mercoledì 12 febbraio 2014

Traversata della bassa Valcuvia

Da Gemonio 278 mt, lasciata l’auto nel parcheggio della stazione, si sale lungo una lunga scalinata che porta in Via C. Battisti. Svoltando a destra si arriva nella piccola Piazza Cadorna. Sì svolta a sinistra camminando per poche decine di metri in Via Statuto, quindi con una piccola rampa di scale, si arriva in Via G. Garibaldi.
Camminando fino alla chiesa parrocchiale, si svolta a destra seguendo Via R. Cellina.
Ora con Via Trieste che in seguito diverrà Via Anna Maria Gilardelli Roncari, si raggiunge la SP N°45, che si seguirà per circa duecento metri, fino a trovare una cappella votiva sulla sinistra; qui s’incrocia il sentiero AV.
Percorrendo la strada sterrata ci s’incammina lungo l’Anulare Valcuviano, che attraversa la Valcuvia nella sua parte alta, fino a scendere in seguito al Molino Dolza e quindi al Torrente Boesio. Arrivati alla SS N°394, si passa sotto la carreggiata, uscendo fuori in Via Monte Rosa. Raggiunto lo stop sulla sinistra, sì svolta a destra camminando in direzione di Casalzuigno lungo Via Sciareda e Via Cereda sempre contrassegnato dal segnavie AV.
Si riprende a camminare su sterrato fino ad incrociare il sentiero 3V. Voltando a destra con una breve deviazione, si può andare a visitare la chiesa di S. Vittore 357 mt.
Proseguendo a sinistra, percorrendo entrambi i segnavie 3V -AV, si raggiunge la Chiesa di S. Quirico 369 mt; si potrà visitare l’area con una breve deviazione.
L’ultimo tratto che porta a Cittiglio 267 mt, si svolgerà alternandosi tra strade asfaltate, sterrate e tratti di sentiero. Arrivati a Cittiglio, si potrà prendere il treno che in pochi minuti riporta a Gemonio.










NOTA
Della Valcuvia si conoscono molto le montagne che la circondano, tutti luoghi che meritano di essere visitati e che regalano panorami eccezionali; per chi invece ama le camminate più tranquille, in questa traversata, oltre all'aspetto ambientale, si possono anche riscoprire i piccoli centri storici nei tanti paesi che circondano la valle. L’itinerario qui descritto, ne è un piacevole esempio. Di fatto, il percorso si può dividere in due sezioni: la prima riguarda l’ambiente, i boschi misti che si attraversano, dove il picchio rosso e il picchio verde, si fanno notare con il loro inconfondibile picchiettare contro i tronchi degli alberi, mentre guardando verso le cime degli alberi, ecco gracchiare un fitto stormo di cornacchie, alle prese con la poiana, suo eterno avversario. I tanti ruscelli che scorrono impetuosi verso valle, dove si nota l’airone cenerino, planare sulle brevi sponde, anche le rustiche baite che s’incontrano lungo il cammino, s’inseriscono perfettamente in bassa Valcuvia, mentre le alte cime s’impongono nell'immediato panorama; sempre in bella vista sul lato sinistro: il Monte Nudo 1235 mt e il Monte della Colonna 1203 mt. 
A dominare il panorama sul versante destro della valle, ci pensa la Punta d’Orino 1139 mt del Massiccio montuoso del Campo dei Fiori.
Nelle tante balconate che guardano verso il Lago Maggiore, sono facilmente riconoscibili: Monte Barone 2044 mt e Mottarone 1491 mt.
La seconda sezione, è rappresentata dai centri storici; i tanti paesi che si attraversano lungo il cammino, regalano piacevoli centri storici, ognuno con la sua particolare bellezza, con le tante testimonianze religiose, collocate nei luoghi più affascinanti, da dove si possono ammirare piacevoli vedute, per il resto è un susseguirsi d’antiche ville e vecchie case in corte, collocate in un ambiente ancora armonioso.









CURIOSITA’: Gemonio, in dialetto varesotto Gimòn.
Persone famose nate a Gemonio:
Innocente Salvini, pittore
Floriano Bodini, scultore
Umberto Bossi, politico
Renato pozzetto, attore
Matteo contini, calciatore
Cochi Ponzone, attore
Said Ahmed Said, calciatore.
Prodotti tipici locali, pasta e cereali, pesce di lago, salumi di capra, il famoso Amaretto di Saronno.









