lunedì 20 gennaio 2025

Parco Montevecchia e Valle del Curone, da Osnago alla Località Monte.

Dal parcheggio della Stazione di Osnago 242 mt, sì percorre il segnavie n°4 fino a Lomagna 256 mt. Raggiunta Villa Adda Busca, sì abbandona il sentiero n°4 per seguire il segnavie n°1, attraversando buona parte della Valle del Torrente Curone. Dopo aver attraversato alcuni ponti lungo il torrente, sì arriva a una strada asfaltata trovando l’incrocio con altri segnavie, quindi svoltando a destra, percorrendo il sentiero n°8, sì arriva in breve a Cascina Bagaggera 302 mt. Sempre seguendo il sentiero n°8, sì arriva alle porte di Beolco, appena trovate le indicazioni del sentiero n°2, sì inizia a salire arrivando poco dopo nel borgo di Monte e subito dopo alla località Brugolone 376 mt, massima elevazione dell’itinerario









NOTA

Nel Parco Montevecchia e Valle del Curone, come già scritto in precedenza, vi sono tantissimi itinerari, infatti, grazie alla buona rete di sentieri è possibile creare numerose escursioni che consentono di esplorare il parco in ogni suo angolo, passando da paesaggi quasi pianeggianti a piacevoli dorsali, con magnifiche vedute sulle vicine montagne, regalando come già scritto in precedenza, paesaggi di montagna a quote collinari; l’itinerario qui proposto è l’ennesimo esempio di come sì possa ancora andare alla scoperta di questo magnifico parco.

Sì parte dal parcheggio della stazione di Osnago situato in sostanza in mezzo ad una campagna, dove oltre alla veduta di antichi casolari che sorgono sulle colline moreniche, sì può anche ammirare la particolare sagoma del Resegone di Lecco 1875 mt e della lunga dorsale che dal Monte Tesoro 1431 mt, porta al Monte Linzone 1392 mt, che s’innalzano sopra la Valle Imagna.

Avvicinandosi a Lomagna, sì può godere della piacevole vista della collina di Montevecchia, una lunga dorsale che s’impone nonostante la sua modesta quota; non sì può non volgere lo sguardo verso le due Grigne, che spuntano come denti aguzzi.

Di notevole interesse storico è il complesso della Villa Adda Busca edificata tra il XVII e il XIX secolo. Dopo aver lasciato Lomagna, un ultimo tratto di campagna regala una magnifica vista su Montevecchia e sulle montagne, prima di tuffarsi nella Valle del Torrente Curone, dove il protagonista sarà appunto il torrente e la collina, con piacevoli vedute sul santuario che sorge sulla collina.



Cascina Bagaggera è una piacevole corte dove oggi sorge un’azienda agricola dove oltre ad acquistare i prodotti locali, è possibile assaggiare gustosi piatti grazie al suo ristoro.

Beolco praticamente sì sfiora, per andare a visitarlo bisogna compiere una breve deviazione che io però non ho fatto, però la piacevole vista sui colli e su San Genesio 846 mt, fa già respirare una piacevole atmosfera di montagna a una quota relativamente bassa.



Monte, frazione che sì trova nel comune La Valletta della Brianza, piccolo borgo che sorge sopra una collina, oltre a regalare l’atmosfera dei classici borghi, da la possibilità di ammirare la particolare collina che prende il nome di Piramide 449 mt, sembra che sia stata prelevata dall’Egitto e adagiata nel parco; non posso non menzionare la Collina dei Cipressi 404 mt, una modesta altura che regala un paesaggio tipico dell’Umbria o della Toscana.



Molto interessante è la Chiesa dedicata a S. Ambrogio, che ha una bella terrazza che consente di ammirare le colline del parco fin quasi a scorgere i vicini Corni di Canzo 1373 mt. Cambiando panoramica, oltre alla vista su San Genesio e sulla dorsale del Monte Tesoro, sì possono ammirare Monte Canto 710 mt, meglio conosciuta come collina di Papa Giovanni XXIII, Canto Alto 1146 mt e Monte Guglielmo 1957 mt.

Montevecchia e Valle del Curone, un parco e un luogo da vivere, conosciuto e apprezzato da tantissimi escursionisti e appassionati di bike e bici da strada, un mondo dove ognuno trova il piacere di scoprire che il bello sì può trovare anche alle basse quote.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa meno di 200 metri in salita e circa 60 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Osnago, Lomagna, Agriturismo Cascina Bagaggera e ristoro in località Monte.

COME ARRIVARE: in auto o in treno da Milano o da Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Montevecchia e Valle del Curone.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Bagaggera con possibilità di pernottamento. Tel: 0395/311471.

domenica 12 gennaio 2025

Dalla Frazione di Prho all'Oratorio San Giuseppe.

Da Prho 184 mt, sì percorre al contrario la Tappa n°19 del Sentiero Novara attraversando un’ampia area coltivata a vite e scendendo in seguito nel borgo di Briona 195 mt. Ora, sempre seguendo le indicazioni, sì esce dal Comune di Briona per risalire sulla collina morenica dove sono collocati numerosi vigneti, quindi, dopo aver passato il cimitero di Fara Novarese 210 mt, ed essere entrati nel comune di Sizzano 246 mt, sempre percorrendo la dorsale, sì raggiunge l’Oratorio di San Giuseppe 263 mt.



 






NOTA

Le colline del Novarese, sono delle lunghe lingue moreniche che s’innalzano lungo tutta la parte bassa della provincia, dalle grandi distese di campi coltivati a riso, sì passa alle morbide dorsali generalmente coltivate a vite.

