martedì 31 gennaio 2023

Da Gemonio ad Arcumeggia, il paese dei pittori.

Da Gemonio 303 mt, sì raggiunge la SP 45, percorrendola in direzione di Azzio 399 mt, fino a incrociare l’Anulare Valcuviano. Svoltando a sinistra, sì segue il segnavie che attraversa le campagne per poi tuffarsi in Val Cuvia passando da Molino Dolza.

Dopo la discesa, sì affronta un rettilineo che porta al Torrente Boesio. Poco prima del ponte, sì svolta a destra percorrendo la sterrata, oltrepassando la sbarra, fino a trovare un altro ponte che riattraversa il torrente, quindi continuando a seguire le indicazioni, sì arriva alle Periferie di Casalzuigno 350 mt, più precisamente, davanti a Villa Bozzolo.

Sempre seguendo il segnavie, sì affronta la salita che porta al borgo di Aga 504 mt. Arrivati ad Aga, seguendo i segnavie AV e 3V, sì svolta a destra e sì segue il sentiero fino alla SP7 che da Arcumeggia sale al Passo di Sant’Antonio 647 mt; raggiunta la strada, si svolta a destra e poco dopo, sì arriva ad Arcumeggia 570 mt.









NOTA

La Val Cuvia, è una valle che separa due importanti gruppi montuosi della Provincia di Varese, uno quello più famoso del Parco Naturale del Campo dei Fiori 1227 mt, e l’altro, quello del Monte Nudo 1235 mt e Monte della Colonna 1203 mt. La valle, vanta numerosi percorsi escursionistici che mettono in collegamento i due gruppi, attraversata da due alte vie, come il Sentiero 3V e l’Anulare Valcuviano, che consentono belle traversate di più giorni, in ambienti ricchi di storia e natura, itinerari di varie difficoltà, con spettacolari balconate sulla valle, sui laghi e sulle montagne che della provincia fino alle alte cime delle Alpi.

L’itinerario che descrivo in queste righe, parte da Gemonio, ottimo punto di partenza grazie anche alla presenza della ferrovia che ne consente il raggiungimento, in modo facile e veloce.

Gemonio è un grazioso paese ai piedi delle colline moreniche che costeggiano la Val Cuvia, la sua storia è molto antica, lo testimonia il monumento nazionale della Chiesa di San Pietro, realizzata tra il VII e l’VIII secolo.

L’attraversamento dei boschi e delle campagne, regala affascinanti ambienti agricoli, con vista sulla Punta di Orino 1139 mt, Monte della Colonna, Monte Nudo e Sasso del Ferro 1062 mt.



Molino Dolza, è un minuscolo gruppo di case che creano un grazioso borgo, incastrato dentro una valle che nella stagione fredda, fa fatica a vedere il sole.

Dopo il molino, arriva la piatta Val Cuvia, dove i campi di mais, con vista sui monti della valle e da dove sì può già intravedere la meta del percorso, il paese di Arcumeggia, inoltre è possibile ammirare la piccola cresta del Monte Martinello 638 mt, del Monte Scerrè 796 mt e del Monte Piambello 1125 mt.

Casalzuigno, abitato fin dalla preistoria, è un grazioso paese che sorge ai piedi del Monte Nudo, tra le attrattive che offre questo comune, vi è la Villa Bozzolo del XVI secolo, oggi proprietà del FAI che ne organizza le visite.



Aga, è una minuscola frazione che sorge sopra Casalzuigno, raggiungibile con circa 30 minuti di cammino dal paese. Da qui, sì apre una bellissima veduta sulla Val Cuvia e sul vicino Campo dei Fiori.

Arcumeggia, borgo abitato già in epoca romana, è la meta di questo itinerario. Soprannominato il paese dei pittori, ed è proprio così, ogni casa ogni vicolo regala spettacolari dipinti che creano i disegni più belli e più vari, ogni artista con la propria tecnica, ha saputo regalare un pezzo della propria vita a tutti quelli che vivono o transitano solo di passaggio per le vie di questo incredibile borgo.



Un itinerario diverso, che va alla scoperta di sentieri e di ambienti che attendono solo di essere scoperti e vissuti in tutta la loro bellezza.

 



CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 400 mt di salita e circa 100 mt di discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Gemonio, Casalzuigno e Arcumeggia.

COME ARRIVARE:  da Varese lungo la SS 394 per chi arriva in auto, oppure lungo la linea Varese Laveno per chi arriva in treno.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse oppure giallo verde.

DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 23 gennaio 2023

Anello: Osnago, Montevecchia, Valle Santa Croce, Lomagna, Osnago.

Dalla stazione di Osnago 242 mt, sì percorre il segnavie n°3 che conduce alla Cascina Moscoro 269 mt. Seguendo sempre il segnavie n°3, sì aggira la cascina in senso orario, quindi oltrepassata un’azienda agricola, e arrivati sulla strada asfaltata, dove s’incontra anche il segnavie n°5, sì svolta a sinistra, camminando lungo la strada fino alla località Fontanelle 269 mt. Dopo aver oltrepassato le case, sì lascia la strada asfaltata per seguire il segnavie a destra che entra nel bosco e sì segue il sentiero fino a trovare il bivio con il segnavie n°1, che s’incontra subito dopo essere usciti sulla curva della strada asfaltata. Girando a destra, lo sì percorre fino alle periferie di Montevecchia, arrivando poco dopo sulla SP 54. Si cammina lungo la pista ciclopedonale che costeggia la provinciale, per poi rientrare nel bosco, all’altezza di Cascina Molinazzo 269 mt.

Sì continua lungo il sentiero n°1, fino a incrociare il segnavie n°11, quindi svoltando a sinistra, sì oltrepassa il Torrente Curone, e s’inizia a guadagnare quota, e dopo aver trovato la strada asfaltata, sì raggiunge Cascina Butto 390 mt.

Nuovamente in salita, sì va a visitare il borgo si Montevecchia Alta 441 mt.