TEMPI DI PERCORRENZA: 4:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per brevissimi tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Gemonio, Casalzuigno e Cittiglio.
DISLIVELLO: tra i continui sali e scendi, si superano i 250 mt di dislivello.
COME ARRIVARE: da Laveno o da Varese per SS N°394, oppure in treno lungo la linea di Trenord: Laveno- Varese.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: segnali giallo verde indicano l’Anulare Valcuviano, rosso bianco rosso indica la Via Verde Varesina. Prestare sempre attenzione ai segnali nei tanti bivi, in alcuni casi sono insufficienti.
DOVE ALLOGGIARE: Gemonio, Casalzuigno e Cittiglio.











sabato 25 gennaio 2014

L'ABBAZIA DI MORIMONDO

Da Ozzero 107 mt, si percorre la SP N°52 fino ad incrociare la SS N°494. Svoltando a sinistra, si percorre la statale per circa cinquecento metri, appena trovato il segnavie del sentiero E/1 che prosegue lungo la strada sterrata sulla sinistra, si percorre quest’ultimo fino a Cascina Lasso. Qui si trovano i segnavie del Parco del Ticino SP e V11; seguendo il segnavie V11, si raggiunge in breve Cascina Cerina di Sotto che si trova sulla sinistra. Ora seguendo la strada asfaltata, si arriva a Cascina Cerina di Mezzo. Voltando a destra si prosegue lungo la strada sterrata che porta all’abitato di Morimondo 109 mt. Per ritornare ad Ozzero si percorre la strada asfaltata che passa per Cascina Cerina di Sopra e Cascina Cagnola, fino a ritrovare la SP N°52; quindi svoltando a destra, si ritorna ad Ozzero.










NOTA
Interessante percorso lungo le campagne e i boschi che compongono quella fascia di Parco del Ticino che si sviluppa intorno alle campagne di Morimondo.
Immensi spazi dai vari colori, si perdono all’orizzonte. Le grandi distese di campi di mais, grano e riso offrono piacevoli colori che si perdono in un mondo solitario fatto solo d’agricoltura e boschi selvaggi, dove le tante cornacchie lottano quotidianamente con la poiana. I tanti corsi d’acqua che costeggiano i vasti campi, offrono un sicuro riparo per le nutrie, che lungo il percorso si fanno vedere anche con numerosi esemplari. Per il resto, aironi vari, volteggiano maestosi lungo i campi. L’abitato di Morimondo, definito uno dei borghi più belli d’Italia, è un piccolo gioiello incastonato nel Parco del Ticino, un monumento storico religioso di notevole importanza, e che conserva ancora intatte tutte le sue ineguagliabili bellezze.
Nelle giornate terse, Piacevole veduta d’Alpi, Prealpi e Appennino.










CURIOSITA’: Monastero e abbazia di Morimondo, è stato fondato dai monaci venuti dalla Francia nel 1134, si possono fare visite guidate.
Piatti tipici a Morimondo: baccalà alla mantovana, fritto misto alla milanese, gnocchi alla gorgonzola, nuset, ossobuco alla milanese, panettone milanese, persicata, tinche ripiene, torta sbrisolana. 













TEMPI DI PERCORRENZA: 5:00 circa.
DIFFICOLTA: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: locali ad Ozzero e a Morimondo, Agriturismo in località Cascina Lasso.
DISLIVELLO: praticamente inesistente.
COME ARRIVARE: da Vigevano con SS N°494 e SP N°52. Da Abbiategrasso con SS N°494, SS N°526 e SP N°183. Da Pavia con SS N°526 e SP N°183.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carta Percorsi Ciclopedonali del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
SEGNALETICA: inesistente da Ozzero al bivio con il sentiero E/1 lungo la SS N°494, e da Morimondo ad Ozzero, per il resto, segnavie del Parco del Ticino e segnali del sentiero E/1.

DOVE ALLOGGIARE: Hotel Il Chiostro, a Morimondo, tel: 02/9465905.

lunedì 13 gennaio 2014

LA PIANURA PIACENTINA

Da Castelvetro Piacentino, si raggiunge la località Fogarole, quindi lungo la pista ciclo pedonale del Po che segue la lunga darsena, si raggiunge il paese di Monticelli d’Ongina.













