mercoledì 12 giugno 2019

Salita a Cima Pianchette e al Pizzo di Gino.



Da San Nazzaro Val Cavargna 959 mt, sì percorre la lunga strada sterrata che sale al Rifugio Croce di Campo 1741 mt. Dal rifugio, sì prosegue in decisa salita il costone che porta in vetta a Cima Pianchette 2158 mt. Ora camminando lungo l’Alta Via del Lario, sì affronta l’impegnativa cresta che porta in cima al Pizzo di Gino 2245 mt.
Per la discesa, consiglio di seguire la traccia che scende lungo il pendio erboso, collegandosi con il sentiero che porta all’Alpe Piazza Vacchera e subito dopo al Rifugi Croce di Campo.



NOTA
Più volte ho parlato della Mesolcina Meridionale, più volte ho descritto itinerari che percorrono le tante dorsali che s’inseriscono in questa lunga catena montuosa. Un altro itinerario ricco di emozionanti panorami, è quello che descrivo in queste righe; purtroppo, durante la mia ascensione, non ho avuto la fortuna di avere un cielo limpido, ma posso garantire che la visuale da queste montagne, è una delle più belle che sì possano ammirare nella Provincia di Como.
Sì parte da San Nazzaro Val Cavargna, piccolo borgo che prende il nome dall’omonima valle.
Il primo tratto dell’itinerario, sì sviluppa lungo una facile strada in parte asfaltata fino a una certa quota, per poi proseguire come carrozzabile, fino al Rifugio Croce di Campo.
Dopo aver attraversato un piacevole tratto nel bosco, la strada sì abbandona ai morbidi prati ricoperti di ginestre che quando sono in fiore, regalano uno spettacolo davvero unico. Dal Rifugio, sì ha una piacevole veduta sulla Val Cavargna e sulla piana di Porlezza, oltre che alle cime che entrano nel comprensorio della val d’Intelvi, come: Monte Tremezzo 1700 mt e Monte Galbiga 1696 mt, mentre poco più a sud, svetta il Monte Generoso 1701 mt; facilmente riconoscibili sono anche il Sasso Gordona 1410 mt e il Monte Colmegnone 1383 mt.
Dal rifugio, termina il tratto su sterrato e inizia un timido sentiero che affronta deciso il pendio erboso che porta in vetta a Cima Pianchette che rappresenta come elevazione, la seconda cima della dorsale.
Dalla cima, si può ammirare la bella conca glaciale che sì tuffa nella Valle di Albano, oltre ad avere una vista ancora più ampia di quella che sì ha al Rifugio Croce di Campo. Volgendo lo sguardo verso ovest, non si può fare a meno che meravigliarsi per la bella vista sul Pizzo di Gino, che svetta e domina solitario le due valli.
Dopo aver goduto di un panorama così suggestivo, sì prosegue per l’ascensione al pizzo. Fin ora, tanta fatica, tanto sudore ma il tutto, affrontando una piacevole strada sterrata e un facile sentiero. Ora le cose cambiano, il tratto in cresta, richiede la dovuta attenzione, e il dislivello, inizia a farsi sentire nelle gambe, i pendii erbosi, sono stati sostituiti da dure salite, brevi passaggi su roccette e un minuscolo sentiero esposto, dove il lusso di qualche vertigine, non è proprio concesso. A metà strada, sì può ammirare la cresta rocciosa di Cima Pianchette, e l’aspra progressione che conduce in vetta al Pizzo di Gino.
Finalmente sì arriva in vetta.
La piccola croce posta sulla cima, saluta l’escursionista che ha meritato questa cima e questo panorama a 360° gradi.
Una bella vista sull’intera dorsale fino al Monte Bregagno 2107 mt,
Una sensazionale veduta sul Lago di Como, a destra la punta di Bellagio, a sinistra il Laghetto di Piona, Piano di Spagna e il Fiume Adda che sì tuffa nel lago. Guardando verso il Piano di Spagna, nel tratto che va verso il Lago di Mezzola, 199 mt, è riconoscibile la Valle dei Ratti, e il Monte Spluga 2845 mt, poi, guardando oltre, sono riconoscibili le tante conche glaciali che compongono il bellissimo anfiteatro dell’alta Val Masino.
Guardando lungo la dorsale, appare ben definita, la sagoma del Monte Legnone 2609 mt, mentre più a destra, ben riconoscibile il Gruppo Montuoso delle Grigne.
Guardando verso nord, sono riconoscibili il Corno Gesero che si tuffa nella piana di Bellinzona e Monte Marmontana 2316 mt, alle sue spalle, prosegue maestosa, la catena della Mesolcina, fino al Passo dello Spluga 2113 mt.
Volgendo lo Sguardo verso ovest, non sì può non riconoscere il Pizzo Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, e la dorsale, che forma la Val Colla. Garantisco una spettacolare veduta sui tanti quattromila delle Alpi, sulla fascia delle Prealpi, fino al lontano Appennino, che svetta nelle giornate terse.
Un continuo susseguirsi di creste, valli, conche glaciali, alpeggi, paesi, laghi e tutto quello che rende felice un buon escursionista, che merita per intero, una ricompensa così grande.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T) fino al Rifugio Croce di Campo. (E) per la salita a Cima Pianchette. (EE) per l’ascensione al Pizzo di Gino.
DISLIVELLO: circa 1300 mt.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Croce di Campo
COME ARRIVARE: da Lugano o da Menaggio, seguendo per Porlezza, quindi indicazioni per San Nazzaro.
SEGNALETICA: Pochi cartelli informativi, solo pochi bivi sono dotati di segnaletica. Bandierine bianco rosso, molto presenti.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Croce di Campo, con possibilità di pernottamento, tel : 371/386942, oppure 339/4376683.