L’itinerario qui descritto, sì sviluppa lungo le colline moreniche che scendono dalle alte cime della Valsesia, per tuffarsi nella Pianura Padana, un mondo particolarmente affascinante, ricco di spettacolari panoramiche su Alpi e Appennini, il tutto immerso in un ambiente di rara bellezza.

Sì parte da Prho, piccolo borgo situato nel Comune di Briona, qui ai piedi della dorsale sorge la piccola chiesa di San Silvestro, nata come cappella intorno all’anno mille, e ampliata più volte, fino ad avere dal 1500 in poi, l’aspetto che oggi vediamo. Più in basso, guardando verso la pianura sì erge il piccolo Castello di Prho, edificato dagli Sforza intorno al 1500 per motivi militari.



Dopo un breve tratto nel bosco, sì apre quella che sarà la principale attrattiva di questo itinerario, in altre parole i vigneti. Immense distese di piante di uva una in fila all’altra come un mare che spazia verso l’infinito.

Briona è il secondo borgo che sì va ad attraversare, dopo non ve ne saranno più, sì cambierà comune ma non sì entrerà più nei centri abitati. Come per Prho, anche a Briona, la principale attrattiva è il castello che domina sul paese, probabilmente esisteva un complesso fortificato già in epoca Longobarda, però le prime chiare testimonianze risalgono al XII secolo. Di notevole interesse è anche la Chiesa della Madonna della Neve, nata come cappella privata dei Conti di Biandrate nel XII secolo, rimaneggiata più volte, prende le sembianze che oggi vediamo.



Lasciato l’abitato di Briona, solo rari pezzi nel bosco spezzano la sequenza di quello che ho definito un mare di vigneti, un tratto panoramico, consente di ammirare quella che è l’inizio della Valsesia, ovvero quel tratto di pianura dove scorre il fiume e altri torrenti alternati da rilievi morenici, spaziando fino alla lunghissima lingua morenica nominata come La Serra che risale al periodo Neozoico o Quaternario.

Guardando sulla sinistra della morena, s’innalzano le cime del biellese, con il Monte Mars 2600 mt, che svetta tra le altre cime che vanno oltre i duemila metri di quota.

Lungo tutta la dorsale, domina spesso l’inconfondibile mole di Sua Maestà il Monte Rosa 4634 mt, oltre alla bella veduta di altre cime minori come Monte Barone 2044 mt, Corno Bianco 3320 mt, e Monte Massone 2161 mt.



L’Oratorio di San Giuseppe realizzato verso la fine del 1600, è una piccola chiesa che posso tranquillamente definire di montagna, perché collocata sopra una collina morenica, isolata, fuori dai centri abitati, immersa nel completo silenzio anche quando le vigne sì popolano di lavoratori che curano queste colture praticamente 365 giorni l’anno, dalla potatura alla raccolta delle uve che diventeranno ottimi vini che coloreranno le nostre tavole durante i pranzi o le cene importanti, perché anche un buon vino da tavola, merita il giusto piatto, per dare quel gusto e quel piacere in più a un pasto in compagnia.



Un itinerario semplice e ricco di ambienti diversi tra loro, dalle risaie alle vigne, lungo una dorsale morenica che regala panorami eccezionali, un percorso da godere a piedi, in bike e a cavallo, in qualunque modo possa valorizzare quest’avventura che lascia il segno e tantissimi piacevoli ricordi.

 

CURIOSITA’

L’oratorio di San Giuseppe, fu edificato per fare da bilancia ai tanti luoghi di culto realizzati dalle famiglie nobili all'interno delle loro proprietà, un luogo per tutti, anche per chi non aveva grandi averi.

 

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: circa 100 in salita e meno di 50 mt di discesa.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosse dopo Briona. Prestare attenzione alle indicazioni sopra riportate, in alcuni tratti, la segnaletica è scarsa o addirittura assente.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare il sito Wikiloc.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Prho e Briona.

COME ARRIVARE: in auto da Novara percorrendo la SS 299 che porta ad Alagna Valsesia.

DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 6 gennaio 2025

Da Vigevano a Cascina Camerona.

Da Vigevano 116 mt, sì lascia l’auto all’inizio della strada che porta a Cascina Barbavara dove sì trovano alcuni comodi parcheggi, da qui, sì prosegue a piedi lungo la strada asfaltata arrivando appunto a Cascina Barbavara.

Dopo aver visitato il borgo, sì ritorna indietro di qualche centinaio di metri, svoltando a sinistra per una strada in terra battuta. Sì cammina lungo la sterrata oltrepassando più avanti la SP 192, e continuando il percorso lungo la carrozzabile di fronte che dopo circa 5 km, sì raggiunge un’altra strada asfaltata, quindi svoltando a sinistra, percorrendo la strada, sì arriva alla Frazione Villanova Comune di Cassolnovo 119 mt. Entrati nel borgo e dopo averlo visitato, sì segue la strada sterrata che sì dirige verso Sozzago 129 mt, percorrendola per almeno 5 km, per poi in seguito svoltare a destra subito dopo aver passato Cascina Mirabella; dopo circa 1,5 km, sì raggiunge Cascina Camerona, meta di questa camminata.

 



 






NOTA

La Provincia di Pavia è famosa per le grandi risaie, immensi campi coltivati a riso, distese infinite che nelle giornate terse regalano sensazionali vedute su Alpi e Appennini con una panoramica di circa 360°. Le risaie, non sono solo campi, sono anche borghi antichi, cascine e castelli, una storia di secoli in un mondo solitario come questa parte di Pianura Padana può regalare.

La Lomellina è anche terreno fertile per bike e camminatori, lunghe camminate che consentono oltre alla visita del vicino Fiume Ticino, di andare a esplorare porzioni di territorio, che rischiano di rimanere nel silenzio, e che a mio parere, meritano la giusta attenzione.

