venerdì 13 marzo 2026

Da Pettenasco al Monte Falò.

Da Pettenasco 300 mt, sì lascia l’auto nel parcheggio della stazione; quindi, poco dopo essere scesi al ponte della ferrovia, seguendo le indicazioni, s’inizia a percorrere la strada sterrata che entra nella Valle del Torrente Pescone. Mantenendo la sponda destra del corso d’acqua, sì segue il torrente, iniziando più avanti la più decisa salita che porta ad Armeno 523 mt.

Dopo aver visitato il borgo, sì prosegue lungo la SP 158 in direzione di Coiromonte, procedendo fino a trovare una cappella votiva, ora, svoltando a sinistra, sì risale la valle del Torrente Ondella, fino ad arrivare praticamente sotto l’Alpe Valpiana 790 mt circa. Dopo aver guadato il torrente, sì segue il sentiero che passa sotto l’alpeggio, appena arrivati nelle vicinanze di un rudere, sì affronta una breve salita che porta ad una strada sterrata, quindi, svoltando a destra, sì segue la strada fino a ritrovare la SP 158; effettuando una breve deviazione, è possibile visitare il paese di Coiromonte, uno dei più suggestivi del Gruppo Montuoso del Mottarone.

Appena usciti sulla provinciale, sì svolta immediatamente a sinistra, prendendo quota lungo la carrozzabile. Appena usciti dal bosco, sì prosegue verso la cima del Monte Falò, si arriva ad una sella dove sorgono tre grandi alberi, qui sì vede un sentiero sulla destra, che costeggiando le pendici del monte, arriva all’Alpe Vaighella 960 mt circa. Dall’alpe, per raggiungere il Monte Falò, consiglio di affrontare la salita lungo il pendio più dolce, che guarda verso il Lago Maggiore, da qui, sì sale fino a recuperare il sentiero frequentato anche dalle bike, quindi dopo un bellissimo traverso, sì raggiunge la cresta, ora seguendo il sentiero a sinistra, sì arriva in cima al Monte Falò 1080 mt.

NOTA

Come sempre, nel Gruppo Montuoso del Mottarone, per poter assaporare l’atmosfera di montagna selvaggia, serve evitare quella che è la cima più alta, strade asfaltate, alberghi, piste da sci, un mondo fatto di turismo, che a volte può non piacere a chi ama i luoghi solitari. Qui sì apre un mondo diverso, perché il Mottarone, è in grado di offrire anche questo, la vera montagna che rimane fuori dal turismo di massa, con viste eccezionali su Alpi, Prealpi e Appennino, laghi, valli e Pianura Padana, con una rete di sentieri per tutti i gusti e per tutti i livelli, Monte Falò, è tutto questo.

Si parte da Pettenasco borgo che esisteva già durante l’Impero Romano, da visitare, il lungolago e la Chiesa di Santa Caterina, eretta nel 1778 su antiche mura di epoca romana. Bella la vista sul Lago d’Orta e sulle vicine montagne, visibili il Monte Camosino 641 mt e il Monte Piogera 1249 mt

Il Torrente Pescone, è un lungo corso d’acqua che dalla cima del Mottarone 1491 mt, scava una valle, andandosi a tuffare nelle acque del Lago d’Orta. La parte iniziale del percorso, entra nella parte bassa di questa valle, con la piacevole vista di un ponte in pietra, di chiara origine romana.

Armeno è un altro piacevole borgo che sì attraversa durante la salita, il paese ha una storia antichissima, alcuni ritrovamenti, parlano di insediamenti che risalgono al IV secolo a.C., come testimoniano alcune tombe rinvenute in zona; poco prima di arrivare ad Armeno, sì può raggiungere una staccionata che ha una piacevole vista sul paese di Pratolungo 506 mt e sul Monte Novesso 1410 mt. Da vedere, la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Vergine Assunta del XII secolo, e la Chiesetta di San Rocco eretta sopra un colle.

La valle del Torrente Ondella, è proprio una bella valle di montagna, gli alpeggi che sorgono sui pendii della valle, testimoniano un’attività umana, fatta di allevamento e agricoltura, case sparse, isolate, ma che raccontano la vita difficile di questa montagna.

Alpe Vaighella è composta da tre edifici, che guardano verso sud, da qui, sì può ammirare la vista sulla Pianura Padana e sulla cresta del Monte La Guardia 830 mt, nelle giornate limpide, sì riesce ad intravvedere i prati dell’Alpe del Bosco 745 mt circa, altra interessante meta all’interno del gruppo montuoso.

Monte Falò è una cima particolare, l’ambiente che sì presenta è tipico di quote molto più alte, le uniche piante che crescono lungo i pendii, sono le ginestre, che durante la fioritura, colorano di giallo la cima.

La panoramica è unica, molto bella, 360° di panorama a perdita d’occhio. Subito sì mostra in tutta la sua bellezza la cima del Mottarone 1491 mt, la più vicina.

Guardando verso sud, sono riconoscibili i vicini Monte Cornaggia 922 mt e Monte La Guardia 830 mt, mentre all’orizzonte, la Pianura Padana precede la dorsale appenninica.

Facilmente visibili a est, Campo dei Fiori 1227 mt e Monte Nudo 1235 mt, mentre a fianco del Mottarone, svettano le cime del Parco nazionale della Val Grande, cime come Monte Zeda 2156 mt e Cima della Laurasca 2193 mt, a est, Monte Mazzoccone 1424 mt, Croce 1643 mt e Massa del Turlo 1969 mt; nelle giornate limpide, magnifica vista su tanti quattromila, oltre al re di pietra il Monviso 3841 mt, fino alle Alpi Marittime.

 

CURIOSITA’

 

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:30 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero e per alcuni guadi.

DISLIVELLO: più di 800 mt di salita.

SEGNALETICA: cartelli informativi fino ad Armeno, poi, pochi cartelli informativi e qualche bandierina bianco rosso, la salita al Monte Falò, è priva di indicazioni.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°90/97.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Pettenasco e Armeno.

COME ARRIVARE: in auto da Borgomanero o da Omegna con SS 229.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Le Farfalle di Armeno tel: 3701226413, mail: lefarfallediarmeno@gmail.com.

giovedì 5 marzo 2026

Da Bisuschio al Poncione di Ganna.

