lunedì 4 aprile 2016

Da Viadanica località Lerano, al Monte Bronzone.



Dal paese di Viadanica, si sale in auto fino alla borgata di Lerano 559 mt. Si prosegue a piedi lungo la strada asfaltata, seguendo le indicazioni per la chiesetta degli Alpini. Arrivati ad un bivio, si trova il segnale del sentiero N° 701, percorrendolo si aggira il Monte Bronzone salendo poi ad una forcella, nominata come Gombo Alto. Proseguendo lungo la costa, si raggiunge la vetta del Monte Bronzone 1334 mt.
Per la discesa, si percorre sempre il sentiero N° 701, perdendo quota fino alla località La Rolla 970 mt, quindi con strada sterrata si arriva al Colle Cambline 775 mt. Dove attraverso una stradina asfaltata, si fa ritorno a Lerano.
NOTA
Tra il Lago d’Iseo e il Lago d’Endine, come già visto in altre realtà della fascia prealpina, esiste un gruppo montuoso isolato dal resto della catena delle Alpi e più nello specifico delle Alpi Orobie.
Delle tre o quattro cime che superano i 1300 mt di quota, il Monte Bronzone è indubbiamente il più bello, sia a livello escursionistico, sia per l’ambiente aspro e solitario, non adatto al turismo di massa, che si concentra tutto sul Colle San Fermo 1067 mt.
Si parte da Lerano, grazioso e antico borgo che si trova nel comune di Viadanica, abitato che sorto probabilmente nel medioevo. Lerano è situato in sostanza nella parte diciamo alta di questa valle che pare non ha nome.
Una pratica strada carrozzabile da inizio alla salita, non bisogna farsi ingannare, perché circa trenta minuti più avanti, inizierà la vera salita lungo un sentiero a volte stretto e umido, sconsigliato in caso di pioggia. A parte questo, il sentiero è molto interessante, soprattutto in primavera, per le tante fioriture che s’incontrano lungo la salita. Fatta eccezione per i prati di qualche cascinale che regala piacevoli panorami sulla valle, il resto della salita si sviluppa quasi tutto dentro il bosco, questo fino a, quando non si oltrepassano i 1100 mt di quota, da qui in avanti il bosco scompare anche se non totalmente, per lasciare spazio ad ampi prati ricoperti di fiori primaverili. Da qui, dalla località Gombo Alto, s’inizia ad avere la percezione di una bella montagna con panorami eccezionali. Più in basso esiste un casolare che pare sia un rifugio privato, ma non avendo trovato alcuna insegna, non posso garantire che vi sia o no un servizio di ristoro, in ogni caso, anche se non aperto, vi si può trovare riparo in caso di maltempo improvviso, infatti, un’ampia tettoia garantisce una copertura sicura.
Inizia la salita alla vetta, in parte ancora dentro il bosco, ma come si arriva nella parte finale della salita, ecco apparire l’enorme campana che domina la cima, e in pochi minuti sì arriva in cima ad una montagna che vanta 360° di sconfinato panorama. Alpi e Appennino sono garantiti, com’è garantita la bella vista sul Lago d’Iseo e su Monte Isola 666 mt, guardando verso la pianura, e visibile Iseo e la Riserva Naturale Torbiere del Sebino. Monte Guglielmo 1948 mt, domina anch’esso il panorama, mentre alle sue spalle, è facilmente riconoscibile il Cornone di Blumone 2843 mt. Guardando verso le Alpi Orobie, ecco svettare la bastionata dolomitica della Presolana, mentre più a sinistra si ammirano Pizzo di Coca 3050 e Pizzo Redorta 3039 mt, che rappresentano insieme alla Punta di Scais 3038 mt, le massime elevazioni delle Alpi Orobie. Impossibile non menzionare il Pizzo Arera 2512 mt, Monte Alben 2019 mt e Pizzo del Diavolo di Tenda 2916 mt, facilmente riconoscibili anche il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt e il Resegone di Lecco 1875 mt. Dopo la dura salita, è doveroso suonare la grande campana posta in vetta al Monte Bronzone. Per la discesa, si può cambiare itinerario, seguendo sempre il sentiero 701, ma scendendo giù alla località La Rolla, dove poco più avanti si può ammirare ancora una piacevole veduta su Monte Guglielmo.
Da qui il segnavie è un pò confuso, comunque si deve raggiungere Colle Cambline, per poi scendere lungo la piacevole strada asfaltata che riporta a Lerano.
CURIOSITA
La campana posta in vetta al Monte Bronzone è stata collocata in memoria di Papa Giovanni XXIII, questa è l'unica informazione che al momento sono riuscito a trovare.
TEMPI DI PERCORRENZA: 5:30 circa per l’intero anello.
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi e stretti, insidiosi in caso di pioggia.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: poco più di 800 mt, sia in salita sia in discesa.
COME ARRIVARE: da Milano o da Brescia con autostrada A4 uscita Grumello del Monte o Ponte Oglio, poi seguire per Sarnico fino al bivio che porta a Viadanica. Lerano è segnata come via, lungo la strada non vi sono indicazioni del borgo.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104/106
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco. Prestare molta attenzione alla segnaletica, mancante in alcuni casi quella verticale e inadeguata in alcuni bivi.
DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 21 marzo 2016

Salita invernale al Rifugio Alpe Nuovo 1204 mt.




