lunedì 4 marzo 2013
24 febbraio, gita sostitutiva a Cantello
Dovevamo
respirare i primi tepori primaverili che di solito regala il mese di febbraio,
invece l'inverno ha deciso di mostrare ancora i muscoli con una bella domenica
di neve. Rassegnati, domenica 24 febbraio abbiamo rinunciato alla gita su Monte
Isola (Lago d'Iseo) per consolarci con una gita nel varesotto, che nonostante
la fitta nevicata, ci ha permesso ugualmente di salvare la giornata.
Ci
siamo ritrovati nel comune di Lozza in cinque.
Con un
breve trasferimento in auto, abbiamo oltrepassato l'IPER di Varese, seguendo
poco più avanti le indicazioni per la Motorizzazione Civile.
Alla
rotonda, abbiamo svoltato a destra seguendo la strada asfaltata che sbocca
sulla SP3 che porta al Valico di Gaggiolo.
Abbiamo
lasciato l'auto nell'ultimo parcheggio sulla sinistra, proseguendo a piedi per
circa due cento metri lungo la strada asfaltata. Oltrepassando il ponte sul
Torrente Bèvera, lasciando subito dopo la strada asfaltata per una
carrozzabile, ci siamo addentrati in una valle spettacolare.
La
neve cade sempre copiosa, mentre il silenzio ci avvolge in tutto il suo
fascino.
Sembra
assurdo; ma in mezzo a due grandi arterie stradali, a pochi passi da un
importante centro commerciale, riesca a sopravvivere un paradiso così.
Noi
tutti ci meravigliamo al pensiero che questa valle, sopravviva ancora oggi alla
cementificazione selvaggia, ovviamente ci auguriamo tutti che questo luogo
possa rimanere intatto ancora per parecchi decenni.
Il
vento, spinge la neve contro di noi; a poco serve ripararsi il capo, i fiocchi
arrivano direttamente sul viso e sugli occhi.
In
ogni modo raggiungiamo il Laghetto delle Betulle, altro piccolo gioiello
incastonato in questa valle.
Proseguiamo,
arrivando alla carrozzabile che scende da Velmaio 392 mt, piccolo borgo situato
a poca distanza da Arcisate 379 mt. Svoltando a destra, risaliamo velocemente
fino alla SP3, che oltrepassiamo grazie ad un sottopasso che troviamo a
sinistra dopo circa due cento metri.
Entriamo
così a Cantello, più precisamente dov'è situata la chiesa Madonna in Campagna
413 mt. Quindi seguendo la strada che costeggia il cimitero siamo arrivati a
Ligurno 434 mt, frazione o quartiere di Cantello, visto la breve distanza dal
comune ufficiale.
Ovviamente,
dato la fredda giornata, abbiamo ben pensato di non fare il classico pranzo al
sacco, così siamo entrati in una paninoteca dove ognuno di noi ha potuto
consumare degli ottimi panini e un abbondante tagliere di salumi misti, il
tutto accompagnato da una buona birra.
I
prezzi sono più che onesti, ci chiediamo sempre perché la stessa cosa costi di
più nei vari locali della provincia e oltre, ma questi misteri raramente sono
svelati.
Riscaldati
e rifocillati, dopo la consueta foto di gruppo, abbiamo ripreso il cammino del
ritorno.
La
neve cade sempre copiosa, le nostre impronte, sono state ricoperte in meno di
due ore, ma il paesaggio ora ricorda più quello delle foreste dell'europa
settentrionale, la meraviglia di quest'ambiente selvaggio, ci fa pensare che la
giornata, non poteva davvero andare meglio; conoscere tanti percorsi, da sempre
la garanzia al nostro gruppo, di poter trovare sempre la giuste soluzione,
anche con condizioni meteo non proprio favorevoli. Monte Isola rimane sempre
nelle nostre ambizioni, cerchiamo di proporla ogni volta che si prepara il
calendario gite per l'anno successivo, dato la bellezza del luogo.
Terminiamo
la gita con una calda tazza d'orzo, che ho preparato con cura, poco prima di
partire, vista la giornata ci voleva proprio.
La
prossima gita, sarà a Pasqua nelle Prealpi Bresciane, con pernottamento al
Rifugio Giorgio Pirlo, tempo permettendo ovviamente.
Rinnovando
sempre l'invito, ringraziando tutti i membri del gruppo che affrontano le gite
anche quando le previsioni sono sfavorevoli, l'avventura quando è fatta con la
testa, può essere piacevole anche con il cattivo tempo.
Come
dico sempre:
VI ASPETTIAMO
NUMEROSI!!
Caira Luigi
giovedì 21 febbraio 2013
CHE NEVE!!
Se continua così la gita di domenica a Monte Isola salterà per l'ennesima volta, sarebbe un peccato perché è un bel giro e il panorama è da vedere, la neve non sta attaccando però continua a scendere giù. Accipicchia!
venerdì 8 febbraio 2013
8.02.13 Serata di proiezione
Ciao a tutti, stasera ci sarà la visione delle nostre foto nella sede di Legambiente a Busto Arsizio, chi è nei paraggi può venire a trovarci, l'indirizzo è Via C. Simone 18.
martedì 5 febbraio 2013
27.01.13 Il Parco del Ticino
Sfidando il freddo invernale, domenica 27 gennaio si è svolta la prima gita ufficiale del 2013.
Ci siamo ritrovati in quattro, alle 8 del mattino sotto un gelo non indifferente; possiamo definirci: i soliti temerari della domenica...
