domenica 14 febbraio 2016

Dalla località Spizzirò al borgo di Panzini.



Dalla località Spizzirò al borgo di Panzini.
Dalla SS 461, dopo aver oltrepassato gli abitati di Ponte Nizza 265 mt e Molino del Conte 282 mt, sì svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Spizzirò. Appena giunti alla località Spizzirò 311 mt, si lascia l’auto per seguire il segnavie che attraverso tratti su sterrata, ampio sentiero e strada asfaltata, raggiunge la frazione di Vignola 483 mt. Si prosegue per sentiero aggirando il Monte Nocelle 668 mt, fino ad uscire sulla strada che porta a S. Alberto. Appena trovata la strada asfaltata, la sì percorre per circa cento metri, svoltando a sinistra per seguire una sterrata che diverrà in seguito un ampio sentiero e che porta all’Abbazia di S. Alberto di Butrio, da li, con strada asfaltata, si raggiunge l’abitato di Panzini 745 mt.
NOTA
Sicuramente una bella gita da svolgere in quel lembo di Appennino che sì affaccia nella regione Lombardia.
L’inizio sì svolge in ambiente di campagna, salendo lungo una ripida stradina che attraversa ampi campi coltivati a grano, man mano che si sale, s’incontrano le belle frazioni che sorgono ai piedi del Monte Nocelle, piccoli borghi come Vignola, dove si può respirare ancora l’atmosfera dei secoli passati, solo poche case moderne, interrompono la magia di questi luoghi.
Dopo Vignola, inizia la parte più escursionistica dell’intero percorso. Per aggirare il franoso pendio, si utilizza un sentiero in parte attrezzato, che da la possibilità di avere ottime vedute sulla valle e su alcune delle cime più alte dell’Appennino Lombardo come il Monte Ebro 1700 mt. Di fronte, si ha una piacevole veduta sulle colline con la cima del Monte Vallasca 752 mt, che sovrasta i colli.
Superato il tratto impegnativo, ci s’immerge nel silenzio di queste piccole montagne, sì attraversa una profonda valle circondata da cime che non vanno oltre i 700 mt di quota, più avanti s’incontrano anche ampi prati verdi. La magia si manifesta, quando si raggiunge l’Abbazia di S. Alberto di Butrio, luogo sacro e isolato. Realizzata attorno all’anno 1000 dallo stesso Sant’Alberto, qui regna la quiete dei boschi e il frizzante cinguettare di tanti uccelli che vivono in simbiosi con l’edificio religioso. Nell’edificio, hanno dimorato anche San Luigi Orione e Frate Ave Maria, le cui spoglie sono custodite all’interno dell’abbazia.
Panzini è un altro piccolo borgo che sì colloca perfettamente in queste montagne, sorge su di un’altura da dove sì può godere un ampio panorama che guarda verso il Castello di Oramala 730 mt e il Monte Calenzone 1150 mt; come tante realtà che s’incontrano nella valle del Torrente Staffora, anche Panzini è composto da antiche case in pietra, un piccolo nucleo abitato tutto l’anno da poche persone, un luogo di silenzio come lo è del resto tutto il contesto che circonda l’area dell’abbazia.
CURIOSITA’
Pare che nell’Abbazia di S. Alberto di Butrio, abbia vissuto Re Edoardo II dopo la fuga dall’Inghilterra, dove morirà nel 1321, secondo le leggende, pare che la tomba abbia poteri curativi.
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) prestare attenzione al tratto attrezzato tra Vignola e S. Alberto di Butrio.
PUNTI D’APPOGGIO: Agriturismo Spizzirò, tel: 0383/572194 - 320/7569815, e presso l’abbazia.
DISLIVELLO: 450 mt circa.
COME ARRIVARE: da Pavia con SS 461 fino a Ponte Nizza, poi indicazioni per Spizzirò.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Appennino Pavese, Valli Staffora e Curone, da Val di Nizza a Cabella Ligure, foglio 4. Studio Cartografico Italiano Genova. Oltreisentieri, guide escursionistiche.
SEGNALETICA: pannelli informativi e bandierine bianco rosso. Prestare attenzione ai segnali, a volte sbiaditi o insufficienti.
DOVE ALLOGGIARE: Possibilità d’alloggio presso l’Abbazia di S. Alberto di Butrio, tel: 0383/542179.

domenica 7 febbraio 2016

Da Borgosesia a Cellio.