Da Gravellona Toce 211 mt, località Poggio Molle, si percorre il segnavie VN1, fino ad un bivio, quindi seguendo le indicazioni, si raggiungono l’Alpe Pianello 747 mt, e l’Alpe Agnella 792 mt, proseguendo lungo un bel traverso, s’inizia una decisa salita che sì ricollegherà al sentiero VN1, che condurrà al Rifugio Alpe Nuovo 1204 mt.
NOTA
Il complesso montuoso del Mottarone 1491 mt, è conosciuto principalmente per la pratica dello sci, la cima, è raggiungibile con una breve passeggiata, visto che si può arrivare sia in auto sia in funivia da Stresa. Numerosi i rifugi o locande dove i turisti in estate e gli sciatori in inverno, cercano piatti tipici della zona da degustare senza la fatica di dover raggiungere la località a piedi; volendo dare un giudizio, Mottarone è la classica montagna per turisti, ma non è proprio così.
Il gruppo del Mottarone può vantare sentieri impervi e luoghi solitari raggiungibili solo a piedi, basta allontanarsi dalle piste da sci, per ritrovarsi in un mondo tutto diverso, dove il semplice turista non vi si può recare.
Dopo la facile salita che da Poggio Molle porta alla località Motto Bandiera 500 mt, inizia il vero sentiero di montagna, qui il sentiero VN1 diventa più impegnativo di quello che poteva sembrare all'inizio. Raggiunto il bivio, il sentiero VN1, si abbandona per intraprendere una difficile salita, lungo dei sentieri poco frequentati dove sì può assaporare il fascino di queste montagne. Dopo un’impervia salita, si arriva ad Alpe Pianello, qui il piccolo gruppo di baite ti fa fare un bel tuffo nel passato, quando questi luoghi erano frequentati da pastori e contadini, qui vi si può trovare anche una sorgente dove dissetarsi e fare rifornimento d’acqua, utile per la salita successiva.
Dopo un bel traverso, ecco l’Alpe Agnella, altro storico gruppo di baite ora abbandonate, ma che resistono ancora alle intemperie e al lento scorrere del tempo.
La salita al Rifugio Alpe Nuovo, si svolge lungo una ripida salita, che s’inerpica su per un costone, fino all’incrocio del sentiero VN1 ora l’ultimo traverso consente di arrivare al rifugio. Il rifugio è stato costruito nel 1993 ed è proprietà del CAI di Baveno, è dotato di una decina di posti letto, per informazioni, bisogna chiedere direttamente alla sezione CAI di Baveno. Arrivati, ecco aprirsi finalmente, una splendida balconata, con vista sul Lago Maggiore, guardando verso la sponda lombarda, con una buona vista, si può individuare il convento di Santa Caterina del Sasso, mentre più in là, il Lago di Varese e il Campo dei Fiori 1227 mt, sono facilmente riconoscibili. Un’altra piacevole veduta, è rappresentata dal Monte Zucchero1230 mt che si può raggiungere in circa 15/20 minuti di cammino.
Guardando verso la Val d’Ossola, ecco svettare l’imponente mole del Monte Massone 2161 mt, più a fianco, il gruppo montuoso che compone il Parco Nazionale della Val Grande, domina l’intero panorama, tra le vette che menziono vi sono sicuramente: Punta Proman 2098 mt, Cima Pedum 2111 mt e Monte Zeda 2156 mt.
Dopo tutto quello che ho descritto, tanti sono i motivi per venire a visitare questi luoghi e godersi le periferie di una montagna che rischia di diventare ingiustamente una montagna per soli turisti.

CURIOSITA’
La prima gara di slalom gigante, venne disputata nel 1935, proprio sulle piste del Mottarone.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentiero ripido e impegnativo.
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugi Alpe Nuovo, per informazioni, chiamare la sezione CAI di Baveno.
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
COME ARRIVARE: A26 fino a Gravellona Toce, poi cercare l’attacco del sentiero.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine rosso bianco o giallo rosso. Prestare sempre attenzione alla segnaletica, perché non è aggiornata.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Le fate dei Fiori, tel: 342/7086991.

domenica 13 marzo 2016

Da Villa d'Almè a Canto Alto.




