martedì 2 marzo 2021

Da Laveno al Sasso del Ferro.

 Da Laveno 200 mt, sì percorre il segnavie AV che sale fino alla località Casere 758 mt; con una breve deviazione, è possibile fare visita al borgo di Vararo 757 mt.

Dalla località Casere, sì abbandona il segnavie AV per seguire un ampio sentiero a destra, che porta alla località Poggio S. Elsa 974 mt punto d'arrivo dell’impianto di risalita proveniente da Laveno. Con un ultimo tratto su sentiero, sì raggiunge la vetta del sasso del Ferro 1062 mt.









NOTA

Laveno è una piccola cittadina che sì affaccia sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Oltre alla bella posizione, e alle tante escursioni in battello che sì possono fare con l’ottima navigazione, Laveno è anche una città ai piedi di un breve gruppo montuoso che sì eleva fin oltre i 1200 mt, e che offre numerose escursioni e traversate anche a buoni livelli. L’itinerario qui descritto, conduce alla scoperta della prima grande cima del gruppo montuoso che si affaccia sulle sponde del lago. Sì parte appunto da Laveno, borgo che ha alle sue spalle una lunga storia, pare che i primi insediamenti, risalgono addirittura al 3000 ac; non sì può rinunciare a una breve passeggiata sul lungo lago, per ammirare lo splendido paesaggio che Laveno offre a turisti ed escursionisti, che immediatamente sono rapiti dalla piacevole vista del Monte Massone 2161 mt che si eleva quasi al centro del lago, mentre più a destra, si eleva l’inconfondibile sagoma del Pizzo Proman 2098 mt.


La salita è di tutto rispetto, vista la pendenza è meglio affrontarla con il giusto allenamento. Man mano che si prosegue, di tanto in tanto, lo sguardo va inevitabilmente alla funivia che sale fino al Poggio S. Elsa.

Raggiunta la località Casere, consiglio di compiere una breve visita al borgo di Vararo, piccolo gioiello incastonato come una gemma preziosa in queste piacevoli montagne, adagiato in una bella conca di origine glaciale. Subito a sinistra, lo sguardo volge all’inconfondibile cresta dei Pizzoni di Laveno, con la prima vetta che vanta ben 1015 mt, mentre alle spalle il Sasso del Ferro s’impone con tutta la sua imponente mole.

La salita al Poggio S. Elsa è piacevole, avvolta nel fascino di un bel bosco di faggio, sale con delicatezza fino ad arrivare all’arrivo della funivia, qui, sì apre una bella balconata sul Lago Maggiore e sulle montagne della Val Grande, inconfondibile la sagoma del Monte Zeda 2156 mt, che sì eleva solitaria nel cielo.









Un ultimo sforzo, serve per affrontare il sentiero che porta in vetta al Sasso del Ferro, durante la salita, non sì può fare a meno di notare che in tempi passati, sul Sasso del Ferro si sciava.



Dalla vetta, il panorama spazia tutto verso sud, con vista, oltre che sul Lago Maggiore e sul Lago di Varese, sulla fascia collinare fino oltre la Pianura Padana, quando inizia a imporsi la dorsale appenninica. Il Massiccio del campo dei Fiori 1227 mt è inconfondibile, lo sì può ammirare alla sinistra, come sì può piacevolmente ammirare una buona parte della Val Cuvia, con vista su Brenta 298 mt e su Cittiglio 267 mt. Non posso aggiungere altro, solo l’invito a salire una bella cima da cui si gode un panorama davvero molto suggestivo.

 

CURIOSITA’

Vararo, riuscì a essere un comune indipendente, fu in seguito annesso al comune di Brenta, di Laveno e infine al comune di Cittiglio, dov’è rimasto fino ai giorni nostri.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: poco più di 850 mt

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Laveno, Casere e Vararo e a Poggio S. Elsa.

COME ARRIVARE: in treno da Milano o da Luino lungo la storica linea ferroviaria, in auto da Milano con A8 fino a Sesto Calende, poi SS 33 e dal ponte sul Ticino, SP 69Fino a Laveno.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine Giallo Verde dell’Anulare Valcuviano e bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Poggio S. Elsa con possibilità di Pernottamento, tel : 0332/610303.

mercoledì 24 febbraio 2021

Chiesa di San Paolo e Monte La Nave.


