limitata di indicazioni contrassegnati con la sigla PCM.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Castello, Viale Terme 19 a Miradolo Terme, tel: 038/277139- B&b Amici del Colle, Via Valsasino 72, San Colombano al Lambro, tel: 3202827688.

lunedì 26 gennaio 2015

Valle Olona, da Castellanza a Lonate Ceppino



Da Castellanza 217 mt, si lascia l’auto in Via Isonzo, quindi percorrendo la pista ciclopedonale che attraversa la Valle Olona, si, si arriva in località Mulino Taglioretti; ora con breve deviazione, si raggiunge il paese di Lonate Ceppino 286 mt.




 





NOTA
La Valle Olona, è una lunga valle che da Castiglione Olona 319 mt, scava il suo lungo corso fino alle porte di Castellanza.
La sua storia per tanti anni, è stata rappresentata dallo sviluppo economico; al suo interno, vi sono numerose testimonianze d’archeologia industriale, oltre alle numerose aziende, operative ancora oggi.
Da diversi anni però, si sta tentando di rilanciarla anche a livello turistico, numerose sono le guide, e la cartografia è rappresentata con alcune eccellenti pubblicazioni, che si occupano di questo territorio, portando in evidenza i tanti percorsi ciclopedonali che si possono percorrere, oltre ai tanti monumenti che sì possono ammirare nei tanti paesi che sorgono sopra la valle.
Le curiosità, è l’aspetto storico ambientale, sono spesso limitate, tuttavia i pochi spazi rimasti ancora intatti, riescono a regalare belle sensazioni a chi decide di percorrere questi itinerari.
Numerosi sono i monumenti che s’incontrano nel PLIS del Medio Olona.
Un esempio è rappresentato dalla chiesa di Sant’Antonio a Olgiate Olona, edificata nel 500 dall’ordine dei Carmelitani.

 






Un altro esempio, è rappresentato dal Castello di Fagnano Olona, che appare maestoso, poco dopo aver passato il centro parco di Calipolis.
Le fondamenta del castello, pare che risalgano ad epoca romana.








Entrati nel PLIS RTO, qui ci s’imbatte nella provinciale che costeggia un complesso industriale; questo passaggio è d’obbligo e purtroppo rovina anche il piacere della camminata, che si riscatta poco dopo, lungo il tratto che costeggia Mulino Taglioretti.
Lonate Ceppino, è un comune che sorge a pochi chilometri dalla più grande cittadina di Tradate, il borgo è composto ancora da tante case rustiche, che regalano una buona atmosfera al paese. Da segnalare: Villa Truffini e la Chiesa di San Pietro che ha una storia che risale al 1144.

CURIOSITA’: A Olgiate Olona si ricorda il disastro aereo avvenuto il 26 giugno 1959, colpito da un fulmine, dove morirono settanta persone di otto paesi diversi ( Stati Uniti d'America, Italia, Regno Unito, Francia, Cile, Germania, Egitto, Israele). 
Qui sotto il monumento a loro dedicato.   









TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: centro parco Calipolis, generalmente aperto di domenica, ma non posso confermare.
COME ARRIVARE: da Busto Arsizio o da Legnano con direzione cimitero di Castellanza, quindi sul vecchio passaggio a livello delle ferrovie nord, si trova Via Isonzo che scende verso la pista ciclopedonale.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta del parco e Ciclocampestri del Seprio realizzata da INGENIA Cartoguide.
SEGNALETICA: cartelli informativi lungo tutto il percorso, e su eventuali deviazioni quando non asportati. Albergo Hotel
DOVE ALLOGGIARE: Albergo Hotel Mo.Om, Via San Francesco d'Assisi 9, Olgiate Olona, tel: 0331/327511- B&B St. Gregory, Piazza S. Gregorio 5, Olgiate Olona, Tel: 0331/376954.

giovedì 15 gennaio 2015

Parco Regionale Spina Verde




Da Como località Camerlata 284 mt, sì sale lungo l’itinerario N°1 fino al Parco delle Rimembranze 352 mt. Con una breve deviazione, si percorre il sentiero a destra che sale al Castello di Baradello 432 mt. Dopo aver visitato l’area, si ritorna al Parco delle Rimembranze, quindi proseguendo con il sentiero N°1 si riprende a salire oltrepassando la località Respaù di sotto 393 mt, raggiungendo una sella; svoltando a destra, si sale velocemente ad un punto panoramico che va oltre i 400 mt di quota.

