martedì 17 giugno 2014

Rifugio Parafulmine in Val Gandino

Da Gandino 552 mt, località Cerano 610 mt, si percorre il segnavie N°548 fino a Campo d Avena 1222 mt. Si prosegue per sentiero N°545, percorrendolo fino alla località Morti della Montagnina 1483 mt, ora voltando a sinistra si affronta una ripida salita che porta sopra un grande colle, da qui in circa dieci minuti si raggiunge il Rifugio Parafulmine 1536 mt. Per la discesa, si segue la pista da sci di fondo che scende fino ad incrociare il sentiero N°549 che perdendo quota rapidamente arriva al Bivacco Guazza e più giù fino a Barzizza 618 mt, permettendo così di tornare a Gandino.











NOTA
La fascia prealpina delle Alpi Orobie, è composta di un micro mondo calcareo, che colma con la bastionata dolomitica della Presolana.
Il gruppo montuoso del Pizzo Formico, è un piccolo mondo che si erge sopra la Val Seriana, la Val Cavallina e la Val Borlezza, composto di molteplici cime e piccoli altopiani che regalano un assaggio di Dolomiti, grazie ai tanti prati circondati da fitti boschi d’abete.
L’inizio del percorso si sviluppa lungo una bella carrozzabile che da facile accesso ai tanti casolari sparsi lungo la valle. Finita la stradina, ci si abbandona ad un sentiero a volte anche ripido che s’inoltra in un bel vallone con vari guadi del torrente, fino alla ripida salita che porta a Campo d’Avena. Qui ci si trova davanti ad un altopiano totalmente immerso nel verde, colorato dai tanti fiori primaverili che ricoprono a tappeto i prati che circondalo l’ampio casolare che si trova nel piano. Anche le piccole cime ricoperte d’abeti, creano uno scenario davvero molto bello, mentre guardando a sinistra, la lunga cresta dei monti Fogarolo 1529 mt e
Montagnina 1598 mt, contribuiscono a creare quell'ambiente alpino che questo gruppo               montuoso sa regalare.
Raggiunta la località Morti della Montagnina, ecco apparire la bella sagoma del Pizzo Formico 1636 mt, che domina il panorama; Il piccolo laghetto ancora ghiacciato offre un suggestivo paesaggio glaciale, dopo le belle fioriture di Campo d’Avena.
Il Rifugio Parafulmine (purtroppo trovato chiuso), si trova sopra un colle che domina la conca sottostante, da qui si può godere di un panorama eccezionale, le grandi vette delle Alpi Orobie, si mostrano nella loro aspra bellezza, cime come: Pizzo di Coca 3050, Pizzo di Redorta 3038 mt, Pizzo del Diavolo di Tenda 2916 mt, Pizzo Arera 2512 mt e Monte Alben 2019 mt, tutto questo e molto altro attendono l’escursionista che intraprende questa salita.
La discesa a volte molto decisa, permette di passare dal minuscolo Bivacco Guazza 1280 mt, piccolo punto d’appoggio per che sale da Barzizza, ma anch'esso con una splendida veduta sulla Pianura Padana, una camminata davvero completa, da vivere passo dopo passo.










CURIOSITA’: il Rifugio Parafulmine in dialetto si scrive Parafulmen con due puntini sopra la u. A Gandino si tiene la corsa delle uova la prima domenica di luglio, altra manifestazione, la Gustar passeggiata enogastronomica che si svolge la seconda domenica di luglio.
Si può visitare il museo Basilica di Gandino.  










TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00/6:30 circa
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi e ghiaiosi.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gandino, Rifugio Parafulmine e Bivacco Guazza, proprietà del CAI di Gandino.
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
COME ARRIVARE: da Bergamo con SS 671, poi seguire le indicazioni per Gandino.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e Carta dei Sentieri della Provincia di Bergamo.
SEGNALETICA: cartelli e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Locanda Ristorante Centrale Gandino. 

mercoledì 16 aprile 2014

Salita invernale sul Monte Ostano

Da Varallo Sesia 450 mt, si seguono le indicazioni per Camasco 756 mt; raggiunto il paese si prosegue fino alla frazione Corte 800 mt.
Lasciata l’auto, ci s’incammina per il segnavie N°625, camminando lungo una stradina che sale fino al Colle del Ranghetto 1272 mt.
Dal colle, si prosegue fino ad un grosso casolare, qui svoltando a sinistra, si percorre un ampio sentiero che porta in cresta; raggiunta la sommità, si gira a destra camminando dentro un bel bosco di faggio fino a raggiungere la cresta finale che con ampi prati, conduce alla vetta del Monte Ostano 1509 mt.