venerdì 7 giugno 2019

Da Craveggia, salita alla Madonna del Rosario e a Cima del Sassone.



Da Craveggia 889 mt, si seguono le indicazioni che portano in località La Colma 1686 mt, quindi con facile traverso, e una breve deviazione, si raggiunge Bocchetta della Cima, dove è collocata la piccola cappella della Madonna del Rosario 1950 mt. Ritornati sul segnavia precedente, sì prosegue su traccia di sentiero arrivando sotto la croce, quindi con decisa salita sì raggiunge Cima del Sassone 2086 mt.








NOTA
La Val Vigezzo, nominata anche come la valle dei pittori, è una lunga vallata che separa le montagne che compongono il Parco Nazionale della Val Grande, dalle tante dorsali che s’innalzano oltre i duemila metri di quota.
L’itinerario che propongo in queste righe, segue un costone che sì inserisce in una dorsale che dalla Svizzera entra in Italia andandosi a inserire con quella che colma con la Pioda di Crana 2430 mt, proseguendo poi verso nord, per andare a scontrarsi con un’altra dorsale.
Sì parte da Craveggia, bellissimo borgo che sorge a pochi chilometri da Malesco 761 mt, consiglio di fare una visita all’intero paese che è davvero una perla preziosa incastonata perfettamente tra queste montagne. La salita sì sviluppa principalmente su mulattiera nella parte iniziale e da strada sterrata, che però evita di passare dai tanti alpeggi, che s’incontrano lungo la salita e che offrono spettacolari panorami sulla valle e sul massiccio del Monte Limidario 2188 mt.
La sterrata prosegue fino alla località La Colma 1686 mt, con una breve deviazione, sì può far visita all’Oratorio di San Rocco, interamente realizzato in pietra con una sporcata di cemento che gli regala un aspetto davvero unico e originale; da qui, sì ha una magnifica veduta sull’intera conca glaciale, con vista sulle tre cime che superano i duemila metri di quota, e che sono: Cima Trubbio 2064 mt, Cima del Sassone 2086 mt e Pizzo Formalone 2063 mt.
Un facile sentiero, porta poco sotto la Bocchetta di Cima, che sì raggiunge con una breve deviazione. Qui, è stata costruita una cappella, dedicata alla Madonna del Rosario, collocata in un ambiente davvero suggestivo, con vista sul Pizzo Ruggia 2289 mt, sull’omonima bocchetta 1990 mt e sulle Schegge di Muino.
Ritornati sul sentiero precedente, sì prosegue in direzione della Bocchetta di S. Antonio1841 mt, il percorso, segue una traccia di sentiero, che può dare qualche problema in caso di nebbia, arrivati sotto Cima del Sassone, s’intraprende un ripido sentiero che porta alla croce che sì erge in vetta. Dalla Cima del sassone, sì gode una panoramica di 360° gradi, con vista che va fino alla piana di Bellinzona. Numerosi quattromila tra cui spicca su tutti il Monte Rosa 4634 mt, bellissima vista sulle cime della Val Grande, tra cui menziono: Monte Zeda 2156 mt, Monte Torrione 1989 mt e Cima della Laurasca 2193 mt, mentre guardando a est, sì riconosce l’inconfondibile sagoma del Monte Legnone 2609 mt, arrivando a intuire il solco della Valtellina, come sono riconoscibili, numerose cime che sì elevano in territorio elvetico, tra cui il vicino Pizzo Ruscada 2004 mt.
Una meta indubbiamente poco conosciuta e che sì colloca al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa, una montagna per tanti ma non per tutti.