Con un breve tragitto in auto, ci siamo trasferiti nel Comune di Lonate Pozzolo 205 mt, più precisamente all'inizio della Via Gaggio, antica strada comunale che collegava Lonate Pozzolo al Porto d'Oleggio, quando in altre parole, il grande fiume era vissuto come risorsa e via di comunicazione.
Dopo aver indossato gli scarponi, abbiamo dato inizio alla gita camminando su quella che è una strada storica, trasformata oggi in un museo a cielo aperto.
Lungo la via, si trovano reperti di vita contadina e varie testimonianze sulla presenza delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.
Oggi tra l'altro, è la giornata della memoria, quindi la gita, anche se molto marginalmente, può ritenersi a tema; Via Gaggio inoltre, vive costantemente sotto la minaccia della terza pista, essendo confinante con l'aereo porto internazionale di Malpensa, il rischio è reale, noi del gruppo ovviamente ci riteniamo contrari, in quanto, l'importanza di investire nei parchi, rimane a nostro avviso, l'unico investimento sicuro, in grado di creare occupazione, senza dover sempre intaccare il patrimonio boschivo della nostra provincia.
Raggiunto il Centro Parco: La Dogana, ci siamo concessi la prima pausa merenda.
C'è dispiaciuto molto, vedere che l'area dove sono collocati i i tavoli e le panche, è utilizzata come deposito per il vetro. A nostro parere, un contenitore è più indicato; sembra scontato che in un centro parco le più elementari regole che tra l'altro sono imposte a tutti i comuni cittadini, siano rispettate, ma qui evidentemente si fa un'eccezione.
Proseguiamo la gita, scendendo giù in valle, scavalcando il Canale Villoresi raggiungendo così il Canale Industriale.
Ora seguendo la pista ciclo pedonale ci dirigiamo verso l'Ansa di Castelnovate, meta del nostro pellegrinaggio domenicale.
Raggiungiamo una specie di diga, poi attraverso un ponte e alcuni passaggi lungo la chiusa, riusciamo a raggiungere il sentiero che percorre l'intera ansa.
Dopo aver attraversato un fitto bosco che costeggia il Fiume Ticino, entriamo in una bella zona di brughiera, dove spariscono gli alberi d'alto fusto, per lasciare spazio a piante come la ginestra, il timo e altre specie minori, creando un paesaggio simile alle dune di sabbia che s'incontrano lungo la fascia marina della Versilia; il paragone sembra un po' eccessivo, però in alcuni momenti ci può anche stare.
Raggiunta la spiaggia di Castelnovate, ci fermiamo per la nostra pausa pranzo, essendo solo in quattro, ci toccherà bere la razione di vino che spettava ai tanti compagni che per un motivo o per un altro, oggi hanno rinunciato alla gita.
Verso le 14:00, siamo ripartiti per completare il nostro giretto di circa 24/30 km...
Terminiamo l'ansa attraverso un bellissimo bosco dove il carpine e il pino silvestre, creava uno scenario di collina quasi di montagna, realmente piacevole.
Ritrovato il Canale industriale, attraversiamo sotto un breve tunnel il complesso della Centrale Elettrica di Castelnovate; un'opera imponente.
Aggirato l'enorme struttura, abbiamo ritrovato il Cnale Villoresi; ora il gruppo ha intrapreso il lungo serpentone del canale, che con svariate curve, ci ha riportato al Centro Parco La Dogana.
Qui, altra breve pausa, la stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per quelli meno allenati...
Purtroppo abbiamo avuto conferma, che la discarica di vetro, non è imputabile ai soliti turisti maleducati, ma ben sì a chi occupa i locali del centro parco.
So che posso sembrare un po' eccessivo, ma considerando la polvere che c'era su alcune bottiglie, abbiamo dedotto che l'accumulo è iniziato prima o durante il 31 dicembre 2012.
Ripercorriamo Via Gaggio che è già buio, in un'atmosfera molto spettacolare, spezzata dal continuo passaggio d'aerei in fase d'atterraggio; stanchi ma soddisfatti, terminiamo la nostra prima del 2013, ora ci attende a fine febbraio Monte Isola, breve passeggiata ma ricca di paesaggi e panorami unici, speriamo ovviamente in una bella giornata di sole, invitando a partecipare tutti i membri del gruppo e non solo.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5847389712819008321
Come dico sempre:
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi
Ci siamo ritrovati in quattro, alle 8 del mattino sotto un gelo non indifferente; possiamo definirci: i soliti temerari della domenica...
Con un breve tragitto in auto, ci siamo trasferiti nel Comune di Lonate Pozzolo 205 mt, più precisamente all'inizio della Via Gaggio, antica strada comunale che collegava Lonate Pozzolo al Porto d'Oleggio, quando in altre parole, il grande fiume era vissuto come risorsa e via di comunicazione.Dopo aver indossato gli scarponi, abbiamo dato inizio alla gita camminando su quella che è una strada storica, trasformata oggi in un museo a cielo aperto.
Lungo la via, si trovano reperti di vita contadina e varie testimonianze sulla presenza delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale.
Oggi tra l'altro, è la giornata della memoria, quindi la gita, anche se molto marginalmente, può ritenersi a tema; Via Gaggio inoltre, vive costantemente sotto la minaccia della terza pista, essendo confinante con l'aereo porto internazionale di Malpensa, il rischio è reale, noi del gruppo ovviamente ci riteniamo contrari, in quanto, l'importanza di investire nei parchi, rimane a nostro avviso, l'unico investimento sicuro, in grado di creare occupazione, senza dover sempre intaccare il patrimonio boschivo della nostra provincia.