NOTA
Una piacevole passeggiata, questa qui descritta, indubbiamente è un viaggio che porta alla scoperta del versante piacentino del fiume Po. QQ QQqqquesto lembo di fiume è ricco d'itinerari ciclo pedonali, che regalano i tipici paesaggi di pianura con grandi casolari che testimoniano ancora oggi il faticoso lavoro dei contadini che grazie alle loro aziende agricole, sopravvivono all’avanzare dei grandi centri commerciali.
Nelle giornate terse, oltre ad ammirare in lontananza la bella torre campanaria del Duomo di Cremona, si ha una magnifica veduta su Alpi e Appennini.
Lungo il percorso, il silenzio della pianura è costantemente interrotto dal continuo gracchiare delle chiassose cornacchie, mentre tra i campi i corvi pascolano indisturbati; anche le vispe tortore, sì cimentano nel loro continuo svolazzare da un ramo all’altro sorvolando spesso la pista ciclopedonale.



CURIOSITA’: Monticelli d'Ongina è nota per la produzione di aglio.



Castello Pallavicino _Casali, secolo XV


TEMPI DI PERCORRENZA: 1:30 circa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Fogarole, Olza e a Monticelli d’Ongina.
DIFFICOLTA’: (T)
DISLIVELLO: praticamente inesistente.
COME ARRIVARE: in auto da Cremona o da Piacenza, percorrendo l’ex S.S. N°10.
CARTOGRAFIA O GUIDE: mappe M_PO_01, M_PO_02 
SEGNALETICA: percorso cicloturistico Via Po, posto su segnaletica in metallo.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Cornelia, in località Fogarole. Tel: 334/3247741


mercoledì 4 dicembre 2013

SALITA AL CASTELLO DI SAN VIGILIO

Approfittando del primo week end di sole, come programma, domenica 24 novembre il gruppo rappresentato dai soliti quattro gatti si è riunito per la bella gita nel Parco Colli di Bergamo, con arrivo al Castello di San Vigilio.
Il percorso ha inizio con l'attraversamento dell'antico borgo di Sombreno 275 mt, sito nel comune di Paladina, per poi proseguire lungo il sentiero d'Ilaria nel tratto che costeggia il Torrente Quisa.
Questa parte dell'itinerario è molto frequentata dai tanti sportivi che dedicano la domenica mattina alle attività più varie, dalla semplice passeggiata a piedi o a cavallo, alle corse sfrenate dei tanti corridori e dei molti ciclisti che si muovono con acrobazia lungo i sentieri del parco.
Raggiunto il bivio con il sentiero N°713, iniziamo a seguirlo salendo in breve al Monumento dei
Caduti 314 mt; qui ci siamo goduti una breve pausa, ammirando la bella mole del Canto Alto 1146 mt, che si mostra attraverso le piante che lentamente assumono la silenziosa veste invernale.

Riprendiamo a camminare con una decisa salita che ci porta al Sentiero N°711. Con quest'ultimo raggiungiamo la strada asfaltata che porta a Colle dei Roccoli, dove si trova la bella trattoria gestita dagli alpini; dando uno sguardo al menù, deduciamo che la cucina sarà sicuramente ottima.
Proseguiamomlungo la strada asfaltata, qui il panorama è eccezionale, le tante ville che vediamo,fanno da cornice alla bella vista del Monte Linzone 1392 mt e del Resegone di Lecco 1875 mt, visto dalla Valle Imagna.
Camminiamo lungo la strettissima strada a doppio senso, sperando di non dover mai incontrare le due auto che sì potrebbero incrociare su questa via.
Oltrepassiamo la chiesa di San Vigilio 460 mt, per salire velocemente al castello che prende anch'esso il nome del santo.
Ormai è ora di pranzo, e la fame si fa sentire, quindi attraverso una ripida scala, saliamo in cima alla torre, dove troviamo riparo dal vento, qui consumiamo le nostre ormai prelibate pietanze, accompagnate da un ottimo cabernet.
Dopo la pausa, ci godiamo lo splendido panorama che si ammira dal castello, oltre al Canto Alto, possiamo godere delle belle cime ricoperte dalla neve caduta in settimana, montagne come il Grignone 2409 mt o il Pizzo dei Tre Signori 2554 mt; ora riprendiamo la via del ritorno percorrendo in senso contrario la strada asfaltata e il sentiero N°713, proseguiamo per il sentiero principale aggirando il Colle del Roccolone 359 mt per poi scendere ad una bocchetta a pochi passi da Sombreno, qui ci siamo concessi un'altra piacevole sosta per godere l'ultimo tepore del sole che ormai volge al tramonto.
Un'ultima fatica, decidiamo di farla per andare a vedere il tramonto dal Santuario della Madonna di Sombreno, antico monumento religioso posto poco sopra l'abitato di Sombreno.
Per le altre foto https://plus.google.com/photos/104292710727843846991/albums/5953515767222484721
Domenica 8 dicembre si svolgerà la tradizionale ciaspolata con salita al Rifugio il Giovo 1714 mt, ovviamente se vi saranno ancora nevicate abbondanti saremo costretti a cambiare percorso, giusto per non avere problemi con le auto; speriamo in una bella giornata di sole e di avere una maggiore adesione, visto che ormai siamo alle ultime gite dell'anno, quindi come dico sempre: 