Da Bisuschio 370 mt, sì attraversa Viale Cicogna, fino a raggiungere l’ingresso di Villa Cicogna, arrivati nel piazzale, si segue il vicolo sulla sinistra, svoltando poco dopo a destra in Via Lazzaretto, percorrendolo fino a confluire in Via Rimembranze. Raggiunta la Chiesa di San Rocco, sì prosegue lungo la strada asfaltata, fino a trovare la strada sterrata che sale verso l’acquedotto. Dopo aver superato l’acquedotto, sì continua a camminare lungo la sterrata, fino a confluire nel Sentiero 3V che arriva da Pogliana 487 mt. Seguendo la 3V a sinistra, sì oltrepassa il Passo delle Pietre Strette 725 mt, continuando a camminare fino ad arrivare sotto il Passo dell’Alpe Tedesco 785 mt. Ora con decisa salita, sì guadagna quota per raggiungere la vetta del Poncione di Ganna 992 mt.

NOTA

Come già scritto in varie occasioni, la Val Ceresio, offre tantissime escursioni di buon livello, salite di tutto rispetto e con varie difficoltà, fino ad arrivare alle tante pareti che sono ottime palestre per gli appassionati di arrampicata.

L’itinerario che descrivo, consente di salire forse la più famosa vetta della Val Ceresio, ovvero il Poncione di Ganna. Un gigante di roccia calcarea che vanta una panoramica quasi a 360 gradi, quasi perché Monte Minisfreddo 1042 mt, copre in parte la visuale; purtroppo non ho trovato una giornata limpida, quindi le immagini saranno grigie, ma posso assicurare che nelle giornate limpide, lo spettacolo è di tutto rispetto.

Si parte da Bisuschio borgo che ha una storia che va indietro fino al popolo celtico, ricordo che tutta l’area della Val Ceresio, 220 milioni di anni fa, era un bellissimo mare dove viveva il famoso Besanosauro, fossile recuperato durante uno scavo archeologico. Da visitare vi è sicuramente Villa Cicogna XVI secolo, oltre alla Chiesa di San Giorgio Martire, realizzata verso la fine del 1500.

Il percorso che va verso il Passo dell’Alpe Tedesco, sì sviluppa prevalentemente nel bosco, solo l’aspetto invernale, consente di avere delle visuali sul Poncione di Ganna, e in un unico caso, sì riesce ad avere la visuale ampia sul Monte Orsa 998 mt, anche il Passo delle Pietre Strette, interessante incrocio con diversi itinerari, rimane ricoperto dal bosco.

Il panorama vero, sì ha sulla vetta del Poncione, un colosso di pietra, uno dei balconi più belli della provincia, tra le cime che posso menzionare, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Martica 1032 mt, Monte Scerrè 796 mt, Monte Piambello 1125 mt, questo è l’immediato che sì può apprezzare anche nelle giornate di foschia, mentre in presenza di un cielo terso, lo sguardo vola verso la catena alpina e verso la dorsale orobica. Bella la veduta sulla Valle del Pralugano, sui laghi di Ganna e Ghirla, e sui borghi di Ganna, Bédero Valcuvia e Mondonico 698 mt.



Questa è una minima parte della vista che sì può ammirare dal Poncione, una cima per nulla banale, e che merita la fatica fatta per arrivare fin quassù.

 

CURIOSITA’

La croce, fu inaugurata nel 1954.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2:30.

DIFFICOLTA’: (E) per la salita al Poncione di Ganna.

DISLIVELLO: circa 640 mt.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Bisuschio.

COME ARRIVARE: da Varese con SS 344.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°90 e 3V, Via Verde Varesina De Agostini.

SEGNALETICA: cartelli informativi, bandierine bianco rosso, dal bivio che arriva da Pogliana, da Bisuschio, segnaletica scarsa.

DOVE ALLOGGIARE:

 

giovedì 26 febbraio 2026

Da Olgiate Molgora a San Genesio.

Dalla Stazione di Olgiate Molgora 287 mt, sì percorre il sentiero n°2, camminando lungo Via IV Novembre, Via Fabbricone, Via Olcellera e Via alle Scuole, svoltando a sinistra appena trovate le indicazioni che portano nell’abitato di Mondonico 346 mt. Dopo aver visitato il borgo, sempre con segnavie n°2, sì sale a Monastirolo 428 mt e successivamente a Crosaccia 634 mt. Dopo una breve pausa, sì continua in salita lungo il segnavie n°3 che aggira la cima del Monte Crosaccia 730 mt, raggiungibile con una breve deviazione, quindi poco dopo, sì arriva al borgo di Campsirago 676 mt; ora con sentiero n°1, sì arriva in cima al Colle San Genesio 846 mt, punto più alto dell’intero itinerario.

Per la discesa, sì segue la sterrata che segue la dorsale sulla sinistra del colle, perdendo quota e mantenendo sempre la sinistra ad ogni bivio, quindi, appena raggiunta la strada carrozzabile, in breve sì arriva nel borgo di Giovenzana 651 mt. Dopo aver visitato il paese, sì prosegue per Via Manzoni, arrivando poco dopo a Cagliano 639 mt. Sempre su strada, sì scende per Via G. Cesare e Via Raffaello fino a trovare il segnavie n°25, che evitando un tratto su asfalto, arriva nel nucleo di Pau 489 mt. Si attraversa l’abitato, per riprendere a scendere fino a Villa Buttero, che sì raggiunge con una brevissima deviazione, quindi ancora in discesa fino a Mondonico, da qui, sì riprende la strada fatta al mattino per tornare nella Stazione di Olgiate Molgora.

 

NOTA

Dopo la dorsale del Parco di Montevecchia, poco più a nord, sì eleva un secondo gruppo montuoso che non va oltre gli 800 mt di quota, e che precede di poco il piccolo castello roccioso del Monte Barro 922 mt. Questo gruppo, comprende tre cime sopra gli 800 mt e altre cime minori, tra i suoi pendii, sono numerosi i borghi che sì possono visitare, per non parlare delle tante chiese isolate che s’incontrano lungo i tanti sentieri che percorrono queste modeste montagne, che sono comunque un vero paradiso per tutti gli appassionati di escursionismo e di bike.

Si parte da Olgiate Molgora, paese abitato già in epoca romana, da vedere la Chiesa di San Zeno XVIII secolo.

Mondonico è il primo borgo che sì attraversa, composto da alcune ville signorili, corti e una chiesa dedicata a San Biagio del 1536; guardando verso est, è facilmente riconoscibile il Monte Canto 710 mt, più conosciuto come la collina di Papa Giovanni XXIII°.

Monastirolo è il secondo borgo che s’incontra lungo la salita, è composto da alcuni casolari separati dal sentiero, un gruppo di case dove il silenzio domina in assoluto.