Raggiunto il Centro Parco: La Dogana, ci siamo concessi la prima pausa merenda.C'è dispiaciuto molto, vedere che l'area dove sono collocati i i tavoli e le panche, è utilizzata come deposito per il vetro. A nostro parere, un contenitore è più indicato; sembra scontato che in un centro parco le più elementari regole che tra l'altro sono imposte a tutti i comuni cittadini, siano rispettate, ma qui evidentemente si fa un'eccezione.
Proseguiamo la gita, scendendo giù in valle, scavalcando il Canale Villoresi raggiungendo così il Canale Industriale.
Ora seguendo la pista ciclo pedonale ci dirigiamo verso l'Ansa di Castelnovate, meta del nostro pellegrinaggio domenicale.
Raggiungiamo una specie di diga, poi attraverso un ponte e alcuni passaggi lungo la chiusa, riusciamo a raggiungere il sentiero che percorre l'intera ansa.
Dopo aver attraversato un fitto bosco che costeggia il Fiume Ticino, entriamo in una bella zona di brughiera, dove spariscono gli alberi d'alto fusto, per lasciare spazio a piante come la ginestra, il timo e altre specie minori, creando un paesaggio simile alle dune di sabbia che s'incontrano lungo la fascia marina della Versilia; il paragone sembra un po' eccessivo, però in alcuni momenti ci può anche stare.Raggiunta la spiaggia di Castelnovate, ci fermiamo per la nostra pausa pranzo, essendo solo in quattro, ci toccherà bere la razione di vino che spettava ai tanti compagni che per un motivo o per un altro, oggi hanno rinunciato alla gita.
Verso le 14:00, siamo ripartiti per completare il nostro giretto di circa 24/30 km...
Terminiamo l'ansa attraverso un bellissimo bosco dove il carpine e il pino silvestre, creava uno scenario di collina quasi di montagna, realmente piacevole.
Ritrovato il Canale industriale, attraversiamo sotto un breve tunnel il complesso della Centrale Elettrica di Castelnovate; un'opera imponente.
Aggirato l'enorme struttura, abbiamo ritrovato il Cnale Villoresi; ora il gruppo ha intrapreso il lungo serpentone del canale, che con svariate curve, ci ha riportato al Centro Parco La Dogana.
Qui, altra breve pausa, la stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per quelli meno allenati...
Purtroppo abbiamo avuto conferma, che la discarica di vetro, non è imputabile ai soliti turisti maleducati, ma ben sì a chi occupa i locali del centro parco.
So che posso sembrare un po' eccessivo, ma considerando la polvere che c'era su alcune bottiglie, abbiamo dedotto che l'accumulo è iniziato prima o durante il 31 dicembre 2012.
Ripercorriamo Via Gaggio che è già buio, in un'atmosfera molto spettacolare, spezzata dal continuo passaggio d'aerei in fase d'atterraggio; stanchi ma soddisfatti, terminiamo la nostra prima del 2013, ora ci attende a fine febbraio Monte Isola, breve passeggiata ma ricca di paesaggi e panorami unici, speriamo ovviamente in una bella giornata di sole, invitando a partecipare tutti i membri del gruppo e non solo.
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Come dico sempre:
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Caira Luigi
lunedì 7 gennaio 2013
Un buon inizio
Buon inizio anno a tutti!!
Per cominciare bene metto le prime gite del nuovo anno nella sezione calendario gite, se siete appassionati di trekking potete anche partecipare alle nostre escursioni, buona lettura.
venerdì 21 dicembre 2012
Buone feste
Ultimo post del 2012, Auguri di Buon Natale e un Buon inizio 2013 a tutti i lettori del nostro blog.
Ma non preoccupatevi, il calendario nuovo è già pronto con nuove gite, le metterò presto.
Un abbraccio caloroso a tutto il mondo!!! Ciaooooooooo
Ma non preoccupatevi, il calendario nuovo è già pronto con nuove gite, le metterò presto.
Un abbraccio caloroso a tutto il mondo!!! Ciaooooooooo
giovedì 20 dicembre 2012
Ciaspolata a Cuasso al Monte
In questo mese di dicembre,
finalmente la neve ha fatto la sua decisa comparsa, anche se questo avrebbe
comportato, il cambiare itinerario.
Domenica 16 dicembre, i soliti
temerari, si sono riuniti per la tradizionale ciaspolata di dicembre.
Ovviamente la salita al Rifugio
Garzirola è stata sostituita con una gita più tranquilla.
Tenendo presente che a causa delle
recenti nevicate, il pericolo valanghe risulta moderato, a nessuno di noi piace
rischiare inutilmente, come dice un famoso motto: è meglio vivere per la
montagna, che morire per essa…
Così ci siamo diretti a Cuasso al
Monte 532 mt dove a quote più modeste, ci siamo goduti ugualmente una bella
giornata sulla neve.
Il nostro breve viaggio in auto si è
svolto in una grigia nebbia, con qualche timore sulle previsioni, ma appena
arrivati a Cuasso, siamo usciti fuori dal mare di nebbia, ammirando il cielo
azzurro e il caldo sole di dicembre.
