martedì 13 gennaio 2015

Rifugio Alpe Bovis



Da Astano 636 mt (CH), si segue il sentiero che sale al Monte Lema 1620 mt, percorrendolo fino alla località Forcola 1118 mt.
Si prosegue camminando lungo l’ampio sentiero che rientrando in Italia, conduce al Rifugio Campigli 1184 mt. Dopo aver passato Alpe Fontana 1147 mt, si raggiunge la località Pra Bernardo 1095 mt; ora si lascia il sentiero che porta al Rifugio Campigli, per proseguire in decisa discesa lungo una carrozzabile che porta al Rifugio Bovis 941 mt.

 








Per il ritorno, si può tornare dal percorso fatto all’andata oppure, si può decidere di scendere lungo un sentiero non segnato che porta a Dumenza 434 mt. Poco prima di arrivare in centro paese, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Santuario Madonna di Trezzo 558 mt, quindi ancora in salita, si raggiunge il Valico Cavagnino 621 mt, per poi proseguire su strada asfaltata fino ad Astano.

NOTA
Affascinante percorso tra boschi e alpeggi del Monte Lema.
Astano, è un piccolo borgo che sorge a pochi passi dal confine con l’Italia e con il vicino paese di Dumenza.
I vicoli sono molto caratteristici, si potrebbe banalmente definirlo come il classico paesino svizzero, ma per chi apprezza la magia di questi borghi, consigliamo indubbiamente una visita.
La salita si sviluppa lungo un ampio sentiero che sale dolcemente le pendici del Motto Croce 1183 mt, immersi nel silenzio dei boschi di castagno prima e di faggio e betulla dopo.
La Forcola è un ampio passo che mette in comunicazione Svizzera e Italia, un luogo che grazie a larici e abeti, regala un’atmosfera di media montagna che a mio parere è molto gradevole, la veduta che spazia fino ai quattromila, amplia molto questa piacevole sensazione. 

 







Dall'Alpe Fontana e Pra Bernardo veduta eccezionale sul Lago Maggiore, facilmente riconoscibili i Castelli di Cannero e il paese di Cannero 225 mt, mentre subito a destra si può ammirare la bella Valle Cannobina che separa il gruppo montuoso del Monte Limidario 2187 mt dal gruppo montuoso del Monte Zeda 2156 mt, ben visibili nella loro inconfondibile sagoma.
Non meno piacevole è la veduta del costone che sale al Monte Lema, il fitto bosco cha ha già vestito i colori dell’autunno, lascia il posto al giallo dei prati che seguono la cresta fino in vetta.
Inoltre, si possono ammirare le tante cime che si elevano nel varesotto, vette come Monte Nudo 1235 mt o Monte Sette Termini 972 mt.
Il Rifugio Bovis, è una perla nascosta nel versante sinistro della Valle Cortesel, una deliziosa e accogliente baita dove un ottimo gestore prepara gustosi pranzi per i suoi ospiti. Dotato di pochi posti letto, può accogliere per il pernottamento, solo piccoli gruppi, ma rimane un ottimo punto d’appoggio per escursionisti di buon livello che oltre ad affrontare la salita al Monte Lema, si possono concedere un trekking di più giorni che si sviluppa lungo la bella cresta che sale fino a Monte Tamaro 1961 mt.


 







La discesa a Dumenza, la definisco vergognosa. Al Momento il rifugio è meglio raggiungerlo dal Rifugio Campigli o dai numerosi paesi della vicina Svizzera.
Da Dumenza, fino a quando non si provvederà alla messa in posa dei cartelli con relativi segnali di vernice bianco rosso, esiste o esistono alcuni sentieri non segnati e in evidente stato d’abbandono, probabilmente conosciuti dai pochi frequentatori della valle. A parte questo, in discesa un bravo escursionista ne riesce ad intuire lo sviluppo, sempre con le dovute attenzioni; in salita il problema è decisamente più marcato.
Evitando il centro di Dumenza, si sale la bella mulattiera che porta al Santuario Madonna di Trezzo, da dove oltre alla magia del luogo sacro, si può ammirare una bella veduta sul Lago Maggiore.
Ora attraverso una bella valle che contiene un piccolo lago naturale divenuto quasi ormai una zona umida, si raggiunge il vecchio valico abbandonato ormai da decenni, qui si ritorna ad Astano non prima di essere passati davanti al Laghetto di Astano, dove sorge un piccolo e accogliente camping, che precede il ritorno al paese.