Da Borgosesia, località San Grato 357 mt, si percorre il segnavie N°747 fino a Cellio 685 mt.
NOTA
A chi ama le belle passeggiate nei borghi della bassa Val Sesia, questa proposta può suscitare la giusta attenzione. L’inizio non è molto brillante, infatti, dopo un breve tratto su sentiero, si attraversa una zona residenziale di scarso interesse, che prosegue fino a Valbusaga. Da questa minuscola frazione, inizia il bello del percorso, tratti su sentiero, si alternano con tratti su strada asfaltata, questo consente di godere di un paesaggio boschivo molto bello e vario, passando dal più comune castagno a splendidi esemplari di faggio, i prati sono rari, ma quei pochi che s’incontrano lungo il cammino, creano il giusto paesaggio d’alta collina. Il resto del percorso, è un susseguirsi di minuscole frazioni, tutte incastonate perfettamente nel silenzio dei loro crinali, le chiese che s’incontrano sono molte, tutte molto belle, a volte con la facciata affrescata, ma non visitabili all’interno, questo vale anche per la grande chiesa parrocchiale di Cellio.
Cellio è un piccolo comune incastonato nel verde, un confine tra la zona collinare e le piccole montagne che superano i 1100 mt di quota.
Le primissime notizie storiche, risalgono addirittura al 187 a c, grazie ad alcuni insediamenti romani.
Dalla chiesa parrocchiale, sì apre una bellissima terrazza panoramica che guarda verso la pianura padana, due le montagne che con la loro inconfondibile forma, si possono riconoscere facilmente e sono: Monte Fenera 899 mt e Monte Barone 2044 mt, primo duemila che sì affaccia sulla Val Sesia; nelle immediate vicinanze, si alza il Monte San Grato 914 mt, raggiungibile con un’ora circa di cammino. Lungo tutto il percorso, s’incrociano numerosi segnavie, che danno la possibilità di creare svariati percorsi ciclopedonali, con mete sempre diverse, componendo anelli o belle traversate da valle a valle, da frazione a frazione e così via, un mondo tutto da scoprire nei mesi invernali per il silenzio del bosco, nei mesi primaverili per le belle fioriture e nei mesi autunnali per i caldi colori.
CURIOSITA’
La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, ha al suo fianco il più alto campanile della Val Sesia, ben 56 mt d’altezza.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa. DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Borgosesia e a Cellio
DISLIVELLO: circa 450 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, proseguire lungo la statale N°299 in direzione Varallo Sesia, poi ad una grande rotonda, proseguire per Borgosesia. La località San Grato, si trova vicino alla ferrovia, la chiesa in ogni modo si trova con facilità.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli del segnavie affissi sui rami o dipinti sui muri, poi bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: B&B a Cellio, tel: 347/7847434.

lunedì 1 febbraio 2016

Da Cittiglio ad Aga.




Da Cittiglio 267 mt, si percorrono i segnavie 3V Via Verde Varesina e AV Anulare Valcuviano fino a Casalzuigno 358 mt, poi seguendo le indicazioni, si affronta una ripida stradina asfaltata che porta ad Aga 504 mt.
NOTA
Facile itinerario che porta alla scoperta della bassa Val Cuvia, s’inizia da Cittiglio, piccola cittadina chiamata nell’alto medioevo Cistellum e sorge a poca distanza dal Lago Maggiore, qui vi nacque il famoso ciclista Alfredo Binda. Dopo aver attraversato la periferia, ci si abbandona ad un sentiero che porta alle periferie di Brenta, più precisamente nella località Cascina 330, da lì in breve si arriva alla chiesa di San Quirico 369 mt. La chiesa fu costruita nel XII secolo come chiesa parrocchiale, in seguito fu costruita l’attuale chiesa di San Vito e Modesto. Furono fatti importanti interventi di restauro; l’unica impronta di carattere romanico, è rappresentato dal campanile. La chiesa in seguito divenne santuario. Qui si apre la prima balconata sulla Val Cuvia, con una bella veduta su Monte Sangiano 532 mt e su Sasso del Ferro 1062 mt.
Si prosegue lungo un’altra facile sterrata che attraversa belle località private, una stradina adatta anche per belle passeggiate a cavallo. Giunti a Casalzuigno, ci sì abbandona ad un altro tipico paese della Val Cuvia, attraversandolo per buona parte. Aga è indubbiamente una delle località più belle della valle, il borgo si presenta con tutto il fascino dei borghi di montagna; oltre ad essere un’ottima meta è anche punto di passaggio per camminate più impegnative. Da qui, si apre una bella balconata sul Campo dei Fiori 1227 mt, facilmente riconoscibile, il Poncione di Ganna 992 mt.
Nelle vicinanze, si trova l’oratorio di San Bernardino, edificata intorno al quattrocento.


