lunedì 19 gennaio 2026

Da Besate a Morimondo.

Da Besate 104 mt, sì percorre Via De Capitani arrivando poco dopo ad un incrocio con semaforo. Ignorata Via dei Mulini, sì svolta a destra seguendo Via Papa Giovanni XXIII per meno di cento metri, quindi poco prima della curva, si lascia la strada per svoltare a sinistra imboccando la sterrata. Seguendo la carrozzabile, sì arriva a Cascina Molinetto circa 105 mt, poi sì svolta a sinistra, continuando a camminare fino alla SP 50. Arrivati alla provinciale, sì gira a destra camminando lungo la strada fino al Naviglio di Bereguardo, raggiunta la pista ciclopedonale, sì risale il naviglio in direzione di Abbiategrasso, avanzando per circa 1,5 km, appena trovate le indicazioni per Fallavecchia 104 mt circa, sì svolta a sinistra, arrivando così alla corte. Dopo aver visitato il borgo, dal Piazzale Ospedale Maggiore, sì segue la sterrata che scende in valle, svoltando poco dopo a destra lungo la sterrata che segue la costa. Si arriva ad una strada asfaltata, qui sì svolta a sinistra, e dopo circa 1 km, si gira a destra, quindi nuovamente su sterrato, si procede in direzione di cascina Coronate, quando sì raggiunge il bivio, sì trascura la carrozzabile che porta alla cascina, continuando a procedere verso sinistra arrivando così a Cascina Cipriana 95 mt circa, ora, non resta che avanzare verso il borgo di Morimondo 109 mt, che sì raggiungerà a breve.

NOTA

Parco del Ticino. Quanti itinerari ho già descritto in questo parco, eppure, come in questo caso, riesco a proporre un nuovo itinerario nel cuore delle risaie milanesi, lungo antiche cascine, piccoli borghi, arrivando alla meta per eccellenza, ovvero, il Comune di Morimondo.

Si parte da Besate, minuscolo paese situato nel cuore della pianura ticinese, borgo abitato già in epoca celtica; da visitare, la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata intorno al 1600.

Cascina Molinetto, è un’isola in mezzo ai campi, un grosso complesso cortilizio, dove possenti mezzi agricoli, lavorano la dura terra di pianura, che però regala un ottimo riso.

Il Naviglio di Bereguardo è un lungo canale realizzato intorno al 1400, collega Abbiategrasso 120 mt a Bereguardo 98 mt, ed è lungo circa 19 km. Nato come via di comunicazione, oggi, è un fondamentale apporto d’acqua, che consente l’irrigazione dei campi.









Fallavecchia, è una grande corte, una delle più grandi che abbia visto fin ora, vanta una storia quasi millenaria, di notevole interesse, la Chiesa dedicata a San Giorgio, costruita nel XIII secolo.









Prima di arrivare a Morimondo, consiglio una breve deviazione per andare a visitare l’area dove sorge l’Oratorio di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1561, realizzata nella corte di Cascina Coronate 108 mt circa.

Morimondo è la meta di questa camminata invernale, uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo sacro e antico, fatto di lavoro nei campi e di preghiera, la sua storia, torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani, con testimonianze di insediamenti. Da vedere, oltre al paese, l’abbazia, costruita tutta in mattoni tra la fine del 1100 e la fine del 1200, appartenuta all’ordine dei Cistercensi fin verso la fine del 1700.

 Un percorso che s’immerge nel silenzio dei campi prevalentemente coltivati a riso, un itinerario che svela alcune tra le perle più belle del Parco del Ticino, un viaggio che comprende la meraviglia di questi territori, un mondo conosciuto da chi ama le immense e solitarie distese di campi, dove le cascine sorgono come isole in un mare che vive nell’immaginazione di chi avrà il piacere di seguire le mie orme, in un percorso tutto da scoprire.

 

CURIOSITA’

Il Naviglio di Bereguardo, pur trovandosi nel cuore della Pianura Padana, in alcuni punti, vanta una panoramica di quasi 360°, con vista sull’Appennino Ligure, e su buona parte dell’arco alpino, dal Monviso 3841 mt al Monte Rosa 4634 mt, proseguendo nella fascia prealpina fin oltre il Monte Guglielmo 1957 mt che sorge tra il Lago d’Iseo e la Val Trompia.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Besate, Fallavecchia e Morimondo.

COME ARRIVARE: da Abbiategrasso o da Pavia con SS 526.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta percorsi ciclopedonali Parco del Ticino, oppure consultare le mappe di Wiki Lok.

SEGNALETICA: praticamente inesistente, qualche cartello di fortuna tra Fallavecchia e Morimondo.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Morimondo, tel: 02/94609067, oppure via mail info@hotelmorimondo.com.

 

  


Da valle Salimbene al Ponte della Becca.

 

Da Valle Salimbene località Motta San Damiano 71 mt, sì lascia l’auto in Via Roma, dove sì trova un comodo parcheggio. Da Via Roma, sì cammina lungo Via Strada bassa, fino alla SP 13dir, dalla provinciale, sì svolta a sinistra seguendo la strada fino a trovare l’indicazione per Cascina Taccona. Dopo aver svoltato a destra, sì prosegue lungo la sterrata arrivando a Cascina Taccona 70 mt circa. L’itinerario prosegue lungo la carrozzabile che costeggia il lato destro della cascina, andando avanti fino a raggiungere l’abitato di Linarolo 76 mt. Dopo aver attraversato il borgo, seguendo Via Mazzini e Via San Leonardo, sì scende lungo la SP 13, incontrando poco dopo una curva, da qui, sì abbandona la provinciale e sì prosegue per San Giacomo, più avanti sì arriva ad un altro bivio, continuando a camminare lungo la sterrata che sì dirige verso il Fiume Po, che però non sì raggiungerà, sì continuerà a camminare lungo una strada agricola, che svolta verso ovest. Il percorso continua fino a quando non sì arriva in località Vaccarizza. Dal Borgo, sì svolta a sinistra, seguendo Via Po che sì dirige verso il Ponte della Becca, sì ignora il primo bivio che porta a San Lorenzo, andando avanti fino a trovare sulla sinistra, un’altra strada sterrata, che in una decina di minuti, raggiunge le rive del Ticino che sì tuffa nelle acque del Fiume Po.