Da Montegrino Valtravaglia località S. Ambrogio 490 mt, sì percorre il segnavie 3V che sale al Colle della Nave 818 mt. Raggiunto il colle, sì prosegue sempre su segnavie, aggirando il Monte La Nave, arrivando alla Chiesa di San Paolo 831 mt. Dalla chiesa, in pochi minuti si arriva all’Alpe Paci 834 mt, quindi seguendo la strada militare, sì sale fino alla cima del Monte La Nave 988 mt.








NOTA

Tra i tanti gruppi montuosi che sì elevano a nord di Varese, il gruppo montuoso del Sette Termini, rimane ai margini, non dico che non sia conosciuto, però a mio parere, rimane escluso dai grandi circuiti del turismo e dell’escursionismo di massa che sì concentra prevalentemente sulle cime che sì affacciano sui laghi.

L’itinerario qui proposto, porta alla scoperta di questo gruppo montuoso, con un percorso che sì sviluppa in prevalenza su strade militari, in ricordo della famosa Linea Cadorna, che anche in queste montagne, è presente con una serie di opere di notevole interesse.

Sì parte da Montegrino Valtravaglia, all’altezza della Chiesa di S. Ambrogio 490 mt. Una breve visita, consente di ammirare un piacevole panorama su Monte S. Martino 1087 mt, Monte della Colonna 1203 mt e Monte Pian Nave 1085 mt.

Dopo aver percorso un tratto su strada asfaltata, sì entra nel borgo di Bonera 553 mt, piccolo nucleo abitato per cui consiglio una breve visita. Lasciato il borgo, un ampio prato, consente una piacevole veduta sulle cime della Val Cuvia, sulle prime vette del Parco Nazionale della Valgrande, con l’inconfondibile sagoma del Monte Zeda 2156 mt. La salita prosegue lungo la strada militare della Linea Cadorna che sale al Monte Sette Termini 972 mt, sì può anche scansare la strada, ma poiché il sentiero è molto ripido, è consigliabile proseguire lungo la strada militare. Colle della Nave è un ampio passo dove in mezzo ad un bel prato sorge un casolare immerso nel silenzio dei boschi di castagno e di faggio.





La Chiesa di San Paolo risalente al XII secolo, da qui sì apre una bella terrazza panoramica che spazia sul Lago di Lugano, Ponte Tresa 275 mt è facilmente individuabile. Bellissima vista sulle Montagne che sovrastano il lago, tra cui: Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Generoso 1701 mt, Monte San Salvatore  912 mt e Monte Boglia 1516 mt.

L’Alpe Paci è composta prevalentemente da una serie di villette, non so se in origine esisteva un vero e proprio alpeggio, ma lungo l’itinerario si possono guardare solo case di recente costruzione o che hanno comunque perso l’aspetto originale. L’ultimo tratto di salita si svolge nuovamente su strada militare, con vista su alcune interessanti costruzioni della Linea Cadorna, anche sulla cima del Monte La Nave.





La vetta è in sostanza immersa nel bosco, un unico balcone, apre la panoramica sul Monte Lema 1620 mt che sì erge quasi immediatamente, e sul Monte Covreto 1593 mt subito a sinistra.

Guardando verso il Lago Maggiore, che si vede in un breve fazzoletto azzurro, sì può ammirare, oltre alla morbida cima del Monte Sette Termini, il più imponente gruppo del Monte Limidario, che con i suoi 2188 mt, rappresenta la cima più alta del Centovalli, un panorama, che ripaga in tutto e per tutto la fatica fatta per raggiungere questo luogo nascosto e misterioso.









CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: poco più di 500 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno, salvo avere un riparo rappresentato da un portico della Chiesa di San Paolo.

COME ARRIVARE: in auto da Luino, percorrendo la SP n°23 che sale a Montegrino.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 4 gennaio 2021

Il Parco del Ticino a Vigevano, tra campi e boschi.


Da Vigevano 116 mt, sì raggiunge la località Sforzesca 90 mt circa. Lasciata l’auto, sì prosegue lungo la strada asfaltata che porta al Fiume Ticino. Raggiunta una curva a gomito, sì abbandona la strada asfaltata per seguire la sterrata che scende dolcemente la costa, continuando a camminare fino a quando non s’intravede da sotto Cascina San Vittore. Sì continua a camminare passando per Cascina Cerada, fino ad arrivare in località Mulini d’Isella 70 mt circa; all’altezza di Villa Necchi, sì può fare una breve deviazione per andare a visitare la Chiesetta alla Portalupa. Ritornati sui propri passi, sì prosegue oltrepassando Cascina Baracca, continuando lungo la strada asfaltata che diventerà in seguito sterrata, arrivando così a un piccolo parcheggio. Sì entra nel Sentiero delle Farfalle, bellissimo percorso didattico che entra nel bosco. Sì continua a camminare lungo il sentiero, seguendo sempre le indicazioni che sì trovano in loco, arrivando così a un cancello. Oltrepassato il cancello, sì raggiunge la strada asfaltata, quindi svoltando a sinistra, si passa per Cascina Ronchi e di seguito sì potrà ritornare alla Frazione Sforzesca.









