venerdì 27 giugno 2014

Cima Montecucco

Dalla località Signora 994 mt, situato nel comune di Val Colla, si percorre il segnavie che porta al Rifugio Monte Bar passando per la località Moncucco.
Raggiunti l’enorme casolare di Piandanazzo 1604 mt, si nota un sentiero sulla destra, che sale in cresta, percorrendolo, si raggiunge la vetta della Cima Moncucco 1725 mt.










NOTA
La Val Colla è una valle che s’insinua lungo due principali creste, e percorsa dal Torrente Cassarate. La prima cresta, quella che parte da Lugano 277 mt, si innalza ne piacevole mondo calcareo dei Denti della Vecchia, dove svetta il Sasso Grande 1500 mt, proseguendo con la Cima di Fiorina 1810 mt e andandosi ad inserire dal passo di San Lucio 1541 mt alla lunga cresta della Mesolcina.
La seconda cresta, decisamente più corta, comprende tre cime che sono: Caval Drossa 1632 mt, Monte Bar 1816 mt e Cima Moncucco, andandosi poi a saldare con il ripido costone che sale al Monte Garzirola 2116 mt.










Il sentiero ha inizio nel bel borgo di Signora, sale con una bella sequenza di tornanti che lo rendono piacevole e con il giusto sforzo, immerso nei fitti boschi di faggio e pini, per poi abbandonarsi ai grandi prati che compongono le cime principali. L’ambiente è un mix tra alpino e prealpino, le principali cime sono per lo più dei grossi panettoni, mentre andando verso il Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, si ammira una bella conca di origine glaciale, che muta l’ambiente, in primavera la conca rimane a lungo ricoperta di neve, dando quella breve sensazione di ghiacciaio, che non dispiace alla vista.
Cima Moncucco, forse è la meno conosciuta, essendo troppo vicino a due cime principali come Monte Bar e Monte Garzirola, tuttavia, la salita è piacevole e i panorami sono sempre eccellenti; tra le altre vette che si possono ammirare vi segnalo: l’intero gruppo delle Grigne, una bella schiera di 4000 mt, Monte Leone 3553 mt, Punta di Vogorno 2442 mt e Pizzo Claro 2727 mt, oltre ad una splendida vista sulla Pianura Padana e su Appennino.









 

CURIOSITA’: i comuni Colla, Insone, Piandera, Scareglia e Signora, diventano di un comune solo denominato appunto Valcolla. 
Cassarate è un fiume svizzero, scorre nel Canton Ticino, lungo 18 km. 
Interessanti sono gli oratori in ogni comune, sono molto vecchi.
   
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E)
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Monte Bar a circa 30/40 minuti di cammino.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COMA ARRIVARE: da Lugano, indicazioni per Tesserete 514 mt, Rovereto 727 mt Bidogno 804 mt.
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°91
SEGNALETICA: segnaletica svizzera, con pannelli informativi e bandierine bianco rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Leone Nero e Ristorante a Bogno, Hotel Camoghe a Isone.

mercoledì 18 giugno 2014

Alpe Nesdale

Da Menaggio 203 mt, si raggiunge in auto il paese di Breglia 749 mt, quindi a piedi seguendo le indicazioni per Monte Bregagno 2017 mt fino a S. Amate 1623 mt. Dalla chiesa, si risale leggermente fino a trovare una sterrata; svoltando a sinistra si percorre quest’ultima fino all’Alpe Nesdale 1612 mt.









NOTA
La lunga cresta montuosa della Mesolcina, che dalle rive del Lago di Lugano, dove ha il suo inizio, raggiunge il Passo dello Spluga 2113 mt, si caratterizza per la sua forma, che ricorda molto una bella pianta di vite. Lungo il suo cammino, si staccano numerose creste laterali, che s’innalzano sopra grandi valli.
Quella che prendiamo in esame è la più meridionale, si stacca tra la Valle Albano e la Val Cavargna, per poi terminare sopra la Valle Sanagra e il Lago di Como. Sotto la lunga cresta, vi si può trovare tanti alpeggi, molti utilizzati ancora oggi per il pascolo estivo delle mucche.
L’Alpe Nesdale, si trova sotto la bella mole del Monte Bregagno, situata nel versante destro della Valle Sanagra.