CURIOSITA’
In epoca romana, Craveggia era attraversata dalla Via Vigezzina, che collegava Domodossola con Locarno.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30circa.
DIFFICOLTA’: (T fino alla località La Colma, E fino alla Cappella del Rosario, EE per la salita a Cima del Sassone.)
DISLIVELLO: oltre 1150 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Craveggia.
COME ARRIVARE: da Milano o da Genova con autostrada A26, fino a Ornavasso, sì prosegue lungo la superstrada, con uscita Val Vigezzo, quindi SS 337 fin oltre Santa Maria Maggiore, per poi seguire le indicazioni per Craveggia.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n° 90/89.
SEGNALETICA: cartelli informativi, mancanti in alcuni bivi, mentre la segnaletica orizzontale, è mancante per quasi l’intero percorso, per questo, sconsiglio l’itinerario in caso di neve o nebbia.
DOVE ALLOGGIARE:

giovedì 30 maggio 2019

Da Signora a Monte Bar.



Da Signora 992 mt piccolo borgo situato nel comune di Val Colla, sì percorre il segnavie che porta alla Capanna Monte Bar 1620 mt, quindi, svoltando a destra inizia l’intensa salita che porta alla cima del Monte Bar 1816 mt.








NOTA
La Val Colla, è una bella valle che sì colloca poco a nord di Lugano 277 mt, propone una numerosa varietà d’itinerari, che salgono piacevoli vette che vanno anche oltre i 2000 mt, come ad esempio il Monte Garzirola che con i suoi 2116 mt, rappresenta la cima più elevata della Val Colla.
Sì parte da Signora, piccolo gruppo di case, che sorge poco sotto i 1000 mt di quota, qui sì respira una piacevole atmosfera di borgo montano, con vicoli che sì rincorrono tra una casa e l’altra.
Il percorso lascia quasi subito l’abitato, e dopo un breve tratto su sterrata, sì abbandona alle morbide curve del sentiero che guadagna velocemente quota, attraverso un fitto bosco di faggi e pini. Usciti dal bosco, sì può iniziare ad ammirare i grandi prati che spaziano sulla Val Colla, con piacevole vista sulla Cima di Fiorina 1810 mt e sui Denti della Vecchia, dove spicca l’aguzza vetta del Sasso Grande 1500 mt, mentre alle sue spalle, sì erge il Monte Generoso 1701 mt
.
Sì prosegue in direzione del Monte bar, che appare in tutta la sua particolare sagoma tondeggiante, raggiungendo la località Piandanazzo 1587 mt, dove sì trova un’area attrezzata. Da qui, sì apre una splendida balconata su Lugano e sull’Omonimo lago; facilmente riconoscibili, le cime che compongono la fascia prealpina del varesotto, tra cui il massiccio del Campo dei Fiori 1227 mt, il Monte Piambello 1125 mt e il Poncione di Ganna 992 mt. Proseguendo lungo l’ampia sterrata, sì raggiunge la Capanna Monte Bar, con la sua singolare forma a cubo, qui sì può trovare un valido punto d’appoggio, un luogo di ristoro e di pernottamento.

La salita sul Monte Bar, sì sviluppa lungo un faticoso sentiero, che regala, ogni qual volta ci si ferma a prendere fiato, una spettacolare vista sulla fascia prealpina, tutto questo, fino a quando non sì arriva in vetta al Monte Bar. Da qui sì può ammirare un panorama a 360°gradi, con vista sulla più piccola cima di Caval Drossa 1632 mt, e sulla Val d’Agno, ben riconoscibili le cime del Monte Gradiccioli 1935 mt e del Monte Tamaro 1961 mt. Guardando verso la valle di Bellinzona, sono facilmente riconoscibili le tante cime che sì elevano sopra la città e sopra il Piano di Magadino, e che sono: Pizzo di Vogorno 2442 mt, Cima dell’Uomo 2390 mt e Pizzo di Claro 2727 mt. Guardando verso est, sì possono ammirare il Gruppo delle Grigne, e alcune delle cime che sì elevano sopra la Val Menaggina. Un percorso semplice, alla portata di tutti, e che offre ambienti e panoramiche davvero affascinanti.

CURIOSITA’
La Capanna Monte Bar, è stata ricostruita nel 2016, a ottantenni di distanza dalla realizzazione del primo rifugi.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Monte Bar.
PUNTI D’APPOGGIO: Capanna Monte Bar
DISLIVELLO: poco più di 850 mt.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
COME ARRIVARE: da Lugano con autostrada uscita Lugano nord, quindi seguire indicazioni per Taverne, Tesserete o Val Colla, Roveredo, proseguendo fino a Signora.
DOVE ALLOGGIARE: Capanna Monte Bar, con possibilità di pernottamento, telefono dalla Svizzera: 091/9663322.


lunedì 15 aprile 2019

Rifugio Passo del Giovo.



Da Garzeno 662 mt, sì sale in auto fino al Santuario Quang 800 mt, da qui si prosegue a piedi, seguendo la sterrata che porta a Brezeglio 979 mt, quindi con strada militare, sì raggiunge Passo del Giovo, dove sorge l’omonimo rifugio 1706 mt.