Crosaccia è un’area di sosta dominata da una croce in legno, non vi è un panorama, è più che altro un incrocio tra quattro itinerari, comunque una pausa è sempre lecita.

Monte Crosaccia, è una piccola cima che supera i 700 mt di quota, la sua salita non è necessaria, in estate con la vegetazione, non sì avrebbe alcun panorama, in inverno, sì riesce ad avere una piacevole vista su Monte Tesoro 1432 mt.

Campsirago è la terza borgata che s’incontra lungo la salita, bella la vista su San Genesio e su tutta la dorsale del Parco Montevecchia e Valle del Curone, lanciando lo sguardo verso la Pianura Padana.

L’eremo di San Genesio, è un complesso composto da una chiesa ricostruita sopra una chiesa antecedente, ed è purtroppo rinchiusa tra le mura di una proprietà privata; poco sopra, sorge il piccolo rifugio degli alpini, dove sì possono trovare dei tavoli con panche da utilizzare anche quando il rifugio è chiuso, da qui, sì apre una meravigliosa balconata che guarda verso la vetta del Resegone di Lecco 1875 mt, a sinistra, svetta la Grignetta 2184 mt, mentre a destra del Resegone, sì può ammirare la lunga dorsale  che comprende cime come la Corna Camozzera 1452 mt, e Monte Linzone 1392 mt, ben visibili la cime importanti come il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Rotondo 2496 mt e Pizzo Alto 2512 mt.




Il comune di Colle Brianza comprende alcune frazioni, tra cui Giovenzana e Cagliano, da vedere, la chiesa di San Donnino XVII e San Materno XVI a Cagliano.

Pau è l’ultima borgata che s’incontra prima di arrivare nuovamente a Mondonico, composta da alcuni casolari, poco prima di entrare nel borgo, poco fuori, sorge la piccola Chiesa dedicata a San Gaetano XIII secolo.

Un percorso molto interessante, che va alla scoperta di un gruppo montuoso che sembra poco conosciuto, ma in realtà è meta di tanti escursionisti e appassionati di bike, al punto che giù in valle, a volte sì fa davvero fatica a trovare parcheggio, per questo consiglio di utilizzare il treno, mezzo che risulta senza ombra di dubbio molto più strategico.

 

CURIOSITA’

A Mondonico, ha abitato il pittore aristocratico Gola Emilio.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 4:30 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero.

DISLIVELLO: meno di 600 mt, tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali Olgiate Molgora, Campsirago, San Genesio quando aperto, Giovenzana e Cagliano.

COME ARRIVARE: in treno con linea ferroviaria Milano Lecco.

CARTOGRAFIA E GUIDE: carta Kompass N° 105 e Parco Montevecchia e Valle del Curone INGENIA.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco, da San Genesio a Cagliano, segnaletica scarsa o mancante, prestare attenzione alle indicazioni.

DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 18 febbraio 2026

Anello del Monte Sant’Emiliano da Sostegno.

Da Sostegno 382 mt, sì percorre il sentiero n°706 fino alla Bocchetta d’Ovasine 509 mt. Raggiunta la bocchetta, sì svolta a sinistra percorrendo il sentiero n°705, affrontando la ripida salita che porta in cima a Monte Sant’Emiliano dove sorge l’omonima chiesa. Da Sant’Emiliano, seguendo il sentiero n°709, si rientra a Sostegno.

 


 

 

 

 

 


NOTA

La prima fascia montuosa, che sì eleva alla sinistra del Fiume Sesia, è una catena di piccole montagne che non va oltre i 700 mt di quota. Pur con la loro modesta elevazione, questa dorsale, offre numerosi sentieri per nulla banali, difficoltà che vanno dalla semplice passeggiata turistica, alla più impegnativa palestra di roccia situata sulla Pietra Gruana 699 mt.

L’itinerario che propongo in queste righe, offre una salita impegnativa, raggiungendo la seconda cima per altitudine, che sì trova lungo la dorsale, dove sorge una bellissima chiesa che domina sulla valle.

Si parte da Sostegno, piccolo borgo di origine medievale, il classico paese di montagna, dove in inverno, il profumo del camino, crea una piacevole atmosfera di casa, da visitare, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, costruita sulle rovine di un antico castello.

 


 

 

 

 

 

La Bocchetta d’Ovasine, è un incrocio di sentieri, qui sì può scendere a Serravalle Sesia 330 mt, oppure tornare indietro fino a Gattinara 263 mt, percorrendo la lunga dorsale che comprende tante piccole cime come Cima Rimottina 491 mt, Bonda Grande 553 mt o Cima Frascheia 625 mt.

La salita che porta a Sant’Emiliano è davvero impegnativa, dopo un tratto in cresta, con una magnifica veduta su Pietra Gruana, Monte Fenera 899 mt, Colma dei Vasselloni 753 mt, e Monte Briasco 1185 mt, bella anche la vista sulla Pianura Padana piemontese.

Sant’Emiliano è una chiesa eretta nel tardo medio evo, sulle rovine di un antico tempio, qui il bosco limita la veduta, che altrimenti sarebbe di 360 gradi, bella la vista verso Sostegno e sulla pianura, è possibile scorgere la piccola Chiesa di San Bernardo, che sorge sul Dosso di San Bernardo 464 mt, visibile il bacino della Diga di Ravasanella.

Durante la discesa, sì raggiunge un pianoro dove è collocata la partenza della teleferica che sale a Sant’Emiliano, qui sì ha una magnifica veduta su Monte Mucrone 2335 mt, Monte Mars 2600 mt, Monte Bò 2556 mt, Monte Barone 2044 mt e verso Bocchetto Sessera 1373 mt.

 


 

 

 

 

 

Un itinerario breve ma intenso, un percorso non banale che richiede un buon fiato e una buona gamba, visto che i sentieri non sono da sottovalutare, anche la bassa quota, può essere all’altezza di un buon escursionista, una salita tutta da scoprire.

CURIOSITA’

Il sistema montuoso di cui parlo in questo itinerario, ha avuto origine quando in queste terre dominava un complesso sistema vulcanico, una storia che va indietro di milioni di anni.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero ripido.

DISLIVELLO: meno di 400 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locale d’emergenza dietro la Chiesa di Sant’Emiliano.

SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.

CARTOGRAFIA O GUIDE: consultare le mappe di Mapy.com.

DOVE ALLOGGIARE: B&B Cà del Busc, tel: 3454526600.

martedì 3 febbraio 2026

Da Casteggio al Monte Ceresino.