Dal paese di Breglia, si sale lungo un facile sentiero che spesso s’incrocia con la strada asfaltata fino all'ultimo parcheggio che si trova poco sopra i Monti di Breglia 996 mt. La salita è sicuramente piacevole, le tante case sparse che s’incontrano regalano quell'atmosfera rustica, tipica dell’alpeggio, immersi in mezzo al verde dei prati e ai piedi di castagni secolari.
Il bosco di castagno, lascia ben presto posto al bosco in prevalenza di betulla, un sentiero più ripido, sale fino al bivio che porta al Rifugio Menaggio 1400 mt, svoltando a destra, si segue il segnavie che porta in vetta al Monte Bregagno.
Pian piano si esce dal bosco, con bella veduta sul Lago di Como e sulle Alpi Orobie Occidentali.
Grazie ad un piacevole traverso, si raggiunge la chiesa di S. Amate. Da qui oltre alla vista del Costone del Bregagno, si ha una vista eccezionale del lago, ben visibile la Valsassina con la bella piramide del Grignone 2409 mt che fa da sfondo. La Val Varrone, dominata dall'imponente mole del Monte Legnone 2609 mt e la parte iniziale della Valtellina. Facilmente riconoscibili, sono la Valle dei Ratti, con probabile vista del Pizzo Ligoncio 3032 mt, e la Val Codera.

 







    
    Scavalcato il crinale ci si abbandona ai morbidi pendii che portano fino all’Alpe Nesdale, solo la verticale      cima del Pizzo di Gino 2245 mt, interrompe l’ondulante movimento di vette rigorosamente sopra i                  duemilametri.
     L’Alpe Nesdale, è composta di un casolare e una grande stalla, la tipica malga di montagna. Da qui si            apre un’altra magnifica panoramica, Monte Rosa e altri 
     quattromila domina l’orizzonte, dove cime come Monte Zeda 2156 mt e Monte Tamaro 1961 mt,                ricordano ai tanti camminatori, che la loro più piccola quota, 
     non significa meno belle. Un altro esempio è rappresentato dalla vetta del Monte Grona 1736 mt, con le        sue guglie rocciose che circondano la vetta, visibile per quasi tutto l’itinerario.

CURIOSITA’: Larrie il mostro del Lago di Como, molto interessante, io non l'ho mai visto.













TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E)
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Breglia.
DISLIVELLO: 900 mt circa.
COME ARRIVARE: Da Como con SS N°340, da Lugano per la Dogana di Gandria, poi SS N°340, quindi indicazioni per Plèsio e Breglia.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Royal, Grand'hotel Victoria, B&B LE Eriche, B&B Casa del Sole.

martedì 17 giugno 2014

Rifugio Parafulmine in Val Gandino

Da Gandino 552 mt, località Cerano 610 mt, si percorre il segnavie N°548 fino a Campo d Avena 1222 mt. Si prosegue per sentiero N°545, percorrendolo fino alla località Morti della Montagnina 1483 mt, ora voltando a sinistra si affronta una ripida salita che porta sopra un grande colle, da qui in circa dieci minuti si raggiunge il Rifugio Parafulmine 1536 mt. Per la discesa, si segue la pista da sci di fondo che scende fino ad incrociare il sentiero N°549 che perdendo quota rapidamente arriva al Bivacco Guazza e più giù fino a Barzizza 618 mt, permettendo così di tornare a Gandino.











