lunedì 11 febbraio 2019

PLIS Valle del Lanza e Colle San Maffeo.



Dai Mulini di Gurone 287 mt in alta Valle Olona, si segue il segnavie che conduce nel PLIS Valle del Fiume Lanza.
Dalla località Folla di Malnate 298 mt, sì entra nel PLIS, seguendo le indicazioni che portano alla Stazione di Valmorea 335 mt. Dalla stazione, sì oltrepassa la SP n°20 e a circa 150/200 mt, s’incrocia il Sentiero Confinale. Ora, seguendo il Sentiero Confinale a sinistra, sì sale a Rodero 394 mt, proseguendo fino in cima al Colle San Maffeo 515 mt.









NOTA
Ho già proposto itinerari nel PLIS Valle del Lanza, questa è un’altra proposta che sì può compiere in un parco che merita di essere visitato e vissuto in ogni sua parte.
Sì Parte dai Mulini di Gurone, un piccolo gruppo di case adagiate sul versante opposto del Fiume Olona, guardando in alto, non sì può non notare la bella Chiesa di Sant’Evasio, una delle chiese più antiche di Varese.







Il percorso inizia poco a fianco il centro multi raccolta e segue la valle in direzione del ponte della ferrovia. Poco dopo, sì trova una zona umida, che consiglio di visitare.
Proseguendo sì può ammirare il corso del Fiume Olona, che attraversa la valle come un’agile serpente.
Si passa sotto i grandi ponti della superstrada e sotto l’altissimo ponte della ferrovia Milano Varese Laveno; appena sì riapre la valle, sì ha una piacevole veduta del Massiccio Campo dei Fiori 1227 mt e in basso, si vede la vecchia stazione della linea ferroviaria della Valmorea. Dopo una decisa salita, sì raggiunge la SS n°342, che bisogna attraversare prestando molta attenzione al traffico che nelle ore di punta è molto sostenuto, raggiungendo così Folla di Malnate, un altro piccolo gruppo di rustici molto suggestivi.
Lasciate le case, la Valle del Lanza inizia la sua strada, una valle solitaria fuori dal traffico, con ampi prati che seguono il corso del fiume. Di notevole interesse, sono le Cave di Gonfolite, purtroppo a seguito di alcuni crolli, l’accesso al loro interno non è più consentito, rimane comunque molto suggestivo lo spettacolo che sì presenta. Nella stagione fredda, sono molto suggestive le tante piccole cascate di ghiaccio che creano monumenti naturali unici nella loro forma più strana.
 
Il molino del Trotto, è composto da una serie di rustici e dall’edificio principale, dove ancora oggi, sì può ammirare la macchina che attraverso la forza dell’acqua metteva in funzione il mulino.
Un’altra attrattiva del parco è rappresentata dalla vecchia Stazione di Valmorea. L’edificio non è più esistente, però rimane la magia dei binari, dell’unico scambio e della segnaletica ancora oggi presente. Anni fa erano presenti alcune carrozze merci che alimentavano ancor di più la suggestività del sito storico; alle spalle della stazione, esiste un’altra area umida di notevole interesse.

Rodero non è toccato dal percorso, solo qualche villetta nelle sue periferie. Avvicinandosi alla vecchia caserma della finanza situata a pochi passi dal confine, inizia il piacevole sentiero che gira dietro il colle. Al termine della salita, ecco apparire la scalinata che porta in cima al Colle San Maffeo, altro sito di notevole interesse storico, con la torre che risale al I secolo a.c., con mura spesse oltre due metri, e poco più in la sì trova la piccola chiesa che da il nome al colle. La chiesa attuale è del 1700, ma sorge sopra una struttura già esistente, risalente al 1400, probabilmente caduta in rovina. Dalla sommità, sì apre una magnifica balconata che spazia a sud sulla Pianura Padana fino all’Appennino Ligure. Guardando verso nord est, è ben visibile l’abitato di Bizzarone che sorge sotto il Colle Sant’Ambrogio 528 mt, più a est, sulla destra sono ben riconoscibili le montagne che compongono il Triangolo Lariano, con vista sul Monte Boletto 1236 mt e sul Monte Palanzone 1436 mt, mentre dietro il Colle Sant’Ambrogio, svetta il Monte Bisbino 1325 mt, e guardando verso sinistra, svetta solitario il magnifico Monte Generoso 1701 mt, la montagna più alta del Ceresio. A ovest, la vista sul Monte Rosa 4634 mt, cattura subito lo sguardo e nelle giornate più terse, la panoramica spazia fino alle Alpi Marittime.
Tantissimi sono i motivi per venire a far visita a questi incantevoli luoghi, ricchi di natura e di cenni storici unici e particolari.
 