Dal Ponte della Becca, si ritorna verso Vaccarizza, fino a trovare l’indicazione per San Leonardo 65 mt circa. Raggiunto il paese, sì svolta a destra camminando lungo la sp13, poco dopo, sì ritrovano le indicazioni per Cascina Taccona, che sì raggiungerà in breve; dalla cascina, sì ritorna a Motta San Damiano, seguendo il tragitto fatto all’andata.









NOTA

Il Parco del Ticino, nel suo cammino dalle colline moreniche del Lago Maggiore, fino alle rive del Po, propone tantissimi itinerari escursionistici che danno la possibilità di conoscere al meglio l’intera valle del Ticino, con ambienti unici e diversi tra loro. L’itinerario che descrivo in queste righe offre un percorso facile in un ambiente solitario, fatto in inverno con la nebbia, sì respira un’atmosfera quasi inquietante, l’impossibilità di guardare oltre, ti proietta in un mondo senza tempo, come se l’orologio sì fermasse all’improvviso, fino a quando un airone non passa davanti ai tuoi occhi, interrompendo questa sensazione di nulla, e facendo ripartire le lancette dell’orologio.



Si parte da Valle Salimbene, minuscolo comune composto da una serie di frazioni già presenti in epoca medievale, nato probabilmente da una serie di cascine, che hanno formato nel tempo i vari borghi che sono presenti nei nostri giorni. All’interno di una proprietà privata, sorge l’Oratorio di San Damiano, edificio realizzato su mura romaniche risalente al XII secolo.

Cascina Taccona, è un enorme casolare con corte, oggi divenuta azienda agricola, la cascina sorge sopra una piccola costa che domina i campi.





Linarolo è il secondo borgo che sì attraversa, abitato anch’esso già in epoca medievale, è attraversato dalla Via Francigena; da visitare, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, conosciuta già nel 1300.

Vaccarizza, è una grossa corte che sorge a poche centinaia di metri dal Fiume Po. Purtroppo, non ho trovato informazioni sulla località. Però deduco che l’edificio più grande sia almeno di epoca rinascimentale, e probabilmente molto più antico.









Il Ponte della Becca, costruito nel 1912, mette in collegamento la sponda finale del Fiume Ticino con la sponda del Fiume Po, l’area è composta da un piccolo porticciolo, e da numerosi locali, che io ho trovato tutti rigorosamente chiusi, non sono in grado di sapere se la chiusura è solo invernale, però l’area merita comunque una visita, anche perché, è possibile vedere la foce del Fiume Ticino che confluisce nel Fiume Po.

San Leonardo, è l’ultimo paese che sì attraversa, ed è inserito nel territorio di valle Salimbene, anch’esso è composto da numerose corti, alcune antiche, da visitare, la Chiesa di San Leonardo, anche in questo caso, non ho trovato informazioni utili da riportare in questo articolo.

Lungo tutto il percorso, sono numerosi gli uccelli che sì possono osservare, dai rapaci come la Poiana ai tanti trampolieri come l’airone cenerino, in numerosa presenza, anche l’ibis sacro, divenuto ormai stanziale; facile da individuare, la nutria, grosso roditore non autoctono che abita ormai da anni la Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

Il comune di Linarolo apparteneva all’ordine dei Templari.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA:4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Linarolo e Ponte della Becca se e quando aperti.

DISLIVELLO: inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

SEGNALETICA: pochissimi cartelli informativi, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 617, poi SP 234 fino a Valle Salimbene località Motta San Damiano.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: 

lunedì 8 dicembre 2025

Traversata dei grandi laghi, settima tappa e ottava.

Settima tappa: Da Como alla località Cassinazza.

Da Como 201 mt, sì percorre la mulattiera che passando dalla località Crescione, sale a Brunate 715 mt.



Arrivati a Brunate, sì attraversa il paese, fino a trovare le indicazioni che portano al faro Voltiano 902 mt e in seguito al Rifugio CAO 980 mt. Dopo aver superato Baita Carla 997 mt, sì abbandona la comoda sterrata che prosegue per Baita Bondella 1075 mt, per proseguire lungo la dorsale, passando poco sotto Punta Tre Termini1140 mt e Monte Astele 1186 mt. Raggiunta Baita Boletto 1180 mt, si riprende a salire fino ad arrivare in vetta al Monte Boletto 1236 mt.

Dalla cima del Monte Boletto, sì prosegue lungo la dorsale, scendendo a Bocchetta di Molina 1116 mt; qui, svoltando a destra, si va a seguire il sentiero che scende a Solzago 461 mt. Dopo aver costeggiato le pendici del Monte Boletto arriva ad un bivio, lasciata l’indicazione che scende a Solzago, si passa a fianco ad un roccolo per la caccia, proseguendo in discesa, sì raggiunge un bivio al momento senza segnaletica, e sì continua a scendere lungo il sentiero che svolta a destra, entrando così nella Valle di Tàvernerio.