Nuovamente su strada asfaltata, sì percorre la via che segue la cresta, fino a trovare il bivio con il sentiero n° 9; seguendo quest’ultimo, sì rientra nel bosco, passando sotto la cresta.

Dopo aver recuperato il segnavie n°10 a quota 446 mt, sì raggiunge un’area attrezzata, e poco dopo, un altro bivio. Sempre su sentiero n°9, sì scende nella valle del Torrente Molgoretta, arrivando in località Valle Santa Croce 320 mt.

Seguendo il sentiero n° 9, e in seguito il segnavie n° 6, sì arriva a Lomaniga 266 mt, sì continua a camminare lungo questo segnavie, toccando la località Cascina Trecate 268 mt e raggiungendo il paese di Lomagna 255 mt. Dopo aver abbandonato il sentiero n°6, sì prosegue lungo il segnavie n°4 ritornando così alla stazione di Osnago.

 

NOTA

Il Parco di Montevecchia e Valle del Curone, nasce nel 1983, al suo interno, sì snodano numerosi percorsi tutti molto suggestivi con panoramiche davvero spettacolari. Il parco è composto da una dorsale centrale e da due più piccole, separate da due valli, dove scorrono le acque dei torrenti Curone e Molgoretta. Le quote sono collinari, raramente superano i 500 mt di altezza, eppure, nonostante le piccole quote, questo parco riesce a regalare un ambiente montano unico, solo gli alberi possono raccontare la verità, poiché piante come il platano o il carpine ad esempio, raccontano una storia più simile alla pianura, mentre nella parte più alta il castagno, s’impone com’è giusto che sia.



L’itinerario che descrivo, consente di fare una breve traversata, andando a conoscere sia la parte diciamo pianeggiante, che quella alta del parco.

Sì parte dalla stazione di Osnago paese con una storia molto antica, già conosciuto in epoca romana, per poterlo visitare, è necessario passare dall’altra parte della stazione.

La Cascina Moscoro realizzata intorno al XIX, è composta da una grande corte a forma di ferro di cavallo, sembra quasi una villa rinascimentale, dotata al suo interno di un ampio cortile. Dalla campagna, sì ha una piacevole vista sulla dorsale del parco, oltre alla magnifica veduta del Resegone di Lecco 1875 mt, che sì mostrerà per buona parte del percorso.



Il Torrente Curone, è un corso d’acqua lungo circa 8 km, che nasce nell’omonima valle situata nel cuore del parco, aggirando buona parte della collina per poi andare a tuffarsi nelle acque del Torrente Molgoretta.

Montevecchia, è un grazioso paese diviso in due sezioni, in altre parole, la parte bassa, dove sì è sviluppata maggiormente e, la parte alta, ricca di storia antichissima, pare che siano stati rinvenuti due accampamenti, uno risalente a circa 60.000 anni fa. Sulla punta della prima collina, svetta il Santuario della Beata Vergine dal Carmelo, chiesa realizzata tra il XVI e il XVII secolo, costruita sopra le rovine di una chiesetta ancora più antica.



Lungo le tante panoramiche, sì ha una

magnifica vista sulle Prealpi, facilmente riconoscibili sono i Corni di Canzo 1373 mt e il Monte Cornizzolo 1241mt, mentre guardando più a sinistra, è riconoscibile la sagoma del Monte San Primo 1686 mt; più a destra, svettano imponenti e innevate le cime delle due Grigne, i 2409 mt del Grignone e i 2184 mt della Grignetta. A fianco al Resegone, sono visibili le cime del Monte Tesoro 1432 mt e la lunghissima dorsale del Monte Albenza 1397 mt.

Guardando verso sud, non sì può non notare i grandi grattaceli di Milano, mentre alle sue spalle, una lunghissima dorsale appenninica, emerge dal grigio della foschia padana, una visuale che va dalla Liguria all’Emilia Romagna, un susseguirsi di cime che vanno oltre i 1500 mt di quota, tra cui riesco a riconoscere il Monte Ebro e il Monte Chiappo 1700 mt.



 

Dopo aver scavalcato la dorsale, sì scende nella valle del Torrente Molgoretta, corso d’acqua che scivola a valle per ben 10 km, sì raggiunge un’altra perla del parco, ovvero, la località Valle Santa Croce, piccolo borgo perfettamente incastonato tra queste colline, un paesaggio montano a quote collinari, un minuscolo gruppo di case raggruppate in una graziosa valle, da dove sgorgano appunto le acque del Torrente Molgoretta.



 

Situato nel comune di Missaglia, Lomaniga, è un borgo piuttosto recente, i suoi cenni storici risalgono a metà del 1700.

L’ultimo paese toccato da questo itinerario è Lomagna, borgo abitato già in epoca romana, da qui, appena usciti dal paese, sì possono ammirare le ultime vedute della Collina di Montevecchia con alle spalle le due Grigne, mentre poco più a destra, è ben visibile l’Eremo di San Genesio 846 mt e poco più a fianco, una delle ultime vedute del Resegone di Lecco, prima di ritornare in stazione a recuperare l’auto o il treno.



 






CURIOSITA’

Osnago e Lomagna, erano attraversate dall’antica strada romana Spluga, che metteva in comunicazione il Comune di Milano con Lindau in Germania, passando per il Passo dello Spluga 2117 mt.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 5:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 300 mt di salita e circa 350 di discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Osnago, Montevecchia, Lomaniga e Lomagna.

COME ARRIVARE: in treno lungo la linea Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Montevecchia e Valle del Curone, realizzata da INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE:

martedì 17 gennaio 2023

Traversata Turbigo Ferno.