NOTA

Spesso, ho descritto, numerosi itinerari che conducono alla scoperta del Parco del Ticino, e anche in questo caso, ho il piacere di raccontare un nuovo percorso che s’immerge nel silenzio delle campagne e nei boschi selvaggi della sponda sinistra del Fiume Ticino, più precisamente, poco più a sud dell’interessante cittadina di Vigevano.

Sì parte dalla Frazione Sforzesca, composta di alcune abitazioni e da un grande cascinale costruito nel 1486. Dopo un breve rettilineo, sì scende dalla costa per tuffarsi nei grandi campi coltivati a grano, mais e riso, dove spesso, sì possono ammirare diversi uccelli, come aironi e garzette. Un magico mondo che in inverno crea un paesaggio solitario e malinconico, ricco di corsi d’acqua, dove la nutria, scava la propria tana. Guardare dal basso la Cascina San Vittore, è come guardare una grande fortezza che domina la valle, poco più avanti, sorgono le rovine dell’omonima chiesa eretta nel 1700 su di un edificio risalente all’epoca romana.



Passando oltre, sì arriva al minuscolo Santuario del Crocefisso, pare risalente al 1400.

Il complesso del Molino d’Isella, comprende una grande cascina, dov'era collocata la macchina per la macina dei cereali. Nelle vicinanze, vi sì trova Villa Necchi, importante centro congressi, e con una breve deviazione, sì raggiunge la chiesetta alla Portalupa, dedicata a S. Ambrogio costruita nel 1957.



A poche centinaia di metri, sì trova l’Agriturismo Cascina Baracca, tipica corte lombarda, dove sì possono gustare ottimi piatti della tradizione locale.

Il tratto che attraversa l’area del bosco, è di notevole interesse naturalistico, lì vi si trova il Sentiero delle Farfalle, un sentiero didattico ricco di cartelli informativi; durante l’attraversamento dell’area boschiva, se si ha fortuna, è possibile osservare caprioli e cinghiali, motivo in più per venire a gustare l’atmosfera di questi luoghi ancora intatti, un tuffo nel passato e nella natura incontaminata di questo lembo di Parco del Ticino.









CURIOSITA’

Durante alcuni scavi effettuati presso le rovine della Chiesa di San Vittore, sono stati trovati due tombe contenenti due guerrieri di origine celtico/romana.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per il tratto su sentiero, reso insidioso in caso di piene.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Sforzesca, Molino d’Isella e Agriturismo Cascina Baracca.

DISLIVELLO: praticamente inesistente, circa 20 mt.

SEGNALETICA: cartelli informativi del parco.

COME ARRIVARE: da Vigevano con SP 206.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carte e guide del Parco del Ticino.

DOVE ALLOGGIARE: Cascina Baracca, con possibilità di pernottamento. Tel: 0381/939787.

lunedì 3 agosto 2020

Da Muggio al Sasso Gordona.

Da Muggio, 661 mt, sì seguono le indicazioni per Alpe della Bolla e Rifugio Prabello. Raggiunto il rifugio, sì affronta la ripida salita che porta in vetta al Sasso Gordona 1410 mt.

NOTA

La Valle di Muggio, posso definirla come una valle alpina a sud delle Alpi. Numerosi sono i sentieri che dai paesi raggiungono baite e vette, un lungo gemellaggio di sentieri che dalla Svizzera conducono in Italia e viceversa, fino a colmare con splendida cima del Monte Generoso 1701 mt, che rappresenta anche la massima elevazione della valle.

Muggio è un bellissimo borgo, tutto da visitare, ogni vicolo racchiude la più bella atmosfera classica dei paesi di montagna, dal piazzale della Chiesa di San Lorenzo, realizzata nella seconda metà del 1500, sì ha una piacevole vista sulla Pianura Padana occidentale, con lo sguardo che spazia fino alla parte ovest dell’Appennino Ligure, mentre da sfondo, ha la spettacolare vista del Monte Generoso, che riempie tutto il panorama.