NOTA
La Mesolcina, anche se viene considerata tale dal Passo San Jorio fino al Passo dello spluga, è una lunga catena montuosa, che ha il suo effettivo inizio a Lugano 277 mt, città che sorge sulle rive del lago a cui da il nome. Con i suoi 925 mt, il Monte Brè, rappresenta la prima cima della catena, che sì spinge a nord, fino al Passo dello Spluga 2113 mt, colmando con i 3274 mt del Pizzo Tambò.
La catena, da sud a nord, presenta numerosi valli laterali, che separano altrettante piccole catene montuose, che danno la possibilità di fare tantissimi itinerari escursionistici ai più svariati livelli.
L’itinerario che descrivo in queste righe, va a esplorare la Valle Albano, una laterale che sì tuffa nel Lago di Como all’altezza di Dongo 208 mt.
Sì parte da Garzeno, piccolo paese che entra nella Valle Albano, prestando la dovuta attenzione, con l’auto, sì sale al Santuario Quang, dove sì trova un ampio parcheggio; consiglio di lasciare qui l’auto, poiché la strada asfaltata, già fin qui è stretta e senza ripari, oltre ad avere la disponibilità del parcheggio. Sì prosegue a piedi sulla strada asfaltata che a breve diverrà sterrata e che arriva alla borgata di Brezeglio, piacevole nucleo di baite, da dove sì ha una splendida veduta sul Monte Bregagno 2017 mt, Monte Marnotto 2088 mt e su Monte Tabor 2079 mt, guardando in valle, in pratica di fronte a Brezeglio, sì notano numerosi insediamenti, mentre più in alto, sì notano alcuni alpeggi, che sorgono oltre i 1100/1300 mt.
 
Da Brezeglio, parte una piacevole strada militare che sale le pendici del Dosso di Brento 1430 mt, e poco più sopra sorge l’omonimo alpeggio. Da qui, sì ha una magnifica vista sull’ampia e selvaggia conca glaciale del Pizzo di Gino 2245 mt, che domina l’intera valle, mentre guardando verso l’alpe, sì può ammirare il morbido pendio erboso del Monte Paraone 1809 mt.
Proseguendo sempre su strada militare, sì costeggia il Monte Paraone e poi con un piacevole traverso che domina la valle, sì raggiunge il Passo del Giovo e quindi il rifugio. Dal Rifugio, sì ha una spettacolare vista sull’intero anfiteatro di conche glaciali, che dal Monte Bregagno, raggiungono il passo con tutte le cime che salgono oltre i duemila metri, e che terminano con le ultime cime che sono: Cima Pomodoro 1973 mt e Mottone di Giumello 2027 mt. Guardando dal versante opposto, sì ha una piacevole veduta sulla Valle San Jorio che guarda verso la parte terminale del Lago di Como e sull’inizio della Valtellina; guardando verso l’omonimo passo, dove sorge la Cappella San Jorio 2014 mt, s’intravede il Rifugio a 1980 mt di quota, mentre sopra svettano Cima di Cugn 2237 mt e Monte Marmontana 2316 mt, massima elevazione della valle.
Il Rifugio Il Giovo, è rappresentato da una grande struttura ed è dotato di circa venti posti letto. Il rifugio non è gestito, e per quanto ho potuto apprendere dal Comune di Garzeno, il rifugio al momento è completamente inagibile, esiste comunque all’esterno, un’area attrezzata che consente di potersi gustare il proprio pranzo al sacco, con una magnifica vista su queste montagne tutte da scoprire.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T).
DISLIVELLO: circa 1000 mt.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
COME ARRIVARE: da Como con SS n°340 fino a Menaggio e 340d fino a Dongo, poi indicazioni per Garzeno.
SEGNALETICA: cartelli informativi, la segnaletica orizzontale non è presente.
DOVE ALLOGGIARE: 

martedì 9 aprile 2019

Salita invernale al Monte Due Mani.



In auto, dal Colle di Balisio 723 mt, sì svolta a destra seguendo le indicazioni per Cremeno 792 mt. Dopo circa 1,5 km, sì arriva alla località Casere, svoltando a destra, si segue l’omonima via, fino all’attacco del sentiero.
Lasciata l’auto, sì può percorrere il segnavie, oppure una bella strada sterrata che sale alla località Foppa.
Raggiunta la località Foppa, sì recupera il sentiero all’altezza di una bocchetta, ora svoltando a sinistra, sì affronta il costone che sale allo Zucco di Desio 1655 mt. Raggiunta la cima, sì prosegue in cresta arrivando così alla vetta del Monte Due Mani 1656 mt.