                                                        VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!
Caira Luigi   

martedì 19 novembre 2013

10 novembre: Una gita a metà

Dopo mesi di silenzio a causa delle tante perturbazioni che si sono costantemente presentate di domenica, rassicurati dalle previsioni che davano un netto miglioramento delle condizioni meteo già dalla mattinata, domenica 10 novembre il gruppo si è riunito per la piacevole salita al Monte Martica 1032 mt, situata in una riserva naturale all'interno del Parco Regionale del Campo dei Fiori.
Il cielo è grigio, ma non piove, così lasciata l'auto a Bregazzana 494 mt, piccolo paese collocato tra la Valganna e il S.Ambrogio di Varese, abbiamo intrapreso il sentiero N°14, che sale fino appunto al Monte Martica.
L'inizio è stato anche piacevole, solo qualche raffica di vento dava qualche nota durante il cammino, molti ciclisti hanno sfidato il cielo grigio, abbiamo incontrato anche due cacciatori, che evidentemente della riserva e del parco se ne infischiano pienamente.
Passate le pendici del Monte Chiusarella 915 mt, ecco che il clima cambia radicalmente.
Il vento diventa freddo e inizia a piovere anche in modo sostenuto, a tratti la pioggia pare ghiacciata, così rassegnati, facciamo marcia indietro e torniamo a Bregazzana.
Ospiti dall'amico Adriano, siamo riusciti a fare ugualmente la nostra pausa pranzo in un piacevole clima familiare.
Ora alla fine del mese, ci attende la gita nel Parco Colli di Bergamo, sperando in una bella giornata di sole, visto l'interesse storico e paesaggistico della gita, che si spinge fin quasi alle porte della Città Alta, che se avremo tempo, andremo volentieri a far visita.
Come dico sempre:


                                     VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Caira Luigi   






martedì 22 ottobre 2013

Eh piove...

Ciao a tutti, è da un po' che non scrivo.
Purtroppo non c'è una domenica che non piove, così non riusciamo a fare le gite.
Io e Luigi andiamo a funghi, tanto per fare qualcosa e poi sono anche buoni, quindi va bene.
Le castagne sono scarse perché i castagni sono malati, colpa della vespa cinese, speriamo che riescano a riprendersi.
Voi che mi raccontate?

martedì 17 settembre 2013

Due giorni in Val Biandino

Sabato 27 luglio
Il nostro calendario gite, quest'anno per tanti motivi, ha subito un cambiamento dietro
l'altro, per fortuna che le alternative sono sempre pronte a saltar fuori, come l'asso dal mazzo di carte.

Sabato 27 e domenica 28 luglio, ho proposto al gruppo l'ennesima variante, invece di andare nel gruppo dell' Adamello, ho scelto una meta più vicina, la Val Biandino in provincia di Lecco.
Sarà stata colpa del caldo, ma in quest'occasione il gruppo non è nella sua forma migliore...
Riuniti dopo una lunga odissea, al caldo sole di mezzogiorno, il gruppo è riuscito finalmente a partire per il suo itinerario, tanto la meta per oggi, sarà limitato al rifugio Tavecchia 1510 mt, dove alloggeremo per la notte.
Superata Fontana S. Carlo, vicino ad un agriturismo, sulle rive del torrente Troggia, abbiamo fatto la nostra pausa pranzo, poi oltre che a consumare le nostre pietanze, ci siamo concessi un rinfresco nelle limpide acque del torrente.
Riprendiamo il cammino nel pomeriggio, per fortuna il bosco limita molto la calura estiva, anche se il caldo e lo stomaco pieno, rendono più faticosa la salita; la vista di un giovane stambecco, ci riempie di meraviglia, dimenticando per un attimo la fatica.
Giunti al rifugio, ognuno di noi, si è goduto il piacevole relax nella quiete della, in uno scenario molto suggestivo.
La sera, dopo una cena abbondante, abbiamo fatto una breve passeggiata notturna per ammirare le stelle e le poche luci che di tanto in tanto, accendono il silenzioso buio di queste splendide montagne.
Non ci resta che andare a dormire, domani, come ho già annunciato, ci aspetta una lunga camminata, visiteremo ben tre rifugi, a cavallo tre la provincia di Lecco e quella di Sondrio, in un ambiente alpino di rara bellezza, come solo le Alpi Orobie sanno regalare.

