lunedì 29 gennaio 2018

Dalla Stazione di Valmorea, alla Chiesa di Santo Stefano.



Dal paese di Rodero 394 mt in Provincia di Como, si scende in Val Morea, lasciando l’auto nel parcheggio adiacente la vecchia stazione di Valmorea 335 mt. Sì prosegue a piedi seguendo la linea ferroviaria fino alla località Santa Margherita 354 mt situata in territorio svizzero.
Dalla località Santa Margherita, si seguono le indicazioni per: Prella 382 mt, Monte Morello 495 mt, Novazzano 341 mt, Pedrinate 424 mt e Seseglio. Appena passata la dogana, proseguendo in direzione di Seseglio, si evita la prima deviazione per Chiasso, appena trovata la seconda indicazione, sì svolta a sinistra e s’inizia a salire fino a trovare le indicazioni che portano in cima al colle dove sorge la Chiesa di Santo Stefano 491 mt.







NOTA
Tra le Province di Como e di Varese, a confine con la Svizzera, esiste un gruppo collinare che è, di fatto, un confine naturale tra i due stati, una serie di colli, se così si possono definire, che colmano con la cima del Sasso Cavallasca 614 mt e che proseguono all’interno del Parco Spina Verde, fino alle porte di Como.
L’itinerario qui proposto, è un’interessante esempio di come sì può giocare tra i confini di due stati, godendo d’ambienti suggestivi con incredibili panorami, che spaziano fino all’Appennino.
Partiamo dalla Val Morea, dove si trovano i resti della linea ferroviaria che da Mendrisio, scendeva giù fino a Castellanza, line che rimase in funzione, fino a quasi la metà del secolo scorso; oggi l’area, si trova all’interno del PLIS del Fiume Lanza. Si seguono i binari che portano di là del confine, regalando una piacevole sensazione, com’essere in un film western, da un momento all’altro ci si aspetta di vedere il fumo nero della locomotiva a carbone.


Questo tratto di percorso, segue la parte finale della valle del Lanza, dove sì possono notare numerosi stagni che sorgono a lato del fiume, con la tipica vegetazione delle aree umide. La località Santa Margherita, dove sorge l’omonima chiesetta realizzata intorno al 1400, è praticamente un gran pratone dove si trova un maneggio, da qui, sì ha una piacevole veduta del Massiccio montuoso del Monte Orsa 998 mt e del Monte Pravello 1020 mt. Da qui in poi, s’inizia a seguire la base dei colli alternandosi tra fitti boschi di castagno e ampi vigneti, con una spettacolare veduta del Monte Generoso 1701 mt e sul Monte Bisbino 1325 mt.
 


 Il Monte Morello si raggiunge dopo una decisa salita, da qui si ha una bella panoramica sul Massiccio Orsa Pravello e sul Monte Piambello 1125 mt.
 Il borgo di Novazzano, sorge poco sopra la piana di Chiasso, l’itinerario attraversa il paese e la sua principale piazza, prima di tuffarsi nella parte più bassa del percorso.
La salita alla chiesa di Santo Stefano, richiede un buon fiato, infatti, il sentiero che porta su al colle, è un sentiero in piena regola, stretto e con tornanti che salgono fino alla colma.
 

Raggiunta la strada che porta alla chiesa, ci si abbandona all’ampia panoramica che spazia sulla Pianura Padana e sul lontano Appennino. Santo Stefano, è una graziosa chiesa costruita intorno al 1500 ed è dotata di un portico, che si rivela un vero e proprio punto d’appoggio in caso di maltempo o vento da nord. Qui, il bosco nasconde il panorama, ma posso assicurare che l’area è davvero suggestiva e merita una lunga sosta, meritata dopo la fatica fatta per raggiungere questo piacevole luogo.
CURIOSITA’
La Stazione di Valmorea, fu dimessa nel 1938. Nel 1996 fu riattivata come sosta per i treni che furono fatti circolare a scopo turistico.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: oltre 400 mt.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90/91.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Santa Margherita e a Novazzano.
COME ARRIVARE: Da Varese seguendo le indicazioni per il Valico Gaggiolo, poco prima della dogana svoltare a destra e seguire le indicazioni per Rodero. Superato il paese, si scende giù in valle, svoltando a destra appena si vede l’indicazione della stazione di Valmorea.
SEGNALETICA: cartelli informativi lungo tutto il percorso, bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE:

domenica 21 gennaio 2018

Da Osnago al Centro Parco Cà del Soldato.