NOTA
Tra il Resegone di Lecco 1875 mt e il gruppo delle Grigne, sorge il Massiccio del Monte Due Mani, completamente separato dalla Grigna, ma unito al Resegone dalla cresta che scende fino alla Forcella di Olino1148 mt.
L’itinerario qui descritto, consente di andare alla scoperta del versante nord di questa montagna. Sì parte dalla località Casere, a circa 800 mt di quota, qui sì hanno due scelte: la prima, sì intraprende la strada sterrata che sale alla Baita Tabor a circa 900 mt di quota, per poi proseguire in decisa salita con un sentiero che porta poco sopra la località Foppa. La seconda, terminata Via Casere, parte sulla destra una strada sterrata, che porta alla località Foppa, permettendo di ammirare la bella valle che colma con la cresta di Cima di Muschiada 1458 mt, e i tanti casolari sparsi che completano questa piacevole cornice.
La località Foppa, è un’ampia conca, dove sorgono alcuni casolari e altri ruderi diroccati.
Qui, sì respira una piacevole atmosfera di montagna, in un luogo solitario, tranquillo, quella quiete che piace molto ai camosci, che qui, vengono a brucare le verdi erbe della primavera.




Dalla località Foppa, sì gode una bella panoramica che guarda verso le cime dei Piani di Bobbio 1662 mt.
Il percorso prosegue lungo un faticoso costone che termina con la cima gemella del Monte Due Mani, in altre parole: Zucco di Desio. Da qui, sì apre un’eccellente vista sulla vetta del Monte Due Mani, sul Gruppo delle Grigne e sulla Valsassina.

Un ultimo tratto su cresta, che richiede qualche attenzione in più, e sì arriva alla cima del Monte Due Mani; qui, sorgono una croce e il Bivacco Locatelli, con la sua inconfondibile sagoma a igloo. Il bivacco, offre solo un riparo d’emergenza in caso d’intemperie, al suo interno vi si trovano solo alcune panche e due tavoli, che sì possono utilizzare per il pranzo. Dalla cima del Monte Due Mani, sì apre una balconata che spazia fino all’Appennino, con vista sui laghi e sulle montagne del lecchese, tra cui quelle già menzionate. Guardando verso nord, svettano le Alpi Orobie con il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, che completa la cornice. Io, in questa salita invernale, a causa di nubi basse, non ho potuto ammirare la vista che sì gode da quassù, ma posso assicurare che la fatica, è tutta ricompensata.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/ 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido, che richiedono la dovuta attenzione.
DISLIVELLO: circa 800 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: Bivacco Locatelli in cima al Monte Due Mani.
COME ARRIVARE: da Lecco, sì seguono le indicazioni per Valsassina e Ballabio, superato il paese, sì arriva al Colle Balisio, quindi al bivio a destra, fino alla località Casere.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°105.
SEGNALETICA: qualche cartello informativo e bandierine rosso bianco. Prestare attenzione ai segnali, quelli ufficiali sono insufficienti, mentre segnali non ufficiali in rosso o in blu sono più frequenti.
DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 1 aprile 2019

Da Traffiume all'Alpe Spoccia.



Da Traffiume 245 mt, sì percorre la lunga mulattiera che porta a Cavaglio San Donnino 501 mt. Dopo aver raggiunto il paese di Cavaglio, sì prosegue in decisa salita raggiungendo la località Olzeno 1061 mt. Ora, camminando lungo una comoda sterrata, sì costeggia le pendici del Sasso Drosa 1444 mt e del Monte Zuccaro 1683 mt, raggiungendo così l’Alpe Spoccia 1555 mt e l’omonima bocchetta.







