giovedì 16 giugno 2022

Da Ponte di Piero al Monte Gradiccioli.

Da Ponte di Piero 549 mt, dopo aver passato il Torrente Viascola, svoltando a destra, si percorre la ripida mulattiera che sale a Monteviasco 950 mt. Dal paese di Monteviasco, sì prosegue lungo il segnavie che sale all’Alpe Corte 1346 mt e al Rifugio Capanna Merigetto 1498 mt. Dopo aver superato l’Alpe Corte, sì prosegue fino al secondo bivio che porta alla Capanna Merigetto, svoltando a sinistra, sì raggiunge il piccolo rifugio.

Ora, seguendo il segnavie, con una decisa salita su sentiero poco frequentato, sì guadagna quota fin quasi in cima al Sasso della Gallina 1630 mt, poi ancora in salita passando a fianco alla piccola cima del Monte Pola 1742 m, sì raggiunge la cresta arrivando ai Pianoni 1768 mt, quindi, con un’ultima salita, sì conquista la cima del Monte Gradiccioli 1935 mt.



 






NOTA

La Valle Veddasca, attraversata dal Torrente Giona, è una valle che dal borgo di Maccagno, 218 mt, sale fino ai 1388 mt, del Passo di Neggia, e separa due creste, una delle quali vanta due cime che sfiorano i duemila metri di quota, due cime quasi gemelle, dove sì può ammirare due panorami eccezionali.

L’ascensione che propongo, sale la prima di queste due cime, in altre parole il Monte Gradiccioli.

Anche in questo caso, sì parte da Ponte di Piero, stazione di partenza, della funivia che sale al borgo di Monteviasco. Una lunga mulattiera, pare composta di oltre mille gradini, consente di affrontare da subito, un dislivello, che mette a dura prova il fiato di chi non è abituato a queste ripide salite, ma anche per i più allenati, posso assicurare, che i quattrocento metri di dislivello che sì affrontano, non lasciano il fiato, assolutamente indifferente.

Su Monteviasco, cosa posso dire che non abbia già detto? Un paese unico nel suo genere, un tuffo nel passato di almeno cento anni, ogni volta che percorro i suoi vicoli, rimango sempre colpito dall’atmosfera rustica che regala questo borgo, un paese che deve essere visitato; anche oggi che la sua funivia è attualmente fuori uso, tantissime persone affrontano la mulattiera per venire a respirare l’aria di Monteviasco, gente di tutte le età, sportivi o semplici turisti, perché la fatica è tutta ripagata.




L’Alpe Corte, esattamente come Monteviasco, regala la stessa atmosfera del passato, un minuscolo gruppo di baite, alcune in rovina, sono la testimonianza viva del duro lavoro dei pastori, che in estate conducevano il bestiame negli alti pascoli, un mestiere ancora vivo nelle tradizioni che hanno attraversato il tempo, fino ai giorni nostri.

La Capanna Merigetto, è un fondamentale punto d’appoggio, anche se si tratta prevalentemente di un rifugio autogestito, nel senso che per accedervi, sì deve ritirare le chiavi. A parte questo dettaglio, il rifugio, anche se chiuso, grazie alla sua tettoia e ai tavoli fuori, offre comunque un riparo in caso di cattivo tempo, o un punto di sosta. Purtroppo, essendo collocato in un vallone, la visuale è davvero limitata, le uniche cime che si possono guardare dal rifugio, sono il Sasso della Gallina, il Monte Pola e il Monte Magno 1638 mt.


Monte Gradiccioli è la seconda cime per elevazione della Valle Veddasca, la sua panoramica, pur essendo limitata dalla presenza del Monte Tamaro, è a 360°, una visuale che spazia dalle grandi vette della catena alpina, alle più morbide alture dell’Appennino Ligure e Tosco Emiliano. Lago di Lugano lo sì trova sulla sinistra, facilmente riconoscibili le cime del Monte Generoso 1701 mt e del Monte San Giorgio 1100 mt, al centro, la fascia prealpina del varesotto, con vista sul Poncione di Ganna 992 mt, Monte Piambello 1125 mt, Monte Martica 1032 mt, il Massiccio del Campo dei Fiori 1227 mt, Monte della Colonna 1204 mt, Monte Nudo 1235 mt e Sasso del Ferro 1062 mt. Subito a destra, lo sguardo, sì tuffa nel Lago Maggiore, riconoscibili i Castelli di Cannero, oltre alle tante vette che circondano il lago, come il Mottarone 1491 mt, e tante vette minori, come il Monte Gambarogno 1734 mt. Sicuramente l’inconfondibile forma a piramide del Monte Zeda 2156 mt, attirerà l’attenzione di ogni escursionista esperto che gira da anni per i monti, come sono facilmente riconoscibili, Cima della Laurasca 2193 mt, nel Parco Nazionale della Val Grande, e Monte Limidario 2188 mt, spaziando fino alle Alpi Bernesi.

Guardando verso Bellinzona, Pizzo Vogorno 2442, Cima dell’Uomo 2439 mt e Pizzo Claro 2727 mt, sono tra le più facilmente riconoscibili, mentre sul versante est, Monte Camoghè o Pizzo Camoscio 2228 mt, Monte Bar 1816 mt, Pizzo di Gino 2245, Monte Tremezzo 1700 mt, Grigna Settentrionale 2409 mt e Resegone di Lecco 1875 mt, oltre a buona parte delle Alpi Orobie e delle Alpi Retiche, fino al Pizzo Bernina 4049 mt.



Monte Gradiccioli, una cima che merita la giusta attenzione, una montagna che è come un bellissimo film, ogni occasione è buona, per poter rivivere l’emozione di questo panorama eccezionale.