Dal parcheggio dietro la Stazione d’Osnago 242 mt, sì percorre il segnavie n°3 passando per Cascina Morasco 269 mt, e località fontanelle 269 mt, andando a terminare sulla strada asfaltata che porta alla località Bestec. Raggiunta la strada asfaltata, sì svolta a destra percorrendo il segnavie n°1 che segue la valle del torrente Curone, fino alla Cascina Ospedaletto 300 mt. Dalla cascina, sì svolta a sinistra seguendo il segnavie n°2 che porta al Centro Parco Cà del soldato 328 mt.
NOTA
Il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, è un parco collinare che si trova a sud ovest della provincia di Lecco, in quella porzione di Brianza che scende fino alle porte di Monza.
Il percorso qui proposto, è un altro bellissimo esempio, nelle tante opportunità di camminate che questo parco offre; devo dire, che per me è sempre un immenso piacere, ritornare su questi sentieri, e scoprire ogni volta un particolare nuovo che magari ho trascurato la volta precedente.
Dal parcheggio della stazione d’Osnago, nel tratto che va ad attaccare il segnavie n°3 si ha subito, una splendida vista sul Resegone di Lecco 1875 mt. I campi danno una piacevole sensazione di pianura, con un paesaggio tipico, sensazione che sì respira ancor di più, quando si arriva alla Cascina Morasco, un immenso complesso, composto al centro da un grande cascinale e ai lati da due strutture più piccole. Qui, se non fosse per l’immediata vicinanza di colli e montagne, il paesaggio si presenta come un classico esempio d’ambiente di pianura. Dopo la località Fontanelle, ci s’immerge in un piacevole bosco di carpini; da ora in poi, l’ambiente di pianura lascerà il posto alla valle del Curone e ai morbidi colli del Parco di Montevecchia. La valle del Torrente Curone, è una valle decisamente lunga, il torrente si attraversa in più punti, e bisogna attendere fino alla Cascina Ospedaletto, per vedere il suo letto, ridursi a semplici ruscelli. La Collina di Montevecchia, è un piacevole esempio di paesaggio prealpino, una piccola cresta che supera raramente i 500 mt di quota, ma che per la scarsità di vegetazione nella parte esposta al sole, sembra molto più alta di quello che è in realtà. Il Santuario Beata Vergine, sorge in cima alla prima collina, ed è di solito visibile nei tanti punti panoramici di questo percorso, a volte, anche quando sei dentro la valle del Curone, lei appena può, spunta fuori mostrandosi nel suo più bel splendore.








La parte alta della valle, s’immerge in uno scenario davvero unico, a quasi 300 mt di quota, si respira un’aria di montagna, racchiuso in un anfiteatro davvero spettacolare; i piccoli colli che vanno spesso sopra i 400 mt di quota, compongono una cresta che abbraccia la valle, regalando una piacevole sensazione di montagna.
La Cà del Soldato, è il secondo centro parco della collina di Montevecchia, qui le guardie Ecologiche Volontarie, offrono, grande competenza, e danno tutte le informazioni possibili, di cui un’escursionista curioso ha bisogno. La struttura, consente di trovare un’ampia area attrezzata dove consumare le proprie vivande e dove concedersi una piacevole sosta, sempre con vista sul Resegone di Lecco. Tra le tante cime che sì ammirano lungo il cammino, segnalo anche: Monte Tesoro 1432 mt, la collina di Sotto il Monte con i suoi 710 mt, del Monte Canto. Bene visibile dal centro parco è il Santuario di San Genesio 846 mt e nelle giornate limpide, in alcuni tratti del percorso, è possibile ammirare una bella porzione d’Appennino.
 






 
CURIOSITA’
Nei corsi d’acqua presenti nel parco, vive l’ormai raro gambero di fiume.
TEMPI DI PERCORRENZA: 2: 30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: Centro Parco Cà del Soldato, con possibilità di riparo.
COME ARRIVARE: Da Milano o da Lecco con SS n°342d. Meglio studiare bene il percorso prima di partire o comunque dotarsi di un buon navigatore.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta dei sentieri del Parco Montevecchia e Valle del Curone, editrice INGENIA, acquistabile tranquillamente nel centro parco.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Il Colombee a Montevecchia, tel : 0399/930494 – 338/3340267.

domenica 14 gennaio 2018

Da Arconate al Centro Parco La Dogana.



Da Arconate, 178 mt, si percorre la strada sterrata che segue la sponda sinistra del Canale Villoresi fino a Castano Primo 182 mt, quindi spostandosi sulla sponda destra del canale, lo sì percorre fino ad oltrepassare l’abitato di Tornavento. Giunti nelle vicinanze del Centro Parco La Dogana, si oltrepassa il ponte di ferro, arrivando sulla sterrata che con una breve salita, porta al centro parco 200 mt circa.




 NOTA
A differenza del Naviglio Grande, il Canale Villoresi, nasce esclusivamente come canale d’irrigazione. Il Canale Villoresi, preleva le sue acque, da Fiume Ticino, attraversa l’intera provincia di Milano e si tuffa nel Fiume Adda, all’altezza di Groppello d’Adda.
L’itinerario qui descritto, offre la possibilità di scoprire l’ambiente agricolo di questo canale, oltre ai favolosi panorami sulle Alpi.
Si parte da Arconate 178 mt, piccolo paese che sorge quasi ai confini con la Provincia di Varese. Alcune ricerche, raccontano che questi territori, furono abitati dai Liguri, ancora oggi, nel parlare locale, sì possono ancora ascoltare rare tracce dell’antico dialetto, in seguito, furono rimpiazzate dai Celti nel corso del V secolo a.c. Sì percorre la sponda destra del Canale Villoresi, evitando per il momento la pista ciclopedonale che segue la sponda sinistra. Appena finita la strada asfaltata, ecco aprirsi la bella campagna, con immensi campi coltivati a grano e mais e più in là, fitti boschi completano il quadro perfetto di questi luoghi.


