sabato 23 agosto 2025

Traversata dei grandi Laghi, prima e seconda tappa.

Prima tappa: da Orta ad Arona.

Da Orta San Giulio 294 mt, sì percorre il sentiero che costeggia il lago fino a raggiungere la strada asfaltata che porta alla SS N°229.

Dopo aver attraversato la rotonda, si prosegue lungo la strada che porta ai paesi d’Armeno, Miasino e Ameno, per poi svoltare in Via San Giovanni Bosco seguendo il segnavie che porta alla stazione d’Orta.

Ora, seguendo le indicazioni, si raggiungono i paesi di Miasino 479 mt e Ameno 517 mt. Da Ameno, sì prosegue seguendo una sterrata che scende nella bella valle del Torrente Agogna, quindi dopo aver attraversato la valle e raggiunto l’altra strada che scende da Ameno, si comincia a salire lungo la strada asfaltata, quindi appena trovato le indicazioni, sì prosegue raggiungendo la località Sculera 670 mt, per poi proseguire in direzione dell’Alpe Marandino fino a trovare un primo bivio. Sì prosegue a destra, seguendo la dorsale arrivando al secondo bivio che incrocia il segnavie V. Ora, seguendo le indicazioni, sì cammina lungo il sentiero che porta fino alla Cappella del Vago 690 mt. Sempre seguendo le indicazioni, sì percorre l’ampia sterrata che porta al sentiero che scende giù a Colazza 542 mt, con quest’ultimo, sì raggiunge il paese.

Da Colazza, si percorre Via Risorgimento e Via Don Giulio Gemelli, appena superata la Trattoria Il Tirabuscion, si scende lungo una stradina pedonale che immette in Via per Invorio. Trovati i cartelli con i nomi dei comuni, sì svolta nella prima strada a sinistra, scendendo velocemente a Ghevio 305 mt. Da Ghevio, sì attraversa l’autostrada, proseguendo lungo la provinciale che porta a Montrigiasco 424 mt. Raggiunto il paese, si lascia la provinciale per seguire il segnavie A3, che scende alla chiesa di Sant’Eufemia. Dalla chiesa, si segue la strada asfaltata a sinistra, appena attraversata la s.p. N°159, si continua a camminare lungo il sentiero A1, superato il tratto sterrato, si arriva in prossimità di alcune abitazioni, da lì, si percorre un tratto di strada asfaltata, voltando a sinistra per una strada sterrata che passa alcune villette. Finita la strada, sì svolta a sinistra camminando su un’altra strada asfaltata che porta ai Laghi di San Carlo, in questo tratto, s’incontrano alcune indicazioni. Raggiunta una sbarra, si percorre la sterrata sulla destra, si segue oltrepassando l’Agriturismo Casalmarzio, quindi proseguendo lungo la sterrata, si finisce sulla strada che porta a San Carlone, svoltando a destra, si scende lungo la via, evitando il tornante camminando su di un ripido sentiero, quindi ripresa la strada, si arriva nelle periferie di Arona, e in breve, nella piazza principale di Arona che sì affaccia sul Lago Maggiore.

NOTA 

La Traversata dei grandi laghi, è un itinerario a tappe ideato da me, attualmente in lavorazione, segue un percorso che cerca di unire il Lago d'Orta al Lago di Garda. Qui sotto, pubblicherò di volta in volta le tappe di questo tour che porta alla scoperta di ambienti totalmente diversi tra loro, ma che regalano una grande emozione, ad ogni passo di questa avventura. Ovviamente, più sì va lontano e più diventa complicato riuscire a costruire la tappa. Recuperare l'auto, tornare a casa, piccoli problemi quotidiani che rischiano di diventare delle barriere gigantesche; però, nulla vieta di provarci.

Sì parte da Orta San Giulio, uno dei borghi più belli d'Italia, paese che vanta una storia millenaria. Numerosi i siti d'interesse storico e religioso, ad esempio, non sì può non effettuare una visita al Sacro Monte, percorso di carattere religioso che raggruppa ben 21 cappelle dedicate a San Francesco d'Assisi. Molto suggestiva, l'Isola di San Giulio, un monumento naturale ricco di storia, una perla al centro del lago.


Nelle vicinanze della stazione ferroviaria, sì incontra Via Vecchia Stazione, qui sì possono ammirare su vari edifici, alcuni dipinti su muro, delle vere opere d'arte che bisogna assolutamente vedere.



Miasino è un piccolo comune che sorge poco sopra Orta San Giulio. Tipico paese di montagna a quote praticamente collinari, che vanta comunque una storia che arriva dal medioevo. Nel suo borgo, i vicoli s'intrecciano tra di loro, portando alla scoperta di questo luogo. Da visitare, la Chiesa di San Rocco, riedificata nel 1627. 


Dal piazzale della Chiesa di San Rocco, sì apre una piacevole panoramica sul paese, ma non sì ha la vista sul Lago d'Orta, che in effetti, man mano che sì sale, sparisce praticamente subito, incastonato nel suo letto, è difficile trovare un punto panoramico che regala la vista dall'alto; sicuramente con questo percorso, non è possibile ammirarlo ulteriormente.

Ameno è il secondo paese che s'incontra durante la salita. Ameno vanta una storia ancora più antica, alcuni ritrovamenti, spostano la lancetta dell'orologio indietro all'età del ferro, riconducibile alla cultura di Golasecca. Da vedere, Piazza Marconi con la splendida Chiesa dedicata a San Giovanni.


Anche in questo caso, da Ameno, non sì riesce a vedere il Lago d'Orta, almeno lungo il percorso da me fatto.

Due righe le dedico alla valle del Torrente Agogna, un magnifico mondo che sorge sotto il paese di Ameno.


Cavalli, mucche e capre, un ambiente di montagna davvero affascinante, un luogo completamente fuori dal caos e immerso nella natura. Durante la discesa da Ameno, sì riesce a vedere la cima del Mottarone 1491 mt, mentre nelle giornate terse, al centro della valle la vista riesce ad arrivare a cime come Monte Novesso 1410 mt o Monte Cerano 1702 mt.

La località Tacchino, è un minuscolo borgo abbandonato, un gruppetto di case dove la vita scorreva nel lento vivere di questi luoghi, lasciando oggi pochi ruderi fatiscenti; la visita richiede attenzione a causa appunto delle gravi condizioni in cui versano le case. Poco più sopra, sorge la località Sculera, qui sì trova un oratorio, dedicato a San Grato.

Cappella Vago è situata sopra una sella, qui sì respira un aria più di montagna, anche se non siamo nel punto più alto del percorso, che comunque non va oltre i 700 mt di quota. La località offre un ottimo punto d'appoggio per chi vuole riposare o può essere una piacevole meta per chi ha il piacere di ascoltare il silenzio del bosco. L'area è attrezzata, tavoli panche e una fontana dove riempire la bottiglia dell'acqua, indispensabile per chi prosegue, utile per chi rimane a godere di questo lembo di pace.


Cappella Vago, oltre ad essere un importante punto d'appoggio, è anche un ricco incrocio di altri sentieri, numerose le località che sì possono raggiungere, e numerosi sono i percorsi che sì possono studiare con tappa o meta in questo luogo.

Colazza è il primo paese che consente una magnifica vista sul Lago Maggiore, la sua storia va indietro fino all'Impero Romano. Da visitare la Chiesa Parrocchiale del XVII secolo, e l'Oratorio dedicato a San Bernardo realizzata intorno al 1300. 