Da Villa d’Almè 292 mt, si percorre Via S. Faustino che porta nella valle del Torrente Gaggio. Si percorre la strada che entra nella valle fino a trovare Via Cascina Gaione, voltando a sinistra sì percorre la ripida strada che diventerà successivamente sterrata portando alla cabina dell’acquedotto. Poco sopra, s’incrocia il sentiero N°104, che porta a Bruntino Alto, qui si mantiene la strada principale continuando a sinistra, aggirando di fatto il Monte Bastia 584 mt. Raggiunto Bruntino Alto 441 mt, si lascia il sentiero N°104, per seguire il segnavie N°113 fino alla Forcella Camblì 731 mt. Ora salendo per il sentiero N°220 e seguendo le indicazioni, si arriva al Rifugio Canto Alto 1030 mt. Con un’altra salita, sì va a riprendere il segnavie N°220, raggiungendo finalmente la vetta del Canto Alto 1146 mt.
NOTA
Impegnativa salita su una delle cime più frequentate della provincia di Bergamo, esattamente la più alta del Parco Regionale dei Colli di Bergamo.
Sì Parte da Villa d’Almè, piacevole paese posto ai piedi delle Prealpi Bergamasche e ricco di storia, che va dal IV millennio a.c. all’età del bronzo, confermata la presenza degli Etruschi, e in seguito dei romani, oltre ad un ricco periodo medioevale. Sì abbandona quasi subito il centro abitato per abbandonarsi al silenzio dei fitti boschi di castagno che ci accompagneranno per buona parte del percorso. I pochi prati che s’incontrano durante la salita, offrono ottimi panorami sulla Valle Imagna, sull’inizio della Val Brembana e sulla sottostante Valle del Giongo, durante il periplo del Monte Bastia, si possono ammirare le cime del Monte Linzone 1392 mt e del Monte Ubione 895 mt. Man mano che si prosegue, fino a Forcella Camblì, il panorama spazia solo ed esclusivamente sulla Valle di Giongo, con vista sulla cima del Canto Alto, Corna dell’Uomo 972 mt e sul Monte Passata 781 mt, posto poco dopo i Prati Parini.
I panorami verso la Pianura Padana, si possono ammirare dalla Forcella Camblì in avanti, con piacevoli vedute su Bergamo Alta e su quasi l’intero territorio del Parco Regionale dei Colli di Bergamo. Il Rifugio, inaugurato nel 2010, è abbastanza grande, ma non sempre aperto, solitamente è funzionante il sabato e la domenica, ma nei mesi invernali è possibile trovarlo chiuso, comunque in caso di maltempo, ci si può riparare sotto un solaio, dotato di tavoli e di un camino per accendere un fuoco per riscaldarsi se si potrà avere la possibilità.
Dalla cima del canto alto, si apre un panorama di quasi 360°, nelle giornate limpide la visuale spazia fino alle Alpi Retiche, mentre nell’immediato, si può godere della bella veduta sulle Alpi Orobie, cime come Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Cima di Menna 2300 mt o Pizzo Arera 2512 mt, altre cime importanti come Resegone 1875 mt o Grigna Settentrionale 2409 mt, sono facilmente riconoscibili, come lo è anche il Monte Misma 1160 mt. Guardando verso la pianura, lo sguardo volge ancora verso Città Alta, mentre nelle giornate terse, sì può ammirare una buona porzione d’Appennino, che va dall’Appennino Ligure fino all’Alpe di Succiso 200 primo duemila dell’Appennino Toscoemiliano.

CURIOSITA
La croce presente in vetta, è stata realizzata nel 1979, e sorge sulle rovine di due croci precedenti, la prima fu costruita nel 1902, e venne distrutta dai fulmini e da atti vandalici, la seconda venne eretta nel 1952 e nuovamente distrutta dalle violente tempeste che sì abbattono sulla cima, la nuova croce, è quella che vediamo ancora oggi.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:15 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E)per i tratti su sentiero, per la salita alla località Zappel d’Erba e per la salita alla cima di Canto Alto.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Villa d’Almè e Rifugio Canto Alto, tel: 035/5780114 - 348/8142601.
DISLIVELLO: 950 mt circa
COME ARRIVARE: da Milano o da Brescia con autostrada A4 uscita Dal mine, quindi SS 470 della Val Brembana, fino a Villa d’Almè.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104/105, carta Parco dei Colli di Bergamo INGENIA, e cartina dei sentieri elaborata dalla provincia di Bergamo.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Casa Giuly, Via Sigismondi N°43, tel: 035/6321960