Dalla stazione Turbigo 146 mt, sì scende lungo la pista ciclopedonale che costeggia il Naviglio Grande, svoltando a destra, s’inizia a percorrerlo in direzione nord. Dopo aver passato la centrale idroelettrica dove sì tuffa il Canale Industriale, sì raggiunge la località Molino del Ponte. Proseguendo lungo la sterrata sulla sinistra, sì arriva a Nosate 177 mt, dove sì trova la piccola Chiesa di Santa Maria in Binda, che sì raggiunge con una breve deviazione. Ritornati sulla sterrata che costeggia il vecchio naviglio, sì continua a camminare in direzione nord, arrivando alla località Cascina Castellana. Sì continua a procedere raggiungendo un’altra centrale idroelettrica e poco dopo sì arriva al Ponte di Oleggio, che sì attraverserà con un sentiero che passa sotto di esso. Dopo aver passato il ponte di ferro, sì inizia ad attraversare il ponte pedonale che passa sopra il Canale Industriale, al termine, con una breve salita, sì raggiunge una grande sterrata, svoltando a sinistra, sì arriva alla curva dell’Ipposidra e con una scalinata, sì sale al Canale Villoresi. Ora svoltando a destra, si segue il canale fino al ponte che porta al borgo di Tornavento, che sì raggiunge dopo una piacevole salita. Usciti dal borgo di Tornavento, sì percorre la sterrata sulla sinistra che porta al Centro Parco La Dogana 200 mt, quindi svoltando a destra, sì percorre la Via Gaggio in direzione di Lonate Pozzolo. Dopo aver attraversato Via Gaggio, superato il parcheggio, sì svolta a sinistra percorrendo una sterrata che porta al SP 14 bis, la sì attraversa camminando lungo la ciclopedonale che costeggia le piste di Malpensa, arrivando così alla chiesetta di Santa Maria dove sì trova l’area attrezzata che guarda verso le piste di Malpensa. Svoltando a destra su strada asfaltata, sì raggiunge il centro di Ferno, e in seguito la stazione, dove sì potrà prendere il treno per tornare a casa.

 

NOTA

Dalla Provincia di Pavia alla Provincia di Varese, sono numerosi gli itinerari che ho descritto in questi anni. Ogni volta ho proposto percorsi, che portavano alla scoperta di un territorio così grande e così diverso nella sua composizione, passando da paesaggi di pianura, piatti e solitari, andando alla scoperta di cascine e antiche corti in un mondo agricolo che ha tantissimo da raccontare, oppure andando alla scoperta dei boschi e delle tante spiagge che sì affacciano sul Fiume Ticino, o ancora le morbide colline moreniche dove sì possono trovare antichi massi erratici provenienti da località che noi nemmeno riusciamo a immaginare.

Qui, in queste righe ne propongo un altro, una camminata che s’intrufola nel silenzio dei navigli per poi risalire su coste dove sono adagiati piccoli borghi di notevole interesse paesaggistico.

Sì parte da Turbigo 146 mt, abitato già nel I secolo a.c., è un grazioso paese famoso per il Naviglio Grande che lo attraversa, per la centrale termoelettrica del 1928 e per il castello che risale almeno al IX secolo; costeggiando il canale, è possibile vedere le tante opere idrauliche che alimentano le centrali idroelettriche, come il tuffarsi del Canale Industriale nella Centrale Idroelettrica Castelli che poi va ad alimentare il naviglio.



La deviazione per andare a visitare la Chiesa di Santa Maria in Binda a Nosate 177 mt, è obbligatoria. La chiesetta del VIII secolo ha origine longobarde, al suo interno vi sono numerosi affreschi di notevole interesse storico, uno tra tutte, è la danza macabra realizzata nella parte bassa del lato sinistro della chiesa.



Proseguendo per il naviglio vecchio, non sì può non fare a meno di ammirare le numerose specie di uccelli che abitano queste zone, tra cui: l’airone cenerino, il cormorano, e il martin pescatore, oltre a rapaci come il gheppio e la poiana.

Un’altra imponente opera è la Centrale Idroelettrica di Tornavento, realizzata nel 1939.

Il Fiume Ticino, ovunque lo sì guarda, è sempre in grado di regalare emozionanti vedute, un continuo scorrere di acqua a volte lento e a volte impetuoso, dove al tramonto, il sole riesce a regalare magici riflessi nelle sue acque dai tanti colori. Un’altra imponente opera è costituita dal Ponte di Oleggio realizzato tra il 1887 e il 1889, interamente realizzato in ferro con dei giganteschi piloni che hanno resistito a numerose piene che spesso hanno inondato la valle travolgendo tutto quello che incontravano sul loro cammino.



Dopo i tanti canali visti in valle, quasi paralleli al Fiume Ticino, sembra assurdo pensare che in alto, lungo la costa, transiti il Canale Villoresi completato alla fine del 1800, lungo ben 86 km, nasce dal Fiume Ticino, per andare a sfociare nel Fiume Adda.

Dopo aver costeggiato il Canale Villoresi, con una piacevole salita, sì raggiunge la bella piazza di Tornavento 200 mt circa di quota. Piccolo borgo di origini medievali, famoso per la bellissima balconata che spazia sulla valle del Ticino, sulle colline moreniche e sul Monte Rosa 4634 mt, che sì mostra in tutta la sua maestosità; tra le altre cime che sì possono ammirare, segnalo Monte Massone 2161 mt, Monte Leone 3554 mt, il Mottarone 1491 mt e Pizzo Proman 2098 mt, situato nel Parco Nazionale della Val Grande.



Il Centro Parco La Dogana, è un edificio realizzato nel 1737, l’edificio, svolgeva appunto il ruolo di dogana tra il Ducato di Milano e il Regno di Sardegna, rimasta attiva fino al 1859, in altre parole fino alla seconda guerra d’indipendenza. Oggi è un punto d’accoglienza per i turisti, grazie alla sua area attrezzata e al suo ristoro, oltre ad occupare gli uffici del parco dove sì può recuperare il materiale informativo che riguarda il parco e i suoi itinerari.

La Via Gaggio, era la vecchia strada comunale che da Lonate Pozzolo, conduceva al Porto di Oleggio, attraversata da alcune piste d’atterraggio del 1944, è oggi un importante museo all’aperto, una delle attrazioni più belle del Parco del Ticino, minacciata perennemente dall’allargamento dell’Aeroporto Internazionale di Malpensa.