Domenica 28 luglio
Puntuale, come da programma, la sveglia suona verso le 6:30.
A turno, andiamo a fare la nostra colazione, che ci servirà per affrontare il lungo cammino.
Alle 8:00 circa, siamo tutti pronti a partire.
Prima tappa il Rifugio Madonna della Neve 1595 mt, che raggiungiamo velocemente camminando sulla facile sterrata che sale fino alle Baite di Sasso 1661 mt.
Breve visita al rifugio e alla chiesa che dal nome al locale.
Zaini in spalla, inizia la salita al Rifugio Santa Rita 2000 mt.
L'umidità presente nella valle è molta, anche se siamo oltre i 1500 mt di quota, a volte l'afa si fa sentire, per fortuna il sentiero non presenta pendenze particolari, così anche i meno allenati, riescono a salire in circa 60 minuti.
Meritata la sosta, ci godiamo la bella veduta del Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, si collega fino alla grande mole del Monte Legnone 2609 mt, il tutto sopra l'ampia Varrone.
Riprendiamo il cammino, dopo una breve salita, ci spostiamo nella parte alta della Valle Varrone, in lontananza, riusciamo a vedere il Rifugio Casera Vecchia di Varrone 1672 mt.
Dopo una veloce e ripida discesa, proseguiamo lungo un bel traverso che costeggia le pareti del Pizzo Varrone 2325 mt; riprendiamo a salire raggiungendo finalmente il Rifugio F.A.L.C. 2115 mt.
Facciamo un'altra meritata sosta, del resto, quando si viene a vedere dei luoghi così selvaggi, è giusto fermarsi a guardare l'ambiente che ci circonda.
Ultima salita, dura perché ormai la stanchezza inizia a farsi sentire nelle gambe, ma quando raggiungiamo la Bocchetta di Piazzocco 2252 mt, massima elevazione della giornata, l'ampia veduta sulla Val Gerola, sulla cresta delle Alpi Retiche e su tutto l'ambiente che ci circonda, ripaga ampiamente la fatica fatta fin ora, ognuno di noi, si gode la meraviglia di spazi verdi che si mostrano a noi con i tanti colori che variano dal verde al blu cobalto dei laghi artificiali che riempiono le ampie conche glaciali.
Data l'ora, decidiamo di fare la pausa pranzo al Lago di Sasso 1922 mt.
Perdiamo quota seguendo il sentiero N°42; quindi percorrendo un ripido sentiero non segnato, siamo scesi rapidamente al Lago di Sasso.
So che non è un sentiero facile come gli altri, ma l'alternativa è quella di proseguire fino al Rifugio Grassi 1987 mt, ma considerando la spettacolarità del lago, ho preferito scendere da qui; dato che la zona la conosco abbastanza bene, avrei potuto anche avvisare il resto del gruppo, però considerato che di percorsi impegnativi ne abbiamo fatti molti, ho voluto dare fiducia ai miei compagni, che forse non si aspettavano un sentiero così duro.
Piacevole pausa sulle rive del lago, qualcuno dopo pranzo, ne ha approfittato per rinfrescarsi i piedi, altri per farsi una dormita, comunque la sosta ha ricaricato le batterie a tutti.
Ripartiamo per il Rifugio Tavecchia, costeggiando il lago attraversando una pietraia; sarà l'orario, o il troppo cammino, ma qui il gruppo si sfalda immediatamente, i più veloci svaniscono nel nulla, mentre io rimango a fianco dei più tranquilli, quelli che pur avendo le capacità per affrontare tali percorsi, è sempre meglio restargli vicino nei momenti più critici.
Con un po' di ritardo, raggiungiamo il rifugio e il resto del gruppo.
Raggiunto il Tavecchia, dopo un consulto, la maggioranza decide di scendere a Introbio, usufruendo del servizio navetta, messo a disposizione dal rifugio.
Io personalmente, non sono molto favorevole, anche perché avendo avuto già l'esperienza, so bene che il viaggio è si più breve, ma non eccessivamente, ma quel che conta è che è molto scomodo, poi conoscendo ogni individuo del gruppo, so già che qualcuno rischia di rovinarsi la giornata...
Morale della favola: io sono stato messo in minoranza, abbiamo atteso un'ora prima che almeno due navette ritornavano al rifugio, abbiamo quasi litigato per riuscire a salire sulla navetta, tutti insieme, e verso la fine del viaggio, uno di noi è stato male.
Sì è conclusa così, la gita di due giorni di luglio, con l'augurio che la prossima volta, il gruppo valuti al meglio i pro e i contro di tali decisioni.