In alcuni tratti le ciaspole potevano
essere inutili, ma nei tratti pianeggianti la neve superava i 20 cm ; in quei momenti le
racchette erano più che giustificate.
Partiamo a piedi da Cuasso con grande
entusiasmo, affrontando la bella salita lungo il sentiero E/1 che porta in
vetta al Monte Piambello 1125 mt. A parte qualche albero caduto sotto il peso
della neve che ci ha costretto a brevi
fuoripista nel bosco, la ciaspolata si è svolta senza problemi, raggiungendo
per mezzogiorno, un gruppo di baite che si trovano in una bella conca glaciale
a circa 700 mt di quota, poco sotto la Bocchetta dello Stivione 865 mt. Qui ci siamo
fermati per la classica pausa pranzo. Durante i preparativi, all’amico Giorgio
è caduto lo zaino a terra, una sciagura! L’unica bottiglia di rosso presente, è
andata in frantumi, così le nostre pietanze, le abbiamo gustate con la fresca
acqua mantenuta a temperatura ambiente, che ci ha raffreddato un pò tutti.
Fortunatamente abbiamo
rimediato durante il dolce, infatti, il panettone portato da Laura e Maurizio,
è stato accompagnato da: una bottiglia d’ottimo moscato dolce, un sorso di
grappa al peperoncino e un caldo caffè d’orzo, il tutto trasportato con
devozione dal mio grande zaino. A volte qualcuno mi chiede: ma cosa ci metti
nello zaino da renderlo così pesante? Appena inizio a svuotarlo, la risposta è
immediata…
Rimessi gli zaini in
spalla, abbiamo proseguito la nostra ciaspolata lungo la bella strada sterrata
che ci ha permesso di oltrepassare la Bocchetta dello Stivione, scendendo giù fino all’Alpe
della Croce 758 mt.
Dall’alpe, con una
breve deviazione abbiamo raggiunto le fortificazioni della Linea Cadorna sul
Monte Derta 794 mt, e poco più avanti: Sasso Paradiso, da dove si può ammirare
una splendida balconata sul Lago di Lugano.
In questo caso è stato
uno spettacolo ancora più emozionante, grazie al mare di nebbia che avvolgeva
tutto il lago, un fenomeno ormai raro, e per questo ancor più spettacolare;
all’orizzonte, facilmente riconoscibili: Monte Generoso 1701 mt, Monte Camoghè
(o Monte Camoscio) 2228 mt e il Monte Gradiccioli 1935 mt.
Dopo questa piacevole
parentesi, abbiamo ripreso la via del ritorno, per concludere la nostra bella
giornata sulle nevi del varesotto.
Termina qui il nostro
calendario 2012; mi dispiace molto non aver visto i tanti compagni che per un
motivo o per l’altro, hanno rinunciato all’ultima gita dell’anno, speriamo di
poterci rifare nell’anno che sta per iniziare, del resto il calendario è sempre
ricco di belle iniziative.
Auguro a tutti di trascorrere un buon natale e
un sereno 2013, fisso l’appuntamento alla gita del 27 gennaio, che si svolgerà
nel Parco della Valle del Ticino, con un lungo percorso di ben 6 ore e forse
più, in ambienti singolari che meritano la giusta attenzione, sperando ovviamente
in una bella giornata di sole.
Come dico sempre:
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi
lunedì 3 dicembre 2012
Le Rive Rosse
Le
Rive Rosse.
Molti
del gruppo, aspettavano questa gita, forse perché il nome singolare scatena
quel mondo d'immaginazione, che spesso percorre la mente di un'escursionista
curioso di visitare terre e luoghi sempre nuovi.
Domenica
25 novembre, il gruppo si è riunito all'uscita di Romagnano Sesia
dell'autostrada A26.
Dopo i
calorosi saluti, ci siamo diretti in provincia di Biella. Da Romagnano Sesia,
abbiamo percorso la SS 142 che da Romagnano appunto, porta fino a Biella.
Appena
trovate le indicazioni, abbiamo raggiunto il borgo di S. Giorgio 290 mt.
Lasciate le auto, ci siamo incamminati lungo l'itinerario che porta sulla
dorsale delle Rive Rosse, percorso che noi abbiamo seguito solo in parte.
L'tinerario
è molto piacevole, i tanti boschi, le molte vigne che s'incontrano lungo il
cammino, anticipano sempre le graziose frazioni arroccate nel piccolo mondo
collinare del biellese.
Superato
il borgo di Ferracane 338 mt, abbiamo raggiunto i ruderi della chiesa di S.
Fabiano 343 mt,; qui, con una breve deviazione ho portato i miei compagni a
vedere un castagno plurisecolare, un vero e proprio monumento storico che la
natura ci ha regalato da chissà quanti secoli... L'entusiasmo del gruppo non si
è fatto attendere, le tante foto più un bel video, ha immortalato la meraviglia
che ognuno di noi ha manifestato nel vedere un albero così anziano, ancora in
perfetta salute.
Ripreso
il nostro cammino, abbiamo fatto visita ad un altro monumento naturale,
un'impressionante quercia secolare, ci ha regalato un'altra bell'emozione, per
gente come noi che sappiamo veramente valorizzare l'ambiente, non è pensabile
di rimanere insensibili davanti a tanta grandezza.