 




La sterrata, segue per un tratto il canale, poi si allarga con una serie di bivi da evitare, ricordandosi che sulla destra prosegue il Villoresi, che si riprenderà subito dopo. Passati sotto la SP 117, si entra nel comune di Buscate 177 mt, un tempo era frazione di Dairago 194 mt, comune attraversato dalla Via Francisca del Lungomagno. Anche qui, si respira la tipica atmosfera del paese di campagna, infatti, sempre seguendo la sponda sinistra, dopo poco, si rientra nella quiete dei campi e dei boschi, che ospitano numerosi uccelli come la poiana, il pettirosso e altri passeriformi.
Finita la strada sterrata, ecco arrivare alle periferie di Castano Primo 182 mt paese più grande dei precedenti, nato in antichità, come accampamento romano. A questo punto sì cambia. Da ora in poi, si dovrà necessariamente percorrere la sponda destra del Canale Villoresi. Una lunga pista si dirige verso la Valle del Ticino; oltrepassato Castano Primo, consiglio una breve deviazione, per far visita alla Cascina Malaga o Cascina San Bernardo realizzata probabilmente alla fine del 1400, composta da una grande corte, dove all’altra estremità, si trova annessa all’edificio, una piccola chiesa dedicata appunto a San Bernardo.









Ritornati sui propri passi, si prosegue il cammino sfiorando l’abitato di Nosate 177 mt, piccolo borgo composto principalmente da una grande piazza; nelle vicinanze del Canale Industriale, sorge la piccola chiesa di Santa Maria in Binda XIII secolo, famosa per i suoi affreschi interni. Dopo aver passato la SP 146, e la SS 527, si passa sotto la frazione di Tornavento, altro borgo, che merita una visita, dato che dalla piazza, si ha una spettacolare vista sulla valle del Fiume Ticino, sulla vicina Oleggio 233 mt e su una bella porzione dell’arco alpino, che spazia fino al lontano Monviso 3841 mt.
Un ultimo sforzo, per raggiungere la sterrata che arriva dal Centro Parco La Dogana, qui sì trova una parte del museo all’aperto allestito dal parco e da alcuni volontari, quindi dopo la salita finale, ecco il centro parco, dove sì può trovare un’ampia area attrezzata con servizi igienici sempre aperti. Consigli una visita al centro parco quando aperto.

CURIOSITA’
Il Canale Villoresi, venne realizzato nel corso del 1800, ed è lungo ben 86 chilometri, collegando di fatto il Fiume Ticino da dove preleva l'acqua, con il Fiume Adda.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00/3:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Arconate, Buscate, Castano Primo, Tornavento e ristoro nel complesso del centro parco.
COME ARRIVARE: in auto percorrendo la superstrada della Malpensa con uscita a: Cuggiono o Castano Primo, poi, indicazioni per Buscate, oppure Inveruno e quindi Arconate.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carte e guide del Parco del Ticino.
SEGNALETICA: fino a Castano nessuna, poi indicazioni lungo la pista ciclopedonale.
DOVE ALLOGGIARE: Airport Motel Malpensa, tel: 0331/302111.

lunedì 1 gennaio 2018

Da Zelata al Ponte di Chiatte.



Da Zelata 98 mt circa, si percorre il sentiero E/1 fino al ponte di chiatte 72 mt.






 
NOTA
Itinerario proposto come piacevole uscita d’inizio anno, o semplicemente quando si vuole fare un bel percorso immerso nel silenzio del bosco, ma non sì ha la possibilità di poter stare fuori un’intera giornata.
Sì parte da Zelata, piccola frazione di Bereguardo 98 mt, un piccolo borgo da origini antiche composto di una serie di corti, un classico ambiente di pianura immerso nel verde del Parco Naturale Valle del Ticino, dove sorge una villa rinascimentale, e una grande chiesa in mattoni.





L’itinerario inizia con una bella discesa su strada sterrata, per poi proseguire su sentiero che a tratti costeggia il Fiume Ticino, regalando piacevoli panorami fluviali, dove tra l’altro, si possono ammirare molti uccelli come l’airone cenerino o il cormorano, oppure mammiferi come la nutria, grosso topo che si può definire come una marmotta di fiume.

Il Ponte di Chiatte, è un’opera inconsueta, maestosa e complicata, questi sono gli aggettivi che mi vengono in mente per definire questo ponte davvero particolare. Il lido è costituito da alcune casette che si sposano perfettamente con l’ambiente circostante, alcune poggiano su barche e si adagiano direttamente sul fiume, creando uno scenario particolare e spettacolare, pare che le prime strutture furono realizzate dai Visconti, già dall’anno 1374, con successivi interventi che lo hanno portato ai giorni nostri con la struttura che oggi vediamo realizzata nel 1913.
CURIOSITA’
Il Ponte di Chiatte di Bereguardo prima dell’unità d’Italia segnava il confine tra l’attuale Piemonte e l’Impero Austroungarico.
TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Zelata e nelle vicinanze del Ponte di Chiatte.
DISLIVELLO: assente, meno di 30 mt.
COME ARRIVARE: da Milano con SS n°494 fino ad Abbiategrasso, poi SS n°526 fino a Bereguardo e SP n°170 per raggiungere Zelata.
Da Pavia con SS n°526 fino a Bereguardo e SP n°170 fino a Zelata.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carte e Guide del Parco Naturale Valle del Ticino recuperabili presso i centri parco.
SEGNALETICA: cartelli informativi.
DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 20 novembre 2017

Da Ternate a Brinzio.