Sempre in discesa, sì arriva ad un altro bivio, quindi mantenendo la destra, sì raggiunge l’abitato di Tavernerio 460 mt. Lasciato il borgo, sì esce su una rotonda, quindi sì cammina lungo la provinciale che va a Como arrivando alla rotonda successiva. Si segue la provinciale a destra, e subito dopo, si svolta a sinistra per Via Urago, arrivando così al semaforo che oltrepassa la SS 342. Sì continua a camminare lungo Via Urago, iniziando a salire lungo la collina, fino a trovare Via Montessori entrando così nel comune di Montorfano 414 mt. Sì procede lungo la via, aggirando la collina fino a trovare Via Volta, quindi scendendo per quest’ultima, sì arriva sulle rive del Lago di Montorfano; svoltando a destra, con una breve deviazione, sì arriva ad una riva dove è possibile ammirare il lago. Ritornati sulla provinciale, sì raggiunge in breve il paese, dopo aver visitato il Montorfano, sì continua a camminare lungo Via Brianza, percorrendola fino all’incrocio con Via Molino. Dopo aver svoltato in Via Molino, sì segue la via fino a trovare Via delle Brughiere, qui sì svolta a sinistra percorrendo la strada sterrata fino ad arrivare all’allevamento Bosco Vivo. Dopo aver lasciato la struttura, sì noterà sulla sinistra una sterrata con una sbarra aperta, ignorando la carrozzabile che prosegue dritto, sì svolta a sinistra camminando lungo la Strada Comunale delle Brughiere arrivando così all’Agriturismo Cassinazza in Via dei Platani, dove termina la tappa.

NOTA

Dopo due tappe diciamo morbide, questa è una vera tappa di montagna, un percorso che va ad affrontare una parte della dorsale del Triangolo Lariano, un percorso ricco di magnifiche vedute sul Lago di Como e sulla Brianza.

Si parte da Como magnifica città sulle rive dell’omonimo lago, dove oltre al lago, sì ha una bella vista sulla dorsale percorsa il giorno prima; facilmente riconoscibili, il Monte della Croce 536 mt e il Castello di Baradello 432 mt. La salita è dura, una decisa salita porta in cima a Brunate 715 mt, passando sotto e a fianco alla funicolare che da Como sale su in paese; non è raro, imbattersi nel trenino che percorre la ripida salita.

Raggiunto il paese, sono numerose le balconate che danno sulla città di Como, sulla Dorsale Insubrica e sull’arco alpino, dove spicca ovviamente l’inconfondibile sagoma del Monte Rosa 4634 mt. Da vedere, oltre al piacevole borgo di montagna, la Chiesa parrocchiale di S. Andrea iniziata verso il 1300, oltre all’Eremo di S. Donato XV secolo.

All’altezza della Chiesa di San Maurizio, sì trova il parco che porta al Faro Voltiano, realizzato nel 1927 in occasione del centenario della morte di Alessandro Volta.

Il tratto lungo la dorsale è molto bello, selvaggio e con dei panorami unici su Alpi e Prealpi, facilmente riconoscibili, oltre al Monte Rosa, altri quattromila come il Dom 4545 mt, e la Weissmies 4013 mt, mentre nella parte bassa, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Minisfreddo 1042 mt e Monte Piambello 1125 mt, sono le cime che compongono le dorsali del varesotto.


Monte Boletto è la prima vera cima della dorsale, solitario, vanta una magnifica panoramica, solo la mole del Monte Bolettone, 1317 mt, impedisce una panoramica a 360°. Nelle giornate terse, è possibile avere una visuale sulla Pianura Padana e sull’Appennino, dalla dorsale ligure, fino alla catena del Tosco Emiliano. Monte Monviso 3841 mt, gruppo del Gran Paradiso, fino alle Alpi Lepontine con il Monte Leone 3553 mt che svetta solitario. Facilmente riconoscibili, le cime del Mottarone 1491 mt e del Monte Zeda 2156 mt, situato nel Parco Nazionale della Val Grande. Bella la vista sul Lago di Como, facilmente visibile l’abitato di Pigra 881 mt e l’intera catena montuosa che svetta sopra il paese, dal Monte Pasquella 1367 mt al Monte Crocione 1641 mt; molto bella la vista sul Pizzo di Gino 2245 mt che svetta solitario subito dietro il Monte di Lenno 1589 mt. Più a sinistra, Monte Generoso 1701 mt, sì mostra in tutta la sua bellezza, come sì può ammirare l’inconfondibile forma del Sasso Gordona 1410 mt. Inoltre, sì ha una bella veduta del Monte Tamaro 1961 mt, del Pizzo della Croce 1491 mt, Pizzo di Vogorno 2442 mt e del Monte Colmegnone 1383 mt.






Volgendo lo sguardo verso nord est, sì apre un’altra magnifica balconata sul Monte San Primo 1686 mt, Pizzo Alto 2512 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Grignone 2409 mt, Grignetta 2184 mt, Monte Palanzone 1436 mt e, buona parte della dorsale orobica, fino al Monte Tesoro 1431 mt, mentre in lontananza, sì riesce a scorgere il Monte Guglielmo 1957 mt.






La bocchetta di Molina, divide il Monte Boletto dal Monte Bolettone, qui una volta sorgeva la Capanna San Pietro vecchio ristoro oggi abbandonato.