Da Casteggio 90 mt, sì raggiunge la parte alta, dopo aver visitato il borgo, sì esce fuori dal paese incamminandosi per Strada Madonnina. Si segue la dorsale, proseguendo come Via Costaiola, oltrepassando Cascina Angelina, arrivando poco dopo il bivio con Via Castel Felice. Si prosegue lungo strada sterrata, seguendo le indicazioni per Prime Alture, arrivando così a Cascina Campone 225 mt, sede dell’Azienda Agricola Prime Alture. Lasciata la cascina, sì guadagna quota arrivando nei paraggi di Cascina Morone 269 mt, qui, sì continua a salire seguendo il sentiero sulla destra, poco dopo, sì lascia il sentiero principale, per continuare su un’altra salita sulla sinistra, quindi, con percorso in cresta, e dopo aver oltrepassato una sbarra che impedisce il transito alle auto, sì raggiunge la cima di Monte Ceresino 432 mt.

NOTA

L’Oltrepò Pavese, oltre ad essere terra di ottimi vini, è anche un paradiso per chi pratica sport all’aria aperta, bike, cavalli e escursionisti, trovano tantissimi percorsi a quote collinari, con magnifiche vedute su immensi appezzamenti di terreni coltivati a vite, una dorsale dietro l’altra, con vista sulla Pianura Padana e nelle giornate limpide, su un’ampia porzione dell’arco alpino. L’itinerario che propongo in queste righe, porta alla scoperta di un piccolo monte purtroppo ricoperto da vegetazione, ma che però merita comunque di essere menzionato, un escursionista che ha già fatto tante cose, può mettere nella sua collezione, anche questa modesta cima.

Si parte da Casteggio, borgo popolato almeno dal VI a.C., una piccola cittadina di pianura che sorge ai piedi delle colline dell’Oltrepò, da visitare la Collegiata dedicata a San Pietro Martire ricostruita nel 1814, il Palazzo della Certosa del 1705 e la Fontana d’Annibale vicino alla Via Emilia.




Le colline, sono tutte tappezzate di vitigni, numerose le aziende che producono ottimi vini e i tanti agriturismi che s’incontrano lungo la salita, come ad esempio Prime Alture in località Cascina Morone, un piacevole rustico collocato sulla sommità di una dorsale, un posto magico dove ammirare una magnifica veduta sulle colline e sul Monte Ceresino, e sul colle Torre del Monte 412 mt.

Monte Ceresino, è una piccola cima che sorge poco sopra l’abitato di Calvignano 274 mt, come già descritto, la cima è praticamente ricoperta da boschi di querce, solo in un breve tratto, durante la salita, alcuni prati che prevalgono sul bosco, consentono la vista sulla valle del Torrente Ghiaia di Montalto, con vista su Borgo Priolo 144 mt e sulla cima di Monte Fratello 390 mt, che da inizio a quella che viene definita Costa Pelata.








Una salita non lunghissima, un assaporare di luoghi a noi vicini, dove l’escursionismo, va inventato, niente cartelli, solo le dorsali e la fantasia di chi percorre queste colline, apprezzandone ogni angolo in ogni metro che sì percorre, un’avventura che lascia un piacevole ricordo.

 

CURIOSITA’

La Fontana d’Annibale, non è un nome casuale, pare che in questa località, transitò Annibale con i suoi elefanti, dando vita a quella che è una storia che pare leggenda.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Casteggio, e vari agriturismi lungo la salita.

DISLIVELLO: 320 mt circa.

SEGNALETICA: nessuna, prestare attenzione alle indicazioni.

COME ARRIVARE: da Piacenza o da Voghera con SS 10, oppure da Pavia passando momentaneamente dal Ponte della Becca.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Consultare le mappe di Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cascina Angelina tel: 3429603818.

lunedì 19 gennaio 2026

Da Besate a Morimondo.

Da Besate 104 mt, sì percorre Via De Capitani arrivando poco dopo ad un incrocio con semaforo. Ignorata Via dei Mulini, sì svolta a destra seguendo Via Papa Giovanni XXIII per meno di cento metri, quindi poco prima della curva, si lascia la strada per svoltare a sinistra imboccando la sterrata. Seguendo la carrozzabile, sì arriva a Cascina Molinetto circa 105 mt, poi sì svolta a sinistra, continuando a camminare fino alla SP 50. Arrivati alla provinciale, sì gira a destra camminando lungo la strada fino al Naviglio di Bereguardo, raggiunta la pista ciclopedonale, sì risale il naviglio in direzione di Abbiategrasso, avanzando per circa 1,5 km, appena trovate le indicazioni per Fallavecchia 104 mt circa, sì svolta a sinistra, arrivando così alla corte. Dopo aver visitato il borgo, dal Piazzale Ospedale Maggiore, sì segue la sterrata che scende in valle, svoltando poco dopo a destra lungo la sterrata che segue la costa. Si arriva ad una strada asfaltata, qui sì svolta a sinistra, e dopo circa 1 km, si gira a destra, quindi nuovamente su sterrato, si procede in direzione di cascina Coronate, quando sì raggiunge il bivio, sì trascura la carrozzabile che porta alla cascina, continuando a procedere verso sinistra arrivando così a Cascina Cipriana 95 mt circa, ora, non resta che avanzare verso il borgo di Morimondo 109 mt, che sì raggiungerà a breve.

NOTA

Parco del Ticino. Quanti itinerari ho già descritto in questo parco, eppure, come in questo caso, riesco a proporre un nuovo itinerario nel cuore delle risaie milanesi, lungo antiche cascine, piccoli borghi, arrivando alla meta per eccellenza, ovvero, il Comune di Morimondo.

Si parte da Besate, minuscolo paese situato nel cuore della pianura ticinese, borgo abitato già in epoca celtica; da visitare, la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata intorno al 1600.

Cascina Molinetto, è un’isola in mezzo ai campi, un grosso complesso cortilizio, dove possenti mezzi agricoli, lavorano la dura terra di pianura, che però regala un ottimo riso.

Il Naviglio di Bereguardo è un lungo canale realizzato intorno al 1400, collega Abbiategrasso 120 mt a Bereguardo 98 mt, ed è lungo circa 19 km. Nato come via di comunicazione, oggi, è un fondamentale apporto d’acqua, che consente l’irrigazione dei campi.









Fallavecchia, è una grande corte, una delle più grandi che abbia visto fin ora, vanta una storia quasi millenaria, di notevole interesse, la Chiesa dedicata a San Giorgio, costruita nel XIII secolo.