Un'altro interessante borgo, sì trova lungo la discesa che da Colazza porta a Ghevio, qui in località Fortezza, sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta del 1740.

Altro piacevole borgo è Ghevio, piccolo ma interessante, qui sorge l'Oratorio di S. Anna del 1630.

Montrigiasco, è l'ultimo paese che sì attraversa prima di scendere giù ad Arona, di probabili origini longobarde, è immerso nelle verdi colline, dove sono adagiati interessanti massi erratici; da visitare oltre al borgo è la Chiesa di S. Giusto di epoca romana e rimaneggiata nel corso dei secoli. 

Lasciato Montrigiasco, dopo una piacevole discesa, sì raggiunge Cascina Incocco con l'Oratorio dedicato alla Madonna della Neve ristrutturata nel 2009, di cui non ho trovato nulla sulla sua storia.

Più sotto, sorge la piccola Chiesa di S. Eufemia, anche qui, non sono riuscito ad avere informazioni.


Arona è la meta di questo viaggio, una cittadina conosciuta per la sua bellezza e per la sua storia, in epoca romana, transitava la Via Severina Augusta. Da visitare, l'intero borgo che offre chiese e palazzi di notevole bellezza, come è di notevole splendore, la passeggiata sul lungo lago, che offre la magnifica vista su Angera e la sua Rocca, una cartolina dal vivo, una foto che è impossibile non scattare ogni volta che sì va a vedere questa incredibile località.

Qui sì trovano numerose strutture ricettive che possono accogliere turisti e escursionisti, tutto quello che serve per un soggiorno che lascia un ricordo meraviglioso.



CURIOSITA'


TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E).

DISLIVELLO: 600 mt circa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Orta San Giulio, Miasino, Ameno, Colazza, Ghevio, Montrigiasco, Agriturismo Molino del Sabbione località S. Eufemia, Agriturismo Casalmarzio in località Regione Cantarana, Ristorante La Cascina in Via Partigiani e locali ad Arona.

COME ARRIVARE: Da Borgomanero o da Omegna con SS 229.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°97 e 90.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse. Segnaletica scarsa o mancante nell’ultimo tratto.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Spagna, Via San Carlo N°8 tel: 0322/243052.

 

Seconda tappa: da Arona a Ternate.

Da Arona 212 mt, dopo aver oltrepassato la linea ferroviaria, si percorre la SP N°142 in direzione di Oleggio Castello e Borgomanero, fino a incrociare sulla sinistra Via Monte Pasubio. Dopo aver svoltato a sinistra, si percorre la via fino al piccolo centro di Mercurago, quindi seguendo le indicazioni, si arriva all’ingresso del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago; ora seguendo i segnavie: Stra di Pianèl da Gatic, Stra di Lagon, Stra di Sèl, Stra d’la Buscarola e Stra Nova dal Pinin, sì attraversa l’intero parco naturale fino ad arrivare alla SP 30. Sì oltrepassa la provinciale entrando in Via Santo Stefano, poco dopo lo stop, sì nota un sentiero sulla sinistra che entra nel bosco, sì percorre il sentiero, costeggiando la costa fino a incrociare la strada sterrata che arriva dalle periferie di Comignago, quindi svoltando a sinistra, si oltrepassa la ferrovia raggiungendo la località Glisente, dove si può andare a visitare l’esterno dell’Oratorio di Sant’Ippolito, con una breve deviazione sulla sinistra. Ritornati sui propri passi, si scende lungo la strada asfaltata che porta all’incrocio con la SS N°32 che si oltrepassa, passando sotto un ponte e percorrendo un’ampia strada che porta alla località Beati e poco più avanti alla località Pozzola; superata quest’ultima, raggiunta la rotonda che s’incontra, sì svolta a sinistra passando poco dopo sul cavalcavia regolato da un semaforo, della linea ferroviaria Milano - Domodossola, uscendo fuori sulla SS N°33. Ora prestando molta attenzione alle auto, si percorre la statale in direzione sud, arrivando a una grande rotonda; svoltando a sinistra, si attraversa il ponte sul Fiume Ticino, lasciando definitivamente il Piemonte ed entrando in Lombardia arrivando così a Sesto Calende 198 mt.

Dal centro di Sesto Calende, sì deve oltrepassare nuovamente la linea ferroviaria Milano – Domodossola passando oltre la chiesa di San Donato. Appena trovata Via Locatelli, sì svolta a destra, percorrendola fino ad arrivare in Via Piave; ora, svoltando a sinistra, si cammina lungo la via, passando oltre la sede del CAI di Sesto arrivando fino in Via San Giorgio. Qui, bisogna svoltare a destra, camminando fino a trovare Via Oriano Sotto. Proseguendo per quest’ultima, si raggiunge il sentiero E/1, quindi svoltando a sinistra, si sale velocemente al piccolo borgo d’Oriano. Dalla chiesa d’Oriano, svoltando a sinistra, si continua a percorrere il sentiero E/1 salendo sopra una bocchetta, qui sì lascia il sentiero E/1 per proseguire in direzione di Mercallo dei Sassi 277 mt. Dopo un lungo traverso, sì svolta a sinistra salendo lungo una sterrata, che più avanti diventerà sentiero, percorrendo l’intera dorsale fino alla cima del Monte Pelada 472 mt. Raggiunta la cima, sì prosegue seguendo le indicazioni che scendono a Comabbio 307 m. A causa di una frana avvenuta nel 2023, la segnaletica non è più aggiornata e in parte mancante. La frana è stata rimossa, e il sentiero è agibile; rimane comunque l’ordinanza che vieta la salita, ordinanza che però non vieta la discesa in quanto inesistente. Dopo aver attraversato il paese, sì prosegue lungo la pista ciclopedonale che porta al Camping Lago di Monate. Dopo una breve visita, lo sì passa, raggiungendo così la SS n°629. Passato il semaforo, si segue la sterrata che costeggia il grosso impianto industriale; dopo una breve salita, sì svolta a sinistra percorrendo un sentierino, che consentirà di collinare, entrando subito dopo nel comune di Ternate 281 mt. Dopo essere scesi da Via Santa Maria, sì costeggia la chiesa parrocchiale, arrivando poco dopo sulle rive del Lago di Comabbio.

NOTA

 Anche se può sembrare una camminata leggera, posso assicurare che questa seconda tappa non è assolutamente da sottovalutare, quote collinari ma comunque lunga, e poi, nel tratto del Parco del Ticino, i sentieri di montagna sì trovano e sono di tutto rispetto.

Dopo aver lasciato Arona, il primo paese che s'incontra è Mercurago, piccola frazione di Arona e che vanta una storia che arriva dal medioevo, da visitare, la Chiesa di San Giorgio XV secolo.

Il Parco Lagoni di Mercurago, diventata area protetta nel 1980, al suo interno racchiude ambienti di montagna a quote collinari, oltre a una ricchissima storia, ne sono un valido esempio le tombe ritrovate all'interno del parco e un villaggio di palafitte che sorgeva nell'area del Lago più grande.

Il lago è rifugio per diversi uccelli che abitano le zone umide, mentre nei boschi, non raro imbattersi nel capriolo che vive all'interno del parco.