Abbandonato
momentaneamente l'itinerario delle Rive Rosse, abbiamo raggiunto il borgo di
Castelletto Villa 351 mt, dove incrociamo il GtB (Grande Traversata del
Biellese), qui abbiamo iniziato a respirare un'aria più montuosa; infatti, la
bella vista veduta sul Monte S. Emiliano 728 mt e Pietra Groana 699 mt, ci
regalano la loro breve imponenza innalzandosi subito dopo le colline, prima di
tuffarsi nella valle del Torrente Sessera, dove l'imponente mole del Monte
Barone 2044 mt, s'impone prepotente sul panorama che abbiamo di fronte.
Scendiamo
lungo il GtB (mancanza di segnaletica) ai piedi della diga Ravasanella, poi su
strada asfaltata, ci siamo ricollegati con il segnavie M61, che in breve ci ha
condotto all'abitato di Asei 351 mt, ora i due segnavie con una ripida salita,
ci fanno finalmente arrivare al Dosso di S. Bernardo 464 mt, meta della
camminata di oggi; qui una piccola chiesa isolata e un'area attrezzata, ci
consentito di fare la nostra bella pausa pranzo, immersi nel silenzio di questi
luoghi, riscaldati dall'ultimo tepore del sole di novembre.
La
vista qui è eccezionale; la punta Gnifetti 4554 mt, si affaccia dietro le belle
montagne della Val Sessera.
Dopo
aver goduto della tradizionale pausa pranzo, ci siamo rimessi in cammino,
percorrendo al contrario il nostro itinerario, fino a Castelletto Villa. Qui,
sempre percorrendo il GtB attraverso una bella cresta, siamo andati a
riprendere l'tinerario delle Rive Rosse; per chi ha sottovalutato la gita, si è
reso conto, che non è la quota a rendere interessante un percorso
escursionistico, e che i sentieri sono sempre imprevedibili e affascinanti,
ovunque noi ci troviamo.
Abbandoniamo
il GtB per tuffarci nel mondo delle Rive Rosse, un ambiente particolare, unico
su queste colline, immergersi nel rosso delle dune con i morbidi pendii che
scendono giù verso valle, un percorso usato anche per gli appassionati di
mountain bike estremo, o qualcosa di simile, dove si cimentano con trampolini,
nelle più svariate acrobazie.
Dopo
aver attraversato questo piccolo mondo, ci rituffiamo nel bosco, ritornando ben
presto all'abitato di S. Giorgio.
Terminata
anche quest'avventura, siamo nell'attesa della neve che ci permetterà di fare
la nostra gita invernale con le ciaspole.
Da qui
al 16 dicembre, abbiamo ancora tre settimane, se l'inverno inizia a farsi
vedere, potremmo goderci al meglio la salita al Rifugio Garzirola 1974 mt,
lungo la Mesolcina meridionale, sempre che non cada così tanta neve da
costringerci a cambiare itinerario, in ogni modo sarà sempre un'altra piacevole
esperienza in compagnia dei tanti nostri amici.
https://plus.google.com/photos/104292710727843846991/albums/5817758990678234225/5817762414906316802
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Come
dico sempre:
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira
Luigi
giovedì 22 novembre 2012
Panorama rovinato
Gentili compagni, a fine giugno ho
fatto una perlustrazione in alta Val Sesia. In pratica da Alagna Valsesia 1191
mt, ho raggiunto la Bocchetta
delle Pisse 2396 mt.
Non essendo più utilizzato, perché non
si provvede alla demolizione?
Durante la salita, ho visto in
funzione, i nuovi impianti di risalita che da Alagna, salgono fino al Passo dei
Salati 2936 mt. Cosciente che il turismo vada incoraggiato, credo però, che le
strutture che circondano l’Alpe Pianalunga hanno un impatto notevole, con
musiche assordanti che tutto hanno a che vedere, tranne che con i Walser, le
mucche al pascolo e quel tocco di tradizione che si cerca di salvaguardare.
Ovviamente, questa è una mia
personale opinione.
Raggiunta la Bocchetta delle Pisse,
mi sono imbattuto in quello che era, il vecchio impianto di risalita che da
Alagna, con varie stazioni, saliva fino a Punta Indren 3260 mt.
Davanti a tale abbandono, ho pensato
ad alcune logiche domande:
Com’è possibile che davanti ad una
delle montagne più belle d’italia, possa esistere un mostro così?
Funziona ancora?
Come mai ci sono sempre i soldi per
costruire e mai per demolire?
Anche questa è montagna?
Per chi è abituato ad ambienti
incontaminati, trovarsi davanti un edificio fatiscente, con vetri rotti, che
spesso è utilizzato come WC d’emergenza, non è quel che si può dire, un bel
vedere. In un’epoca dove si parla di tutela dell’ambiente, rispetto per gli
ecosistemi, biodiversità ecc; lasciare in vita un edificio simile, non fa onore
a noi, che frequentiamo la montagna, ma neppure a chi ha l’incarico di
rappresentarci in sede istituzionale, tipo: comune, provincia e regione.
Mi auguro che chi ha il potere
decisionale, si attivi al più presto, per demolire quello che è una vera e propria schifezza, abbandonata a se stessa, in un luogo così bello.
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Ringrazio i visitatori del blog per l’attenzione,
augurando buone gite a tutti.
Cordiali saluti
Caira Luigi
Rifugio Alpini di Lozzolo
I soliti quattro gatti…
Domenica 11 novembre, nonostante la
pioggia, fiduciosi delle previsioni, in quattro per l’appunto abbiamo deciso di
affrontare la giornata, così come si presentava e siamo partiti per la nostra
camminata.