CURIOSITA’: Nell'anno 1348 avvenne un miracolo, si dice che una pastorella muta vide la Madonna che gli parlò dicendo di tornare al suo paese e dire agli abitanti di pregare per far così passare la peste.
La pastorella ritrovò la voce.
Fu così che venne costruita una cappella e in seguito santuario, Santuario della Madonna di Trezzo.

 
    
    





     TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 da          
     Astano; 5:30 circa percorrendo l’anello.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la discesa a Dumenza.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad astano e Rifugio Alpe Bovis con possibilità di pernottamento. Tel: 340/7651267. 
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVARE: da Ponte Tresa 275 mt, si percorre la strada che va a Lugano 277 mt, quindi appena trovate le indicazioni, sì svolta a sinistra seguendo la strada che porta a Miglieglia 706 mt o alla funivia del Monte Lema, quindi appena trovate le indicazioni per Astano sì svolta a sinistra fino a destinazione.
Da Luino 202 mt, sì segue la strada che passa il Valico Fornasette, quindi indicazioni per Sessa 393 mt e quindi Astano.
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°90. Carta Via Verde Varesina realizzata dalla provincia di Varese in collaborazione con l'istituto Cartografico DeAgostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e segnali bianco rossi fino alla località Pra Bernardo, poi indicazioni fino al rifugio. Segnaletica inesistente fino a Dumenza, quindi cartelli e segnali bianco rossi fino ad Astano.  
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Alpe Bovis. Hotel Internazionale Luino a Luino.

lunedì 12 gennaio 2015

Madonna del Sassello



Da Pontegrande 526 mt, frazione situata lungo la SS N°549 che attraversa la Valle Anzasca, si percorre il segnavie B 0 che conduce al borgo di Barzona 688 mt, quindi con sentiero B 10/12, si raggiunge la chiesetta di Madonna del Sassello 951 mt.










NOTA

Un percorso che permette di assaporare i primi caldi colori dell’autunno.

Il percorso, non è particolarmente impegnativo, si cammina per lo più su antiche mulattiere e tratti di sentiero, il tutto immerso nei piacevoli boschi misti che ricoprono questa parte della valle.

Si parte da Pontegrande; il Torrente Anza scorre impetuoso sotto il ponte con i suoi colori vivaci, tipici dei torrenti di montagna.
Saliti poco sopra la frazione, colpisce la sequenza di tetti in beole che quasi si fondono in un unico edificio, con quel tipico color grigio che caratterizza le case. La località Barzona, è un’altra perla che s’incontra lungo la salita, l’atmosfera rustica di questi borghi, è sempre piacevole, l’intreccio dei vicoli che si snodano tra le baite, i fiori che colorano i balconi, compongono quel piacevole mosaico che si ammira ogni volta che si respira l’aria di questi borghi.

 







Più Avanti, si trova l’Alpe Pavù 877 mt; appena usciti dal bosco, l’ampio prato che vi si trova, anticipa il piccolo gruppo di case ai cui piedi, si erge un enorme castagno, gigante verde che racconta mille e mille storie di quest’alpeggio e degli uomini che lo hanno e che lo frequentano ancora.