Ferno è un grazioso paese che sorge nella parte alta della costa, il suo monumento più importante è senza dubbio la Chiesa di Santa Maria realizzata nel XIV secolo in stile romanico, il sito purtroppo non è visitabile, dato che ho trovato sempre il cancello chiuso.

 

CURIOSITA’

Durante la salita verso il Canale Villoresi, s’incrocia il tracciato dell’Ipposidra, ferrovia trainata da cavalli in funzione fino al 1865.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Turbigo, Nosate, Ponte di Oleggio, Tornavento, Centro Parco La Dogana e Ferno.

COME ARRIVARE:in treno, lungo la linea Milano Saronno Novara.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carte e guide del Parco del Ticino.

SEGNALETICA: Qualche cartello informativo.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Cascina al Ponte a Nosate, tel: 3397300796.

mercoledì 11 gennaio 2023

Da Cameri a Cavagliano.

Da Cameri 161 mt, sì percorre in auto la SP 2 fino alla Latteria di Cameri, dove un ampio parcheggio esterno consente di lasciare l’auto. Lasciata l’auto, sì raggiunge il Canale Cavour, da dove parte l’itinerario, sì inizia a seguire il canale lungo la ciclovia AIDA contrassegnata con appositi segnavie. Sì percorre il canale, oltrepassando il Torrente Terdoppio e la SS 32, quindi dopo qualche centinaio di metri, sì arriva a un ponte che attraversa il canale. Sì prosegue lungo una sterrata in direzione nord svoltando dopo qualche minuto a destra, lungo un’altra carrozzabile che porta al Canale Regina Elena. Svoltando a sinistra, s’inizia a costeggiare il canale arrivando nuovamente a oltrepassare il Torrente Terdoppio, e raggiungendo subito dopo lo stabilimento della IGOR. Si continua camminare lungo il canale, affiancando ancora la SS 32, fino ad arrivare alla rotonda che porta alla Cascina dell’Argine (Attualmente, sono in corso i lavori da parte di ANAS, per il prolungamento della tangenziale, quindi un tratto di percorso è temporaneamente chiuso. Io consiglio due soluzioni: la prima è di seguire la statale prestando molta attenzione alle auto. La seconda, è quella di oltrepassare l’area cantiere, evitando di entrare nel luogo di lavoro, poi appena possibile, scavalcare la protezione della strada, per tornare sulla ciclabile del canale, evitando così di camminare nel traffico).

Raggiunta la rotonda, si svolta a sinistra, arrivando alla Cascina dell’Argine 165 mt circa.

Dalla cascina, sì trova il segnavie del Sentiero Novara, quindi svoltando a destra, sì continua a camminare lungo una sterrata che porta alla SP 83.

Arrivati alla provinciale, si gira a destra, percorrendo la strada asfaltata fino a raggiungere le colline moreniche. Appena arrivati ai piedi della collina, sì svolta a sinistra, seguendo una stradina che costeggia la base dell’altura, quindi dopo un ulteriore bivio, mantenendo la destra, sì affronta una piccola salita che porta alla Cascina Codemonte circa 190 mt di quota. Dopo aver raggiunto la sommità della collina, si ridiscende subito nel versante opposto, e a una curva a gomito, sì svolta a sinistra percorrendo un’altra carrozzabile, che dopo circa una ventina di minuti, arriva nell’abitato di Cavagliano 180 mt.








NOTA

La Provincia di Novara è composta principalmente da zone pianeggianti, dove sì coltiva il riso, da zone collinari coltivate a vigna e da una breve zona montuosa che comprende il gruppo del Mottarone 1491 mt, conosciuto per le sue piste da sci e non solo.

In questo vasto territorio, è possibile effettuare numerosi percorsi che attraversano immense risaie, fitti boschi e piccoli borghi tutti da riscoprire. In queste righe, provo a proporre un itinerario escursionistico, che va alla scoperta di una porzione di territorio che regala fantastici panorami sulle Alpi, visibili grazie alle grandi distese di terreno agricolo coltivato a riso, e che porta a visitare un minuscolo borgo ricco di storia, incastrato tra i colli morenici che sì spingono fino alle alte montagne.

Si parte da Cameri, paese di pianura abitato già in epoca romana. La Latteria di Cameri, è uno stabilimento che esiste dal 1914, qui, sì produce un ottimo gorgonzola.

Il Canale Cavour, nasce all’altezza di Chivasso, lungo oltre 80 km, oltrepassa grandi fiumi come la Dora Baltea e grossi torrenti come appunto il Torrente Terdoppio. L’opera è piuttosto recente, basti pensare che la sua realizzazione sia iniziata a metà del 1800, il suo utilizzo è prevalentemente a scopo agricolo.



Il Torrente Terdoppio, nasce dalle colline novaresi all’altezza di Agrate Conturbia, attraversa l’intera provincia di Novara per poi entrare nella Lomellina, quindi dopo oltre 80 km, sì tuffa nel Po.

Il Canale Regina Elena, lungo 25 km, è un canale abbastanza giovane, basti pensare che i lavori ebbero inizio intorno al 1938, ed entrò in funzione verso il 1954. Nasce dal Fiume Ticino e confluisce nel Canale Cavour.

La Cascina Argine, ha origini molto antiche, pare che la sua storia ebbe inizio a metà del 1300. All’interno della corte, sorge un enorme edificio che custodisce al suo interno un oratorio del XIV secolo, arricchita da alcuni affreschi del 1700.








Lungo le strade che costeggiano le risaie, sì possono ammirare una splendida veduta sulle Alpi e in particolare sul Monte Rosa 4634 mt.



La Cascina Codemonte, è un grande complesso di edifici che sì trovano nel punto più alto del percorso, a circa 190 mt di quota, raggiungibile con una piccola salita, pare che il complesso, fosse una grande fornace che produceva mattoni.