Prima di arrivare a Morimondo, consiglio una breve deviazione per andare a visitare l’area dove sorge l’Oratorio di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1561, realizzata nella corte di Cascina Coronate 108 mt circa.

Morimondo è la meta di questa camminata invernale, uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo sacro e antico, fatto di lavoro nei campi e di preghiera, la sua storia, torna indietro nel tempo fino all’epoca dei romani, con testimonianze di insediamenti. Da vedere, oltre al paese, l’abbazia, costruita tutta in mattoni tra la fine del 1100 e la fine del 1200, appartenuta all’ordine dei Cistercensi fin verso la fine del 1700.

 Un percorso che s’immerge nel silenzio dei campi prevalentemente coltivati a riso, un itinerario che svela alcune tra le perle più belle del Parco del Ticino, un viaggio che comprende la meraviglia di questi territori, un mondo conosciuto da chi ama le immense e solitarie distese di campi, dove le cascine sorgono come isole in un mare che vive nell’immaginazione di chi avrà il piacere di seguire le mie orme, in un percorso tutto da scoprire.

 

CURIOSITA’

Il Naviglio di Bereguardo, pur trovandosi nel cuore della Pianura Padana, in alcuni punti, vanta una panoramica di quasi 360°, con vista sull’Appennino Ligure, e su buona parte dell’arco alpino, dal Monviso 3841 mt al Monte Rosa 4634 mt, proseguendo nella fascia prealpina fin oltre il Monte Guglielmo 1957 mt che sorge tra il Lago d’Iseo e la Val Trompia.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T).

DISLIVELLO: quasi inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Besate, Fallavecchia e Morimondo.

COME ARRIVARE: da Abbiategrasso o da Pavia con SS 526.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta percorsi ciclopedonali Parco del Ticino, oppure consultare le mappe di Wiki Lok.

SEGNALETICA: praticamente inesistente, qualche cartello di fortuna tra Fallavecchia e Morimondo.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Morimondo, tel: 02/94609067, oppure via mail info@hotelmorimondo.com.

 

  


Da valle Salimbene al Ponte della Becca.

 

Da Valle Salimbene località Motta San Damiano 71 mt, sì lascia l’auto in Via Roma, dove sì trova un comodo parcheggio. Da Via Roma, sì cammina lungo Via Strada bassa, fino alla SP 13dir, dalla provinciale, sì svolta a sinistra seguendo la strada fino a trovare l’indicazione per Cascina Taccona. Dopo aver svoltato a destra, sì prosegue lungo la sterrata arrivando a Cascina Taccona 70 mt circa. L’itinerario prosegue lungo la carrozzabile che costeggia il lato destro della cascina, andando avanti fino a raggiungere l’abitato di Linarolo 76 mt. Dopo aver attraversato il borgo, seguendo Via Mazzini e Via San Leonardo, sì scende lungo la SP 13, incontrando poco dopo una curva, da qui, sì abbandona la provinciale e sì prosegue per San Giacomo, più avanti sì arriva ad un altro bivio, continuando a camminare lungo la sterrata che sì dirige verso il Fiume Po, che però non sì raggiungerà, sì continuerà a camminare lungo una strada agricola, che svolta verso ovest. Il percorso continua fino a quando non sì arriva in località Vaccarizza. Dal Borgo, sì svolta a sinistra, seguendo Via Po che sì dirige verso il Ponte della Becca, sì ignora il primo bivio che porta a San Lorenzo, andando avanti fino a trovare sulla sinistra, un’altra strada sterrata, che in una decina di minuti, raggiunge le rive del Ticino che sì tuffa nelle acque del Fiume Po.

Dal Ponte della Becca, si ritorna verso Vaccarizza, fino a trovare l’indicazione per San Leonardo 65 mt circa. Raggiunto il paese, sì svolta a destra camminando lungo la sp13, poco dopo, sì ritrovano le indicazioni per Cascina Taccona, che sì raggiungerà in breve; dalla cascina, sì ritorna a Motta San Damiano, seguendo il tragitto fatto all’andata.









NOTA

Il Parco del Ticino, nel suo cammino dalle colline moreniche del Lago Maggiore, fino alle rive del Po, propone tantissimi itinerari escursionistici che danno la possibilità di conoscere al meglio l’intera valle del Ticino, con ambienti unici e diversi tra loro. L’itinerario che descrivo in queste righe offre un percorso facile in un ambiente solitario, fatto in inverno con la nebbia, sì respira un’atmosfera quasi inquietante, l’impossibilità di guardare oltre, ti proietta in un mondo senza tempo, come se l’orologio sì fermasse all’improvviso, fino a quando un airone non passa davanti ai tuoi occhi, interrompendo questa sensazione di nulla, e facendo ripartire le lancette dell’orologio.



Si parte da Valle Salimbene, minuscolo comune composto da una serie di frazioni già presenti in epoca medievale, nato probabilmente da una serie di cascine, che hanno formato nel tempo i vari borghi che sono presenti nei nostri giorni. All’interno di una proprietà privata, sorge l’Oratorio di San Damiano, edificio realizzato su mura romaniche risalente al XII secolo.

Cascina Taccona, è un enorme casolare con corte, oggi divenuta azienda agricola, la cascina sorge sopra una piccola costa che domina i campi.





Linarolo è il secondo borgo che sì attraversa, abitato anch’esso già in epoca medievale, è attraversato dalla Via Francigena; da visitare, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, conosciuta già nel 1300.

Vaccarizza, è una grossa corte che sorge a poche centinaia di metri dal Fiume Po. Purtroppo, non ho trovato informazioni sulla località. Però deduco che l’edificio più grande sia almeno di epoca rinascimentale, e probabilmente molto più antico.









Il Ponte della Becca, costruito nel 1912, mette in collegamento la sponda finale del Fiume Ticino con la sponda del Fiume Po, l’area è composta da un piccolo porticciolo, e da numerosi locali, che io ho trovato tutti rigorosamente chiusi, non sono in grado di sapere se la chiusura è solo invernale, però l’area merita comunque una visita, anche perché, è possibile vedere la foce del Fiume Ticino che confluisce nel Fiume Po.

San Leonardo, è l’ultimo paese che sì attraversa, ed è inserito nel territorio di valle Salimbene, anch’esso è composto da numerose corti, alcune antiche, da visitare, la Chiesa di San Leonardo, anche in questo caso, non ho trovato informazioni utili da riportare in questo articolo.