CURIOSITA’
Il nome San Maffeo, ha origini orientali ed è legata alla conversione degli Ariani Longobardi.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: poco più di 250 mt in salita e circa 100 mt in discesa.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
COME ARRIVARE: da Milano con Autostrada A8 con uscita Gazzada, poi provinciale oltrepassando lo svincolo di Lozza. Poco prima di rientrare in superstrada, all’ultima rotonda, seguire le indicazioni per Gurone 341 mt e al termine di una salita, svoltare a sinistra per Via dei Mulini che scende ai Mulini di Gurone, dove sì trova un piccolo parcheggio dove è possibile lasciare l’auto.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90 e Carta Parco Valle del Lanza redatta dal parco stesso.
SEGNALETICA: cartelli informativi fino alla Stazione di Valmorea, poi Sentiero Confinale fino al Colle San Maffeo.
DOVE ALLOGGIARE:


Da Brusnengo località Forte, al Dosso di San Bernardo.


Da Brusnengo 289 mt, sì sale in auto fino alla Frazione Forte 338 mt. Lasciata l’auto, sì prosegue a piedi seguendo il segnavie GtB N10 che sale alla chiesetta di Madonna degli Angeli 452 mt. Ora con dei bellissimi sali e scendi si percorre la crestina che porta a Castelletto Villa 351 mt; ora con segnavie GtB M61, si scende alla Diga Ravasanella, quindi raggiunta la SP 237, sì segue l'indicazione che porta ad Asei 351 mt, percorrendo il sentiero sulla destra. Raggiunto il borgo, si svolta a destra seguendo il sentiero che sale in cima al Colle di San Bernardo 464 mt, dove sorge l’omonima chiesa.










NOTA
Interessantissimo percorso, che porta alla scoperta di un gruppo collinare che sì erge a nord della pianura biellese, creato dalla forza delle attività vulcaniche che imperversavano nel Paleozoico, forgiando una serie di colli con paesaggi unici e particolari che trovano il loro maggior sfogo con l’area denominata Rive Rosse. Sì parte da Forte ultima frazione di Brusnengo, piccolo nucleo di rustici e corti che creano un ambiente molto gradevole, con quei profumi che sanno d’antico.
Lasciato il borgo, l’itinerario sì abbandona a piacevoli colli coltivati a vite, ricordo che siamo in terra di vini molto pregiati.
Dopo aver passato le vigne, s’inizia la decisa salita che porta al primo colle, dove sorge la chiesetta di Madonna degli Angeli 454 mt, protettrice dei vigneti. Qui, la copertura arborea, non consente di avere un buon panorama, ma durante il percorso sì avranno molti punti panoramici, dove l’occhio avrà certamente la sua parte.







Si prosegue lungo la crestina, con dei continui sali e scendi fino all’abitato di Castelletto Villa. Da qui, nelle giornate limpide, sì ha una panoramica eccezionale, con vista che spazia sulle risaie e sull’Appennino, ben riconoscibile è il complesso collinare del Monferrato, guardando verso ovest sì può ammirare il lungo complesso morenico de La Serra. Nel tratto finale della cresta, bisogna prestare attenzione alla segnaletica, poco chiara, e alcuni bivi possono trarre in inganno, infatti, quando sì raggiungono i vigneti, sì nota che la strada sterrata svolta a destra, scendendo verso i campi coltivati, l’itinerario prosegue diritto, trasformandosi in un piacevole sentiero che passa sotto Cima Terla 439 mt e con decisa discesa, sì raggiungono i vigneti che precedono l’abitato di Castelletto Villa. Il borgo è molto bello, adagiato sopra un pianoro, sì propone come il classico paesino di montagna, perché l’aria che sì respira è questa, un luogo fuori dal caotico vivere quotidiano, dove il silenzio è interrotto soltanto dal passaggio di qualche auto.







Scesi giù in valle, non sì può non notare l’imponente opera in cemento della Diga Ravasanella, che si mostra in tutta la sua cruda realtà. Asei, è un altro piccolo borgo, che come i precedenti, racchiudono quell’atmosfera solitaria, che piace a chi scappa dalla città.
Il Colle di San Bernardo, sì eleva sopra il bacino artificiale, qui sorge l’antica Chiesa di San Bernardo, l’area attrezzata, offre la possibilità di godere al meglio la particolarità di questo luogo. Poco più avanti, un’ampia area senza bosco, da la possibilità di ammirare un panorama suggestivo, con vista sulla grande chiesa che sorge sopra l’abitato di Sostegno 382 mt, e sul Monte Sant’Emiliano 728 mt che sì eleva sopra il paese; ben visibile la chiesa che da il nome al colle. Guardando verso destra è ben riconoscibile l’imponente mole del Monte Fenera 890 mt, e subito a fianco l’inconfondibile sagoma della Pietra Groana 699 mt, montagna che anni fa era conosciuta e frequentata come palestra di roccia.