Dall’Alpe della Bolla 1090 mt, inizia il bello di questo itinerario. Usciti fuori da bosco, sì inizia a costeggiare le pendici del Poncione di Cabbio 1063 mt, con una bellissima vista che spazia, oltre che sul Monte Generoso, anche sul Pizzo della Croce 1491 mt, e sul Monte Bisbino 1325 mt, fino alla piacevole vista del Sasso Gordona.


Il Rifugio Prabello 1200 mt, grande e accogliente, offre un solido punto d’appoggio, per i tanti escursionisti che dai due lati del confine, vivono al meglio queste montagne.





La salita al Sasso Gordona, richiede una notevole prudenza, a causa di un terreno instabile e per alcuni passaggi attrezzati, ottimo motivo, per cui lo sconsiglio a tutti quelli che soffrono di vertigini.

La vetta, a mio personale parere, dopo il Monte Generoso, è il secondo panorama più bello della zona, con vista sulla Valle d’Intelvi e sulla catena della Mesolcina Meridionale, tra i quali spicca il Pizzo di Gino 2245 mt e il Monte Camoghè o Pizzo Camoscio 2228 mt; in basso è ben visibile sopra una cimetta da 1025 mt, la Chiesa Romanica di San Zeno, risalente all’anno mille.

Sempre dalla vetta, sì ha una bella vista sul Lago di Como e sulla Punta di Bellagio; sullo sfondo, non sì può non riconoscere le inconfondibili sagome del Monte Legnone 2609 mt e del Pizzo Badile 3308 mt, mentre più a destra appare in primo piano il monte San Primo 1686 mt, e dietro a fare da sfondo, le due regine che insieme compongono il Gruppo Montuoso della Grigna.


Guardando ancora più a destra, appare la sagoma del Resegone di Lecco 1875 mt, e con vista sul più vicino Monte Palanzone 1436 mt e Monte Colmegnone 1383 mt, è potrei ancora elencare decine di cime, che seguendo la dorsale delle Alpi del Piemonte, sì tuffano nel morbido della catena dell’Appennino Ligure.

 

CURIOSITA’

Intorno al Sasso Gordona, sono presenti numerose strutture militari, della famosa Linea Cadorna.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa. 

DIFFICOLTA’: (T/E) per la salita al Sasso Gordona, che richiede una scrupolosa attenzione.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Muggio e Rifugio Prabello, con possibilità di pernottamento.

DISLIVELLO: poco meno di 800 mt.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Mendrisio, seguire le indicazioni per Valle di Muggio.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Prabello, tel: 031/5476862.


martedì 14 luglio 2020

Da Viggiù al Monte Pravello.



Da Viggiù 503 mt, si segue il segnavie che sale al Colle S. Elia 678 mt. Raggiunta la chiesa di S. Elia 665 mt, sì passa dietro l’edificio, percorrendo in seguito un sentiero non segnalato che porta al bivio con il sentiero che sale dal Rifugio Gelindo 521 mt, svoltando a destra, sì recupera il segnavie che sale lungo la strada militare che porta poco sotto la cima del Monte Orsa 998 mt. Seguendo le indicazioni per il Monte Pravello, sì attraversa l’area della Linea Cadorna, con tratto in galleria e successivamente attraversando varie postazioni militari, raggiungendo di seguito la cima del Monte Pravello 1020.











NOTA
Le montagne che compongono la fascia Prealpina del Varesotto, sono quasi tutte attraversate da una fitta rete di gallerie e varie postazioni militari che compongono la famosa Linea Cadorna. L’itinerario qui proposto, conduce a mio parere alla scoperta della parte più bella di questa linea difensiva.
Sì parte da Viggiù paese che fonda le sue radici già dall’antica Roma; consiglio una visita alla Chiesa di S. Stefano di epoca romana e ampliata nel XV secolo, in altre parole come oggi la vediamo. Dalla piazza, sì ha una piacevole vista sulla Val Ceresio, facilmente riconoscibili, le cime del Monte Monarco 855 mt e del Monte Minisfreddo 1042 mt.

La Chiesa di S. Elia, ha almeno settecento anni di storia, la forma attuale, è frutto di una serie d’interventi avvenuti nel XVI e nel XVII secolo. Dalla balconata non si ha una grande vista, e nei mesi estivi la vegetazione limita ancora di più il panorama.
La Linea di fortificazioni che è compreso nel percorso, richiede l’uso del frontalino, anche se alcune feritoie nella roccia, consentono il passaggio della luce, è sempre meglio avere una pila frontale. Il tratto in galleria è molto affascinante, a tratti inquietante e misterioso, sì ha la sensazione che da un momento all’altro, sbuchi fuori un soldato armato fino ai denti.