NOTA
Bella salita invernale su di una vetta che offre 360° di panorama.
S’inizia con la bella Valle del Nono; la Frazione Corte rappresenta l’ultimo borgo abitato che s'incontra prima di affrontare la solitaria salita.
La Strada che sale al colle, in parte sterrata in parte asfaltata, procede con una pendenza regolare attraverso fitti boschi, dove il sole di primavera risveglia il sottobosco e anima i tanti uccelli che manifestano la loro presenza con i versi più strani.
Dal Colle del Ranghetto, termina il bosco per dare spazio agli immensi prati che circondano la piccola cappelletta.










La salita al Monte Ostano, non è particolarmente faticosa, ma all’inizio della primavera, quando la neve colora di bianco i pascoli, la situazione cambia radicalmente.
Qui a parte il gracchio dei corvi non si sente assolutamente nulla, il silenzio dell’inverno è ancora vivo, anche l’aria che si respira sa di neve, d’alta montagna; così con le ciaspole ai piedi, si affronta la salita.
Raggiunta la cima, lo spettacolo è assicurato.
Una vista mozzafiato ripaga ampiamente la fatica fatta, un susseguirsi di valli e monti si presenta agli occhi dell’alpinista che sale questa bella montagna.
Di fronte il Monte Croce 1645 mt apre i giochi, poi con alcuni sali e scendi, ecco che si alza il Massa del Turlo 1959 mt, vetta che apre la via alle grandi montagne che si andranno ad inserire nella bella mole del Massiccio del Monte Rosa, visibile in tutta la sua bellezza. Tra le tante cime che si possono ammirare, inserisco anche: Monte Barone 2044 mt, primo duemila che si affaccia sulla Valsesia e sulla Val Sessera, l’Alta Cima di Bò 2556 mt, una delle più alte cime del biellese, Monte Tagliaferro 2964 mt, Corno Bianco 3320 mt; volgendo lo sguardo verso la pianura, ecco Monte Fenera 899 mt, con la sua inconfondibile sagoma, e sopra il piccolo spicchio di Lago d’Orta che si riesce a vedere, si erge il Mottarone 1491 mt, il primo grande gruppo montuoso del Lago Maggiore.
Per le altre foto: 
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TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00/2:30 circa
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Ostano.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 700 mt.
COME ARRIVERE: A26 uscita Romagnano Sesia. Si prosegue con SS n°299 per Alagna Valsesia, percorrendola fino a Varallo Sesia, poi con indicazioni fino a Camasco e dunque Frazione Corte.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli e bandierine rosso bianco rosso del sentiero N°625.
DOVE ALLOGGIARE: Alberghi, B&b, Hotel a Varallo.

giovedì 10 aprile 2014

Rifugio Binate

Rifugio Binate
Da Cabbio 670 mt, paese situato nella Valle di Muggio che si trova tra Mendrisio e Chiasso, si percorre la lunga strada sterrata che sale al Passo Bonello 1142 mt, da qui seguendo il sentiero che attraversa il bosco, si arriva al Rifugio Prabello 1200 mt; ora camminando lungo l’Alta Via dei Monti Lariani, si raggiunge l’ex Rifugio Binate 1210 mt.










NOTA
Quello che posso garantire in quest’itinerario, sono senza dubbio gli ampi panorami. Un continuo susseguirsi d’ampie balconate che nelle giornate terse, mostra il suo splendore.
L’itinerario inizia con la bella vista sul Monte Generoso 1701 mt, poi man mano che ci s’introduce nella Val Luasca, ci si abbandona al silenzio del bosco, che dal castagno, passa velocemente al faggio, dove se si ha fortuna, si può incontrare anche qualche capriolo.