Sì parte da Vigevano, famosissima città che vanta una storia antichissima, da prima dell’arrivo dei romani; se sì riesce, consiglio una breve visita.

Il primo tratto, come già descritto, sì sviluppa su strada asfaltata, qui sì possono ammirare numerose cascine come ad esempio Cascina Guzzera, oltre ai lunghi corsi d’acqua, dove spesso è possibile incontrare le nutrie, o come vengono nominate oggi: marmotte di pianura. Numerosi sono anche le varie specie di uccelli, tra cui aironi bianchi e cenerini, gallinelle d’acqua, l’ormai comune ibis sacro, e se sì ha fortuna il martin pescatore.



Cascina Barbavara è una pinacoteca a cielo aperto, un grazioso borgo di pianura, dove l’arte ha trovato sfogo in tutta la sua bellezza. Anche la Chiesa dedicata a S. Eustachio esistente già nel 1600, s’incastra perfettamente in un gioiello di rara bellezza.



Villanova è un altro piacevole borgo che vanta una lunghissima storia, composto di alcune corti, una piccola chiesa ricostruita nel XVII secolo e da un castello realizzato intorno al 1300 nel periodo in cui governavano gli Sforza e i Visconti, passato successivamente alla famiglia Gonzaga.



Cascina Camerone è, di fatto, un’altra piccola borgata, composta anch’essa da una corte dove sorge una piccola chiesa per cui non sono riuscito a trovare notizie storiche su internet, un luogo magnifico che diventa una piccola isola quando in primavera le risaie vengono ricoperte d’acqua.

Una camminata facile ma non banale, andata e ritorno si superano tranquillamente i 20 km, però sì ha la possibilità di affrontare con tranquillità l’intera camminata gustando il paesaggio e tutto il bello che questo percorso offre in storia, un luogo tutto da esplorare.

 

CURIOSITA’

E’ possibile con alcune deviazioni, andare a vedere le opere idrauliche situate sul canale Diramatore Vigevano.









TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30/3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Vigevano, Cascina Barbavara e Cascina Camerona.

DISLIVELLO: inesistente

SEGNALETICA: inesistente, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Milano o da Mortara seguendo le indicazioni per Vigevano, poi navigatore per trovare Via Cascina Barbavara.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE:

lunedì 2 dicembre 2024

Da Somazzo alla località Piana.

Da Somazzo 568 mt, sì segue l'indicazione per Monte Generoso vetta 1701 mt, dopo aver passato la Stazione di San Nicolao 701 mt e Stazione Bellavista 1216 mt, sì continua a salire fino ad arrivare quasi sotto l’Albergo Vetta 1601 mt, arrivando all’ultimo bivio che porta a Scudelatte. Raggiunta la segnaletica, s’ignora il bivio, per andare a prendere quello successivo che è privo di segnaletica, da qui, parte un magnifico traverso che attraversa l’intero pratone del Monte Generoso, arrivando dopo circa trenta minuti alla località Piana 1402 mt, meta di quest’ascensione.



 

 





NOTA

Il Monte Generoso, definito come l’ultima roccaforte delle Alpi, è conosciuto principalmente per la cima, che vanta ben 360° di panorama, e per il suo trenino che da Capolago, sale fino ai 1600 mt di quota, rimanendo poco sotto la vetta.

Io però, in queste righe, propongo una meta diversa, come ho già fatto in precedenza, perché il Monte Generoso, non è solo la vetta o il trenino, ma è anche bocchette, alpeggi o piccoli paesi che sorgono ai piedi di questo modesto Re di roccia calcarea, varie mete che offrono paesaggi diversi, panorami diversi, un mutare di prospettive che consentono di apprezzare in ogni angolo questa bellissima montagna.

Sì parte da Somazzo, piccolo paese di origine medievale, borgo che sorge davanti alla piana dove sì estende la piacevole cittadina di Mendrisio 332 mt, con piacevole veduta sui vigneti e sulle vicine montagne come Monte Orsa 998 mt e Monte Pravello o Poncione d’Arzo 1015 mt, facilmente riconoscibili vi sono anche: Monte Monarco 855 mt, Campo dei Fiori 1227 mt e Monte Minisfreddo 1042 mt.



La Stazione di San Nicolao, posso definirla come un luogo di meditazione, immersa in un silenzio quasi surreale, in qualsiasi stagione la sì visiti,il silenzio è interrotto soltanto dal passaggio del trenino, delle auto e dagli aerei che passano sopra le nostre teste, per il resto, rimane un luogo intimo, dove trascorrere minuti di assoluta quiete.

Prima di raggiungere la Stazione Bellavista, è d’obbligo fermarsi nel punto panoramico, qui una fantastica balconata, lascia senza parole ogni visitatore che sì affaccia dalla ringhiera. Il Lago di Lugano fa da cornice guardando fino alle porte della città di Lugano 277 mt, guardando subito sotto, sì scorge l’antico borgo di Riva San Vitale 273 mt, conosciuto già in epoca romana, sopra il paese, svetta l’imponente cima del Monte San Giorgio 1100 mt, alle sue spalle, in sequenza, sono riconoscibili le cime del Monte Piambello 1125 mt, Monte Nudo 1235 mt e Monte Rosa 4634 mt. Guardando verso Lugano, sì può ammirare la lunga dorsale che dal Monte Lema 1620 mt, porta alle più alte cime del Monte Gradiccioli 1935 mt e Monte Tamaro 1961 mt; subito a sinistra della dorsale, svettano le Alpi Bernesi, facilmente riconoscibile l’aguzza cima del Finsteraarhorn 4274 mt.