NOTA
La fascia prealpina delle Alpi Orobie, è composta di un micro mondo calcareo, che colma con la bastionata dolomitica della Presolana.
Il gruppo montuoso del Pizzo Formico, è un piccolo mondo che si erge sopra la Val Seriana, la Val Cavallina e la Val Borlezza, composto di molteplici cime e piccoli altopiani che regalano un assaggio di Dolomiti, grazie ai tanti prati circondati da fitti boschi d’abete.
L’inizio del percorso si sviluppa lungo una bella carrozzabile che da facile accesso ai tanti casolari sparsi lungo la valle. Finita la stradina, ci si abbandona ad un sentiero a volte anche ripido che s’inoltra in un bel vallone con vari guadi del torrente, fino alla ripida salita che porta a Campo d’Avena. Qui ci si trova davanti ad un altopiano totalmente immerso nel verde, colorato dai tanti fiori primaverili che ricoprono a tappeto i prati che circondalo l’ampio casolare che si trova nel piano. Anche le piccole cime ricoperte d’abeti, creano uno scenario davvero molto bello, mentre guardando a sinistra, la lunga cresta dei monti Fogarolo 1529 mt e
Montagnina 1598 mt, contribuiscono a creare quell'ambiente alpino che questo gruppo               montuoso sa regalare.
Raggiunta la località Morti della Montagnina, ecco apparire la bella sagoma del Pizzo Formico 1636 mt, che domina il panorama; Il piccolo laghetto ancora ghiacciato offre un suggestivo paesaggio glaciale, dopo le belle fioriture di Campo d’Avena.
Il Rifugio Parafulmine (purtroppo trovato chiuso), si trova sopra un colle che domina la conca sottostante, da qui si può godere di un panorama eccezionale, le grandi vette delle Alpi Orobie, si mostrano nella loro aspra bellezza, cime come: Pizzo di Coca 3050, Pizzo di Redorta 3038 mt, Pizzo del Diavolo di Tenda 2916 mt, Pizzo Arera 2512 mt e Monte Alben 2019 mt, tutto questo e molto altro attendono l’escursionista che intraprende questa salita.
La discesa a volte molto decisa, permette di passare dal minuscolo Bivacco Guazza 1280 mt, piccolo punto d’appoggio per che sale da Barzizza, ma anch'esso con una splendida veduta sulla Pianura Padana, una camminata davvero completa, da vivere passo dopo passo.










CURIOSITA’: il Rifugio Parafulmine in dialetto si scrive Parafulmen con due puntini sopra la u. A Gandino si tiene la corsa delle uova la prima domenica di luglio, altra manifestazione, la Gustar passeggiata enogastronomica che si svolge la seconda domenica di luglio.
Si può visitare il museo Basilica di Gandino.  










TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00/6:30 circa
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi e ghiaiosi.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gandino, Rifugio Parafulmine e Bivacco Guazza, proprietà del CAI di Gandino.
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
COME ARRIVARE: da Bergamo con SS 671, poi seguire le indicazioni per Gandino.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e Carta dei Sentieri della Provincia di Bergamo.
SEGNALETICA: cartelli e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Locanda Ristorante Centrale Gandino. 

mercoledì 16 aprile 2014

Salita invernale sul Monte Ostano

Da Varallo Sesia 450 mt, si seguono le indicazioni per Camasco 756 mt; raggiunto il paese si prosegue fino alla frazione Corte 800 mt.
Lasciata l’auto, ci s’incammina per il segnavie N°625, camminando lungo una stradina che sale fino al Colle del Ranghetto 1272 mt.
Dal colle, si prosegue fino ad un grosso casolare, qui svoltando a sinistra, si percorre un ampio sentiero che porta in cresta; raggiunta la sommità, si gira a destra camminando dentro un bel bosco di faggio fino a raggiungere la cresta finale che con ampi prati, conduce alla vetta del Monte Ostano 1509 mt.












NOTA
Bella salita invernale su di una vetta che offre 360° di panorama.
S’inizia con la bella Valle del Nono; la Frazione Corte rappresenta l’ultimo borgo abitato che s'incontra prima di affrontare la solitaria salita.
La Strada che sale al colle, in parte sterrata in parte asfaltata, procede con una pendenza regolare attraverso fitti boschi, dove il sole di primavera risveglia il sottobosco e anima i tanti uccelli che manifestano la loro presenza con i versi più strani.
Dal Colle del Ranghetto, termina il bosco per dare spazio agli immensi prati che circondano la piccola cappelletta.










La salita al Monte Ostano, non è particolarmente faticosa, ma all’inizio della primavera, quando la neve colora di bianco i pascoli, la situazione cambia radicalmente.
Qui a parte il gracchio dei corvi non si sente assolutamente nulla, il silenzio dell’inverno è ancora vivo, anche l’aria che si respira sa di neve, d’alta montagna; così con le ciaspole ai piedi, si affronta la salita.
Raggiunta la cima, lo spettacolo è assicurato.
Una vista mozzafiato ripaga ampiamente la fatica fatta, un susseguirsi di valli e monti si presenta agli occhi dell’alpinista che sale questa bella montagna.
Di fronte il Monte Croce 1645 mt apre i giochi, poi con alcuni sali e scendi, ecco che si alza il Massa del Turlo 1959 mt, vetta che apre la via alle grandi montagne che si andranno ad inserire nella bella mole del Massiccio del Monte Rosa, visibile in tutta la sua bellezza. Tra le tante cime che si possono ammirare, inserisco anche: Monte Barone 2044 mt, primo duemila che si affaccia sulla Valsesia e sulla Val Sessera, l’Alta Cima di Bò 2556 mt, una delle più alte cime del biellese, Monte Tagliaferro 2964 mt, Corno Bianco 3320 mt; volgendo lo sguardo verso la pianura, ecco Monte Fenera 899 mt, con la sua inconfondibile sagoma, e sopra il piccolo spicchio di Lago d’Orta che si riesce a vedere, si erge il Mottarone 1491 mt, il primo grande gruppo montuoso del Lago Maggiore.
Per le altre foto: 
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TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00/2:30 circa
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Ostano.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVERE: A26 uscita Romagnano Sesia. Si prosegue con SS n°299 per Alagna Valsesia, percorrendola fino a Varallo Sesia, poi con indicazioni fino a Camasco e dunque Frazione Corte.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli e bandierine rosso bianco rosso del sentiero N°625.
DOVE ALLOGGIARE: Alberghi, B&b, Hotel a Varallo.