Da Ternate 281 mt, si scende sulle rive del Lago di Comabbio, quindi dopo aver oltrepassato l’incrocio con la SP n°18, e dopo aver attraversato il passaggio a livello della linea ferroviaria Milano – Laveno, sì entra nel comune di Varano Borghi. Raggiunto lo stop si, seguono le indicazioni per il cimitero di Varano. Raggiunto il piazzale, si prosegue a destra, camminando lungo Via E. de Nicola. Finita la strada asfaltata, attraverso un sentiero non segnato, si scende alla pista ciclopedonale che costeggia la Palude di Brabbia. Sì segue la pista fino ad incrociare la ciclovia del Lago di Varese, che sì seguirà fino al Lido di Gavirate.
Giunti al lido, sì costeggia il lungo lago, fino al Bar Snoopy, qui sì gira a sinistra lungo una serie di stradine che portano ad attraversare la SP n°1, quindi seguendo le indicazioni, si oltrepassa il centro di Gavirate e sì arriva alla stazione. Dopo aver passato la Chiesa di San Giovanni, sì passa sotto il ponte della ferrovia, per seguire la strada che svolta a sinistra, arrivando poco dopo all’attacco del segnavie che entra nel Parco del Campo dei Fiori.
Dopo una decisa salita, si raggiunge il sentiero N°310 che arriva da Orino. Percorrendolo in direzione della montagna, si arriva in breve alla località Caddè 591 mt. Proseguendo lungo il sentiero N°310, si arriva nell’abitato di Velate 532 mt. Sempre seguendo le indicazioni, sì raggiunge la Prima Cappella del Sacro Monte di Varese 575 mt. Continua la traversata lungo la via delle cappelle, arrivando così al paese di santa Maria del Monte 883 mt, e poco dopo al Piazzale Pogliaghi. Ora, seguendo il segnavie, si raggiunge il Passo delle Pizzelle 930 mt circa; iniziando una decisa discesa, sì arriva finalmente a Brinzio 516 mt, meta della traversata.
NOTA
Faticosa traversata che unisce l’armonia del lago e delle zone umide, con l’arte, la storia e con la montagna simbolo della Provincia di Varese. Sì parte da Ternate, con un piacevole sguardo dalla riva sul Lago di Comabbio, dove l’alba sì manifesta tra i piacevoli colori autunnali.
Dopo aver sfiorato le periferie di Varano Borghi, ci si tuffa nella piacevole atmosfera della Palude di Brabbia, oggi riserva naturale. La ciclovia del Lago di Varese, offre piacevoli vedute al Massiccio del Campo dei Fiori, montagna che a breve metterà a dura prova le gambe di chi percorre quest’itinerario. Dalle rive del lago, sì ha un’ampia veduta sulle colline e sul bacino del lago, dove numerosi uccelli acquatici come: germani, folaghe, svassi e altri ancora, trovano rifugio in queste acque.
Il lido di Gavirate, merita una visita; respirare l’atmosfera del lago, è un modo come un altro per salutare l’ambiente lacustre di queste zone, già, perché a breve, inizieranno le salite, perché la montagna, lancia già la sua sfida.
Così, dopo aver attraversato il centro di Gavirate, con visita al centro storico, sì entra in breve nel parco del Campo dei Fiori, affrontando una salita di circa 300 mt di dislivello per raggiungere la bella località di Caddè, bellissimo casolare privato, immerso nel silenzio e nella magia di questi luoghi, situato sopra un piccolo altopiano, invisibile dalla pianura. Lunga è la traversata che porta a Velate, altro piccolo borgo, che merita una breve visita, camminando tra le strette vie dell’abitato.
La via del Santuario, che sale a Santa Maria del Monte, è un gioiello che la città di Varese deve custodire con sapienza, un luogo magico e religioso, ma che rappresenta anche un’altra bella salita di questa lunga traversata.
Dal Piazzale, ottima veduta delle cime più importanti della provincia come: Monte Monarco 855 mt, Monte Chiusarella 915 mt e Monte Minisfreddo 1042 mt.
Un’ultima salita, porta al Passo delle Pizzelle, massima elevazione dell’itinerario, anche se ingiustamente non è evidenziata la quota altimetrica. Ora il paesaggio cambia totalmente, un fitto bosco di faggio, conduce alle periferie di Brinzio, con un notevole calo di temperatura, e un silenzio totale, interrotto solo da qualche raro cinguettio, che si ode nel freddo del bosco autunnale. Ultimo accenno, va a Brinzio, piacevole paese di montagna, immerso nelle meravigliose Prealpi Varesine, piccole cime, piccole valli che hanno un gran valore naturale in questa provincia.


A Brinzio, sì può trovare il bus, che consente di tornare a Varese, dove chiunque troverà il mezzo migliore, per rientrare a casa.


CURIOSITA’
All’inizio del santuario, poco dopo la porta d’ingresso, sì può ammirare un piacevole affresco realizzato da Renato Guttuso nel 1983.