La Stazione  Bellavista, in estate, grazie al suo ristoro, è un punto d’incontro per turisti e ciclo escursionisti, un via vai di gente che sale e scende dal trenino che porta al Monte Generoso, un luogo d’incontro per i tanti che amano questa località. In inverno però, diventa un luogo solitario, nei giorni feriali, le persone quasi sì possono contare sulla punta delle dita, una metamorfosi uscita da un film di fantascienza dove l’uomo è quasi estinto.

Dalla terrazza panoramica, bella vista sul Lago di Lugano, sull’abitato di Melide 276 mt e su Monte San Salvatore 912 mt.



Lasciata la stazione, un piacevole bosco di faggio, precede quella che a breve diventerà un paesaggio completamente diverso, i fitti boschi lasciano il posto al gigantesco pendio erboso che dai 1300 mt di quota sale fino alla vetta, nella parte iniziale ricoperto di felci e ginestre che in primavera regalano colori spettacolari, dove è possibile ammirare le cime del Monte San Primo 1686 mt, del Sasso Gordona 1410 mt, del Monte Colmegnone 1383 mt e Monte Palanzone 1436 mt.

L’ultimo tratto, regala un paesaggio alpino d’eccellenza, un pendio erboso dove il grande nevaio ricorda quando neve e ghiaccio nella stagione invernale, ricopriva per settimane questa montagna.



La località Piana, consente di ammirare dal lato opposto, l’immenso pendio erboso, dove sono adagiati antichi alpeggi che da secoli convivono con la dura realtà di questa montagna; la graziosa baita collocata in questa località, è sicuramente un buon esempio. Dalla località, sì ha una magnifica veduta sul Monte Disgrazia 3678 mt, del Monte Legnone 2609 mt, visibile solo in minima parte, perché quasi completamente nascosto dal Pizzo della Croce 1491 mt. Una buona fetta della dorsale orobica, sì eleva subito a destra del Pizzo della Croce, in sequenza si possono ammirare Pizzo Alto 2512 mt, Monte Rotondo 2496 mt, Pizzo Mellasc 2465 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Grigna Settentrionale 2409 mt, Grigna Meridionale 2184 mt e Resegone di Lecco 1875 mt.



Un panorama eccezionale, un ambiente montano di rara bellezza, il silenzio e la solitudine che solo la montagna riesce a regalare in un continuo insieme di emozioni e sensazioni che possono riempire pagine e pagine del grande libro della nostra storia, e poi, se sì ha ancora voglia di camminare, la vetta è sempre li a portata di mano.

 

CURIOSITA’

TEMPI DÌ PERCORRENZA: circa 3:00.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

PUNTI D’APPOGGIO: Ristoro presso la Stazione Bellavista.

DISLIVELLO: circa 900 mt.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: da Mendrisio, seguendo le indicazioni per Somazzo e Monte Generoso.

 

DOVE ALLOGGIARE:

sabato 29 giugno 2024

Traversata ad anello, da Stabio fino alla Stazione Bellavista sul Monte Generoso.

Dalla Stazione di Stabio 352 mt, sì passa il sottopasso per arrivare nei pressi di un’attività industriale. Guardando a sinistra, sì notano delle indicazioni e una strada sterrata che costeggia i capannoni, percorrendo la strada, sì arriva all’attacco del sentiero. Appena trovata la segnaletica, sì prosegue per Novazzano 345 mt, che sì raggiunge dopo aver passato le località Prella 374 mt e Brusata 389 mt. Da Novazzano, sì continua a seguire le indicazioni arrivando a Balerna 350 mt.

Superato il borgo, sì entra nel Parco Gole della Breggia, e dopo aver passato l’ex cementificio, inizia la più decisa salita che porta a Chiesa Rossa e poco dopo a Castel San Pietro 449 mt. Sì continua a camminare su strada asfaltata raggiungendo la località Obino 497 mt, da qui, inizia la lunga strada sterrata che sale fino al Rifugio Alpe di Caviano 967 mt. Passato il rifugio, sì continua a camminare lungo la sterrata oltrepassando la località La Grassa 1090 mt, e Cascina d’Armirone 1151 mt, quindi, con un’ultima salita, sì raggiunge la Stazione Bellavista 1216 mt, punto più alto di tutto l’itinerario.

Dopo la meritata pausa, inizia la lunga discesa che passa dalla Stazione di San Nicolao 701 mt, e arrivando di seguito nell’abitato di Somazzo 568 mt.

Nuovamente in discesa, sì arriva a Mendrisio 360 mt, quindi dopo aver attraversato il sottopasso della stazione ferroviaria, svoltando a sinistra, s’inizia a seguire le indicazioni che portano alla località Santa Margherita 352 mt, che non sì raggiungerà, perché prima di arrivare alla località, sì ritroverà il bivio che riporta alla stazione di Stabio.









NOTA

La Svizzera, è una nazione che può vantare di avere al suo interno, una rete di sentieri che spazia dal percorso di pianura fino alle alte montagne. Un bellissimo puzzle, che sì può comporre a piacimento, realizzando salite e traversate da fare in giornata o in più giorni. Lunghe camminate che chi sa apprezzare questo sport, non può rimanere indifferente davanti alle infinite possibilità che ha davanti, una di queste, è racchiusa in queste righe, un percorso insolito, che unisce paesaggi collinari e pianeggianti, affrontando la montagna fino ai 1200 mt di quota, per poi tuffarsi nel centro storico di Mendrisio, con arte e cultura che chiudono la cornice di un meraviglioso dipinto da vivere tutto con gli occhi e con la mente.