 








L’oratorio di Madonna del Sassello, appare come x incanto, durante gli ultimi passi, s’inizia ad intravedere il pallido rosa delle mura, poi la sagoma compare con il piccolo campanile che s’innalza verso il cielo. Luogo di preghiera, ma anche luogo di riparo, infatti, grazie alla sua tettoia, offre un timido riparo in caso di maltempo, ma offre anche una fontana che assicura il rifornimento d’acqua, che nella stagione calda, può essere di vitale importanza.
L’unica cima che si ammira lungo la salita, è costituita dalla Cima dell’Ovac 1849 mt, un’aspra montagna che s’impone in sostanza sempre sul panorama circostante, chiaramente visibile posta nel versante opposto della Val Bianca, si può notare il gruppo di baite che compongono l’Alpe Incino 1131 mt.
L’itinerario inoltre offre ottimi spunti per ascensioni più impegnative che si spingono anche oltre i 1500 mt di quota.


CURIOSITA’: si può visitare Il Museo Walser.
                       il museo a Staffa, testimonianze delle scalate del Monte Rosa.
                       nella frazione Borca è possibile visitare la miniera d'oro della Guia.  



 









TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pontegrande.

DISLIVELLO: circa 400/450 mt.

COME ARRIVARE: Da Milano con A 26 fino a Gravellona Toce, poi SS N°33 con uscita a Piedimulera, quindi SS N°549 fino a Pontegrande.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Hoet Val Grande a Vogogna, Albergo Ristorante Edelweiss a Bognanco, B&B La Residenza dello Scoiattolo a Bannio Anzino.

giovedì 9 ottobre 2014

Salita sulla Cima di Cugn e sul Monte Marmontana



Da Garzeno 662 mt, si percorre la lunga strada asfaltata che sale al Rifugio Mottafoiada 1316 mt. Appena inizia il tratto sterrato, si nota un ampio prato dove si può lasciare l’auto. Si prosegue a piedi camminando lungo l’ampia strada sterrata che sale a Passo del Giovo 1706 mt, quindi con una sterrata meno ampia, si raggiunge prima il Rifugio S. Jorio 1984 mt e in seguito Passo San Jorio 2010 mt.
Dal Passo si sale per un ripido sentiero non segnato al Rifugio Cima di Cugn circa 2190 mt. Si prosegue in cresta salendo prima Cima di Cugn 2237 mt e di seguito la vetta del Monte Marmontana 2316 mt.

 







NOTA

Cima di Cugn e Monte Marmontana, sono due cime che si trovano a confine tra Italia e Svizzera, e che offrono panorami eccellenti.

Il percorso si sviluppa per buona parte su strada sterrata. La prima parte, quella che sale a Passo del Giovo, può essere percorsa anche in auto, in quanto, non ho visto cartelli di divieto, però dato che si tratta in ogni caso di strada sterrata, è consigliabile l’uso di un fuoristrada, inoltre, durante gli inverni molto nevosi, non è raro trovare cumuli di neve fino a tarda primavera, in più alcuni tratti sono soggetti a frane, quindi è meglio armarsi di zaino e salire a piedi; la strada in ogni caso è molto panoramica, con vista sulle cime e sulla Valle di S. Jorio.

 







Giunto a Passo del Giovo, qui vi si trova un rifugio che prende nome dal passo. Il rifugio è del tipo autogestito, per accedervi, bisogna chiedere le chiavi al CAI di Dongo. Il rifugio è in ogni modo dotato di locale invernale sempre aperto, utile in caso di maltempo. Dal passo, si può ammirare il bellissimo arco glaciale dell’alta Valle Albano, particolare che risalta subito all’occhio, è la singolare sagoma di Cima Pomodoro 1973 mt, oltre alla vista su tutta la cresta che dal Monte Bregagno 2107 mt, colma con la bella cima del Pizzo di Gino 2245 mt; ben visibile è anche il Rifugio Sommafiume 1806 mt, anche lui del tipo autogestito.

A pochi passi dal Passo San Jorio 2010 mt, sorge il Rifugio San Jorio 1984 mt. Proprietà dell’associazione Mato Grosso, il rifugio aperto solo in stagione offre servizi di ristoro e pernottamento, in un clima familiare che garantisce la giusta accoglienza.