NOTA
Sulla sponda sinistra del Lago Maggiore, sì ergono principalmente tre gruppi montuosi. Il primo, a sud, è rappresentato dal Mottarone 1491 mt, che divide il Lago d’Orta dal Lago Maggiore. Il secondo situato nell’alta fascia centrale, è rappresentato dal Parco Nazionale della Val Grande, un vero castello, con cime che superano i 2000 mt, tra cui il Monte Todano 2301 mt, e che rappresenta la massima elevazione dell’intero gruppo. Il terzo, a nord è costituito dal Monte Limidario, un colosso di ben 2188 mt, diviso tra Italia e Svizzera.
L’itinerario qui descritto, permette un primo approccio con una montagna selvaggia, che però ha saputo offrire alle comunità locali ampi pascoli e campi coltivati a castagno.
Sì parte da Traffiume, piccolo paese subito a ovest di Cannobio 214 mt.
Dalla chiesa parrocchiale, ci si dirige verso l’Orrido di Sant’Anna fino a incontrare una piccola cappella, da qui, parte la mulattiera che porta a Cavaglio, nominata anche come Cammino di San Carlo. La mulattiera è molto bella, segue la sponda destra della Val Cannobina, dove è frequente, incontrare alcuni edifici religiosi ormai diroccati; di notevole interesse, è il ponte che attraversa la valle del Torrente Cavaglio, struttura di antica costruzione. Cavaglio San Donnino, è un piccolo borgo che sì affaccia sulla Val Cannobina, un perfetto intreccio di vicoli e due piazzette veramente belle, in particolare quella dove sorge la chiesa e il municipio. La salita che conduce a Olzeno, sì sviluppa anch’essa su mulattiera, ma a differenza di quella che collega Cavaglio a Traffiume, è meno curata, e in alcuni casi, probabilmente il tracciato originale è andato perduto.
Olzeno, è in sostanza un piccolo borgo che sorge su di un ampio pianoro, un insieme di baite attraversate da piccole stradine in pietra che regalano un’atmosfera perfetta per questi luoghi.
Poco sopra, all’altezza di un tornante, sì apre una splendida balconata sulla Val Cannobina, con vista sull’inconfondibile sagoma del Monte Zeda 2156 mt. Proseguendo lungo la strada sterrata, sì raggiunge un altro gruppo di baite, che compone la località Le Buse, dove sorge il Rifugio delle Nevi 1274 mt. Da qui, sì ha una splendida vista sul Monte Giove 1298 mt, sul Monte Faierone 1715 mt e sull’intero massiccio del Monte Limidario.
Sì guadagna ancora quota, attraversando piacevoli boschi di faggio, prima di concedersi ai pendii erbosi del Monte Zuccaro. Poco dopo, ecco apparire l’Alpe Spoccia, composta da alcune baite sparse, immerse nel silenzio di queste incredibili montagne, il Lago Maggiore è visibile solo in una piccola porzione, mentre tra le cime che sì possono ammirare dall’alpe, vi sono: il Monte Generoso 1701 mt, il Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Piambello 1125 mt e altre cime che compongono la fascia prealpina del Varesotto. Poco più avanti, sì raggiunge l’omonima bocchetta, dove sì apre una meravigliosa panoramica sulla parte finale della Val Cannobina. In basso, e facilmente riconoscibile l’abitato di Gurro 812 mt, mentre, guardando verso la Val grande, sì ha una splendida visuale su Cima della Laurasca 2193 mt, e su Pizzo Ragno 2289 mt, mentre alle spalle, è facilmente riconoscibile, la sagoma del Monte Rosa 4634 mt, mentre più a destra è facilmente riconoscibile la cima del Weissmeis 4023 mt, e ancora più a destra svetta il Monte Leone 3553 mt.

Dall’alpe inoltre, sì ha una spettacolare vista sulle Rocce del Gridone e sull’omonima cima che raggiunge i 2155 mt.
CURIOSITA’
La sagoma del Monte Limidario è riconoscibile da diversi punti, basti pensare che dalle risaie del novarese, il gruppo sì presenta come un'unica catena montuosa.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per il forte dislivello.
DISLIVELLO: circa 1350 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Traffiume e a Cavaglio, Rifugio delle Nevi in località Le Buise, per informazioni, tel: 340/5023710 - 333/6241316 - 338/6886062, e Bivacco in località Alpe la Quadra a circa dieci minuti dall’alpe.
COME ARRIVARE: da Milano o da Genova con autostrada A26, con uscita Verbania, quindi SS n°34 fino a Cannobio, poi appena trovate le indicazioni per Traffiume, svoltare a sinistra.  
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n° 90.
SEGNALETICA: cartelli informativi, più bandierine rosso bianco.
DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 25 marzo 2019

Dalla località Serra, al Monte Giarolo.



Percorrendo in auto la Valle Curone, poco dopo aver raggiunto il borgo di Morigliassi 641 mt, si seguono le indicazioni per la località Serra 683 mt.
Lasciata l’auto, si percorre un segnavie, contrassegnato da un quadrato giallo, quindi attraverso un ampio sentiero in parte carrozzabile, sì guadagna velocemente quota salendo lungo la Costa della Gabbia, raggiungendo la vetta del Monte Giarolo 1473 mt.








NOTA
Per me che vivo in provincia di Varese, viene quasi logico frequentare le montagne più vicine, però guardando verso sud, ogni volta che vedo quel lembo di Appennino che sì affaccia all’orizzonte, nasce l’istinto di andare a esplorare monti così lontani. Così, quando posso, mi dirigo a sud, per far visita a delle montagne che meritano di essere vissute, perché è un viaggio alla scoperta di panorami incredibili, che meritano di essere goduti nel migliore dei modi.
Dopo aver attraversato in auto buona parte della Valle Curone, sì arriva a questa minuscola borgata, davvero quattro case messe in croce, con il minuscolo oratorio, dedicato a San Pietro, realizzato nel XVI secolo. Qui sì trova una fontanella, indispensabile rifornimento d’acqua, per chi vuole affrontare questo itinerario, poiché a parte qualche ruscello, altre sorgenti dove rifornirsi di acqua, non ve n’è. Da qui, come già detto, parte l’itinerario, un segnavie contrassegnato da un quadrato giallo, che però, non indica: né la meta, né i tempi di percorrenza.
S’inizia a salire su quest’ampio sentiero, probabilmente anche carrozzabile, alternandosi fra tratti di bosco e ampi campi coltivati, da dove sì possono aprire delle spettacolari balconate che spaziano sulle colline della Valle Curone e della quasi parallela Valle Staffora, con vista sul piccolo gruppo montuoso, dove sorge il famoso eremo di S. Alberto di Butrio, costruito nel XI secolo 687 mt, mentre più a destra, è ben visibile la cresta che colma con il Monte Alpe 1253 mt.