Buona lettura e buona visione a tutti e come dico sempre:

                                              VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!


Caira Luigi

domenica 4 agosto 2013

Gita in Valle Antrona 7.07.2013


L'escursione del gruppo Abete Rosso del 7 Luglio si è svolta in Valle Antrona.
La partenza avviene dall'Alpe Cheggio, dopo il paese di Antrona, a 1497 m.di 

altezza.
Prendiamo il sentiero verso il passo del Fornetto ma la nostra destinazione è 
un'altra: l'anello che attraversa l'Alpe di Ro, l'Alpe di Cama e l'Alpe Gi Togn 
e ridiscende poi poco sotto l'Alpe di Cheggio.
Il sentiero è panoramico, affacciato sulla valle. Purtroppo nella mattinata le 
nuvole sono basse e a volte offuscano completamente la visuale.
Con circa 400 m. di dislivello, ci portiamo all'Alpe di Ro, dove facciamo la 
prima sosta. Il percorso si snoda in mezzo a prati colorati da numerosissime 
varietà di fiori.
Abbiamo la fortuna anche di avvistare un'aquila che volteggia in alto a 
portata di binocolo.
Si sale e si scende su un sentiero non sempre ben tracciato fino ad 
attraversare il Rio del Cantonaccio, superato il quale ci fermiamo a mangiare.
Proseguendo, la vegetazione cambia e i prati lasciano il posto ai larici e a 
distese di rododendri, purtroppo non ancora nel pieno della fioritura. Anche il 
tempo si è messo al bello e il cammino, senza più sali-scendi, è davvero 
piacevole.
L'alpe di Cama è una vasta e suggestiva altura erbosa protesa verso la 
vallata. Le antiche e diroccate case di pietra stanno a testimoniare dei vecchi 
alpeggi che accoglievano bestiame e contadini nei periodi estivi.
Dopo aver fatto sosta sotto la croce che si affaccia sul dirupo ,riprendiamo 
il cammino attraversando un fresco e bellissimo bosco di faggi secolari, 
scendendo rapidamente di quota.
In basso attraversiamo l'Alpe Gi Togn per arrivare poi alla strada asfaltata.
Per fortuna abbiamo lasciato una delle auto nelle vicinanze in modo da poter 
andare a recuperare velocemente tutte le altre, che stanno a circa 2 km di 
strada asfaltata.
Hanno partecipato Adriano, Elena, Desolina, Fabiano, Franco, Laura, Luigi, 
Giorgio, Maurizio, Silvana. Ci ha guidato Natale, conoscitore della Valle 
Antrona come delle sue tasche.
Alla prossima!!!!!

Laura

https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5916383031600489777  





venerdì 21 giugno 2013

Grigliata al campo base

GLI INVOLTINI APPENA PREPARATI
Il primo giugno si è svolta la grigliata, eravamo in 14.
Una bella giornata dopo tanta pioggia.
Il menu: involtini creati da Luigi, carne macinata avvolta dallo speck, in umido con zucchine e sedano. 
La polenta assieme agli involtini, buonissimo!!
Poi non poteva certo mancare un po' di grigliata, abbiamo messo le costate di coppa, eravamo già pieni ma non potevamo rinunciare al dolce che ha portato Laura.
Buona visione

IL NOSTRO ADDETTO AL FUOCO GIORGIO



LUIGI E DOMENICO ALLE PRESE CON LA POLENTA


UN PO' DI CHIACCHERE



TUTTI IN FILA, LUIGI VERSAVA LA POLENTA E ADRIANO GLI INVOLTINI



LUIGI ALLA GRIGLIA




DUE BELLISSIME FOTO DEL TRAMONTO

Spero vi siano piaciute, alla prossima!!