domenica 6 marzo 2016

Ciaspolata da Bigorio a Condra e Alpe Santa Maria



Dal Paese di Bigorio 609 mt, si segue il segnavie che porta al Convento di Santa Maria 729 mt, a Condra 989 mt, all’Alpe Santa Maria 1003 mt.
NOTA
Bellissima ciaspolata in territorio elvetico, lungo un sentiero molto frequentato dai tanti escursionisti della zona, un vero paradiso per chi ama i percorsi invernali, ma che nello stesso tempo, non vuole rischiare incidenti frequentando quote più elevate. Per noi Italiani, può essere un itinerario poco conosciuto, ma posso assicurare che si svolge in ambienti suggestivi e con panorami eccezionali.
Si parte da Bigorio, piccolo paese che sorge poco sopra Sala Capriasca 548 mt. Si comincia a percorrere una mulattiera che sale velocemente al Convento di Santa Maria, piccolo complesso edificato nel 1535 abitato ancora oggi dai frati. L’area è molto bella; qui si respira l’atmosfera del silenzio, tipica dei luoghi religiosi.
La Salita a Condra, si sviluppa in un piacevole bosco di castagni, che si apre man mano che ci sì avvicina a Condra, regalando una piacevole veduta sul Monte Tamaro 1961 mt, sul Monte Gradiccioli 1935 mt e sul più piccolo Monte Ferraro 1493 mt.
Condra è costituito da un gruppo di baite, alcune sparse, qui il contesto è molto bello, e il panorama spazia sulla vicina cima di Caval Drossa 1632 mt, imponente montagna che sovrasta la Val Capriasca, mentre guardando a sud, sono facilmente riconoscibili le più alte cime delle Prealpi Varesine, come il Massiccio del Campo dei Fiori 1227 mt.
Il percorso prosegue aggirando in sequenza le cime di Monte Bigorio 1188 mt, Cima di Lago 1152 mt e Monte Beglia 1150 mt, attraversando piacevoli alpeggi che regalano ottime vedute sulla valle sottostante e piccoli boschi di faggio e betulla. L’Alpe Santa Maria è costituita da alcuni edifici, alcuni adibiti a stalla, qui si può ammirare una bellissima balconata che spazia sulla Val d’Isone e sulle cime che si elevano sopra il Piano di Magadino, di cui segnalo Cima dell’Uomo 2390 mt.
Nell’immediato, si riconosce Cima di Medaglia 1265 mt, mentre volgendo lo sguardo verso Caval Drossa, si può ammirare l’ampia cima del Monte Bar 1816 mt. Durante il ritorno, lo sguardo non può non volgere verso i Denti della Vecchia, dominata dalla possente mole del Sasso Grande 1500 mt; facilmente riconoscibili sono anche Cima di Fiorina 1810 mt e Monte Boglia 1516 mt. Panorami stupendi, ambienti selvaggi e baite da fiaba, il tutto ampliato dalla presenza della neve, che regala una splendida avventura senza incorrere nel pericolo delle valanghe, possibili solo con nevicate eccezionali, insomma, un percorso tutto da vivere.


CURIOSITA’

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:45 circa.
DIFFICOLTA’: (E) all’attraversamento d’alcuni ruscelli e ai tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: meno di 500 mt.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°90/91.
SEGNALETICA: cartelli informativi più bandierine bianco rosso bianco.
COME ARRIVARE: da Lugano o da Bellinzona con autostrada o strada cantonale che attraversa la Val d’Agno, quindi seguire le indicazioni di Tesserete e poi per Bigorio.
DOVE ALLOGGIARE:

domenica 21 febbraio 2016

Da Gavarno a Santa Maria in Misma.