Il resto del panorama, spazia sulle colline e sulle innumerevoli valli che compongono questo mosaico di origine vulcanica, guardando fin verso le alte cime della Valle Sessera, tutti validi motivi per venire a scoprire questi luoghi incantati, poco conosciuti ma che offrono ambienti selvaggi che sì fondono con le campagne e i paesi che vi sorgono.
CURIOSITA’
TEMPI DI PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: circa 300 mt in salita e poco più di 180 mt in discesa.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
SEGNALETICA: colonnine del GtB non sempre presenti nei bivi, seguire bene le indicazioni qui riportate.
CARTOGRAFIA O GUIDE: INGENIA, foglio 4: Il Biellese Centro Orientale.
DOVE ALLOGGIARE:

domenica 13 gennaio 2019

Da Castelletto Cervo alla Cascina Magna.


Da Castelletto Cervo 209 mt, sì oltrepassa il Torrente Cervo, seguendo la strada asfaltata per almeno cinquecento metri. Appena trovata un’ampia sterrata, sulla destra, sì svolta e la sì percorre fino ad arrivare alla Chiesa di San Vincenzo. Ignorando la segnaletica, si segue la sterrata che gira a sinistra, quindi dopo aver affiancato il ponte, sì deve superare la Roggia di Castellengo attraverso un ponte in metallo. Ora percorrendo la strada asfaltata che costeggia la SS 232, sì raggiunge la Chiesa SS Pietro e Paolo, che sì trova dall’altra parte della statale. Prestando attenzione alle auto, sì attraversa la strada statale, percorrendo la strada asfaltata sulla destra, che sì deve percorrere fino al borgo di Castellengo. Dopo aver visitato il borgo, si prosegue scendendo da una strada sterrata che porta all’Ecomuseo del Cossatese e della Baraggia. Raggiunto l’ecomuseo, sì seguono le indicazioni del GtB (Gran Tour del Biellese), che introduce a una piccola valle, ora con decisa salita, sì arriva a un altopiano, dove s’incontrano svariate cascine, tra cui: Cascina Pescia e Cascina Magna 306 mt. Proseguendo con il GtB, sì raggiunge dopo una decina di minuti, una zona panoramica che spazia sulla Valle del Cervo, su Cossato e sulle montagne circostanti.










NOTA
Percorso molto interessante dai panorami eccezionali, questa è la sola definizione che posso dare a questo itinerario, che va alla scoperta dell’ampia valle del Torrente Cervo e di una zona collinare come la Riserva Naturale Orientata della Baraggia tutta da scoprire.
Sì parte da Castelletto Cervo, piccolo borgo che sorge sopra una costa che si affaccia sul Torrente Cervo. Il minuscolo centro, è composto dalla chiesa parrocchiale dedicata a San Tommaso e dal castello risalente al XIII secolo, che domina sulla valle.








Il Torrente Cervo, sì attraversa seguendo una strada asfaltata che durante le piene del torrente, è chiusa. Per essere un torrente, la portata d’acqua è notevole e il suo letto è molto ampio. Percorrere l’ampia pianura è davvero emozionante, nelle giornate limpide, il panorama è semplicemente spettacolare, con vista che spazia su tutte le più belle cime della Provincia di Biella, tra cui: Monte Barone 2044 mt, Cima di Bò o Alta Cima 2556 mt, Monte Mucrone 2335 mt e Monte Mars, che con i suoi 2600 mt, rappresenta la massima elevazione del biellese, oltre ad una splendida vista sul Monte Rosa.
Proseguendo lungo la sterrata, sì arriva alla Chiesa di San Vincenzo, realizzata intorno al XII secolo, interessante nella sua struttura con l’enorme campanile. La Chiesa all’esterno non è messa bene, avrebbe bisogno di un discreto restauro, e comunque non è visitabile all’interno. Il contesto però, è molto suggestivo e la vista sulle Alpi, ampia, questa splendida atmosfera.
Raggiunta la chiesa dei SS Pietro e Paolo, sì apre un altro magico contesto, con la splendida veduta dell’antico borgo di Castellengo realizzato nel X secolo, arroccato su di una collina a circa 260 mt di quota, domina la valle con la sua imponenza. Il borgo è visitabile quasi completamente, e sì possono prenotare visite e ricevimenti.

Il complesso collinare della Baraggia, è un luogo molto suggestivo. La meta qui descritta, consente di ammirare un’area rurale di notevole pregio, con vari cascinali che sorgono su quello che posso definire come un piccolo altopiano, alture a quote collinari che regalano spettacolari panorami sulle montagne del biellese e sulla Valle del Torrente Cervo, che vista dall’alto, è ancora più suggestiva, come lo è vedere i tanti animali al pascolo che vivono liberi nella valle sottostante; scene che in pianura sono davvero rare, ma che qui a quanto pare, sono una piacevole abitudine. Le ultime righe le lascio al punto panoramico, che è obbligatorio raggiungere, perché dall’alto di queste quote collinari, sì gode come già più volte ripetuto, un panorama eccezionale, e sarebbe davvero un peccato, rinunciare a tale vista, che sì raggiunge davvero con pochi minuti di cammino.
 