Sì parte da Stabio, piccolo borgo che vanta una storia che torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani e dei longobardi, sorge tra i colli che scendono dal Monte San Giorgio 1100 mt e la parte più a ovest della Dorsale Insubrica. Passeggiando tra le campagne, oltre al Monte san Giorgio, è possibile ammirare le cime del Monte Orsa 998 mt e del Monte Pravello o Poncione d’Arzo 1015 mt, mentre tra i colli, è facilmente riconoscibile la chiesa che sorge sul Colle San Maffeo 515 mt e il Colle Sant’Ambrogio 533 mt.



La località Brusata, è un minuscolo borgo che sorge poco dopo la Dogana di Bizzarone 436 mt, immerso nel verde della dorsale tra boschi e vigne, dove sì può ammirare il Monte Generoso 1701 mt e Sighignola 1314 mt.

Novazzano è un altro piacevole paese immerso anch’esso nel verde delle colline, abitato già dagli Etruschi; anche qui sì trovano numerosi terrazzamenti coltivati a vite. Guardando verso il Monte Generoso, è possibile ammirare l’inconfondibile sagoma del Sasso Gordona 1410 mt, mentre scendendo giù verso la Valle dei Mulini, è possibile ammirare il Monte Santo Stefano 491 mt, incastonato perfettamente nella Dorsale Insubrica.

Balerna, sede della Pieve di Balerna dal IX al XVIII secolo, è un paese di transito ma che nel suo territorio presenta alcune attrattive molto interessanti, come ad esempio la Collegiata di San Vittore XVI secolo e l’Oratorio dedicato a Sant’Antonio di Padova realizzato verso la fine del 1600, sorge sopra un piccolo colle dove sì ha una piacevole veduta sulla Dorsale Insubrica e sulla Valle dei Mulini in Provincia di Como.

Il Parco delle Gole della Breggia, è un piccolo parco che s’insinua all’interno di una gola scavata appunto dal Torrente Breggia che arriva dalla vicina Valle di Muggio. Al suo interno, vi sono numerosi itinerari che danno la possibilità di scoprire tutte le attrattive del parco che sì unisce ai tanti sentieri che salgono e scendono lungo le cime delle montagne che sovrastano il parco.

Castel San Pietro, è un altro minuscolo borgo di origine medievale, di notevole interesse storico e paesaggistico, sono la Chiesa barocca di Sant’Eusebio, eretta intorno al 1600. Lungo la salita dalle Gole della Breggia, s’incontra anche la Chiesa Rossa, dedicata a San Pietro, realizzata intorno al XIV secolo. Anche da questo paese, partono numerosi itinerari escursionistici, tutti da scoprire.



I Rifugio Alpe di Caviano, realizzato nell’ottocento, è stato fino agli anni ottanta un vero e proprio alpeggio, solo dopo il 2010, è diventato un importante punto d’appoggio per escursionisti e per i tanti appassionati e semplici turisti che visitano questi luoghi meravigliosi.

La dorsale che porta alla Stazione bella vista, sì sviluppa lungo una piacevole strada in parte asfaltata che attraversa piacevoli boschi di faggio, ma che quando riesce ad uscire dal bosco, regala delle balconate eccezionali che guardano verso Monte Bisbino 1325 mt, Sasso Gordona, Grignone 2409 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Pizzo Mellasc 2465 mt e Pizzo della Croce 1491 mt.



Guardando verso sud ovest, sono facilmente riconoscibili: Monte Orsa 998 mt, Monte Minisfreddo 1042 mt, Campo dei Fiori 1227 mt e Corno Bianco 3320 mt. In un'unica piacevole vista, sì riesce a intravvedere l’abitato di Cragno 936 mt, piccolo gioiello incastonato nella Valle dell’Alpe.

La Stazione bellavista, è semplicemente perfetta, un’atmosfera che sembra andare indietro nel tempo, e ogni volta che passa il trenino che sale e scende dal Monte Generoso, è impossibile non fermarsi a guardare il convoglio colorato che trasporta tantissimi turisti arrivati lì per vivere l’esperienza del viaggio in treno, una delle ferrovie più belle della Svizzera.



Come già scritto in precedenza, San Nicolao è la prima stazione a monte della linea ferroviaria che da Capolago 273 mt, sale quasi in cima al Monte Generoso. Un’area immersa nel verde e nel silenzio dei boschi che ricoprono l’altra dorsale che scende verso Mendrisio, raggiungibile a piedi, in bike e in auto, oltre al grazioso trenino che sale dal lago e scende dalla montagna.

Somazzo, è un borgo abitato già in epoca romana, di notevole interesse è l’Oratorio di san Giuseppe realizzato intorno al 1600.

La Chiesa di San Zeno, è un altro gioiello, risalente al 1300, offre una magnifica balconata che guarda verso Monte San Giorgio e non solo.



Mendrisio è un importante centro, crocevia di tantissimi itinerari escursionistici, facilmente raggiungibile anche dall’Italia, con un ottimo collegamento con Como e Varese. Di notevole interesse, sono le numerose strutture religiose e civili tra cui Palazzo Pollini risalente al 1700.

L’ultimo tratto di questa magnifica traversata, sì svolge nel Parco del Laveggio, un percorso quasi pianeggiante, dove le alte quote, cedono il posto ai boschi di pianura e ai campi coltivati, tutto questo riporta alla Stazione di Stabio, dove era iniziata una lunga avventura che ha condotto alla scoperta di un angolo di Svizzera che merita di essere attraversato.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: circa 9:00 ore.

DIFFICOLTA’: (E) per la lunghezza del percorso.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Stabio, Novazzano, Balerna, Castel San Pietro, Rifugio Alpe di Caviano, Ristoro Stazione Bellavista e Mendrisio.