Dall’alpe della Bolla, il paesaggio cambia, il fitto bosco, lascia lo spazio a grandi prati che in base alla stagione, si tingono di vari colori.
Raggiunto il Rifugio Prabello, non si può non mostrare meraviglia per la bella mole del Sasso Gordona 1410 mt, con la sua inconfondibile sagoma. Il rifugio è gestito, è offre un ottimo punto d’appoggio per i tanti escursionisti che amano queste montagne.
Dal rifugio, si apre la prima vera balconata sulle Alpi e Prealpi, un vero susseguire di cime, dalle alte guglie delle Alpi Retiche ai morbidi Panettoni che compongono il Triangolo Lariano e la Val d’Intelvi, dove oltre al Monte Generoso, si possono ammirare anche il Monte Galbiga 1698, il Monte di Tremezzo 1700 mt e il Pizzo della Croce 1491 mt. Dopo il lungo traverso in un fitto bosco di faggio. Ecco la Colma di Binate 1125 mt sulla carta, perché sui cartelli vi sono ben tre differenti quote. Da qui, Monte Legnone 2609 mt, Grignone 2409 mt e Monte San Primo 1686 mt, dominano il panorama, mentre dall'altro versante, una nutrita schiera di quattromila, si mostrano in tutta la loro bellezza.
Il Rifugio Binate, è un’ampia struttura che un tempo offriva una buon’ospitalità, chiuso ormai da anni, si può in ogni modo godere della sua ampia terrazza, dove tavoli e panche si prestano per un delizioso pranzo al sacco. Da qui, l’ampia veduta sul Monte Rosa 4634 mt e sul Cervino 4478 mt, completa la meraviglia di un’escursione in queste belle montagne.
Per altre foto
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TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) solo per i pochi tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cabbio, e Rifugio Prabello con possibilità di pernottamento. Tel: 031/831905- 340/7969876.
DISLIVELLO: circa 600/700 mt.
COME ARRIVARE: Da Mendrisio o da Chiasso, seguendo le indicazioni per Valle di Muggio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: segnaletica svizzera con cartelli e bandierine bianco rosso bianco. Segnaletica italiana con cartelli vari e targhette dell’Alta Via dei Monti Lariani.
DOVE ALLOGGIARE: B&b a Cabbio, Lugano, Mendrisio, la scelta è molto varia.



mercoledì 2 aprile 2014

L'Or di Case e Scogno

Da Aurano 684 mt, si percorre il segnavie VT4 fino a Scareno 694 mt; ora con sentiero N°12 si raggiunge da prima l’Alpe Piaggia 910 mt e di seguito le località L’Or di Case e Scogno 1028 mt.









NOTA
L’itinerario qui descritto, è sicuramente uno dei più belli che si possono percorrere in queste montagne.
I continui sali e scendi che da Aurano conduce fino al Ponte del Dragone 642 mt, si sviluppa lungo un piacevole bosco di castagni, con piante di oltre un secolo. Già l’immergersi nell'atmosfera del classico paese di montagna, rende speciale quest’itinerario, il silenzio delle case arroccate sul pendio interrotto dal breve passaggio di qualche auto, crea quella piacevole atmosfera che si respira lungo gli stretti vicoli.
Piccole e grandi valli sì attraversano lungo la salita; case isolate e piccoli alpeggi, tutto questo compongono la cornice di un quadro perfetto. Ma dal Ponte del Dragone cambia tutto. L’intensa salita che conduce all’Alpe Piaggia, crea lo sfondo, il primo piano ad una vista eccezionale. Non mi meraviglia che lungo il sentiero s’incontrano numerose edicole mariane, del resto il luogo è mistico, pieno di magia, un micro mondo dove la gente ha ancora quel senso d’ospitalità che in città non si respira più.

 







L’Alpe Piaggia, è quasi una borgata, un paesino isolato, una di quelle frazioni che ancora oggi si raggiungono solo a piedi.
Qui si gode una veduta spettacolare; Monte Zeda 2156 mt e Pizzo Marona 2051 mt, completano il quadro. Durante la stagione fredda, quando la neve ricopre le due cime, si crea nel silenzio dell’alpe, un’atmosfera d’alta montagna, infatti, pare di guardare cime ben oltre i tremila metri. In primavera, l’impeto dei torrenti, rompono prepotenti il silenzio dell’Alpe Piaggia.
L’Or di Case e Scogno, si raggiungono abbastanza velocemente, qui le montagne sono sicuramente più basse, ma la vista del Monte Bavarione 1505 mt, oltre alle tante baite sparse lungo i pendii, non è per nulla spiacevole. In primavera con la fioritura della ginestra, il sentiero che dall’Alpe Piaggia porta a Scogno, si tinge di giallo, aggiungendo colore al colore di un quadro perfetto, da vivere minuto dopo minuto.