CURIOSITA’
La Riserva Naturale Orientata delle Baragge, sì estende per 3980 ettari con diversi appezzamenti, su tre province che sono: Novara, Vercelli e Biella, ed è stata istituita nel 1992.
TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:30 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per un brevissimo tratto su sentiero.
DISLIVELLO: circa 150 mt.
SEGNALETICA: anche se s’incontra la segnaletica del GtB, consiglio di seguire le indicazioni che ho riportato nell’articolo, perché i paletti presenti lungo il percorso GtB, a volte sono mancanti e a volte sono stati volutamente rimossi, rendendo complicato seguire lo sviluppo del GtB.
CARTOGRAFIA E GUIDE: Il Bilellese centro orientale, foglio 4. INGENIA.
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
COME ARRIVARE: da Vercelli, seguire le indicazioni per Biella e Buronzo e Gattinara.
DOVE ALLOGGIARE: B&B La Carosera in località Castellengo, tel: 335/5252890.

mercoledì 9 gennaio 2019

Da Vigevano alla Cappella dedicata a San Martino.



Da Vigevano 116 mt, sì percorre Via Buccella piccola strada asfaltata dove, ha inizio l’itinerario. Si segue la strada asfaltata fino al borgo di Buccella. Oltrepassata la frazione, sì svolta a destra seguendo Strada Ramo dei Prati, che scende al naviglio Sforzesco. Raggiunto il naviglio, si svolta a sinistra seguendo l’ampio sentiero che costeggia il canale.
Raggiunto il ponte successivo, sì segue l’ampia sterrata che svoltando a sinistra, entra in località Villa Reale. Usciti dal borgo, sì segue la strada asfaltata che porta a Cassolnovo 120 mt. Raggiunta la curva sì prosegue diritto, percorrendo un’ampia sterrata sì arriva alla strada che scende all’Allevamento Mandelli; con una breve deviazione, sì può visitare l’esterno della chiesa di San Giacomo.
L’itinerario prosegue seguendo Strada dei Livellari, anch’essa conduce nel centro di Cassolnovo, quindi, raggiunte le prime case, si deve svoltare a destra per Via San Martino; poco dopo, sì oltrepassa il Canale Langosco, arrivando alla piccola cappella di San Martino.
NOTA
Il breve itinerario qui descritto, porta alla scoperta di una vasta area della Pianura Padana, chiamata Lomellina, un breve assaggio di questo mondo composto d’immensi campi, piccoli borghi e lunghi navigli.
Sì parte da Vigevano bellissima cittadina già esistente in epoca romana, situata poco a est del Fiume Ticino. Iniziando a camminare lungo Via Buccella, subito ci s’immerge nel silenzio delle campagne, ampi campi spaziano come un grande mare, e le tante cascine che s’incontrano lungo la strada, sembrano piccole isole.
La località Buccella, realizzata intorno al 1100, è costituita da alcuni rustici, da una graziosissima chiesa e da una villa non più in perfette condizioni. Questo luogo racconta già di per se, una lunga storia che dai secoli trascorsi, è giunta ai nostri giorni.
Il tratto che costeggia il Naviglio Sforzesco, canale realizzato intorno al 1400, è immerso nel verde e nel silenzio dei boschi che avvolgono il canale, un luogo gestito dall’uomo, ma allo stesso tempo selvaggio, e se sì ha fortuna, sì può anche incontrare qualche capriolo.
La località Villa Reale anch’essa risalente al 1300/ 1400, è un altro gioiello che non può lasciare indifferenti, una serie di rustici che avvolgono la villa principale che purtroppo si riesce a vedere solo marginalmente, mentre sì può ammirare la piccola chiesa dedicata a San Carlo Borromeo.
A pochi passi dal piccolo centro di Cassolnovo, sorge in una posizione molto suggestiva, la chiesa di San Giacomo eretta alla fine del 1500, circondata dalle risaie e dai boschi che precedono il Canale sforzesco. La chiesa non è visitabile, però come già detto, il contesto è davvero bello.
Dopo aver sfiorato le periferie di Cassolnovo, sì raggiunge il Canale Langosco, realizzato nel 1600, e subito dopo la cappella votiva dedicata a San Martino. Costeggiando il canale, sì raggiunge poco più avanti, un ponte, da qui sì può ammirare tutto il fascino della campagna, un angolo di pianura che merita di essere visitato. Se qualcuno pensa che in pianura non vi siano panorami mozzafiato, sbaglia completamente, una così ampia area di campi, regalano nelle giornate limpide fantastiche vedute su Alpi, Prealpi e Appennino, con un’eccezionale vista sul Monte Rosa 4634 mt.

CURIOSITA’
 Cassolnovo, è il comune più a nord della provincia di Pavia.

TEMPI DÌ PERCORRENZA: 2:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T)
PUNTI D’APPOGGIO: nessuno.
DISLIVELLO: praticamente inesistente, circa 15 mt tra salita e discesa.
SEGNALETICA: in pratica inesistente, seguire le indicazioni qui riportate.
COME ARRIVARE: in auto da Milano con SS 494, poi a una rotonda seguire le indicazioni per Novara, oltrepassando la linea ferroviaria Milano Mortara, quindi sì segue la provinciale fino a trovare le indicazioni per Cascina Buccella.
CARTOGRAFIA E GUIDE: carta dei percorsi ciclopedonali foglio N°5 redatta dal parco.
DOVE ALLOGGIARE: numerose strutture a Vigevano.

venerdì 26 ottobre 2018

Il Triangolo Lariano, da Como a Canzo.