giovedì 10 aprile 2014

Rifugio Binate

Rifugio Binate
Da Cabbio 670 mt, paese situato nella Valle di Muggio che si trova tra Mendrisio e Chiasso, si percorre la lunga strada sterrata che sale al Passo Bonello 1142 mt, da qui seguendo il sentiero che attraversa il bosco, si arriva al Rifugio Prabello 1200 mt; ora camminando lungo l’Alta Via dei Monti Lariani, si raggiunge l’ex Rifugio Binate 1210 mt.










NOTA
Quello che posso garantire in quest’itinerario, sono senza dubbio gli ampi panorami. Un continuo susseguirsi d’ampie balconate che nelle giornate terse, mostra il suo splendore.
L’itinerario inizia con la bella vista sul Monte Generoso 1701 mt, poi man mano che ci s’introduce nella Val Luasca, ci si abbandona al silenzio del bosco, che dal castagno, passa velocemente al faggio, dove se si ha fortuna, si può incontrare anche qualche capriolo.

Dall’alpe della Bolla, il paesaggio cambia, il fitto bosco, lascia lo spazio a grandi prati che in base alla stagione, si tingono di vari colori.
Raggiunto il Rifugio Prabello, non si può non mostrare meraviglia per la bella mole del Sasso Gordona 1410 mt, con la sua inconfondibile sagoma. Il rifugio è gestito, è offre un ottimo punto d’appoggio per i tanti escursionisti che amano queste montagne.
Dal rifugio, si apre la prima vera balconata sulle Alpi e Prealpi, un vero susseguire di cime, dalle alte guglie delle Alpi Retiche ai morbidi Panettoni che compongono il Triangolo Lariano e la Val d’Intelvi, dove oltre al Monte Generoso, si possono ammirare anche il Monte Galbiga 1698, il Monte di Tremezzo 1700 mt e il Pizzo della Croce 1491 mt. Dopo il lungo traverso in un fitto bosco di faggio. Ecco la Colma di Binate 1125 mt sulla carta, perché sui cartelli vi sono ben tre differenti quote. Da qui, Monte Legnone 2609 mt, Grignone 2409 mt e Monte San Primo 1686 mt, dominano il panorama, mentre dall'altro versante, una nutrita schiera di quattromila, si mostrano in tutta la loro bellezza.
Il Rifugio Binate, è un’ampia struttura che un tempo offriva una buon’ospitalità, chiuso ormai da anni, si può in ogni modo godere della sua ampia terrazza, dove tavoli e panche si prestano per un delizioso pranzo al sacco. Da qui, l’ampia veduta sul Monte Rosa 4634 mt e sul Cervino 4478 mt, completa la meraviglia di un’escursione in queste belle montagne.
Per altre foto
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TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) solo per i pochi tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cabbio, e Rifugio Prabello con possibilità di pernottamento. Tel: 031/831905- 340/7969876.
DISLIVELLO: circa 600/700 mt.
COME ARRIVARE: Da Mendrisio o da Chiasso, seguendo le indicazioni per Valle di Muggio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: segnaletica svizzera con cartelli e bandierine bianco rosso bianco. Segnaletica italiana con cartelli vari e targhette dell’Alta Via dei Monti Lariani.
DOVE ALLOGGIARE: B&b a Cabbio, Lugano, Mendrisio, la scelta è molto varia.



mercoledì 2 aprile 2014

L'Or di Case e Scogno

Da Aurano 684 mt, si percorre il segnavie VT4 fino a Scareno 694 mt; ora con sentiero N°12 si raggiunge da prima l’Alpe Piaggia 910 mt e di seguito le località L’Or di Case e Scogno 1028 mt.