 









Ritornati sulla sella, si prosegue lungo la dorsale, evitando Cascina Respaù di Sopra, per dirigersi verso la storica Baita Elisa 467 mt, in questo periodo non più funzionante come ristoro; quindi di nuovo in discesa per poi riprendere una decisa salita che porta ad una grand’antenna. Ancora qualche minuto di cammino su facile sterrata, e s’incontra il bivio che porta alla Croce di S. Eutichio 536 mt.
Per il rientro, si scende alla vicina Baita Monte Croce, quindi seguendo la strada sterrata, si scende in direzione dell’abitato di Pianvalle, quindi, dopo aver visitato i siti archeologici più importanti, si riprende la via del ritorno ripercorrendo il sentiero N°1 fino a Camerlata.
NOTA
Spettacolare camminata, in un parco che riesce a raccontare almeno tremila anni di storia, attraverso fitti boschi in prevalenza di castagno, da dove di tanto in tanto si aprono belle balconate che spaziano sulla città di Como.
S’inizia con il Parco delle Rimembranze, dove è stato eretto un monumento ai caduti; il prato si pone in una conca, dove il frastuono della grande città, non riesce a scalfire il silenzio di questo luogo, adatto per trascorrere momenti di relax.
Il castello di Baradello, o ciò che ne rimane, è una struttura eretta già al termine dell’impero romano, ricostruito in seguito da Federico Barbarossa. Dalla Baita Baradello, si apre un’ampia terrazza panoramica che domina sulla città di Como, Monte Boletto 1236 mt e Monte Bolettone 1317 mt, s’impongono con la loro bella mole.
Cascina Respaù è un edificio d’origine medioevale, probabilmente legata al complesso del Castello di Baradello.
Il punto panoramico, non è segnalato, però il percorso s’intuisce grazie ad un sentiero che con delle palizzate, consente il passaggio ai soli escursionisti. Dalla cima, si apre la visuale più bella del percorso, 360° di panorama da ammirare, le colline del Varesotto e della Brianza si mostrano nella parte meridionale, mentre guardando verso il Lago di Como, oltre alla bella veduta sulla città e sul lago, sì può ammirare la bella mole dei monti: Bisbino 1325 mt e Colmegnone 1383 mt, dalla parte opposta del lago, ben visibile il borgo di Brunàte 715 mt, e poco più in alto il Faro Voltiano 906 mt.

 







S. Eutichio, è una croce eretta nel XIX, alcune testimonianze, parlano di una croce precedente, risalente ai primi secoli dopo cristo. Da qui, un’altra bella balconata, si apre sulla città, ben visibile, la facciata del Duomo, mentre volgendo lo sguardo a monte, è ben visibile il tracciato della funicolare che da Como sale a Brunàte, con i convogli che regolarmente salgono e scendono lungo il pendio.
Guardando verso il Bisbino, si notano le due vette del Monte Generoso 1701 mt, mentre più a nord, oltre alla Costa del San Primo, si può ammirare la solitaria vetta del Pizzo Stella 3163 mt.