La località Glisente, è una minuscola frazione di Castelletto sopra Ticino, di notevole interesse storico, è la Chiesa Parrocchiale di S. Ippolito III secolo. Dal piazzale, sì riesce ad avere una piccola visuale sul Lago Maggiore.

Sesto Calende è una cittadina di frontiera, borgo che arriva dall'epoca dei romani, è di fatto un confine, tra il Lago Maggiore che termina la sua area e il Fiume Ticino che riprende il suo corso dal momento in cui sì è tuffato nel lago in territorio svizzero.

Da visitare, oltre la bella passeggiata lungo il Ticino, l'Abbazia di San Donato, realizzata tra il IX e il X secolo, e l'Oratorio di San Vincenzo realizzato nel XI secolo. A circa 200 mt dall'Oratorio di san Vincenzo, sì può ammirare un gigantesco masso erratico nominato come Sass da Preja Buja. 

Un'altro borgo che s'incontra, e che rimane nel comune di Sesto Calende, è Oriano. Piccolo ma utile punto d'appoggio grazie al suo lavatoio dov'è possibile fare rifornimento d'acqua. Di notevole interesse la piccola Chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate, realizzata tra il XII e il XVII secolo. 

Nel borgo sì trova o sì trovava, considerato che sono anni che lo trovo chiuso, un centro parco, più avanti, esisteva un'area dove veniva ospitata la cicogna nera, zona distrutta dopo una violenta tromba d'aria.



Dopo Oriano, sì ritorna in mezzo alla natura selvaggia, andando ad affrontare la dorsale che porta in cima al Monte Pelada, massima elevazione del percorso. Durante l'avvicinamento alla dorsale, è possibile ammirare un masso erratico dove sì trovano preziose incisioni rupestri, il masso non è segnalato, sì trova poco prima di raggiungere la bocchetta dei quattro sentieri; durante la salita, sì vedono due massi, quello di sinistra ha le incisioni scolpite sulla pietra. 

Lungo il sentiero che porta in cima al Monte Pelada, s'ìncontrano diversi massi erratici, trasportati dai ghiacciai dell'ultima era glaciale.




Dopo la discesa dal Monte Pelada, sì entra nel borgo di Comabbio, piccolo paese che racconta una storia antichissima, andando indietro nel tempo fino alla colonizzazione da parte dei celti. Da visitare, la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giacomo, eretta nel XVI secolo, probabilmente sopra le rovine di una chiesa già esistente. Molto bella l'immagine del Monte Pelada che sì eleva alle spalle del borgo, donando quel tocco magico che hanno tutti i paesi di montagna. 








Il Lago di Monate, sì riesce a vedere solo in minima parte, è necessario arrivare all'altezza del camping per avere le uniche vedute sul lago, e visto la stagione, che vede numerosi bagnanti rinfrescarsi nelle sue acque, ho evitato di scattare foto invadenti.

Ternate è l'ultimo paese, qui termina la tappa. Il paese vanta anch'esso una storia vecchissima, prima dei romani. Da vedere, la Chiesa Parrochiale di San Quirico e Giulitta realizzata intorno al XIX, realizzata sopra le rovine di una struttura precedente. Di notevole interesse, anche la piccola Chiesa dedicata a Santa Maria del Sasso XVII secolo. 

Ultima perla di questa camminata, è l'arrivo sulle sponde del Lago di Comabbio. 

Un meraviglioso parco, con panchine, percorso vita e vari attrezzi, consentono a sportivi e semplici turisti di godere al meglio questa piacevole area; il lago completa questa cornice, con una bella veduta sul Monte Pelada e sulla dorsale. Sembra incredibile pensare che qualche ora prima, sì era immersi nel silenzio di quei piccoli monti, mentre adesso, l'ambiente classico di lago, cambia completamente l'atmosfera. Come non fermarsi ad ammirare il lago, sedersi per guardare la quiete di queste acque, dopo tanto cammino, finalmente il riposo meritato.

CURIOSITA'

Arona è già stata visitata, eppure, per iniziare questa seconda tappa, sì deve attraversare la ferrovia, attraverso la scala dei libri, ovvero, ogni gradino ha impresso il nome di un libro sulla parte esterna del gradino.










TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 400 mt.

PUNTO D’APPOGGIO: Locali a Arona, Mercurago, poco prima di passare sotto la SS n°32, a Sesto Calende, Comabbio, Lago di Monate, e a Ternate.

COME ARRIVARE: per la singola tappa, utilizzare il treno lungo la linea Milano Domodossola, o lungo la linea Novara Arona.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass n°97 e 90, più carta percorsi ciclopedonali del Parco del Ticino.

SEGNALETICA: cartelli informativi nel parco Lagoni di Mercurago e nel Parco del Ticino, per il resto, è assente, quindi seguire le indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Lago di Monate, tel: 0332/960136, info@hotelmontelago.com.


giovedì 10 luglio 2025

Da Breglia al Monte Bregagno.

Da Breglia 749 mt, sì percorre il segnavie che sale fino alla località S. Amate 1623 mt. Lasciata la chiesa di S. Amate, sempre seguendo le indicazioni, sì va ad affrontare il Costone del Bregagno che sale oltre i 1800 mt di quota; raggiunto l’ultimo bivio, sì prosegue con il sentiero a destra, che porterà in cima al Monte Bregagno 2107 mt.



 






NOTA

Il Lago di Como, in entrambi i rami, sì distingue per tutta una serie di gruppi montuosi e molte dorsali che rimangono lontani dal turismo di massa.

L’itinerario qui proposto, va alla scoperta di una lunga dorsale che va a inserirsi nella più conosciuta catena della Mesolcina.

Una dorsale che vanta ben cinque vette che superano i 2000 mt di quota, tutte cime molto panoramiche, che per essere raggiunte, serve molto fiato e una buona gamba.

Sì parte da Breglia, piccola frazione situata nel comune di Plesio 595 mt, luogo che vanta una storia antichissima, dai ritrovamenti fatti in loco, i primi insediamenti risalgono al periodo protostorico. Oltre al paese, consigli ola visita alla Chiesa di San Gregorio risalente al settecento, e al Santuario della Madonna di Breglia XVIII secolo.



Il percorso parte subito in decisa salita, e sì alterna con la strada asfaltata che sale ai Monti di Breglia 1046 mt, baite in quota divenute oggi zona residenziale, l’antico che lascia il posto al moderno; il tratto su strada, è accessibile soltanto pagando un pedaggio; l’alternativa, è partire da Breglia affrontando 300 mt in più di dislivello, cosa che sicuramente non spaventerà un escursionista preparato.

La Prima vera località che sì tocca, è la forcella dove sorge l’Oratorio di S. Amate; purtroppo, non ho trovato informazioni utili che parlino delle origini della chiesa, quindi posso solo descrivere l’ambiente che circonda la piccola chiesa. L’oratorio, sorge sopra un passo che mette in comunicazione la cima calcarea del Monte Grona 1736 mt con il Costone del Bregagno, due mondi totalmente diversi, le aspre rocce e i morbidi prati, un insieme che convive da migliaia di anni. Il luogo è immerso nel totale silenzio, con i suoi pendii erbosi che cambiano colore con il passare delle stagioni. Bello l’ambiente alpino che sì respira, com’è bello il panorama che sì gode da quassù, perché, oltre alla meravigliosa vista sul lago di Como, è possibile ammirare buona parte della dorsale che precipita nella Valle Menaggina, com’è molto bella la vista sulla Valle Sanagra.