Tavernerio è un piacevole borgo abitato già nel neolitico, tra i suoi vicoli, è possibile visitare la Chiesa di San Martino esistente già nel XIII secolo e l’Oratorio di San Fereolo, con all’interno, affreschi del 1400.

 Montorfano è un minuscolo borgo che sorge sotto il Monte Orfano 554 mt, qui la storia è molto antica, abitato già nella preistoria, dalle popolazioni che appartenevano alla Cultura di Golasecca. Da visitare, la Chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista, eretta intorno al XVI secolo, situata in una bellissima piazza che caratterizza l’intero paese.





Il tratto che precede l'arrivo al punto tappa, regala splendide vedute sul Monte Bolettone e sul Gruppo delle Grigne, ben visibili i Corni di Canzo 1373 mt la cima occidentale. L’agriturismo Cassinazza, è una magnifica corte situata nel cuore della Brughiera di Orsenigo, completamente immersa nel verde e lontana dal traffico dalle rumorose statali, il luogo perfetto per riposare prima di andare ad affrontare la tappa successiva. 








CURIOSITA':

TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: 1115 mt in salita e 920 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Como, Brunate, Baita Carla 997 mt e locali a Tavernerio, Montorfano e Agriturismo Cassinazza.

COME ARRIVARE: Da Milano, lungo la linea ferroviaria Milano Cadorna Saronno Como.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°91

SEGNALETICA: Cartelli informativi, mentre la segnaletica orizzontale è praticamente assente. Prestare attenzione lungo la discesa a Tavernerio, anche se il sentiero s’intuisce facilmente, numerosi bivi sono sprovvisti di segnaletica, probabilmente in via di aggiornamento. Da Tavernerio all’Agriturismo Cassinazza, la segnaletica è inesistente.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cassinazza, con possibilità di pernottamento, tel: 031/631468 oppure 3665865923.Sito internet: www.cassinazza.it e info@cassinazza.it .

Ottava tappa: Dalla località Cassinazza a Canzo

 

Dalla località Cassinazza 390 mt, sì percorre Via dei Platani arrivando sulla strada asfaltata. Si prosegue sempre lungo Via dei Platani, salendo fino al centro di Verzago 388 mt, iniziano a scendere subito dopo lungo Via Giovio. Dopo una curva, poco prima di passare davanti alla zona industriale, sì nota sulla destra, una strada sterrata che costeggia la cancellata di confine della prima azienda, dopo essere entrati nella sterrata, sempre seguendo la recinzione, sì arriva davanti ad un fossato dove scorre un ruscello, dopo aver scavalcato il fossato, sì sale per un sentiero non segnato guadagnando quota, quindi raggiunta una strada sterrata, si svolta a sinistra percorrendola per qualche minuto. Arrivati nelle vicinanze di un’altra recinzione di confine, sì svolta a sinistra seguendo un sentiero, che scende giù ad un’altra sterrata, quindi percorrendo quest’ultima, sì arriva sulla SP 38, o Via Papa Giovanni XXIII. Sì attraversa la provinciale, proseguendo lungo Via per Cantù, che in breve scende giù al Santuario Madonna di Rogoredo 339 mt.

Dopo aver visitato il sito, sì continua a camminare salendo per Via Santuario che porta in centro ad Alzate Brianza 341 mt. Raggiunta la torre, sì scende lungo Via Armando Diaz arrivando all’impianto semaforico che attraversa la SS 342 o Via IV Novembre. Si passa la statale, continuando fino ad arrivare a Piazza Roma, poi a destra fino a Piazza San Pietro andando avanti per Via Don L. Galbusera, fino all’incrocio con Via Monticello. Qui sì svolta a sinistra, sì ignora Via Decio andando a vanti per Via Monticello che diverrà poco dopo Via Bettolino che arriverà alla SP 38. Appena arrivati sulla provinciale, sì svolta a destra arrivando all’impianto semaforico che attraversa la SP 40, imboccando subito dopo aver attraversato la provinciale Via Belvedere. Percorrendo Via Belvedere, sì cammina fino ad arrivare in Via Cascina Galbera che scende in Via Piave, sì passa Via Piave, svoltando subito a destra per Via dei Ciliegi, arrivando dopo una discesa al Cimitero di Alserio.

Dal Cimitero di Alserio dopo aver passato il parcheggio, sì continua fino a trovare il segnavie che da accesso a Strada della Buverga, s’imbocca la strada sterrata, costeggiando il Lago di Alserio 260 mt, arrivando nelle periferie di Merone, quindi, dopo essere passati sotto la ferrovia Milano Asso, sì esce fuori in Via Roma.

Dopo aver percorso per intero Via Roma, sì arriva davanti ad una grande rotatoria, attraversata dalla SP 41, sì oltrepassa la provinciale, immettendosi in Via delle Gallarane. Si percorre la via, aggirando sulla destra un capannone e proseguendo, fino a trovare una strada sterrata. Si segue la strada sterrata, fino ad un bivio, qui sì svolta a sinistra procedendo fino al Fiume Lambro. Raggiunta la darsena, con una breve deviazione a destra, sì va a vedere il Lago di Pusiano 257 mt. Ritornati sui propri passi, si cammina lungo la darsena del Lambro, arrivando ad un ponte, lo sì oltrepassa, ignorando la via che porta al centro sportivo, andando a prendere la sterrata che si trova subito dopo il ponte, camminando in direzione della Fiera d’Erba, e svoltando a destra in un’altra sterrata che sì seguirà fino a Via Piani dei Resinelli. Raggiunta Via Resinelli, sì svolta a sinistra seguendo la strada asfaltata fino ad arrivare alla SS 639, la sì attraversa, entrando dentro ad una sterrata che sale verso la frazione Bindella. Finita la sterrata, sì continua in salita, camminando in Via Raffaele Sanzio, poi a sinistra per Via Biffi, Via Parini e Via Aldo Moro in parte sterrata, arrivando così in Via Strambio, sì svolta a sinistra arrivando così in centro a Eupilio 383 mt. Dopo essere arrivati nella piazza, sì gira a sinistra per Via Scheibler, sì prosegue per Via Galliano, poi a destra per Via San Vincenzo e di seguito per Via Paganini, arrivando poco dopo in Via Panigatti, qui a destra fino alla rotonda, la si attraversa per andare a seguire Viale Combattenti; seguendo quest’ultima, sì costeggia la pista ciclopedonale che costeggia il Lago del Segrino 374 mt, arrivando così alle periferie di Canzo 402 mt, dove termina la tappa, e dove si ha la possibilità di trovare il treno per poter tornare a casa.  