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero, per la salita al Passo delle Pizzelle e per la discesa a Brinzio.
DISLIVELLO: 900 mt circa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Ternate, Gavirate, lungo la via del santuario, e a Brinzio.
COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Gallarate Laveno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: tanti cartelli informativi ma poche bandierine di vernice, quindi seguire attentamente le indicazioni.
DOVE ALLOGGIARE: Locanda del Brinsc a Brinzio, tel: 0332/435257.

domenica 29 ottobre 2017

Traversata da Arona (NO) a Ternate (VA).



Da Arona 212 mt, dopo aver oltrepassato la linea ferroviaria, si percorre la SP N°142 in direzione d’Oleggio Castello e Borgomanero, fino ad incrociare sulla sinistra Via Monte Pasubio. Dopo aver svoltato a sinistra, si percorre fino al piccolo centro di 
Mercurago, quindi seguendo le indicazioni, si arriva all’ingresso del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago; ora seguendo i segnavie: Stra di Pianèl da Gatic, Stra di Lagon, Stra di Sèl, Stra d’la Buscarola e Stra Nova dal Pinin, attraversando l’intero parco naturale fino ad arrivare alla SP 30. Sì oltrepassa la provinciale camminando per Via Santo Stefano, contrassegnato con il segnavie SN (Sentiero Novara), fino alla fine della strada. Sì svolta a sinistra per poi procedere per Via Monte Rosa che si seguirà costeggiando dei capannoni sulla sinistra e trovando poco più avanti sulla destra una cascina. Dalla cascina, si segue una sterrata sulla sinistra che porta alla località Glisente, dove si può andare a visitare l’esterno dell’Oratorio di Sant’Ippolito, con una breve deviazione sulla sinistra. Ritornati sui propri passi, si scende lungo la strada asfaltata che porta all’incrocio con la SS N°32 che si oltrepassa, passando sotto un ponte e percorrendo un’ampia strada che porta alla località Beata e poco più avanti alla località Pozzola; superata quest’ultima, raggiunta la seconda rotonda che s’incontra, sì svolta a sinistra passando poco dopo sul cavalcavia della linea ferroviaria Milano - Domodossola, uscendo fuori sulla SS N°33. Ora prestando molta attenzione alle auto, si percorre la statale in direzione sud, arrivando ad una grande rotonda; svoltando a sinistra, si attraversa il ponte sul Fiume Ticino, lasciando definitivamente il Piemonte ed entrando in Lombardia arrivando così a Sesto Calende 198 mt.
Dal centro di Sesto Calende, sì deve oltrepassare nuovamente la linea ferroviaria Milano – Domodossola passando oltre la chiesa di San Donato. Appena trovata Via Locatelli, sì svolta a destra, percorrendola fino ad arrivare in Via Piave; ora, svoltando a sinistra, si cammina lungo la via, passando oltre la sede del CAI di Sesto arrivando fino in Via San Giorgio. Qui, bisogna svoltare a destra, camminando fino a trovare Via Oriano Sotto. Proseguendo per quest’ultima, si raggiunge il sentiero E/1, quindi svoltando a sinistra, si sale velocemente al piccolo borgo d’Oriano 262 mt. Dalla chiesa d’Oriano, svoltando a sinistra, sì continua a percorrere il sentiero E/1 passando per la località Cascina Santa Fè 259 mt e immettendosi sulla strada che porta a Lentate Verbano 287 mt. Girando a destra, la sì percorre per circa 200 mt, poi svoltando a destra si rientra nel bosco, percorrendo il sentiero E/1 fino alle periferie d’Osmate 334 mt. Svoltando a destra, sì scende lungo la SP n°33, per circa 2 km arrivando nelle periferie di Comabbio 307 mt. Poco prima, sì svolta a sinistra seguendo la via che porta al Camping Lago di Monate, raggiungendo così la SS n°629. Passato il semaforo, si segue la sterrata che costeggia il grosso impianto industriale; dopo una breve salita, sì svolta a sinistra percorrendo un sentierino, che consentirà di collinare, entrando subito dopo nel comune di Ternate 281 mt. Dopo essere scesi da Via Santa Maria, sì costeggia la chiesa parrocchiale, arrivando poco dopo sulle rive del Lago di Comabbio.
NOTA
Interessante traversata. Un viaggio che porta alla scoperta delle antiche colline moreniche, dei laghi d’origine glaciale, collocati a destra e a sinistra del Lago Maggiore, alle piccole cittadine che sorgono sulle rive del lago e sulle sponde del Fiume Ticino e ai piccoli borghi che s’incontrano lungo questa traversata.
Da Arona sì raggiunge in breve la frazione di Mercurago; consiglio una visita alla chiesa di San Giorgio, dove sono custoditi importanti ritrovamenti d’epoca romana. Da qui, ci s’immerge subito nella magia del Parco dei Lagoni di Mercurago, un ambiente morenico situato intorno ai 300 mt di quota, dove sì trova un bellissimo laghetto, frequentato da moltissimi uccelli migratori e stanziali. Il parco, è interessante anche grazie alla scoperta d’alcune tombe, dell’età del bronzo. I boschi del parco sono davvero mutevoli, da alberi tipici delle zone umide, si passa velocemente ai castagni e alle pinete artificiali che rendono il paesaggio ancor più fiabesco.
 