Il Costone del Bregagno è un osso duro.

Dopo la lunga salita che a Breglia, ha condotto fino a S. Amate, arriva un’altra dura prova, una pendenza decisa, che sale su senza dare respiro. Poi, raggiunta quota 1800 mt, un lungo tratto in cresta, porta all’ultima salita, qui sì respira un’atmosfera di solitudine che solo la montagna riesce a regalare, però, il gregge di capre che s’incontra lungo il sentiero, spiega che qui sopra esiste ancora un’attività che dura da secoli, qualcuno crea un’economia con il latte delle sue capre, un mestiere antico che sfida il passare degli anni, un mondo lontanissimo dal lavoro frenetico della città.



Monte Bregagno è la prima di una serie di cime, la dura salita è ripagata da una magnifica panoramica. Quello che attira da subito l’attenzione, è la profonda conca glaciale che sì apre sotto la cima, un mondo alpino reso ancor più affascinante con le ultime nevi dell’inverno, che regalano un’immagine totalmente diversa dalla classica veste estiva. La dorsale è una serie di vette minori ma sempre di tutto rispetto, cime come Monte Marnotto 2088 mt e Monte Tabor 2079 mt, poi più avanti segue la più alta Cima Pianchette 2158 mt, mentre per ultimo, sì eleva il re della dorsale, ovvero il Pizzo di Gino 2245 mt, la più alta e la più panoramica, con una balconata di 360 gradi.



Dalla cima del Monte Bregagno, sì ha una fantastica vista sulle Alpi Orobie, subito appare l’inconfondibile sagoma del Monte Legnone 2609 mt, che sì eleva subito sopra la parte finale del lago di Como. Il Grignone 2409 mt, è la seconda cima che sì riconosce con facilità, la Valtellina introduce la vista alle tante vette che compongono le Alpi Retiche, cime come Monte Disgrazia 3678 mt, ben visibili sono il Pizzo Cengalo 3370 mt, Cima di castello 3392 mt e i Pizzi Torrone 3351 mt, che insieme con altre montagne, compongono il meraviglioso anfiteatro della Val Masino.

Anche la Val Codera sì percepisce senza esitazione, il solco della valle è chiaramente visibile, come le sue due cime maggiori, ovvero il Pizzo Ligoncio 3032 mt e il Pizzo Badile 3308 mt. Guardando in direzione di Chiavenna del Passo dello Spluga 2113 mt, sì possono ammirare altre cime importanti come Pizzo Stella 3163 mt, mentre nelle vicinanze, sono riconoscibili cime come Motto Rotondo 2452 mt, Pizzo Ledù 2505 mt, Sasso canale e il piccolo Monte Berlinghera 1930 mt, monte da dove sì ha una bella visuale sul Lago di Mezzola e sul Piano di Spagna.

Monte Bregagno, un grosso panettone che ha una visuale fantastica, una lunga salita che merita di essere affrontata. Un ambiente straordinario che muta ad ogni passo, immergersi in questo mondo, regala tutte le emozioni che un buon escursionista cerca nel suo continuo salire da cima a cima.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: oltre 1300 mt in salita.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Breglia e il portico dell’Oratorio S. Amate.

COME ARRIVARE: in auto da Como lungo la SS 340 fino a Menaggio, entrare nel centro e proseguire per Porlezza, poco dopo svoltare a destra lungo la strada che sale a Plesio e Breglia.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Albergo Ristorante Breglia, tel: 0344/37368, indirizzo mail info@breglia.it.

martedì 1 luglio 2025

Da Albavilla al Monte Croce di Maiano.

Da Albavilla 427 mt, sì percorre il Sentiero degli Alpini, salendo fino a un ampio prato destinato a parcheggio. Sì prosegue ancora in salita seguendo le indicazioni del trail, raggiungendo l’Alpe del Vicerè 903 mt. Nuovamente in salita, si percorre la facile sterrata che sale alla Capanna Mara 1125 mt.

Dalla Capanna Mara, seguendo la cresta sì raggiunge la cima del Monte Croce di Maiano 1130 mt.



 

 





NOTA

L’estate, è una stagione dove i grandi escursionisti preferiscono dedicarsi a cime o località ben più alte di quota, però, esistono delle giornate particolari, dove la ventilazione è tale da potersi dedicare a cime minori, che di solito sì affrontano in inverno o comunque in stagioni più fresche; Monte Croce di Maiano, è un valido esempio.

Sì parte da Albavilla piacevole borgo abitato da famose civiltà che sì sono insediate prima dell’arrivo dei romani.



Il percorso sì sviluppa prevalentemente dentro il bosco, per avere delle aperture panoramiche, bisogna avvicinarsi all’Alpe del Vicerè; già il parcheggio che s’incontra poco prima di raggiungere l’alpe, da la possibilità di avere una magnifica veduta sul Monte Bolettone 1317 mt, riconoscibile il rifugio che sorge poco sotto la vetta.



L’Alpe del Vicerè, è una località turistica dove è possibile trovare una comoda area pic nic per chi ama il pranzo al sacco, numerose strutture ricettive, dove è possibile trovare una buona ristorazione e, un parco avventura, per chi ama il brivido senza allontanarsi troppo dall’auto. L’alpe a parte la vista sul Monte Bolettone, non ha una grande panoramica, rimane comunque una piacevole località, dove trovare verdi prati per scaldarsi al sole d’inverno e alte piante che garantiscono l’ombra nei mesi estivi; l’unico punto panoramico, sì ha nei pressi del Rifugio Cacciatori, dove sì ha una piacevole vista sulla Val Bova e sul Lago di Alserio 260 mt.

Capanna Mara è un piacevole punto d’appoggio che sorge poco sotto la Bocchetta di Lemma 1167 mt, qui, si può fare una piacevole sosta e gustare la buona cucina di montagna, oltre a godersi il magnifico panorama che spazia sulla Val Bova e sulla Brianza fino ai grandi grattaceli di Milano.



Il Monte Croce di Maiano, è una piacevole balconata sulla Brianza, ma da questo punto panoramico sì possono ammirare ben tre dei quattro laghi che sì collocano tra i due rami del Lago di Como. Infatti, oltre al Lago di Alserio, è ben visibile il Lago di Pusiano 257 mt e il Lago di Annone 224 mt. Nelle giornate limpide, la panoramica spazia fino alla dorsale appenninica, visibile dalla Liguria all’Emilia Romagna. Facilmente riconoscibile la collina di Montevecchia, meta di tante camminate, al suo fianco, è visibile il Monte San Genesio 832 mt. Una piacevole vista sulla lunga dorsale che dal Resegone di Lecco 1875 mt, procede verso il Monte Tesoro 1431 mt, arrivando fino al Monte Linzone 1392 mt, prima di tuffarsi nella Valle Imagna.

Grignetta 2184 mt e Grignone 2409 mt, sono la massima espressione dolomitica del gruppo montuoso della Grigna, Monte Legnone 2609 mt, la cima che da il benvenuto alla catena orobica dal versante valtellinese, mentre nelle vicinanze, non posso non menzionare il Monte Bolettone, il Monte Palanzone 1436 mt, i Corni di Canzo 1373 mt e il Monte Cornizzolo 1240 mt.



Un itinerario semplice ma che nella parte finale regala panorami di tutto rispetto, un vero capolavoro della natura per tutti gli amanti delle camminate non impegnative, ma ugualmente avventurose.