 









L’area archeologica, è di notevole interesse; i ritrovamenti risalgono addirittura al IX secolo avanti cristo, si parla d’incisioni rupestri e dei resti di un antico villaggio abbandonato nel IV secolo avanti cristo.
Credo che questo percorso, sia davvero interessante, sia dal punto di vista ambientale che da quello storico, per chi ama i luoghi affascinanti, con miti e leggende, questo è l’itinerario adatto, un tuffo nel passato, un viaggio nel tempo alla scoperta di un parco regionale, tra i più belli della Lombardia.
CURIOSITA’:
Senza saperlo, abbiamo partecipato alla festa del solstizio, sapevamo  dell'evento tramite il pannello informativo, ma la festa è organizzata ogni anno, appunto il 21 dicembre; è stata una sorpresa trovare tutta quella gente.
La Fonte della Mojenca, nel giorno più corto dell'anno, il sole al tramonto penetra dentro la fonte illumando l'entrata. Ritenuto ancora oggi un luogo sacro per gli abitanti di Golasecca.
La festa è organizzata dal Gruppo Archeologico Comasco.
Per tutti gli eventi andate sul sito http://www.spinaverde.it.


 






DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Camerata, Baita Baradello posta poco sotto il castello, tel: 031/592805. Baita Monte Croce posta poco sotto la croce, tel: 031/520516. Baita Pianvalle posta nelle vicinanze dell’area archeologica, tel: 031/505137.
DISLIVELLO: 400 mt circa.
COME ARRIVARE: Da Milano o da Lugano, percorrendo l'autostrada A9, con uscita a Como Sud, quindi, direzione centro.  
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°91, carta turistica del Parco Regionale Spina Verde.
SEGNALETICA: cartelli informativi del parco.
DOVE ALLOGGIARE: Ostello Respaù tel. 3467249131. Residence Como in via Bellinzona a Como. 



 



mercoledì 14 gennaio 2015

Anello del Monte San Giorgio



Da Meride 578 mt, si percorre il segnavie che scende a Riva S. Vitale 273 mt.



 







Da Riva San Vitale, si prosegue con sentiero che aggirando il versante nord est del Monte San Giorgio, conduce all’Alpe di Brusino 673 mt.
Dall’alpe, si segue la strada sterrata che porta alla località Serpiano 644 mt, per poi voltare a sinistra per sentiero che rimane sopra alla località Serpiano; appena trovato il bivio per Meride Via Cassina, s’intraprende la ripida salita che porta al bivio con il sentiero che sale dalla località Crocifisso 670 mt, quindi poco più avanti, sì abbandona il segnavie per un sentiero non segnato che porta alla cappella di S. Uberto 883 mt, dove si trova l’omonimo rifugio.
NOTA
L’anello del Monte San Giorgio, è uno di quei percorsi che si fanno quando le nuvole o la nebbia, impediscono al sole e al cielo azzurro di dominare la giornata.
Il percorso qui descritto infatti, si sviluppa per la maggior parte nel fitto bosco di castagno e faggio, che ricopre quasi per intero il gruppo montuoso.
Sì parte da Meride, piccolo paesino che si posa su di un altopiano che separa il Monte San Giorgio 1100 mt dal Monte Pravello 1020 mt.
Il ripido sentiero che scende a Riva San Vitale, percorso con pioggia o neve, può dare qualche problema.
Riva San Vitale è un altro gioiello che sorge sulle rive del Lago di Lugano, ricco di monumenti storici come il battistero paleocristiano del VI secolo.
I vicoli s’intrecciano tra le case del paese, mentre dal lungo lago si può ammirare una bella veduta sulle montagne a nord di Lugano.

 










La salita all’Alpe di Brusino, è notevolmente lunga, il sentiero sale deciso attraverso fitti boschi di castagno e faggete fino a superare quota 700 mt, per poi ridiscendere in modo più morbido all’Alpe.
Qui vi si trova un crotto, che rimane chiuso nel periodo invernale.
Un’ultima fatica, porta alla cappella di S. Uberto, qui, un locale d’emergenza, offre un rifugio sicuro nelle giornate umide e fredde, grazie anche al suo camino, che consente di scaldarsi e di trascorrere qualche ora in un’atmosfera familiare.
In estate invece, l’area si presta a piacevoli pic nic sotto il fresco dei grandi faggi o sotto il sole del prato che si trova sul lato opposto alla cappella.