Dal passo, su sentiero non segnato, si raggiunge il piccolo Rifugio Cima di Cugn a circa 2190 mt di quota. Proprietà del CAI di Cermenati, è un rifugio privato, non so se come il Rifugio Il Giovo è accessibile con ritiro chiavi, ma basterà contattare la sezione per avere una risposta.

La Cima di Cugn, è un antipasto, un preliminare di quello che si potrà ammirare sulla vetta del Monte Marmontana.

 







Così dopo un bel traverso su cresta, si raggiunge la vetta più alta della Valle San Jorio. Da qui, 360° di panorama si apre davanti all’escursionista che sale questa cima. Da qui, si può ammirare ben due foci, quella del Ticino che si butta nel Lago Maggiore e dell’Adda che si tuffa nel Lago di Como.

Per il resto, è un susseguirsi di valli e vette che vanno anche oltre i 2500 mt, fino a guardare le grandi vette delle Alpi come Monte Rosa 4634 mt, o il Pizzo Badile 3308 mt.

Tra le altre cime che si possono ammirare dalla cima del Marmontana segnalo anche: Corno Gesero 2227 mt, Pizzo Claro 2727 mt, Pizzo Ledù 2503 mt, Monte Legnone e tante altre cime ancora.

 







TEMPI DI PERCORRENZA: 4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido lungo la salita delle due vette.

PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Mottafoiada 1316 mt, con servizio di ristoro e pernottamento, tel: 0341/1881110- 333/8064372. Rifugio Il Giovo con locale invernale sempre aperto, per informazioni: 0344/88330. Rifugio San Jorio, con servizio di ristoro e pernottamento, tel: 0344/30539-031/211815-0344/30580.

DISLIVELLO: circa 1000 mt.

COME ARRIVARE: da Como con SS 340 fino a Menaggio, poi SS 340d fino a Dongo, quindi indicazioni per Garzeno e Rifugio Mottafoiada.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°91.

SEGNALETICA: qualche cartello per arrivare a Passo del Giovo, poi segnaletica ufficiale fino a Passo San Jorio, poi sentiero non segnato e privo d’indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE: a Garzeno Albergo De Jean S.N.C. Di Matteri Aldo Giuseppe.




giovedì 4 settembre 2014

Salita ai Monti Segor e Garzirola.

Dalla località Signòra 994 mt, situato nel comune di Val Colla, si percorre il segnavie che porta al Rifugio Monte Bar 1600 mt.
Raggiunta la località Moncucco 1605 mt, ci s'incammina sul sentiero a destra, che conduce all’Alpe Pietrarossa 1548 mt.
Dall’alpe, con traccia di sentiero, si guadagna la cresta arrivando in località Pozzaiolo 1718 mt. Si continua seguendo il sentiero che entra nella bella conca giungendo cosi a Corte Lagoni 1812 mt.










  

Con una successiva salita, si arriva sulla Bocchetta di Revolte 1971 mt. Voltando a destra s’intraprende l’impegnativa cresta che sale in cima al Monte Segor 2097 mt; quindi con un ultimo sforzo, si raggiunge la vetta del Monte Garzirola 2116 mt.
Per la discesa, si segue il lungo costone che riporta alla località Pozzaiolo, e quindi all’Alpe Pietrarossa.
Ora, con ampia sterrata si scende nell'abitato di Colla 1011 mt, dal borgo; seguendo la strada asfaltata si ritorna a Signòra.