 

CURIOSITA’


TEMPI DÌ PERCORRENZA:
2:30 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 700 mt e circa 30 in discesa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Albavilla, Alpe del Vicerè e Capanna Mara

COME ARRIVARE: in auto da Como seguendo le indicazioni per Erba, poi dirigersi verso Tavernerio, e proseguire fino ad Albavilla.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e qualche bandierina.

DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 11 giugno 2025

Dalla località Le Piane alla cima del Monte Barone.

Dalla località Le Piane 980 mt. Sì percorre il sentiero G1, fino ad arrivare al Rifugio La Ciota 1233 mt. Dal rifugio, sì prosegue con sentiero G8, passando dal Rifugio Monte Barone 1587 mt, quindi in decisa salita, sì raggiungono la vetta del Monte Barone 2044 mt.









NOTA

La Val Sessera, è una valle laterale della Valsesia, forse meno famosa, poiché non ha una cima importante come Monte Rosa, però, nel suo piccolo, può vantare cime che arrivano fino ai 2500 mt. Tantissimi itinerari escursionistici, molte le traversate da valle a valle che sì possono fare, approfittando di una vasta rete di sentieri che vanno dalle piccole dorsali di origine vulcanica, salendo appunto fino a oltre i 2000 mt di quota, con cime di tutto rispetto.

Sì parte dalla località Le Piane, situata poco sopra la frazione di Viera 739 mt, situata nel comune di Coggiola 508 mt, ultimo paese prima di affrontare la lunga salita che porta alla Panoramica Zegna, strada provinciale che collega la Val Sessera alla Valle Cervo.

Qui non vi è un vero e proprio parcheggio, sì trovano numerosi posti auto, a lato della strada asfaltata che porta alla località Alpe di Noveis 1125 mt. Un breve scorcio panoramico, consente la vista su Monte Tirlo 1303 mt e su Monte San Bernardo 1408 mt e sulla chiesa che sorge sulla cima.

Il Rifugio La Ciota, è il primo punto d’appoggio che s’incontra lungo la salita, più precisamente al bivio tra il sentiero G1 e G8. Il rifugio offre un servizio di ristorazione, è possibile fare una breve sosta oppure pranzare nella struttura, proseguendo poi per altre località che consentono di esplorare la parte meno alta di questa montagna; dal rifugio, sì apre una piacevole vista sulla Val Sessera.


Il secondo punto d’appoggio è il Rifugio Monte Barone, dotato di posti letto, è il luogo ideale per trascorrere una piacevole serata, affrontando la cima del Monte Barone il giorno successivo. Bella la balconata che spazia sulla Val Sessera, nelle giornate limpide il Monviso 3841 mt, cattura subito l’attenzione, come attira la curiosità, la pianura, perché in primavera quando le risaie sono sommerse d’acqua, sì crea un curioso mare a quadretti, spettacolo da non perdere.  Le due cime che precedono Monte Barone, ovvero Punta delle Camosce 1699 mt e Punta Pissavacca 1659 mt, che riempiono il panorama, due cime per nulla banali che meritano la giusta attenzione, ben visibile la cima di
Rocca d’Argimonia 1610 mt.

Monte Barone, è di fatto il primo duemila che sì eleva a nord della Pianura Padana, è la prima vetta che apre le porte alla Val Sesia, mentre da un lato sì trovano cime modeste che superano i 1000 mt di quota, nel versante ovest della valle, s’inizia già a respirare l’aria dell’alta montagna. Una cima che vanta una panoramica a 360 gradi, una visuale che riempie di meraviglia, con il Massiccio del Monte Rosa 4634 mt che sì mostra in tutta la sua maestosità, ben visibili come la Piramide Vincent 4215 mt, o Punta Parrot 4436 mt, ricoperte dalla neve che sfida il caldo delle estati più roventi. La panoramica può tranquillamente iniziare con la catena dell’Appennino, Alpi Marittime, Alpi Cozie, Alpi Graie, Alpi Pennine, Alpi Lepontine, fino a guardare nelle Alpi Retiche con il Monte Disgrazia 3678 mt, che sì riconosce nonostante la lunga distanza. Una buona fascia prealpina che precede la pianura, cime non meno importanti come ad esempio il Monte Fenera 899 mt, rinchiuso in un parco di notevole interesse; non posso non menzionare altre cime come il Castello di Gavala 1827 mt, Bec d’Ovaga 1631 mt, Alta Cima di Bò 2556 mt e il Corno Bianco 3320 mt, che precede il re della valle che è ovviamente il Monte Rosa.

 

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: ben 1060 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio La Ciota e Rifugio Monte Barone.

SEGNALETICA: colonnine del GtB, cartelli informativi e bandierine rosso bianche.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Il Biellese nord orientale, editore INGENIA.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Monte Barone, con possibilità di pernottamento, tel: 015/9248034, 3497764425, 3472369460, mail rifugiomontebarone@gmail.com.

lunedì 9 giugno 2025

Da Branzi al Rifugi Laghi Gemelli,

Da Branzi 874 mt, sì percorre il sentiero n°212 che salendo la ripida Val Borleggia raggiunge i Laghi Piano di Casere 1816 mt e Marcio 1841 mt, un ultimo tratto di sentiero, porta fino al Rifugio Laghi Gemelli e all’omonimo lago.









NOTA

La Val Brembana, è una lunga valle che da Almè 294 mt, sì spinge fino alle alte cime delle Alpi Orobie, dai paesi quasi pianeggianti, sì passa ad alte vette che sfiorano i tremila metri. Numerose le valli laterali, e tantissimi percorsi escursionistici adatti a tutti i livelli, dove poter godere di una natura magnifica e selvaggia, anche la dove l’uomo è intervenuto con le tante opere idrauliche che sì trovano sotto le grandi vette. Sì parte da Branzi, piccolo borgo di epoca romana, costeggiato dal Fiume Brembo è nel suo piccolo una piacevole località di villeggiatura, frequentata da turisti locali e da turisti stranieri.

La Val Borleggia è una valle che sì sviluppa praticamente in verticale. Il sentiero, come un lungo serpente si sviluppa con i suoi tornanti in un bosco misto tra abeti e larici; solo la località I Grassi, composta da due baite collocate tra i 1400 e i 1500 mt di quota, una a distanza di circa dieci minuti dall’altra, permette di uscire in un’area di prati, da dove sì ha una piacevole vista sulla Val Brembana e sulle cime di Pizzo Badile 2044 mt, Monte Secco 2291 mt e Monte Pegherolo 2368 mt.



Lago Piano di Casere, è il primo bacino artificiale che s’incontra alla fine della Val Borleggia, le prime cime che sì specchiano nelle acque del lago sono il Pizzo Farno 2506 mt e il Monte Corte 2340 mt, mentre volgendo lo sguardo verso sinistra, Pizzo del Becco 2507 mt, con la sua inconfondibile sagoma rocciosa, è per bellezza, la montagna più bella che sì possa ammirare nel comprensorio.



Lago Marcio, è il secondo lago artificiale, il sentiero passa praticamente alla stessa altezza dell’acqua, ben visibile la cima del Corno Stella 2618 mt, che svetta solitario occupando l’orizzonte.