DISLIVELLO: più di 1100 mt di salita e circa1060 mt di discesa.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 90 e 91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: in treno da Varese o da Como San Giovanni lungo la linea Varese/ Mendrisio/ Como.

DOVE ALLOGGIARE: Rifugio Alpe di Caviano con possibilità di pernottamento, tel: +41 91 646 68 89, info@alpedicaviano.ch.

lunedì 27 maggio 2024

Da Gaggiolo alla Stazione di San Nicolao.

Dalla Dogana di Gaggiolo 380 mt, si percorre la strada asfaltata per circa 500 mt, appena trovato il segnavie, sì attraversa la strada e sì passa davanti alla zona industriale raggiungendo così la linea ferroviaria Stabio Varese. Da qui, s’inizia a seguire le indicazioni per Genestrerio, quindi oltrepassata la località Santa Margherita 352 mt, sì va avanti sempre per Genestrerio, e dopo la località Vallera 333 mt, sì trovano le indicazioni per Mendrisio Stazione.

Dopo aver passato la Stazione di Mendrisio e il centro storico 360 mt, inizia la salita che porta a Salorino 465 mt, Somazzo 568 mt, arrivando finalmente alla Stazione di San Nicolao 701 mt.









NOTA

Varcare il confine per andare a camminare lungo i tantissimi sentieri che offre la Svizzera, è sempre un piacere, dalla pianura alle alte montagne, vi sono un’infinità di escursioni lungo una rete d’itinerari che danno la possibilità di esplorare il territorio, i borghi e i centri storici delle città che sì trovano all’interno del territorio elvetico. L’itinerario che descrivo, è un piacevole esempio di come sia facile realizzare una lunga camminata che può accontentare tutti quelli che amano lo sport e la cultura. Sì parte da Gaggiolo piccolo borgo che risale all’epoca romana, che sorge all’interno del confine italiano, dove è possibile lasciare l’auto grazie ai tanti parcheggi gratuiti.

Il primo tratto su strada, consente di raggiungere l’attacco del sentiero, una volta lasciata l’area industriale, sì apre un mondo totalmente diverso, immerso tra i colli di quella che compone la Dorsale Insubrica.

In località Santa Margherita, oltre al maneggio e al ristoro, sì può ammirare anche la piccola chiesa di Santa Margherita, realizzata in stile romanico intorno al 1400, qui siamo già dentro i confini del Parco del Laveggio, parco che regala numerose stazioni didattiche, dove sì possono apprendere numerose informazioni sul parco, sulla flora e sulla fauna. Man mano che sì procede lungo i sentieri, voltandosi sì può ammirare la graziosa Chiesetta di San Maffeo che sorge sulla collina a 515 mt, e il Colle Sant’Ambrogio 533 mt.


Mendrisio, è un grazioso borgo che sorge tra il gruppo montuoso del Poncione d’Arzo 1022 mt e, il gruppo montuoso del Monte Generoso 1701 mt, abitata già in epoca preromana, arriva ai giorni nostri con un centro storico di tutto rispetto, il Palazzo Pollini realizzato nel 1700 e la Chiesa Parrocchiale dei santi Cosma e Damiano realizzata nel 1800, sono due dei tanti monumenti che sì possono ammirare lungo le vie, un incrocio di vicoli dove locali e negozi possono ampiamente soddisfare il turista più esigente.



Poco sopra, sorge il borgo di Salorino, qui, sì trova la Chiesa di San Zeno, risalente al 1300, qui sì ha una bella veduta sulla valle del Laveggio e sulla Dorsale Insubrica, interessante la vista sul Poncione d’Arzo e su Monte Orsa 998 mt.



Somazzo è un altro piccolo borgo anch’esso abitato già in epoca romana e che racchiude tra i suoi vicoli tanti piccoli gioielli, come ad esempio l’Oratorio di San Giuseppe risalente intorno al 1600.

San Nicolao, è la prima fermata del trenino che da Capolago sale quasi in vetta al Monte Generoso, qui oltre all’atmosfera che crea la piccola ferrovia, sì può trovare un’area attrezzata, dove poter riposare e fare in tutta comodità un pranzo al sacco che ripaga di tutta la fatica fatta per raggiungere questa località, immersa nel verde e nel silenzio di queste montagne. Il passaggio del trenino, regala una piacevole sensazione, come tuffarsi in un mondo in miniatura a grandezza naturale; se sì ha molta fortuna, tra i boschi è possibile avvistare qualche camoscio che bruca l’erba ai margini delle piante.



Un itinerario particolare, un percorso che offre tante occasioni di vedere ambienti differenti tra collina e pianura e antichi borghi e poi la montagna, una buona salita per arrivare nella quiete dei boschi di castagno, con una meta diversa dalla cima o dal rifugio, perché anche una piccola stazione, può offrire le stesse emozioni che sì vivono tra le montagne.

 

 

CURIOSITA’

Il 5 giugno del 1890, fu attivata la linea ferroviaria che da Capolago sale all’Albergo Vetta del Monte Generoso.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:45 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gaggiolo, Santa Margherita, Mendrisio e ristoro presso l’Oratorio di San Nicolao sopra Somazzo.

DISLIVELLO: circa 360 mt in salita e circa 50 mt in discesa.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 90 e 91.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

COME ARRIVARE: in treno da Varese lungo la linea Varese Mendrisio, o in auto da Varese seguendo le indicazioni per Valico Gaggiolo.

DOVE ALLOGGIARE: Numerose strutture a Mendrisio.

Da Asso, salita delle cinque vette.