Ovviamente la gita sulle colline
dell’Oltrepò Pavese è stata annullata; così per rimediare ci siamo diretti
nella bassa Valsesia, più precisamente a Gattinara 263 mt.
A piedi, siamo giunti in Via Aosta,
che ci ha portato sulla bella sterrata che porta a Lozzolo 320 mt. Raggiunto il
cimitero di Lozzolo, abbiamo seguito a destra le indicazioni per il Santuario
dell’Annunziata.
Dal Santuario è iniziata la più
intensa salita che ci ha portato su al Rifugio Alpini di Lozzolo, situato poco
prima della Bonda Grande 553 mt, massima elevazione dell’itinerario.
Come sempre ci siamo concessi una
bella pausa pranzo, con tante cose buone da mangiare e tanto bere con cui
accompagnare le nostre pietanze.
Come finale: un bel sorso di GRAPPA
AL PEPERONCINO! Una vera bomba credetemi…
Pasto finito ma umidità troppo
fastidiosa, così è giunto il momento di tornare a casa.
Ci siamo incamminati lungo
la bella cresta che porta alle rovine di San Lorenzo 536 mt, prima cima che
s’innalza sopra Gattinara, che non abbiamo raggiunto, deviando poco
prima per un ripido sentiero.
In libera discesa, abbiamo terminato
questa bell’avventura raggiungendo l'abitato e quindi la nostra auto.
Giornata quasi sempre grigia; solo in
un breve attimo, il cielo ci ha mostrato uno spettacolare mare di nuvole, per
il resto, i caldi colori dell’autunno dei castagni, delle querce, delle betulle
e delle immense distese di vite, hanno colorato il colore spento del cielo di
novembre. Abbiamo incontrato anche una salamandra, volevamo offrirgli il vino
avanzato, ma dopo un’attenta riflessione, abbiamo preferito tenerci il vino per
la prossima gita.
Ora ci attendono le Rive Rosse, se il
tempo sarà clemente, torneremo domenica 25 novembre, sulle colline del
Biellese, per gustarci un’altra giornata tra amicizia, sport e ambiente.
Per vedere le foto cliccate questo link in basso, purtroppo ho finito lo spazio che avevo a disposizione, praticamente 1GB.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5813674698917236673
http://www.youtube.com/watch?v=XQkuEcA0miY
Per vedere le foto cliccate questo link in basso, purtroppo ho finito lo spazio che avevo a disposizione, praticamente 1GB.
https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5813674698917236673
http://www.youtube.com/watch?v=XQkuEcA0miY
Come dico sempre:
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Caira Luigi
lunedì 8 ottobre 2012
Castagnata 2012
Domenica si è svolta la castagnata, ma questa volta non
l'abbiamo fatta nel Campo Valle del Boia ma nel campo di Luigi, in mezzo al frutteto ancora giovane e dell'orto, sempre in mezzo alla natura. Il tempo è stato gradevole, nessuno si è lamentato, anzi il posto è piaciuto molto, Quindi è stata un successone lo stesso!!
![]() |
| Le mie piccole roselline, con sopra la rugiada, bellissima... |


Luigi con due zucchine appena raccolte, finiranno nel risotto, dovete sapere che in cucina è bravissimo!!

Ecco il piatto, che bontà!!
![]() |
| Tutti in fila x la polenta e poi per il pollo che non ho fotografato |
![]() |
| Le famose frittelline portate dal Giorgio, buone!! |
E questa è una delle torte che ho fatto, la carta da forno non è proprio bella da vedere ma spero che vi piaccia l'immagine.
Come al solito ringrazio tutti i partecipanti, camminatori e amici della compagnia, è stata una bella giornata.
Grazie anche a chi ci segue, un salutone!!
martedì 2 ottobre 2012
Salita al Rifugio Alpinisti Monzesi
Domenica 23 settembre, avevamo messo in programma la salita al Rifugio Benigni 2222 mt; purtroppo nuvole e temperature in calo, mi hanno convinto a cambiare percorso. Meglio un itinerario più facile e più vicino.Ho deciso così di proporre un piacevole percorso nel gruppo montuoso del Resegone di Lecco 1875 mt. Oggi siamo solo in quattro, gli stessi che a pasqua hanno affrontato la lunga cresta che ci ha condotto al Rifugio Monte Antola 1460 mt nell'Appennino Ligure.
In auto ci siamo così diretti a Calolziocorte in provincia di Lecco, poi sempre in auto siamo saliti fino ad Erve 559 mt. Rggiunta l'ultima frazione, abbiamo iniziato a percorrere il bel sentiero che sale al Rifugio Alpinisti Monzesi 1173 mt, quindi seguendo il segnavie a sinistra abbiamo raggiunto il Passo del Fò 1284 mt.Qui si trova un altro rifugio, però noi lo abbiamo ignorato per andare a fare il nostro pranzo al sacco sul prato di una cappelletta posta poco sopra al passo.
Ammirando le belle pareti dolomitiche del Resegone, incuriositi anche da alcuni alpinisti che si cimentavano in una delle tante vie che si trovano nella zona, abbiamo consumato il nostro pasto; poi, grazie al sole che finalmente ha fatto la sua apparizione, ci siamo concessi un bel pisolo, scaldati dai caldi raggi.Durante la disces, abbiamo fatto una breve sosta al Rifugio Alpinisti Monzesi; consiglio una sosta, le torte sono davvero squisite.