martedì 4 giugno 2013

Salita alla Capanna Meriggetto

Domenica 26 Maggio, il Gruppo escursionistico abete rosso ha fatto la sua 
uscita alla “Capanna Meriggetto”, a quota 1500m, sopra il pittoresco paese di 
Monteviasco in Val Veddasca (zona del Luinese in provincia di Varese).
Lasciata l'auto al parcheggio di Ponte di Piero, dove parte la funivia che 
porta a Monteviasco, veniamo a sapere che quel giorno si festeggia la “ Madonna 
della Serta”, alla quale è dedicato il famoso santuario del paese.
Vediamo salire in funivia i numerosi componenti della banda musicale con i 
loro strumenti.
Noi imbocchiamo la mulattiera che sale per circa 400 mt di dislivello fino al 
paesino.
Veniamo accolti dal profumo di brace e salamelle, da uno stand gastronomico 
che offre un vario menù montanaro, dagli stretti viottoli di pietra con i 
paramenti per la processione.
Dobbiamo lasciare i festeggiamenti per proseguire sul sentiero che sale 
all'Alpe Corte (1386 m) e alla Capanna Meriggetto, per circa 1h e mezzo.
La capanna è posta sotto il sentiero che collega il M.te Lema al M.te Tamaro, 
sul versante italiano, in corrispondenza del passo Agario.
Salendo si gode di un magnifico panorama sul Lago Maggiore.
La capanna è ben gestita dal C.A.I. di Germignaga e lì vi troviamo 3 volontari 
saliti apposta per aprirla e per dare ospitalità a chi vuole sostare.
L'offerta di un buon piatto di pasta con sugo di salsiccia è invitante e viene 
subito accettata.
All'aperto, sui tavoli davanti alla capanna, consumiamo il nostro pranzo al 
sacco, questa volta come antipasto, in attesa della pasta fumante. Davvero 
buona!!!
Questa volta non si sta tanto leggeri, ma per fortuna poi c'è solo la discesa.
Al ritorno ci fermiamo a Monteviasco per mangiare il gelato al latte di capra 
e frutti di bosco.
Una prelibatezza che non a tutti piace. Riprendiamo la mulattiera, che ora ci 
sembra più lunga per le nostre gambe stanche. Arrivati al parcheggio possiamo 
acquistare salumi e formaggi nelle bancarelle degli allevatori della zona.

https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5891585709653038657

Laura e Maurizio


giovedì 16 maggio 2013

UNA RIFLESSIONE SUI PARCHI


Gentili compagni.
Personalmente sono sempre alla ricerca di percorsi nuovi da proporre al gruppo, per arricchire al meglio il nostro annuale calendario gite, questo mi porta spesso a visitare i tanti parchi regionali, sovra comunali o semplici aree protette che si trovano in regione Lombardia.
Nel lodare lo sforzo che si tenta per salvaguardare il nostro ambiente e il suo fragile ecosistema, e tutto quello che riguarda la biodiversità, non posso fare a meno di esprimere alcuni pareri negativi su i tanti parchi che ho potuto visitare.
Il Parco per come lo intento io, deve essere un'istituzione mirata alla tutela dell'ambiente e di tutto quello che lo compone, tipo flora e fauna.
I vincoli paesaggistici, deve essere non solo una priorità, ma una normalità; non può esistere un parco che tuteli l'ambiente e nello stesso tempo è utilizzato per realizzare infrastrutture o edilizia in genere, l'interesse del parco può essere quello di salvaguardare l'attività agricola, avviando progetti compatibili con il fragile ecosistema che s'intende proteggere.
Un esempio chiaro è rappresentato dal Parco Valle del Ticino, da anni minacciato dalla realizzazione della terza pista dell'aereoporto di Malpensa, progetto incompatibile con la politica di un parco che investe soldi per valorizzare un'area ricca di boschi e di storia come lo è l'antica Via Gaggio.
Altri esempi, sono senza dubbio il PLIS Medio Olona e il PLIS Bosco del Rugareto, in questo periodo è attivo il cantiere della Pedelombarda, progetto forse utile; ma incompatibile con due aree che sì intendeva tutelare, oppure il Parco del Monte Netto (BS), luogo interessante, ma che a mio parere non offre nulla a parte bei panorami sulle Prealpi Bresciane e immense distese di vigneti, forse collocare un semplice cartello informativo potrebbe essere gradito a noi visitatori, altro esempio, il PLIS Collina di San Colombano (MI), luogo incantevole e di notevole interesse ma parco inesistente.
Senza eccedere nella polemica, quando io vado a visitare un parco grande o piccolo che sia, mi aspetto di trovare alcuni servizi fondamentali del tipo:

1) Un parco deve avere delle caratteristiche di paesaggio naturale o storico, per la quale valga la pena essere visitato.