NOTA
L’itinerario qui descritto, è sicuramente uno dei più belli che si possono percorrere in queste montagne.
I continui sali e scendi che da Aurano conduce fino al Ponte del Dragone 642 mt, si sviluppa lungo un piacevole bosco di castagni, con piante di oltre un secolo. Già l’immergersi nell'atmosfera del classico paese di montagna, rende speciale quest’itinerario, il silenzio delle case arroccate sul pendio interrotto dal breve passaggio di qualche auto, crea quella piacevole atmosfera che si respira lungo gli stretti vicoli.
Piccole e grandi valli sì attraversano lungo la salita; case isolate e piccoli alpeggi, tutto questo compongono la cornice di un quadro perfetto. Ma dal Ponte del Dragone cambia tutto. L’intensa salita che conduce all’Alpe Piaggia, crea lo sfondo, il primo piano ad una vista eccezionale. Non mi meraviglia che lungo il sentiero s’incontrano numerose edicole mariane, del resto il luogo è mistico, pieno di magia, un micro mondo dove la gente ha ancora quel senso d’ospitalità che in città non si respira più.

 







L’Alpe Piaggia, è quasi una borgata, un paesino isolato, una di quelle frazioni che ancora oggi si raggiungono solo a piedi.
Qui si gode una veduta spettacolare; Monte Zeda 2156 mt e Pizzo Marona 2051 mt, completano il quadro. Durante la stagione fredda, quando la neve ricopre le due cime, si crea nel silenzio dell’alpe, un’atmosfera d’alta montagna, infatti, pare di guardare cime ben oltre i tremila metri. In primavera, l’impeto dei torrenti, rompono prepotenti il silenzio dell’Alpe Piaggia.
L’Or di Case e Scogno, si raggiungono abbastanza velocemente, qui le montagne sono sicuramente più basse, ma la vista del Monte Bavarione 1505 mt, oltre alle tante baite sparse lungo i pendii, non è per nulla spiacevole. In primavera con la fioritura della ginestra, il sentiero che dall’Alpe Piaggia porta a Scogno, si tinge di giallo, aggiungendo colore al colore di un quadro perfetto, da vivere minuto dopo minuto.









CURIOSITÀ’: 
Festa della transumanza all'alpe Segletta
Festa all'alpe Piaggia 
Madonna del Carmine a Scareno
Festa all'alpe Biogna.









TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero a tratti ripido con attraversamento d’alcuni ruscelli.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Aurano.
DISLIVELLO: circa 500 mt, tra i tanti Sali e scendi.
COME ARRIVARE: da Milano con autostrada A26 fino a Gravellona Toce; poi SS N°34. Dalla rotonda che incrocia la SS N°33, si prosegue per Verbania per poi girare subito dopo a sinistra seguendo per Miazzina, Cambiasca e Valle Intasca fino ad Aurano. Da Domodossola con SS N°33 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34; quindi come sopra. Da Locarno con SS N° 34, poi come sopra.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90
SEGNALETICA: cartelli molto sbiaditi, più bandierine rosso bianco quando presenti. Prestare attenzione ai bivi, in particolare nella parte iniziale.
DOVE ALLOGGIARE: Verbano- Cusio- Ossola. 



Monte Chiusarella

Da Bregazzana 494 mt, si percorre il sentiero N°14 e 3V, percorrendo la strada militare che porta sul Monte Martica 1032 mt. Arrivati ai piedi del Monte Chiusarella 915 mt, sì svolta a sinistra percorrendo un panoramico sentiero che porta fino alla cima.