Continua la salita lungo l’ampio sentiero, arrivando a un pianoro, ricoperto da conifere. Proseguendo la salita, il bosco inizia a cambiare, lasciando spazio a delle belle faggete e a boschi di abete misto a larice. Un altro ampio pratone, consente una bella veduta della cresta parallela, con vista su: Pian della Mora a circa 1350 mt, Monte Bagnolo 1550 mt, fino al più alto Monte Chiappo 1700 mt. Dietro la cresta, appare in tutta la sua bellezza, la cima del Monte Lesima, che con i suoi rispettosi 1724 mt, rappresenta la massima elevazione di questa catena montuosa che dal mare o dalla pianura, si spinge ai confini di ben quattro regioni.








Un ultimo tratto in salita, e sì raggiunge finalmente la vetta del Monte Giarolo. Qui si può ammirare ben 360° gradi di panorama, con vista sulla cresta che sale fino ai 1661 mt del Monte Cofrone e ai 1700 mt del Monte Ebro. Guardando verso destra, spunta solitaria la cima del Monte Antola 1597 mt.


Rivolgendo lo sguardo da ovest verso est, inizio a elencare tante tra le più importanti cime della catena alpina, quelle che sono riuscito a riconoscere con certezza, ma posso assicurare che nelle giornate terse, il panorama è ancora più emozionante di quello che ho visto io, e sono: Cima d’Argentera 3297 mt, Monviso 3841 mt, Gran Paradiso 4061 mt, Monte Rosa 4634 mt, Dom 4545 mt, Monte Leone 3552 mt, Monte Disgrazia 3678 mt e Pizzo Bernina 4050 mt. Posso garantire che nelle giornate limpide, sì ha sicuramente una visuale sulle colline del Monferrato, sulla Pianura Padana, fino alle Prealpi Luganesi e su buona parte delle Alpi Orobie. Credo che dopo questa piacevole carrellata di nomi, qualsiasi escursionista che cerca i panorami più belli, non potrà fare a meno di salire questa montagna, solo per godersi i minuti interminabili di un panorama unico come solo l’Appennino Ligure sa regalare.
CURIOSITA’
La statua che vediamo oggi, è una seconda versione di quella originale. La prima, fu messa in posa l'11 agosto del 1901, a causa delle intemperie, il 5 agosto del 2001, venne messa in posa una nuova statua.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:15 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: circa 800 mt.
SEGNALETICA: qualche cartello informativo solo in vetta, per il resto vi sono solo sbiaditi cartelli di tanto in tanto contrassegnati da un quadrato giallo, e qualche bandierina bianco rosso verso la fine della salita.
COME ARRIVARE: da Milano o da Genova con autostrada A7, oppure da Torino o da Piacenza con autostrada A21, uscita Tortona, quindi seguire le indicazioni per Valle Curone, Fabbrica Curone, Morigliassi e quindi, località Serra.
DOVE ALLOGGIARE:
CARTOGRAFIA E GUIDE: Via del Sale foglio N°1 e 2, Appennino Pavese Valli Staffora e Curone, foglio N°4

lunedì 18 marzo 2019

Da Muggio, salita al Monte d'Orimento.



Da Muggio 661 mt, sì seguono le indicazioni per Scudelatte 904 mt, Erbonne 943 mt e Bocca d’Orimento 1275 mt. Dato che non esiste un segnavie che porta in vetta, dalla Bocca d’Orimento, sì segue l'indicazione che porta alla salita del Monte Generoso 1701 mt, quindi appena possibile, sì affronta il costone che porta sulla cresta, e in breve, sì raggiunge la cima del Monte d’Orimento 1391 mt.