Consiglio, con una breve deviazione, di visitare la piccola borgata di Glisente, dove vi si trova, il piacevole oratorio di S. Ippolito. Il tratto da Glisente a Sesto Calende, si svolge interamente su strada asfaltata, pur essendoci ampi spazzi per camminare, prestare comunque molta attenzione alle auto. Questo passaggio è obbligato, in quanto altre soluzioni, risulterebbero più lunghe, e considerando il fatto che il cammino è ancora molto lungo, consiglio di seguire attentamente le mie indicazioni.
Sesto Calende, ha un grazioso centro storico, che consiglio di visitare. Di notevole interesse, vi è anche la storica Abbazia di San Donato edificata tra l’IX e lo X secolo. 

 






Oriano è un piccolo borgo di collina, un mondo lontano dal grande traffico dove si respira un’aria rustica molto gradevole.
Le colline moreniche che sì dirigono verso Osmate, sono ricoperte di massi erratici, ben visibili anche lungo il percorso. Le colline, superano i 400 mt di quota, anche se l’itinerario raramente va oltre i 316 mt, della Bocchetta del colle d’Oriano.
 







Il Lago di Monate e il Lago di Comabbio, sono due gioielli, nel cuore del varesotto, due specchi d’acqua suggestivi che meritano di essere visitati, grazie ad alcuni lidi, che danno la possibilità di fruire al meglio di queste importanti località turistiche.
Un’ultima visita, si deve fare al piccolo centro di Ternate, con la chiesa parrocchiale e la graziosa piazza principale.
 





CURIOSITA
Da Sesto Calende, passava un’antica via romana, nominata come: Via Mediolanum – Verbannus, da Sesto si divideva in due rami, uno proseguiva fino ad Angera, mentre l’altro conduceva fino a Domodossola.

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Arona, Mercurago, Sesto Calende e Ternate, qualche trattoria lungo il percorso, e Camping Lago di Monate vicino a Comabbio.
COME ARRIVARE: In treno, con linea ferroviaria Milano Domodossola, e rientro, lungo la linea Milano Laveno.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta del Parco dei Lagoni, carte del Parco del Ticino Lombardo e Piemontese, carta Kompass N°90/97.
SEGNALETICA: seguire le indicazioni sopra riportate. Cartelli e mappa nel Parco Lagoni di Mercurago, e segnaletica verticale del sentiero E/1 da Oriano alla SS n°629.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Montelago a Ternate, tel: 0332/960136.

domenica 8 ottobre 2017

Da Artò al Monte Avigno.



Da Artò 634 mt, piccola frazione posta nel Comune di Madonna del Sasso, si percorre il segnavie T36 che sale al Passo di Combocciolo 947 mt. Poco prima di arrivare al passo, s’incontra il bivio con il sentiero N°754, quindi svoltando a sinistra si sale alla cima del Monte Svigno 1136mt.
 





 
NOTA
Per chi ama i paesaggi autunnali e le lunghe passeggiate nel bosco, quest’itinerario è l’ideale. Partendo dalla bella frazione d’Artò, subito si entra nell’atmosfera del tipico villaggio di montagna, con i classici vicoli e le case rustiche che sono sempre piacevoli da vedere; il suo monumento più importante, è rappresentato dalla Chiesa parrocchiale di San Bernardino da Siena, realizzata intorno al XV secolo.
Usciti dal paese, seguendo un tratto di provinciale, appare la bella mole del Monte Avigno, che inizia a cambiare il suo colore, dipingendosi dei caldi colori dell’autunno. Raggiunto il bivio, sì entra poco dopo, nel fitto bosco misto di faggi e castagni, poi man mano che si guadagna quota, i faggi saranno presenti fino alla vetta. I sentieri sono praticamente delle strade sterrate che ogni tanto si restringono, ma che consentono comunque ad un mezzo non troppo ingombrante, di transitare ugualmente. La salita al Monte Avigno, si sviluppa invece su sentiero, a volte ripido, scavato dalle acque piovane. La cima è anch’essa ricoperta di vegetazione, solo un piccolo squarcio, consente la vista della cima del Bec Res 1630 mt, si può anche facilmente individuare il piccolo rifugio posto poco sotto la cima, della cima del Il Massale 1745 mt; chiaramente riconoscibile sulla destra, la vetta del Corno Bianco 3320 mt.

 






CURIOSITA
Nel centro del paese, si può ammirare un dipinto del cinquecento, della scuola di Gaudenzio Ferrario.
TEMPI DI PERCORRENZA: 1:45 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentieri ripidi.
DISLIVELLO: 550 mt circa.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
COME ARRIVARE: da Milano o da Genova con autostrada A26 fino a Borgomanero, quindi seguire le indicazioni per S. Maurizio e Pella. Trovato il bivio, svoltare a sinistra, seguendo la strada che porta al Santuario Madonna del Sasso.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Albatros nella frazione Artò, tel : 0322/981605 – 333/8188073 – 339/4449731.

mercoledì 31 maggio 2017

Da Mandello del Lario, Frazione Rongio, anello con salita al Rifugio Rosalba.