Cavagliano, è un piccolo borgo ai piedi delle colline moreniche, di notevole interesse è il Castello di Cavagliano edificato nel XV secolo, e la Chiesa di San Quirico e Giulitta del XIII secolo, da dove sì apre una piacevole balconata che guarda verso est, con vista sulla Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

All’interno del castello, è possibile visitare alcune mostre etniche, per informazioni, sì può contattare il numero impresso nella locandina che inserirò in questa rubrica.











TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

DISLIVELLO: praticamente inesistente, circa 30 mt.

SEGNALETICA: prestare attenzione alle indicazioni qui riportate, lungo il percorso, sì troverà qualche bandierina rosso bianco dell’AIDA, e nella parte finale qualche cartello del Sentiero Novara.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare le carte della Guida Michelin oppure su Wiki Loc.

PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.

COME ARRIVARE: in auto da Novara su SP 2.

DOVE ALLOGGIARE:

venerdì 2 settembre 2022

Traversata da Arcisate a Bregazzana (Varese).

Da Arcisate 379 mt, sì percorre la carrozzabile che porta al Passo del Vescovo 620 mt. Superato il passo, si prosegue su sentiero scendendo giù in Valganna. Raggiunta la SS 233, la sì segue per qualche centinaio di metri, per poi rientrare nel bosco, attraverso un sentiero che sì trova sulla sinistra della statale.

Sì cammina lungo il sentiero che porta a Ganna, fino al bivio con il sentiero n°315. Voltando a sinistra, sì riprende quota lungo il sentiero che porta al Passo dei Valicci 661 mt; poco prima del passo, s’incrocia il bivio con il sentiero n°314, quindi svoltando a sinistra, s’intraprende la lunga salita che porta in vetta al Monte Martica 1032 mt.

Dopo aver visitato i due fortini, sì segue la strada militare che perde quota, passando sotto la cima del Monte Chiusarella 915, raggiungendo la località Pian Valdès 710 mt. Nuovamente in discesa, su strada militare, sì raggiunge l’Alpe Ravetta 622 mt, quindi dopo circa cento metri, sì svolta a destra, seguendo il sentiero 3V che scende giù a Bregazzana 480 mt.

 

NOTA

Il grande vantaggio di utilizzare i mezzi pubblici, è quello di poter creare in una provincia come quella di Varese, tantissime traversate attraverso le tante valli che separano i tanti gruppi montuosi che sì elevano nella fascia prealpina della provincia. Qui sotto descrivo una tra le tantissime possibilità di escursioni, un’alternativa ai soliti percorsi, una novità che non lascerà indifferente l’escursionista curioso.

Sì parte da Arcisate piacevole borgo ai piedi di Punta Crocino 690 mt, abitato dai romani, già dal III-II secolo a c.

Dopo aver passato il centro, sì entra nel mondo calcareo di queste montagne, ricoperte da fitti boschi di castagno e bellissime faggete nella parte alta.

Il Passo del Vescovo, rappresenta, grazie alla sua area attrezzata, un importante punto d’appoggio in caso di cattivo tempo, un’ampia tettoia, tavoli e postazioni per griglia, rendono questo luogo accogliente, un posto, dove è impossibile non sostare a riposare ascoltando il silenzio del bosco.



Il tratto di sentiero che porta a Ganna, è molto interessante dal punto di vista naturalistico, anche se a pochi metri dalla statale, si riesce comunque a respirare una quiete solo leggermente disturbata dal traffico di una strada ad alta densità come quella che attraversa la Valganna. Con due brevi deviazioni, sì possono visitare la Cappella di San Gemolo e la Badia di San Gemolo eretta alla fine dell’anno mille, e che racchiude nelle sue mura un’antica leggenda. Dopo aver visitato la badia, sì può fare una visita al borgo di Ganna abitata già in epoca romana. Tra le campagne, è possibile ammirare la parete nord del Poncione di Ganna 992 mt, con la sua grande croce, ben visibile dal paese.

Dopo qualche minuto di salita lungo il sentiero 315, sì trova un punto panoramico, dove è possibile ammirare la Valle del Pralugano con i suoi stagni, oltre ad avere una piacevole vista sul borgo di Ganna e sulla cima del Monte Mondonico 801 mt.



Il Monte Martica, è una montagna avara di panorami, dalle due vette, praticamente ricoperte dal bosco, sì ha solo due piccoli prati nell’immediate vicinanze dei due fortini, unico accenno, oltre alla strada militare che porta in cima a questo monte, che sì possa attribuire alla Linea Cadorna, situati nelle due estremità del Monte Martica.



Durante la discesa però, il bosco sì apre, con una bella balconata che spazia sul Poncione di Ganna, e sul Monte Minisfreddo 1042 mt, dietro, sì riconosce l’inconfondibile sagoma del Monte Generoso 1701 mt, mentre guardando verso sud, il brullo Monte Chiusarella, regala un’atmosfera di alta montagna, pur con la sua modesta altitudine.



Pian Valdès, è una piccola sella che separa il Monte Chiusarella dalle colline moreniche che sì tuffano verso la città di Varese, da qui, sì può godere di una bella panoramica sul Campo dei Fiori 1227 mt e sul piccolo Monte Legnone 868 mt.

Bregazzana, pur distante dalla città di Varese, viene considerato come un quartiere e non come frazione a parte. Qui la piccola chiesa e il minuscolo borgo, offrono una piacevole atmosfera rustica tipica delle Prealpi Luganesi, un insieme di case immerse nel silenzio, e facilmente raggiungibile dal bus di città che dalla stazione di Varese, sale fin quassù con una buona frequenza, il posto ideale per finire questa piacevole traversata.


 






CURIOSITA’

Il Passo del Vescovo, prende nome dalla leggenda che narra la miracolosa vicenda di San Gemolo, che sorpreso dai briganti, venne decapitato, ma lui invece di morire istantaneamente, continuò a camminare con la testa tra le mani.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 5:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) Prestare attenzione al traffico nell’attraversare la SS 233.