Da Como 201 mt, sì percorre la mulattiera che passando dalla località Crescione, sale a Brunate 715 mt.
Arrivati a Brunate, sì attraversa il paese, fino a trovare le indicazioni che portano al faro Voltiano 902 mt e in seguito al Rifugio CAO 980 mt. Sì continua a camminare lungo un’ampia carrozzabile che segue la dorsale, passando per Baita Bondella 1075 mt e Baita Boletto 1180 mt, quindi, proseguendo su sentiero, si aggira il versante nord del Monte Boletto 1236 mt e del Monte Bolettone 1317 mt, arrivando alla Bocchetta di Lemna 1115 mt. Nuovamente in salita, sì arriva alla Bocchetta di Palanzo 1210 mt, dove sì trova il bivio con il sentiero che scende a Canzo 402 mt. Seguendo il sentiero che svolta a destra, sì costeggiano le pendici del Monte Palanzone 1436 mt, per collinare lungo Colma Piana 1179 mt. In decisa discesa, sì raggiunge Bocca Vallunga 902 mt. Ancora in discesa, il sentiero, diventa una carrozzabile, che attraversa un ampio castagneto, portando all’Agriturismo Cascina Enco. Un ultimo tratto su sterrata e si arriva ad Asso 427 mt, quindi su strada asfaltata sì attraversa il paese per arrivare sulla provinciale che porta
a Canzo e alla stazione.







NOTA
Il Triangolo Lariano, è composto principalmente da due gruppi montuosi. Il primo, situato ad est, è una piccola catena che va dai Corni di Canzo 1373 mt e Monte Moregallo 1276 mt, al Monte Cornizzolo 1240 mt, il secondo più lungo, parte da Como, e va a terminare a Bellagio 229 mt. La lunga dorsale, comprende vette che spesso superano i 1200 mt di quota con le due cime principali, il Monte Palanzone 1436 mt e il Monte San Primo, che con i suoi 1686 mt, rappresenta la cima più alta del Triangolo Lariano.
La traversata classica, è quella che da Como, conduce fino a Bellagio, percorrendo l’intera dorsale in circa 10/12 ore, con la possibilità di effettuare, il percorso in due giorni con pernottamento in una delle tante strutture che s’incontrano lungo il cammino.
Quella che propongo in queste pagine, è una variante, che sì può effettuare in un giorno solo e che consente di utilizzare comodamente i mezzi pubblici, rinunciando così all’auto.
Sì parte dal lungo lago di Como, salendo lungo la pedonale che porta a Brunate.
Dopo una lunga salita che segue in pratica la funicolare, sì raggiunge una strada asfaltata che si segue svoltando a destra e in breve porta alla stazione a monte della funicolare; consiglio di fare una visita al borgo, che sì presenta nella classica veste di paesino di montagna, circondato però da numerose ville, dotate d'immensi giardini botanici.
Dopo un’altra buona salita, sì arriva al Faro Voltiano, per chi come me, che abita ad ovest della città di Como, nelle serate in cui il cielo è limpido, non è difficile scorgere la luce del faro ad intermittenza, che emette il suo raggio luminoso.
Dopo aver visitato l’area del faro, inizia ora la bella traversata lungo un’ampia strada sterrata che in perfetta sequenza, conduce alle tante capanne che sorgono poco prima della cima del Monte Boletto, Capanna CAO, Baita Carla, Baita Bondella e Baita Boletto, qui, sì può trovare ospitalità a pranzo, a cena e con funzione d’alberghetto, fatta eccezione per la Baita Boletto; tutte le capanne, hanno delle bellissime balconate che spaziano sulla Brianza e sulla Pianura Padana, fino all’Appennino.
Passata la baita Boletto, poco prima di iniziare la salita al Monte Boletto, sì devia a sinistra affrontando il piacevole sentiero che passa sotto la cima, per arrivare ad una selletta, dove sì trova la Capanna San Pietro, una volta era un ottimo punto d’appoggio, oggi è una struttura in disuso, abbandonata alle intemperie.
 
Il sentiero che aggira il Monte Bolettone, attraversa un bellissimo bosco di faggi, che definire fiabesco, è davvero il minimo, un’atmosfera solitaria molto suggestiva.
Dalla Bocchetta di Lemna, un’altra ampia sterrata, porta alle pendici del Monte Palanzone, dopo aver aggirato il Pizzo dell’Asino 1272 mt, arrivando alla Bocchetta di Palanzo, qui, sì respira già un’aria di montagna, con una bellissima balconata che spazia sul ramo occidentale del Lago di Como.
La discesa, sì sviluppa interamente dentro il bosco.
Solo la località Enco, offre un’ampia visuale sulla Valle del Lambro, dopo aver attraversato una grande area coltivata a castagno, con piante secolari. Qui un altro ristoro, consente di avere un buon punto d’appoggio, per questa traversata.
Ancora in discesa, su facile sentiero, e sì raggiunge il borgo d’Asso, piccola cittadina, incastonata in questa bella valle, e poco dopo, ecco il Paese di Canzo, dove sì può trovare strutture per il pernottamento e il treno, per rientrare a casa.