 







La discesa a Meride, si svolge su ampia mulattiera, resa insidiosa anch'essa in caso di pioggia o neve a causa delle viscide pietre posate lungo il sentiero.

CURIOSITA’: Il Monte San Giorgio è patrimonio mondiale dell'UNESCO
per la sua ricchezza di fossili, risalenti al periodo geologico tra 247 e 236 milioni di anni fa. Il museo dei fossili di Meride conserva questo tesoro, aperto dalle 9.00 alle 17.00. 
A Riva San Vitale si trova il battistero paleocristiano datato V secolo.

    TEMPI DI PERCORRENZA: 5:30/6:00.
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Meride, Riva San Vitale, Alpe di Brusino quando aperto e locale d’emergenza in località S. Uberto.
DISLIVELLO: circa 600 mt in salita e circa 800 in discesa.
COMA ARRIVARE: da Varese 382 mt sì seguono le indicazioni per Valico Gaggiolo 384 mt, poi indicazioni per Saltrio 564 mt dove si attraversa la dogana, entrando nel comune d’Arzo 500 mt, quindi indicazioni per Meride. Da Como 201 mt, si valica il confine dalla Dogana di Chiasso 238 mt, si arriva a Mendrisio 332 mt, quindi indicazioni per Rancate 352 mt, Arzo e Meride. Da Lugano 277 mt si giunge a Riva San Vitale, quindi indicazioni per Rancate, Arzo e Meride
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: cartelli informativi e segnali bianco rosso bianco. Segnaletica mancante nell’ultimo tratto di sentiero che conduce a S. Uberto.
DOVE ALLOGGIARE: B&B La Crisalide a Meride. 

martedì 13 gennaio 2015

Rifugio Alpe Bovis



Da Astano 636 mt (CH), si segue il sentiero che sale al Monte Lema 1620 mt, percorrendolo fino alla località Forcola 1118 mt.
Si prosegue camminando lungo l’ampio sentiero che rientrando in Italia, conduce al Rifugio Campigli 1184 mt. Dopo aver passato Alpe Fontana 1147 mt, si raggiunge la località Pra Bernardo 1095 mt; ora si lascia il sentiero che porta al Rifugio Campigli, per proseguire in decisa discesa lungo una carrozzabile che porta al Rifugio Bovis 941 mt.

 








Per il ritorno, si può tornare dal percorso fatto all’andata oppure, si può decidere di scendere lungo un sentiero non segnato che porta a Dumenza 434 mt. Poco prima di arrivare in centro paese, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Santuario Madonna di Trezzo 558 mt, quindi ancora in salita, si raggiunge il Valico Cavagnino 621 mt, per poi proseguire su strada asfaltata fino ad Astano.

NOTA
Affascinante percorso tra boschi e alpeggi del Monte Lema.
Astano, è un piccolo borgo che sorge a pochi passi dal confine con l’Italia e con il vicino paese di Dumenza.
I vicoli sono molto caratteristici, si potrebbe banalmente definirlo come il classico paesino svizzero, ma per chi apprezza la magia di questi borghi, consigliamo indubbiamente una visita.
La salita si sviluppa lungo un ampio sentiero che sale dolcemente le pendici del Motto Croce 1183 mt, immersi nel silenzio dei boschi di castagno prima e di faggio e betulla dopo.
La Forcola è un ampio passo che mette in comunicazione Svizzera e Italia, un luogo che grazie a larici e abeti, regala un’atmosfera di media montagna che a mio parere è molto gradevole, la veduta che spazia fino ai quattromila, amplia molto questa piacevole sensazione. 