DISLIVELLO: circa 800 mt salita e circa 700 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Arcisate, Agriturismo Fate Fatine e Folletti in località Alpe Ravetta.

COME ARRIVARE: in treno lungo la linea Milano Porto Ceresio, in auto, da Varese, seguendo le indicazioni per Arcisate.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse. Segnaletica mancante dal Passo del Vescovo alla SS 233 e segnaletica orizzontale mancante in alcuni tratti, nell’area del parco naturale.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Fate Fatine e Folletti con possibilità di pernottamento, tel: 3358322583.

martedì 16 agosto 2022

Traversata da Induno Olona a Porto Ceresio.

Da Induno Olona 391 mt, sì percorre il sentiero 3V, passando dalle località Frascarolo 460 mt e Montallegro 592 mt, raggiungendo la cima del Monte Monarco 855 mt. Sempre su sentiero 3V, s’intraprende la discesa per il Passo del Vescovo 620 mt, raggiungendo la Strada Piana che arriva da Frascarolo. A questo punto, sì abbandona il sentiero 3V proseguendo la discesa in direzione di Arcisate 379 mt. Appena raggiunto il bivio, sì svolta a sinistra, iniziando la salita a Punta Crocino 690 mt, che sì raggiunge con un ripido sentiero.

Da Punta Crocino, sì prosegue lungo un sentiero che affronta il costone che porta su alla cima del Monte Rho 938 mt. Dopo la cima del Monte Rho, sì prosegue in cresta raggiungendo il sentiero 3V che sale dal Passo del Vescovo. Nuovamente in salita, sì affronta il ripido sentiero che porta in cima al Monte San Bernardo 1020 mt.

Ora, inizia il tratto più impegnativo, camminando lungo la cresta, sì deve scendere un breve tratto su roccia, quindi con un’altra salita, sì raggiunge la vetta del Monte Minisfreddo 1042 mt. Prestando molta attenzione ai segnali, sì scende lungo un sentiero attrezzato, con piccoli passaggi su roccia, quindi proseguendo lungo la cresta, sì raggiunge la cima del Poncione di Ganna 992 mt. Dal Poncione, sempre con sentiero 3V, sì affronta una breve ma ripida discesa, e scendendo con sentiero verso l’Alpe Tedesco 720 mt arrivando a un’ampia sterrata. Svoltando a destra, sempre con sentiero 3V, sì raggiunge l’abitato di Pogliana 487mt, per poi scendere giù in valle camminando lungo la strada asfaltata, fino alle periferie di Cuasso al Piano 345 mt, svoltando a destra lungo la strada che porta al cimitero di Cuasso al Piano. Un ultimo tratto praticamente pianeggiante, consente di raggiungere le periferie e subito dopo il centro di Porto Ceresio 280 mt, dove sì può trovare il treno o l’autobus per ritornare a Induno Olona.

 

NOTA

Il Sentiero 3V, è un’alta via che affronta, tutti i gruppi montuosi della Provincia di Varese, affrontando una serie di cime che vanno oltre i mille metri, raggiungendo i 1620 mt, del Monte Lema, massima elevazione dell’intera alta via.

L’itinerario qui descritto, percorre al contrario la prima tappa del Sentiero 3V, con una piccola variante, che consente la salita di ben sei cime, dei sali e scendi che vanno dal facile Monte Monarco, alla più impegnativa salita che dalla Punta Crocino, arriva fino alla vetta del Poncione di Ganna.

Sì parte dalla stazione di Induno Olona, dove sì può lasciare comodamente l’auto. Dopo aver visitato il piccolo centro di Induno Olona, sì raggiunge Via Edoardo Tabacchi che porta in Val Ganna, poco dopo sì notano  i segnali della 3V che entrano in Via Francesco Negri. Una piccola salita, conduce nell’area del Castello di Frascarolo di origine Longobarda, attualmente di proprietà della famiglia dei Medici, da qui, oltre alla piacevole vista del castello, sì ha la vista sulla cima del Monte Monarco, e guardando verso il mendrisiotto, sì può ammirare la cima del Monte Bisbino1325 mt.

 

Un’altra bella balconata, sì può ammirare poco sopra la località Montallegro, dove sì ha la vista sul Campo dei Fiori 1227 mt, sul Monte Chiusarella 915 mt e sul Monte Martica 1032 mt.

La salita al Monte Monarco, sì sviluppa lungo un facile sentiero; poco prima di arrivare in vetta, da un’area attrezzata, sì apre una spettacolare vista su Varese 382 mt e sulle colline moreniche che circondano la città. Sulla cima, è stata eretta una piccola cappella votiva, da qui sì apre un’ampia balconata che spazia su buona parte del Parco Regionale del Campo dei Fiori, oltre alla piacevole vista sulle due cime più alte della Val Cuvia, ovvero il Monte Nudo 1235 mt e il Monte della Colonna 1203 mt. Guardando oltre, spicca la vetta del Monte Zeda 2156 mt e del Pizzo Proman 2098 mt, e ancora più a ovest, spicca l’inconfondibile sagoma della Weissmies 4023 mt. Volgendo lo sguardo verso sud, sì apre la vista verso il Lago di Varese, Lago di Comabbio, Lago di Monate e Lago Maggiore, tutti rigorosamente circondati da morbide colline moreniche.


La discesa, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo un timido squarcio, consente di avere la vista sull’inconfondibile sagoma del Monte San Giorgio 1100 mt.

Punta Crocino, sì può definire come un dente spezzato che s’innalza sopra il borgo di Arcisate, a mio modestissimo parere, nelle giornate limpide, da questa cima sì può ammirare uno dei panorami più belli della Val Ceresio, con vista sulla Dorsale Insubrica fino al Sasso Cavallasca 614 mt.

Guardando verso la valle, la vista su Porto Ceresio e sul Lago di Lugano, cattura immediatamente lo sguardo, anche la vista sul Piccolo Monte Useria 555 mt è piacevole, e l’aguzza punta del Monte Orsa 998 mt, lo è ancora di più, inoltre, è possibile gustare il costone che porta in cima al Monte Rho, costone che sì affronterà a breve. Poco più in la lungo la cresta, sì può ammirare il Monte Monarco, consapevoli di esserci stati solo qualche ora prima.