 

NOTA

Questa è una tappa decisamente tranquilla, praticamente turistica, sì sviluppa prevalentemente su strade asfaltate, pur regalando brevi momenti di escursionismo con panorami unici sul Lago di Alserio e di Pusiano.

Cassinazza, come già descritto, è il luogo perfetto dove trascorrere delle ore nel silenzio della brughiera, fuori dal traffico e in piena armonia con l’ambiente circostante.

Verzago è una località situata a poca distanza da Alzate Brianza, qui sorge Villa Giovio datata intorno al XV secolo, un imponente edificio che domina sulla valle.

Alzate Brianza, è un piccolo borgo molto interessante, qui sì trova una torre medievale con orologio e meridiana, un monumento molto suggestivo. Da visitare oltre alla piazza della torre, la chiesa di SS Pietro e Paolo, ricostruita intorno al 1500, sorge sulle fondamenta di un tempio dedicato a Minerva.

Il paese di Alserio sì sfiora, praticamente, fatta eccezione per il cimitero, non sì entrerà mai dentro nel paese, l’itinerario sì concentrerà principalmente nella sua attrazione migliore, ovvero il lago.

Il Lago di Alserio, è un bacino molto più grande di quello di Montorfano, pur trovandosi oltre cento metri di quota più in basso, rispecchia la caratteristica di tipico lago di pianura, con canneti e una vegetazione meno collinare, Molto bella la vista sul lago in località Casin del Lago, il Monte Bolettone 1317 mt, sì tuffa con la sua immagine letteralmente nel lago, molto bella la vista sul Grignone 2409 mt, sulla Grignetta 2184 mt e su Monte Cornizzolo 1241 mt.

Merone, praticamente sì scansa, non è necessario andarlo a visitare, anche perché sì allunga il percorso di qualche centinaio di metri, e le attrattive, sono davvero poche.

Il Lago di Pusiano, è in sequenza, il terzo lago della Brianza, anche per grandezza, da qui, sì ha una magnifica vista sul Resegone di Lecco 1875 mt, e del piccolo Monte Barro 922 mt, che si eleva praticamente di fronte al Resegone, quasi come fosse un'unica montagna.










Lungo la darsena del Lambro, sì può ammirare la cima del Monte Bolettone. Anche il Monte Cornizzolo 1241 mt, è praticamente visibile per buona parte del percorso, soprattutto avvicinandosi a Canzo.

Eupilio, è un comune composto da una serie di frazioni, vanta una storia vecchissima, andando indietro nel tempo per millenni prima di cristo; da vedere, la chiesa di san Vincenzo risalente almeno al XIII secolo, e la Torre della Ghita di origine medievale.

Il Lago del Segrino, è un classico lago di montagna, incastonato ai piedi del Monte Cornizzolo e del Monte Scioscia 667 mt, è un importante bacino di origine glaciale, dove sono stati rinvenuti resti dell’età del Bronzo, oltre ad essere un luogo di transito e di nidificazione di numerose specie di uccelli.

Canzo è la meta finale di questa tappa, piacevole e conosciuto borgo, uno dei più rinomati nel Triangolo Lariano, abitato già dalla fine dell’ultima glaciazione, e punto di partenza di numerose escursioni nel Gruppo Montuoso dei Corni di Canzo, da vedere, la Chiesa di Santo Stefano, edificata intorno al 1700, su un edificio già esistente, Villa Meda XVII secolo e la fonte Gajum.

Questa è una tappa completamente turistica, con tantissime viste panoramiche sulle montagne del Triangolo Lariano, tante strade asfaltate, ma tanti borghi, edifici storici, antiche chiese e ben tre laghi, uno più suggestivo dell’altro, un mutare di paesaggio che va dalla collina alla pianura, e poi di nuovo verso le montagne, in un viaggio che parte da lontano, e che ha già dato il meglio di sè, anche soprattutto come attraversamento di tanti rilievi magari poco conosciuti, e che anche in questo caso, hanno sempre da regalare viste emozionanti. Per adesso, il cammino finisce qui, in attesa che i nuovi sopralluoghi, possano dare i migliori frutti, per proseguire quella che deve essere un’esperienza unica e irripetibile, intanto posso solo augurare un buon viaggio a tutti, sempre con gli scarponi ai piedi.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 5:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero, prestare attenzione nell’attraversare le provinciali e le statali.

DISLIVELLO: 140 mt circa in salita, e 150 mt circa in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Alzate Brianza, Merone, Eupilio e Canzo.

COME ARRIVARE: in auto da Como con SS 342, poi indicazioni per Verzago fino a Via dei Platani, dove sì troveranno le indicazioni per Cassinazza.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°91, oppure consultare l’app di Mapy.com.