 

CURIOSITA’

Monteviasco, pur con le sue molte case, conta soltanto quindici residenti, che vivono l’avventura di tutte e quattro le stagioni.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00/ 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) Per il forte dislivello e per i tratti su sentiero e traccia di sentiero.

DISLIVELLO: quasi 1400 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Monteviasco, Capanna Merigetto e Bivacco sempre aperto in località Passo Agario, raggiungibile con una deviazione di circa 30 minuti.

COME ARRIVARE: in auto da Luino con SP n°6 fino al parcheggio della funivia.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Capanna Merigetto, tel: 3294904872 per prenotare, oppure 0332/510014, telefonare il venerdì sera dopo le ore 21, oppure capannamerigetto@caigermignaga.it.

mercoledì 1 giugno 2022

Da Sabbia, all'Alpe Laghetto.

Da Sabbia 728 mt, sì percorre il segnavie n°561 che conduce al Monte Capio 2172 mt, sì attraversa la Val Sabbiola fino alla località Montata 880 mt, ora in decisa salita, sì arriva all’Alpe Campo 1525 mt. Sì prosegue ancora in salita, fino sfiorare i 1800 mt di quota, quindi con un piacevole traverso, sì arriva all’Alpe Laghetto 1810 mt.









NOTA

La Val Sabbiola, è una valle che sì colloca a pochi chilometri dallo storico borgo di Varallo Sesia 450 mt, percorrendo il lungo serpente della Val Mastallone, rimane la seconda importante valle che s’incontra lungo la provinciale. Numerosi i sentieri che sì snodano in questa valle, come numerose sono le borgate che arroccate sui pendii, sfidano da secoli le intemperie da rigidi inverni e da turbolenti primavere.

L’itinerario da me proposto parte appunto da Sabbia, piccolo comune abitato già prima dell’avvento di Cristo.

La prima parte del percorso, attraversa la sponda sinistra della valle, fatta eccezione per alcuni casolari e piccoli alpeggi come la località Montata, il segnavie, non incrocia mai nessuna delle piccole frazioni, che s’incontrano sul lato destro della valle; tuttavia, grazie a una deviazione di circa quindici minuti, lungo il segnavie n°565, è possibile visitare il borgo di Erbareti 969 mt, paese dove non vi sono residenti fissi come a Sabbia.



La dura salita che porta all’Alpe Campo, va percorsa durante la fioritura delle ginestre, che regala dei bellissimi colori che sì sposano perfettamente con l’ambiente che le circonda.

L’alpe Campo, è composta di una serie di baite sparse è sì colloca sopra una sella altamente panoramica; oltre ad avere una piacevole vista sulla Val Sabbiola, sì ha anche una bella visuale sulla Cima di Razzarola 1714 mt, e sulle cime più vicine, come il Monte Capio 2172 mt, massima elevazione che sì può ammirare in questo percorso. Altra cima che merita di essere menzionata è la Cima di Rondo 1976 mt.



Man mano che sì prosegue lungo la salita, la visuale si apre fino al Corno Bianco 3320 mt, oltre che alla vista sul Monte Barone 2044 mt, come sull’inconfondibile sagoma del Monte Fenera 899 mt. Per poter osservare il Monte Rosa, sì deve salire ancora un pochino, però, nelle uniche due finestre, sì può ammirare solo una breve porzione, più precisamente, la visuale spazia sulla Punta Parrot 4436 mt.

L’Alpe Laghetto, è composto di un gruppetto di baite sparse in una conca glaciale, molto suggestiva. Dove probabilmente sorgeva il laghetto che da il nome all’alpeggio, oggi, sì è creata una zona umida, indubbiamente di notevole interesse naturalistico. La conca sì colloca praticamente sotto il Monte Capio, molto bella è anche la Cima dei rossi 2134 mt, che a differenza del Monte Capio, sì mostra più rocciosa; dalla sella che precede l’alpeggio, sì ha una bella vista sul Massa del Turlo 1969 mt e sul Monte Forcolaccia 2034 mt, com’è molto suggestivo il panorama sulle tante valli che sì tuffano nel lungo serpente della Val Sesia.

Alpe Laghetto, un luogo ideale per trascorrere delle ore immersi nel silenzio, un luogo che racconta la vita dell’alpeggio e dei tanti uomini che hanno lavorato su queste montagne.

 

CURIOSITA’

Arrivando all’Alpe Laghetto, sì noteranno due grossi fori scavati al centro della conca, due buchi in mezzo alla montagna. Questi due buchi, sono quello che rimane di una vecchia miniera di Nichel.



 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero. Prestare attenzione nel tratto che attraversa la Val Sabbiola, per alcuni smottamenti del sentiero, al momento non ancora sistemati.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.

DISLIVELLO: oltre 1100 mt.

COME ARRIVARE: A26 con uscita Romagnano Sesia, Ghemme, sì prosegue in direzione di Alagna, fino a Varallo Sesia. Da Varallo con SP 9, che percorre la Val Mastallone, quindi, svoltare a destra per SP 79 che sale fino a Sabbia.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°97.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE:                                                                                                                           

Da Somazzo al Monte Generoso.

Da Somazzo 568 mt, sì seguono le indicazioni per Stazione di San Nicolao 701 mt, Stazione Bellavista 1202 mt, Stazione vetta 1601 mt. Raggiunta la stazione a monte della funicolare, con pratico sentiero, sì guadagna la cresta che porta alla prima cima del Monte Generoso 1701 mt.









NOTA

Definito come l’ultima roccaforte delle Alpi, il Monte Generoso, è la più alta cima che sì eleva sopra il Lago di Lugano, un modesto massiccio caratterizzato da tre punte, due che raggiungono i 1700 mt di quota, e il più piccolo Sasso Bianco 1650 mt. Tra l’Italia e la Svizzera, sono tantissimi i percorsi che raggiungono la vetta, tutti molto suggestivi che regalano ambienti alpini di rara bellezza, una montagna che ha un ambiente tipico delle cime che superano i 2000 mt.