NOTA
Percorso impegnativo ma dai panorami eccezionali, oltre all’ambiente alpino che si può godere lungo la camminata.
Dopo la lunga salita che si sviluppa attraverso i fitti boschi di faggio, larice e abete, raggiunta la località Moncucco, ci si abbandona ai grandi prati che compongono la dorsale che porta all’Alpe Pietrarossa; se si ha fortuna, si può incontrare la volpe, che si aggira furtiva tra i pini, mentre alle quote più elevate, le simpatiche marmotte si muovono goffe tra prati e rocce, subito pronte a rifugiarsi nella loro tana in caso di necessità.
Dalla località Pozzaiolo, ci si addentra nella bella conca glaciale che si trova ai piedi del Monte Garzirola, qui la bella visuale sul Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt completa l’affascinante mondo alpino di questa conca, un anfiteatro circondato dalle alte cime di questi monti, qui vi sì trova anche un piccolo laghetto dove i rospi, trovano l’ambiente adatto per riprodursi.










La cresta che dalla Bocchetta di Revolte
conduce in cima al Monte Segor, rende il percorso ancora più impegnativo, i brevi passaggi su roccette, richiedono la giusta attenzione e l’assenza di vertigini, per il resto, la visuale rimane spettacolare, difficile restare concentrati con un panorama così ricco; ma aimè, è meglio prestare la giusta attenzione e non sottovalutare mai la salita.


Raggiunta la cima del Monte Garzirola, ci sì abbandona ai suoi 360° di panorama, una visuale classica per le vette di questa catena montuosa, che regalano ottime visuali in punti diversi.
Tra le tante vette che si ammirano dal Garzirola segnalo: Pizzo di Gino 2245 mt, monte Marmontana 2316 mt, Corno di Gesero 2227 mt, Monte Bregagno 2107 mt. Più in la sì elevano le grandi montagne che vanno oltre i 4000 mt, come Finsteraarhorn 4274 mt, Aletschhorn 4195 mt nell’Oberland, oppure il Dom 4545 mt e il Massiccio del Monte Rosa 4634 mt nelle Alpi Pennine, e non è proprio finita qui, ampia visuale su Pianura Padana e sulla dorsale appenninica, oltre ai grandi bacini come il Lago di Lugano, il Lago di Como e il Lago Maggiore, dove è ben visibile la città di Locarno. Ottima visuale su Alpi Retiche, Alpi Orobie e Prealpi Lombarde, con i suoi piccoli e grandi gruppi montuosi, come: la Grigna, o il Massiccio del Campo dei Fiori di Varese 1227 mt.
    
Per altre foto: https://plus.google.com/u/0/photos    /104292710727843846991/albums/6062 223032592249985

TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E-EE) per la cresta che da Bocchetta di Revolte, conduce in cima a Monte Segor. 
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Monte Bar e Rifugio Garzirola, raggiungibili con almeno 30 minuti di cammino. 
DISLIVELLO: circa 1200 mt. 
COMA ARRIVARE: da Lugano, indicazioni per Tesserete 514 mt, Rovereto 727 mt Bidogno 804 mt. 
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°91 
SEGNALETICA: segnaletica svizzera, con pannelli informativi e bandierine bianco rosso bianco. Segnaletica scarsa e sentiero poco battuto dall'Alpe Pietrarossa alla località Pozzaiolo. Dalla Bocchetta di Revolte al Monte Segor, il sentiero è battuto, ma la segnaletica al momento non è più marcata. 
DOVE ALLOGGIARE: Hotel, B&b, Ostelli a Lugano.

giovedì 3 luglio 2014

Anello delle due bocchette.

Da Toceno 907 mt, paese situati nel cuore della Val Vigezzo, si raggiunge in auto la località Arvogno 1242 mt.
Si prosegue a piedi seguendo il segnavie M 21 fino alla cappella di S. Pantaleone 1992 mt. L’itinerario prosegue lungo il sentiero M 25, scavalcando Bocchetta di Ruggia 1992 mt e Bocchetta di Muino 1974 mt, raggiungendo cosi Piana di Vigezzo 1714 mt. Quindi continuando con il segnavie M 25, si fa ritorno in località Arvogno.