NOTA
A cavallo tra il Lago di Lugano e il Lago di Como, nella parte sud della Valle d’Intelvi, sì sviluppa un sistema montuoso che colma con la cima del Monte Generoso, che ne rappresenta la massima elevazione. Numerose, sono le valli che compongono questa catena di montagne, offrendo a livello escursionistico tantissime opportunità.
Quella che descrivo, è una meta ambita da pochi, più concentrati sulla vetta del Monte Generoso o del Sasso Gordona 1610 mt o del Monte Bisbino 1325 mt. Sì parte da Muggio, piccolo borgo situato appunto nella Valle di Muggio, che è anche la più lunga valle presente in questa porzione di montagne.
Da Muggio, sì ha subito una bella veduta della cresta che porta sul Monte Generoso, e ben visibile il tracciato della linea ferroviaria che da Capolago 273 mt, sale fin quasi in vetta. Poco dopo, inizia una piacevole discesa su sterrata, che porta al Ponte Lentano 610 mt. Seguendo il sentiero a destra, sì costeggia il torrente, che scorre attraverso le grigie rocce calcaree, creando un paesaggio molto affascinante. Lo stretto sentierino, inizia a guadagnare quota, dando la possibilità di ammirare dei vecchi alpeggi ormai diroccati, monumenti di una storia antica, scritta dalle tante genti che hanno fatto la storia di queste montagne. La prima salita, termina con l’arrivo a Scudelatte, piccolo borgo che sì affaccia sopra la valle, con una vista davvero molto suggestiva che spazia fino alla Pianura Padana.
Sì riparte seguendo un sentiero più ampio di quello precedente, addentrandosi ancora di più nella parte alta della valle, fino a quando non appare l’abitato di Erbonne, piccolo gioiello di epoca preromana  che sì trova però in territorio italiano; per raggiungerlo, bisogna attraversare il vertiginoso ponte che attraversa quella che è divenuta una vera e propria gola scavata nella roccia. Poco prima di entrare in paese, ecco apparire l’inconfondibile sagoma del Sasso Gordona, che rappresenta una delle cime più alte della catena montuosa.
Lasciato Erbonne, sì attraversa l’ultimo tratto di valle che porta alla Bocca d’Orimento. Poco dopo fuori dal paese, è possibile ammirare una vera morena, antica testimone di quando i ghiacci regnavano anche su queste montagne. Un ultimo tratto su sentiero, a volte anche ripido, precede l’arrivo alla Bocca d’Orimento, attraverso un silenzioso bosco di faggi, e guardando in alto, rimane quasi sempre visibile le due vette che compongono la cima del Monte Generoso. Dalla Bocca d’Orimento, sì apre la prima bella balconata sul lario, ma è solo l’antipasto, di quello che sì potrà ammirare dallo sconosciuto Monte d’Orimento. Il pratone è molto ripido ma affrontato con lo spirito giusto, alla fine risulta anche breve, poi la morbida cresta, precede la cima di questo monte. Da qui, sì apre una balconata sensazionale, rovinata solo da qualche albero ad alto fusto. Oltre alla vista sulla cima del Monte Generoso, sì ha una panoramica su alcuni dei 4000 più belli delle Alpi, tra cui: Monte Rosa 3634 mt, Monte Cervino 4478 mt il Dom 4545 mt e la Weissmies 4023 mt, ben visibili, sono le alte cime delle Alpi Bernesi tra cui azzardo a segnalare con certezza, l’aguzza punta del Finsteraarhorn 4274 mt.
Un piccolo accenno di Lago di Lugano, che bagna l’abitato di Porlezza 282 mt, e tutta la schiera di montagne che compongono il lato meridionale della Mesolcina, cito principalmente tre cime: Monte Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, Pizzo di Gino 2245 mt e Monte Bregagno 2107 mt. Guardando verso l’altro gruppo montuoso della Valle d’Intelvi, segnalo il più alto che è il Monte Tremezzo 1700 mt, mentre alle loro spalle, sono riconoscibili il Monte Legnone 2609 mt, e il Monte Disgrazia 3678 mt, mentre a sinistra è ben visibile una parte dell’ampio anfiteatro che compone la Val Masino.

 


 Non può mancare, un piacevole sguardo sul Lago di Como, con vista sul Monte San Primo 1686 mt e sulle due vette principali del Gruppo montuoso delle Grigne, tra cui: il Grignone 2409 mt e la Grignetta 2184 mt.
Ovviamente, lo sguardo, volge anche verso sud, con vista sul Pizzo della Croce 1491 mt e sul Monte Bisbino, oltre ad una bella vista sulla Pianura Padana e sull’Appennino Ligure; posso azzardare come cime: Monte Ebro e Monte Chiappo con la loro rispettabile quota di 1700 mt.
Credo di aver esaurito lo spettacolo che si gode da questa cima, che rimane totalmente fuori dai circuiti dell’escursionismo di massa, concentrato essenzialmente sul Monte Generoso, motivo in più, per andare a toccare con mano e a guardare con gli occhi, questo sconosciuto spettacolo della natura.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero ripido a volte anche esposto.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Muggio, Scudelatte, Erbonne, e Bocca d’Orimento.
DISLIVELLO: circa 750 mt circa.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
COME ARRIVARE: da Mendrisio o da Chiasso, sì seguono le indicazioni per Valle di Muggio.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Bocca d’Orimento, tel: 335/6380242, indirizzo email: info@baitadiorimiento.it .


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