Da Gavarno Frazione di Scanzorosciate 383 mt, si percorre Via Monte Bianco, fino all’attacco del Sentiero Andrea Caslini Rocco. Percorrendo il sentiero, nominato anche come segnavie N°513, attraverso un’ampia sterrata e un piacevole sentiero, sì raggiunge il Santuario di Santa Maria in Misma 824 mt.
NOTA
Piacevole itinerario che sì svolge nelle Prealpi Bergamasche, un sentiero che percorre un luogo sacro e che regala affascinanti panorami. Si parte da Gavarno, piccolo borgo risalente almeno l’anno mille, e che sorge ai piedi di un lungo costone, qui si può visitare l’area del Castello di Gavarno XVII secolo e della Chiesa della S.S. Trinità XVI, nelle vicinanze vi sì trova un ampio parcheggio, che sì consiglia di utilizzare.
Via Monte Bianco è una strada asfaltata che conduce ad alcune abitazioni residenziali, al termine di questa via, inizia il Sentiero Andrea Caslini Rocco, che porta fino a Monte di Sovere 1282 mt, dove sorge la Malga Lunga. L’ampia sterrata iniziale segue il lungo Costone di Gavarno, poi sì attraversa un Roccolo ancora oggi utilizzato nella stagione venatoria, poi poco più avanti la sterrata lascia posto al piacevole sentiero che porta alla Cascina Predale,
qui si apre un’ampia panoramica sulle Prealpi Bergamasche, in alto svetta la cima del Monte Misma 1160 mt,
mentre guardando verso la Val Seriana, sono facilmente riconoscibili il Monte Padona 1227 mt e il Canto Alto 1146 mt, mentre in lontananza sì può ammirare la bella mole del Resegone di Lecco 1875 mt.
Superato il pratone, sì entra in un luogo mistico, di preghiera, girando intorno al Monte Bastia 815 mt, raggiungendo la località Roccolone, costituita da un grosso edificio molto suggestivo. L’ultimo tratto di sentiero, devo dire che è molto bello, passa sotto le bianche rocce calcaree che compongono il Monte Misma, creando un paesaggio predolomitico di notevole bellezza. Ultimo gioiello: il santuario, eretto tra il XI e il XII secolo, si tratta di un edificio romanico realizzato in pietra, con quello stile antico che è sempre piacevole vedere, da qui si apre una piacevole balconata che spazia sulla Pianura Padana e sulle colline sottostanti, dove sorge il comune di Cenate, anche in questo caso, si può ammirare la bella mole del Monte Misma, che sì può raggiungere seguendo le facili indicazioni.
CURIOSITA
Due curiosità: la prima riguarda il santuario, pare che nella zona sono frequenti le testimonianze che riguardano l’apparizione della Vergine Maria dal 1988 ad oggi. La seconda, riguarda il Sentiero Andrea Caslini Rocco, si tratta di un combattente membro della 53a Brigata Garibaldi, caduto nel 1944, e per la quale sì è dedicato un percorso alla sua memoria, proprio quello che da Gavarno, conduce a Malga Lunga, dove fu catturato per poi essere giustiziato.
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gavarno, e Rifugio Santa Maria in Misma.
DISLIVELLO: 500 mt circa.
COME ARRIVARE: da Milano o da Brescia con autostrada A4 uscita Bergamo, seguire indicazioni per Val Seriana, poi per Gorle, Scanzorosciate e Tribulina di Gavarno fino al castello.
CCARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104/106.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Santa Maria in Misma, dotato di 40 posti letto e aperto nei festivi. Tel: 035/956008.

domenica 14 febbraio 2016

Dalla località Spizzirò al borgo di Panzini.



Dalla località Spizzirò al borgo di Panzini.
Dalla SS 461, dopo aver oltrepassato gli abitati di Ponte Nizza 265 mt e Molino del Conte 282 mt, sì svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Spizzirò. Appena giunti alla località Spizzirò 311 mt, si lascia l’auto per seguire il segnavie che attraverso tratti su sterrata, ampio sentiero e strada asfaltata, raggiunge la frazione di Vignola 483 mt. Si prosegue per sentiero aggirando il Monte Nocelle 668 mt, fino ad uscire sulla strada che porta a S. Alberto. Appena trovata la strada asfaltata, la sì percorre per circa cento metri, svoltando a sinistra per seguire una sterrata che diverrà in seguito un ampio sentiero e che porta all’Abbazia di S. Alberto di Butrio, da li, con strada asfaltata, si raggiunge l’abitato di Panzini 745 mt.
NOTA
Sicuramente una bella gita da svolgere in quel lembo di Appennino che sì affaccia nella regione Lombardia.
L’inizio sì svolge in ambiente di campagna, salendo lungo una ripida stradina che attraversa ampi campi coltivati a grano, man mano che si sale, s’incontrano le belle frazioni che sorgono ai piedi del Monte Nocelle, piccoli borghi come Vignola, dove si può respirare ancora l’atmosfera dei secoli passati, solo poche case moderne, interrompono la magia di questi luoghi.
Dopo Vignola, inizia la parte più escursionistica dell’intero percorso. Per aggirare il franoso pendio, si utilizza un sentiero in parte attrezzato, che da la possibilità di avere ottime vedute sulla valle e su alcune delle cime più alte dell’Appennino Lombardo come il Monte Ebro 1700 mt. Di fronte, si ha una piacevole veduta sulle colline con la cima del Monte Vallasca 752 mt, che sovrasta i colli.
Superato il tratto impegnativo, ci s’immerge nel silenzio di queste piccole montagne, sì attraversa una profonda valle circondata da cime che non vanno oltre i 700 mt di quota, più avanti s’incontrano anche ampi prati verdi. La magia si manifesta, quando si raggiunge l’Abbazia di S. Alberto di Butrio, luogo sacro e isolato. Realizzata attorno all’anno 1000 dallo stesso Sant’Alberto, qui regna la quiete dei boschi e il frizzante cinguettare di tanti uccelli che vivono in simbiosi con l’edificio religioso. Nell’edificio, hanno dimorato anche San Luigi Orione e Frate Ave Maria, le cui spoglie sono custodite all’interno dell’abbazia.
Panzini è un altro piccolo borgo che sì colloca perfettamente in queste montagne, sorge su di un’altura da dove sì può godere un ampio panorama che guarda verso il Castello di Oramala 730 mt e il Monte Calenzone 1150 mt; come tante realtà che s’incontrano nella valle del Torrente Staffora, anche Panzini è composto da antiche case in pietra, un piccolo nucleo abitato tutto l’anno da poche persone, un luogo di silenzio come lo è del resto tutto il contesto che circonda l’area dell’abbazia.
CURIOSITA’
Pare che nell’Abbazia di S. Alberto di Butrio, abbia vissuto Re Edoardo II dopo la fuga dall’Inghilterra, dove morirà nel 1321, secondo le leggende, pare che la tomba abbia poteri curativi.
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) prestare attenzione al tratto attrezzato tra Vignola e S. Alberto di Butrio.
PUNTI D’APPOGGIO: Agriturismo Spizzirò, tel: 0383/572194 - 320/7569815, e presso l’abbazia.
DISLIVELLO: 450 mt circa.
COME ARRIVARE: da Pavia con SS 461 fino a Ponte Nizza, poi indicazioni per Spizzirò.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Appennino Pavese, Valli Staffora e Curone, da Val di Nizza a Cabella Ligure, foglio 4. Studio Cartografico Italiano Genova. Oltreisentieri, guide escursionistiche.
SEGNALETICA: pannelli informativi e bandierine bianco rosso. Prestare attenzione ai segnali, a volte sbiaditi o insufficienti.
DOVE ALLOGGIARE: Possibilità d’alloggio presso l’Abbazia di S. Alberto di Butrio, tel: 0383/542179.