Da Asso 427 mt, sì percorre la strada sterrata che sale all’Agriturismo Enco a circa 790 mt, sì prosegue seguendo le indicazioni per Caglio 875 mt, camminando lungo un ampio sentiero che attraversando la Valle di Rezzago, arriva al Santuario di Campoè. Appena raggiunto l’abitato di Caglio, subito dopo aver passato il cimitero, sì svolta a sinistra seguendo Via Bryan Conny, arrivando poco dopo all’incrocio con Via ai Monti, qui, svoltando a sinistra, s’inizia la salita che porta alla Colma di Caglio 1129 mt. Ora con un bellissimo percorso in cresta, sì salgono ben cinque cime che sono: Monte Pianchetta 1243 mt, Braga di Cavallo 1354 mt, Monte Croce 1351 mt, Monte Bul 1406 mt e Monte Palanzone 1436 mt.

Per il ritorno, sì percorre il segnavie che scende lungo il costone del Monte Palanzone, arrivando alla Bocchetta di Palanzo, 1210 mt, svoltando a sinistra, sì attraversa la parte bassa del Monte Palanzone raggiungendo la cresta che porta a Colma Piana 1179 mt. Proseguendo lungo la dorsale, poco prima di raggiungere la colma, inizia la decisa discesa che porta alla Bocchetta di Vallunga 904 mt, quindi, nuovamente in discesa, ritornando sul sentiero fatto al mattino che riporterà senza problemi giù ad Asso.









NOTA

Spesso ho avuto la possibilità di andare a percorrere numerosi sentieri lungo il Triangolo Lariano, e ogni volta, sono sempre riuscito a trovare percorsi nuovi, varianti di vecchi percorsi, novità che regalano sempre emozionanti scorci panoramici, in un susseguirsi di valli, monti e rifugi. L’itinerario che mi preparo a raccontare, porta alla scoperta della fascia centrale del Triangolo Lariano, salendo una cima nota come il Monte Palanzone, ho avuto la possibilità di collegare ben cinque cime, con diverse quote e con panorami che sembrano uguali, ma a un’attenta visione, sì può comprendere la diversità del singolo particolare che non sì poteva notare dalla cima precedente.

Si parte da Asso, piacevole borgo incastonato in mezzo a vari gruppi montuosi e che vanta una storia antichissima, basti pensare che vi siano testimonianze d’insediamenti, che risalgono al 6500 a.c.

L’Agriturismo Enco, è composto da un grande casolare, un luogo ideale per trovare quiete insieme a un buon punto d’appoggio, sia all’andata sia al ritorno del percorso. L’intera area, è circondata da castagni secolari, una vera testimonianza di quando il sapere antico, fioriva nella coltura del castagno e di tutto quello che comportava la sua economia.

Il Santuario della Madonna di Campoè, è un luogo sacro che fu edificato nel XVI secolo a seguito di un’apparizione, oggi meta di molti pellegrinaggi; piacevole la vista del Monte Palanzone che svetta sopra la valle.

Dalla località Colma di Caglio, lo scenario cambia radicalmente, le vallate e i fitti boschi, lasciano il posto alle meravigliose balconate che regalano le cinque cime che sì andranno a salire. Dal Monte Pianchetta, sì apre la prima panoramica con vista sul Monte San Primo 1686 mt la più alta elevazione del Triangolo Lariano. Procedendo verso la cima di Braga di Cavallo, i prati ancora brulli, sì mescolano con l’azzurro del cielo, e poi quando sì raggiunge la cresta, da lì fino alla cima del Monte Palanzone, sì può ammirare una magnifica visuale, dal Monte di Palanzo 1391 mt al quasi gemello Monte Preàola 1417 mt, in mezzo alle due cime, svetta il Monte Rosa 4634 mt e subito a fianco, sì può notare l’inconfondibile sagoma del Cervino 4478 mt. Poco più a destra, sì riconosce l’inconfondibile sagoma del Monte Generoso 1701 mt, nelle giornate terse, sono ben visibili le Alpi Bernesi con i 4275 mt del Finsteraarhorn massima elevazione del gruppo montuoso. Per completare l’elenco mi permetto di citare il Monte Galbiga 1698 mt e il Pizzo di Gino 2245 mt.


Volgendo lo sguardo verso est, subito salta all’occhio il magnifico gruppo montuoso delle Grigne, con le due cime principali, la Grignetta 2184 mt e il Grignone 2409 mt, sicuramente sì può riconoscere un’altra famosa cima, quella del Monte Legnone 2609 mt, come lo è il Monte Disgrazia 3678 mt. Un’altra cima facilmente riconoscibile è il Pizzo Arera 2512 mt, mentre più a destra, il Resegone di Lecco 1875 mt, sì erge come ultima roccaforte che precede le più morbide cime che terminano nella Provincia di Bergamo. Dalla cima del Monte Palanzone, sì può ammirare un piccolo scorcio del Lago di Como, con vista sul Monte Bisbino 1325 mt e sul Monte Colmegnone 1383 mt. Ultimo sguardo, verso la Pianura Padana, e quando il cielo lo consente, l’Appennino sì mostra per una buona porzione, dalla Liguria all’Emilia Romagna.



Questo itinerario, ha tutti i requisiti per essere una piacevole avventura che regala tantissimi panorami e piacevoli ambienti dove trovare il silenzio o il rinfresco adatto che aiuta a chiudere una giornata unica, da ripetere alla prima occasione.

 

CURIOSITA’

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 6:30 / 7:00 circa, l’intero percorso.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: circa 1100 mt in salita e poco più di 1000 mt in discesa.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Asso, Agriturismo Enco, e locali a Caglio.