CURIOSITÀ’: 
Festa della transumanza all'alpe Segletta
Festa all'alpe Piaggia 
Madonna del Carmine a Scareno
Festa all'alpe Biogna.









TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero a tratti ripido con attraversamento d’alcuni ruscelli.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Aurano.
DISLIVELLO: circa 500 mt, tra i tanti Sali e scendi.
COME ARRIVARE: da Milano con autostrada A26 fino a Gravellona Toce; poi SS N°34. Dalla rotonda che incrocia la SS N°33, si prosegue per Verbania per poi girare subito dopo a sinistra seguendo per Miazzina, Cambiasca e Valle Intasca fino ad Aurano. Da Domodossola con SS N°33 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34; quindi come sopra. Da Locarno con SS N° 34, poi come sopra.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90
SEGNALETICA: cartelli molto sbiaditi, più bandierine rosso bianco quando presenti. Prestare attenzione ai bivi, in particolare nella parte iniziale.
DOVE ALLOGGIARE: Verbano- Cusio- Ossola. 



Monte Chiusarella

Da Bregazzana 494 mt, si percorre il sentiero N°14 e 3V, percorrendo la strada militare che porta sul Monte Martica 1032 mt. Arrivati ai piedi del Monte Chiusarella 915 mt, sì svolta a sinistra percorrendo un panoramico sentiero che porta fino alla cima.










NOTA

 







Una delle cime più panoramiche in provincia di Varese, quando torni a camminare su questa parte del Parco Regionale del Campo dei Fiori, hai sempre la stessa emozione, una meraviglia che guardi sempre con stupore, come se ogni volta fosse sempre la prima. Del resto il panorama è sicuramente spettacolare.
L’inizio si sviluppa lungo un largo sentiero che attraverso un fitto bosco con castagni secolari, sale fino alla strada militare che oltrepassa l’Alpe Ravetta 618 mt.
Lasciato il sentiero, si abbandona temporaneamente il sentiero 3V per seguire la strada militare che sale su a Pian Waldès 710 mt. Qui l’ambiente cambia radicalmente, pini e castagni la fanno da padrona in un mondo calcareo molto bello. A Pian Waldès si apre la prima ampia panoramica, questo sarà solo un anticipo di quello che si potrà vedere dalla cima del Monte Chiusarella. Saliti in quota, si abbandona la strada militare per seguire un sentiero che attraverso ampi prati, sale velocemente in vetta.
Dalla vetta del Chiusarella, spettacolare veduta su Alpi, Prealpi e Appennino, 360° di panorama che riempiono gli occhi di meraviglia.
Tra le tante cime che si possono ammirare segnalo: Monviso 3841 mt, Monte Zeda 2156 mt, Sasso del Ferro 1062 mt, Monte Martica 1032 mt, Poncione di Ganna 992 mt, Monte Disgrazia 3678 mt.









TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30/2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Chiusarella.
PUNTI D’APPOGGIO: ricovero d’emergenza sotto la cima del Monte Chiusarella.
DISLIVELLO: oltre i 400 mt.
COME ARRIVARE: da Varese per SS 233 fino alle gallerie, poi indicazioni per Bregazzana.
CARTOGRAFIA O GUIDE:  carta Kompass N°90, carta del Parco Regionale del Campo dei Fiori.
SEGNALETICA: cartelli del parco e segnali della 3V con bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: B&b, agriturismi, hotel a Varese e provincia.

giovedì 20 marzo 2014

Pian Lera

Da Carlazzo località San Pietro 307 mt, si percorre la strada asfaltata che passa sotto l’antico borgo di San Pietro, sulla sinistra, si notano i confini della Riserva Naturale Lago di Piano. Raggiunto il versante opposto della valle, s’incontra un ampio capanno agricolo, qui sì svolta a destra percorrendo una strada sterrata che porta al Ristorante Millennium.
Raggiunto il locale, si trova sulla sinistra un segnavie. Ora, salendo la facile strada sterrata, che si trova a sinistra, si arriva alla località Selva Ghirlanda 625 mt, quindi con stretto sentiero, si arriva al bivio con il sentiero che arriva da Porlezza; percorrendolo brevemente e facendo una piccola deviazione sul pendio a sinistra, si arriva a Pian Lera 847 mt.