CURIOSITA’
Fra il 1914 e il 1949, lungo l’attuale SS 394, la frazione di Zuigno era servita dalla tranvia della Valcuvia.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per brevissimi tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cittiglio e a Casalzuigno.
COME ARRIVARE: Da Laveno con SP 394 dir, oppure in treno con linea ferroviaria Varese Laveno, o da Varese con SS 394 pi breve tratto su strada provinciale, oppure in treno con linea ferroviaria Varese Laveno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90 e Via Verde Varesina redatta da De Agostani.
SEGNALETICA: Cartelli informativi più bandierine bianco rosso del sentiero 3V e bandierine giallo verde del sentiero AV.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Il Cortile, Via Libertà N°87, tel: 0332/618029.

domenica 24 gennaio 2016

Anello di San Salvatore



Anello di San Salvatore
Da Porto Ceresio 280 mt, sì percorre la prima tappa del sentiero 3V lungo strada asfaltata. Attraversando la periferia di Porto Ceresio si supera il campo sportivo e il centro di multiraccolta, proseguendo per una strada sterrata che porta alle periferie di Cuasso al Piano 330 mt. Superato il cimitero, allo stop sì svolta a destra, entrando di fatto, nel centro di Cuasso. Dopo aver visitato la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, si prosegue per Via Orrigoni che porta sulla SP 29. Raggiunta la provinciale, sì svolta a destra, percorrendo quest’ultima in direzione di Cuasso al Monte 532 mt fino a trovare il cartello di Via Repubblica, contrassegnata con due numeri civici, sì svolta ancora a destra, e dopo un tratto su asfalto, ci si abbandona ad un piacevole sentiero che sale alla Chiesa di San Salvatore 432 mt, massima elevazione del percorso.


Dalla chiesa, si prosegue lungo la strada asfaltata che s’immette sulla SP 29, superate le abitazioni, subito dopo una discesa, si lascia la strada asfaltata per svoltare a destra lungo una sterrata che porta in un’ampia area attrezzata, quindi proseguendo dritto lungo l’ampio sentiero, ci s’immette poco più avanti nel Sentiero Confinale SC e sentiero E/1, qui sì svolta a destra scendendo per una mulattiera che porta nell’area delle trincee della Linea Cadorna, per la quale si consiglia una visita nelle poche aree che non sono pericolose. Dopo aver visitato il sito, si riprendono i segnavie precedenti, che scendono rapidamente a Porto Ceresio.

NOTA
Breve percorso da percorrere anche nella mattinata o nel pomeriggio, uno di quei percorsi che regala ottimi panorami e tanti cenni storici di notevole interesse.
Porto Ceresio, è una piacevole cittadina che sorge sulle rive meridionali del Lago di Lugano, il lungolago offre ottimi panorami sulle sponde della vicina Svizzera e sui vicini rilievi montuosi, tra i quali segnalo: Monte Arbòstora 822 mt e Sighignola 1302 mt.
Cuasso al Piano, è un altro gioiello di questo percorso, i suoi vicoli creano la giusta atmosfera classica dei paesi di montagna, dall’ampia Piazza della chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, distrutta da un incendio e riedificata nel 1700, si apre una splendida veduta sulle più belle montagne della Valceresio, tra cui segnalo: Monte San Bernardo 1020 mt e Monte Useria 555 mt.
Dalla chiesa di San Salvatore, si apre un’altra balconata sulla Val Ceresio, con una piacevole veduta sulla spettacolare vetta del Monte Generoso 1701 mt, oltre ad una piacevole veduta del Monte San Giorgio 1100 mt e Monte Pravello 1020 mt e Monte Orsa 998 mt.
Durante la discesa, merita una visita, alcune fortificazioni della famosa Linea Cadorna, tra cui un fortino scavato nel porfido, dalla quale si può ammirare il salto di una cascata che ghiaccia nei mesi freddi, e una postazione per mitragliatrici lunga qualche decina di metri, oltre ad un promontorio dalla quale si ha una splendida vista su Porto Ceresio, e sulle sponde del Lago di Lugano, un percorso breve ma intenso, racchiuso nel piacevole mondo delle Prealpi del varesotto.