CURIOSITA’

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:30/7:00 circa.
DIFFICOLTA’: (E) per la lunghezza del percorso e per il dislivello.
DISLIVELLO: oltre 1100 mt in salita e circa 1000 mt in discesa.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°91.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Como, Brunate, Asso e Canzo, altri locali in località Faro Voltiano, Rifugio CAO, Baita Carla, Baita Bondella e Baita Boletto lungo la dorsale, e Agriturismo Enco, nell’omonima cascina.
COME ARRIVARE: in treno, da Milano, con linea: Milano Cadorna, Saronno Como Lago, mentre per il ritorno, con linea: Canzo Meda, Milano Cadorna.
SEGNALETICA: pochi pannelli informativi lungo la salita da Como a Brunate, poi, cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE: Rifugio CAO, tel: 031/221074, Baita Carla, tel: 031/220186 e Baita Bondella, tel: 031/220307.

mercoledì 19 settembre 2018

Da Brinzio a Porto Ceresio.



Da Brinzio 516 mt, sì percorre il sentiero n°315 fino a Ganna 460 mt. Ora percorrendo al contrario il sentiero E/1, sì sale all’abitato di Boarezzo 736 mt, alla cima del Monte Piambello 1129 mt, per poi scendere a Cuasso al Monte 532 mt e per finire a Porto Ceresio 280 mt.
NOTA
Le montagne che compongono la parte centrale del varesotto, sono tutte cime che spesso superano i mille metri di quota, sono ottime palestre per gli escursionisti, grazie ai forti dislivelli, ma offrono anche una vasta scelta di traversate, che grazie ai buoni collegamenti con bus e treno, danno la possibilità di poter creare delle bellissime escursioni, anche di più giorni. L’itinerario qui proposto, è un esempio.
Sì parte da Brinzio, piacevole borgo che risale a prima dell’anno mille, collocato nel cuore del Parco Regionale del Campo dei Fiori 1227 mt, che sì può ammirare in tutta la sua imponenza. Qui sì trova anche la sede del parco oltre ad un piccolo museo, che consiglio di visitare.








Usciti dal paese, s’intraprende un piacevole sentiero che attraversa fitti boschi di faggio. Solo la località Valicci 636 mt con i suoi prati, interrompe il fitto bosco che attraversa il segnavie.
Poco prima di arrivare a Ganna, un’ampia balconata, permette di avere una splendida veduta sulla Valle del Pralugano, e sul Monte Monsonico 807 mt.
Attraversare Ganna, paese abitato già in epoca romana è un altro piacere che non può lasciare indifferenti; consiglio la visita alla Badia di Ganna, uno dei monumenti più importanti della Valganna.
Sì prosegue sempre seguendo al contrario il sentiero E/1, raggiungendo l’abitato di Boarezzo, bellissimo borgo, famoso per i tanti dipinti che sì possono ammirare, girando tra i vicoli del paese. 
 








Lasciato Boarezzo, inizia il tratto della Linea Cadorna, una lunga strada militare, sale lenta fino alla cima del Monte Piambello, lungo il percorso sì possono incontrare molte costruzioni che arricchiscono di storia queste montagne, con molte postazioni d’artiglieria, case matte e il grande fortino che avvolge l’intera cima del Piambello.






La discesa, sì presenta lunga e interminabile, poco dopo Bocchetta dei Frati 948 mt, è possibile andare a visitare altre fortificazioni, seguendo le indicazioni sulla sinistra, che conducono alle Rocce Rosse 1009 mt. Nuovamente in discesa sì costeggia la montagna, sempre sul lato sinistro, evitando un bivio che porta all’Ospedale di Cuasso. Dopo essere passati sotto Bocchetta Stivione 865 mt, sì raggiunge un ampio prato dove si colloca uno dei pochi alpeggi presenti nel gruppo montuoso del Monte Piambello. L’area è privata, ma non recintata; consiglio una breve visita al bel prato e al bunker presente nelle vicinanze.