      NOTA
Non essendo una meta che può generare particolare interesse, l’itinerario qui descritto può in ogni caso regalare ottimi ambienti solitari.
L’inizio è caratterizzato dalla bella vallata che spazia da est ad ovest con ampi panorami sulle vicine montagne, i verdi pascoli danno da mangiare ai tanti cavalli o alle pecore che s’incontrano aldilà dei recinti.
La lunga salita alla località Selva Ghirlanda, s’immerge subito nel fitto bosco misto, solo in due occasioni si riesce a scorgere delle piacevoli balconate, per questo motivo il presente itinerario lo consiglio, quando tutti gli alberi sono addormentati.










La salita a Pian Lera, si svolge lungo un ripido sentiero che attraversa alcuni valloni molto belli, circondati da fitti boschi di faggio. Il Pian Lera, è composto di un unico edificio diroccato, nulla di particolare, però la presenza di un pozzo dove al suo interno scende una ripida scala a chiocciola fatta in pietra. Nell’area, si nota uno spiazzo, probabilmente utilizzato per l’antico mestiere del carbonaio.
Nei brevi panorami, il Pizzo di Gino 2245 mt è sempre presente, come anche il Monte Grona 1736 mt e Monte dei Pizzoni.

 
















TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido dopo Selva Ghirlanda.
PUNTI D’APPOGGIO: locali all’attacco del segnavie, per il resto nulla.
DISLIVELLO: circa 550 mt.
COME ARRIVARE: da Lugano, attraverso la dogana di Gandria. Da Como, percorrendo la SS N°340 toccando i paesi di: Argegno e Menaggio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: da Castel S. Pietro al Ristorante Millennium, la segnaletica è inesistente, poi segnavie rosso giallo ma con pochi cartelli informativi. La località Pian Lera, è segnalata solo all’inizio del percorso.
DOVE ALLOGGIARE: varie possibilità tra camping, B&B e alberghi. Qui segnalo solo il B&B La Marinella, Via per Osteno N°29 22018 Porlezza.
Tel: 333/4143964-333/4064833
Fax: +39 (0) 34472298
maxfumagalli@hotmail.it

giovedì 13 marzo 2014

IL PARCO DI MONTEVECCHIA

Dalla stazione di Cernusco Merate 258 mt, lato parcheggio, ci si trova su Via A. Stoppani; percorrendola verso sinistra, si arriva in Via C. Porta. Voltando a destra, si cammina lungo la via fino alla SP N°54. Attraversata la provinciale, si entra nel Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Percorrendo il sentiero n°1, sì attraversa la Valle Curone fino al bivio con il sentiero N°2. Voltando a sinistra, si segue il sentiero fino a raggiungere la località Cà del Soldato 328 mt; sempre con il sentiero N°2 si sale velocemente a Montevecchia Alta 441 mt. Per godere al meglio di tutta l’ampia panoramica, si percorre il sentiero N° 10 fino alla località S. Bernardo. Per il rientro, si ritorna a Montevecchia Alta, quindi con il sentiero N°2 si scende velocemente alla SP N°54. Dalla provinciale si volta a sinistra fino a ritrovare poco dopo Via C. Porta che riconduce alla Stazione di Cernusco Merate.











NOTA
Un piccolo paradiso.
Così mi permetto di definire il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone.
Trovandoci a pochi passi da grandi centri urbani e strade provinciali ad alta densità di traffico, in questo luogo si riesce a rimanere lontani dal caos.
Risalendo la valle del Curone, ci si gode i tanti ponti che attraversano il torrente Curone, che scorre impetuoso verso la pianura. Giunti nel cuore della valle, ci si trova davanti ad un paesaggio collinare di notevole bellezza, un luogo solitario dove l’ambiente accetta solo i vecchi cascinali che riempiono i verdi prati che colorano la valle.
Salendo lungo i fitti boschi misti, si raggiunge il Centro Parco Cà del Soldato; da qui, oltre a trovare un piccolo museo gestito dalle Guardie Ecologiche del parco, si può ammirare il primo ampio panorama dell’itinerario. Dalla cresta del S. Genesio 846 mt, spunta la sagoma seghettata del Resegone di Lecco 1875 mt; seguendo la cresta verso destra si riconosce facilmente la cima del Monte Tesoro 1432 mt, mentre più in basso si erge il piccolo Monte Canto 710 mt, dove ai suoi piedi è situato il Santuario di Papa Giovanni XXIII°.
L’antico borgo di Montevecchia Alta, ricorda molto i paesaggi collinari dell'Italia Centrale; adagiato sulla collina rivestita da ampie coltivazioni d'erbe aromatiche e piacevoli vigneti. Lungo le sue balconate, si può ammirare un’ampia panoramica. Nelle giornate limpide, l’Appennino si mostra in una serie di catene montuose che vanno dal Monte Lesima 1724 mt, situato lungo il confine di ben tre regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, ai 2017 mt dell’Alpe di Succiso nell’Appennino Toscoemiliano. Guardando verso ovest, è impossibile non riconoscere la sagoma del Monviso 3841 mt. Affacciandosi nell'altro versante dalla collina, oltre alle cime già menzionate, si possono ammirare: il gruppo montuoso delle Grigne, Monte San Primo 1686 mt, il gruppo montuoso dei Corni di Canzo, oltre ad una bella veduta delle Prealpi Bergamasche.