Monte Rho è una cima, un pò dimenticata, un monumento dedicato alla pace, accoglie l’escursionista che affronta la salita su questo monte; la vegetazione che sta inesorabilmente ricoprendo la cima, impedisce una vista panoramica, poco a fianco, è situato l’ingresso di una grotta, perché Monte Rho, oltre ad essere meta di escursionisti, è anche meta di speleologi che sì avventurano nelle viscere di questa montagna. La Bocchetta del Crocefisso 910 mt, ha una piccola vista panoramica sulla Val Ceresio e sul Lago di Lugano, piccolo anticipo di quello che sì vedrà poco dopo dalla terrazza naturale del Monte San Bernardo, dove la statua patronale, saluta gli alpinisti che affrontano la dura salita. Da qui, la prima cima che sì può ammirare è quella del Monte Piambello 1125 mt, alle sue spalle, da sinistra, spicca il Monte Limidario 2188 mt, mentre leggermente spostato alla destra del Piambello, spunta la cima del Monte Gradiccioli 1935 mt. Tra le altre cime che sì possono ammirare, posso elencare il Monte Arbostora 822 mt, Monte Sighignola 1303 mt e Monte Generoso 1701 mt.



Monte Minisfreddo, è praticamente una cima gemella al Monte San Bernardo, spostata leggermente più a nord, con una panoramica che è praticamente uguale a quella del Monte San Bernardo; l’unica cosa che cambia, è la vista dall’alto del Poncione di Ganna, con alle spalle uno spicchio di Lago Maggiore e la cima del Monte Limidario alle sue spalle.



Il Poncione di Ganna, vanta una vista a 360°, una rarità per la Provincia di Varese, poiché le cime che possono vantare una panoramica completa, sono davvero poche. Monte Monarco e Monte Minisfreddo, raccontano la storia di questa magnifica traversata, solo ore, ma tanta e tanta avventura, in un susseguirsi di salite e discese che hanno accompagnato questa escursione. Tra le cime che posso ancora permettermi di elencare, sicuramente vi sono: Monte Mondonico 801 mt, Monte La Nave 989 mt, Monte Val dè  Corni 990 mt, Monte Lema 1620 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Sasso Gordona 1410 mt e Monte San Primo 1686 mt, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, la vista va oltre, dalle Alpi Bernesi, fino alle cime delle Alpi Retiche.



Pogliana è una piccola frazione di Bisuschio, un piacevole borgo prealpino, immerso nel silenzio di queste montagne.

L’arrivo a Porto Ceresio, è liberatorio, La vista di un lago ammirato per ore dall’alto, e che adesso sì può toccare con le mani. Il borgo e la piacevole passeggiata che costeggia il Lago di Lugano, sono la conclusione perfetta per una lunga traversata come questa, qui sì possono trovare i mezzi per tornare a Induno Olona, ma sì possono anche trovare le strutture ricettive per chi volesse trascorrere la notte a Porto Ceresio, giusto per aggiungere quel tocco in più a questa lunghissima camminata, che merita il giusto riposo, un riposo che sa di continue immagini dei tanti panorami visti man mano che sì procedeva verso la meta, un paese piccolo che ricorda quelli della riviera ligure, incastonato in un ambiente di rara bellezza e tutto da scoprire.



 

CURIOSITA’

Quando sul Monte Monarco, venne collocata la statua che vediamo oggi, l’elicottero con il rotore, toccò inavvertitamente la parte alta della cappella, l’elicottero, sì capovolse e finì incastrato tra il muretto e le rocce, il pilota ne uscì miracolosamente illeso.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 8:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E/EE) tratti su sentiero ripido, e passaggi su roccette, solo in un unico tratto attrezzati.

DISLIVELLO: poco più di 1000 mt di salita, e poco più di 1100 mt di discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Induno Olona, a Porto Ceresio e nel tratto che scende da Pogliana per dirigersi verso Cuasso al Piano.

COME ARRIVARE: in treno lungo la linea Milano Porto Ceresio, in auto, da Varese, seguendo le indicazioni per Porto Ceresio.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse.

DOVE ALLOGGIARE: varie strutture ricettive a Porto Ceresio.

giovedì 7 luglio 2022

Dalla località Signora al Monte Gazzirola.

Dal piccolo borgo di Signora 992 mt, sì percorre il sentiero che porta al Rifugio Monte Bar 1620 mt, raggiunta la località Moncucco 1605 mt, sì svolta a destra, in direzione dell’Alpe Pietrarossa 1549 mt. Sì prosegue lungo un traverso che costeggia le pendici erbose del Monta Gazzirola, arrivando al Passo San Lucio 1541 mt; ora, in decisa salita, sì sale al Rifugio Garzirola 1974 mt, quindi, con un ultimo tratto in cresta, sì completa la salita al Monte Gazzirola 2116 mt.

Per il ritorno, sì può tranquillamente scendere dal costone ovest, fino a trovare il bivio per l’Alpe Pietrarossa, che consentirà di tornare sull’itinerario di salita.









NOTA

La Val Colla, è una valle laterale situata poco a nord di Lugano 277 mt, qui sì possono compiere numerose escursioni lungo una fitta rete di sentieri che variano dalla piacevole camminata che attraversa i tanti borghi che sì trovano nella valle, alle alte cime che superano i duemila metri di quota. L’itinerario che descrivo in queste righe, parte dal territorio elvetico e sconfina in Italia lungo la bella cresta che divide sulla carta i due stati, un percorso che offre tantissime opportunità di allungare questo percorso con possibilità di pernottamento in quota, grazie ai tanti rifugi che sì trovano nella zona.

Sì Parte da Signora, grazioso borgo che sorge a quasi mille metri di quota, immerso nel verde e nel silenzio di questa incantevole valle, dove sì ha una piacevole veduta sulla Cima di Fiorina 1810 mt.