L’itinerario che propongo, parte dalla Svizzera, più precisamente da Somazzo, piccolo borgo di origine medievale che sorge sopra la più rinomata città di Mendrisio 332 mt.

Quello che caratterizza il percorso, è la presenza della linea ferroviaria che da Capolago 273 mt, porta fino all’Albergo Vetta del Monte Generoso.

San Nicolao è una graziosa chiesetta costruita sotto una parete di roccia, al suo interno, sì trova un ristoro. Poco sopra, sì trova la piccola Stazione di San Nicolao, qui sì può trovare l’acqua, e una piccola area attrezzata, dov'è possibile riposare o godersi semplicemente il silenzio di queste montagne, interrotto soltanto dal passaggio del trenino.



Proseguendo la salita, il sentiero, spesso fiancheggia la linea ferroviaria, anche in questo caso, il passaggio del trenino, rende tutto molto più suggestivo.

Prima di arrivare alla Stazione Bellavista, s’incontra la prima balconata di questo percorso, con una bella visuale sul Lago di Lugano e sul borgo di Riva San Vitale 273 mt, e sul Monte San Giorgio 1100 mt, mentre più a sinistra, svetta il Monte Pravello 1015 mt. Volgendo lo sguardo verso destra, spiccano la vista su Monte San Salvatore 912 mt, mentre sulle rive del lago, sorge poco prima, l’abitato di Melide 276 mt.

La Stazione di Bellavista, anch’essa è molto suggestiva, sedersi su di una panchina e attendere che transiti il trenino, è un’esperienza davvero magica; la panoramica è più avara, la vegetazione copre gran parte del panorama che da, sul Lago di Lugano.

Dopo essere usciti dal bosco di faggio, la panoramica inizia a essere interessante, le morbide alture del Dosso delle Mede 1183 mt e del Dosso Bello 1136 mt, accompagnano la vista verso la Dorsale Insubrica e verso la Pianura Padana. Man mano che sì procede verso la vetta, iniziano a mostrarsi le cime del Monte Bisbino, 1325 mt, Monte Colmegnone 1383 mt e del Sasso Gordona 1410 mt, mentre guardando verso la cresta, il trenino con il suo viaggiare lento, passa sotto i ripidi pendii erbosi.



Più ci sì avvicina alla vetta, e più sì respira l’aria alpina di questa montagna, un paesaggio più simile alle alte cime che vanno sopra i duemila metri, ma che in questa lingua montuosa che sì affaccia verso sud, crea un ambiente di notevole interesse paesaggistico.

La piccola stazione a monte, precede quello che è il nuovo ristorante, realizzato nello scorso decennio, dopo aver demolito quello vecchio, ottimo punto d’appoggio per turisti ed escursionisti.

Le ultime righe, le dedico ovviamente alla vetta del Monte Generoso, A mia memoria, e a mia esperienza, è l’unica vetta dalla quale sì possono ammirare ben tre dei laghi del nord Italia, ovvero: Lago Maggiore, Lago di Lugano e Lago di Como, oltre alla vista del più piccolo Lago di Varese. Una panoramica a 360°, basti pensare nelle giornate terse, la visuale spazia fino al Monte Cusna 2120 mt, una delle massime elevazioni dell’Appennino Tosco Emiliano.

Tra le tantissime cime già menzionate in altre camminate, dovendo fare una più ampia panoramica da ovest verso est, cerco di fare un elenco il più possibile esaustivo, tra cui: Monte Rosa 4634 mt, Monte Cervino 4478 mt, Monte Zeda 2156 mt, Monte Nudo 1235 mt, Monte La Nave 988 mt, Monte Tamaro 1961 mt, Pizzo di Vogorno 2442 mt, Monte Sighignola 1314 mt, Monte Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, Pizzo di Gino 2245 mt, Pizzo Stella 3163 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Monte Tremezzo 1700 mt, Monte San Primo 1686 mt, e potrei elencarne ancora tantissime, ma è giusto che chi decida di avventurarsi lungo i percorsi da me descritti, come quello che sto raccontando in queste righe, abbia l’emozione di scoprire uno dei panorami più belli delle Prealpi Luganesi.









CURIOSITA’

La prima ferrovia che collega Capolago al Monte Generoso, risale alla fine del 1800.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a San Nicolao e Ristorante Vetta.

DISLIVELLO: oltre 1100 mt.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Mendrisio, seguire le indicazioni per Somazzo Monte Generoso.

DOVE ALLOGGIARE: varie strutture a valle.


martedì 31 maggio 2022

Da Coggiola, alla Punta delle Camosce.

Da Coggiola 450 mt, sì percorre il segnavie GTB, salendo fino alla località Le Piane 983 mt. Sì prosegue con segnavie G1 salendo al Rifugio La Ciota 1226 mt, quindi con segnavie G8, sì guadagna quota raggiungendo il Rifugio Monte barone 1587 mt. Sempre con lo stesso segnavie, sì riprende la salita, arrivando alla Bocchetta di Ponasca 1650 mt. Dalla bocchetta, sì abbandona il segnavie, seguendo una traccia di sentiero che attraverso la cresta, porta ai piedi della Punta delle Camosce 1699 mt, che sì raggiunge dopo una decisa salita.








NOTA

Il Monte Barone, 2044 mt, è il primo duemila che sì affaccia sulla Valsesia, questo monte è diviso principalmente tra due valli, quella del Torrente Strona e quella più grande del Torrente Sessera. La cima , vanta un panorama a 360°, nelle giornate limpide, la visuale lascia senza parole, una cima che meriterebbe di essere rinchiusa in un parco che ne svelasse tutte le bellezze naturalistiche e storiche. Nel suo modesto ambiente, l’area racchiude in se numerosi percorsi, sentieri facili ma anche percorsi di tutto rispetto, con difficoltà da non sottovalutare mai.