CURIOSITÀ: Montevecchia, sembra che ci siano dei misteri da rivelare, forse addirittura un collegamento con le tre piramidi di Giza, quindi alla cintura di Orione
Ci sono tre colline nell'area, sembrano non siano naturali ma fatte dall'uomo.
Mistero...













TEMPI DI PERCORRENZA: 4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cernusco e a Montevecchia Alta, oltre al Centro Parco Cà del Soldato dove si può trovare l’assistenza delle Guardie Ecologiche.
DISLIVELLO: circa 250 mt.
COME ARRIVARE: in treno lungo la linea Milano, Carnate Lecco. In auto da Milano seguendo per Monza, Arcore e Usmate. Da Lecco, seguendo per Olginate e Calco.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta dei sentieri, Montevecchia e Valle del Curone. 1:15000, redatta da INGENIA cartoguide.
SEGNALETICA: indicazioni di legno gestita dal parco e bandierine rosso bianco rosso lungo i sentieri; prestare attenzione nei centri abitati, in quanto la segnaletica può risultare insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: Merate, Lecco e d'intorni.




martedì 11 marzo 2014

Alpe Ronno

Da Cannero 225 mt, si cammina lungo il segnavie N°10 fino alla frazione Oggiono 515 mt, quindi con segnavie N°5 si sale fino alla località Alpe di Ronno 782 mt.









NOTA
Piacevole percorso che si sviluppa lungo un’antica mulattiera che raggiunge la bella borgata d’Oggiono, regalando piacevoli vedute sul Lago Maggiore.
Oggiono è un grazioso gruppo di case, i tanti vicoli che attraversano il borgo, regalano quella piacevole atmosfera che si respira nei tipici paesi di montagna; nella stagione fredda, il profumo dei camini si diffonde lungo i vicoli aumentando la piacevole sensazione che si respira in questi antichi luoghi.









Proseguendo lungo il sentiero N°5, si raggiunge l’Alpe Ronno. Qui l’atmosfera muta ancora. L’alpeggio, quel piccolo gruppo di case incastonate nel cuore delle montagne, regala sempre ampie balconate o luoghi solitari dove natura e uomo convivono in pace da centinaia d’anni, nulla a che vedere con la frenesia e con il vivere senza rispetto per nessuno a cui noi gente di città siamo spesso abituati. Qui la gente ti saluta, si rivolge a te con quella cordialità tipica di chi vive in un mondo dove l’indifferenza non è di nessun’utilità, qui nel bene o nel male si convive con la natura e una mano in più può sempre fare la differenza.
Il continuo svolazzare dei corvi imperiali, e il piacevole volteggiare della poiana, riempie l’azzurro cielo, i loro inconfondibili versi, si odono sopra i fitti boschi di castagno, anche con esemplari molto vecchi e agrifoglio, mentre in lontananza svettano le belle montagne che compongono la prima parte delle Prealpi Lombarde, oltre alle montagne della vicina Svizzera. Tra le cime che si ammirano lungo il percorso, vi segnalo: Monte Morissolo 1311 mt, Monte Carza 1116 mt, Monte Lema 1620 mt, Monte Generoso 1701 mt, Monte della Colonna 1203 mt e Monte Nudo 1235 mt, oltre ad una bella veduta sul Gruppo montuoso delle Grigne e sul Lago Maggiore con i Castelli di Cannero che si possono ammirare anche lungo il cammino.