Il sentiero, sì sviluppa principalmente dentro il bosco, i punti panoramici sono davvero pochi, per riuscire ad avere delle belle panoramiche sul Lago di Lugano e sulle vicine montagne, bisogna superare i millecinquecento metri di quota, quando appare l’enorme panettone del Monte Bar 1816 mt. Già dalla località Moncucco, s’inizia a godere di una spettacolare vista sulle Prealpi Luganesi, facilmente riconoscibili le cime del Monte Orsa 998 mt, del Poncione di Ganna 992 mt, del Massiccio del Campo dei Fiori 1227 mt e del Monte San Martino 1087 mt, l’effetto ottico, confonde tantissimo, perché la particolare forma del Lago di Lugano, vista dall’alto, da l’impressione di guardare una regione piena di laghi, mentre in realtà si tratta di un unico lago.



L’Alpe Pietrarossa, è composta da due edifici e una stalla, dove riposano gli animali domestici durante la notte; non e raro, vedere qualche marmotta che attraversa velocemente il sentiero.

Molto emozionante è il traverso che passa sotto il Monte Gazzirola, un susseguirsi di valloni, sovrastati da verticali prati che sembrano di velluto, con panoramica sulla cresta e sulle vicine montagne, oltre al Monte Bar, ora è possibile distinguere la più piccola Cima Moncucco 1725 mt, oltre ad avere una bella veduta su Monte Tamaro 1961 mt, Monte Gradiccioli 1935 mt, e tutta la cresta che arriva fino al Monte Lema 1620 mt.

Il Passo San Lucio, sì colloca a confine tra Italia e Svizzera, il primo sguardo, volge sulla chiesa del XIV secolo, dedicata appunto a San Lucio, il secondo sguardo, spazia sulla magnifica panoramica che sì gode dal passo, con vista sulla Val Cavargna e sulla Val Rezzo, tra le cime che mi permetto di menzionare subito, spicca l’aguzza punta del Pizzo di Gino 2245 mt, con la sua lunga cresta che termina con il grosso panettone del Monte Bregagno 2107 mt; piacevole la vista sul Colle di Sant’Amate 1623 mt, e sul Monte Grona 1736 mt. Più in la, spicca il gruppo montuoso delle Grigne, con la cima più alta del Grignone  2409 mt e della piccola Grignetta 2184 mt, guardando verso sinistra, sono riconoscibili lo Zuccone Campelli 2161 mt, il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt e il Pizzo Mellasc 2465 mt.



La salita al Rifugio Gazzirola, sì sviluppa lungo un bel costone di circa quattrocento metri di dislivello, una salita che mette a dura prova il fiato di un buon escursionista, però l’arrivo ripaga pienamente la fatica fatta, un luogo accogliente con una vista sulla Val Cavargna e sulle alte cime della Val Masino, tra cui spicca la verticale sagoma del Pizzo Badile 3308 mt.

L’ultimo tratto del percorso che conduce in vetta, è semplicemente spettacolare, pur essendo oltre i duemila metri di quota, in alcuni tratti sì prosegue lungo un sentiero praticamente pianeggiante, solo che la panoramica, mostra tutta l’altezza di questa piacevole conclusione.

L’ultima nota, la dedico ovviamente alla cima del Monte Gazzirola, un grosso panettone che vanta una vista a 360°, ben tre laghi sì mostrano in tutta la loro bellezza, il Lago Maggiore a destra, il Fiume Ticino, che sì tuffa nella parte iniziale del lago, con Locarno 200 mt a fare da sfondo, ben visibili gli ingressi della Valle Maggia e del Centovalli; guardando verso sud, si scorge un altro pezzo di Lago Maggiore, sovra tatto dall’inconfondibile cima del Mottarone 1491 mt. Al centro il Lago di Lugano, con vista sulla città di Lugano e sulle tante cime che lo circondano, tra cui aggiungo il Monte Boglia 1516 mt, Monte San Giorgio 1100 mt, e Monte San Salvatore 912 mt. A sinistra il ramo di Lecco del Lago di Como, con vista fino al Resegone di lecco1875 mt, non posso non menzionare altre splendide cime come il Monte Tremezzo 1700 mt, il Monte San Primo 1686 mt, i Corni di Canzo 1373 mt e il Monte Palanzone 1436 mt. Tra le altre cime, non posso non menzionare il Pizzo Camoghè o Monte Camoscio 2228 mt, imponente che si eleva di fronte al Gazzirola, ben visibile la grossa piramide del Monte Legnone 2609 mt, la prima grande vetta delle Alpi Orobie, il Monte Marmontana 2316 mt, Corno di Gesero 2227 mt, e l’inconfondibile sagoma del Pizzo Vogorno 2442 mt. Anche la schiera dei quattromila, è davvero ampia, dalle alte vette delle Alpi Pennine fino alle Alpi Bernesi, un infinito susseguirsi di valli che dividono come serpenti le tante cime che sì possono ammirare da questa vetta, motivo in più per salire questo monte e apprezzarne al meglio lo splendido panorama.



 

CURIOSITA’

Ogni anno, nel mese di giugno, sì corre lo Scenic Trail, gara di montagna a livello internazionale.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 4:30/ 5:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero e per la lunghezza del percorso.

PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio San Lucio e Capanna San Lucio presso l’omonimo passo e Rifugio Gazzirola poco sotto la cresta che conduce alla cima.

DISLIVELLO: quasi 1250 mt.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N°91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Lugano, con autostrada uscita Lugano nord, sì prosegue in direzione del Passo Monte Ceneri, fino al bivio per Val Colla, giunti a Tesserete, seguire le indicazioni per Roveredo, quindi costeggiando il crinale sinistra della valle, sì raggiunge l’abitato di Signora.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugi Passo San Lucio tel: 3756083460, oppure Rifugio Garzirola tel: 0344/63253 – 3494194095 - beschi.marco@gmail.com.

Archivio blog