CURIOSITA’
La Linea Cadorna, fu progettata e realizzata tra il 1899 e il 1918, perché si temeva un possibile attacco dal versante elvetico, i numeri dell’opera sono impressionanti e prevedono 72 km di trincee, 88 postazioni d’artiglieria di cui 11 in caverne, 25.000 quadrati di baraccamenti, 296 km di strade 398 km di mulattiere, opera che arrivò a costare ben 105 milioni di lire pari a 150 milioni d’euro, con un impiego di almeno 40.000 uomini, tra cui molti artigiani provenienti dal varesotto.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero e per la visita alle fortificazioni della Linea Cadorna.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio e a Cuasso al Piano.
COME ARRIVARE: da Varese, con SS 344.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90 e Via Verde Varesina redatta da De Agostani. Antichi sentieri della Valceresio redatta da Macchione.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse del sentiero 3V, fino a Cuasso al Piano, cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso del Sentiero Confinale e del sentiero E/1, nell’ultima parte della discesa, mentre nella parte centrale del percorso, non esiste alcun tipo di segnaletica.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Il Canneto, Via Fratelli Bertola N°59, tel: 0332/917633

domenica 17 gennaio 2016

Gita al Santuario di Monte Carmelo



Da Carbonate 269 mt, ci si reca in Via Moneta, percorrendola s’incontra Via Ugo La Malfa; svoltando in questa strada, si raggiunge il sentiero CA1. Si cammina lungo il segnavie fino all’incrocio con il sentiero TR3. Sì svolta a destra, proseguendo lungo un'ampia strada sterrata che sale sopra un piccolo altopiano, qui si trova un laghetto nominato Stagno del Proverbio. Si prosegue fino all’incrocio con il segnavie TR1. Raggiunto il bivio, sì svolta a destra percorrendo il sentiero fino a Cascina Fagoreggio 357 mt, sì prosegue con il sentiero AP1, che conduce al Santuario di Monte Carmelo 355 mt.




NOTA
Per chi ama le interminabili passeggiate nel bosco, questo è il percorso adatto. Da Carbonate piccolo centro di origine romana, situato in provincia di Como, ci s’immerge subito nel silenzio dei boschi misti che compongono in gran parte il Parco Pineta di Tradate. Il percorso è un susseguirsi di vallette e piccoli colli, il terreno è argilloso, il che spiega come mai lo Stagno del Proverbio, riesca a sopravvivere anche nei momenti di siccità. Lo stagno, è molto grazioso, sembra quasi un laghetto d’alta montagna, adagiato nella fitta pineta artificiale che compone il piccolo altopiano. I pochi spazi aperti, non regalano panorami su Alpi e Prealpi, però le colline che rinchiudono i maneggi, regalano gradevoli scorci anche se brevi, perché le varie siepi che recintano le aree private, coprono buona parte del panorama. 
L’unico breve esempio di panorama, si trova nell’area del santuario, meta dell’itinerario; qui nei mesi invernali, quando la vegetazione è a riposo, sì riesce ad avere una piccola veduta su Monte Boletto 1236 mt, Monte Bolettone 1320 mt e Grignone 2409 mt, oltre alla bella cornice collinare che porta all’abitato d’Appiano Gentile 362 mt. Il santuario del 1492 secolo, è onestamente la cosa più bella che s’incontra lungo il percorso, l’area è molto suggestiva, con due terrazze che spaziano verso il vallone del Torrente Antiga.
 








TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Carbonate.
DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 150 mt.
COME ARRIVARE: da Varese o da Saronno con SS 233 fino a Carbonate, poi cercare Via Moneta.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta INGENIA: Parco Pineta d’Appiano Gentile e Tradate 1:15.000 e Ciclocampestri del Seprio 1:25.000.
SEGNALETICA: targhette rosso bianco rosso con inserito il numero del sentiero.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel delle Fiere a Carbonate in Via Trieste N°29, tel: 0331/832125.

sabato 2 gennaio 2016

Da Valeggio a Monzambano




Da Valeggio sul Mincio località Borghetto 66 mt, si percorre la lunga pista ciclopedonale che costeggia la sponda destra del Canale Virgilio, fino a Monzambano 88 mt.

 

NOTA
Come già proposto più volte, anche quest’anno il primo di gennaio, ci si dedica alla classica camminata d’inizio anno. Reduci dal cenone, quando il mattino seguente non si riesce ad alzarsi presto, ecco una bella passeggiata attraverso il Parco del Fiume Mincio. 

 


Da Borghetto, antico borgo posto sotto Valeggio sul Mincio, sì raggiunge il Canale Virgilio, qui si segue una lunga pista ciclopedonale che costeggia la sponda destra del canale, pista che presenta un’interminabile fila di cipressi che rendono davvero piacevole l’intera passeggiata. Le belle colline che costeggiano il Canale Virgilio e il Fiume Mincio, pur trattandosi di rilievi che solo in qualche caso superano i 150 mt di quota, offrono quella sensazione di montagna che alla vista del camminatore risulta piacevole, un susseguirsi di ripidi pendii e avvallamenti che separano una collina dall'altra, per il resto, è un susseguirsi di campi e aziende agricole, luoghi dove l’antico mestiere dell’agricoltore è ancora ben radicato nel territorio. 
Lungo la camminata, si possono ammirare numerosi uccelli tipici degli ambienti fluviali, come ad esempio, il cormorano, o l'airone cenerino.

 

Monzambano, è un paese grande come Valeggio ma situato in provincia di Mantova. Le prime tracce di quest'abitato, risalgono all’età del bronzo. Dal 1199, entra a far parte di un ricco sistema difensivo, fu annesso in seguito allo stato veneto. Nel 1797, divenne teatro delle vicende storiche che coinvolgeva Napoleone Bonaparte, poi divenne ancora terreno di dure battaglie durante la prima guerra d’indipendenza. Qui oltre alla bella chiesa parrocchiale, vi si trovano le mura di un antico castello; in alcuni casi, s’incontrano belle balconate che spaziano sulla valle del Fiume Mincio e sulle colline moreniche che sovrastano la valle, paese da visitare con la dovuta attenzione.

CURIOSITA

Come ricorda questa lapide, nel 1859 avvenne uno storico incontro, tra Vittorio Emanuele e Camillo Benso di Cavour.

TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Borghetto e a Monzambano.
DISLIVELLO: quasi inesistente.
COME ARRIVARE: autostrada A4 con uscita a Peschiera del Garda, quindi indicazioni per Valeggio sul Mincio e Borghetto.
DOVE ALLOGGIARE: B&B La Rocchetta Lago di Garda, Via S. Rocco N°50, tel: 324/7982955
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Nautica Turistica del Parco Valle del Mincio, e Il Mincio e la sua Valle, sempre redatta dal parco.
SEGNALETICA: nessuna.

Salita all’Alpe Leven




Dalla diga di Melena 653 mt, sì percorre il segnavie che sale all’Alpe Leven 1667 mt.

 



NOTA
L'itinerario qui descritto, percorre una valle solitaria, poco conosciuta dagli escursionisti nella stagione invernale.
La salita è decisa, circa 1000 mt di dislivello, si sviluppa per oltre la metà del percorso in fitti boschi di faggio che in inverno rendono molto insidioso il tratto che va dai Monti di Moneda 954 mt, fin oltre i 1400 mt di quota, quando il fitto bosco, lascia posto ai morbidi prati d’alta quota.
A circa metà percorso, s’incontra la piccola Baita Valmaggia 1149 mt, il rifugio è privato ed è accessibile agli escursionisti solo con ritiro delle chiavi, quindi non può essere di alcun’utilità in caso di maltempo. 