CURIOSITA’: Il nome Cannero è legata all'acqua, si vedono ancora i resti dei castelli nell'isoletta. 
Passa anche la Linea Cadorna, sistema difensivo alla frontiera nord verso la Svizzera.
Manifestazioni: Carnevale Ambrosiano
Mostra della Camelia.











TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per il sentiero che da Oggiono sale all’Alpe Ronno.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cannero.
DISLIVELLO: circa 550 mt.
COME ARRIVARE: da Milano, con autostrada A26 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34. Da Domodossola con SS N°33 fino a Gravellona Toce, poi SS N°34. Da Locarno con SS N° 34.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90
SEGNALETICA: cartelli, più bandierine rosso bianco. Prestare attenzione ai bivi.
DOVE ALLOGGIARE: Cannero, Cannobio.



lunedì 10 marzo 2014

Salita all'Alpe di Brusino

Da Porto Ceresio 280 mt, sì cammina, lungo il Sentiero Confinale, che sale deciso ad oltrepassare la località Cà del Monte. Raggiunto il cippo di confine, sì entra in territorio elvetico, seguendo a sinistra il segna vie che porta a Serpiano 644 mt.
Volendo evitare la strada asfaltata, sì può percorrere il segna vie che gli passa sopra, ricollegandosi più avanti, alla strada sterrata che parte dalla funivia e che porta all'Alpe Brusino.









NOTA
Bella salita con piacevoli panorami sul Lago di Lugano.
Il percorso, dopo una bella passeggiata sul lungo lago, a guardare folaghe e svassi che galleggiano nell'acqua, s’inerpica lungo una ripida mulattiera che sì addentra in un bel bosco misto, con castagno, agrifoglio e faggio. Nella stagione fredda, il silenzio avvolge l’intero percorso, solo nelle ore più calde, fringuelli e cince animano la quiete del bosco.
La località Cà del Monte, è un piccolo borgo che sorge sopra Porto Ceresio, le case in corte che compongono il nucleo, regalano ancora una piacevole atmosfera, nonostante le abitazioni più recenti che purtroppo stonano con il paesaggio.
Raggiunta l’Alpe di Brusino, non si può fare a meno di ammirare tre castagni plurisecolari, dalle dimensioni enormi, descriverli è difficile, bisogna andare a vederli…












Dalle ampie balconate che s’incontrano, s’ ha un’ottima veduta sul Lago di Lugano, sulle Prealpi Varesine e sulle montagne svizzere.
Tra le tante segnalo: Poncione di Ganna 992 mt, Monte Piambello 1125 mt, San Salvatore 912 mt, Monte Limidario 2187 mt, Monte Bar 1816 mt e tanti altri ancora, oltre alla piacevole veduta della vetta del Monte San Giorgio 1100 mt, che s’impone sopra l’Alpe.









CURIOSITA’: il Monte San Giorgio, in territorio svizzero sono state iscritti nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO per la scoperta di siti archeologici, molto più tardi anche la parte italiana.
Il paleontologo e geologo Antonio Stoppani iniziò gli scavi.
Da visitare il Museo dei Fossili a Meride, ai piedi del Monte San Giorgio
Museo di Storia Naturale di Lugano 
Museo dell'istituto di paleontologia dell'Università di Zurigo
Museo civico dei fossili di Besano, in provincia di Varese
Museo civico di storia naturale di Milano.
Sono da vedere anche i castagni secolari che si trovano arrivati all'Alpe di Brusino.
Piatti tipici Svizzeri: la fonduta al formaggio, cioccolato svizzero, formaggio svizzero.













TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) pur non presentando difficoltà, l’itinerario può creare qualche problema con pioggia o neve.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Serpiano e Alpe di Brusino.
DISLIVELLO: circa 350/400 mt.
COME ARRIVARE: in auto o in bus. Da Varese, percorrendo la SS n°344; da Luino o da Ponte Tresa, percorrendo la SP n°61.
CARTOGRAFIE O GUIDE: Carta Kompass N°90/91.
SEGNALETICA: cartelli del Sentiero Confinale con bandierine rosso bianco rosso; cartelli della segnaletica svizzera con bandierine bianco rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Cuasso al Monte, Ardena di Brusimpiano, Lavena Ponte Tresa, Varese.





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