La seconda parte dei camminamenti si svolge all’aperto, qui un continuo susseguirsi di postazioni, seguono la cresta fino alla cima del Monte Pravello.

 
Nei due soli punti panoramici, che vi sono in questo tratto del percorso, sì può ammirare una bella vista sul Lago di Lugano e sulle montagne della Valceresio, tra cui il famoso Poncione di Ganna 992 mt e il Monte Piambello 1125 mt. Alle sue spalle, sono facilmente riconoscibili: il Massiccio del Campo dei Fiori 1227 mt e il Monte Nudo 1235 mt. Altre cime di rilievo, posso menzionare l’inconfondibile Monte Lema 1620 mt, il Monte Gradiccioli 1935 mt e il Pizzo di Vogorno 2442 mt.
Poco sotto la cima, sorge il Rifugio Monte Pravello 951 mt, ottimo punto d’appoggio in caso di maltempo.

CURIOSITA’
Viggiù, viene anche nominato come il Paese dei Picasass, questo grazie alla grande abilità dei tanti scultori che sì sono succeduti in questo paese, ricordati dalle tante lapidi, sparse per le case del paese.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: poco più di 500 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Viggiù, area al coperto presso la Chiesa di S. Elia e Rifugio Monte Pravello aperto solo la domenica, ma dotato di un piccolo locale d’emergenza sempre aperto.
COME ARRIVARE: in auto da Varese, seguendo le indicazioni per il Valico di Gaggiolo, poi seguire le indicazioni per Viggiù.
CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.
DOVE ALLOGGIARE:

sabato 11 luglio 2020

Da Rassa al Monte Bò di Valsesia.



Da Rassa 917 mt, sì percorrono i segnavie 252 e 252a fino all’Alpe Selvaccia 1556 mt, poi con segnavie 243a sì raggiunge la località Pizzo 1704 mt, quindi con sentiero 243 sì affronta la decisa salita che porta in vetta al Monte Bò di Valsesia 2071 mt.

NOTA
La Valsesia è una lunga valle che da Romagnano Sesia 268 mt, porta fino ai piedi del Monte Rosa. Lungo questa valle, vi sono numerose valli laterali che offrono tantissimi itinerari escursionistici, dalle semplici passeggiate turistiche alle grandi traversate di più giorni, su itinerari che mettono in comunicazione tra di loro le stesse valli. Tra le tante valli, la Val Sorba ne è un valido esempio, una valle che mette in comunicazione la Valsesia con la Valle di Gressoney, attraverso il Colle del Loo 2452 mt.
A pochi chilometri dalla statale della Valsesia, sorge Rassa, piccolo borgo di origine Walser, un piccolo gioiello che non sì può non andare a visitare, i vicoli, le case e i ponti medioevali che consentono di attraversare il Torrente Sorba e il Torrente Gronda, creano un paesaggio unico nella sua bellezza.
L’itinerario qui descritto, parte appunto da Rassa, con un sentiero che sale deciso, sì raggiunge l’Alpe Selvaccia, dove sì apre una piacevole balconata con vista sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa 4554 mt e sulla Val Sorba.
Un’altra piccola salita porta ad ammirare la bellissima balconata della località Il Pizzo, grazioso gruppo di baite con vista sulla Valsesia e sulle montagne che s’innalzano sopra la valle, cime come Monte Ventolaro 1835 mt e Cima delle Balme 1930 mt o Cima d’Ometto 1911 mt.
L’ultima salita si sviluppa lungo un panoramico sentiero, ricoperto di rododendri, che nel periodo di fioritura, colorano il costone di fuxia. Dalla cima del Monte Bò, sì apre una panoramica a 360°, oltre alla vista sulla Val Sorba, valle di origine glaciale, facilmente distinguibile per la particolare forma a U, guardando verso il Monte Rosa, sì riesce a distinguere a occhio nudo il Rifugio Regina Margherita 4559 mt, il rifugio più alto d’Europa. Tra le altre cime che sì possono ammirare da questa vetta, vi è il vicino Testone delle Alpi 2081 mt e l’Alta Cima di Bò o Monte Bò Biellese 2556 mt.
Nelle giornate limpide, si riconosce facilmente l’inconfondibile sagoma del Mottarone 1491 mt, allargando lo sguardo fino al Massiccio del Campo dei Fiori di Varese 1227 mt; un’altra cima che non posso non nominare è l’inconfondibile sagoma del Monte Barone 2044 mt, primo duemila della Valsesia.
Non sì può davvero aggiungere altro, se non andare a vivere di persona la magia di questo percorso.
CURIOSITA’
I Walser sono una popolazione di orine germanica, giunta sulle nostre montagne intorno al VIII secolo.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per sentiero ripido e poco frequentato da Rassa alla località Il Pizzo.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Rassa.
DISLIVELLO: 1150 mt circa.
COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia, Ghemme, sì prosegue in direzione di Alagna Valsesia 1191 mt, dopo aver passato l’abitato di Piode 752 mt, al bivio per Rassa svoltare a sinistra.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°88
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, prestare molta attenzione ai segnali, quando troppo sbiaditi, possono creare qualche problema.
DOVE ALLOGGIARE:

martedì 23 giugno 2020

Da Curiglia al Monte Lema.



Da Curiglia 670 mt, sì percorre la strada asfaltata che sale a Sarona 944 mt, e successivamente all’Alpone 1250 mt.
Dall’Alpone, sì prosegue su sentiero fino ad arrivare alla Forcella d’Arasio 1470 mt, svoltando a destra, si sale rapidamente al Rifugio Monte Lema 1550 mt, quindi con un’ultima fatica, sì raggiunge la vetta del Monte Lema 1620 mt.











NOTA
La fascia prealpina del Varesotto, è composta principalmente da piccoli gruppi montuosi che sì elevano tra i 900 e i 1200 mt di quota. Più a nord, sì eleva un gruppo montuoso che a cavallo tra Italia e Svizzera, va a sfiorare i 2000 mt di quota, in Italia, è diviso dalla profonda Valle Veddasca, in Svizzera diventerà Valle Giona, e che da Maccagno 218 mt, sì spinge fino ai 1388 mt del Passo di Neggia.
Tra Italia e Svizzera, sì può godere di una vastissima rete di sentieri, con difficoltà che soddisfano davvero tutti i gusti, l'itinerario qui proposto, parte dal versante destro della Valle Veddasca.
Curiglia è un bellissimo paese di montagna, con i tetti in pietra, potrei dire che sì può notare una leggera impronta Walser nelle costruzioni delle case; raggiungendo la Chiesa parrocchiale, sì può ammirare una bella terrazza panoramica con vista su Graglio 895 mt, che sorge sulle pendici del Monte Cadrigna 1300 mt; in lontananza, sì riconosce facilmente sulla destra la sagoma piramidale del Monte Zeda 2156 mt.
Sarona è un piccolo borgo che sorge sopra Curiglia, un breve intreccio di baite da dove sì apre la seconda balconata del percorso, con una vista eccezionale che va dal Monte Rosa 4634 mt a sinistra al Fletschhorn 3985 mt a destra.

Un’altra salita occorre per andare ad ammirare un’altra meravigliosa terrazza panoramica che sì trova all’Alpone, sia dalle baite sia dalla piccola chiesa della Madonna della Guardia, sì ammira una porzione del Lago Maggiore, con vista fino al Monte Fenera 899 mt, ottima vista su Monte Covreto 1594 mt e su Monte Gambarogno 1734 mt.
La quarta balconata la sì ha all’Alpe Arasio 1409 mt, una volta era composta da un enorme edificio ora demolito, e dove arrivava l’impianto di risalita che consentiva agli sciatori di raggiungere il Piano del Poncione 1624 mt, la vista spazia sulle cime del Parco Nazionale della val Grande e sull’inconfondibile sagoma del Monte Limidario 2188 mt.
Da Forcella d’Arasio finalmente sì ha lo sguardo sulla Valle d’Agno e sulle cime del Monte Boglia 1516 mt, su Sasso Grande 1500 mt e i suoi Denti della Vecchia, e su Cima di Fiorina 1801 mt.
Altra salita, altra terrazza panoramica, dal Rifugio Monte Lema, bellissima vista sul Lago di Lugano e sulla fascia prealpina del Varesotto, tra cui sono facilmente riconoscibili: Monte San Giorgio 1100 mt, Monte Piambello 1125 mt e Monte Martica 1032 mt.
La vista dal Monte Lema spazia a 360°, un emozionante tuffo panoramico tra laghi, pianura e montagne, in lontananza l’Appennino Ligure volge lo sguardo verso nord, con i 1724 mt del Monte Lesima. Tra i tanti quattromila delle Alpi, la panoramica spazia fino alla verticale cima del Finsteraarhorn 4274 mt. Guardando verso nord, Monte Gradiccioli 1935 mt e Monte Tamaro 1961 mt, sono le due cime maggiori dell’intera dorsale. Guardando verso destra, appare l’inconfondibile sagoma del Monte Disgrazia 3678 mt, com’è facilmente riconoscibile il Monte Legnone 2609 mt, vetta che si eleva alla fine del Lago di Como, e che è considerata una delle più belle panoramiche delle Alpi. Altre cime che mi permetto di menzionare in un breve elenco sono: Pizzo di Gino 2245 mt, Monte San Primo 1686 mt, Resegone di Lecco 1875 mt, i Corni di Canzo 1373 mt e Monte Generoso 1701 mt, per concludere una lista di vette che potrebbe andare avanti per righe e righe, un mondo spettacolare da vivere in tutto il suo splendore.