Da Mandello del Lario 214 mt, si sale in auto alla Frazione Rongio 398 mt, si prosegue a piedi, percorrendo il segnavie N°13, che sale al Rifugio Rosalba 1730 mt. Ora, con sentiero N°12, si ritorna alla Frazione Rongio.
NOTA
Intensa salita, ad uno dei rifugi più belli delle Grigne.
Sì parte da Rongio, piccola frazione situata sopra la cittadina di Mandello del Lario. L’inizio sì sviluppa su una strada sterrata che sale fino alla Casera Stambin 820 mt; durante la salita, sul versante opposto della valle, sì può ammirare, il complesso composto dalla Chiesa di Santa Maria 664 mt e dall’ex convento, divenuto da qualche anno, punto di ristoro.
Il dislivello, in questa parte di percorso, non da particolari problemi, anche se la vera salita, arriverà ben presto. Il piacevole itinerario che sì è affrontato fin ora, è nulla, rispetto a quello che sta per arrivare, infatti, dopo un tratto su sentiero, inizia un’estenuante salita, che mette a dura prova, fiato e gambe, una salita che richiede la giusta preparazione e il giusto equipaggiamento; tutto questo, durerà fino al Rifugio Rosalba, quindi è meglio affrontare la salita con la giusta convinzione.
Dal rifugio, lo scenario lascia senza parole, un ambiente dolomitico straordinario, con pareti verticali, torri e campanili che sono presi d’assalto dai tanti alpinisti che amano affrontare la verticalità di queste montagne.

 







 
La vista è spettacolare, le cime del gruppo sono le prime che s’impongono davanti all’escursionista che sale a questo rifugio, cime come: Zucco Sileggio 1373 mt, Monte Pilastro 1823 mt, Sasso Cavallo 1920 mt, Zucco Pertuso 1674 mt, oltre alle alte pareti che conducono in cima alla Grignetta 2184 mt; ben visibili, le altre cime del Lario, come Monte Tremezzo 1700 mt.

 






Inizia la discesa, per il versante che guarda verso i Piani Resinelli, sentiero ghiaioso, ma senza dubbio, più facile, un continuo serpenteggiare su tornanti, che aprono la vista sul ramo di Lecco del Lago di Como, con vista sul Monte Coltignone 1473 mt, e sul Monte Moregallo 1276 mt. Si prosegue in discesa, fino ad arrivare alla località Colonghei, qui ampi prati, avvolgono grandi cascinali, tante abitazioni rustiche molto suggestive, che si sposano perfettamente con l’ambiente circostante.
 
Un ultimo breve tratto, sempre su piacevole sentiero, riporta a Rongio, dove si potrà recuperare l’auto e ristorarsi, dopo un anello, decisamente emozionante ma duro a livello fisico.

CURIOSITA’


TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) percorso impegnativo con tratti di sentiero molto ripido.
DISLIVELLO: circa 1300 mt, tra salita e discesa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Rongio e Rifugio Rosalba, con apertura stagionale.
COME ARRIVARE: da Milano con SS N°36 fino ad Abbadia Lariana, proseguire sul lungolago fino a Mandello del Lario, quindi seguire le indicazioni per la Frazione Rongio.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°105.
SEGNALETICA: cartelli informativi a volte insufficienti, e in alcuni casi, mancano i tempi di percorrenza. Segnaletica orizzontale scarsa e non ufficiale CAI.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Rosalba, con possibilità di pernottamento, tel: 0341/202383.

mercoledì 19 aprile 2017

Da Crevola al Rifugio Osella.



Da Crevola 450 mt, sì percorre il sentiero N°605 che porta al Rifugio Spanna Osella 1600 mt, con possibilità di salire fino alla cima del Bec Res 1630 mt.
NOTA
Impegnativa salita, in una delle cime più panoramiche della Valsesia. Si parte da Crevola, piccolo borgo che sorge praticamente di fronte a Varallo Sesia di cui è frazione. Il paese è caratteristico; percorrendo gli stretti vicoli, sì può godere al meglio dell’atmosfera di questo luogo incantato.
Trovato il segnavie, inizia da subito una costante salita che attraverso antichi casolari e ruderi d’alpeggi, e alternandosi a tratti su strada sterrata, raggiunge l’Alpe Campo 1070 mt, piccola baita, immersa nel verde di queste montagne.
Ora inizia una decisa salita, arrivando alle rovine dell’Alpe del Pastore 1222 mt, qui sì trova una fontana in pietra, unica struttura in piedi, che consente l’approvvigionamento d’acqua.
Dall’alpe con una bella serie di tornanti, sì raggiunge il Rifugio Osella, piccola struttura in grado di offrire quando aperta, un valido punto d’appoggio.
Con un ultimo sforzo, si sale alla cima del Bec Res, dove nelle giornate limpide, sì può ammirare un panorama da 360°, che spazia dall’Appennino, fino alle alte vette delle Alpi, come il vicino Monte Rosa 4634 mt, o come il lontano Pizzo Bernina 4049 mt. Delle vicine cime che si possono ammirare, segnalo il Monte Barone 2044 mt e il Castello di Gavala 1827 mt, mentre più a sud, si ammira la massiccia sagoma del Monte Fenera 899 mt.
Durante la salita, spesso entra nella panoramica, il Sacro Monte di Varallo Sesia, uno dei monumenti più belli d’Italia; una salita di tutto rispetto con un panorama che merita di essere ammirato in tutta la sua meraviglia.