Quasi alla fine della nostra gita, ci siamo concessi un'altra breve pausa nell'Agriturismo I Due Camosci. Volevamo solo avere delle informazioni, ma i gestori, hanno voluto offrirci una porzione del loro ottimo tiramisù; anche qui consigliamo una pausa, del resto il migliore biglietto da visita per un rifugio o un agriturismo, sono indubbiamente le torte...Soddisfatti per la piacevole parentesi, abbiamo concluso anche questa gita, sicuramente ritorneremo per assaporare i pasti che possono offrire queste due strutture, cui fornisco i numeri di telefono. Rifugio Alpinisti Monzesi: gestore Pozzebon Luigi, tel: 338/6698742- 0341/604595- capannamonza@gmail.com- www.capannamonza.wordpress.com.
Agriturismo I Due Camosci, tel: 333/6445891.
Prossimo appuntamento: 7 ottobre, per tradizionale castagnata, speriamo che il tempo ci grazi anche quest'anno.Come dico sempre:
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi

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| UN APE CHE IMPOLLINA I FIORI |
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| I RAGAZZI IN PIEDI NON SONO CON NOI |
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| SCALATORI CHE SALGONO SU QUESTA GRANDE MOLE |
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| FABIANO E FRANCO CHE GUARDANO I CORAGGIOSI SCALATORI |
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| LA MAMMA GATTA CON I SUOI CUCCIOLI |
Manca la foto di gruppo, la metterò quando Luigi mi darà le sue foto, mi sono dimenticata di chiedergliele, che sbadata!! Grazie a tutti quelli che ci visitano, a presto.
Due giorni in Val Formazza
(2480m), accanto alla diga del lago del Sabbione.
Superata la cascata del Toce, e superata la piccola ed ultima frazione abitata
di Riale, parcheggiamo l'auto nella spiazzo sottostante la diga del lago di
Morasco.
Purtroppo, come era previsto, la pioggia non si fa attendere e già alla
partenza ci dobbiamo attrezzare con ombrelli e mantelle.
Costeggiamo il lago di Morasco ed arriviamo al punto in cui il sentiero
Scegliamo il sentiero che sale a destra lungo uno stretto vallone.
La pioggia si è intensificata e la salita è ripida e scivolosa.
Percorso ormai più di tre quarti del sentiero, le nuvole cedono spazio al sole
e mai sosta fu più gradita per liberarsi dagli indumenti bagnati, intiepidirsi
al sole e rifocillarsi.
Dopo un'altra mezz'ora dicammino siamo al piccolo rifugio Mores. L'accoglienza
per tutto il pomeriggio che permette di asciugare zaini e scarponi.
Il tempo quel giorno è inclemente e pioverà tutto il pomeriggio,
costringendoci a rimanere nel caldo ed intimo clima del rifugio. La cena serale
è a base di un ottimo menù Walser.
Il giorno dopo splende ilsole e partiamo per completare l'anello della nostra
escursione.
Saliamo al rifugio Claudio e Bruno (22720m), da dove si gode un ottimo
Proseguiamo poi sino al rifugio 3A (2960m), dove il paesaggio è ancora più
emozionante ed è possibile riconoscere le cime che si stagliano davanti a noi.
Da lì scendiamo alla piana del rifugio Città di Busto attraverso il nevaio dei
Camosci.
Dal rifugio Busto (2480m) cominciamo la ripida discesa verso la piana di
La successiva ora e mezza di cammino per arrivare all'auto ci vede stanchi ma
molto soddisfatti.


lunedì 24 settembre 2012
I fastidiosi banner
Appaiono banner fastidiosi nel mio blog, ho visto che li hanno anche altri blog, alcuni con immagini equivoche e visto che il mio blog non è per adulti ma per tutti, vorrei scegliere io quelli più adatti e idonei nei punti giusti e non a caso, come appaiono questi.
C'è qualcuno che ha una soluzione per toglierli? Grazie
C'è qualcuno che ha una soluzione per toglierli? Grazie
mercoledì 19 settembre 2012
NOTTURNA AL RIFUGIO PRABELLO
Purtroppo il tempo è
cambiato, i caldi giorni d'estate, hanno lasciato il posto alla prima e vera
perturbazione che transita sulle nostre regioni, dopo settimane di siccità.
In sei, ci lasciamo
incoraggiare dalla bella giornata di sole che sembra voler durare per tutta la
serata.
Così dopo il ritrovo e
i calorosi saluti, siamo saliti sulle nostre auto per dirigerci a Càbbio 670
mt, piccolo paese situato nella bella Valle di Muggio, in territorio Elvetico.
Flagellati in Italia
dal caro benzina, abbiamo colto l'occasione per fare il pieno in Svizzera,, poi
abbiamo proseguito per la nostra destinazione.
Arrivati a Càbbio, non
abbiamo potuto fare a meno di ammirare la bella mole del Monte Generoso 1701
mt; visto da qui, è proprio una bella montagna.
Nel goderci il
paesaggio, ci rendiamo conto che il tempo non ci regalerà una serata di stelle,
probabilmente saremo già fortunati a non prendere la pioggi.
Questo percorso, lo
avevo già fatto qualche anno fa, in questa circostanza, la memoria mi ha un po'
ingannato, abbiamo avuto così l'occasione di camminare un po' per le vie del
paese, mentre si andava alla ricerca dell'attacco del sentiero.
Un piccolo
contrattempo, che ci fa perdere almeno quindici minuti, tuttavia, nella
sfortuna, abbiamo visto il lato positivo...