 







Dall'Alpe Fontana e Pra Bernardo veduta eccezionale sul Lago Maggiore, facilmente riconoscibili i Castelli di Cannero e il paese di Cannero 225 mt, mentre subito a destra si può ammirare la bella Valle Cannobina che separa il gruppo montuoso del Monte Limidario 2187 mt dal gruppo montuoso del Monte Zeda 2156 mt, ben visibili nella loro inconfondibile sagoma.
Non meno piacevole è la veduta del costone che sale al Monte Lema, il fitto bosco cha ha già vestito i colori dell’autunno, lascia il posto al giallo dei prati che seguono la cresta fino in vetta.
Inoltre, si possono ammirare le tante cime che si elevano nel varesotto, vette come Monte Nudo 1235 mt o Monte Sette Termini 972 mt.
Il Rifugio Bovis, è una perla nascosta nel versante sinistro della Valle Cortesel, una deliziosa e accogliente baita dove un ottimo gestore prepara gustosi pranzi per i suoi ospiti. Dotato di pochi posti letto, può accogliere per il pernottamento, solo piccoli gruppi, ma rimane un ottimo punto d’appoggio per escursionisti di buon livello che oltre ad affrontare la salita al Monte Lema, si possono concedere un trekking di più giorni che si sviluppa lungo la bella cresta che sale fino a Monte Tamaro 1961 mt.


 







La discesa a Dumenza, la definisco vergognosa. Al Momento il rifugio è meglio raggiungerlo dal Rifugio Campigli o dai numerosi paesi della vicina Svizzera.
Da Dumenza, fino a quando non si provvederà alla messa in posa dei cartelli con relativi segnali di vernice bianco rosso, esiste o esistono alcuni sentieri non segnati e in evidente stato d’abbandono, probabilmente conosciuti dai pochi frequentatori della valle. A parte questo, in discesa un bravo escursionista ne riesce ad intuire lo sviluppo, sempre con le dovute attenzioni; in salita il problema è decisamente più marcato.
Evitando il centro di Dumenza, si sale la bella mulattiera che porta al Santuario Madonna di Trezzo, da dove oltre alla magia del luogo sacro, si può ammirare una bella veduta sul Lago Maggiore.
Ora attraverso una bella valle che contiene un piccolo lago naturale divenuto quasi ormai una zona umida, si raggiunge il vecchio valico abbandonato ormai da decenni, qui si ritorna ad Astano non prima di essere passati davanti al Laghetto di Astano, dove sorge un piccolo e accogliente camping, che precede il ritorno al paese.

CURIOSITA’: Nell'anno 1348 avvenne un miracolo, si dice che una pastorella muta vide la Madonna che gli parlò dicendo di tornare al suo paese e dire agli abitanti di pregare per far così passare la peste.
La pastorella ritrovò la voce.
Fu così che venne costruita una cappella e in seguito santuario, Santuario della Madonna di Trezzo.

 
    
    





     TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 da          
     Astano; 5:30 circa percorrendo l’anello.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la discesa a Dumenza.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad astano e Rifugio Alpe Bovis con possibilità di pernottamento. Tel: 340/7651267. 
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVARE: da Ponte Tresa 275 mt, si percorre la strada che va a Lugano 277 mt, quindi appena trovate le indicazioni, sì svolta a sinistra seguendo la strada che porta a Miglieglia 706 mt o alla funivia del Monte Lema, quindi appena trovate le indicazioni per Astano sì svolta a sinistra fino a destinazione.
Da Luino 202 mt, sì segue la strada che passa il Valico Fornasette, quindi indicazioni per Sessa 393 mt e quindi Astano.
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°90. Carta Via Verde Varesina realizzata dalla provincia di Varese in collaborazione con l'istituto Cartografico DeAgostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e segnali bianco rossi fino alla località Pra Bernardo, poi indicazioni fino al rifugio. Segnaletica inesistente fino a Dumenza, quindi cartelli e segnali bianco rossi fino ad Astano.  
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Alpe Bovis. Hotel Internazionale Luino a Luino.

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