 

L’unica cosa che offre è acqua da bere e un tavolo dove poter fare un pranzo al sacco.
L’alpe è composta di due edifici, probabilmente abitata in estate, quando i verdi pascoli offrono cibo a capre e mucche.
Dall’Alpe Leven, ampia panoramica sulle Alpi Svizzere, tra le tante cime segnalo: Monte Camoghè o Pizzo Camoscio 2228 mt, Punta di Vogorno 2442 mt, e Pizzo di Claro 2727 mt.



TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentiero ripido da Monti di Moneda all’Alpe di Leven.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: 1000 MT circa
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: cartelli informativi più bandierine bianco rosso bianco.
COME ARRIVARE: da Lugano o da Bellinzona con autostrada fino a Bellinzona sud, si prosegue in direzione Giubiasco, quindi a destra per Val Morobbia fino alla località Vellano, poi indicazioni per la diga.
DOVE ALLOGGIARE:

Passo di Pontimia

Da Bognanco, località Pizzanco 1142 mt, si percorre il segnavie D18, fino al Passo di Pontimia 2378 mt.


11 luglio 2015, salita al Passo di Pontimia. 022
 
NOTA
Spettacolare
camminata in una delle valli laterali della Valle d’Ossola. L’itinerario si
sviluppa in ambienti alpini selvaggi e solitari, già da Pizzanco, il sentiero
si presenta subito poco frequentato e in decisa salita, fino all’incrocio con
il più frequentato sentiero che proviene da San Bernardo. Ora si procede lungo
un bel traverso che dopo aver passato la località Oriaccia, giunge nella bella
conca dove è situata la località Vallaro 1823 mt. Qui oltre ad una serie di
baite, sorge il Bivacco Emilio Marigonda, importante punto d’appoggio per chi
si avventura su queste montagne, per maggiori informazioni, ho trovato questo
recapito telefonico: 0324/240449.
Poco sopra,
immerso nel silenzio di un’altra bella conca, sorge il Rifugio Alpe il Laghetto
2046 mt; inaugurato nel 1998 e proprietà dal CAI di Arsago Seprio, il rifugio e
gestito nella stagione estiva e ha funzioni di alberghetto.
 
 11 luglio 2015, salita al Passo di Pontimia. 032
 
La parte più
spettacolare, arriva dopo aver passato il rifugio, appena scavalcata una
selletta, parte il lungo traverso che porta al Passo di Pontimia, qui
l’ambiente alpino è sicuramente spettacolare, con vista su cime come Pizzo
Straciugo 2713 mt e Pizzo Montalto 2705 mt. L’arrivo al Lago di Campo oltre i
2200 mt di quota, è a dir poco gratificante, l’azzurro del cielo che si
riflette nelle acque, il verde delle montagne e il bianco della neve che
dall’inverno lenta si scioglie al sole d’estate, rappresenta un quadro di rara
bellezza. L’arrivo al Passo di Pontimia si fa sentire, dopo quattro ore,
l’ultima salita diventa estenuante, però la vista è semplicemente spettacolare;
Pizzo d’Andolla 3653 mt, Weissmies 4023 mt.
 
 11 luglio 2015, salita al Passo di Pontimia. 026
 
raffigurano
un paesaggio unico, i ghiacciai scendono candidi verso valle, circondati da
pareti scure e strapiombanti, mentre sotto i pascoli estivi, ospitano mucche,
capre e pecore che si dedicano a brucare l’erba della breve estate alpina.
Nelle giornate limpide, si può riconoscere l’inconfondibile sagoma del Monte
Legnone 2609 mt, cima posta alla fine del Lago di Como. Camminata dura ma
imperdibile.
 
CURIOSITA’
A fine
agosto inizio settembre, si svolge la decennale sagra del Mirtillo, con
degustazioni varie a base di mirtillo.
 
TEMPI DI
PERCORRENZA:
4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentieri ripidi e percorso
decisamente lungo.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pizzanco, Bivacco
Marigonda sempre aperto e Rifugio Alpe il Laghetto con possibilità di
pernottamento. Tel: 347/0320298.
DISLIVELLO: oltre 1300.
COME ARRIVARE: A26 fino ad Ornavasso, quindi SS 33,
fino a Domodossola. Poi indicazioni per Bognanco ed infine per Pizzanco.
CARTOGRAFIA O
GUIDE:
carta Kompass
N°89.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine
rosso bianco. Prestare attenzione lungo la salita da Pizzanco, in quanto il
sentiero è poco frequentato, inoltre dalla selletta sopra il Rifugio Alpe il
Laghetto, i cartelli informativi cessano, resterà solo il segnale rosso bianco
sulle pietre.
 

martedì 14 luglio 2015

Monte Margineta e Monte Loccia di Pieve.