domenica 7 febbraio 2016

Da Borgosesia a Cellio.



Da Borgosesia, località San Grato 357 mt, si percorre il segnavie N°747 fino a Cellio 685 mt.
NOTA
A chi ama le belle passeggiate nei borghi della bassa Val Sesia, questa proposta può suscitare la giusta attenzione. L’inizio non è molto brillante, infatti, dopo un breve tratto su sentiero, si attraversa una zona residenziale di scarso interesse, che prosegue fino a Valbusaga. Da questa minuscola frazione, inizia il bello del percorso, tratti su sentiero, si alternano con tratti su strada asfaltata, questo consente di godere di un paesaggio boschivo molto bello e vario, passando dal più comune castagno a splendidi esemplari di faggio, i prati sono rari, ma quei pochi che s’incontrano lungo il cammino, creano il giusto paesaggio d’alta collina. Il resto del percorso, è un susseguirsi di minuscole frazioni, tutte incastonate perfettamente nel silenzio dei loro crinali, le chiese che s’incontrano sono molte, tutte molto belle, a volte con la facciata affrescata, ma non visitabili all’interno, questo vale anche per la grande chiesa parrocchiale di Cellio.
Cellio è un piccolo comune incastonato nel verde, un confine tra la zona collinare e le piccole montagne che superano i 1100 mt di quota.
Le primissime notizie storiche, risalgono addirittura al 187 a c, grazie ad alcuni insediamenti romani.
Dalla chiesa parrocchiale, sì apre una bellissima terrazza panoramica che guarda verso la pianura padana, due le montagne che con la loro inconfondibile forma, si possono riconoscere facilmente e sono: Monte Fenera 899 mt e Monte Barone 2044 mt, primo duemila che sì affaccia sulla Val Sesia; nelle immediate vicinanze, si alza il Monte San Grato 914 mt, raggiungibile con un’ora circa di cammino. Lungo tutto il percorso, s’incrociano numerosi segnavie, che danno la possibilità di creare svariati percorsi ciclopedonali, con mete sempre diverse, componendo anelli o belle traversate da valle a valle, da frazione a frazione e così via, un mondo tutto da scoprire nei mesi invernali per il silenzio del bosco, nei mesi primaverili per le belle fioriture e nei mesi autunnali per i caldi colori.
CURIOSITA’
La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, ha al suo fianco il più alto campanile della Val Sesia, ben 56 mt d’altezza.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa. DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Borgosesia e a Cellio
DISLIVELLO: circa 450 mt.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Gemme, proseguire lungo la statale N°299 in direzione Varallo Sesia, poi ad una grande rotonda, proseguire per Borgosesia. La località San Grato, si trova vicino alla ferrovia, la chiesa in ogni modo si trova con facilità.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli del segnavie affissi sui rami o dipinti sui muri, poi bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: B&B a Cellio, tel: 347/7847434.

lunedì 1 febbraio 2016

Da Cittiglio ad Aga.