Lungo tutto il percorso, sono numerosi gli uccelli che sì possono osservare, dai rapaci come la Poiana ai tanti trampolieri come l’airone cenerino, in numerosa presenza, anche l’ibis sacro, divenuto ormai stanziale; facile da individuare, la nutria, grosso roditore non autoctono che abita ormai da anni la Pianura Padana.

 

CURIOSITA’

Il comune di Linarolo apparteneva all’ordine dei Templari.

 

TEMPI DÌ PERCORRENZA:4:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T)

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Linarolo e Ponte della Becca se e quando aperti.

DISLIVELLO: inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.

SEGNALETICA: pochissimi cartelli informativi, prestare attenzione alle indicazioni qui riportate.

COME ARRIVARE: da Pavia con SS 617, poi SP 234 fino a Valle Salimbene località Motta San Damiano.

CARTOGRAFIA E GUIDE: Carta dei percorsi ciclopedonale Parco del Ticino, oppure consultare Wikiloc.

DOVE ALLOGGIARE: 

lunedì 8 dicembre 2025

Traversata dei grandi laghi, settima tappa e ottava.

Settima tappa: Da Como alla località Cassinazza.

Da Como 201 mt, sì percorre la mulattiera che passando dalla località Crescione, sale a Brunate 715 mt.



Arrivati a Brunate, sì attraversa il paese, fino a trovare le indicazioni che portano al faro Voltiano 902 mt e in seguito al Rifugio CAO 980 mt. Dopo aver superato Baita Carla 997 mt, sì abbandona la comoda sterrata che prosegue per Baita Bondella 1075 mt, per proseguire lungo la dorsale, passando poco sotto Punta Tre Termini1140 mt e Monte Astele 1186 mt. Raggiunta Baita Boletto 1180 mt, si riprende a salire fino ad arrivare in vetta al Monte Boletto 1236 mt.

Dalla cima del Monte Boletto, sì prosegue lungo la dorsale, scendendo a Bocchetta di Molina 1116 mt; qui, svoltando a destra, si va a seguire il sentiero che scende a Solzago 461 mt. Dopo aver costeggiato le pendici del Monte Boletto arriva ad un bivio, lasciata l’indicazione che scende a Solzago, si passa a fianco ad un roccolo per la caccia, proseguendo in discesa, sì raggiunge un bivio al momento senza segnaletica, e sì continua a scendere lungo il sentiero che svolta a destra, entrando così nella Valle di Tàvernerio.

Sempre in discesa, sì arriva ad un altro bivio, quindi mantenendo la destra, sì raggiunge l’abitato di Tavernerio 460 mt. Lasciato il borgo, sì esce su una rotonda, quindi sì cammina lungo la provinciale che va a Como arrivando alla rotonda successiva. Si segue la provinciale a destra, e subito dopo, si svolta a sinistra per Via Urago, arrivando così al semaforo che oltrepassa la SS 342. Sì continua a camminare lungo Via Urago, iniziando a salire lungo la collina, fino a trovare Via Montessori entrando così nel comune di Montorfano 414 mt. Sì procede lungo la via, aggirando la collina fino a trovare Via Volta, quindi scendendo per quest’ultima, sì arriva sulle rive del Lago di Montorfano; svoltando a destra, con una breve deviazione, sì arriva ad una riva dove è possibile ammirare il lago. Ritornati sulla provinciale, sì raggiunge in breve il paese, dopo aver visitato il Montorfano, sì continua a camminare lungo Via Brianza, percorrendola fino all’incrocio con Via Molino. Dopo aver svoltato in Via Molino, sì segue la via fino a trovare Via delle Brughiere, qui sì svolta a sinistra percorrendo la strada sterrata fino ad arrivare all’allevamento Bosco Vivo. Dopo aver lasciato la struttura, sì noterà sulla sinistra una sterrata con una sbarra aperta, ignorando la carrozzabile che prosegue dritto, sì svolta a sinistra camminando lungo la Strada Comunale delle Brughiere arrivando così all’Agriturismo Cassinazza in Via dei Platani, dove termina la tappa.

NOTA

Dopo due tappe diciamo morbide, questa è una vera tappa di montagna, un percorso che va ad affrontare una parte della dorsale del Triangolo Lariano, un percorso ricco di magnifiche vedute sul Lago di Como e sulla Brianza.

Si parte da Como magnifica città sulle rive dell’omonimo lago, dove oltre al lago, sì ha una bella vista sulla dorsale percorsa il giorno prima; facilmente riconoscibili, il Monte della Croce 536 mt e il Castello di Baradello 432 mt. La salita è dura, una decisa salita porta in cima a Brunate 715 mt, passando sotto e a fianco alla funicolare che da Como sale su in paese; non è raro, imbattersi nel trenino che percorre la ripida salita.

Raggiunto il paese, sono numerose le balconate che danno sulla città di Como, sulla Dorsale Insubrica e sull’arco alpino, dove spicca ovviamente l’inconfondibile sagoma del Monte Rosa 4634 mt. Da vedere, oltre al piacevole borgo di montagna, la Chiesa parrocchiale di S. Andrea iniziata verso il 1300, oltre all’Eremo di S. Donato XV secolo.

All’altezza della Chiesa di San Maurizio, sì trova il parco che porta al Faro Voltiano, realizzato nel 1927 in occasione del centenario della morte di Alessandro Volta.

Il tratto lungo la dorsale è molto bello, selvaggio e con dei panorami unici su Alpi e Prealpi, facilmente riconoscibili, oltre al Monte Rosa, altri quattromila come il Dom 4545 mt, e la Weissmies 4013 mt, mentre nella parte bassa, Campo dei Fiori 1227 mt, Monte Minisfreddo 1042 mt e Monte Piambello 1125 mt, sono le cime che compongono le dorsali del varesotto.


Monte Boletto è la prima vera cima della dorsale, solitario, vanta una magnifica panoramica, solo la mole del Monte Bolettone, 1317 mt, impedisce una panoramica a 360°. Nelle giornate terse, è possibile avere una visuale sulla Pianura Padana e sull’Appennino, dalla dorsale ligure, fino alla catena del Tosco Emiliano. Monte Monviso 3841 mt, gruppo del Gran Paradiso, fino alle Alpi Lepontine con il Monte Leone 3553 mt che svetta solitario. Facilmente riconoscibili, le cime del Mottarone 1491 mt e del Monte Zeda 2156 mt, situato nel Parco Nazionale della Val Grande. Bella la vista sul Lago di Como, facilmente visibile l’abitato di Pigra 881 mt e l’intera catena montuosa che svetta sopra il paese, dal Monte Pasquella 1367 mt al Monte Crocione 1641 mt; molto bella la vista sul Pizzo di Gino 2245 mt che svetta solitario subito dietro il Monte di Lenno 1589 mt. Più a sinistra, Monte Generoso 1701 mt, sì mostra in tutta la sua bellezza, come sì può ammirare l’inconfondibile forma del Sasso Gordona 1410 mt. Inoltre, sì ha una bella veduta del Monte Tamaro 1961 mt, del Pizzo della Croce 1491 mt, Pizzo di Vogorno 2442 mt e del Monte Colmegnone 1383 mt.