Da Albogno 1020 mt, frazione di Druogno 836 mt, si percorre il segnavie M07 fino a Passo della Margina 1979 mt; svoltando a destra, si raggiunge in breve il Monte Margineta 2017 mt. Dopo la salita, si ritorna al passo, per affrontare la più impegnativa salita che raggiunge la vetta del Monte Loccia di Pieve 2127 mt.


 NOTA

L'itinerario qui descritto, racconta un percorso che sale su due cime che rimangono emarginate dai sentieri più frequentati della Val Vigezzo; località dove vi si può trovare strutture d’accoglienza e impianti di risalita, più ricercati dai turisti in generale.
La salita, inizia dalla bella frazione d’Albogno.



Una comoda mulattiera con tratto su sterrato, da inizio alla salita. Passato Alpe Piodabella, l’itinerario cambia totalmente, l’ampia mulattiera, lascia ben presto posto ad un ripido e stretto sentiero che porta all’Alpe Buriale 1875 mt. Il rifugio non è accessibile, ne ha in dotazione un riparo d’emergenza, quindi in caso di maltempo non si può contare su questo rifugio. Le due cime, si raggiungono sempre con piccoli sentieri frequentati molto da animali da pascolo. Monte Margineta pur nella sua modesta mole, offre una buona panoramica, con vista sul vicino Monte Mater 2026 mt. Guardando in basso, è ben visibile Valle Cortino, con numerosi alpeggi.


Monte Loccia di Pieve, offre una veduta decisamente migliore, con i suoi 360° di panorama, danno la possibilità di ammirare vette che vanno sopra i 4000 mt, un’infinità di valli che si diramano tra la Val d’Ossola, la Val Formazza e la Val Vigezzo. Tra le cime che si possono ammirare menziono: Monte Leone 3553 mt, Monte Cistella 2880 mt, Punta Giezza 2658 mt, Pizzo la Scheggia 2466 mt, Pioda di Crana 2430 mt, Pizzo Ragno 2289 mt e Monte Limidario 2187 mt. 


L’ambiente è solitario, un percorso di montagna che regala un’avventura in ambiente aspro e selvaggio, indubbiamente da vedere.

CURIOSITA’
Nell’ultimo fine settimana di settembre, ad Albogno si celebra la festa di San Michele, con tante specialità tipiche della zona.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) sentiero ripido fino alle cime.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Albogno.
DISLIVELLO: oltre 1100 mt.
COME ARRIVARE: A26 fino ad Ornavasso, quindi SS 33, fino a trovare le indicazioni per Val Vigezzo, quindi SS 337 fino a Druogno, da li, indicazioni per Albogno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°89.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine rosso bianco. Prestare attenzione, la segnaletica a volte è insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE: numerose strutture in valle.

Alpe Pianmisura



Da Alagna Valsesia 1191 mt, si percorre il segnavie N°3 che al Passo di Uomo Storto 2880 mt.




NOTA
Da Alagna valsesia, si possono affrontare tantissimi itinerari nel gruppo montuoso del Monte Rosa, vi sono, però alcune valli laterali, che offrono percorsi affascinanti di varia difficoltà, in ambienti suggestivi, un esempio, è rappresentato dalla Valle d’Otro, minuscola valle che colma ai piedi del Corno Bianco 3320 mt.
Il percorso si sviluppa lungo una bella mulattiera che attraversa un fresco bosco misto, che rende la salita accessibile a tutti. Usciti fuori del bosco, appare immediatamente l’affascinante borgo d’Otro 1664 mt. Realizzato nel classico stile Walser, Otro è indubbiamente una delle borgate più belle della Valsesia, incastonato perfettamente ai piedi di una montagna minore, ma che è molto frequentata degli appassionati d’escursionismo e di alpinismo classico.