NOTA
Spettacolare camminata in ambiente alpino e solitario.
Il percorso si sviluppa lungo la bella mulattiera che porta a Passo di Fontanalba 2024 mt. Numerosi gli alpeggi che s’incontrano lungo il cammino, grandi casolari dove ancora oggi si svolge l’attività della pastorizia, nei periodi estivi, capre, mucche e pecore, s’incontrano quasi quotidianamente lungo il cammino.











Le due bocchette, separano cime che vanno oltre i duemila metri, come Pizzo Ruggia 2289 mt e Cima Trubbio 2064 mt, da lì si ha un’ottima visuale sulla Pioda di Crana 2430 mt e sulla parte alta della Valle Onsernone che nella parte bassa, sconfina in territorio elvetico. Inoltre, si ha un’ampia visuale sulle vette più alte del Parco Nazionale della Val Grande come: il Monte Togano 2301 mt.
Il Rifugio Greppi 1915 mt, si trova quasi tra i due Laghetti di Muino. Il rifugio, non è accessibile, ne possiede un locale invernale o qualsiasi struttura d’emergenza, in caso di maltempo, si consiglia di sostare presso l’Alpe di Ruggia, dove una stalla può offrire un minimo di riparo.










Un riparo sicuro, si trova in località Piana di Vigezzo, dove oltre agli impianti di risalita, si può trovare anche strutture d’accoglienza.

CURIOSITÀ’: da visitare a Santa Maria Maggiore il Museo dello Spazzacamino e la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini.

Per altre foto:
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/6031790196362754609

Per il video: http://youtu.be/nlNH2ifKC0o











TEMPI DI PERCORRENZA: 6:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) percorso di montagna, dove la neve rimane fino a tarda primavera.
PUNTI D’APPOGGIO: locali in località Arvogno, riparo d’emergenza, all'interno della cappella di S. Pantaleone, e locali in località Piana di Vigezzo.
Per il Rifugio Greppi probabile accesso con ritiro chiavi.
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
COME ARRIVARE: Da Milano con A 26 fino a Gravellona Toce, poi SS N°33 fin oltre Domodossola, poi SS°337 fino a Santa Maria Maggiore 816 mt, quindi indicazioni per Craveggia 889 mt, Toceno 907 mt e per finire, strada per Arvogno 1242 mt.
SEGNALETICA: cartelli informatavi e bandierine rosso bianco rosso. Segnaletica a volte insufficiente o sbiadita, con neve si può avere qualche problema ad intuire il sentiero che porta alla Bocchetta di Ruggia.
DOVE ALLOGGIARE: B&b al Sasso a Toceno, Hotel il Boschetto a Druogno, Agriturismo Al Pian del Lutte a Santa Maria Maggiore
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mercoledì 2 luglio 2014

Monte Lesima

Da Passo del Giovà 1370 mt, si percorre il sentiero N°101 fino in vetta al Monte Lesima 1724 mt.










      
      NOTA
Il Monte Lesima, è la cima più elevata dell’Appennino Lombardo, collocata a confine con la Provincia di Piacenza.
L’inizio del percorso, si sviluppa attraverso un fitto bosco di faggio, solo, quando si arriva in prossimità della cresta, si esce fuori dal bosco, qui ci si abbandona ad ampi prati che in primavera si riempiono di fiori dai vari colori. La cima del Monte Lesima, è caratterizzata dall'enorme palla che compone il radar.
Dietro la struttura si trova la classica croce in vetta, da qui si può ammirare un eccellente panorama, nelle giornate terse, si può godere di un’ampia visuale sulla catena alpina, mentre su lato opposto, si può ammirare il Mare Ligure e più in lontananza le Alpi Apuane.












Tra le altre cime che si possono ammirare dal Monte Lesima segnalo: Monte Chiappo 1700 mt, Monte Carmo 1640 mt, Monte Antola 1597 mt, Monte Alfeo 1651 mt, Monte Maggiorasca 1804 mt, Monte Aiona 1701 mt e Monte Penice 1450 mt, il tutto immerso nel magico ambiente di queste piacevoli montagne, dove il tempo sembra scorrere più lento.