 
CURIOSITA’
Il rifugio, risale al 1894; durante la seconda guerra mondiale, fu distrutto, dall’artiglieria tedesca. Nel 1950, l’ANA lo acquistò per restaurarlo, dandogli l’aspetto che vediamo oggi.
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido, e per il forte dislivello.
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugi Spanna Osella.
DISLIVELLO: 1150 mt circa.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia Ghemme, proseguire lungo la statale N°299 in direzione Varallo Sesia; a pochi chilometri da Varallo, bivio a sinistra per Crevola.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°97.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Spanna Osella, con possibilità di pernottamento, tel: 0163/54464 oppure 0163/430446.

lunedì 10 aprile 2017

Da Introbio al Rifugio Buzzoni.



Da Introbio 588 mt, sì percorre in parte la strada carrozzabile che porta al Rifugio Tavecchia 1510 mt, situato in Val Biandino; la sterrata sì può in parte evitare, seguendo un sentiero non segnato che consente di abbreviare il percorso. Dopo un tratto pianeggiante della carrozzabile, si arriva ad un bivio, svoltando a destra, si seguono le indicazioni percorrendo un’altra sterrata che porta al sentiero N°25, Raggiunto il segnavie, anche in questo caso, ci sì alterna a tratti su sterrata con tratti su sentiero, arrivando alle Baite Serra 1043 mt. Ora si prosegue in decisa salita, fino ad arrivare al Rifugio Buzzoni 1580 mt in località Baita Motta.
 







NOTA
La Val Sassina è la più ampia valle della Provincia di Lecco. Essa, separa il dolomitico gruppo delle Grigne, dalle Alpi Orobie, lunga dorsale che abbraccia buona parte della Lombardia centrale, attraversando ben quattro province, più precisamente: Lecco, Bergamo, Sondrio e Brescia.
L’itinerario qui proposto, sì sviluppa nella fascia orobica che percorre la Provincia di Lecco nella parte orografica destra della Val Sassina.
Sì parte da Introbio, piccolo borgo che sorge a circa metà valle, qui il paesaggio è molto simile alle Dolomiti, con vaste praterie e tipiche abitazioni che ricordano molto le località che sorgono appunto sulle Dolomiti. L'itinerario, inizia percorrendo la sterrata che conduce in Val Biandino, data la pendenza, la fatica è, notevolmente ridotta; io però consiglio di fare il sentiero che si trova a destra della sbarra, che da inizio alla carrozzabile, anche se non è segnato, percorrendo questo sentiero, poco più avanti, è possibile una deviazione che consente di arrivare ad una piacevole balconata con vista sulla Cascata del Torrente Troggia, che arriva dalla Val Biandino. La cascata ha un salto di oltre 50 mt.





Dopo aver goduto di tanta meraviglia, si prosegue in salita recuperando la carrozzabile che sale in valle. Dopo il bivio, si cammina aggirando lo Zucco dell’Orso 1141 mt, entrando in una stretta valle che si percorre fino alle Baite Serra, luogo affascinante isolato dal resto del mondo, una serie di casolari, sono gli unici esempi di presenza umana, avvolti in uno scenario suggestivo, tra prati e fitti boschi di faggio e conifere. La salita prosegue dentro il fitto bosco, per poi uscire fuori trovando i ruderi dell’Alpe Tè. Qui sì apre la prima vera balconata, sullo sfondo il Monte Foppabona 2082 mt, mentre guardando più a destra, ecco apparire in miniatura il Rifugio Buzzoni, mentre guardando verso la Val Sassina, svetta maestoso il Grignone 2409 mt.

 







Dopo la bella veduta, nuovamente il bosco riavvolge il sentiero, diradandosi solo verso la fine del percorso. Ancora una dura salita e si raggiunge il Rifugio Buzzoni, piccolo e accogliente, dalla quale si apre una splendida balconata con vista sulla Val Sassina, sulle Alpi Lepontine e Pennine, facilmente riconoscibili per le Alpi Lepontine: Monte Grona 1736 mt, Monte Gradiccioli 1935 mt e Monte Leone 3552 mt, mentre per le Alpi Pennine, il Dom 4545 mt, domina lo sfondo; non posso non menzionare nuovamente l’intero gruppo dolomitico delle Grigne, che dal rifugio si può ammirare nelle sue due cime principali, vale a dire il Grignone e la Grignetta 2184 mt.
CURIOSITA’
Piccola leggenda locale.







 
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido.
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Buzzoni.
COME ARRIVARE: da Milano con SS N°26 fino a Lecco, quindi seguire indicazioni per Val Sassina, percorrendo la provinciale fino ad Introbio. Per raggiungere l’attacco del sentiero, seguire le indicazioni per Val Biandino fino alla sbarra che da accesso alla carrozzabile.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°105 se aggiornata.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bollini bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Buzzoni, con possibilità di pernottamento, tel: 0341/981175 – 348/5827975.

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