Proseguendo, si arriva a Pianmisura 1854 mt. Si parla di alcuni gruppi di baite vicine tra loro, tra cui spicca il piccolo borgo arroccato sopra un colle. Da qui, si gode un’imperdibile visuale su buona parte del gruppo montuoso, fin quasi a guardare i piccoli ghiacciai nascosti dietro le ampie morene, perfettamente visibili da Pianmisura. Fino all’inizio dell’estate, il silenzio dei monti è interrotto dall’impetuoso fragore delle tante cascate che scendono giù vertiginosamente verso valle, segnando di bianco i pendii della montagna.
Durante la salita, oltre alla bella vista del Corno Bianco, si ha un’ottima veduta del Monte Tagliaferro 2964 mt, altra conosciuta montagna.



Guardando verso la cima del Corno Bianco, si riesce anche a scorgere la gialla sagoma del Bivacco Ravelli 2504 mt, ottimo punto d’appoggio per le ascensioni più impegnative.

CURIOSITA’
Pare che nel luogo dove si trova il sasso della Madonna, era un punto di riposo, che era utilizzato dagli abitanti di Otro, quando dovevano trasportare i defunti a valle.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa. 
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Alagna Valsesia, e Rifugio Zar Senni, con possibilità di pernottamento.
DISLIVELLO: circa 650 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 per Alagna Valsesia.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°88.
SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Zar Senni, tel: 0163/922952-331/7383271.

mercoledì 1 luglio 2015

Bivacco Alpe Toso



Bivacco Alpe Toso.
Da Rassa 917 mt, si percorre il segnavia N°251, fino al Bivacco CAI Alpe Toso 1649 mt.



NOTA
Come un intricato albero dai tanti rami, così la Valsesia si presenta con le sue valli laterali.
L’itinerario qui proposto, percorre parte della Val Sorba, valle che termina nella sua parte alta, con il Colle del Loo 2452 mt colle che mette in comunicazione la Valsesia con la Valle di Gressoney.
La valle è indubbiamente molto bella, consente di attraversare una serie d’alpeggi che in molti casi, mantengono ancora oggi il loro aspetto rustico con quel pizzico di Walser che arricchisce molto la suggestività delle baite.
L’inizio del percorso, si sviluppa subito dopo l’abitato di Rassa, paese affascinante incastonato perfettamente in una valle che non ha nulla da invidiare alla più grande Valsesia. Un’ampia strada sterrata il cui accesso è consentito ai soli autorizzati, sale decisa fino ad un bivio, lasciata la carrozzabile, si cammina lungo la piacevole mulattiera conduce al ristoro Heidi, qui si trova un ottimo punto d’appoggio dove poter assaggiare una gustosa cucina tipica. Il resto del percorso, si sviluppa su ampio sentiero, consentendo di ammirare una piacevole serie d’alpeggi, oltre ad un interessante museo a cielo aperto e ad una bella cascata che scava un profondo solco a circa metà valle.


Il Bivacco Alpe Toso, dal 1976 è un indispensabile punto d’appoggio, pur non essendo nelle migliori condizioni, offre un tetto, un tavolo e una stufa a legna per scaldarsi in caso di maltempo, ovviamente si consiglia di fare un buon uso e una buona scorta di legna nel caso si rimane per il pernottamento.
Tra le cime che si ammirano durante la salita, segnalo l’inconfondibile sagoma dell’Alta Cima di Bò 2556 mt, vista dal versante della Punta del Talamone 2488 mt, con l’ampio nevaio che rimane coperto dalla neve dell’inverno, ben oltre la primavera. Facilmente riconoscibile vi è anche il Monte Bò di Valsesia 2071 mt, per il resto, si tratta di cime minori ma che in molti casi superano i 2000 mt di quota.


CURIOSITA’
Lungo l’itinerario, è stato allestito un ecomuseo del legno
carbone, la catasta di legna, da un’idea di com’erano realizzate le famose carbonaie.





TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per il guado d’alcuni corsi d’acqua, che con buona portata d’acqua può creare delle difficoltà.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Rassa, bar ristorante Heidi Tel: 0163/77286. Bivacco Alpe Toso con possibilità di pernottamento.
DISLIVELLO: circa 700 m.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, quindi SS 299 in direzione Alagna Valsesia, dopo l’abitato di Piode 752 mt, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Rassa.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°88.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso contrassegnati dal N° 251.
DOVE ALLOGGIARE: ristorante e B&B Bricaj, tel: 0163/77264.

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