Da Cittiglio 267 mt, si percorrono i segnavie 3V Via Verde Varesina e AV Anulare Valcuviano fino a Casalzuigno 358 mt, poi seguendo le indicazioni, si affronta una ripida stradina asfaltata che porta ad Aga 504 mt.
NOTA
Facile itinerario che porta alla scoperta della bassa Val Cuvia, s’inizia da Cittiglio, piccola cittadina chiamata nell’alto medioevo Cistellum e sorge a poca distanza dal Lago Maggiore, qui vi nacque il famoso ciclista Alfredo Binda. Dopo aver attraversato la periferia, ci si abbandona ad un sentiero che porta alle periferie di Brenta, più precisamente nella località Cascina 330, da lì in breve si arriva alla chiesa di San Quirico 369 mt. La chiesa fu costruita nel XII secolo come chiesa parrocchiale, in seguito fu costruita l’attuale chiesa di San Vito e Modesto. Furono fatti importanti interventi di restauro; l’unica impronta di carattere romanico, è rappresentato dal campanile. La chiesa in seguito divenne santuario. Qui si apre la prima balconata sulla Val Cuvia, con una bella veduta su Monte Sangiano 532 mt e su Sasso del Ferro 1062 mt.
Si prosegue lungo un’altra facile sterrata che attraversa belle località private, una stradina adatta anche per belle passeggiate a cavallo. Giunti a Casalzuigno, ci sì abbandona ad un altro tipico paese della Val Cuvia, attraversandolo per buona parte. Aga è indubbiamente una delle località più belle della valle, il borgo si presenta con tutto il fascino dei borghi di montagna; oltre ad essere un’ottima meta è anche punto di passaggio per camminate più impegnative. Da qui, si apre una bella balconata sul Campo dei Fiori 1227 mt, facilmente riconoscibile, il Poncione di Ganna 992 mt.
Nelle vicinanze, si trova l’oratorio di San Bernardino, edificata intorno al quattrocento.


CURIOSITA’
Fra il 1914 e il 1949, lungo l’attuale SS 394, la frazione di Zuigno era servita dalla tranvia della Valcuvia.

TEMPI DI PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per brevissimi tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cittiglio e a Casalzuigno.
COME ARRIVARE: Da Laveno con SP 394 dir, oppure in treno con linea ferroviaria Varese Laveno, o da Varese con SS 394 pi breve tratto su strada provinciale, oppure in treno con linea ferroviaria Varese Laveno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90 e Via Verde Varesina redatta da De Agostani.
SEGNALETICA: Cartelli informativi più bandierine bianco rosso del sentiero 3V e bandierine giallo verde del sentiero AV.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Il Cortile, Via Libertà N°87, tel: 0332/618029.

domenica 24 gennaio 2016

Anello di San Salvatore



Anello di San Salvatore
Da Porto Ceresio 280 mt, sì percorre la prima tappa del sentiero 3V lungo strada asfaltata. Attraversando la periferia di Porto Ceresio si supera il campo sportivo e il centro di multiraccolta, proseguendo per una strada sterrata che porta alle periferie di Cuasso al Piano 330 mt. Superato il cimitero, allo stop sì svolta a destra, entrando di fatto, nel centro di Cuasso. Dopo aver visitato la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, si prosegue per Via Orrigoni che porta sulla SP 29. Raggiunta la provinciale, sì svolta a destra, percorrendo quest’ultima in direzione di Cuasso al Monte 532 mt fino a trovare il cartello di Via Repubblica, contrassegnata con due numeri civici, sì svolta ancora a destra, e dopo un tratto su asfalto, ci si abbandona ad un piacevole sentiero che sale alla Chiesa di San Salvatore 432 mt, massima elevazione del percorso.


Dalla chiesa, si prosegue lungo la strada asfaltata che s’immette sulla SP 29, superate le abitazioni, subito dopo una discesa, si lascia la strada asfaltata per svoltare a destra lungo una sterrata che porta in un’ampia area attrezzata, quindi proseguendo dritto lungo l’ampio sentiero, ci s’immette poco più avanti nel Sentiero Confinale SC e sentiero E/1, qui sì svolta a destra scendendo per una mulattiera che porta nell’area delle trincee della Linea Cadorna, per la quale si consiglia una visita nelle poche aree che non sono pericolose. Dopo aver visitato il sito, si riprendono i segnavie precedenti, che scendono rapidamente a Porto Ceresio.