Il Rifugio Laghi Gemelli, è un punto d’appoggio fondamentale per queste montagne, il primo rifugio fu inaugurato nel 1900, mentre quello attuale risale al 1948. Qui, in un ambiente di rara bellezza è possibile trovare la giusta ospitalità, meta di tantissimi escursionisti che affrontano la dura salita di un giorno, o che soggiornano per una notte, proseguendo per altri rifugi sparsi lungo la dorsale.

I Laghi Gemelli, erano effettivamente due, poi, dopo la costruzione della diga avvenuta nel 1932, divenne uno solo, in primavera, quando i passi e le cime sono ancora innevati, l’ambiente esprime tutta la sua bellezza, come guardare vette sopra i 3000 mt di quota ricoperte da nevi perenni, basta tornare qualche mese dopo, per vedere un paesaggio totalmente diverso che muterà ancora con l’arrivo dell’autunno. Tra le cime che circondano l’area montuosa, segnalo: Cima di Mezzeno Orientale 2230 mt, che svetta solitario in mezzo al Passo di Mezzeno 2142 mt e il Passo Laghi Gemelli 2139 mt, altre cime, che posso menzionare sono il Monte Spondone 2445 mt, Monte del Tonale 2425 mt, Pizzo delle Orobie 2340 mt e Pizzo dell’Orto 2271 mt.



Uno dei percorsi escursionistici più belli delle Alpi Orobie, un luogo menzionato in tutte le guide, tantissimi motivi per affrontare la lunga salita che da Branzi porta nel cuore di queste montagne, dove laghi, valli, conche glaciali e vette, compongono un quadro che non si potrebbe guardare all’infinito, motivo in più per venire a godere queste montagne, questo rifugio di persona.

 

CURIOSITA

Il Primo Rifugio, fu distrutto durante la seconda guerra mondiale.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Branzi e Rifugio Laghi Gemelli.

DISLIVELLO: circa 1150 mt di salita.

COME ARRIVARE: da Bergamo con SS n°470.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°104 e 105

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Laghi Gemelli con possibilità di pernottamento, tel: 0345/71212, oppure 3470411638, indirizzo mail: info@rifugiolaghigemelli.it.

domenica 8 giugno 2025

Salita al Resegone di Lecco.

Dal Piazzale della Funivia 602 mt, che sale ai Piani d’Erna 1330 mt, sì percorre il segnavie n°901 passando dalle località Costa 775 mt, Rifugio Stoppani 894 mt, Piano Fieno 1143 mt e Beduletta 1308 mt, affrontando di seguito, l’intensa salita che porta in vetta al Resegone di Lecco 1875 mt.









NOTA

Tra le montagne più conosciute nella Regione Lombardia, il Resegone di Lecco, a mio modesto parere, ha una posizione privilegiata. Riconoscibile a chilometri di distanza per la sua inconfondibile sagoma; quanti turisti, lavoratori, appassionati, che utilizzano il treno come mezzo di trasporto, hanno sempre rivolto lo sguardo verso quella montagna tutta seghettata che ricorda molto le Dolomiti? Quanti alpinisti, escursionisti o podisti, hanno mai messo gli occhi almeno una volta su una cima così conosciuta e così misteriosa? Chi ama la montagna e apprezza percorsi più impegnativi, sa bene che Resegone non è una montagna per tutti, sa bene che molti dei suoi percorsi richiedono una giusta preparazione fisica e mentale, una buona attrezzatura, scarponi in ottime condizioni e tutto quello che serve per affrontare questa salita.

Sì parte dal Piazzale della funivia che sale ai Piani d’Erna, qui, un ampio parcheggio o un ottimo servizio di autobus, consentono di arrivare all’attacco del sentiero con tutta comodità.

L’inizio sì sviluppa lungo una facile mulattiera che porta alla località Costa, minuscolo borgo circondato da prati e boschi, qui sì può già assaporare l’ambiente dolomitico del Resegone, le aspre pareti che portano verso il Pizzo d’Erna 1375 mt, sono l’anticipo della più bella visuale dell’intero massiccio che sì mostra in tutta la sua imponenza.



Poco sopra la località Costa, sorge il Rifugio Stoppani, importante punto d’appoggio soprattutto per chi scende dal Resegone, in caso di maltempo, è importante sapere di trovare un luogo caldo e accogliente. Dal rifugio, sì apre una magnifica veduta sulla città di Lecco 216 mt, sul ramo di Lecco del Lago di Como e sul lago di Garlate, oltre alla vista su Monte Barro 922 mt, sui Corni di Canzo 1373 mt e sul Monte Rai 1259 mt.

Lasciato il rifugio, il sentiero prosegue in salita quasi interamente dentro il bosco. Per avere una decisa apertura, serve arrivare in località Beduletta 1308 mt. Da qui in avanti gli alberi lasceranno il posto ai grandi prati che precedono la salita alla vetta, concedendo una panoramica meravigliosa sui laghi e sulle tante cime che sì possono osservare tra cui: Monte Regina 817 mt, Monte Magnodeno 1241 mt, Monte Bolettone 1317 mt, Monte Palanzone 1436 mt, Monte Generoso 1701 mt e Monte San Primo 1686 mt, facilmente riconoscibile, l’intera dorsale che dal Monte Lema 1620 mt, porta fino al Monte Tamaro 1961 mt. Molti i quattromila che spiccano più a ovest, tra cui Monte Rosa 4636 mt, Dom 4545 mt e Weissmies 4029mt, spingendoci fino alle Alpi Bernesi.



L’ultimo tratto che precede l’arrivo al rifugio, è semplicemente spettacolare, un ambiente dolomitico di rara bellezza, rocce che sì elevano in verticale dove è possibile ammirare i tanti appassionati di arrampicata sportiva, cimentarsi nelle tante vie di salita che portano alle tante vette del Resegone.

Il Rifugio Azzoni, è quasi come un miraggio, sembra impossibile che quassù sì possa trovare un luogo accogliente che permetta un piacevole soggiorno, un luogo dove trascorrere la sera ammirando i miliardi di stelle che sì vedono dalla cima, oppure volgendo lo sguardo verso Lecco, illuminata dalle luci fino al sorgere del sole.



Punta Cermenati è la cima più alta dell’intero massiccio montuoso, ben 360° di panorama attende l’escursionista che ha affrontato questa dura salita, dall’Appennino alle Alpi, è un’interminabile sequenza di alte vette, molte delle più famose cime che comprendono le due dorsali, sono ben visibili nelle giornate terse, non solo l’Appennino Ligure, ma addirittura una parte dell’Appennino Emiliano. Poi, Alpi e Prealpi, alcune delle cime che precedono la grande catena alpina, le ho già menzionate, e potrei aggiungerne, ancora tantissime, come Monte Misma 1160 mt, sasso Gordona 1410 mt oppure il Monte Nudo 1235 mt. Ovviamente lo sguardo volge prima verso le due Grigne, ben visibili le due cime, Grignetta 2184 mt e Grignone 2409 mt, subito dietro, l’inconfondibile sagoma del Monte Legnone 2609 mt, e poi grandi vette come Pizzo Badile 3308 mt, Monte Disgrazia 3678 mt e Pizzo Bernina 4048 mt. Tante le cime delle Alpi Orobie che sì possono ammirare dalla Punta Cermenati, vette come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Sodadura 2011 mt, Zuccone Campelli 2159 mt, Monte Alben 2010 mt, Pizzo Arera 2512 mt, giusto per fare un breve elenco, perché nelle giornate terse, il quadro diventa ancora più fantastico, per una cima di tutto rispetto.