Volgendo lo sguardo verso nord est, sì apre un’altra magnifica balconata sul Monte San Primo 1686 mt, Pizzo Alto 2512 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Grignone 2409 mt, Grignetta 2184 mt, Monte Palanzone 1436 mt e, buona parte della dorsale orobica, fino al Monte Tesoro 1431 mt, mentre in lontananza, sì riesce a scorgere il Monte Guglielmo 1957 mt.






La bocchetta di Molina, divide il Monte Boletto dal Monte Bolettone, qui una volta sorgeva la Capanna San Pietro vecchio ristoro oggi abbandonato.

Tavernerio è un piacevole borgo abitato già nel neolitico, tra i suoi vicoli, è possibile visitare la Chiesa di San Martino esistente già nel XIII secolo e l’Oratorio di San Fereolo, con all’interno, affreschi del 1400.

 Montorfano è un minuscolo borgo che sorge sotto il Monte Orfano 554 mt, qui la storia è molto antica, abitato già nella preistoria, dalle popolazioni che appartenevano alla Cultura di Golasecca. Da visitare, la Chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista, eretta intorno al XVI secolo, situata in una bellissima piazza che caratterizza l’intero paese.





Il tratto che precede l'arrivo al punto tappa, regala splendide vedute sul Monte Bolettone e sul Gruppo delle Grigne, ben visibili i Corni di Canzo 1373 mt la cima occidentale. L’agriturismo Cassinazza, è una magnifica corte situata nel cuore della Brughiera di Orsenigo, completamente immersa nel verde e lontana dal traffico dalle rumorose statali, il luogo perfetto per riposare prima di andare ad affrontare la tappa successiva. 








CURIOSITA':

TEMPI DI PERCORRENZA: 7:00 circa.

DIFFICOLTA’: (E) per i tratti su sentiero e per il forte dislivello.

DISLIVELLO: 1115 mt in salita e 920 mt in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali a Como, Brunate, Baita Carla 997 mt e locali a Tavernerio, Montorfano e Agriturismo Cassinazza.

COME ARRIVARE: Da Milano, lungo la linea ferroviaria Milano Cadorna Saronno Como.

CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Kompass N°91

SEGNALETICA: Cartelli informativi, mentre la segnaletica orizzontale è praticamente assente. Prestare attenzione lungo la discesa a Tavernerio, anche se il sentiero s’intuisce facilmente, numerosi bivi sono sprovvisti di segnaletica, probabilmente in via di aggiornamento. Da Tavernerio all’Agriturismo Cassinazza, la segnaletica è inesistente.

DOVE ALLOGGIARE: Agriturismo Cassinazza, con possibilità di pernottamento, tel: 031/631468 oppure 3665865923.Sito internet: www.cassinazza.it e info@cassinazza.it .

Ottava tappa: Dalla località Cassinazza a Canzo

 

Dalla località Cassinazza 390 mt, sì percorre Via dei Platani arrivando sulla strada asfaltata. Si prosegue sempre lungo Via dei Platani, salendo fino al centro di Verzago 388 mt, iniziano a scendere subito dopo lungo Via Giovio. Dopo una curva, poco prima di passare davanti alla zona industriale, sì nota sulla destra, una strada sterrata che costeggia la cancellata di confine della prima azienda, dopo essere entrati nella sterrata, sempre seguendo la recinzione, sì arriva davanti ad un fossato dove scorre un ruscello, dopo aver scavalcato il fossato, sì sale per un sentiero non segnato guadagnando quota, quindi raggiunta una strada sterrata, si svolta a sinistra percorrendola per qualche minuto. Arrivati nelle vicinanze di un’altra recinzione di confine, sì svolta a sinistra seguendo un sentiero, che scende giù ad un’altra sterrata, quindi percorrendo quest’ultima, sì arriva sulla SP 38, o Via Papa Giovanni XXIII. Sì attraversa la provinciale, proseguendo lungo Via per Cantù, che in breve scende giù al Santuario Madonna di Rogoredo 339 mt.

Dopo aver visitato il sito, sì continua a camminare salendo per Via Santuario che porta in centro ad Alzate Brianza 341 mt. Raggiunta la torre, sì scende lungo Via Armando Diaz arrivando all’impianto semaforico che attraversa la SS 342 o Via IV Novembre. Si passa la statale, continuando fino ad arrivare a Piazza Roma, poi a destra fino a Piazza San Pietro andando avanti per Via Don L. Galbusera, fino all’incrocio con Via Monticello. Qui sì svolta a sinistra, sì ignora Via Decio andando a vanti per Via Monticello che diverrà poco dopo Via Bettolino che arriverà alla SP 38. Appena arrivati sulla provinciale, sì svolta a destra arrivando all’impianto semaforico che attraversa la SP 40, imboccando subito dopo aver attraversato la provinciale Via Belvedere. Percorrendo Via Belvedere, sì cammina fino ad arrivare in Via Cascina Galbera che scende in Via Piave, sì passa Via Piave, svoltando subito a destra per Via dei Ciliegi, arrivando dopo una discesa al Cimitero di Alserio.

Dal Cimitero di Alserio dopo aver passato il parcheggio, sì continua fino a trovare il segnavie che da accesso a Strada della Buverga, s’imbocca la strada sterrata, costeggiando il Lago di Alserio 260 mt, arrivando nelle periferie di Merone, quindi, dopo essere passati sotto la ferrovia Milano Asso, sì esce fuori in Via Roma.