CURIOSITA’
L’enorme pallone che si vede in vetta al Monte Lema, è semplicemente una stazione meteorologica.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: 950 mt
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Curiglia quando aperti, Rifugio Madonna della Guardia e Rifugio Monte Lema.
COME ARRIVARE: in auto da Luino, seguendo le indicazioni per Curiglia Monteviasco.
CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Madonna della Guardia tel: 0332/568424, oppure 338/6389076. Rifugi Monte Lema tel: +41(0)91/9671353.

martedì 9 giugno 2020

Dalla Prima cappella del Sacro Monte di Varese, alla Punta di Mezzo del Campo dei Fiori.



Dalla Prima Cappella del Sacro Monte di Varese 575 mt, sì affronta la bella salita che tocca tutte le cappelle, fino ad arrivare al paese di Santa Maria del Monte 807 mt.
Dopo aver visitato il borgo, sì raggiunge il Piazzale Pogliaghi, dove parte il segnavie che sale al Passo delle Pizzelle 927 mt. Raggiunto il passo, sì prosegue a sinistra seguendo l’itinerario che porta a Forte d’Orino 1139 mt. Dopo aver passato il Monte Tre Croci 1098 mt, sì arriva poco dopo nelle vicinanze della Pensione Irma. Raggiunto il bivio, sì svolta a destra seguendo il sentiero che passa sotto Punta Paradiso 1226 mt, quindi dopo aver terminato il traverso, sì arriva sotto la Punta di Mezzo 1227 mt, che sì raggiungerà con una breve salita.











NOTA
Il massiccio montuoso del Campo dei Fiori, è un colosso che si eleva a nord del Lago di Varese, supera di poco i 1200 mt di quota e rimane per intero, all’interno dei confini del parco regionale, istituito nel 1984, e che comprende anche il gruppo minore del Monte Chiusarella 915 mt e Monte Martica 1032 mt, oltre a vantarsi di un’importante attrazione turistica come il Sacro Monte di Varese, realizzato intorno al 1600.
Tra le tante camminate che sì possono fare nel parco, ne propongo una classica, che in una perfetta simbiosi, unisce: sport e natura, storia e cultura.
Sì parte dalla Prima Cappella del Sacro Monte, iniziando a camminare lungo la piacevole passeggiata che tocca tutte le cappelle votive, fino ad arrivare al piccolo paese; all’inizio della sacra via, sì può ammirare un bellissimo murales realizzato dal famoso pittore Renato Guttuso, che rappresenta la fuga in Egitto della sacra famiglia.
Dopo aver visitato i vicoli di Santa Maria del Monte, sì raggiunge il Piazzale Pogliaghi, dove sì ha una piacevole veduta su Monte Martica, Monte Chiusarella e Monte Monarco 855 mt. Ora, la tranquilla passeggiata turistica, lascia il posto al sentiero di montagna, una salita in piena regola che porta al Passo delle Pizzelle. Poco prima di arrivare al Monte Tre Croci, sì può eseguire una deviazione, per andare a visitare il Grand Hotel Campo dei Fiori. Dalla cima del Monte Tre Croci, sì può ammirare dall’alto il borgo di santa Maria del Monte.
Il traverso che aggira Punta Paradiso, porta a un punto panoramico molto bello, che offre una vista mozzafiato sulla Val Cuvia, su Monte San Martino 1087 mt e Monte della Colonna 1203  mt.
Poco prima di arrivare alla Punta di Mezzo, sì raggiunge un ampio prato circondato da abeti e larici che creano un ambiente alpino davvero suggestivo, volgendo lo sguardo verso sud, sì ha un’ampia veduta sulle colline moreniche e sulla Pianura Padana.
Dalla cima, una spettacolare balconata offre la piacevole vista su Brinzio 516 mt e su Castel Cabiaglio 523 mt, guardando verso Luino, sì riesce a intravedere una piccola porzione di Lago Maggiore, che sì mostra in tutta la sua bellezza. Per chi frequenta queste piccole montagne, non sarà difficile riconoscere le inconfondibili cime di: Monte Nudo 1235 mt, Monte Piambello 1125 mt e Poncione di Ganna 992 mt, fino ad arrivare alla tondeggiante vetta del Monte Lema 1620, massima elevazione della Provincia di Varese.
Nelle giornate limpide, il panorama spazia dalle Alpi Lepontine, alle Alpi Retiche, con buona porzione della fascia prealpina.