NOTA

 







Una delle cime più panoramiche in provincia di Varese, quando torni a camminare su questa parte del Parco Regionale del Campo dei Fiori, hai sempre la stessa emozione, una meraviglia che guardi sempre con stupore, come se ogni volta fosse sempre la prima. Del resto il panorama è sicuramente spettacolare.
L’inizio si sviluppa lungo un largo sentiero che attraverso un fitto bosco con castagni secolari, sale fino alla strada militare che oltrepassa l’Alpe Ravetta 618 mt.
Lasciato il sentiero, si abbandona temporaneamente il sentiero 3V per seguire la strada militare che sale su a Pian Waldès 710 mt. Qui l’ambiente cambia radicalmente, pini e castagni la fanno da padrona in un mondo calcareo molto bello. A Pian Waldès si apre la prima ampia panoramica, questo sarà solo un anticipo di quello che si potrà vedere dalla cima del Monte Chiusarella. Saliti in quota, si abbandona la strada militare per seguire un sentiero che attraverso ampi prati, sale velocemente in vetta.
Dalla vetta del Chiusarella, spettacolare veduta su Alpi, Prealpi e Appennino, 360° di panorama che riempiono gli occhi di meraviglia.
Tra le tante cime che si possono ammirare segnalo: Monviso 3841 mt, Monte Zeda 2156 mt, Sasso del Ferro 1062 mt, Monte Martica 1032 mt, Poncione di Ganna 992 mt, Monte Disgrazia 3678 mt.









TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30/2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Chiusarella.
PUNTI D’APPOGGIO: ricovero d’emergenza sotto la cima del Monte Chiusarella.
DISLIVELLO: oltre i 400 mt.
COME ARRIVARE: da Varese per SS 233 fino alle gallerie, poi indicazioni per Bregazzana.
CARTOGRAFIA O GUIDE:  carta Kompass N°90, carta del Parco Regionale del Campo dei Fiori.
SEGNALETICA: cartelli del parco e segnali della 3V con bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: B&b, agriturismi, hotel a Varese e provincia.

giovedì 20 marzo 2014

Pian Lera

Da Carlazzo località San Pietro 307 mt, si percorre la strada asfaltata che passa sotto l’antico borgo di San Pietro, sulla sinistra, si notano i confini della Riserva Naturale Lago di Piano. Raggiunto il versante opposto della valle, s’incontra un ampio capanno agricolo, qui sì svolta a destra percorrendo una strada sterrata che porta al Ristorante Millennium.
Raggiunto il locale, si trova sulla sinistra un segnavie. Ora, salendo la facile strada sterrata, che si trova a sinistra, si arriva alla località Selva Ghirlanda 625 mt, quindi con stretto sentiero, si arriva al bivio con il sentiero che arriva da Porlezza; percorrendolo brevemente e facendo una piccola deviazione sul pendio a sinistra, si arriva a Pian Lera 847 mt.


      NOTA
Non essendo una meta che può generare particolare interesse, l’itinerario qui descritto può in ogni caso regalare ottimi ambienti solitari.
L’inizio è caratterizzato dalla bella vallata che spazia da est ad ovest con ampi panorami sulle vicine montagne, i verdi pascoli danno da mangiare ai tanti cavalli o alle pecore che s’incontrano aldilà dei recinti.
La lunga salita alla località Selva Ghirlanda, s’immerge subito nel fitto bosco misto, solo in due occasioni si riesce a scorgere delle piacevoli balconate, per questo motivo il presente itinerario lo consiglio, quando tutti gli alberi sono addormentati.










La salita a Pian Lera, si svolge lungo un ripido sentiero che attraversa alcuni valloni molto belli, circondati da fitti boschi di faggio. Il Pian Lera, è composto di un unico edificio diroccato, nulla di particolare, però la presenza di un pozzo dove al suo interno scende una ripida scala a chiocciola fatta in pietra. Nell’area, si nota uno spiazzo, probabilmente utilizzato per l’antico mestiere del carbonaio.
Nei brevi panorami, il Pizzo di Gino 2245 mt è sempre presente, come anche il Monte Grona 1736 mt e Monte dei Pizzoni.

 
















TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido dopo Selva Ghirlanda.
PUNTI D’APPOGGIO: locali all’attacco del segnavie, per il resto nulla.
DISLIVELLO: circa 550 mt.
COME ARRIVARE: da Lugano, attraverso la dogana di Gandria. Da Como, percorrendo la SS N°340 toccando i paesi di: Argegno e Menaggio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: da Castel S. Pietro al Ristorante Millennium, la segnaletica è inesistente, poi segnavie rosso giallo ma con pochi cartelli informativi. La località Pian Lera, è segnalata solo all’inizio del percorso.
DOVE ALLOGGIARE: varie possibilità tra camping, B&B e alberghi. Qui segnalo solo il B&B La Marinella, Via per Osteno N°29 22018 Porlezza.
Tel: 333/4143964-333/4064833
Fax: +39 (0) 34472298
maxfumagalli@hotmail.it

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