L’itinerario che propongo, non conduce su in cima al Monte Barone, ma a un’altra cima minore, che merita il rispetto di tutti gli escursionisti che non sì limitano alle solite cime, in altre parole a quelle più conosciute, parlo della Punta delle Camosce, aguzza vetta che sfiora i 1700 mt di quota, e che propongo qui, con un percorso non banale e adatto ai più allenati.

Sì parte da Coggiola, piacevole borgo di origine medievale; consiglio la visita del borgo e dei suoi due santuari, quello del Cavallero e quello di Moglietti. La prima parte del percorso, sì sviluppa su mulattiera, che sì alterna con la strada asfaltata che sale fino alla località Noveis 1114 mt. Durante la salita, le balconate panoramiche spaziano prevalentemente sul Monte Massaro 1413 mt e sulle due cime quasi gemelle, in altre parole la Cima di Bors 1959 mt e la Cima della mora 1937 mt.

Raggiunta la località Le Piane, il percorso cambia radicalmente, immergendosi in un ambiente aspro e selvaggio tipico di quote più elevate, già l’attraversamento del Torrente Cavallero, né da un chiaro esempio.

Il Rifugio La Ciota, è un punto d’appoggio fondamentale per chi affronta la lunga salita, oltre ad essere una tappa intermedia, diventa una garanzia in caso di maltempo; una volta, quando il rifugio non era gestito, esisteva anche un locale d’emergenza, è probabile che quando il rifugio non sia operativo, sia ancora accessibile. Dalla terrazza panoramica, sì ha una piacevole vista sulla Valsessera e sulla Pianura Padana, durante il periodo della coltura del riso, quando i campi sono pieni d’acqua, sì ha una gradevole vista di un mare fatto a quadretti.

Il Rifugio Monte Barone, ha di recente cambiato volto, oggi, nella sua nuova veste, è un punto d’appoggio fondamentale per chi vuole fare la lunga traversata verso la Valsesia, oltre che essere un pratico punto di partenza verso la cima del Monte Barone. Ottima la vista panoramica sulla Pianura Padana fino all’Appennino Ligure, oltre alla bella vista della Punta delle Camosce e del Pizzo Pissavacca 1659 mt, piacevole la vista dell’inconfondibile cima del Monte Mucrone 2331 mt.

La Bocchetta di Ponasca, silenziosa e affascinante, un immenso prato che separa la grande cima del Monte Barone dalle più piccole cime della cresta; la vista del Masso della Farina 1712 mt, offre uno scenario d’alta montagna, con la sua forma verticale, che scivola veloce verso la valle.

Punta delle Camosce, dopo il Monte Barone, è la seconda elevazione che guarda verso sud. Qui sì può ammirare una panoramica a 360°, purtroppo la mia salita non è stata molto fortunata, del resto queste montagne sono famose per l’alto tasso di umidità e per i tanti temporali che sì abbattono nella zona durante il periodo estivo, però posso garantire che la vista spazia fino alle Alpi Pennine e Retiche, con vista sul Parco Nazionale della Val Grande, oltre a buona parte della Valsesia meridionale, che guarda dal  Monte Fenera alle colline moreniche. Garantisco la vista sul Re di Pietra, ovvero il Monviso 3841 mt. Una cima poco conosciuta e poco frequentata, ma che regala le stesse emozioni del più alto Monte Barone, un luogo selvaggio e solitario , ma che merita di essere salito.

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30 circa

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: più di 1300 mt in salita e una sessantina in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Coggiola, Rifugio La Ciota e Rifugio Monte Barone.

SEGNALETICA: colonnine del GtB, cartelli informativi e bandierine rosso bianche.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Il Biellese nord orientale, editore INGENIA.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Monte Barone, con possibilità di pernottamento, tel: 015/9248034, 3497764425, 3472369460, mail rifugiomontebarone@gmail.com.

sabato 23 aprile 2022

Da Ponte di Piero al Passo Agario.

Da Ponte di Piero 549 mt, dopo aver passato il Torrente Viascola, svoltando a destra, si percorre la ripida mulattiera che sale a Monteviasco 950 mt. Dal paese di Monteviasco, sì prosegue lungo il segnavie che sale all’Alpe Corte 1346 mt e al Rifugio Capanna Merigetto 1498 mt. Dopo aver superato l’Alpe Corte, sì prosegue fino al secondo bivio che porta alla Capanna Merigetto, ignorando il segnale che porta al rifugio, sì prosegue lungo il vecchio sentiero che sale al passo, così dopo aver attraversato il confine, sì raggiunge il Passo Agario 1549 mt.








NOTA

La Valle Veddasca, in entrambi i due versanti, offre numerose escursioni tra Italia e Svizzera, una nutrita rete di sentieri, consente di affrontare svariate salite tra le molte cime che sfiorano i duemila metri, oppure di andare alla scoperta di antichi alpeggi o attraversare valichi che mettono in collegamento le due nazioni o i semplici comuni, realizzando anche dei piacevoli trekking di due o tre giorni.

Il percorso qui descritto parte da Ponte di Piero, dove sì trova la stazione a valle della funivia che conduce a Monteviasco, attualmente fuori uso.

Dal parcheggio sì può andare a vedere il ponte che attraversa il Torrente Giona e che conduce alla piccola borgata di Piero. L’itinerario però, prende un’altra direzione, infatti, segue la segnaletica che porta su al paese di Monteviasco. Pare che la mulattiera che sale in paese, conta più di mille gradini, un’antica strada che ha visto la sua storia fatta di muli e grandi lavoratori, contadini, artigiani, un via vai per un paese arroccato magnificamente sul versante sinistro della valle del Torrente Viascola.