Resegone, una montagna conosciuta, una montagna non per tutti, un luogo dove spesso gli escursionisti sottovalutano le vie di salita, affrontando impegnativi passaggi su roccia che meritano sempre la dovuta attenzione, una montagna che va rispettata in tutta la sua bellezza.

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: circa 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E/EE) per i frequenti passaggi su roccia che precedono l’arrivo al Rifugio Azzoni.

DISLIVELLO: oltre 1200 mt di salita. PUNTI D’APPOGGIO: ristoro al piazzale della funivia, Rifugio Stoppani, e Rifugio Azzoni.

COME ARRIVARE: in auto con SS 36 fino a Lecco, poi indicazioni per Funivia Piani d’Erna, oppure in treno fino a Lecco, poi bus fino al piazzale della funivia.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass n° 91 e 105.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco giallo.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Stoppani con possibilità di pernottamento, tel: 0341/491517, oppure 3470323045. Rifugio Azzoni, con possibilità di pernottamento, tel: 3319877220, oppure 3662587009. Mail info@rifugioazzoni.it.

giovedì 29 maggio 2025

Valle della Bevera e Monte Useria.

Dal Centro Commerciale IPER, sì segue la SS 712 fino al bivio con Via Cà Bassa, poco più avanti, in prossimità di alcuni capannoni, sì trova un comodo parcheggio, dove sì può lasciare l’auto. Sì prosegue a piedi seguendo la strada asfaltata fino all’attacco del Sentiero n° 385, entrando poco dopo nel PLIS Valle della Bevera. Una volta trovato il segnavie, sì attraversa l’intera valle principalmente su strada sterrata, oltrepassando la linea ferroviaria Varese Stabio, arrivando di seguito a una rotonda. Sempre seguendo il segnavie n°385, alla rotonda si svolta a destra e subito dopo a sinistra, nuovamente in valle, sì va a oltrepassare la linea ferroviaria Varese Porto Ceresio, arrivando poco dopo al piccolo cimitero di Brenno Useria.

Arrivati nelle periferie di Brenno Useria, sì prosegue a destra e dopo qualche centinaio di metri a sinistra, costeggiando i piedi del Monte Useria, quindi, sempre seguendo il segnavie n°385, s’inizia la salita che porta al Santuario Madonna d’Useria 440 mt. Raggiunta la chiesa, svoltando a destra, inizia la più decisa salita che porta in vetta al Monte Useria 555 mt, meta di questo itinerario.  

  


 






NOTA

La Provincia di Varese può vantarsi di avere istituito, numerosi PLIS (parco locale interesse sovra comunale), luoghi dove sì cerca di preservare alcuni ambienti rimasti ancora incontaminati nonostante la costante presenza dell’uomo e dei suoi interventi all’interno di questi territori. Alcuni parchi hanno come soggetto la pianura, altri parchi la montagna o la semplice collina, altri ancora, entrano in valli che rischierebbero di rimanere sconosciute ai tanti camminatori o appassionati di bike, che vanno alla ricerca di percorsi nuovi, ambienti che possano regalare vere emozioni.

L’itinerario qui proposto, va alla scoperta del Parco Valle della Bevera, e della piccola cima del Monte Useria, un grosso sasso di origine calcarea che sì eleva solitario in mezzo alla Val Ceresio, un percorso pianeggiante che attraversa la Valle del Torrente Bevera, ma che poi sì conclude con una vera salita di montagna.



Sì parte dalla località Cà Bassa, una via piena di attività imprenditoriali, mai sì potrebbe pensare che da lì a breve, parte una magnifica avventura all’interno appunto della Valle della Bevera.

La valle è particolare, a tratti sì apre come una vera conca, e a tratti sì chiude, a volte sì rimane dentro il bosco, per poi uscire nel verde dei prati che regalano piacevoli vedute, come quella sull’abitato di Velmaio 392 mt, minuscolo borgo all’interno del comune di Arcisate. Numerose sono le zone umide che ospitano uccelli e anfibi, come sono numerosi i laghetti adibiti a pesca sportiva che s’incontrano lungo la camminata, specchi d’acqua come il Laghetto delle Betulle o il Laghetto Verde.



La valle è abbastanza chiusa in se stessa, però in alcuni momenti, avvicinandosi a Brenno, sì riesce ad avere la visuale su alcune cime, come Monte Orsa 998 mt e Monte Pravello 1015 mt, raramente sì riesce a scorgere qualche cima del mendrisiotto, Monte Generoso 1701 mt, è quello che sì mostra meglio in tutta la sua imponenza.

Poco prima d’intraprendere la salita al Monte Useria, sì arriva al Santuario della Madonna d’Useria, chiesa realizzata intorno al XIII secolo; purtroppo, la vegetazione impedisce di avere una bella panoramica sulla Val Ceresio.



Monte Useria, è una salita di tutto rispetto, un ripido sentiero che in caso di neve o ghiaccio, ma anche una banale pioggerella, può diventare particolarmente insidioso.

Sulla cima, sorge una croce. Il prato, che circonda la cima, consente una modesta visuale su alcune tra le più importanti cime della Val Ceresio, come Monte Monarco 855 mt, Punta Crocino 690 mt, Monte Rho 938 mt, Monte San Bernardo 1020 mt e il Monte Piambello, sì riesce anche a vedere un fazzoletto di Lago di Lugano guardando verso Porto Ceresio, subito dietro, si eleva il Monte Arbostora 822 mt e in piccola vista Monte San Salvatore 912 mt, e nelle giornate limpide, la panoramica spazia verso la Val d’Agno, mentre guardando verso sud, la vista va sulle colline moreniche fino a tuffarsi nella Pianura Padana.



Una piccola cima con un modesto panorama sì potrebbe pensare. Eppure, nel suo piccolo, Monte Useria può far parlare di se. Sicuramente, merita una salita nei periodi più adatti, l’autunno e l’inverno sono le stagioni migliori, quando le giornate limpide non sono rovinate dalla foschia e dal caldo torrido che ricopre la pianura. Anche la Valle della Bevera, merita la giusta attenzione, a due passi dalle grandi arterie che portano verso il mendrisiotto, a due passi da un grande centro commerciale, qui esiste un luogo magico fuori da ogni immaginazione, impossibile non concedere una bella camminata per riscoprire questi due luoghi che aspettano solo di essere vissuti.

 CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: circa 3:00.

DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Useria.

DISLIVELLO: oltre 350 mt di salita.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.

COME ARRIVARE: da Varese, seguendo le indicazioni per il centro commerciale, con un brevissimo tratto su statale prima di trovare Via Cà Bassa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE:

domenica 4 maggio 2025

Da Pigra al Monte di Tremezzo.

Da Pigra 881 mt, con sentiero 1, sì percorre l’ampia mulattiera che diverrà poi sentiero, fino a immettersi lungo la strada asfaltata che sale all’Alpe di Colonno 1322 mt. Lasciata l’alpe, sì prosegue lungo la strada asfaltata che porta al Rifugio Boffalora 1252 mt, quindi sempre seguendo la vecchia strada militare, sì guadagna quota arrivando al Rifugio Venini 1576 mt. Un ultimo tratto su sterrato, consente di arrivare ai piedi del Monte di Tremezzo, quindi abbandonando la strada militare, sì affronta il ripido sentiero che sale in vetta al Monte di Tremezzo 1700 mt.