Dopo aver percorso per intero Via Roma, sì arriva davanti ad una grande rotatoria, attraversata dalla SP 41, sì oltrepassa la provinciale, immettendosi in Via delle Gallarane. Si percorre la via, aggirando sulla destra un capannone e proseguendo, fino a trovare una strada sterrata. Si segue la strada sterrata, fino ad un bivio, qui sì svolta a sinistra procedendo fino al Fiume Lambro. Raggiunta la darsena, con una breve deviazione a destra, sì va a vedere il Lago di Pusiano 257 mt. Ritornati sui propri passi, si cammina lungo la darsena del Lambro, arrivando ad un ponte, lo sì oltrepassa, ignorando la via che porta al centro sportivo, andando a prendere la sterrata che si trova subito dopo il ponte, camminando in direzione della Fiera d’Erba, e svoltando a destra in un’altra sterrata che sì seguirà fino a Via Piani dei Resinelli. Raggiunta Via Resinelli, sì svolta a sinistra seguendo la strada asfaltata fino ad arrivare alla SS 639, la sì attraversa, entrando dentro ad una sterrata che sale verso la frazione Bindella. Finita la sterrata, sì continua in salita, camminando in Via Raffaele Sanzio, poi a sinistra per Via Biffi, Via Parini e Via Aldo Moro in parte sterrata, arrivando così in Via Strambio, sì svolta a sinistra arrivando così in centro a Eupilio 383 mt. Dopo essere arrivati nella piazza, sì gira a sinistra per Via Scheibler, sì prosegue per Via Galliano, poi a destra per Via San Vincenzo e di seguito per Via Paganini, arrivando poco dopo in Via Panigatti, qui a destra fino alla rotonda, la si attraversa per andare a seguire Viale Combattenti; seguendo quest’ultima, sì costeggia la pista ciclopedonale che costeggia il Lago del Segrino 374 mt, arrivando così alle periferie di Canzo 402 mt, dove termina la tappa, e dove si ha la possibilità di trovare il treno per poter tornare a casa.  

 

NOTA

Questa è una tappa decisamente tranquilla, praticamente turistica, sì sviluppa prevalentemente su strade asfaltate, pur regalando brevi momenti di escursionismo con panorami unici sul Lago di Alserio e di Pusiano.

Cassinazza, come già descritto, è il luogo perfetto dove trascorrere delle ore nel silenzio della brughiera, fuori dal traffico e in piena armonia con l’ambiente circostante.

Verzago è una località situata a poca distanza da Alzate Brianza, qui sorge Villa Giovio datata intorno al XV secolo, un imponente edificio che domina sulla valle.

Alzate Brianza, è un piccolo borgo molto interessante, qui sì trova una torre medievale con orologio e meridiana, un monumento molto suggestivo. Da visitare oltre alla piazza della torre, la chiesa di SS Pietro e Paolo, ricostruita intorno al 1500, sorge sulle fondamenta di un tempio dedicato a Minerva.

Il paese di Alserio sì sfiora, praticamente, fatta eccezione per il cimitero, non sì entrerà mai dentro nel paese, l’itinerario sì concentrerà principalmente nella sua attrazione migliore, ovvero il lago.

Il Lago di Alserio, è un bacino molto più grande di quello di Montorfano, pur trovandosi oltre cento metri di quota più in basso, rispecchia la caratteristica di tipico lago di pianura, con canneti e una vegetazione meno collinare, Molto bella la vista sul lago in località Casin del Lago, il Monte Bolettone 1317 mt, sì tuffa con la sua immagine letteralmente nel lago, molto bella la vista sul Grignone 2409 mt, sulla Grignetta 2184 mt e su Monte Cornizzolo 1241 mt.

Merone, praticamente sì scansa, non è necessario andarlo a visitare, anche perché sì allunga il percorso di qualche centinaio di metri, e le attrattive, sono davvero poche.

Il Lago di Pusiano, è in sequenza, il terzo lago della Brianza, anche per grandezza, da qui, sì ha una magnifica vista sul Resegone di Lecco 1875 mt, e del piccolo Monte Barro 922 mt, che si eleva praticamente di fronte al Resegone, quasi come fosse un'unica montagna.










Lungo la darsena del Lambro, sì può ammirare la cima del Monte Bolettone. Anche il Monte Cornizzolo 1241 mt, è praticamente visibile per buona parte del percorso, soprattutto avvicinandosi a Canzo.

Eupilio, è un comune composto da una serie di frazioni, vanta una storia vecchissima, andando indietro nel tempo per millenni prima di cristo; da vedere, la chiesa di san Vincenzo risalente almeno al XIII secolo, e la Torre della Ghita di origine medievale.

Il Lago del Segrino, è un classico lago di montagna, incastonato ai piedi del Monte Cornizzolo e del Monte Scioscia 667 mt, è un importante bacino di origine glaciale, dove sono stati rinvenuti resti dell’età del Bronzo, oltre ad essere un luogo di transito e di nidificazione di numerose specie di uccelli.

Canzo è la meta finale di questa tappa, piacevole e conosciuto borgo, uno dei più rinomati nel Triangolo Lariano, abitato già dalla fine dell’ultima glaciazione, e punto di partenza di numerose escursioni nel Gruppo Montuoso dei Corni di Canzo, da vedere, la Chiesa di Santo Stefano, edificata intorno al 1700, su un edificio già esistente, Villa Meda XVII secolo e la fonte Gajum.

Questa è una tappa completamente turistica, con tantissime viste panoramiche sulle montagne del Triangolo Lariano, tante strade asfaltate, ma tanti borghi, edifici storici, antiche chiese e ben tre laghi, uno più suggestivo dell’altro, un mutare di paesaggio che va dalla collina alla pianura, e poi di nuovo verso le montagne, in un viaggio che parte da lontano, e che ha già dato il meglio di sè, anche soprattutto come attraversamento di tanti rilievi magari poco conosciuti, e che anche in questo caso, hanno sempre da regalare viste emozionanti. Per adesso, il cammino finisce qui, in attesa che i nuovi sopralluoghi, possano dare i migliori frutti, per proseguire quella che deve essere un’esperienza unica e irripetibile, intanto posso solo augurare un buon viaggio a tutti, sempre con gli scarponi ai piedi.

 

TEMPI DI PERCORRENZA: 5:00 circa.

DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero, prestare attenzione nell’attraversare le provinciali e le statali.

DISLIVELLO: 140 mt circa in salita, e 150 mt circa in discesa.

PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Alzate Brianza, Merone, Eupilio e Canzo.

COME ARRIVARE: in auto da Como con SS 342, poi indicazioni per Verzago fino a Via dei Platani, dove sì troveranno le indicazioni per Cassinazza.

CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass n°91, oppure consultare l’app di Mapy.com.

SEGNALETICA: l’unica segnaletica esistente, sono alcuni cartelli informativi nell’area del Lago di Alserio, per il resto, seguire le indicazioni qui riportate.

DOVE ALLOGGIARE: B&B La Corte del Segrino, tel: 329.181068-329.1340615, mail: bblacortedelsegrino@gmail.com. 

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