Monteviasco, un luogo che vanta una storia millenaria, pare che i primi insediamenti risalgano all’età del bronzo, qui sì possono trovare delle locande che offrono un’ottima cucina ai tanti escursionisti che affrontano la dura salita che porta in questo paese immerso nel silenzio di queste montagne. Percorrere gli stretti vicoli ascoltare la voce di chi abita qui tutto l’anno, vivere un’atmosfera davvero inimitabile, come lo è questo paese. Dalla balconata della chiesa, sì può ammirare una piacevole vista sulla Valle Veddasca, ben visibili i paesi di Armio 896 mt e Graglio 895 mt, mentre guardando verso l’alto, sì può ammirare l’inconfondibile sagoma del Monte Cadrigna 1300 mt, oltre alla bella veduta del Monte Zeda 2156 mt e del Monte Rosa 4634 mt.



L’Alpe Corte, è composta principalmente da ruderi, solo un edificio ancora in buone condizioni, probabilmente utilizzato ancora oggi per l’allevamento estivo del bestiame. L’alpeggio è abbastanza grande, meta per escursionisti che trovano sollievo dal grande caldo estivo, riparandosi sotto l’ombra dei grandi alberi, circondati dalle baite in pietra. Da qui. Sì ha un piacevole panorama sulla cresta che dal Passo Agario porta fino alla cima del Monte Lema 1620 mt, passando prima dal più alto Poncione di Breno 1654 mt; guardando sotto il Poncione, è possibile scorgere i prati e le baite dell’Alpone di Curiglia 1250 mt. Altra bella veduta sul Lago Maggiore, facilmente individuabile gli isolotti dove sorgono i Castelli di Cannero, ben visibile la città di Verbania, mentre sullo sfondo, s’innalza l’inconfondibile sagoma del Mottarone 1491 mt.



L’itinerario che propongo, scansa volutamente il sentiero che porta alla Capanna Merigetto, che consiglio di andare a visitare magari in un secondo momento, questo lo faccio per il semplice motivo, il rifugio, pur bello, è situato in un vallone poco panoramico. Consiglio di proseguire lungo il vecchio sentiero che porta al passo, oggi non più segnalato, ma ancora ben visibile nella sua traccia, il sentiero da me consigliato, è sicuramente più panoramico, con delle fantastiche balconate sul lago e sulle tante cime che sì possono ammirare durante l’ultimo tratto che porta al Passo Agario, tra cui il Monte Limidario 2188 mt, Cima della Laurasca 2193 mt, Monte Dom 4545 mt, Weissmies 4017 mt e il Lagginhorn 4010 mt.

Il Passo Agario, pur trovandosi in territorio elvetico, è uno dei tanti valichi che mette praticamente in comunicazione l’Italia con la Svizzera, probabilmente utilizzato in passato dai pastori e per lo scambio delle merci. Qui, sì trova un piccolo bivacco sempre aperto, un punto d’appoggio indispensabile per chi affronta la famosa traversata Monte Lema Monte Tamaro, ma anche per gli escursionisti che arrivano dall’Italia, dato che la Capanna Merigetto, non sempre sì trova aperta, quindi se sì ha bisogno di un luogo dove poter trascorrere la notte in caso di necessità, questo è il luogo ideale.

Dal Passo Agario, la prima cosa che colpisce, è la magnifica mole del Monte Gradiccioli 1935 mt, che riempie praticamente l’intera cornice di queste montagne. Tante le cime che sì possono ammirare dal passo, molte sopra i duemila metri, tra cui: Monte Camoghè o Punta Camoscio 2228 mt, Monte Bar 1816 mt, Cima di Fiorina 1810 mt, Monte Boglia 1516 mt, per quel che riguarda il Sottoceneri, guardando verso la dorsale orobica, spiccano il Monte Legnone 2609 mt, Pizzo Alto 2512 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt. Nella fascia lecchese, sono riconoscibili: il Grignone 2409 mt, la Grignetta 2184 mt e il Resegone di Lecco 1875 mt. Per quel che riguarda il versante del Lago di Como, che dal passo non sì vede, posso elencare le cime principali, come il Monte San Primo 1686 mt, Monte Palanzone 1436 mt, Monte Tremezzo 1700 mt e Pizzo della Croce 1491 mt, oltre alla piacevole vista della dorsale che porta alla funivia del Monte Lema. Il Passo Agario è una meta molto interessante, sia dal punto di vista ambientale che da quello escursionistico, frequentato da camminatori e da appassionati di bike, un vero mondo tutto da scoprire.









CURIOSITA’

Monteviasco, pur con le sue molte case, conta soltanto 15 residenti, che vivono l’avventura di tutte e quattro le stagioni.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: poco meno di 1000 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Monteviasco e Bivacco sempre aperto in località Passo Agario.

COME ARRIVARE: in auto da Luino con SP n°6 fino al parcheggio della funivia.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE:

venerdì 15 aprile 2022

Da Argegno al Monte Costone.

Da Argegno 210 mt, sì percorre il segnavie n°5 che attraverso una lunga mulattiera, porta al paese di Pigra 881 mt. Da Pigra, si prosegue con il segnavie n°3, dopo aver attraversato la Valle della Camoggia, sì raggiunge l’abitato di Corniga 760 mt, quindi sì riprende a salire arrivando alla località I Prati 1033 mt. Ancora in salita, e sì raggiunge l’Alpe di Colonno 1322 mt, dove è collocato l’omonimo rifugio.

Dall’Alpe di Colonno, sì affronta la bella cresta che sale in vetta al Monte Costone 1441 mt.