Nuovamente in discesa, sì raggiungono due cascinali, poco sotto, sì trova una delle poche sorgenti presenti lungo l’itinerario, dove è possibile far rifornimento d’acqua. Ancora in discesa, e sì giunge a Cuasso al Monte, interessante paese prealpino, che ovviamente consiglio di visitare.
Sì prosegue lungo la provinciale, oltrepassando la località Borgnana 471 mt. Sì arriva ad una curva pericolosa, dove bisogna prestare attenzione alle auto, quindi dopo aver attraversato la rotonda, la facile sterrata che diventerà poi sentiero, conduce ad una serie di postazioni militari molto interessanti, che consiglio di visitare con la dovuta attenzione. Eseguendo una breve deviazione, sì arriva sopra un colle che sì affaccia sulla cittadina di Porto Ceresio e sul Lago di Lugano, dove sì può ammirare uno dei panorami più belli dell’intero itinerario. Bella la vista sul Monte Orsa 998 mt e sul Monte Pravello 1015 mt, mentre guardando verso il lago, sì ha una bella veduta su Morcote 272 mt e sul Monte Arbostora 822 mt.
Finalmente, dopo ore di cammino sì arriva a Porto Ceresio; qui, finalmente sì può toccare con mano, la fresca acqua del lago. Una Visita al lungo lago è d’obbligo, prima di andare in stazione a prendere il treno per tornare a casa.

CURIOSITA’
In Val Ganna, è possibile visitare la Cappella di San Gemolo, santo divenuto famoso, per essersi rialzato dopo essere stato decapitato.

TEMPI DI PERCORRENZA: 6:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per i tratti su sentiero.
DISLIVELLO: 800 mt circa, tra salita e discesa.
PUNTI D’APPOGGIO: locali a Brinzio, Ganna, Cuasso al Monte, Borgnana e a Porto Ceresio, più riparo d’emergenza in cima al Monte Piambello.
COME ARRIVARE: da Varese in autobus fino a Brinzio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90.
SEGNALETICA: cartelli informativi nel Parco del Campo dei Fiori, del sentiero E/1 e del Sentiero Confinale da Cuasso al Monte. La segnaletica orizzontale, è mancante fino a Cuasso al Monte; prestare bene attenzione alle indicazioni, perché in alcuni tratti, la segnaletica verticale è scarsa.
DOVE ALLOGGIARE: B&B Dolce Vita al Lago di Lugano, tel: 347/8971084.

mercoledì 29 agosto 2018

Dalla località Forcorella: percorso lungo i camminamenti della Linea Cadorna.


 
Dalla località Forcorella 767 mt, si seguono le indicazioni che portano al Sasso di Bol 982 mt, sì prosegue in salita, raggiungendo la cima del Monte Piambello 1125 mt, dove si trovano i resti di un fortino. Per il ritorno, si percorre la strada militare che scende alla Bocchetta dei Frati 948 mt, quindi procedendo in direzione della Bocchetta dello Stivione 865 mt, s’incrocia sulla sinistra, il sentiero che sale alle Rocce Rosse e ai camminamenti della Linea Cadorna, raggiungendo quota 1009 mt. Ritornando alla Bocchetta dei Frati, sì svolta a sinistra, seguendo l’ampio sentiero che riporta al Sasso di Bol, dove sì ritroverà il sentiero che scende alla località Forcorella.
NOTA
La Linea Cadorna, è una linea difensiva realizzata tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Attraversa una buona fetta dell’Italia settentrionale seguendo la linea di confine con la Svizzera. Il territorio montuoso del varesotto, è attraversato in buona parte da questa linea difensiva, con strutture ben conservate, che in parte sono anche visitabili.
L’itinerario qui proposto, n’è un valido esempio. Sì parte dalla località Forcorella, attraverso una strada sterrata che guadagna subito quota, sì prosegue lungo un sentiero che porta al sasso di Bol. Il Sasso di Bol, è rappresentato da un grosso masso e da una serie di massi più piccoli, adagiati sul terreno, una perfetta unione di forze, che lottano tra loro per restare perennemente in bilico con il paesaggio che li circonda. Salendo sul masso principale, sì può ammirare un discreto panorama che spazia verso nord.





Proseguendo su sentiero, sì raggiunge la vetta del Monte Piambello. Qui sì trova un fortino che costeggia quasi l’intera sommità della cima del monte. Poco a fianco, stata posta una struttura d’emergenza, che può essere utile in caso di maltempo. Guardando verso est, sì apre una bella balconata sulla Val Ceresio e sulle sue montagne che circondano a valle, tra cui: Monte Pravello 1015 mt, Poncione di Ganna 992 mt e Monte Minisfreddo 1042 mt. Ben visibile l’abitato di Porto Ceresio 280 mt e una porzione del Lago di Lugano.




Scendendo per la strada militare, si arriva a Bocchetta dei Frati, crocevia, d’alcuni itinerari della zona.
Dopo aver lasciato il bivio con il sentiero che porta a Bocchetta dello Stivione, inizia una bella salita che porta alla scoperta del complesso fortificato, nominato come Rocce Rosse. Un piacevole susseguirsi di gallerie e case matte, scavate nella roccia, alcune visitabili anche all’interno, prestando le dovute attenzioni. Raggiunta la parte alta delle Rocce Rosse, sì apre una bellissima balconata che spazia sul Monte Piambello e sulle cime della Val Ceresio. Ora, sì può decidere se tornare indietro sui propri passi, oppure attraversare un’area privata, che riporta a Bocchetta dei Frati, dove sì ritroveranno le indicazioni per ritornare alla località Forcorella. 
 