2) Un parco deve avere una rete di percorsi ciclo pedonali  dotati di pannelli informativi su tutto quello che può essere interessante sapere, e di una segnaletica efficiente che mi dica dove sono, dove posso andare, quanti chilometri devo percorrere e in quanto tempo.

3) Un parco deve disporre sempre di una carta geografica dove sia descritto al meglio il territorio e dove siano indicati tutti i percorsi ciclo pedonali che si possono fare, oltre che ad importanti informazioni di carattere storico e ambientale.

4) Un parco deve disporre sempre di un centro accoglienza, dove il turista può trovare personale competente in grado di fornire informazioni dettagliate su tutto quello che riguarda il parco.

5) Un parco deve disporre sempre di una sorta di punto d'appoggio, in grado di offrire ospitalità, per chi decida di visitare il parco anche per più giorni, per chi ama le traversate a piedi, in bici o a cavallo, può essere di vitale importanza trovare una buon'accoglienza.

6) Un parco deve avere sempre delle guardie ecologiche che conoscano al meglio il territorio, in grado di vigilare e di intervenire in caso di necessità.
Questi sei punti, credo siano condivisibili per ci appassionati come me, ama visitare luoghi diversi, in grado di regalare paesaggi, storia, profumi e tutte quelle sensazioni che cerchiamo al di fuori del nostro vivere civile.
Cordiali saluti.

Caira Luigi

1 MAGGIO, SASSO GORDONA

Domenica 28 aprile, il gruppo si doveva riunire per la gita sul Monte Bisbino 1325 mt, ma a causa del cattivo tempo, abbiamo rinviato la gita a mercoledì 1 maggio.
Mercoledì primo maggio, a causa della pioggia che quest'anno continua a perseguitarci, abbiamo di cambiare meta, sostituendo il Monte Bisbino con un percorso più breve.
Così ho deciso di portare il gruppo sul Sasso Gordona 1410 mt, bellissima vetta, situata nella parte sinistra della Valle d'Intelvi in provincia di Como.
Noi però, ci siamo diretti nella Valle di Muggio in territorio elvetico. Coscienti delle previsioni, ci siamo lasciati trascinare dalla bella mattina di sole che si è presentata a noi, quindi dopo esserci ritrovati tutti a Lozza, in auto abbiamo varcato il confine per raggiungere il paese di Càbbio 670 mt, situato nella Valle di Muggio.
La salita a piedi è stata piacevole, un'ampia mulattiera prima, e un facile sentiero poi, ci ha condotti al Rifugio Prabello 1200 mt, proprietà del CAI di Monte Olimpino.
Purtroppo l'euforia del mattino soleggiato, ha lasciato subito il posto alle nuvole che con il classico tempo varibile, ci hanno accompagnato con sole e pioggia per tutto il pomeriggio.
A parte questo, la salita al Sasso Gordona è avvenuta, anche se quattro su otto hanno rinunciato per paura del tempo, che effettivamente ha continuato a giocare con noi.
Per me è sempre un piacere ritornare in cima al Sasso Gordona, anche gli altri concordano che da qui si ha un panorama a trecentosessanta gradi, che nelle giornate terse, regala una veduta eccezionale.
Consiglio vivamente di andare a farci un giro.
Dopo la foto alla metà del gruppo, siamo scesi per il classico pranzo al sacco che è stato parzialmente rovinato da un breve rovescio, alcuni di noi sono scappati al rifugio.
Terminato il pasto in qualche modo, abbiamo raggiunto il resto del gruppo al rifugio, così dopo aver preso qulcosa da bere, abbiamo dato inizio alla piacevole discesa che attraverso il Passo Bonello 1142 mt, ci ha ricondotto a Cabbio, il tutto alternato tra pioggia e sole.
Prossimo appuntamento, Monte Tamaro 1961 mt.
Sperando che il sole sia dalla nostra parte, quindi salvo imprevisti l'appuntamento sarà quello, per le altre foto: https://plus.google.com/u/0/photos/104292710727843846991/albums/5878548093818807937.
Come dico sempre:

                                                  VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Caira Luigi




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