NOTA

Dopo la salita alla località I Prati, era inevitabile il ritorno, per proseguire la salita fino alle prime cime del versante destro della Valle d’Intelvi, valle che come già scritto in precedenza, offre tantissime salite su montagne che vantano panorami a 360° gradi, percorsi da fare a piedi, in bike e a cavallo, con traversate anche di più giorni, alla scoperta di tantissimi borghi nascosti raggiungibili attraverso ripide mulattiere o carrozzabili.

Sì parte da Argegno, paese dove transitavano le merci già all’epoca romana. Dopo aver visitato i vicoli del borgo, una piacevole passeggiata sul Lago di Como, da la possibilità di ammirare uno dei luoghi più spettacolari della Lombardia, vista che spazia sulle montagne e sui vicini paesi; la vista sul Dosso di Lavedo 332 mt e sull’Isola Comacina 239 mt, ne è un piacevole esempio.

Muronico 365 mt, è il primo borgo che sì attraversa, un piacevole insieme di antiche case, che regala una piacevole atmosfera.

Pigra, il paese dei gatti. Camminando lungo i vicoli, sì trovano numerose immagini, alcune dipinte, di gatti. Non so se sono i gatti del paese, però l’insieme è a dir poco perfetto. Dalla Chiesa di Santa Margherita, che sì raggiunge dopo aver affrontato la dura salita da Argegno, sì apre una magnifica balconata sul Lago di Como e sulle vicine montagne, tra le quali segnalo: Monte Colmegnone 1383 mt, e Monte Palanzone 1436 mt, facilmente riconoscibili i versanti nord del Monte Boletto 1236 mt e Monte Bolettone 1317 mt.



Corniga, è una piccola frazione di Colonno, oltre alla piacevole atmosfera che sì respira quando sì attraversano i suoi vicoli, quello che colpisce, è la bella sagoma del versante nord del Monte San Primo 1686 mt, con i suoi valloni che dalla cima scendono vertiginosamente verso il lago; qui, nel versante in ombra, la neve dell’inverno rimane fino a tarda primavera.

La località I Prati, come già scritto in precedenza, è composto da una serie di baite dalla quale sì apre una bellissima vista sul lago, che spazia fino alle più famose montagne della Provincia di Lecco, in altre parole il Gruppo Montuoso delle Grigne, ben visibili le due cime principali, in altre parole: il Grignone 2409 mt e la Grignetta 2184 mt, facilmente riconoscibile, anche se visto da un’altra angolatura, il Resegone di Lecco 1875 mt. Poco più avanti, un grazioso agriturismo, offre un punto d’appoggio ai tanti escursionisti che affrontano questa salita.



L’Alpe di Colonno, è un piccolo altopiano, dove è situato un Rifugio che prende il nome dall’alpe, ottimo punto d’appoggio, raggiungibile anche in auto. Dall’alto, il Lago di Como, sembra un grande fiume che scorre in una stretta vallata. Poco più avanti, sì trova un laghetto, meta di tanti turisti, un ambiente alpino molto affascinante, reso ancora più bello dalla vista di ben tre cime che sono: Cima della Duria 1447 mt, Monte di Lenno 1589 mt e Monte Galbiga 1696 mt, la seconda cima più alta dopo il Monte Tremezzo.



Il Monte Costone, è una piccola cima che vanta un panorama a 360°, con vista sulla Pianura Padana e su ben due laghi, quello di Como e quello di Lugano, quest’ultimo s’intravede in un minuscolo triangolo. Inutile dire che le vette che sì possono ammirare da questa cima, sono a decine, potrei fare un elenco interminabile, tante le catene montuose vicine e lontane, e molti i nomi che già ho elencato più volte nei miei post, e che sono: Sasso Gordona 1410 mt, Monte Generoso 1701 mt, Monte Limidario 2188 mt, Monte Tamaro 1961 mt, Sasso Grande 1500 mt, Monte Camoghè o Pizzo camoscio 2228 mt, Pizzo di Gino 2245 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Monte Legnone 2609 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt e Monte Tesoro 1432 mt. Una schiera di cime di tutto rispetto, dove alpinisti ed escursionisti, possono sognare di raggiungere prima o poi, o di poterci semplicemente tornare, ma che nel frattempo, possono ammirare da questa piccola cima dal panorama magnifico.









CURIOSITA’

Corniga, è definito ingiustamente come: il paese fantasma.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:30/4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E), per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: oltre 1300 mt.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Argegno, Pigra, Agriturismo Le Casette poco sopra la località I Prati, e Rifugio Alpe di Colonno.

COME ARRIVARE: da Como con SS 340 fino ad Argegno.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Le Casette di Laila, tel: 3892917943, Rifugio Alpe di Colonno tel: 3357160402.

venerdì 1 aprile 2022

Da Canzo al Corno Occidentale.

Da Canzo 402 mt, sì segue il segnavie naturalistico, che raggiunge la località Fonte Gajum. Sì prosegue lungo la carrozzabile che sale al Rifugio Terz’Alpe 793 mt, arrivando al Primo Alpe 725 mt, poco dopo aver passato il casolare, s’incontra sulla sinistra il segnavie n°5, quindi, percorrendo quest’ultimo, sì raggiunge il Rifugio SEV 1250 mt. Dal Rifugio, con sentiero, sì raggiunge Forcella dei Corni 1300 mt, ora attraverso un sentierino sì aggira il versante nord del Corno Occidentale, poi dopo una breve salita, sì arriva a un tratto roccioso verticale di circa cinquanta mt, dopo aver affrontato la salita, un ultimissimo tratto su sentiero consente di guadagnare la vetta del Corno Occidentale 1373 mt.