 






NOTA

L’ampia conca della Valle d’Intelvi, separa di fatto due importanti dorsali, una che colma sulla cima del Monte Generoso 1701 mt, e l’altra che raggiunge i 1700 mt del Monte di Tremezzo. L’itinerario qui proposto, va a esplorare il versante destro della Val d’Intelvi. Una lunga dorsale che raggruppa numerose cime tutte oltre i 1300 mt di quota, più esattamente dal Monte Pasquella 1367 mt al Monte Crocione 1641 mt, tutte cime dai panorami sensazionali, raggiungibili grazie a una buona rete di sentieri che consentono di variare sempre la via d’accesso, anche se a volte sì intrecciano con le strade asfaltate che portano i turisti fin’oltre i 1500 mt di quota.

Sì parte da Pigra il paese dei gatti, un borgo spettacolare, tutto da scoprire grazie al suo itinerario storico che sì snoda attraverso i vicoli del paese, gradevole le tante immagini giganti dei gatti che tappezzano le mura regalando una sensazione di armonia e quiete, unita alla curiosità che offre questo luogo. Dalla Chiesa di Santa Margherita, sì può ammirare una meravigliosa balconata che mostra il ramo del Lago di Como in tutta la sua bellezza.

Tra le cime che sì possono ammirare, elenco Monte Bolettone, 1317 mt e Monte Boletto 1236 mt, mentre guardando verso la Valle d’Intelvi, sono facilmente riconoscibili le cime del Sasso Gordona 1410 mt e del Pizzo della Croce 1491 mt, oltre alla piacevole vista del monte dove sorge la chiesa romanica di San Zeno 1025 mt.





Alpe di Colonno, è la prima vera terrazza panoramica che sì può ammirare dopo Pigra, qui la visuale spazia verso il Lago di Como e altre cime tra cui: Monte Preàola 1417 mt e Monte Palanzone 1436 mt, mentre guardando verso destra, spiccano Monte Colmegnone 1383 mt e Monte Bisbino 1325 mt, oltre alla lunga dorsale che dal Monte Costone 1441 mt, colma con la cima del Monte Pasquella.

L’alpe regala un piacevole ambiente alpino, soprattutto quando s’incontrano i due laghetti con vista su Cima della Duria 1447 mt che sì affaccia subito dietro. Nella località, sì trova il Rifugio Alpe di Colonno, importante punto di appoggio per tanti escursionisti e per i tanti turisti che salgono su queste montagne solo per godere di un luogo accogliente dove respirare un’aria di relax.



Proseguendo verso il Rifugio Boffalora, sì apre un’altra bella panoramica che guarda verso ovest, qui sì possono ammirare cime come Monte Zeda 2156 mt situato nel Parco Nazionale della Val Grande, Monte Limidario 2189 mt, cima che separa la Val Cannobina dal Centovalli svizzero, la lunga dorsale che da Monte Lema 1620 mt, porta fino al Monte Tamaro 1961 mt. La dorsale della Mesolcina Meridionale, parte con la vista su Monte Boglia 1516 mt e Sasso Grande 1500 mt, proseguendo con Cima di Fiorina 1810 mt, Monte Stabiello 2116 mt e Pizzo di Gino 2245 mt.

Il Rifugio Boffalora, è il secondo punto d’appoggio che s’incontra lungo il cammino. Collocato ai piedi di Cima della Duria e sulla bella sella che separa il versante del Lago di Como da quello del Lago di Lugano, La visuale rispetto all’Alpe di Colonno è più limitata, però oltre alla bella vista sul Monte Rosa 4634 mt, posso menzionare cime come Corno Bianco 3320 mt, o Monte Barone 2044 mt, oltre alla cima di Sighignola 1314 mt e della più modesta cima del Monte Piambello 1125 mt.

Alpe di Ossuccio 1306 mt, è un piccolo gruppo di baite, dove in estate sì produce formaggi di ottima qualità; qui la vista sul Monte di Lenno 1589 mt che sì eleva vertiginosamente verso il cielo, è quello che fa più scena, un morbido pendio di erba vellutata che cambia colore a ogni stagione.

L’Alpe di Lenno 1495 mt, è un’altra perla di questo percorso, situata in una forcella che separa Monte di Lenno da Monte Galbiga 1696 mt, qui un piccolo specchio d’acqua, offre un panorama molto suggestivo su Cima di Fiorina e sulla dorsale Lema Tamaro, oltre a tantissime vette che variano dai duemila metri ai grandi colossi delle Alpi; anche qui, quando aperto, è possibile acquistare formaggi locali.



Rifugio Venini, è l’ultimo punto d’appoggio che precede Monte di Tremezzo, qui oltre all’ottima cucina, sì può ammirare una magnifica panoramica, con vista su le più importanti cime dell’intera dorsale, dal Monte Bisbino al Monte di Tremezzo, e dell’altra dorsale, quella che da Como, porta fino alla vetta del Monte San Primo 1686 mt, nominata anche come Triangolo Lariano.



Monte di Tremezzo, massima elevazione di tutta la dorsale, una cima quasi solitaria, se non fosse per la cima quasi gemella del Monte Crocione1641 mt, che sì eleva a meno di un chilometro. In mezzo alle due cime, sorge solitaria l’Alpe di Tremezzo circa 1585 mt di quota, un monumento storico che racconta la vita che sì svolgeva in quota anche su queste montagne, un vivere totalmente diverso da quello di oggi, fatto di fatica, di tanti sacrifici, con l’unica ricompensa di essere liberi in un mondo incontaminato.

Dalla cima del Monte di Tremezzo, sì ha una magnifica panoramica, dall’Italia alla Svizzera, una carrellata di valli come la Val Sanagra o la Val Cavargna. Cime famose o secondarie tra cui elenco: Monte Grona 1736 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Sasso Canale 2397 mt, Monte Berlinghera 1930 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Monte Legnone 2609 mt, Monte Croce di Muggio 1799 mt, Pizzo Mellasc 2465 mt, Grigna Settentrionale 2409 mt e Grigna Meridionale 2184 mt, giusto per fare un breve elenco. Il Lago di Como, completa il meraviglioso dipinto panoramico, visibili i due rami del lago con vista sull’Isola Comacina, mentre guardando verso la Piana di Chiavenna, è ben visibile Pian di Spagna e il Lago di Mezzola. Chiaramente visibili i borghi di Bellagio 229 mt e Mandello del Lario 200 mt, com’è visibile la città di Lecco.



Credo che l’elenco sia abbastanza ricco, e mi sono limitato a quello che sono riuscito a vedere, perché in presenza di un cielo terso, la visuale è molto più ricca, riconoscendo vette distanti centinaia di chilometri, fino alla dorsale appenninica, tutti motivi per affrontare una lunga camminata che regala emozioni ad ogni passo che sì compie durante la salita.

 

CURIOSITA’

Nel tratto finale della strada militare, sono visitabili alcune postazioni della Linea Cadorna.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 900 mt di salita e circa 100 mt di discesa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pigra, Rifugio Alpe di Colonno, Rifugio Boffalora e Rifugio Venini.

COME ARRIVARE: in auto da Como con SS 340 fino ad Argegno, poi sì seguono le indicazioni per San Fedele d’Intelvi e in seguito per Pigra.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco viola e bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Venini, tel: 0344/56671, mail info@rifugiovenini.it.


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