Dopo circa trenta minuti
di cammino, abbiamo raggiunto un gruppo di baite; una di queste era dotata di
un'ampia veranda. Meno male; infatti, ha iniziato a piovere seriamente, così in
buona saggezza, abbiamo rinunciato alla salita al Rifugio Prabello, per
limitare la gita in questo gruppo di baite.
Con gran rispetto, ci
siamo fermati sotto la veranda, usufruendo del tavolo e delle panche che si
trovavano sotto la tettoia.
A questo punto non
abbiamo potuto fare altro che goderci la pioggia al riparo, e di fare la nostra
cena al sacco a lume di candela e di frontalino.
Come sempre tante cose
buone da mangiare, tanto vino e l'allegria che caratterizza le nostre gite.
Dopo cena, l'amico
Adriano ci ha preparato un bel caffè, accompagnato da qualche bicchierino del
mio buon digestivo, e poi via, con le pile lungo il sentiero per ritornare alle
auto.
La prossima gita, sarà
al Rifugio Benigni 2222 mt, sulle Alpi Orobie, un altro itinerario che tempo
permettendo ci lascerà un bel ricordo, in ambienti incontaminati.
Augurando buona visita,
ai tanti che seguono il nostro blog, rinnovo sempre l'invito a tutti gli
appossionati di trekking, l'appuntamento a fine settembre.
Come dico sempre:
VI
ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi
lunedì 3 settembre 2012
Rifugio Tita Secchi e il Lago della Vacca
In attesa della relazione nella Val Formazza di Maurizio, posto questa bella escursione, buona lettura e buona visione.
Percorrendo la SS N°42 della Val Camonica, si raggiunge l'abitato d'Esine 286 mt, quindi seguendo le indicazioni per il Rifugio Bazena 1802 mt, posto poco prima del Passo Crocedomini.
Lasciata l'auto, si prosegue a pidi lungo il segnavie N°1; quindi attraverso Bocchetta della Vacca 2359 mt, si raggiunge il Rifugio Tita Secchi 2362 mt, posto a pochi metri dal Lago della Vcca 2357 mt.
NOTA
Splendido itinerario, che si svolge nelle periferie del Parco Naturale dell'Adamello. Un percorso molto affascinante che affronta con modesta fatica, fatta eccezione per la ripida salita iniziale, il rifugio si raggiunge su facile e ampio sentiero.
L'inizio costeggia le morbide cime che si alzano davanti al Rifugio Bzena, poi salendo di quota, ampie coche glaciali, dove piccoli laghetti, alimentati per lo più dalle nevi invernali, creano un piaceve scenario.
Il bosco, è quasi inesistente, limitato solo nella parte iniziale del percorso, lascia subito il posto ad ampie prateria che suggueno fino al Rifugio Tita Secchi.
Il Cornone di Blumone 2843 mt, rappresenta la massima elevazione presente nella zona, una serie di pareti rocciose che si elevano verticalmente, rendono questa cima imponente e maestosa, una montagna che riempie tutto il panorama che si ammira dal rifugio.
Tra le altre cime che si possono riconoscere lungo il percorso, segnalo: Monte Paletti 2147 mt, Monte Frerone 2673 mt e Cima Terre Fredde 2645 mt.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA': (E) per brevi tratti su sentiero ripido.
PUNTI D'APPOGGIO: Rifugio Bazena e Rifugio Tita Secchi, con possibilità di pernottamento. Telefono rifugio: 0365/903001- email:bade@rifugiotitasecchi.it
CARTOGRAFIA: carta Kompass N°103




Percorrendo la SS N°42 della Val Camonica, si raggiunge l'abitato d'Esine 286 mt, quindi seguendo le indicazioni per il Rifugio Bazena 1802 mt, posto poco prima del Passo Crocedomini.
Lasciata l'auto, si prosegue a pidi lungo il segnavie N°1; quindi attraverso Bocchetta della Vacca 2359 mt, si raggiunge il Rifugio Tita Secchi 2362 mt, posto a pochi metri dal Lago della Vcca 2357 mt.
NOTA
Splendido itinerario, che si svolge nelle periferie del Parco Naturale dell'Adamello. Un percorso molto affascinante che affronta con modesta fatica, fatta eccezione per la ripida salita iniziale, il rifugio si raggiunge su facile e ampio sentiero.
L'inizio costeggia le morbide cime che si alzano davanti al Rifugio Bzena, poi salendo di quota, ampie coche glaciali, dove piccoli laghetti, alimentati per lo più dalle nevi invernali, creano un piaceve scenario.Il bosco, è quasi inesistente, limitato solo nella parte iniziale del percorso, lascia subito il posto ad ampie prateria che suggueno fino al Rifugio Tita Secchi.
Il Cornone di Blumone 2843 mt, rappresenta la massima elevazione presente nella zona, una serie di pareti rocciose che si elevano verticalmente, rendono questa cima imponente e maestosa, una montagna che riempie tutto il panorama che si ammira dal rifugio.
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| Un bel buchè |
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA': (E) per brevi tratti su sentiero ripido.
PUNTI D'APPOGGIO: Rifugio Bazena e Rifugio Tita Secchi, con possibilità di pernottamento. Telefono rifugio: 0365/903001- email:bade@rifugiotitasecchi.it
CARTOGRAFIA: carta Kompass N°103




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| Ma guarda chi c'è, una bella marmotta che fa la guardia |
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