SEGNALETICA: l’unica segnaletica esistente, sono alcuni cartelli informativi nell’area del Lago di Alserio, per il resto, seguire le indicazioni qui riportate.

DOVE ALLOGGIARE: B&B La Corte del Segrino, tel: 329.181068-329.1340615, mail: bblacortedelsegrino@gmail.com

giovedì 9 ottobre 2025

Traversata dei Grandi Laghi, quinta e sesta tappa.

Quinta tappa: da Porto Ceresio A Gaggiolo.

Da Porto Ceresio 280 mt, sì percorre il Sentiero Confinale, oltrepassando la località Cà del Monte 550 mt, fino a trovare una colonnina votiva. Seguendo il sentiero sulla sinistra, sì notano dopo poche decine di metri, i cartelli della segnaletica svizzera. Seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Serpiano 644 mt. Sì riparte seguendo le indicazioni che in sequenza, condurranno alle seguenti località: Meride 578 mt, Tremona 571 mt, e Arzo 500 mt. Poco prima di arrivare al bivio con la strada che porta ad Arzo, sì trova la Chiesetta di Sant’Antonio, sì scende lungo la strada asfaltata, fino ad arrivare al bivio sopra indicato. Sì svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Mendrisio, quindi appena trovata Via Rubiàna, che sì dirige verso il Valico di Clivio 468 mt. Poco prima della dogana, si seguono le indicazioni che conducono alla località San Pietro. Passata la chiesina, sì continua a camminare, raggiungendo la località Montalbano 397 mt, e il Monte Astorio 476 mt. Con un bel sentiero e un tratto su sterrato, sì scende fino alla strada che da Stabio, porta alla dogana di Gaggiolo. Sì attraversa la strada e sì prosegue passando a fianco di alcuni capannoni industriali, qui sempre seguendo la segnaletica, sì raggiunge la località Santa Margherita 354 mt. Dalla località Santa Margherita, sì rientra in Italia, seguendo le indicazioni del Sentiero Confinale, che sì segue fino alle periferie di Bizzarone. Raggiunto l’impianto sportivo, sì svolta a sinistra, rientrando nel bosco, quindi dopo alcuni bivi, sì arriva ad una scala con gradini di legno che porta ad un sentiero che sale la cima del Colle Sant’Ambrogio 528 mt. Ora seguendo un ampio sentiero, sì arriva alla Chiesa dell’Assunta, e poco dopo sì arriva a Bizzarone 440 mt.

NOTA

La quinta tappa, quasi completamente in territorio svizzero, è una traversata più modesta, anche se non presenta nessun forte dislivello, ovviamente non è da sottovalutare, tuttavia, rimane più dolce, a quote quasi collinari, anche se le tante balconate che s'incontrano lungo il cammino, offrono piacevoli panorami su Alpi, Prealpi e Pianura Padana.

Sì parte da Porto Ceresio, delizioso borgo che sì affaccia sulle rive del Lago di Lugano, una cornice meravigliosa, un paessaggio molto bello, con vista su tanti paesi e su tante cime che sì specchiano sul lago. 



La prima località che s'incontra è Cà del Monte 550 mt, minuscolo borgo, quasi una grande corte, ma che offre una piacevole atmosfera di montagna. Purtroppo, il percorso non passa da punti panoramici, quindi sì può solamente godere dell'ambiente che circonda la borgata.

La seconda località è Serpiano, località turistica raggiungibile oltre che a piedi, anche con auto o funivia da Brusino in territorio elvetico.

La struttura moderna, non è piacevole da vedere, mentre il contesto è molto suggestivo, Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Pravello 1020 mt e Monte Orsa 998 mt, contribuiscono notevolmente a migliorare il paesaggio, creando un ambiente di montagna, immerso nel verde e nel silenzio di questi luoghi.

Meride, un borgo che sì divide tra montagne e vigneti. Un luogo dove trascorrere un bel fine settimana all'insegna della tranquillità, Monte Pravello e Monte San Giorgio, sono le principali escursioni che sì possono fare, però, con salite meno impegnative, è possibile andare a visitare altre località, immerse nel verde con piacevoli panorami sul Lago di Lugano.

Meride ha una storia quasi recente, pare che i primi insediamenti risalgano a prima dell'anno 1000. Da visitare, indubbiamente le due chiese principali, quella di San Silvestro realizzata verso la fine del 1400, e quella dedicata a San Rocco costruita dopo la metà del 1500. Un'altra attrazione di Meride, è indubbiamente il ritrovamento di fossili, racchiusi in un interessante museo.

Sermonte 615 mt circa, è una piccola cima che spazia la sua vista sulla conca dove sorge Meride.

Monte San Giorgio e Monte Pravello, sono le due uniche cime che sì riescono ad ammirare, però, la vista sull'intero paese, con i vigneti che sorgono insieme a verdi prati, compongono un mosaico di notevole bellezza, una panoramica da contemplare per tutti i minuti che sì resta in cima a Sermonte.

Le rovine del castello di Tremona, sorgono poco sopra il paese, aggrappate a questo piccolo colle, disegnano un luogo magico, dove una storia millenaria, ha viaggiato per secoli fino ad arrivare a raccontare la sua storia nel nostro tempo. Dal piccolo monte, la vista spazia anch'essa sul Gruppo montuoso del Monte Generoso, sulle colline moreniche del comasco, fino a tuffarsi nella Pianura Padana.