 




CURIOSITA’ 
Una delle curiosità che sì possono raccontare sulla Linea Cadorna nel Varesotto, è che durante la prima grande guerra, queste fortificazioni, non vennero mai utilizzate, dato che il fronte sì spostò a est, della Regione Lombardia.
TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero.
DISLIVELLO: circa 400 mt.
PUNTI D’APPOGGIO: riparo d’emergenza in cima al Monte Piambello.
COME ARRIVARE: da Varese con SS n°233 fino a Ghirla, poi indicazioni per Marzio.
CARTOGRAFIA O GUIDE: carta Kompass N°90, carta INGENIA Valganna Valmarchirolo
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine rosso bianco. Prestare attenzione alle indicazioni, la segnaletica, a volte risulta insufficiente.
DOVE ALLOGGIARE:

mercoledì 9 maggio 2018

Da Castellaro al Bivacco Laguione.



Da Castellaro 741 mt, piccola frazione di Varzi 416 mt, sì percorre l’itinerario Via del Sale, fino al Bivacco Laguione 1500 mt circa 



NOTA
La regione Lombardia, è conosciuta principalmente per la maestosità dei vari gruppi montuosi che compongono la fascia alpina e prealpina della parte settentrionale della regione. Esiste però un lembo d’Appennino, che entra in territorio lombardo, nella parte sud, più precisamente la dorsale che rappresenta l’Appennino Ligure, monti che uniscono ben quattro regioni con annesse province e in pratica: la Lombardia con la provincia di Pavia, la Liguria con la Provincia di Genova, il Piemonte con la Provincia d’Alessandria e l’Emilia Romagna con la Provincia di Piacenza.
L’itinerario qui descritto, parte da Castellaro, piccola frazione a circa otto chilometri da Varzi, e più precisamente, dal parcheggio che sì trova a fianco l’Hotel ristorante primula Bianca. Il paese sorge sopra la schiena di una collina, immerso nel totale silenzio di questi luoghi ricchi di fascino, dove il relax è davvero assicurato.







Sì percorre la Via del Sale, antico percorso, usato per il trasporto delle merci. L’ampia carrozzabile, segue la linea dell’acquedotto entrando in una stretta valle. Sì continua a salire fino a trovare il sentiero, che consente di evitare in molte occasioni il tratto su sterrato, continuando a salire, fino ad entrare in un fitto bosco di faggio, dove poi si troverà l’ultima cabina dell’acquedotto.
Continuando la salita, sì entra nel magico bosco di larice e abete bianco, e dopo un’altra breve e meno intensa salita, si arriva al Pian della Mora, a circa 1350 mt circa.
Qui un grazioso bivacco, consente di avere un ottimo punto d’appoggio in caso di maltempo, e con la giusta attrezzatura è possibile anche pernottarvi, nell’apposito vano, adibito a dormitorio.
Si prosegue lungo la sterrata che sale al Monte Bogleglio 1492 mt, dopo una facile salita, si può ammirare l’ampio panorama che guarda verso il Piano della Mora, nelle giornate terse, sì ha una spettacolare veduta sulla Pianura Padana e su buona parte dell’arco alpino, con vista su numerosi quattromila. 







Proseguendo lungo la Via del sale, si mantiene quota, camminando lungo la dorsale che divide la Regione Piemonte dalla Regione Lombardia, con belle balconate che guardano verso il Monte Ebro 1700 mt, Monte Chiappo 1700 mt e Monte Lesima 1724 mt. 

 






Poco prima della cima del Monte Bagnolo 1550 mt, sorge a circa 1500 mt il Bivacco Laguione, un altro importantissimo punto d’appoggio in caso di maltempo.
Il bivacco non è pernottabile, ma al suo interno si trova tutto l’occorrente, per trascorrere qualche ora in tranquillità, immerso nel verde e nel silenzio di queste morbide e solitarie montagne, una parentesi appenninica da vivere in tutta la sua bellezza.

CURIOSITA’







Nido di Formica Rufa, proveniente dalle Alpi, introdotta nell’area del Monte Alpe 1254 mt, per combattere l’eccessiva diffusione della processionaria.

TEMPI DI PERCORRENZA: 3:00 circa.
DIFFICOLTA’: (T/E) per tratti su sentiero ripido.
PUNTI D’APPOGGIO: Albergo Ristorante primula Bianca a Castellaro, bivacco sempre aperto in località Piano della Mora e Bivacco Laguione ai piedi del Monte Bagnolo.
DISLIVELLO: circa 800 mt.
COME ARRIVARE: da Pavia seguendo le indicazioni per salice Terme e Varzi, poi con SP n°91 fino a Castellaro.
CARTOGRAFIA O GUIDE: Carte Appennino Pavese redatte dallo Studio Cartografico Italiano.
SEGNALETICA: cartelli informativi e bandierine bianco rosso.
DOVE ALLOGGIARE:

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