CURIOSITA’
Il Santuario del Sacro Monte di Varese, dal 2003, è stato inserito nell’elenco dell’UNESCO.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.
DISLIVELLO: 650mt circa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali lungo la via del santuario e Pensione Irma poco prima di Punta Paradiso.
COME ARRIVARE: in auto da Milano percorrendo l'autostrada A8 fino a Varese, poi indicazioni per Sacro Monte.
CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.
DOVE ALLOGGIARE: Hotel Colonne a santa Maria del Monte, tel: 0332/220404.

martedì 26 maggio 2020

Da Cassano Valcuvia all'Alpe San Michele.



Da Cassano Valcuvia 296 mt, sì percorre l’Anulare Valcuviano fino a incrociare la carrozzabile che arriva da Mesenzana 305 mt, svoltando a sinistra, sì prosegue in salita fino al bivio con il sentiero 3V che arriva dalla cima del Monte San Martino 1089 mt, quindi, svoltando a destra, sì affronta il lungo traverso che porta all’Alpe San Michele 820 mt.











NOTA
Piacevole itinerario che conduce alla scoperta di quel tratto della Linea Cadorna realizzato nel comprensorio del Monte San Martino, e di un alpeggio che sorge lungo una sella che separa il Monte Pian Nave 1058 mt da Monte della Colonna 1203 mt. L’itinerario inizia da Cassano Valcuvia, piccolo borgo che sorge tra la fine della Val Cuvia e l’inizio della Val Travaglia ai piedi del Monte San Martino.
Dopo aver visitato il paese, sì cammina lungo le periferie di Cassano, e dopo essere passati da Cà di Rocco 375 mt, bellissimo edificio rustico, adagiato su di un piacevole pianoro immerso nel silenzio dei boschi misti, il sentiero s’immette nella sterrata che arriva da Mesenzana.
Poco prima di arrivare al forte di Vall’Alta, s’incontrano le prime fortificazioni, poi appena raggiunto il bivio con il sentiero 3V, sì svolta a destra e con una piccola deviazione, sì raggiunge il Forte di Val’Alta, dove sì può visitare il forte, che è composto da una lunga galleria e da una serie di camere che guardano verso la Val Travaglia. Il sito non sarebbe accessibile al pubblico, dei cartelli vietano l’accesso, però con le dovute cautele e limitandosi a pochi metri, è possibile visitare l’interno del forte; nelle immediate vicinanze, un’area picnic, consente di consumare comodamente un pranzo al sacco o una semplice merenda, in totale armonia con queste piacevoli montagne.



Il traverso che porta all’Alpe San Michele è abbastanza lungo, è rimane immerso nel fitto boschi di faggio, che sì apre solo raramente, fino a quando non s’incontra la strada asfaltata e le baite che compongono l’alpe.
San Michele, è una piccola chiesa romanica realizzata tra l’XI e il XII secolo, che sorge poco sopra a un minuscolo borgo, in un luogo incantevole, in alcuni tratti sì ha una spettacolare vista sul Lago Maggiore e sulla sponda piemontese, oltre ad avere una piacevole veduta del Monte Pian Nave e del Monte della Colonna.
CURIOSITA’
La Linea Cadorna, è una linea difensiva realizzata tra il 1911 e il 1916, in provincia di Varese, serviva a evitare un’eventuale invasione da parte dell’Impero Austrungarico, proveniente dalla vicina Svizzera.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:45 minuti circa.
DIFFICOLTA’: (T).
DISLIVELLO: circa 600 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Cassano Val Cuvia e ristoro A.P.S. San Michele al Monte tel: 339/2353496.
COME ARRIVARE: in auto da Milano percorrendo l'autostrada A8 con uscita Buguggiate, sì prosegue lungo la P1 che costeggia il lago di Varese fino alle porte di Cittiglio 267 mt, quindi SS N°394 in direzione Luino, quindi appena trovate le indicazioni, svoltare a sinistra per Cassano Val Cuvia.
CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V Via Verde Varesina De Agostini.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.
DOVE ALLOGGIARE:

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