COME ARRIVARE: in auto da Como seguendo le indicazioni per Canzo Asso, oppure in Treno con linea ferroviaria Milano Cadorna Asso.

SEGNALETICA: Cartelli informativi e bandierine bianco viola e bianco rosso, quando presenti.

DOVE ALLOGGIARE:

Traversata da Induno Olona a Bregazzana.

Da Induno Olona sì sale alla località Frascarolo 470 mt, sì prosegue lungo la strada sterrata che porta alla località Montallegro 592 mt, fino a quando non sì trova il bivio con il sentiero che scende in Val Ganna. Giunti in valle, sì prosegue seguendo la pista ciclopedonale che porta all’abitato di Ganna 460 mt. Dopo aver passato il Lago di Ganna, sì svolta a sinistra precorrendo il segnavie 315 che sale al Passo Valicci 661 mt, per poi scendere a Brinzio 515 mt. Dopo aver attraversato il borgo di Brinzio, sì svolta a sinistra seguendo l’ampio sentiero che porta a Rasa di Varese 560 mt.

Lasciato anche il paese di Rasa, sì prosegue lungo il sentiero che porta a Robarello, che sì percorrerà fino alla località Molinetto; ora svoltando a sinistra, sì segue la strada asfaltata che porta all’abitato di Bregazzana 480 mt.









NOTA

Avere una buona rete ferroviaria, supportata da un servizio di autobus che sono strategici per chi pratica escursionismo, consente di compiere tantissime traversate da un capo all’altro di una o più province, tra regioni o addirittura tra stati. La Provincia di Varese, è un pratico esempio di come i mezzi di trasporto, consentano di spostarsi a piedi attraverso i tanti passi, le tantissime cime che vanno oltre i 1500 mt di quota, con un susseguirsi tra creste e costoni, percorsi ricchi d’avventura anche con brevi passaggi su roccia.

L’itinerario qui descritto, è indubbiamente una chiara dimostrazione di come sì possa andare da un punto all’altro della provincia, grazie appunto all’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Sì parte da Induno Olona Paese situato all’inizio della Valceresio, che vanta una storia che va indietro nel tempo fino al V secolo a.c., di notevole interesse sono la Chiesa dedicata a San Giovanni Battista edificata tra il XV e il XVI secolo, e la Cappella di San Pietro in Silvis XI secolo.

Poco sopra l’abitato di Induno Olona, sorge il Castello di Frascarolo, che vanta anch’esso di una storia millenaria, posto sopra una collina, immerso in un verde che lo rende ancora più maestoso, mentre alle sue spalle sorge una graziosa corte probabilmente annessa al castello; Monte Monarco 855 mt, completa la cornice di questa incredibile località.



La Valganna è una valle che divide il gruppo montuoso del Monte Martica 1032 mt dalla cresta che dal Minisfreddo 1042 mt, porta al Poncione di Ganna 992 mt, vera attrattiva di una valle che non scende mai sotto i 400 mt di quota. Di notevole interesse, l’area naturalistica del Lago di Ganna che precede l’abitato di Ganna, da qui, sì ha una piacevole vista sul Monte val de Corni 993 mt, sul Monte Mondonico 807 mt e sul Monte Lema 1620 mt. Anche nella Valle del Pralugano, sorge una zona umida molto importante per la biodiversità di queste montagne.



L’Alpe Valicci, è composta di una serie di baite private che sorgono in un prato dalla vista eccezionale, un luogo dove sì respira un’atmosfera di quote superiori ai 1500 mt, con una piacevole veduta sul Monte della Colonna 1203 mt, Monte San Martino 1087 mt e sul Monte Limidario 2188 mt.



Poco più avanti, sorge l’area Pic-nic Valicci, qui, oltre a trovare un pratico luogo di sosta, affacciandosi su un prato nelle immediate vicinanze, sì ha una magnifica veduta dell’intero Massiccio Montuoso del Campo dei Fiori 1227 mt.

Brinzio è un grazioso paese che sorge in un’ampia conca glaciale, qualche decennio fa, erano famose le piste per lo sci di fondo.

Il borgo vanta una storia millenaria, i primi insediamenti umani, parlano di epoche lontane, preistoriche, quello che oggi è un paese, ieri era un semplice villaggio.



Poco distante dal centro, sorge il piccolo Lago di Brinzio, uno specchio d’acqua di origine morenica e di grande interesse naturalistico.

Rasa di Varese, piccola frazione è un altro gioiello che s’incontra lungo questo itinerario, incastrata tra il Monte Legnone 868 mt il Monte Chiusarella 915 mt, qui nasce il Fiume Olona, che percorre buona parte della fascia prealpina, per poi abbandonarsi alla pianura fino a tuffarsi nel Fiume Lambro.

Bregazzana è l’ultimo borgo, meta di questa piacevole traversata, un gruppetto di case che racchiude nel suo intimo, il tipico ambiente dei paesi di montagna.



Sicuramente, questa traversata non ha nulla a che vedere con le grandi camminate alpine, però, posso assicurare che questo itinerario non ha nulla da invidiare, anzi, offre una suggestiva varietà di ambienti e di panorami unici, tutti da scoprire e da vivere, un modo diverso di trascorrere una giornata mescolando arte e natura in un unico itinerario escursionistico.

 

CURIOSITA’

 

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 5:00 / 5:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: oltre 450 mt di salita e poco più di 400 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Induno Olona, Brinzio, Rasa e Bregazzana.

COME ARRIVARE: in treno da Varese.

CARTOGRAFIA O GUIDE: CARTA Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi e qualche bandierina bianco rosso.

DOVE ALLOGGIARE:  Locanda del Brinsc tel: 338 390 3392.

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