Tremona, è un piacevole borgo che vanta una storia che torna indietro fino al neolitico. Da visitare, la Chiesa di S. Maria Assunta, costruita dopo la metà del 1500,  e la Chiesa di S. Agata realizzata intorno al 1493.

Besazio, è un'altro minuscolo borgo che sì visita durante questa traversata, la sua storia va indietro fino all'epoca romana, qui sorge la piccola Chiesa di S. Antonio, menzionata già nel 1500, ma che probabilmente, sorge su mura molto più antiche.

Dalla chiesa, sì apre una piacevole vista che spazia sul mendrisiotto, facilmente riconoscibile la Dorsale Insubrica, facile da osservare, il piccolo Monte Montorfano 554 mt.



Un'altra località che merita interesse, è la Chiesa di San Pietro, chiesa del 1200, che sorge anch'essa su mura molto più antiche. Lasciata la località San Pietro, sì procede attraversando i vigneti di Montalbano,


un piccolo altopiano, con vigne e pascoli, precede l'ultima salita, ovvero quella che porta in cima al Monte Astorio 476 mt. Il bosco, in prevalenza di castagno, impedisce di avere una vista verso sud; a parte questo, è possibile trovare un luogo dove riposare.

Dopo essere scesi dal Monte Astorio, lungo il sentiero dei Cippi di Confine, sì arriva sulla strada cantonale; un breve tratto su strada asfaltata, consente di attraversare la dogana per restrare in Italia, qui, prima di raggiungere il posto tappa, sì visita il minuscolo borgo di Gaggiolo, davvero poche case per una località conosciuta principalmente per la sua collocazione sul confine e per la dogana, dove transitano, lavoratori, merci e turisti.

Piacevole traversata, ricca di storia ma anche di panorami eccezionali, un susseguirsi di paesi e antiche chiese, con lo sguardo verso la Dorsale Insubrica, quella che consentirà di raggiungere il quarto grande lago e una città meravigliosa come Como.

CURIOSITA' 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 700 in salita e oltre 500 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Porto Ceresio, Cà del Monte Serpiano, Meride, Tremona e Gaggiolo.

COME ARRIVARE: In treno da Varese.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Gonzaga, tel: 0332/417012.

 

Sesta tappa: Da Gaggiolo a Como.

Da Gaggiolo 384 mt, sì oltrepassa il confine, svoltando subito dopo a destra, percorrendo un’ampia strada sterrata, che dopo qualche minuto di cammino, e dopo aver passato la linea ferroviaria Gaggiolo Stabio, sì va ad immettere in una strada asfaltata. Sì segue la strada asfaltata fino ad una curva, qui sì nota un sentiero sulla destra, dopo averlo imboccato, da li a breve, s’intercetta il sentiero che arriva da Montalbano, così sempre mantenendo l’indicazione di destra, si raggiunge il sentiero che conduce alla località Santa Margherita 352 mt. Dalla località Santa Margherita, sì passa nuovamente il confine, rientrando in Italia, trovando subito dopo il Sentiero Confinale. Percorrendolo, si raggiunge la periferia di Bizzarone, seguendo le indicazioni a sinistra, sì affronta il sentiero che attraversa le pendici del Colle S. Ambrogio 528 mt. Dopo aver passato la Chiesa dell’Assunta, sì rientra nel paese di Bizzarone, quindi svoltando a sinistra, sì scende arrivando alla SS 23, a pochi passi dalla dogana. Prestando attenzione al traffico, sì attraversa la statale, riprendendo il sentiero in direzione di Uggiate Trevano. Dopo aver superato il Santuario di Somazzo, sì scende lungo la strada asfaltata per qualche centinaio di metri, appena trovate le indicazioni, sì svolta a sinistra continuando a camminare in direzione di Ronago 362 mt. Usciti dal sentiero, sì prosegue verso destra, e dopo pochi minuti sì arriva al cimitero di Ronago. Svoltando a destra, sì attraversa il paese, fino a ritrovare le indicazioni del Sentiero Confinale, che porta a Drezzo 357 mt. Sì scende velocemente nella Valle dei Mulini, arrivando sulla strada che porta al valico di Novazzano. Svoltando a destra, prestando attenzione alle auto, sì segue la provinciale per circa cinquecento metri, svoltando a sinistra, appena ritrovate le indicazioni del Sentiero Confinale, quindi con una decisa salita, sì raggiunge la periferia di Drezzo.

Seguendo le indicazioni per il santuario, svoltando a sinistra per raggiungere il luogo sacro. Dal santuario, per evitare di tornare indietro, sì può seguire un piccolo sentiero non segnato che aggira una proprietà privata, uscendo fuori, poco più avanti su un’ampia strada. Sì svolta a destra, e da li a breve sì raggiunge il sentiero che attraversa il Parco Regionale Spina Verde, lo sì attraversa passando per un breve tratto in territorio svizzero, riprendendo più avanti il Sentiero Confinale che porta alle pendici del sasso Cavallasca 614 mt, raggiungibile con una breve deviazione.

Sempre seguendo le indicazioni, si scende attraverso un facile sentiero e un tratto su strada asfaltata che s’immette in Via Bronno, arrivando così a San Fermo della Battaglia 397 mt. Passando la periferia di San Fermo, sì raggiunge il sentiero n°1, che con decisa salita, porta alla Croce di S. Eutichio 536 mt. Prestando le dovute attenzioni, s’inizia la discesa, percorrendo il ripido sentiero n°3 che in seguito, incrocerà il segnavie n°4, che scende a Como. Dopo essere arrivati alla Chiesa di Sant’Abbondio, attraverso le tante arterie della città, sì entra nel centro storico di Como, arrivando così sulle rive del lago dove termina la tappa n°6.