      
CURIOSITA’: nell'anno 218 A.C. passo Annibale, una leggenda dice che Annibale cadde da cavallo e         si fece male ad una mano, Lesima quindi secondo la leggenda deriverebbe da "Lesi Manu".                           L'osservatorio che si vede è utilizzato per il controllo del traffico aereo.










TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E)
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 400 mt.
COME ARRIVARE: da Pavia con SS N°461 fino a Varzi, poi SP N°186 fino a Passo del Brallo 951 mt, quindi SP N°88 fino a Passo del Giovà.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Guide e cartine redatte dallo Studio Cartografico Italiano Genova.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Sulla Via del Sale ai Piani di Lesima- Brallo di Pregola, B&b Fattoria delle Delizie a Borgoratto Mormorolo, Albergo Savini a Pietra De' Giorgi.

sabato 28 giugno 2014

Anello del Monte Monarco, con salita a Punta Crocino.

Da Induno Olona 391 mt, si sale in auto fino alla località Frascarolo 460 mt. Da qui, si percorre il sentiero 3V al contrario, dirigendosi verso Monte Monarco 855 mt.
Si sale rapidamente al vecchio ristorante Montallegro; poco più avanti, si abbandona il sentiero 3V per proseguire lungo un bel sentiero che si affaccia sulla Valganna, costeggiando il versante ovest del Monte Monarco. Dopo una ripida discesa, s’incontra un bivio; seguendo l’ampio sentiero sulla destra, si raggiunge il Passo del Vescovo 620 mt.
Da Passo del Vescovo, dove è situata la seconda cappella d’Arcisate, parte il vecchio sentiero che sale a Punta Crocino 690 mt. Il sentiero è in stato d’abbandono, ma con molta attenzione, si riesce in ogni modo ad intuire la traccia. Raggiunta la cresta, in breve si arriva a Punta Crocino, da dove si ammira uno dei panorami più belli della Val Ceresio.
Ritornati al Passo del Vescovo, per ritornare alla località Frascarolo, si percorre un brevissimo tratto del sentiero 3V che dal passo sale in vetta al Monte Monarco, raggiunto il bivio, sì lascia il 3V per proseguire lungo la vecchia Strada Piana che costeggia il versante est del Monte Monarco, da qui ripercorrendo in breve un tratto del sentiero fatto all'inizio, si ritorna dove si è lasciata l’auto.











NOTA
Definisco questo percorso, un classico del mio repertorio, di solito quando il tempo è un po’ incerto oppure non so dove andare, questo è un itinerario che mi soddisfa sempre, anche se lo preferisco nella stagione fredda, per godere al meglio dei panorami che sono facilitati dalla mancanza di fogliame sugli alberi.
Il percorso è breve, ma ricco di curiosità, dal masso erratico che si trova all’inizio del sentiero, alle aspre pareti divenute un’ottima palestra di roccia, molto conosciuta dai tanti appassionati.
Durante la salita, s’incontrano due piccoli laghetti, pare che prima di costruirvi le dighe, furono d’origine glaciale.










Il Passo del Vescovo, offre un’ampia area pic nic, utile anche in caso di temporale, qui si trova tettoia, tavoli con panche e un bel braciere dove poter accendere un fuoco per scaldarsi o cuocere qualche salsiccia.
La salita a Punta Crocino,  è resa difficile dalla totale mancanza di manutenzione del sentiero, come altri itinerari, anche questo si sta perdendo nella vegetazione, in ogni modo se si ha un buon intuito, si riesce a raggiungere la meta senza problemi.
Da Punta Crocino, si gode uno dei panorami più bella della Val Ceresio, posso sembrare esagerato, ma la sua posizione è davvero strategica.
Dalla cima, bella veduta del costone che sale a Monte Rho 938 mt, oltre ad una piacevole veduta sull'abitato di Bisuschio 345 mt e Arcisate 379 mt. Ben visibili le cime di Monte Orsa 998 mt, Monte Generoso 1701 mt e Grigna Settentrionale 2409 mt.