NOTA

I Corni di Canzo, sono rappresentati da tre grossi sassi, due, quello centrale e quello occidentale superano i 1300 mt di quota, mentre il Corno Orientale, risulta più piccolo di circa 100 mt. Tutti e tre le cime, creano un paesaggio dolomitico molto affascinante, con una panoramica che lascia senza parole. Ovviamente, come tutte le montagne di questo genere, vanno affrontate con la dovuta cautela, perché anche se sono molto frequentate, occorre salirle con la consapevolezza e l’esperienza di un escursionista solido nel valutare i vari passaggi.

Sì parte da Canzo paese abitato già prima dei romani, bagnato dal Fiume Lambro che ne dona un’atmosfera piacevole durante la visita del borgo, com’è di notevole interesse paesaggistico, la bella Cascata della Vallategna.

La località Gajum, è una piccola e piacevole località rinfresco, una volta esisteva lo stabilimento che imbottigliava l’acqua per immetterla nel commercio, stabilimento oggi non più funzionante. Oggi è ancora funzionante un piccolo albergo che ha anche la funzione di ristorante.

Il Primo Alpe, è rappresentato da un grande casolare e da una struttura più piccola, immersa nel verde dei prati e nel silenzio dei boschi, è oggi un importante centro gestito da Legambiente, dove sì può godere la vista di tutti e tre i corni, oltre alla bella veduta del Monte Cornizzolo 1240 mt.



Il Rifugio SEV realizzato negli anni sessanta, è un ottimo punto d’appoggio per alpinisti, escursionisti e appassionati di bicicletta. La struttura è aperta tutti i fine settimana dell’anno, inverno compreso, un luogo, dove trovare un pasto caldo, un luogo dove riposare e dove trascorrere piacevoli ore di serenità. Grazie all’ampio prato che sì trova davanti al rifugio, sì ha una piacevole veduta sul Monte San Primo 1686 mt e sul gruppo montuoso delle Grigne, e sul Monte Moregallo 1276 mt.



Il Corno Occidentale, è il più alto dei tre, ed è anche il più impegnativo. A livello escursionistico, è fattibile solo se sì ha una giusta esperienza e una buona confidenza con la roccia, oltre alla totale assenza di vertigini, circa cinquanta metri di salita in arrampicata, dove anche un banale zaino o i classici bastoncini da trekking, possono essere d’intralcio alla salita o alla discesa, poiché le rocce sì affrontano in entrambi i due sensi. Dalla vetta, il panorama spazia a 360°, la vista sul rifugio, e sul ramo di Lecco del Lago di Como, catturano subito l’attenzione, molto bella è la vista su Mandello del Lario 200 mt e su Abbadia Lariana 204 mt. Molto suggestiva è la vista che spazia dalle Alpi all’Appennino Ligure. Tra le tante cime che sì riconoscono facilmente, elenco: Monte Palanzone 1436 mt, Resegone di Lecco 1875 mt, Monte Due Mani 1665 mt e Zuccone Campelli 2161 mt.



Una vetta da affrontare con la giusta attenzione, ma che regala una vista unica ed emozionante, una vera salita da gustare nel migliore dei modi.

 



CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E/EE) per i tratti su sentiero, e per la salita al Corno Occidentale, per la quale consiglio l’utilizzo del casco protettivo.

DISLIVELLO: oltre 950 mt.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91/105.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Canzo, Albergo La Sorgente in località Gajum, e Rifugio SEV.

COME ARRIVARE: da Como con SP 639 fino a Erba, poi SP 40 fino a Canzo.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio SEV, con possibilità di pernottamento. Tel:338/5063747.

lunedì 21 marzo 2022

Da Civate al Monte Cornizzolo.

Da Civate 269 mt, sì seguono le indicazioni che portano a San Pietro al Monte, arrivati alla località Pozzo 359 mt, s’inizia a salire lungo il segnavie n°10, percorrendo la vecchia mulattiera che porta alla chiesa di San Pietro al Monte 639 mt.

Da San Pietro, sì prosegue sempre sul sentiero n°10, arrivando al Rifugio SEC 1110 mt; ora, risalendo il versante est, sì raggiunge la cima del Monte Cornizzolo 1240 mt.



 






NOTA

Il gruppo montuoso dei Corni di Canzo, sì divide in due gruppi, quello più alpinistico dei corni, e quello più escursionistico che comprende la cima del Monte Cornizzolo. L’itinerario che propongo, sì sviluppa nella parte sud, che sì affaccia sulla Brianza e sull’ultimo lago che sì trova nella parte destra.

Sì parte da Civate, piacevole borgo di antiche origini, che consiglio di visitare, situato a pochi passi dal Lago di Annone 224 mt, piacevole specchio lacustre che offre interessanti passeggiate ai turisti con vista sulle montagne della zona, come ad esempio il Monte Barro 922 mt.

L’itinerario risale per intero la Valle dell’Oro, durante la salita, Monte Rai e Corno Birone, rimangono sempre in bella vista, con i suoi ripidi pendii erbosi, dove il bosco fatica ad attecchire.

L’arrivo all’Abbazia di San Pietro al Monte, è a dir poco sorprendente, una storia millenaria avvolge l’intero sito, con un’ampia balconata che offre una piacevole vista sulla Valle dell’Oro e sul Lago di Annone, oltre al Monte Barro, è ben visibile il gruppo montuoso del Monte Crocione 877 mt.



Il Rifugio SEC, inaugurato nel 1960, è un ottimo punto d’appoggio per gli escursionisti, il rifugio offre pasti caldi e da la possibilità di pernottare all’interno della struttura, però, anche quando è chiuso, garantisce comunque un riparo fondamentale grazie al locale invernale sempre aperto. Da qui, grazie alla bellissima terrazza panoramica, sì ha una spettacolare veduta sulla Brianza e sulla Pianura Padana fino alla dorsale appenninica, oltre alla valle del Fiume Adda.