 

NOTA

Gaggiolo, la piccola Chiesa di san Bernardino da Siena XVI, da il saluto alla sesta tappa di questa lunga traversata, del resto il borgo vero e proprio, è composto da poche case, il resto è sorto tutto in tempi più recenti.



La stessa dogana, è una sorta di barriera simbolica, se sì pensa che il giorno prima sì è transitati per il territorio elvetico senza incontrare barriere.

L’attraversamento della piana di Stabio, con la nebbia del mattino, è un dipinto decisamente bello da vedere, il Colle S. Ambrogio 528 mt fa da sfondo a questo quadro astratto che sì mostra in tutta la sua bellezza.



Santa Margherita, è una località composta dalla piccola Chiesa romanica edificata tra il X e il XII secolo, dal ristoro che prende nome dalla località, e da un maneggio che fa la sua scena. Piacevole, la vista verso Monte Orsa 998 mt.

Bizzarone è un borgo famoso per la sua dogana, ma il centro vero e proprio, rimane fuori dalla baraonda di traffico che entra ed esce dal territorio italiano. Le sue origini sono medievali; da visitare, oltre la chiesa dell’Assunta costruita verso la fine del 1500, vi è la chiesa parrocchiale di Sant’Evasio, edificata nel XIII secolo, probabilmente su mura già esistenti.

La località Somazzo, è un altro importante luogo di culto, infatti, qui sorge la chiesa di San Giuseppe realizzata intorno al XVII secolo, edificata anch’essa sulle mura di un oratorio molto più antico e dedicato a San Cassiano XV secolo.

La Valle dei Mulini, e una piccola pianura circondata da colli che sembrano quasi montagne.



Il piccolo Monte S. Stefano 491 mt, visto dal centro della valle, sembra un colosso, ma dietro, sorgono montagne ben più alte, Monte Bisbino 1325 mt, si eleva maestoso, ricoperto dai suoi fitti boschi che cambiano colore a secondo della stagione.

Drezzo, frazione del comune di Colverde, è un altro importante borgo, qui a breve, sì aprono le porte verso il Parco Spina Verde di Como, il paese vanta una storia che va indietro nel tempo fino a prima dell’anno 1000, da visitare senza ombra di dubbio il Santuario della Madonna di Drezzo luogo sacro di chiara origine romanica, qui sì ha una piacevole vista sulla dorsale che entra nel parco, oltre ad una panoramica che spazia sulla Valle dei Mulini e verso la Pianura Padana.



Durante l’attraversamento del Parco Spina Verde, sì sconfina nuovamente in territorio elvetico, qui cambia totalmente il paesaggio, dopo un lungo tratto dentro fitti boschi, improvvisamente appaiono dei morbidi colli dove viene coltivata la vite, un cambio di ambiente improvviso, inaspettato, mai sì penserebbe a un tale mutamento, ma la dorsale, offre anche questo.

Nel parco è presente anche la Linea Cadorna, con bunker, trincee e postazioni.

La cima del Sasso Cavallasca, offre una magnifica veduta sul Lago di Como e sulla città. Tra le cime che sì possono ammirare, segnalo il Monte Boletto 1236 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt.

San Fermo della Battaglia, è un piccolo borgo di passaggio, abitato fin dall’età del bronzo. Da vedere segnalo il Santuario dei Santi Fermo e Lorenzo costruito alla fine del 1500.

La Croce di S. Eutichio è l’ultimo punto panoramico che precede, l’inizio della discesa verso Como, da qui sì apre una piacevole vista sulla città e sulla sua cattedrale, bella la vista sul Lago di Como.

Vista sulla funicolare che da Como, sale su a Brunate 715 mt, da lontano, sì notano le piccole vetture che salgono o scendono lungo la linea a cremagliera. Facilmente riconoscibile il Faro Voltiano 906 mt, e poco più a destra, spicca il Monte Uccellera 1027 mt.


La chiesa di Sant’Abbondio 
realizzata tra il 1050 e il 1095, precede l’ingresso alla città. Como è una città dal cuore antico, la sua storia torna indietro nel tempo fino alla civiltà di Golasecca, quando sì oltrepassano le mura, sì entra in un altro mondo, un pianeta che sfocia sulle rive dell’omonimo lago. Da vedere, indubbiamente segnalo il Duomo costruito tra il XIV e il XVIII secolo, e il Tempio Voltiano, oltre a tante altre attrattive che questa città offre al turista.



Termina così la sesta tappa, quella che potrebbe sembrare una camminata banale, considerando le modeste quote, ma che alla fine risulterà una vera e propria escursione a buon livello, con un dislivello di tutto rispetto, un sale e scendi che alla fine del percorso sì farà sentire.

CURIOSITA’

La chiesa dedicata a San Giuseppe in località Somazzo, è conosciuta anche come Santuario dei Morti.

 

TEMPI DI’ PERCORRENZA: 7:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 800 mt in salita, e circa 900 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gaggiolo, Santa Margherita, Bizzarone, Valle dei Mulini, Drezzo, Agriturismo Agrifoglio poco sotto il Sasso Cavallasca, San Fermo della Battaglia, Baita Monte Croce e locali a Como.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse. Prestare attenzione ai segnali tra Bizzarone e Drezzo, segnaletica a volte scarsa o sbiadita.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°90/91.

COME ARRIVARE: in treno, lungo la linea Varese Mendrisio.

DOVE ALLOGGIARE: Alberghi a Como. 



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