CURIOSITA': l'immagine sotto, potrebbe essere un Tarlo Asiatico? Luigi non è riuscito a capirlo.











TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’:  (E) tratti su sentiero ripido e traccia di sentiero da Passo del Vescovo a Punta Crocino.
PUNTI D’APPOGGIO: area attrezzata in località Passo del Vescovo.
DISLIVELLO: circa 400 mt.
COME ARRIVARE: da Varese con SS N°344 o con bus di linea.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: brevi tratti con segnaletica del sentiero 3V, per il resto, pochissimi cartelli di difficile comprensione, e segnali visivi molto sbiaditi o addirittura assenti.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel a Varese e Induno Olona.


venerdì 27 giugno 2014

Cima Montecucco

Dalla località Signora 994 mt, situato nel comune di Val Colla, si percorre il segnavie che porta al Rifugio Monte Bar passando per la località Moncucco.
Raggiunti l’enorme casolare di Piandanazzo 1604 mt, si nota un sentiero sulla destra, che sale in cresta, percorrendolo, si raggiunge la vetta della Cima Moncucco 1725 mt.










NOTA
La Val Colla è una valle che s’insinua lungo due principali creste, e percorsa dal Torrente Cassarate. La prima cresta, quella che parte da Lugano 277 mt, si innalza ne piacevole mondo calcareo dei Denti della Vecchia, dove svetta il Sasso Grande 1500 mt, proseguendo con la Cima di Fiorina 1810 mt e andandosi ad inserire dal passo di San Lucio 1541 mt alla lunga cresta della Mesolcina.
La seconda cresta, decisamente più corta, comprende tre cime che sono: Caval Drossa 1632 mt, Monte Bar 1816 mt e Cima Moncucco, andandosi poi a saldare con il ripido costone che sale al Monte Garzirola 2116 mt.










Il sentiero ha inizio nel bel borgo di Signora, sale con una bella sequenza di tornanti che lo rendono piacevole e con il giusto sforzo, immerso nei fitti boschi di faggio e pini, per poi abbandonarsi ai grandi prati che compongono le cime principali. L’ambiente è un mix tra alpino e prealpino, le principali cime sono per lo più dei grossi panettoni, mentre andando verso il Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, si ammira una bella conca di origine glaciale, che muta l’ambiente, in primavera la conca rimane a lungo ricoperta di neve, dando quella breve sensazione di ghiacciaio, che non dispiace alla vista.
Cima Moncucco, forse è la meno conosciuta, essendo troppo vicino a due cime principali come Monte Bar e Monte Garzirola, tuttavia, la salita è piacevole e i panorami sono sempre eccellenti; tra le altre vette che si possono ammirare vi segnalo: l’intero gruppo delle Grigne, una bella schiera di 4000 mt, Monte Leone 3553 mt, Punta di Vogorno 2442 mt e Pizzo Claro 2727 mt, oltre ad una splendida vista sulla Pianura Padana e su Appennino.









 

CURIOSITA’: i comuni Colla, Insone, Piandera, Scareglia e Signora, diventano di un comune solo denominato appunto Valcolla. 
Cassarate è un fiume svizzero, scorre nel Canton Ticino, lungo 18 km. 
Interessanti sono gli oratori in ogni comune, sono molto vecchi.
   
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E)
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Monte Bar a circa 30/40 minuti di cammino.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COMA ARRIVARE: da Lugano, indicazioni per Tesserete 514 mt, Rovereto 727 mt Bidogno 804 mt.
CARTOGRAFIE O GUIDE: carta Kompass N°91
SEGNALETICA: segnaletica svizzera, con pannelli informativi e bandierine bianco rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Leone Nero e Ristorante a Bogno, Hotel Camoghe a Isone.

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