Il Monte Cornizzolo, vanta un panorama a 360°, un vero spettacolo, valli, cime e laghi, come il ramo di Lecco del Lago di Como che sì ammira guardando verso nord, oppure ben tre dei cinque laghi della Brianza, oltre a quello di Annone, non posso non menzionare il Lago di Pusiano257 mt e il Lago di Alserio 260 mt. Tra le tante cime che sì possono ammirare, oltre alle tre cime dei Corni di Canzo, sono facilmente riconoscibili: Monte Bolettone, 1317 mt, Monte Palanzone 1436 mt, Monte San Primo 1686 mt, massima elevazione del Triangolo Lariano. Arricchiscono il panorama: Grigna Settentrionale 2409 mt, Grignetta 2184 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Resegone di Lecco 1875 mt, e Monte Tesoro 1432 mt. Nelle giornate limpide, il panorama sì spinge sui quattromila delle Alpi, sulla catena della Mesolcina fino al passo dello Spluga 2114 mt, e sulla dorsale delle Alpi Orobie, il tutto in un continuo susseguirsi di catene montuose, di valli e di borghi aggrappati alle pendici di queste montagne che regalano un’atmosfera alpina di notevole bellezza, motivo in più, per venire a camminare lungo i tanti sentieri della zona.



 






CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per il tratto su sentiero.

DISLIVELLO: più di 950 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Civate, e Rifugio SEC.

COME ARRIVARE: da Lecco o da Milano con SS 36.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 91 e 105.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio SEC con possibilità di pernottamento, tel: 0341/551383.

martedì 15 marzo 2022

Da Argegno alla località Monti I Prati.

Dal lungolago di Argegno 200 mt circa, sì percorre il segnavie n°5 fino a Pigra 881 mt. Lasciato il paese, sì prosegue con segnavie n°3, raggiungendo dopo aver attraversato la Valle della Camoggia, l’abitato di Corniga 862 mt, quindi nuovamente in decisa salita, sì raggiunge la località Monti I Prati 1033 mt.








NOTA

Il versante ovest del Lago di Como, è costeggiato da vari gruppi montuosi, che s'innalzano sopra il lago in un continuo innalzarsi di cime che vanno oltre i duemila metri di quota. La Val D’Intelvi, separa due gruppi montuosi, uno che culmina con il Monte Generoso 1701 mt e l’altro con il Monte Tremezzo, entrambi molto suggestivi e con tantissimi itinerari a disposizione, con dislivelli di tutto rispetto, che mettono a dura prova il fiato di un buon escursionista.

L’itinerario che propongo, parte da Argegno, praticamente sulle rive del Lago Di Como; una visita al borgo abitato già in epoca romana. Il lungolago, da la possibilità di avere una piacevole panoramica sul Lago di Como, facilmente riconoscibile il Dosso di Lavedo 332 mt, nelle vicinanze sorge anche l’unica isola del lago che è appunto l’Isola Comancina 229 mt.

La salita a Pigra, sì sviluppa lungo una mulattiera che mette a dura prova il fiato di chi affronta la salita. L’attraversamento del borgo di Muronico 365 mt, rappresenta un piacevole tuffo nell’atmosfera rustica di queste montagne, i vicoli, le piccole piazze e le case in pietra, il tutto immerso nel profumo dei camini che in inverno scaldano le case.



Durante la salita a Pigra, sono molte le terrazze panoramiche sulla Valle d’Intelvi, il Sasso Gordona 1410 mt e il colle di San Zeno 1025 mt, sono le cime che principalmente occupano lo sfondo.

Pigra, che io definisco il paese dei gatti per via delle sue gigantografie appese sui muri delle case rappresentanti appunto dei gatti in vari atteggiamenti, danno al paese un sapore decisamente amichevole.



Qui, vi si trova la stazione a monte della funivia che sale da Argegno, che trasporta i turisti in questo luogo meraviglioso. Di notevole interesse paesaggistico è la Chiesa di Santa Margherita, la terrazza panoramica spazia sul lago in direzione di Como, facilmente riconoscibili sono le cime di: Monte Colmegnone 1383 mt, Monte Bolettone 1317 mt, e Monte Preàola 1417 mt, più visibili sono le cime della Val d’Intelvi, oltre a quelle già citate. Segnalo la bella visuale sul Pizzo della Croce 1491 mt.

Molto suggestivo a livello paesaggistico è l’attraversamento della Valle della Camoggia, con le tante baite che costeggiano il versante montuoso.

Corniga è un altro gioiello incastonato su queste montagne, le tante baite, i vicoli, la piccola chiesa e la casa artistica che s’incontra nell’attraversare questo borgo, sono un altro affascinante esempio di convivenza tra uomo e natura, un tuffo nel passato, dove uomo e montagna vivevano l’uno dell’altro.

L’arrivo ai Monti I Prati, è la classica ciliegina sulla torta, una serie di baite, dove sì apre una meravigliosa balconata sul lago, sia verso sud sia verso nord. L’imponente mole del Monte San Primo 1686 mt, domina la visuale, il versante in ombra, rimane innevato fino a primavera inoltrata; nelle immediate vicinanze, sì possono ammirare il Monte Pasquella 1367 mt, Cima della Duria e Monte Tremezzo 1700 mt. Purtroppo a causa della giornata nuvolosa, non ho avuto la possibilità di guardare oltre, ma posso assicurare che nelle giornate terse, la vista è ancora più emozionante e l’elenco di cime da citare, aumenta notevolmente, motivo in più per venire a vedere questa località e godere al meglio di un panorama eccezionale.








CURIOSITA’

La Strada Regina, è una strada di epoca romana che metteva in collegamento Cremona con Chiavenna.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/ E) per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: oltre 950 mt in salita e circa 150 in discesa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Argegno e Pigra.

COME ARRIVARE: da Como lungo la SS 340.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: Varie strutture ad Argegno e a Pigra.

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