NOTA
Breve percorso da percorrere anche nella mattinata o nel pomeriggio, uno di quei percorsi che regala ottimi panorami e tanti cenni storici di notevole interesse.
Porto Ceresio, è una piacevole cittadina che sorge sulle rive meridionali del Lago di Lugano, il lungolago offre ottimi panorami sulle sponde della vicina Svizzera e sui vicini rilievi montuosi, tra i quali segnalo: Monte Arbòstora 822 mt e Sighignola 1302 mt.
Cuasso al Piano, è un altro gioiello di questo percorso, i suoi vicoli creano la giusta atmosfera classica dei paesi di montagna, dall’ampia Piazza della chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, distrutta da un incendio e riedificata nel 1700, si apre una splendida veduta sulle più belle montagne della Valceresio, tra cui segnalo: Monte San Bernardo 1020 mt e Monte Useria 555 mt.
Dalla chiesa di San Salvatore, si apre un’altra balconata sulla Val Ceresio, con una piacevole veduta sulla spettacolare vetta del Monte Generoso 1701 mt, oltre ad una piacevole veduta del Monte San Giorgio 1100 mt e Monte Pravello 1020 mt e Monte Orsa 998 mt.
Durante la discesa, merita una visita, alcune fortificazioni della famosa Linea Cadorna, tra cui un fortino scavato nel porfido, dalla quale si può ammirare il salto di una cascata che ghiaccia nei mesi freddi, e una postazione per mitragliatrici lunga qualche decina di metri, oltre ad un promontorio dalla quale si ha una splendida vista su Porto Ceresio, e sulle sponde del Lago di Lugano, un percorso breve ma intenso, racchiuso nel piacevole mondo delle Prealpi del varesotto.

CURIOSITA’
La Linea Cadorna, fu progettata e realizzata tra il 1899 e il 1918, perché si temeva un possibile attacco dal versante elvetico, i numeri dell’opera sono impressionanti e prevedono 72 km di trincee, 88 postazioni d’artiglieria di cui 11 in caverne, 25.000 quadrati di baraccamenti, 296 km di strade 398 km di mulattiere, opera che arrivò a costare ben 105 milioni di lire pari a 150 milioni d’euro, con un impiego di almeno 40.000 uomini, tra cui molti artigiani provenienti dal varesotto.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero e per la visita alle fortificazioni della Linea Cadorna.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio e a Cuasso al Piano.
COME ARRIVARE: da Varese, con SS 344.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90 e Via Verde Varesina redatta da De Agostani. Antichi sentieri della Valceresio redatta da Macchione.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse del sentiero 3V, fino a Cuasso al Piano, cartelli informativi e bandierine rosso bianco rosso del Sentiero Confinale e del sentiero E/1, nell’ultima parte della discesa, mentre nella parte centrale del percorso, non esiste alcun tipo di segnaletica.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Il Canneto, Via Fratelli Bertola N°59, tel: 0332/917633

domenica 17 gennaio 2016

Gita al Santuario di Monte Carmelo



Da Carbonate 269 mt, ci si reca in Via Moneta, percorrendola s’incontra Via Ugo La Malfa; svoltando in questa strada, si raggiunge il sentiero CA1. Si cammina lungo il segnavie fino all’incrocio con il sentiero TR3. Sì svolta a destra, proseguendo lungo un'ampia strada sterrata che sale sopra un piccolo altopiano, qui si trova un laghetto nominato Stagno del Proverbio. Si prosegue fino all’incrocio con il segnavie TR1. Raggiunto il bivio, sì svolta a destra percorrendo il sentiero fino a Cascina Fagoreggio 357 mt, sì prosegue con il sentiero AP1, che conduce al Santuario di Monte Carmelo 355 mt.




NOTA
Per chi ama le interminabili passeggiate nel bosco, questo è il percorso adatto. Da Carbonate piccolo centro di origine romana, situato in provincia di Como, ci s’immerge subito nel silenzio dei boschi misti che compongono in gran parte il Parco Pineta di Tradate. Il percorso è un susseguirsi di vallette e piccoli colli, il terreno è argilloso, il che spiega come mai lo Stagno del Proverbio, riesca a sopravvivere anche nei momenti di siccità. Lo stagno, è molto grazioso, sembra quasi un laghetto d’alta montagna, adagiato nella fitta pineta artificiale che compone il piccolo altopiano. I pochi spazi aperti, non regalano panorami su Alpi e Prealpi, però le colline che rinchiudono i maneggi, regalano gradevoli scorci anche se brevi, perché le varie siepi che recintano le aree private, coprono buona parte del panorama. 
L’unico breve esempio di panorama, si trova nell’area del santuario, meta dell’itinerario; qui nei mesi invernali, quando la vegetazione è a riposo, sì riesce ad avere una piccola veduta su Monte Boletto 1236 mt, Monte Bolettone 1320 mt e Grignone 2409 mt, oltre alla bella cornice collinare che porta all’abitato d’Appiano Gentile 362 mt. Il santuario del 1492 secolo, è onestamente la cosa più bella che s’incontra lungo il percorso, l’area è molto suggestiva, con due terrazze che spaziano verso il vallone del Torrente Antiga.
 








TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Carbonate.
DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 150 mt.
COME ARRIVARE: da Varese o da Saronno con SS 233 fino a Carbonate, poi cercare Via Moneta.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta INGENIA: Parco Pineta d’Appiano Gentile e Tradate 1:15.000 e Ciclocampestri del Seprio 1:25.000.
SEGNALETICA: targhette rosso bianco rosso con inserito il numero del sentiero.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel delle Fiere a Carbonate in Via Trieste N°29, tel: 0331/832125.

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